Dal marzo 2022 tengo il corso di net marketing (titolo anni Novanta!) presso l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia. L’obiettivo del corso è far comprendere agli studenti i concetti chiave del digital marketing e della comunicazione digitale aziendale.

Nella prima lezione, tenuta il 10 marzo, il tema chiave era la differenza tra marketing e comunicazione, spesso poca chiara. In realtà la differenza è netta. Secondo una definizione classica, “il marketing, attraverso l’analisi della domanda, individua i bisogni del cliente e definisce le azioni e i processi atti a soddisfarli, creando il massimo profitto per l’organizzazione da diversi punti di vista: economici, reputazionali, di accrescimento della brand equity (valore della marca) e di opportunità di mercato”. Tra gli strumenti a disposizione di chi fa marketing c’è anche la comunicazione: sito Web, campagne social, brochure, volantini, eventi, spot e così via. Secondo Paolo Enrico, prima di essere comunicazione, il marketing è strategia, vision, coordinamento.

Per spiegare questa differenza ho citato il caso dell’acqua minerale in bottiglia, che puoi ascoltare in questo video:

Dopo la parte teorica, gli studenti si sono divisi in gruppi per fare degli approfondimenti, analizzare casi di studio e realizzare delle presentazioni sulle diverse tematiche. Riporto in questa pagina i loro contributi.

Un gruppo (composto da Monica Velaj – Marco Grandi – Marco Muzzin – Luca Perini) ha lavorato sulla differenza tra marketing e comunicazione a partire dall’esempio di Gilette, citando la campagna “Shave like a bomber” con Bobo Vieri:

Un altro gruppo (Martina Bellomi – Maria Boninsegna – Giulia Boselli-Botturi) ha analizzato il viaggio del cliente (con il modello delle 5A, che ho illustrato nel video sull’Oculus) prendendo a esempio il caso della GoPro:

Un terzo gruppo (Alberto Venturini – Elia Tabarelli – Elena Sandrini – Roberta Cannavò – Pietro Fausto Filareto) ha illustrato le differenze tra inbound marketing (o content marketing) e outbound marketing:

Qui invece l’anali della comunicazione social di Trussardi  (che avevo trattato nel video “Perché le foto social di Trussardi fanno schifo? 3 ipotesi campate per aria“) da parte del quarto gruppo (Bianchessi Eugenia – Facchinetti Sara – Ferrari Cristian – Fornari Sara):

Infine un ultimo gruppo (Eleonora Manzo – Laura Ferri – Francesca Chiabotto – Giovanmaria Crescini) ha trattato del rebranding da Facebook a Meta:

 

 

“Il personal branding è quello che la gente dice di te quando sei uscito dalla stanza”

E se la stanza fosse virtuale? E se quello che esce non fossi tu ma il tuo avatar? Insomma, come si declinano i temi di reputazione digitale e personal branding nel metaverso?

Faccio un po’ d’ordine. In questo articolo occorre partire da zero, visto che stiamo parlando di un nuovo mondo. Ma di mondi ce ne sono parecchi: allora ne scelgo uno, tra l’altro uno dei più popolari. Sto parlando di The Sandbox, nelle ultime settimane al centro del dibattito per una serie di notizie che sono apparse ovunque:

Per chiarire: che cos’è Sandbox? Viene definito un “metaverso a blocchi” che consente di creare oggetti 3D (tramite VoxEdit), di scambiarli con gli altri utenti e di creare giochi tridimensionali con Game Maker. Il token che governa le transazioni, ovvero la moneta virtuale, è SAND.

Una volta che hai deciso di entrare in Sandbox, devi curare il tuo personal branding, in particolare avendo cura di questi dettagli:

  • Nickname
  • Profilo
  • Avatar

La scelta del nickname

Dopo essersi collegati a www.sandbox.game occorre creare un account. Si possono usare gli account social già attivi, come Facebook, oppure l’account Google. Oppure, in perfetto spirito Web 3, si può usare Metamask (un wallet di criptovalute). Io ho scelto quest’ultima opzione, in caso di necessità di acquisti. A quel punto Sandbox ti chiede di inserire una mail e, soprattutto, un nome utente. Il nickname è fondamentale per il tuo personal branding: te lo porterai dietro tutta la vita (virtuale) e scegliere “topolone92” non è una grande idea. Personalmente ho deciso di scegliere nome e cognome (non si possono mettere punti o altri segni nel nick).

In coerenza con la logica Blockchain, occorre un firma virtuale:

Curare il profilo

Il consiglio è quello di sistemare subito il profilo. Personalmente la prima cosa che ho fatto, nella sezione Settings, è inserire:

  • Il mio sito Web
  • La mia short bio (in italiano, forse in futuro la inserirò in inglese)
  • La mia immagine (uso ovunque il mio avatar)
  • I miei canali social

La costruzione dell’avatar

Gli avatar non mi fanno impazzire, sanno molto di videogioco anni Novanta o di pupazzetti alla Minecraft. Ma ci si fa presto l’abitudine. Si può scegliere il tipo di umano, il colore della pelle, i capelli ma anche il vestiario. Consiglio abiti e abbinamenti che, tutto sommato, rispondano al proprio stile.

Un curiosità: per arricchire il proprio avatar si possono acquistare anche degli accessori a pagamento. Per curiosità sono andato a controllare quanto costassero delle scarpe nuove, e mi sono spaventato quando ho scoperto che costano come quelle vere (anche un centinaio di dollari, o più):

Guarda il mio seminario introduttivo sul metaverso

L’empathy map è uno strumento che permette un’esplorazione condivisa dei profili utenti e dei potenziali clienti, inducendo a un’immedesimazione empatica nei confronti della loro esperienza. Creata da Dave Gray, si presenta come un grande canvas diviso in 6 settori e al centro il profilo di una persona. Ho trovato questa mappa sul libro “Da zero al brand” dell’editore LSWR.
In questo video spiego come funziona e come l’ho applicata nel caso del mia startup Link&Lead:

Per acquistare “Da zero al brand”:

 

Nel marzo del 2022 è uscito il mio primo libro per Psicografici Editore. In questo video racconto genesi e contenuti:

La sinossi del libro

Nell’era digitale, come diceva Rushkoff, non siamo utenti ma prodotti. Le multinazionali (per lo più americane) ci usano: raccolgono i nostri dati per fare profitto, ci profilano per vendere di più. Tutto questo a scapito della nostra privacy, spesso mettendo a repentaglio anche reputazione e sicurezza. Possiamo fare qualcosa per contrastare questo strapotere? La tecnologia non è solo il problema ma, volendo, anche la soluzione: per ogni software che ci sfrutta (qualcuno parla addirittura di “plusvalore digitale”) ne esistono altri, spesso liberi e gratuiti, che permettono di tornare in controllo della nostra vita digitale. Questo libro vuole essere un’introduzione al tema, alla portata di tutti: un esperimento di alfabetizzazione digitale con tanti esempi pratici, decine di trucchi e strumenti pronti all’uso.

La cover del libro

Dove comprare il libro?

Resistenza digitale può essere acquistato direttamente sul sito di Psicografici Editore. Ed è disponibile su tutte le maggiori piattaforme di e-commerce.

In questo video parlo di titoli online, a partire dal mio libro “Questo titolo spacca”. Parto dal ragionamento sulla legge tre S del giornalismo – sesso, sangue e soldi – di Axel Springer: il giornalista tedesco era convinto che la carta stampata si reggesse su questi tre temi ancestrali. Elenco un esempio osceno e cinque esempi virtuosi d’uso elegante della S del sesso.

Puoi acquistare il libro su Amazon:

Nel video commento queste cinque notizie:

In questo video parlo dei modelli di business opposti di Facebook e Netflix, raccontando anche come invece il modello di LinkedIn possa essere considerato ibrido.

Dalla fine del 2021, quando Zuckerberg ha svelato Meta e i suoi piani futuri, non si fa altro che parlare di metaverso. Eppure di metaverso, o meglio metaversi, si parlava già prima, innamorati da libro e film Ready Player One: da anni i nostri figli giocano nei mondi (più o meno) aperti di Minecraft e Fortnite, recentemente anche in Roblox.

Ultimamente le notizie sul tema sono all’ordine del giorno: grandi aziende che aprono spazi virtuali e negozi online, brand di moda che vendono accessori per gli avatar, calciatori e club che comprano intere isole per creare eventi, milioni di euro investiti in terreni virtuali e così via.

È arrivato il momento di informarsi: hype o concreata opportunità, bolla o investimento interessante? I nostri figli avranno certamente a che fare con la nuova Internet (Web 3), anche noi? Come si entra in un metaverso? Che cosa ci si può fare, concretamente? Quali sono gli aspetti oscuri, i pericoli del nuovo mondo?

Il corso o conferenza, che può durare due oppure quattro ore, affronta i seguenti temi.

  • Introduzione al metaverso: dal web 2.0 al web 3.0
  • Come si entra nel metaverso?
  • Panoramica dei metaversi accessibili (Roblox, Decentraland, Sandbox, ecc.)
  • Blockchain e NFT
  • Cosa fare nel metaverso?
  • L’esempio degli eventi
  • L’economia: chi e come guadagna nei metaversi?
  • Come si compra nel metaverso? Cenni sulle cryptovalute
  • Aspetti problematici

Il workshop: entrare nel metaverso

Dopo la parte introduttiva è il momento di agire. Il docente mostra la procedura passo a passo per entrare concretamente nel metaverso senza spendere un euro (o un Bitcoin) e senza dotarsi di alcuna attrezzatura fantascientifica. Il Workshop sul primo accesso a Decentraland ha la seguente scaletta:

  • Introduzione a Decentraland
  • Creare un account Guest (ospite, gratis)
  • Creare il proprio avatar
  • Muovere i primi passi in Genesis City
  • Visitare un luogo virtuale (interessante per il target, da definire con gli organizzatori)

Il corso per la Fastweb Digital Academy

Dal marzo 2022 tengo un corso introduttivo sul metaverso per la Fastweb Digital Academy:

Che cosa dice chi ha seguito il corso:

Alcuni approfondimenti sul metaverso

Man mano che esploro il nuovo mondo e sperimento nuove funzionalità, realizzo articoli e video per raccontarle. Questi sono alcuni assaggi della lezione, conferenza o workshop.

Contattami per organizzare l’evento

L’evento può essere organizzato in tre modalità:

  • Webinar
  • In presenza
  • Direttamente nel metaverso

Scrivimi una mail

Da quando Mark Zuckerberg ha annunciato il suo sbarco nel Metaverso, tutti attendono Horizon. Eppure di metaversi ce ne sono già parecchi: per esempio Sandbox, dove nel febbraio del 2022 il calciatore Marco Verratti ha comprato un’intera isola, oppure Roblox, un metaverso che piace molto alla generazione Alpha (i nati dal 2010). In un precedente articolo (e video) ho spiegato come ho comprato il mio primo appartamento in Multiverse.
Qui invece racconto, con un passo a passo, come puoi seguire la tua prima mostra d’arte su Decentraland.

Ecco le fonti usate per creare il video:

Buona visione:

Contattami per un corso sul metaverso

In questo video mostro un paio di esperimenti interessanti di contrasto alle fake news. Ecco le fonti per eventuali approfondimenti:

Buona visione:

Scrivimi se vuoi organizzare un evento sulle fake news