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Giornalisti nel “metaverso”: quali opportunità?

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Partiamo da alcuni punti fermi:

  • il “metaverso” non esiste (esistono i metaversi, e non si parlano nemmeno tra loro, anche se si sta lavorando a una soluzione);
  • l’hype è forte ma di opportunità concrete ce ne sono ancora poche;
  • si parla di “metaverso” spesso a sproposito.

Fatte queste premesse, racconto perché sto scrivendo questo pezzo. Qualche giorno fa ho letto “Giornalisti nel metaverso”, titolo in self-publishing che mi ha deluso: quasi 100 pagine di premessa su cos’è Internet e Web 2.0 e l’esame di Stato dell’autore giornalista… e poi – cala grazia! – poche righe, confuse, sulle opportunità per i giornalisti nel “nuovo mondo”. Allora ho deciso di indagare ed elencare quali siano, al momento, le reali opportunità per i giornalisti. Si pare dal presupposto, come afferma Laura Lorek (fondatrice di Silicon Hills News) , che i giornalisti non sono (solo) le vittime della digitalizzazione, ma possono governarla e trarne beneficio:

“[Journalists] are really a part of the computing and AI convergence industry right now that is leading to a much more fast-paced development cycle than anything we’ve seen in the past. It’s not just virtual reality, it is reality. And we, as journalists and media, have to be players in this new world.”

A mio avviso i giornalisti potranno sfruttare i metaversi – si spera un domani convergenti – per queste attività.

Riunioni di redazione

Esistono già diversi ambienti virtuali, da frequentare grazie al proprio avatar, per organizzare delle riunioni. Nel caso delle riunioni di redazione, potrebbero prendervi parte anche i “lettori”, se così possiamo chiamarli. Un esempio di ambiente virtuale utile per questo tipo di riunioni è Somnium space.

Inchieste immersive

Le tecnologie immersive offrono ai lettori, tramite i loro avatar, un contesto informativo più ampio di quello attuale: sono loro i protagonisti. Si muovono, agiscono in prima persona, al fine di esplorare, scoprire, capire. Ed essere maggiormente coinvolti. Un bell’esempio è “Hunger in Los Angeles” (l’esperimento ricostruisce una giornata tipo nelle mense per poveri di Los Angeles):

Interviste

Nel 2021, in piena pandemia (si era nel boom della variante Omicron), il giornalista del The Financial Times Henry Mance tentava da settimane di incontrare l’ex primo ministro britannico Nick Clegg (all’epoca in Meta). Mance e Clegg hanno fissato l’appuntamento per l’intervista in un metaverso, e hanno fatto incontrare i loro avatar.

L’esperimento è stato replicato anche in Italia, dal Corriere della Sera. Tra i VIP intervistati anche Bebe Vio, che presenta l’esperimento così su Instagram:

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Beatrice Maria Vio Grandis (@bebe_vio)

Vendere i “pezzi” come NFT

L’agenzia di stampa The Associated Press ha lanciato una raccolta di NFT (token non fungibili) sul marketplace di Binance. La raccolta, soprannominata “Unique Moments”, presenta versioni digitalizzate di foto e servizi giornalistici riguardanti alcuni momenti storici del secolo scorso. Qualche esempio: la resa del Giappone durante la seconda guerra mondiale, la scoperta di Plutone e così via. Il prezzo: 29 BUSD 29 (la stablecoin di Binance). Anche il New York Times e il New Yorker si sono buttati sugli NFT.

Blockchain e NFT sono utili anche per vendere delle membership ma anche per contrastare le fake news: ANSAcheck è “una soluzione che consente di certificare l’origine ANSA delle notizie grazie alla tecnologia Blockchain, che agisce come garante di trasparenza, sicurezza e apertura dell’informazione”. In questo caso, più che di metaverso si parla di Web 3.0.

Giornalisti virtuali

Il rischio per i giornalisti sarà un micidiale mix tra realtà virtuale e intelligenza artificiale: già si parla di giornalisti virtuali. Un esempio viene dalla Cina:

A tutto questo possiamo aggiungere, più lato editore, anche:

  • eventi (penso alle testate che organizzano i dibattiti politici durane le campagne elettorali)
  • feste per gli abbonati
  • servizi ai lettori (dal marketing a cimiteri virtuali al posto dei necrologi testuali?)
  • evoluzione dei podcast
  • contributi dei lettori (in una nuova ottica UGC, user generated content)

… e chissà cos’altro non riusciamo nemmeno a immaginare.

Per concludere possiamo dire che il mezzo, in questo caso, può davvero essere il messaggio. Ma quello che farà la differenza, come sempre, saranno i contenuti.

La conferenza di introduzione al metaverso

Ho tenuto un evento di presentazione del metaverso nel gennaio 2022:

[VIDEO] Perché nel Metaverso la borsa virtuale di Gucci vale più di quella reale?

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Qualche mese fa lessi questa notizia riguardo il Metaverso:

In pratica, in Roblox, una borsa di Gucci digitale è stata venduta per oltre 4.000 dollari, 800 dollari in più rispetto alla borsa reale. A questo indirizzo di Roblox trovi gli item Gucci in vendita.

