Sharenting: 3 interviste a Radio Capital

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Dopo l’uscita del libro “Sharenting” per Mondadori Università a inizio giugno 2020, la DJ La Mario di Radio Capital mi ha intervistato per tre sabati di file sull’uso consapevole della tecnologia.

Il 6 giugno 2020 il tema era: che cos’è lo sharenting?

La settimana dopo abbiamo approfondito dati ed esempi del fenomeno sharenting:

Infine il 20 giugno 2020 ho raccontato come condividere in sicurezza immagini e video dei figli:

Qui puoi riascoltare le altre interviste di a Radio Capital.

Settore ristorazione: 7 suggerimenti per ottimizzare LinkedIn [Horeca Digital Talks]

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“Fare IN-FORMAZIONE con i video”: la mia intervista per Tom’s Hardware

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“Il social selling non è vendere le polizze sui social”: la mia intervista per Parliamo di Assicurazioni

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Da qualche tempo collaboro con Parliamo di assicurazioni, blog di educazione assicurativa e pianificazione finanziaria: ho scritto degli articoli sul metodo LinkedIn10C per gli assicuratori e tenuto corsi sul social selling per assicuratori. Pietro Cantù Rajnoldi mi ha recentemente intervistato sul tema #SocialSelling.

Trovi l’intervista su YouTube:

Recentemente, con Parliamo di Assicurazioni e la società Atoma, abbiamo anche lanciato il primo corso su LinkedIn e social selling per assicuratori con crediti IVASS. Per info fai clic qui:

Come intercettare i trend online [interviste a Radio Capital]

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Evitare le truffe online: la mia intervista a Radio Capital del 25 aprile 2020

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Sabato 25 aprile 2020 la DJ La Mario di Radio Capital mi ha intervistato sul tema delle truffe online. Puoi riascoltare l’intervista qui:

Ecco le dritte che ho dato durante l’intervista.

        • Usare solo siti affidabili e certificati. Controllare che il protocollo sia sicuro (httpS).
        • Controllare i riferimenti del proprietario del sito (nome, indirizzo, partita IVA, ecc.).
        • Leggere i feedback degli altri clienti.
        • Usare carte ricaricabili o Paypal.
        • Usare la navigazione in incognito.
        • Tracciare i prezzi con uno strumento come Keepa:

Qui puoi riascoltare le altre mie interviste a Radio Capital: https://www.gianluigibonanomi.com/radiocapital/

Campione di resilienza: la mia intervista per VareseMese

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Questa intervista è stata pubblicata sul numero di aprile 2020 di Varese Mese.

CAMPIONE DI RESILIENZA

Durante il lockdown, il formatore Gianluigi Bonanomi fornisce preziosi consigli per gli imprenditori, ma anche per conciliare smart working e figli usando la tecnologia come alleato. Leggi l’intervista e ascoltala in versione integrale via podcast

di Chiara Milani

“Perdere il lavoro della mia vita è stata la mia fortuna:”. Lo ripete sempre, Gianluigi Bonanomi, formatore aziendale sulla comunicazione digitale per realtà come la Business School del Sole24Ore e la Digital Academy di FastWeb, che racconta: “Ero giornalista professionista, ma sono guarito”. In queste settimane, in cui peraltro in ben altre guarigioni si spera, la sua battuta mi è tornata in mente spesso. Perché la sua carriera è un esempio di resilienza basata sul capitale umano che – in tempi come questi, in cui reinventarsi per molti è e sarà un must – può far riflettere e dare fiducia.

“Sono cintura nera di resilienza”, mi risponde ridendo il collega “redento”: “Ne ho passate di tutti i colori. Visto che la rivista di tecnologia per cui scrivevo era passata dalle 250mila copie iniziali alle 15mila del 2012, ho dovuto ricostruirmi una carriera. Ora, di colpo, a fine febbraio mi sono di nuovo trovato a non avere più l’80 per cento del mio lavoro, che era con le persone, facendo formazione ed eventi pubblici. Allora il digitale, che è sempre stato parte della mia vita, è diventato ancora più importante.

Un ruolo più che mai strategico, quello della comunicazione digitale oggi…

Assolutamente sì. Nel mondo in cui non possiamo più uscire e incontrarci, la comunicazione a distanza è diventata la chiave. Il problema è quanto siamo ed eravamo pronti, quanto stiamo adattandoci a questi nuovi strumenti. Penso che, in questo momento, ci siano due categorie di persone. Chi ha più spirito di resilienza è riuscito immediatamente a cogliere il digitale nonostante tutte le difficoltà, nel momento in cui viviamo in un Paese di digital divide, quindi non tutti hanno la fibra, gli strumenti e le competenze. E c’è chi, come sempre, è lì che aspetta, nicchia e cerca di capire. Allora possiamo fare un ragionamento su come la comunicazione digitale possa essere utile a chi è chiuso in casa.

Esatto. In questo momento tirare su il morale è importante, ma diamo anche qualche consiglio pratico…

Ora come ora il digitale è l’unico modo che noi abbiamo per rimanere vicini agli altri, ma soprattutto penso a un’azienda, un libero professionista, una piccola realtà commerciale. Dobbiamo tirare fuori il vecchio assunto secondo cui comunicare è importante, ma non comunicare è già comunicare qualcosa…. di negativo. Invece, cogliamo un’opportunità: tu hai un’attività, in questo momento sei chiuso, non hai la possibilità di vedere i tuoi clienti, ma se tu in questo momento comunicassi qualcosa di positivo e di valore, se tu dessi qualche elemento per risolvere un problema a distanza… Pensiamo a una panetteria: magari non può vendere i prodotti a distanza, ma se fornisse delle ricette per fare il pane in casa? Molti hanno la resistenza, anziché la resilienza, e dicono: “Ma se io faccio le ricette, questi si fanno il pane da soli”. Il che è una follia, perché la gente non ha poi il tempo per farlo, ma tu stai dando loro un valore, un motivo per seguirti… Io credo che il digital marketing non serva a vendere, ma a creare una relazione di fiducia che poi, eventualmente, sfocerà nella vendita.

Tu sei un esperto di LinkedIn

Pre Cororavirus era il mio best seller, adesso si è un po’ fermata la cosa, anche se in realtà molte persone mi stanno chiedendo una mano a distanza per approfittarne per sistemare LinkedIn, che credo sia uno strumento straordinario da tanti punti di vista: come personal branding, per fare networking. Cerchiamo però di piantarla di fare una comunicazione autoreferenziale, perché non se ne può più di gente che va a dire: “Quanto sono bravo… guarda che laurea o che premio ho preso, che bello il mio prodotto o il mio stand”. Con questo bombardamento d’informazioni, io seguo qualcuno che mi dia qualcosa di utile. Dal punto di vista psicologico, evoluzionistico, noi abbiamo la necessità d’investire il nostro tempo per risolvere sempre questo tarlo che abbiamo: che cosa ci guadagno a seguirti? Se mi dai valore, consigli, idee, spunti, trend, se mi racconti che cosa succederà nel mio settore una volta che tutto questo casino sarà finito, io allora ti seguo. Pensare di presentarsi in modo corretto vuol dire comunicare: che cosa faccio, per chi e come. In che modo risolvo i problemi altrui in maniera magari innovativo? Presentarsi così vuol dire costruire il proprio profilo magari a partire dalle proprie esperienze lavorative. Ma sono ancora più importanti i progetti: una sezione che, in LinkedIn, non approfondisce mai nessuno.

Di consigli oggi più che mai hanno bisogno anche molte mamme e papà per conciliare il lavoro a casa. Tu hai un podcast che riguarda i genitori e la formazione digitale. Visto che noi di VareseMese lanciamo il servizio podcast proprio con te, che suggerimenti possiamo dare?

Sì, io ho un podcast su genitorialità e tecnologia. Se volete andarle a vedere, sono tutte puntate libere. Chi può fare smart working ha anche figli che sempre più sono a contatto con la tecnologia, dal tablet, alla smart tv allo smarphone. Bisogna proteggerli con tutta una serie di strumenti di parental control per evitare che, magari in modo involontario, finiscano su contenuti non adeguati. Facciamo un esempio: una volta la mia bambina si è messa a guardare Peppa pig sul suo tablet ed è finita sul trailer di un film abbastanza inquietante, perché ci sono i video correlati. Se noi usiamo alcuni accorgimenti, ciò non succede. Chi ha bimbi magari non sa che esiste la piattaforma Youtube kids, con solo canali protetti. Oppure si possono mettere limitazioni di tempo o, quando possibile, navigare assieme ai figli. Non dobbiamo demonizzare la tecnologia, ma far capire che esistono tante attività belle da fare in famiglia, come i musei che aprono alla visita a distanza o di giochi da fare assieme, come il karaoke in inglese. Noi siamo genitori, non dobbiamo fare i vigili, ma affiancare i nostri figli per far capire loro che ci possono essere pericoli: dobbiamo insegnare che i rischi ci sono, ma devono essere affrontati in modo coerente, nello stesso modo in cui noi spieghiamo come attraversare la strada, invece di chiuderli in casa. Almeno, prima del Coronavirus.

Ascolta l’intervista integrale via podcast: 

Ascolta “Campione di resilienza” su Spreaker.

L’intervista per Rete55

A che cosa serve LinkedIn? La mia intervista a Radio Capital del 4/4/20

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Sabato 4 aprile 2020 la DJ La Mario di Radio Capital mi ha intervistato sul tema LinkedIn (che cos’è? A cosa serve? Quale errore evitare?). Puoi riascoltare l’intervista qui:

Coronavirus: trasformare lo stop in una nuova ripartenza [intervista per Dolcesalato]

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Questa intervista è stata pubblicata il

CORONAVIRUS: CONSIGLI DIGITAL

Restiamo in contatto, anche da lontano. Con i suoi consigli digitali di marketing Gianluigi Bonanomi ci insegna a trasformare questo stop in una nuova partenza e trasformare i contatti virtuali in clienti
Se pasticcerie e locali devono chiudere, la rete resta aperta. Mai come in questo caso la comunicazione web è un’ancora di salvataggio che i professionisti possono e devono utilizzare per tenersi in contatto con il proprio pubblico e magari allargare il proprio bacino di utenza.Comunicare è la parola d’ordine per Gianluigi Bonanomi, giornalista informatico e formatore sui temi della comunicazione digitale perché «anche il silenzio parla e trasmette qualcosa di negativo: siamo chiusi e non riapriremo, ci siamo arresiIl messaggio da dare, invece, è “ci siamo” e stiamo approfittando di questo momento di stop forzato per studiare e riorganizzarci, per darvi dei consigli, suggerirvi ricette, per essere al vostro fianco in un modo diverso, ma comunque costate. In una parola esserci e fare brand marketing sottolineando la propria differenza e le proprie qualità, ma senza autorefenzialità creando una storia vera: perché le persone ci ascoltano se gli diamo qualcosa, se parliamo non di noi, ma a loro. Quindi via libera ai contenuti di valore con consigli, e suggerimenti per rinsaldare la fiducia con i propri clienti o gettare le basi per nuove relazioni che, dopo questo momento, daranno un motivo per venire a trovarci».

L’INTERVISTA AUDIO

Qui puoi riascoltare l’intervista audio:

Ascolta “01 – Connessi da Casa” su Spreaker.

CONSIGLI UTILI E VIDEORICETTE

L’essere umano è vocato all’imparare. Le videoricette sono un asso nella manica dei professionisti che, “regalando” una ricetta, coinvolgono il pubblico in una relazione che sposta l’asse del rapporto da venditori e compratore a insegnate e adepto. «Anche qui la qualità è il fattore che fa la differenza. Il live è coinvolgente e permette di dialogare in diretta con i follower, ma un video preparato con una buona qualità di visione e un montaggio post produzione con sovrascritte relative agli ingredienti e zoom sui dettagli offre uno strumento di qualità. Per chi ama la sperimentazione il web offre una gamma di applicazioni che trasformano le immagini in cartoni come la piattaforma Powtoon oppure Go animate per creare contenuti veramente originali e differenziarci dai competitor».

IL WEB PARLA ANCHE QUANDO E’ IN SILENZIO

Un must che per Bonanomi vale al di là dell’emergenza Covid-19. «La comunicazione web è una vetrina che, se lasciata spoglia, trasmette abbandono. Il pubblico della rete non perdona: se il tuo ultimo post su Facebook, la foto di Instagram o l’ultimo video Tik Tok risale al 2019 non verrà più a cercarti. I social sono quindi un canale da sfruttare al massimo, con una avvertenza: siamo in casa di Zuckerberg e non possiamo controllare completamente il futuro dei nostri profili. Meglio quindi un sito istituzionale sempre aggiornato con le ultime novità, le ricette, le iniziative da trasmettere attraverso una rete di newsletter. Un prodotto di proprietà su cui far rimbalzare i contenuti social che ci permette di creare un archivio storico».

Un altro punto chiave per sfruttare al massimo le potenzialità del web, per Bonanomi, è usare il canale giusto per il messaggio giusto. Facebook è la piattaforma della socialità per definizione ideale per creare attorno alla tua realtà una vera comunity, Instagram è più indirizzato all’awareness, Youtube per le video ricette e LinkedIn per il B2B con fornitori, professionisti e dipendenti.

IL MARKETING DI OGGI SONO I CLIENTI DO DOMANI

Lo scopo del digital marketing non è vendere, ma creare le condizioni per la vendita anche attraverso l’utilizzo della profilazione degli utenti attraverso Funnel di selezione per estrarre i clienti potenzialmente più interessati. Ecco perché è importante trasformare questo stop forzato in un’occasione con «un uso strategico dei contenuti messi in rete oggi, che permetterà ai professionisti di generare contatti che diventeranno clienti. Oggi abbiamo l’occasione di attuare la cosiddetta lead generation, ovvero tramutare i contatti freddi – gli utenti che ci seguono in rete, ma non sono mai venuti a trovarci – in caldi: in clienti attivi. Come? Con una call to action. Ti piace questa video ricetta, e vuoi averne delle altre? Lasciami la tua email e te le invierò. Questo ci permette di entrare in contatto diretto con il singolo cliente e “coccolarlo” con ricette, suggerimenti di prodotto, inviti a open house. Creare una relazione adesso che siamo lontani per concretizzare il rapporto dopo».

L’intervista sul magazine cartaceo

Contrastare le fake news: la mia intervista a Radio Capital del 28/3/20

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Sabato 28 marzo 2020 la DJ La Mario di Radio Capital, in piena coronavirus, mi ha intervistato sul tema del contrasto alle fake news. Puoi riascoltare l’intervista qui:

Segui qui il videocorso gratuito sulle fake news: