Il 5 novembre 2025 sono stato invitato dalla Fondazione Corriere della Sera all’evento “Oltre il click – L’informazione ai tempi dell’IA“. Questo il tema dell’incontro:

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui cerchiamo e consumiamo le notizie. Oggi sempre più utenti trovano risposte direttamente nei motori di ricerca, senza passare dai siti delle testate: un cambiamento che potrebbe mettere in discussione una parte del modello di business dei media e aprire scenari inediti per il futuro dell’informazione. Quali opportunità e quali rischi si aprono per editori, giornalisti e utenti? Come garantire qualità e sostenibilità in un ecosistema mediatico che sarà sempre più guidato dall’IA? Intervengono Gianluigi Bonanomi, docente di Digital Marketing e IA generativa presso l’Accademia Santa Giulia di Brescia e formatore per Fastweb Digital Academy; Carlo Castorina, Direttore di Mediatrends e Vicepresidente di Phrase; Ferruccio de Bortoli, Presidente della Fondazione Corriere della Sera; Riccardo Terzi, Head of News Partnerships, Southern Europe, di Google Coordina Michela Rovelli, giornalista del Corriere della Sera.

Il mio intervento (da remoto) era dedicato a due tool di AI per giornalisti, NotebookLM e PinPoint. È possibile rivederlo qui:

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Il 25 settembre sono stato intervistato da Il Cittadino di Monza sul tema AI e lavoro. Ecco la trascrizione del pezzo:

«Volete sapere cosa accadrà con la AI? Si faranno lavori che oggi non esistono»

L’ESPERTO Il sulbiatese Gianluigi Bonanomi, formatore esperto, invitato a un incontro con i dipendenti di Apa Confartigianato

Tutto quello che avreste voluto sapere sull’intelligenza artificiale e non avete mai osato domandare, avreste potuto chiederlo a lui. L’idea è venuta a Apa Confartigianato Imprese, che ha appunto convocato Gianluigi Bonanomi, classe 1975, formatore esperto di comunicazione digitale, giornalista professionista, titolare della cattedra di Net Marketing all’Accademia Santa Giulia di Brescia, per un incontro in sede con i dipendenti sull’intelligenza artificiale generativa. Ma non finirà qui. Nel senso che la stessa associazione organizzerà altri incontri più specifici per gruppi ristretti di dipendenti. Il presidente Giovanni Mantegazza e il segretario Enrico Brambilla, intanto, hanno promosso quest’appuntamento su una «novità» che presenta «aspetti positivi, ma che innesca anche criticità e timori». Bonanomi, nato a Merate e residente a Sulbiate, ha subito specificato come sia praticamente impossibile sfuggire alla AI. «Si calcola – ha spiegato – che, a livello mondiale, l’80% dei lavoratori verrà impattato dall’intelligenza artificiale. Nel settore artigiano ciò sarà più difficile. In Giappone, comunque, hanno creato anche robot che tagliano i capelli. Ma si è trattato di una dimostrazione, di una sperimentazione».

A rischio, invece, saranno i lavori impiegatizi più ripetitivi. Chi compila fogli Excel avrà più possibilità di essere sostituito. Ora, paradossalmente, sono le figure junior ad essere maggiormente penalizzate. Le aziende preferiscono puntare sui lavoratori più esperti per gestire i macchinari. Il futuro, in ogni caso, oggi più che mai è imperscrutabile. Soprattutto nel campo lavorativo. I bambini, una volta, si immaginavano un mestiere che permettesse loro di guidare treni, pilotare aeroplani, spegnere incendi con l’idrante dei pompieri. Fantasticherie proibite ai pargoli attuali. «Due bambini su tre – ha precisato Bonanomi, autore di oltre 20 saggi e manuali sul digitale – faranno un lavoro che ora non esiste. Io faccio il formatore da 20 anni. Se quattro anni fa mi avessero detto che avrei fatto il formatore nel campo dell’AI, non ci avrei creduto».

Cercare vie di fuga o provare a mimetizzarci, dunque, non servirà. L’intelligenza artificiale ci scaverà in ogni luogo. «Ci sarà resistenza – ha concluso Bonanomi – perché non è mai facile cambiare le proprie abitudini. Ma è uno sforzo che vale la pena affrontare. Non siamo più esecutori, ma coordinatori. Le vite di tutti, volenti e nolenti, cambieranno. Adeguandosi, diventerà più facile».

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In questo webinar, tenuto per ioformo.it il 2 settembre 2025, parlo di come l’intelligenza artificiale può trasformare la gestione di Instagram. Dal concetto di “inshitificazione” (enshittification) dei social, ai desideri latenti della domanda, fino all’uso pratico di ChatGPT, Gemini, Claude e Manus. Spiego perché serve personalizzare l’AI, come sfruttare il reasoning per analisi di #neuromarketing e quali opportunità offrono i nuovi #agenti intelligenti nel 2025.

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Il 27 luglio 2025 sono stato intervistato da Lorenzo Zacchetti per Today.it. Nell’articolo dal titolo “Nuovi lavori in arrivo: vi spiego cos’è il prompt-engineering e tanti altri mestieri”, ho risposto ad alcune domande sul tema: intelligenza artificiale generativa e lavoro.

Qui cito alcuni dati del WEF:

Se le imprese private sono già da tempo attive su questo fronte, anche la Pubblica Amministrazione si sta mettendo in moto. Gianluigi Bonanomi, tra i più richiesti formatori specializzati in IA, lo spiega attraverso i dati: “Il World Economic Forum stima che, per rimanere rilevante sul mercato, il 50% della forza lavoro globale ha bisogno di migliorare le proprie competenze (upskilling) o acquisirne di nuove (reskilling). Nel contesto della PA, la mancanza di tali competenze è una delle principali preoccupazioni: il 53% dei dirigenti la cita come un ostacolo significativo per l’adozione dell’IA generativa. Sempre più spesso vengo contattato da comuni, ospedali e vari enti pubblici, perché la necessità di formazione non è più rimandabile”.

Qui invece parlo delle nuove professioni che nasceranno:

“La vera competenza non risiederà nella capacità di produrre contenuti velocemente, ma in quella di dirigere strategicamente l’IA verso risultati che risuonino autenticamente con le persone”, prosegue Bonanomi. “Nasceranno nuovi ruoli. Saranno cruciali figure esperte in prompt engineering (l’arte di formulare istruzioni efficaci per l’IA), nel controllo qualità e verifica etica dei contenuti generati, nella promozione dell’alfabetizzazione IA all’interno dei team e nell’orchestrazione sinergica dell’intelligenza umana e artificiale”.

Qui parlo di “AI fatigue”:

Bonanomi sottolinea la preoccupazione per la cosiddetta «Artificial Intelligence fatigue», lo stress derivante dai rapidi cambiamenti tecnologici che può causare demotivazione, se non situazioni di vero e proprio disagio professionale: “La formazione va integrata in modo fluido con la missione quotidiana, dimostrando benefici tangibili per i singoli dipendenti e costruendo strutture di supporto robuste e continue (mentorship, coaching). Ciò implica un investimento a lungo termine e sostenuto nello sviluppo del capitale umano, andando oltre le iniziative di formazione una tantum per incorporare un ecosistema di apprendimento dinamico”.

Per leggere l’intero ariticolo occorre abbonarsi a Today.it.

 

Che cosa hanno in comune un tornio, un pennello e ChatGPT? Più di quanto immaginiate. È il filo conduttore della nuova puntata di Libri 20.25, la rassegna online dedicata ai libri che guardano al futuro condotta da Antonio Palmieri della Fondazione Pensiero Solido.

In questa occasione sono stato ospite insieme a Daniele Giangiulli per raccontare il nostro ultimo lavoro: ArtigianIA, il libro che esplora il rapporto – fatto di sfide, rischi ma anche di enormi opportunità – tra artigianato e intelligenza artificiale.

L’intervista non è stata solo una sequela di domande, ma un vero dialogo: come cambieranno le botteghe? Che ruolo avrà la creatività umana in un mondo di algoritmi? Possiamo immaginare un’IA che potenzia e non sostituisce il sapere artigiano? Domande concrete, risposte senza fronzoli, qualche provocazione e molti esempi pratici.

📺 Vuoi rivedere l’intervista completa? La trovi qui su YouTube:

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Il 10 giugno 2025 sono stato ospite di una puntata di Yugen Podcast di Claudio Garioni. Abbiamo parlato di uno dei miei libri preferiti: “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes.

La registrazione dell’intervista

Qui la registrazione dell’intervista:

La trascrizione (in sintesi) dell’intervista

Gario
Il libro di cui vuoi parlarci sembra arrivare dal futuro…

Gianluigi Bonanomi
Sì: I fiori per Algernon è uscito come racconto nel 1959 e poi come romanzo nel 1966. Ha vinto subito l’Hugo e, più tardi, il Nebula: due “certificazioni doc” per gli amanti della fantascienza classica.


Stile e struttura narrativa

Gianluigi Bonanomi
Daniel Keyes immagina un esperimento su Charlie Gordon, un uomo con un quoziente intellettivo di 80. Charlie tiene un diario quotidiano per documentare i progressi della terapia: all’inizio la scrittura è sgrammaticata e frammentaria, poi diventa via via più chiara e articolata, riflettendo la sua crescita cognitiva.

«Lo stile del libro è parte integrante del contenuto: la trasformazione del linguaggio rispecchia quella di Charlie»

Molti lettori inizialmente faticano a superare le prime pagine, ma chi si prende la briga di andare avanti viene ampiamente ripagato.


I tre motivi per leggerlo

  1. Stile innovativo
    Il diario di Charlie è un’idea semplice ma potentissima: la forma narrativa coincide con l’evoluzione del personaggio.

  2. Profondità sociologica
    Non è un’avventura di robot o astronavi, ma un’indagine sull’intelligenza, sui suoi limiti e sulle sue conseguenze sociali.

  3. Rilevanza attuale
    Scritto negli anni ’50, anticipa temi chiave dell’IA e della neurodiversità: l’equilibrio tra capacità cognitive e benessere emotivo.


Temi principali

  • Intelligenza vs consapevolezza
    Aumentare il QI non significa comprendere se stessi o gli altri: Charlie diventa “più brillante” ma resta disorientato nei rapporti umani.

  • Felicità e inadeguatezza
    Nell’ignoranza Charlie è quasi felice; una volta “troppo” intelligente, perde equilibrio e soffre di isolamento.

  • Reazioni degli altri
    I “vicini” e i ricercatori mostrano ammirazione, invidia, paura: il romanzo esplora come la comunità reagisca a chi eccede.


Parallelismi con l’intelligenza artificiale

Gianluigi Bonanomi
Oggi l’IA ci ricorda Charlie: Alexa non capisce, ChatGPT “allucina” e Perplexity aiuta ma non basta. Si parla di AGI (Artificial General Intelligence) entro pochi anni—anche Anthropic suggerisce il 2027—e crescono le paure di un «salto evolutivo» incontrollabile.

«Temiamo che, come Charlie, l’IA diventi troppo intelligente per noi e ci sfugga di mano»

Si cita l’Uncanny Valley: un robot quasi perfetto ci inquieta di più di uno palesemente artificiale.


Riflessioni finali

  • Relazioni umane
    I fiori per Algernon è soprattutto un romanzo sulle relazioni: famiglia, amici, colleghi, tutti condizionati dall’evolversi di Charlie.

  • Neurodiversità e disabilità
    La storia vira anche sul tema della disabilità: Keyes era insegnante di scrittura per ragazzi con difficoltà, e alcune scene del romanzo furono censurate in America per i contenuti “forti”.

  • Consigli di lettura

    • A chi ama la fantascienza densa e psicologica (Philip K. Dick, Ray Bradbury, Ted Chiang)

    • A chi cerca “formazione inversa”, ovvero un’esperienza di crescita emotiva e intellettuale allo stesso tempo

    • A chi studia IA, neurodivergenza e assetti sociali provocati da un’intelligenza “fuori scala”

In un episodio sul canale YouTube “Crismer La Pignola“, Crismer mi ha ospitato per una chiacchieratra concreta e approfondita sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo della conversazione era quello di esplorare quali strumenti pratici possono essere utilizzati per sfruttare l’IA in modo consapevole e… intelligente.

Ho condiviso il mio punto di vista sull’evoluzione tecnologica, avendo assistito a numerose rivoluzioni, dalla nascita del Web agli smartphone, social network e metaversi vari. Tuttavia, ho ammesso, non avevo compreso il vero scenario: tutte queste innovazioni sembrano essere state “prodromiche” all’intelligenza artificiale, che rappresenta un cambiamento epocale per la nostra specie, cultura e civiltà, superando persino in parte quando già immaginato della fantascienza (Black Mirror compreso).

Il focus principale del video è sugli strumenti concreti che professionisti e aziende possono utilizzare oggi. Ho raccontato che, dopo una prima fase di eventi a effetto wow sull’IA, le aziende sono ora nella fase due, in cui hanno capito che ChatGPT non è una promessa futuristica come il metaverso, ma un qualcosa di attuale con ripercussioni immediate sul lavoro. L’obiettivo è capire come utilizzarla per risparmiare tempo, anche dalla mezz’ora all’ora al giorno per i cosiddetti knowkledge worker. La formazione nelle aziende tipicamente include un’introduzione, la messa in sicurezza dello strumento (privacy, personalizzazione) e soprattutto esempi concreti di utilizzo per il loro lavoro specifico, che si tratti di suore che gestiscono una scuola, multinazionali, sindacati, commercialisti o amministratori di condominio.

Ho però avvertito: concentrarsi solo sugli strumenti potrebbe non essere l’approccio migliore. Gli imprenditori, in particolare, sono pragmatici e vogliono vedere i processi aziendali snelliti, indipendentemente dallo strumento utilizzato.

Nonostante l’entusiasmo, l’adozione dell’IA nelle aziende incontra tre diverse resistenze.

  1. Timore legato ai dati e alla privacy: grande paura di perdere il controllo sui dati sensibili e sui progetti aziendali, preoccupazione per lo spionaggio industriale. La soluzione più sicura per le grandi aziende è sviluppare o personalizzare un proprio modello di linguaggio locale, non connesso a internet, usando ad esempio modelli open source. Alcune aziende hanno già introdotto la figura del Chief Artificial Intelligence Officer (CAIO) per guidare l’adozione interna dell’IA.
  2. Senso di colpa dei dipendenti: molti impiegati più proattivi usano strumenti come ChatGPT di nascosto perché l’azienda non ha policy chiare. Temono ripercussioni, come l’accusa di non aver svolto personalmente il lavoro o la prospettiva di una riduzione dell’orario di lavoro se riescono a completare attività di 4 ore in 20 minuti.
  3. Remore etiche e filosofiche: preoccupazioni sull’origine dei dati utilizzati per l’addestramento dei modelli, inclusi contenuti protetti da copyright o persino piratati. Ci sono anche timori legati all’impatto sull’apprendimento e sulla creatività (ad esempio, studenti che usano l’IA per i compiti) e sui bias di genere o politici presenti nei modelli.

Nonostante le resistenze, vietare l’uso dell’IA è una delle cose più stupide che si possa fare. Così come in passato le aziende hanno dovuto affrontare la gestione dei dispositivi personali dei dipendenti (Bring Your Own Device), ora devono gestire il Bring Your Own AI. È fondamentale che le aziende regolamentino l’uso dell’IA e soprattutto forniscano formazione ai propri dipendenti, altrimenti questi si formeranno autonomamente da fonti inaffidabili.

Ho una cattiva e una buona notizia per le aziende. La cattiva è che se non si forma sull’IA, si rischia di rimanere fuori dal mercato. La buona notizia è che padroneggiare gli strumenti di IA richiede molto meno tempo rispetto a tecnologie complesse come Excel evoluto; spesso 3 giorni di corso sono sufficienti. L’IA stessa può assistere nell’uso di altri software; ad esempio, si può chiedere a ChatGPT o Gemini di fornire formule Excel complesse, richiedendo solo supervisione.

Ho elencato cinque strumenti specifici (oltre a ChatGPT Plus) che stanno riscuotendo successo e offrono funzionalità interessanti:

  1. Notebook LM (Google/Gemini): utile per l’analisi documentale avanzata, recuperando informazioni da documenti, appunti, link e video. Permette, ad esempio, di caricare bandi e progetti vecchi per generare bozze di nuovi progetti o di registrare riunioni per creare verbali automatici.
  2. Gamma App: strumento per creare presentazioni, utile per chi ha poco tempo per preparare slide partendo da informazioni sparse. Offre un “effetto wow” e genera presentazioni di buon livello con stili personalizzabili.
  3. Genspark: un agente cinese che lavora in autonomia per completare compiti. Ad esempio, può programmare una lezione, cercare informazioni online, scaricare immagini e creare slide, o cercare elenchi di potenziali clienti con i loro dati, generando fogli di calcolo completi.
  4. Eleven Labs: uno strumento per creare chatbot vocali.
  5. HeyGen: Permette di caricare un video, immagini e la propria voce per creare un clone digitale che parla al posto dell’utente.

Crismer mi ha chiesto: cosa suggerisci ai giovani? La risposta facile è rimanere nell’ambito tecnologico (statistica, informatica, programmazione AI). La richiesta di professionisti in questi campi è alta, anche se l’IA sta già cambiando il ruolo del programmatore tradizionale (ne servono meno, e più orientati alla supervisione e alla creazione di flussi). La risposta difficile solleva la questione di chi governerà quando le macchine faranno gran parte del lavoro tecnico. Sottolineo l’importanza crescente degli aspetti umanistici, come la filosofia, la capacità di fare le domande giuste, il framing dei problemi, il dialogo e le relazioni umane. Mestieri che implicano interazione umana, persuasione e comunicazione (avvocati, amministratori di condominio, badanti umani) sono meno a rischio di automazione secondo siti specializzati. Si parla di un possibile “revival” delle materie umanistiche e di un umanesimo tecnologico. La capacità di comunicare e relazionarsi con gli altri, specialmente “faccia a faccia”, acquista un grande valore aggiunto.

Il messaggio finale e il mantra che circola da tempo è chiaro: non è l’intelligenza artificiale a rubare il lavoro, ma piuttosto chi sa usarla, andando al triplo della velocità con la metà dello sforzo. Pertanto, invece di combattere l’IA, è fondamentale imparare a usarla nella maniera più opportuna, intelligente e consapevole possibile. “Se non puoi sconfiggerla, fattela amica”.

Ecco la registrazione dell’intervista:

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Nel mese di maggio sono stato ospite di Marketing Garage: ho fatto una chiacchierata di oltre un’ora con Gianluca Testa, spaziando dall’AI a LinkedIn fino a (per la prima volta) temi personali. In fondo a questa pagina trovi l’intera registrazione.
Questo la presentazione dell’intervista da parte di Marketing Garage.
🚀 In questa puntata di Marketing Garage Gianluca Testa intervista un ospite d’eccezione: Gianluigi Bonanomi, esperto di intelligenza artificiale, comunicazione digitale e Strategie LinkedIn. Un professionista che da anni aiuta aziende e professionisti a comunicare meglio, sfruttando la tecnologia senza perdere il tocco umano. 💡🤖
🎙️ Parliamo di:
* 👉 Come l’AI sta cambiando le PMI italiane
* 🔍 L’uso dell’AI nel content marketing mantenendo autenticità e stile
* 💼 Le potenzialità del social selling su LinkedIn
* 🧠 Perché il prompting è (forse) una skill del futuro
* ⚖️ AI, etica e umanesimo digitale: dove stiamo andando?
* 🧑‍🏫 L’impatto dell’AI sulla formazione aziendale e nel mondo scolastico
* 📚 I suoi libri, tra cui Uomini che amano i chatbot,.
* 🚀 Il fenomeno dei solopreneur e le startup nate con gli agenti AI
💬 Scopri le risposte di Gianluigi alle domande più attuali su AI, LinkedIn e branding. Un’intervista ricca di spunti pratici e riflessioni profonde, perfetta per chi vuole comprendere come cavalcare il cambiamento tecnologico invece di subirlo.
🔥 Non perderti i consigli su:
* Come aumentare l’engagement su LinkedIn in modo etico
* Gli errori più comuni da evitare sul profilo
* Le tendenze emergenti da conoscere per il 2025
📌 Se lavori nel marketing, sei un founder, un formatore, un digital strategist o un appassionato di AI… questo episodio è per te! 🎯
🔔 Iscriviti al canale, lascia un like 👍 e attiva la campanella per non perdere i prossimi ospiti del Marketing Garage.
🔹 Link all’intervista nel primo commento ⬇️⬇️⬇️
CAPITOLI:
00:00 Chi è Gianluigi Bonanomi
03:20 Ambiti specifici di AI: Intelligenza Artificiale Generativa
04:34 Applicativi AI Verticali per specifiche attività: esempi concreti
10:51 Il mercato della ricerca su Google sta scomparendo?
17:50 La skill del Prompting
23:33 L’Umanesimo incontra l’Intelligenza Artificiale: Rapporto macchina e Uomo
29:47 Agenti AI e Solopreneur: Aziende composte da 1 Persona
36:33 Strategie Linkedin e Social Selling
43:43 Contenuti efficaci su Linkedin: il Punto di Vista Personale e il Comment Marketing
46:46 Come unire le Strategie Linkedin con l’AI
51:58 Deep Research e utilizzo in ambito Accademico
56:59 AI e PMI: come le aziende italiane devono approcciare l’Intelligenza Artificiale
01:00:55 Come costruire in forte Personal Brand in un mercato affollato
01:03:12 Rapporto Libri Pubblicati e Personal Brand
01:05:11 Le domande personali a Gianluigi Bonanomi

Il video della mia intervista a Marketing Garage

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Podcaster Italia è l’evento, tenuto l’11 ottobre 2024, rivolto ai podcaster per inaugurare una nuova era nel panorama del podcasting: un appuntamento di incontro e confronto per condividere idee e costruire insieme una community di podcaster. Sono intervenuto per parlare di intelligenza artificiale e podcast.

AI e podcasting

Dopo aver ribadito che l’AI sta entrando in tutti i settori professionali e che la nostra vita è già condizionata da machine learning e big data, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Qualche esempio? Cito Google Maps, Facebook, TikTok e Netflix come esempi di servizi che usano l’AI. Anche il mondo del podcasting, ovviamente, non è immune: ho citato il fatto che Google che ha introdotto in uno dei suoi strumenti la possibilità di creare automaticamente podcast da documenti. Questa notizia ha suscitato preoccupazione tra i podcaster, ma ho invitato a non farsi spaventare, sottolineando che l’AI non ci sostituirà.

Il punto chiave è che il podcaster rimane al centro del processo e l’AI può essere utilizzata per sgravarlo di alcuni lavori, come:

  • Brainstorming
  • Ricerca di contenuti
  • Stesura del testo
  • Editing
  • Promozione

Usi pratici dell’AI nel podcasting

Mi hanno chiesto di suggerire degli usi pratici dell’AI nel podcasting. Ho iniziando dicendo che una delle fasi più impegnative è quella dello studio che precede la registrazione. Ho suggerito di utilizzare Chat GPT Plus per creare un assistente virtuale personalizzato: questo può essere istruito con i documenti del podcaster, il suo profilo, il sito Web, il podcast e la linea editoriale. In questo modo, l’assistente può fornire idee più pertinenti e funzionali.

Oltre a Chat GPT Plus, consiglia altri strumenti per diversi scopi.

  • Ideazione di piani editoriali e contenuti: ChatGPT
  • Creazione di grafiche e immagini: Canva, Idiogram, Flux1.
  • Promozione: Chat GPT Plus con un GPTs dedicato alla comunicazione.
  • Analisi dei risultati: Spreaker + ChatGPT Plus.

Un consiglio per i podcaster

Mi hanno chiesto, infine, quale consiglio darei ai podcaster: non farsi spaventare dall’AI, non ruberà il lavoro ai podcaster. Ho suggerito di provare NotebookLM, uno strumento gratuito di Google che permette di:

  • caricare documenti come fonti.
  • fare domande all’AI basate su quei documenti.
  • ottenere risposte con note che rimandano al paragrafo specifico del documento da cui l’informazione è stata estratta.

Notebook LM può essere utile per:

  • abbozzare uno script;
  • promuovere il podcast;
  • confrontare prodotti;
  • analizzare schede prodotto;
  • individuare clausole vessatorie nei contratti;
  • in generale, studiare.

A differenza di ChatGPT, NotebookLM non ha allucinazioni e cita sempre le fonti.

Per riascoltare l’intervista

Ho avuto il piacere di essere ospite di Ilario Gobbi, esperto SEO, sul suo canale YouTube. Abbiamo discusso di un tema cruciale: come l’intelligenza artificiale sta trasformando le aziende e il mondo del lavoro. Durante la chiacchierata , abbiamo elencato i benefici che l’IA può portare, non solo per l’efficienza aziendale, ma anche per i dipendenti, migliorando i processi e creando nuove opportunità di crescita.

Ecco i temi trattati:

  • Introduzione: Presentazione di Gianluigi Bonanomi, consulente e formatore specializzato in intelligenza artificiale generativa, e il suo percorso professionale.
  • Crisi dell’editoria tradizionale e rivoluzione digitale:
    • Impatti del digitale e dell’automazione sull’editoria.
    • Evoluzione della carriera di Gianluigi verso la formazione e la consulenza.
  • Impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro:
    • Come l’IA generativa sta influenzando settori professionali, inclusi amministratori di condominio.
    • Opportunità e sfide per professionisti in contesti tradizionali.
  • Diritti d’autore e IA:
    • Questioni legali riguardanti l’uso dell’IA nei media e nelle pubblicazioni.
    • Esempio dell’accordo tra GEDI e Google.
  • Strumenti IA per le aziende:
    • Trasformazione degli strumenti IA (Notebook LM, Perplexity, CoPilot).
    • Importanza dell’integrazione efficace degli strumenti IA nelle aziende.
  • Formazione e selezione degli strumenti giusti:
    • Formazione mirata e costante per dipendenti.
    • Scelta e personalizzazione degli strumenti IA.
  • Automazione del lavoro ripetitivo:
    • Automazione delle attività aziendali e risparmio di tempo.
    • Strumenti per l’ottimizzazione della produttività.
  • Integrazione nei processi aziendali:
    • Approccio graduale con progetti pilota.
    • Bilanciare tecnologia e competenze umane.
  • Reazioni all’introduzione dell’IA in azienda:
    • Entusiasmo, paura e senso di colpa tra i dipendenti.
    • Implicazioni sull’automazione e sulla gestione del tempo lavorativo.
  • Richieste delle aziende riguardo all’IA:
    • Conferenze informative, formazione specifica e consulenza per l’implementazione.
  • Conclusione:
    • Riflessione sulle implicazioni future dell’intelligenza artificiale e il suo potenziale per rivoluzionare il modo di consumare e distribuire informazioni.

Ecco la registrazione:

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