Allora mi sono chiesto: perché un bene digitale, non tangibile, può costare più della controparte reale? Nel video racconto tre motivi. Buona visione:

Il personal branding ai tempi di TikTok e del metaverso (intervista per il podcast di Thesis4U)

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Nel giugno 2022 sono stato intervistato, per il podcast Dialectic di Thesis4U, sul tema del personal branding. Ne è nata una discussione di circa mezz’ora, dove si è spaziato da TikTok al metaverso. Ecco l’intervista, buon ascolto:

 

Come ho portato il progetto Digeducati nel metaverso

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Progetto punto di comunità virtuale

Il progetto DigEducati prevedeva fino al giugno 2022, oltre alla creazione di una piattaforma per la gestione della community, la realizzazione di spazi concreti dove bambini e ragazzi (e adulti di riferimento) possono trovare supporto all’accesso e all’utilizzo dei contenuti digitali. Un totale di 30 punti di comunità diffusi in tutta la bergamasca. Ho quindi proposto ai responsabili del progetto di creare un 31esimo punto di comunità, non fisicamente sul territorio, bensì online su Roblox. Ho presentato il progetto lunedì 13 giugno 2022.

Roblox: che cos’è e il perché della scelta

Roblox è una piattaforma di gioco di genere MMO: si intende “massively multiplayer online” game, giochi in Rete in grado di supportare centinaia o migliaia di giocatori contemporaneamente. La piattaforma, sviluppata da Roblox Corporation nel 2006, permette a chiunque di creare i propri mondi virtuali (si possono anche creare anche giochi), che gli iscritti possono esplorare con il proprio avatar. Si può socializzare con altri iscritti.

L’iscrizione alla piattaforma è molto semplice, grazie al sito https://www.roblox.com. L’accesso può avvenire da PC ma anche da mobile, grazie alle app per iOS e Android.

Roblox è da qualche tempo uno dei passatempo preferiti della generazione Alpha (nati dal 2010), perfettamente in target per il progetto DigEducati, ed è tra l’altro un ambiente ragionevolmente sicuro (si rilevano solo alcuni giochi dai toni horror).

Il progetto

Il team grafico di PlaySys, composto da personale esperto nella creazione di modelli, ambienti e animazioni tridimensionali, ha utilizzato Roblox per creare uno spazio virtuale basato sugli spazi fisici realmente esistenti e creati col supporto di Fondazione Bergamasca.

Il reale a sinistra, il virtuale a destra:

Lo spazio è caratterizzato da un forte stile colorato, fresco e adatto agli utilizzi in ambito digitale. L’ambiente ha un impatto emozionale per un pubblico molto giovane ed è, allo stesso tempo, coinvolgente per progetti interattivi condotti da educatori. L’ambiente virtuale risulta ideale per sviluppare le attività di supporto educativo atte ad aumentare le competenze digitali dei più giovani. I ragazzi possono interagire tra loro e con gli educatori, usando anche oggetti virtuali (per esempio altalene, campo da basket, labirinto e così via).

Il ponte tra virtuale e reale

Lo scopo del progetto è portare bambini e ragazzi nei punti di comunità. Fisici.

Il punto di comunità virtuale ha quindi 3 obiettivi:

  • Parlare lo stesso linguaggio dei ragazzi, frequentare gli stessi luoghi.
  • Far interagire i ragazzi nel metaverso, anche con gli educatori, per conoscere il progetto Digeducati.
  • Portare i ragazzi nei punti di comunità sul territorio. Come? Grazie a un quiz (sui temi dell’educazione digitale) i ragazzi possono acquisire un badge. Questo permette di ritirare un premio (uno zainetto) nei punti di comunità.

Il “gioco” è attivo dal 27 giugno 2022.

Digeducati su Roblox: il link per accedere

Dopo aver installato Roblox sul proprio computer, è sufficiente andare a questo link “Digeducati su Roblox“.

Buon divertimento!

L’intervista per Bergamonews

Il quotidiano online Bergamonews.it mi ha intervistato sul progetto il 14 giugno 2022. Ecco l’intervista dal titolo “DigEducati sbarca nel metaverso: al via un punto di comunità virtuale su Roblox“.

Per rimanere aggiornati sulle ultime novità del mondo digitale, Fondazione della Comunità Bergamasca ha proposto due giornate di formazione per oltre 60 operatori – educatori, bibliotecari, insegnanti – coinvolti nel progetto ‘DigEducati’. Il 13 e 14 giugno l’appuntamento è al polo culturale di Daste, a Bergamo.

L’approfondimento su Roblox è affidato a Gianluigi Bonanomi, giornalista professionista specializzato in hi-tech e formatore sulla comunicazione online, che ha curato un focus su “Punto di Comunità virtuale: Roblox e il metaverso”. Ecco cosa ci racconta.

Perché aprire un punto di comunità su Roblox?

Volevamo qualcosa che attirasse bambini e ragazzi per poi portarli a frequentare i punti di comunità fisici. A partire dai giochi, molto intrattenimento, per arrivare alla proposta educativa. All’interno della piattaforma Roblox, i giocatori – che si muovono attraverso un avatar che è l’omino della Lego, per intenderci – potranno fare delle esperienze (ad esempio, prendersi cura di un cagnolino) in un ambiente virtuale tranquillo e considerato sicuro da molti genitori, e potranno incontrare gli operatori di DigEducati. Dal 27 giugno potranno rispondere a dei quiz sull’educazione digitale attraverso il proprio avatar, fino al raggiungimento di un determinato punteggio, necessario per poter ricevere un premio, da ritirare al punto di comunità fisico più vicino. In questo modo potranno apprendere informazioni sicure e competenze per un corretto utilizzo del web, conoscere gli operatori di progetto e toccare con mano le possibili attività a loro dedicate.

Perché è così importante per i ragazzi questa integrazione tra il reale e il virtuale?

In realtà i bambini e i ragazzi non si pongono questo problema. Sono nativi digitali, non hanno coscienza di un mondo senza connessione, senza cellulare, senza internet. Loro non sono né online, né offline, sono onlife. Noi andavamo al parchetto dell’oratorio, loro si incontrano sulle piattaforme. Per loro è un dato di fatto: la socialità è questa. D’altronde, se vogliono ascoltare musica, usano Spotify o youtube. Se vogliono studiare, la scuola chiede di avere Classroom (piattaforma che semplifica la creazione e la distribuzione di materiale didattico, l’assegnazione e la valutazione di compiti online, ndr). La tecnologia è uno strumento e non è corretto demonizzarla. Possiamo usarla molto bene ed avvicinarci al gusto e al linguaggio dei nostri bambini e ragazzi.

Qual è l’obiettivo formativo di un punto d’incontro virtuale nell’ambito di un progetto come DigEducati?

Immagino che qualcuno potrebbe pensare: ‘DigEducati serve per mettere dei paletti e porre limiti all’uso della tecnologia e voi andate ad aprire un punto di comunità virtuale’. Io rispondo che la soluzione non è usare meno tecnologia, ma usare bene la tecnologia. A genitori ed educatori potrà sembrare qualcosa di molto lontano, ma vale la pena far capire che dobbiamo imparare a convivere con la tecnologia, che sarà sempre più presente nella nostra vita. Il 65% dei nostri figli, dei bambini che vanno all’asilo e alle elementari oggi, farà un lavoro che oggi non esiste. Nella stragrande maggior parte dei casi avrà a che fare con la tecnologia. Dobbiamo essere bravi a cogliere le opportunità di questo strumento e saperle vedere anche quando sembrano problemi.

Il personal branding nel metaverso

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“Il personal branding è quello che la gente dice di te quando sei uscito dalla stanza”

E se la stanza fosse virtuale? E se quello che esce non fossi tu ma il tuo avatar? Insomma, come si declinano i temi di reputazione digitale e personal branding nel metaverso?

Faccio un po’ d’ordine. In questo articolo occorre partire da zero, visto che stiamo parlando di un nuovo mondo. Ma di mondi ce ne sono parecchi: allora ne scelgo uno, tra l’altro uno dei più popolari. Sto parlando di The Sandbox, nelle ultime settimane al centro del dibattito per una serie di notizie che sono apparse ovunque:

Per chiarire: che cos’è Sandbox? Viene definito un “metaverso a blocchi” che consente di creare oggetti 3D (tramite VoxEdit), di scambiarli con gli altri utenti e di creare giochi tridimensionali con Game Maker. Il token che governa le transazioni, ovvero la moneta virtuale, è SAND.

Una volta che hai deciso di entrare in Sandbox, devi curare il tuo personal branding, in particolare avendo cura di questi dettagli:

  • Nickname
  • Profilo
  • Avatar

La scelta del nickname

Dopo essersi collegati a www.sandbox.game occorre creare un account. Si possono usare gli account social già attivi, come Facebook, oppure l’account Google. Oppure, in perfetto spirito Web 3, si può usare Metamask (un wallet di criptovalute). Io ho scelto quest’ultima opzione, in caso di necessità di acquisti. A quel punto Sandbox ti chiede di inserire una mail e, soprattutto, un nome utente. Il nickname è fondamentale per il tuo personal branding: te lo porterai dietro tutta la vita (virtuale) e scegliere “topolone92” non è una grande idea. Personalmente ho deciso di scegliere nome e cognome (non si possono mettere punti o altri segni nel nick).

In coerenza con la logica Blockchain, occorre un firma virtuale:

Curare il profilo

Il consiglio è quello di sistemare subito il profilo. Personalmente la prima cosa che ho fatto, nella sezione Settings, è inserire:

  • Il mio sito Web
  • La mia short bio (in italiano, forse in futuro la inserirò in inglese)
  • La mia immagine (uso ovunque il mio avatar)
  • I miei canali social

La costruzione dell’avatar

Gli avatar non mi fanno impazzire, sanno molto di videogioco anni Novanta o di pupazzetti alla Minecraft. Ma ci si fa presto l’abitudine. Si può scegliere il tipo di umano, il colore della pelle, i capelli ma anche il vestiario. Consiglio abiti e abbinamenti che, tutto sommato, rispondano al proprio stile.

Un curiosità: per arricchire il proprio avatar si possono acquistare anche degli accessori a pagamento. Per curiosità sono andato a controllare quanto costassero delle scarpe nuove, e mi sono spaventato quando ho scoperto che costano come quelle vere (anche un centinaio di dollari, o più):

Guarda il mio seminario introduttivo sul metaverso

Benvenuti nel metaverso (corso, conferenza, workshop)

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Dalla fine del 2021, quando Zuckerberg ha svelato Meta e i suoi piani futuri, non si fa altro che parlare di metaverso. Eppure di metaverso, o meglio metaversi, si parlava già prima, innamorati da libro e film Ready Player One: da anni i nostri figli giocano nei mondi (più o meno) aperti di Minecraft e Fortnite, recentemente anche in Roblox.

Ultimamente le notizie sul tema sono all’ordine del giorno: grandi aziende che aprono spazi virtuali e negozi online, brand di moda che vendono accessori per gli avatar, calciatori e club che comprano intere isole per creare eventi, milioni di euro investiti in terreni virtuali e così via.

È arrivato il momento di informarsi: hype o concreata opportunità, bolla o investimento interessante? I nostri figli avranno certamente a che fare con la nuova Internet (Web 3), anche noi? Come si entra in un metaverso? Che cosa ci si può fare, concretamente? Quali sono gli aspetti oscuri, i pericoli del nuovo mondo?

Il corso o conferenza, che può durare due oppure quattro ore, affronta i seguenti temi.

  • Introduzione al metaverso: dal web 2.0 al web 3.0
  • Come si entra nel metaverso?
  • Panoramica dei metaversi accessibili (Roblox, Decentraland, Sandbox, ecc.)
  • Blockchain e NFT
  • Cosa fare nel metaverso?
  • L’esempio degli eventi
  • L’economia: chi e come guadagna nei metaversi?
  • Come si compra nel metaverso? Cenni sulle cryptovalute
  • Aspetti problematici

Il workshop: entrare nel metaverso

Dopo la parte introduttiva è il momento di agire. Il docente mostra la procedura passo a passo per entrare concretamente nel metaverso senza spendere un euro (o un Bitcoin) e senza dotarsi di alcuna attrezzatura fantascientifica. Il Workshop sul primo accesso a Decentraland ha la seguente scaletta:

  • Introduzione a Decentraland
  • Creare un account Guest (ospite, gratis)
  • Creare il proprio avatar
  • Muovere i primi passi in Genesis City
  • Visitare un luogo virtuale (interessante per il target, da definire con gli organizzatori)

Il corso per la Fastweb Digital Academy

Dal marzo 2022 tengo un corso introduttivo sul metaverso per la Fastweb Digital Academy:

Che cosa dice chi ha seguito il corso:

Alcuni approfondimenti sul metaverso

Man mano che esploro il nuovo mondo e sperimento nuove funzionalità, realizzo articoli e video per raccontarle. Questi sono alcuni assaggi della lezione, conferenza o workshop.

Contattami per organizzare l’evento

L’evento può essere organizzato in tre modalità:

  • Webinar
  • In presenza
  • Direttamente nel metaverso

Scrivimi una mail

Ho visitato la mia prima mostra d’arte nel metaverso

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Da quando Mark Zuckerberg ha annunciato il suo sbarco nel Metaverso, tutti attendono Horizon. Eppure di metaversi ce ne sono già parecchi: per esempio Sandbox, dove nel febbraio del 2022 il calciatore Marco Verratti ha comprato un’intera isola, oppure Roblox, un metaverso che piace molto alla generazione Alpha (i nati dal 2010). In un precedente articolo (e video) ho spiegato come ho comprato il mio primo appartamento in Multiverse.
Qui invece racconto, con un passo a passo, come puoi seguire la tua prima mostra d’arte su Decentraland.

Ecco le fonti usate per creare il video:

Buona visione:

Contattami per un corso sul metaverso

Guida definitiva a Roblox (per genitori)

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Negli ultimi anni si fa un gran parlare di Roblox, una piattaforma di gioco che sta collezionando record su record. Pur non essendo un titolo mediatico come i celebrati Minecraft e Fortnite, il gioco di Roblox Corporation vanta la bellezza di quasi 200 milioni di giocatori mensili (record ottenuto all’inizio del 2021).

Negli ultimi due anni Roblox ha continuato la sua crescita favorita dai lockdown che hanno costretto a casa milioni di adolescenti e bambini. Nel 2021 il team di sviluppo ha centrato due importanti traguardi: 3 miliardi di account registrati e lo sbarco alla Borsa di New York con una valutazione record di oltre 45 miliardi di dollari (superiore a quella di colossi come Electronic Arts e Take-Two Interactive). Il fenomeno Roblox è entrato anche nella prestigiosa classifica del TIME: Roblox Corporation si è trovata proiettata nella Top 100 insieme a giganti come Microsoft, Sony ed Epic Games.

Nel complesso, i numeri di Roblox restano impressionanti: la community degli sviluppatori presente sulla piattaforma ha superato i 9 milioni, mentre sono disponibili sulla piattaforma quasi 25 milioni di giochi (sì, hai letto bene: è il videogioco più popolare al mondo!). Non solo: il 67% degli utenti ha meno di 16 anni, tanto che possiamo dire che è il gioco preferito dalla generazione Alpha, e circa un terzo dei giocatori proviene dal continente Nordamericano. E sempre durante la pandemia Roblox ha collezionato un altro record tenendo incollati allo schermo quasi 6 milioni di giocatori simultaneamente: lo spazio dedicato alle feste di compleanno virtuali (assomigliano più a dei rave party), per esempio, ha richiamato nuovi utenti.

Senza dimenticare i concerti, come quello di Lil Nas X che per la sua esibizione da 10 minuti ha collezionato circa 33 milioni di visualizzazioni in due giorni:

Rispetto ad altri giochi e piattaforme videoludiche, Roblox ha numeri impressionanti soprattutto tra i giocatori più piccoli: la componente social e la possibilità di provare gratuitamente le “esperienze” create da altri giocatori ne hanno decretato il successo a oltre 15 anni dalla sua pubblicazione.

Che cos’è Roblox?

Non ti è mai capitato di sentire qualche adulto o un amico un po’ grandicello parlare di Roblox come di un “gioco di costruzioni per bambini alla Lego/Minecraft” o di “un gioco social dove vendere cose”? Il titolo di Roblox Corporation è un po’ tutto questo ma resta un gioco difficile da catalogare. È possibile definire Roblox come una piattaforma che permette al giocatore di creare i propri giochi e di condividerli con i propri amici (la famosa community).

Detto così Roblox potrebbe sembrare uno store digitale di quelli che usi per scaricare le tue app preferite sullo smartphone o per comprare il nuovo Call of Duty o FIFA su console. Roblox è molto di più una vetrina/negozio virtuale: è una piattaforma che mette a disposizione tonnellate di contenuti e gli strumenti per crearli, esperienze interattive e ritrovi virtuali per pochi o per tutti e, soprattutto, è una community in cui tutti possono socializzare tra loro per sviluppare nuovi progetti/idee.

Sulla piattaforma sono disponibili, come detto, più di 25 milioni di giochi/esperienze e il loro numero è in costante aumento. Perché chiunque può creare qualcosa su Roblox, anche tu. Non devi essere un talentuoso programmatore per creare un gioco, né sei obbligato a spendere denaro per acquistare costosi e complicati software: la piattaforma mette a disposizione tutto il necessario per dar sfogo alla tua creatività, per trasformare le tue idee in qualcosa di virale.

Ricapitolando, puoi creare il tuo mondo, decidere le regole e stabilire chi può entrare a farne parte e chi no. Puoi decidere se creare dei contenuti extra a pagamento (oggetti speciali, per esempio) che gli utenti possono acquistare tramite i Robux, la moneta digitale del gioco che può essere convertita in denaro reale. Perché all’interno del tuo mondo puoi vendere quello che vuoi e puoi “monetizzare” quello che ha inventato. Una volta scaricato Roblox puoi passarci ore, mesi e anni senza spendere nulla, semplicemente provando i contenuti creati dagli altri giocatori: nessuno ti obbliga ad acquistare i cosiddetti extra.

Il merito del successo è da attribuire agli influencer

Il progetto è nato nel lontano 2004 per merito di David Baszucki (a sinistra nella foto) ed Erik Cassel: da quel momento la sua crescita è stata lenta e continua. I bambini di tutto il mondo ci giocano online grazie a un’applicazione per telefono, tablet o browser web. Roblox si scarica gratuitamente ed è disponibile per PC, MacOS, Xbox One/Series S/X, dispositivi Android e iOS: sta per arrivare anche su PlayStation 4/5 e Nintendo Switch, oltre che su Oculus Quest (la realtà virtuale).

Su App Store e Google Play è sempre ai primi posti delle classifiche con centinaia di milioni di download, anche se lo scorso dicembre il team di Roblox ha dovuto bloccare l’app per iOS e Android disponibile sul mercato cinese (chiamata LuoBuLeSi). Il successo di Roblox è da attribuire soprattutto a piattaforme social come Twitch e Youtube: gli influencer, infatti, hanno creato centinaia di migliaia di ore di contenuti dedicati interagendo con il pubblico e facendo intravedere un potenziale economico incredibile alle aziende che fanno la fila per proporre i loro prodotti all’interno di questi mondi virtuali (vedi il caso di Gucci).

Per giocare a Roblox ti serve un account

Puoi giocare a Roblox su PC/Mac, console e persino sui dispositivi mobile: su PC, per esempio, puoi scaricare l’applicazione ufficiale direttamente dal Microsoft Store. Per quanto riguarda le altre versioni, devi accedere al rispettivo store e scaricare l’app ufficiale di Roblox.

Per creare un account devi compilare il classico format di registrazione con tutti i tuoi dati (si tratta di inserire data di nascita, e-mail, username e password e il genere d’appartenenza). L’account può essere creato solo da un maggiorenne: un adulto può comunque fornire il consenso per far giocare un minorenne. Una volta completata l’installazione e la registrazione, puoi divertirti con l’editor implementato che offre una buona personalizzazione per il tuo avatar.

Per provare le meraviglie di Roblox hai due possibilità: puoi creare dei giochi utilizzando il pacchetto Roblox Studio, oppure divertirti a giocare con i milioni di contenuti disponibili sulla piattaforma (la libreria è in continua evoluzione). La pagina è suddivisa in molteplici categorie e sono disponibili diversi filtri: da quelli consigliati fino a quelli più popolari o con i voti più alti, c’è davvero di tutto e di più. I titoli disponibili, poi, spaziano dai platform fino ai classici giochi d’azione in terza persona (alla Grand Theft Auto per esempio), senza dimenticare le simulazioni di qualsiasi lavoro oltre a versione “casalinghe” di alcuni titoli popolari e altro ancora. È importante ricordare che si tratta pur sempre di giochi sviluppati in modo amatoriale e realizzati con un livello qualitativo piuttosto basso. Molti utenti, infatti, si divertono a costruire qualcosa di divertente senza avere la pretesa di inventare il nuovo Fortnite. Alcuni titoli diventano talmente popolari da far diventare ricchi i propri creatori attraverso le micro-transazioni (ne parliamo dopo), anche se nella maggior parte dei casi si riescono a ottenere dei guadagni risicati.

Per giocare non devi far altro che premere Play sul gioco che vuoi provare e connetterti ai server di Roblox sul tuo computer/console/dispostivo mobile (smartphone e tablet). Chiaramente puoi chattare con gli altri giocatori e cambiare le impostazioni di gioco in base alle tue esigenze (dai movimenti del tuo personaggio fino alla qualità grafica e altro ancora).

Il mondo virtuale di Roblox è sicuro?

Una “struttura di gioco aperta” in cui libertà d’azione e creatività sono gli elementi dominanti ha permesso a Roblox di ottenere un grande successo tra i più piccoli. La piattaforma, poi, non è altro che un enorme parco giochi in cui puoi provare tutti i giochi/sfide/scenari che sono disponibili, divertirti con gli altri utenti in gruppo e sperimentando con loro con nuove esperienze e altro ancora. Per esempio, in Roblox puoi aggiornare e cambiare le regole dei giochi che hai creato per accontentare i tuoi amici o per andare in contro ai desideri della community. Roblox si gioca online e come qualsiasi titolo del genere non bisogna sottovalutarne pericoli e rischi. I genitori possono davvero sentirsi al sicuro con Roblox? La risposta è “nì”.

Nonostante Roblox sia stato classificato come PEGI 7+, alcuni contenuti all’interno della piattaforma potrebbero risultare pericolosi per la presenza di violenza, sangue o per la richiesta di pagamento in denaro reale (alcuni bambini sono riusciti a spendere con la carta di credito dei genitori cifre a quattro zeri!).

Per questo motivo, la presenza dei genitori è sempre consigliata, soprattutto nel caso dei più piccoli. La piattaforma filtra e controlla tutti i contenuti che vengono creati ma lo fa in modo superficiale e non adeguato (viene richiesta solo l’età): in Roblox, infatti, non mancano giochi in cui i giocatori sono chiamati a combattere (con tanto di schizzi di sangue), uccidere usando armi e altro ancora.

Inoltre, per un bambino risulta piuttosto facile accedere anche i contenuti proibiti: comunque, considerando il numero infinito di contenuti presenti nella piattaforma è sempre possibile segnalare ogni tipo di abuso. Un altro problema che genitori e adulti debbono considerare riguarda le chat presenti in Roblox: è facilissimo per bambini e adolescenti parlare tra loro. Roblox, poi, permette agli utenti anche di giocare in totale anonimato: il rischio di comportamenti inappropriati è molto elevato (nello specifico, cyberbullismo e adescamento online). Un altro aspetto che bisogna sempre considerare riguarda la presenza delle micro-transazioni, che spesso sono mascherate o nascoste nei giochi.

Pe rassicurare i genitori la piattaforma mette a loro disposizione una serie di filtri che possono limitare le attività online svolte dai propri figli. Purtroppo, Roblox non offre un controllo completo: la piattaforma dovrebbe proteggere i dati sensibili degli utenti (nome, cognome, sesso ed età) ma tutti i filtri/blocchi sono facilmente aggirabili. Per quanto riguarda i genitori, per avere una panoramica dettagliata dei sistemi di sicurezza utilizzabili in Roblox basta andare nella sezione apposita “Per genitori” sul sito ufficiale del gioco.

Come creare un gioco su Roblox

Chiunque può creare un gioco o un’esperienza nel mondo di Roblox: per farlo devi semplicemente scaricare il software Roblox Studio. Una volta installato dovrai effettuare il login con il tuo account Roblox oppure crearne uno nuovo. Il software utilizza un linguaggio di programmazione ribattezzato “Lua Script” e mette a disposizione dell’utente una serie di strumenti, modelli di gioco e preziosi tutorial. Questo programma offre molteplici funzionalità che sono completamente accessibili a tutti i giocatori: la maggior parte dei mondi di gioco sono costituiti da una serie di oggetti, principalmente mattoni. Puoi sceglierne il colore, il materiale, le dimensioni e molto altro e a dare vita a stanze virtuali in cui puoi interagire con gli amici.

Una volta selezionato un template avrai a disposizione una serie di oggetti da utilizzare in questo scenario: ci sono tutorial realizzati direttamente dagli sviluppatori (sono in inglese) che ti aiuteranno in quest’operazione. Completata la tua creazione non devi fare altro che pubblicarla per permettere ai tuoi amici e a tutta la comunità di Roblox di giocarci. Una volta completato il format, la piattaforma effettuerà l’upload della tua creazione: per verificare che il tuo gioco sia effettivamente pubblico, dovrai andare sul sito ufficiale di Roblox e cercarlo grazie al nome che hai scelto. Ogni utente può potenzialmente creare dei mondi 3D e consentire a tutti di giocarci: ci sono giocatori che creano degli oggetti virtuali e riescono anche a venderli (serve un account Premium per farlo), mentre altri acquistano abiti, armi o altri oggetti per rendere i loro personaggi più belli ed originali.

I giochi più popolari su Roblox

Sulla piattaforma di Roblox puoi trovare di tutto di più: se non sai cosa scegliere, ecco qualche consiglio. Pubblicato nel 2017, Adopt Me! è un gioco multiplayer online in cui i giocatori si prendono cura degli animali domestici. Sviluppato da due ragazzi (il team di sviluppo è attualmente composto da 40 persone!), Adopt Me! è diventato in meno di cinque anni il gioco più famoso su Roblox con numeri pazzeschi: nel 2021 è stato provato da quasi 60 milioni di utenti unici mensilmente e giocato la bellezza di 22 miliardi di volte. Non male per un gioco in cui l’obiettivo è quello di adottare degli animali domestici e vivere insieme a loro sotto un tetto.

Se ti piacciono giochi di questo tipo ti segnalo anche Gacha Online, una versione aggiornata di Gacha Life che offre una tonnellata di animali domestici di cui prendersi cura.

Un altro gioco piuttosto popolare per tutto il 2021 è stato Squid Game, ispirato alla famosissima serie TV prodotta Netflix. La versione di Roblox (ci sono innumerevoli cloni sulla piattaforma) ti catapulta su un’isola misteriosa con un unico obiettivo: sopravvivere. Per i contenuti violenti proposti, non è un titolo adatto ai più piccoli. Se ami i “battle royale” in Roblox puoi trovare anche il famoso PlayerUnknown’s Battlegrounds (PUBG): anche qui c’è un’isola piena di armi e dozzine di altri giocatori con cui combattere che ti aspetta.

In Anime Fighters Simulator, invece, potrai vestire i panni di un personaggio di un anime giapponese: da Kenshiro a Goku, c’è di tutto di più!

Sulla falsariga di Anime Fighters Simulator c’è Shindo Life, una splendida avventura dedicata a Naruto con tante missioni da completare.

Uno dei giochi più apprezzati sulla piattaforma è Work at a Pizza Place, un simulatore di pizzeria. Il gioco ti mette nei panni di un pizzaiolo che si diverte a preparare le sue pizze e a gestire il locale con tanto di registratore di cassa.

Brookhaven, invece, è una sorta di gioco di ruolo che simula la vita di tutti i giorni. I giocatori possono personalizzare i propri personaggi come vogliono, comprare casa, scegliere un lavoro, chiacchierare con gli altri, visitare negozi, uscire per un appuntamento e altro ancora.

MeepCity è un altro gioco di ruolo simile a Brookhaven: infatti, è possibile girovagare, fare amicizia, personalizzare la propria casa e avere animali domestici (i Meeps). I giocatori possono spalare la neve, pescare o giocare a minigiochi per guadagnare monete e comprare vestiti, accessori e altro ancora.

Jailbreak, invece, permette di vivere una vita da criminale: per iniziare devi evadere dalla prigione in cui sei rinchiuso. Una volta fuggito, dovrai trovare un’auto (scommetto che ti ricorda GTA…) e organizzare delle rapine. Jailbreak resta uno dei giochi più complessi e interessanti presenti sulla piattaforma.

Se ti piacciono i giochi alla RollerCoaster Tycoon, Theme Park Tycoon 2 fa al caso tuo: si tratta di simulatore di parco giochi. Avrai la possibilità di costruire e gestire tutte le giostre e dovrai studiare a loro disposizione per accogliere il maggior numero di giocatori possibile.

Se cerchi qualcosa di sensazionale, World Zero è uno dei giochi più spettacolari che troverai su Roblox. Strutturato come un classico MMORPG, potrai creare il tuo personaggio scegliendo la classe e potenziando le sue abilità: completando le innumerevoli sfide potrai guadagnare punti esperienza. Insieme ad altri giocatori, poi, potrai divertirti a esplorare mondi e dungeon.

Se sei alla ricerca di un po’ di adrenalina, Arsenal è il titolo che può fare al caso tuo: è uno sparatutto old style ispirato ad alcune leggende videoludiche come Quake e Unreal.

Interessante anche Tower Defense Simulator che propone un classico “tower defense” in cui dovrai affrontare orde di terribili creature (anche zombie) cercando di sopravvivere il più possibile.

Speed Run 4 non è altro che un divertente platform con un sistema di controllo che funziona sorprendentemente bene e livelli ben progettati. In base alle tue prestazioni otterrai delle ricompense speciali oltre a oggetti esclusivi per personalizzare il tuo avatar.

Occhio ai clown, alle borse di Gucci e a Paris Hilton!

In Roblox le sorprese non mancano mai: mesi fa un misterioso clown aveva cominciato a terrorizzare tutti i giocatori. Digitando la frase “?Iloveyou” appariva come easter egg uno stranissimo video con un uomo vestito da clown che si schiaffeggiava.

Roblox, tralasciando i clown, continua ad attirare aziende che utilizzano la piattaforma per realizzare degli eventi speciali e collaborazioni. Uno dei marchi più iconici del Bel Paese come Gucci ha organizzato un evento virtuale: la celebre casa di moda ha creato la “Gucci Garden Experience”, aree digitali con una serie di accessori griffati.

Alcuni “fortunati” giocatori hanno potuto acquistare per un periodo limitato alcuni oggetti speciali prodotti da Gucci: una volta usciti dal negozio virtuale sono stati puntualmente rivenduti a cifre folli (alcuni hanno toccato anche 4.000 dollari!). Alcuni giocatori, infatti, pur di griffare il proprio avatar con gli accessori Gucci non hanno badato a spese.

L’ultima celebrità a conquistare la scena di Roblox è stata Paris Hilton, ex modella, attrice e cantante a stelle e strisce nonché nipote del fondatore dell’omonima catena alberghiera Hilton. Nelle vesti di imprenditrice, lo scorso 31 dicembre 2021 ha creato “Paris World”, un’isola virtuale che ha debuttato nel mondo di Roblox con tanto di party digitale e dj set condotto dalla stessa Paris. All’interno dell’isola è possibile accedere ad attività speciali, mini-giochi e merchandising esclusivo: tutto rigorosamente a pagamento (ho trovato cloni delle Ferrari a migliaia di euro…).

Robux, la valuta interna al gioco

Gli acquisti sulla piattaforma si materializzano attraverso la valuta virtuale chiamata Robux che può essere guadagnata oppure acquistata: attualmente 450 Robux equivalgono a 5 euro. Per ottenere dei Robux gratis è invece necessario attivare un abbonamento Roblox Premium, che consente di ricevere gratuitamente un pacchetto di Robux ogni mese e di averne un 10% in più in ogni pacchetto acquistato dallo store.

L’abbonamento è fondamentale se vuoi vendere le tue creazioni sulla piattaforma di gioco (l’azienda premia gli sviluppatori concedendo loro circa il 30% delle entrate dagli acquisti virtuali): è possibile sottoscriverne uno da 450 Robux (4,99 euro al mese), da 1.000 Robux (9,99 euro al mese), 2.200 Robux (20,99 euro/mese). Se non vuoi attivare un abbonamento può usare le classiche carte regalo, disponibili in tagli da 10 e 20 euro e acquistabili un po’ ovunque (Amazon, Gamestop, per esempio): in questo modo puoi aggiungere fondi al tuo account per pagare non solo un abbonamento Roblux Premium ma per acquistare dei pacchetti di Robux. È possibile anche ricaricare i Robux: sono disponibili tagli da 800 Robux (10 euro), 2.000 Robux (25 euro) e 4.500 Robux (50 euro).

Concludendo, Roblox è un qualcosa difficile da spiegare e catalogare: è una piattaforma in continua evoluzione dalle enormi potenzialità che ti permette di fare tutto quello che desideri e con chi vuoi. Il futuro si annuncia ancor più interessante: la piattaforma, infatti, si sta preparando per il Metaverso. Sei pronto a giocarci?

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[VIDEO] Benvenuti nel Metaverso – seminario del 27 gennaio 2022

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Il 27 gennaio 2022 sono stato invitato dal Rotary di Merate a parlare di Metaverso. Nel webinar, della durata di 45 minuti circa, ho affrontato i seguenti temi:

  • Introduzione al Metaverso
  • Perché Facebook lancia Meta?
  • Le applicazioni pratiche in campo professionale (fiere, formazione, vendite, ecc.)
  • L’immobiliare immateriale (terreni virtuali, criptovalute)
  • Arte e NFT
  • Lati oscuri (digital divide, sicurezza, controllo, disumanizzazione, ecc.)

Puoi rivedere l’intero intervento qui:

Rivoluzione Metaverso: alcune fonti

Raccolgo qui le fonti usate per realizzare la mia presentazione.

Il corso sul metaverso

Contattami per uno speech sulla rivoluzione digitale

Arte a 360 gradi: 3 video YouTube da vedere con l’Oculus

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Quando ha presentato il Metaverso, Mark Zuckerberg ha dichiarato:
I giochi saranno un mezzo per entrare nel metaverso per la prima volta.

Ci sta. Del resto gli utenti PC hanno imparato a usare l’interfaccia grafica e il mouse, in ambiente Windows 3.1, grazie a Campo Minato e Solitario…

Premetto che non sono un videogamer: è dai tempi del Commodore 64, di Ghosts ‘n Goblins per intenderci, che non mi cimentavo con videogame, Tetris sul PC e Snake sul Nokia a parte. Premetto inoltre che, per testare appieno l’Oculus Quest 2, diversi giochi li ho provati (da Beat Saber a Medal of Honor, da In Death: Unchained a Red Matter. Detto tutto questo, quello che mi scalda davvero sono le esperienze, i documentari immersivi e – motivo per il quale siamo qui -entrare nei quadri…

L’arte a 360 gradi

Come evidenziato in un interessante articolo di Micael Zeller, “se fino a qualche anno fa la riproduzione a 360° – che richiede notevoli risorse informatiche – era praticamente realizzabile solo con VR costruite al computer, come nei videogiochi, oramai si stanno affermando anche i video immersivi di alta qualità ripresi dal vero”. L’autore cita, tra gli altri, il multi-premiato film brasiliano The Line: riproduce un bellissimo plastico giocattolo retrò dove le manopole da videogioco possono permettere di intervenire in qualche modo nella storia.

Vi è la possibilità di immergersi anche nell’Inferno della Divina Commedia:

Qui si parla d’altro. Gli esempi che riporto sono di esperienze realizzate per farci entrare nei quadri, dentro l’arte. Prima di partire, però, facciamo chiarezza: qual è la differenza tra VR e video a 360 gradi?

Qual è la differenza tra realtà virtuale e video a 360°?

Nella vera realtà virtuale (virtual reality) si ha piena libertà di movimento, in qualsiasi direzione; nei video YouTube che mostro in questo articolo, invece, si può solo muovere la testa per cambiare punto di vista, ma non si può muoversi nello spazio per cambiare direzione. Inoltre i video YouTube hanno ovviamente una durata limitata e una riproduzione sequenziale.

Come vedere i video d’arte in tre dimensioni?

Su usi l’Oculus devi installare l’applicazione YouTube VR, che trovi online sullo store dell’Oculus.

Video YouTube d’arte in tre dimensioni: tre esempi da provare

I tre video che riporto permettono di entrare, oserei dire “fisicamente”, all’interno delle opere di grandi artisti del passato: Dalì, Van Gogh e impressionisti.

Dreams of Dalì

Questo breve ma straordinario video è stato realizzato per promuovere la vista de “The Dali Museum in St. Petersburg, FL: the Virtual Reality experience“. L’esperienza è disponibile direttamente sullo store del Rift.
Entrare nei quadri del maestro surrealista è stato per me, la prima volta, emozionante. Buon viaggio:

IMPRESSIONISTa Water Lilies Extended

Dopo il surrealismo, passiamo all’impressionismo (con un balzo temporale all’indietro): questo video ti permetterà di entrare in un quadro di Monet, “Bridge over a Pond of Water Lilies“. Con colonna sonora di flauto ed arpa. Il video è collegato a un videogioco.
La definizione non è straordinaria, ma l’esperienza merita.

The starry night Stereo VR experience

Questo bel volo a planare, per citare la Berté, ti porta dentro la notte stellata di Van Gogh, passando anche per la sua stanza di Arles. Un’esperienza eccitante e rilassante al tempo stesso. Buon Van Gogh:

Altri video d’arte a 360 gradi

Sto realizzando una playlist di YouTube con i migliori firmati d’arte a 360 gradi. La trovi a questo indirizzo: Video ARTE 360.

Entrare nei quadri con l’app Art Plunge

Art Plunge è una bella app disponibile per Oculus non sullo store ufficiale bensì su App Lab, raccolta di app non ancora approvate ma spesso molto interessanti. Grazie a Plunge è possibile vivere cinque brevi esperienze entrando in questi capolavori:

  • Mona Lisa
  • Starry Night
  • The Birth of Venus
  • The Creation of Adam
  • Girl Reading a Letter at an Open Window

Devi perderti nei dettagli, anche inaspettati. Ti faccio un esempio. Guarda questo quadro, “Donna che legge una Lettera davanti alla Finestra”, di Johannes Vermeer:

Beh, mai ti aspetteresti di poterti avvicinare alla donna, girare la testa verso sinistra e ammirare il panorama che si vede attraverso la finestra!

Insomma, un’esperienza breve ma intensa…

Come visitare una mostra d’arte in Decentraland

Se parliamo di Metaverso, ultimamente di fa un gran parlare di NFT e mondi virtuali dove è addirittura possibile visitare delle mostre. In questo video spiego come fare:

Sapevi che ho comprato casa nel metaverso?

Tutta la storia del mio folle investimento immobiliare qui: