Nel 1998, mentre due studenti di Stanford lanciavano Google, io iniziavo a fare il giornalista. Pensavo di aver visto tutto: e-commerce, smartphone, social. Mi sbagliavo. Erano solo l’antipasto. Il piatto forte è l’intelligenza artificiale, il vero compimento della digitalizzazione.

Se sei un genitore, lo so: temi l’effetto “ebete” da compiti scopiazzati, i deepfake o i robot che rubano il futuro. Ma i numeri non aspettano i nostri timori: il 97% dei ragazzi tra i 16 e i 18 anni usa già l’AI generativa. Hanno in tasca uno sparring partner che non li giudica, ma che spesso fa lo “yes man”, confermando ogni loro errore.

Demonizzare lo strumento non serve. Un martello è un problema solo se lo usi per spaccare teste; tutto dipende da chi lo impugna. Nel mio ultimo intervento per STEP FuturAbility District ho messo da parte i massimi sistemi per consegnarvi una cassetta degli attrezzi: dieci idee concrete per usare l’AI in famiglia in modo positivo.

Ecco qualche esempio.

NotebookLM per lo studio: uno strumento di Google gratuito e pazzesco. Sfrutta la tecnologia RAG (retrieval-augmented generation): risponde basandosi solo sui documenti che carichi tu. Niente allucinazioni, niente invenzioni. Ti fornisce le note a piè di pagina e cita la fonte esatta. La miglior difesa contro le fake news.

L’assistente di casa: sedetevi a tavola, aprite Gemini e costruite insieme un chatbot personalizzato. Assegnategli un ruolo – sfruttando la regola del role prompting – e istruitelo per scovare i film del weekend o le mostre in città. È il modo più semplice per spiegare ai figli come ragiona la macchina.

Musica con Suno: l’AI non è intelligente, è solo statistica velocissima. Sa copiare e mescolare. Con Suno potete creare una traccia rock o blues su un tema scelto da voi in pochi secondi. Divertente, utile per smitizzare la “magia” dell’algoritmo.

La regola d’oro? Non sarà l’intelligenza artificiale a portarci via il lavoro, ma qualcuno che saprà usarla meglio di noi. Dobbiamo guidare i ragazzi, educarli e, soprattutto, giocarci insieme.

Nel video integrale qui sotto racconto il resto, tra tool gratuiti e qualche risata (citando Aranzulla e il trauma di aspettare una settimana per una puntata di Dallas).

Guarda l’intervento e fammi sapere nei commenti quale strumento proverai per primo.

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Il 2 febbraio 2026 sono stato invitato dalla Fondazione Corriere della Sera a un evento per le scuole presso la sala Buzzati: collegati 12.000 studenti da tutta Italia, per sentirci parlare di #AI in classe. Con me l’amico Vincenzo Cosenza.

Ho caricato su YouTube alcuni passaggi dell’evento.

3 esempi d’uso dell’AI in classe

Hai presente quando gli studenti usano ChatGPT per farsi fare i compiti? Ecco, quello è il modo peggiore per approcciare l’intelligenza artificiale. In questo video esploriamo come trasformare l’IA da scorciatoia a vero e proprio alleato didattico. Parliamo di «role prompting»: far diventare il chatbot il tuo prof di italiano per simulare un’interrogazione su Dante, oppure un generale che ti racconta Waterloo. Non è magia, è collaborazione creativa. Nel video passo in rassegna alcuni casi reali: – Simulazione di interrogazioni: caricare testi e chiedere all’IA di metterci alla prova. – Dialogo con la storia: intervistare Napoleone per capire le sue scelte strategiche. – Role-play linguistico: gestire un cliente difficile in tedesco per allenare le soft skill. L’obiettivo non è delegare il pensiero, ma potenziarlo. Perché se l’IA imita l’intelligenza umana, noi dobbiamo imparare a usarla per non diventare “pigri” ma più brillanti.

Alla scoperta di NotebookLM

Dimentica ChatGPT per un attimo: se cerchi uno strumento che rivoluzioni davvero il modo di studiare e lavorare con i documenti, devi conoscere NotebookLM. È il “taccuino intelligente” di Google che non risponde pescando a caso dal web, ma si basa esclusivamente sulle fonti che carichi tu. Niente più allucinazioni: se gli chiedi la ricetta della pizza mentre stai studiando fisica quantistica, ti dirà chiaramente che nei tuoi testi non c’è traccia di margherite.

Ecco perché NotebookLM è una marcia in avanti:

  • Verifica immediata delle fonti: ogni risposta include citazioni cliccabili che ti portano esattamente al paragrafo del documento originale.

  • Multimedialità totale: legge PDF, appunti scritti a mano (anche in corsivo!) e persino schemi elettrici o immagini.

  • Creazione di contenuti: trasforma i tuoi materiali in infografiche, slide, podcast con voci umane che discutono i temi o video esplicativi con voice-over.

  • Ecosistema Google: se hai una Gmail, hai già NotebookLM; è gratuito, integrato e generoso (fino a 50 domande al giorno nella versione free).

È lo strumento perfetto per chi ha bisogno di rigore, precisione e una mano per trasformare la teoria in pratica multimediale.

Farsi intervistare dai chatbot

Perché dobbiamo essere sempre noi a spremere le meningi per interrogare ChatGPT o Gemini? In questo estratto del mio intervento a «Insieme per capire», ribalto completamente la prospettiva: il segreto per ottenere risultati davvero utili non è fare domande migliori, ma farsi intervistare dall’intelligenza artificiale.

Che tu debba scrivere una tesina, preparare una ricerca o un’interrogazione, prova a dire all’IA: «questo è il mio obiettivo, fammi tu tutte le domande che ritieni opportune per inquadrare il contesto». È qui che avviene il vero salto di qualità: lo scambio diventa profondo, l’IA capisce chi sei, cosa ti serve e in quale materia ti stai muovendo.

In questo video ti spiego come questo ribaltamento dei ruoli possa trasformare uno strumento passivo in un partner di lavoro incredibilmente efficace.

Siamo passati dai chatbot che rispondono a comando a veri e propri agenti intelligenti capaci di pianificare ed eseguire task complessi in autonomia. Ma cosa significa davvero per il nostro lavoro e la nostra quotidianità?

In questo estratto, esploriamo il salto evolutivo dell’intelligenza artificiale:

  • Chatbot vs Agenti: la differenza tra uno strumento reattivo e uno proattivo che «va avanti come un treno».

  • Esperimenti sul campo: dall’organizzazione di un viaggio in Giappone alla spesa online fatta partendo da una semplice foto di una pizza.

  • Il futuro delle aziende: lo scenario di società miliardarie gestite da una sola persona supportata da una flotta di agenti specializzati (marketing, R&S, logistica).

  • Integrazione fisica: l’arrivo dei robot umanoidi e l’impatto sulla gestione delle attività domestiche e industriali.

L’IA non è più solo uno strumento per studiare o scrivere meglio, ma un ecosistema che impara a collaborare con sé stesso e con noi. Quale sarà il peso del contributo umano in questo nuovo equilibrio?

I problemi dell’AI

L’intelligenza artificiale non è più una novità da laboratorio, ma un compagno silenzioso che sta riscrivendo le regole del gioco. In questo estratto dell’evento «Insieme per capire», analizzo i rischi che corriamo delegando le nostre scelte agli algoritmi.

Siamo pronti a gestire un “sistema zero” che decide per noi?

Cosa troverai in questo video:

  • Il paradosso del secondo cervello: quanto potere stiamo dando a strumenti come ChatGPT? Dalle scelte editoriali ai consigli medici, il confine tra supporto e condizionamento è sempre più sottile.

  • Pregiudizi e bias: se l’IA impara dagli umani, eredita anche i nostri errori. Come correggere una “scatola nera” che discrimina basandosi sulle statistiche?

  • Privacy e gestione dati: ogni nostra interazione alimenta i modelli. Sai come disattivare l’uso dei tuoi dati nelle impostazioni?

  • Proprietà intellettuale: il tema spinoso del copyright e di come i contenuti protetti finiscano nel calderone dell’addestramento senza alcuna remunerazione per gli autori.

La registrazione completa dell’evento

Ecco l’intera registrazione dell’evento:

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Venerdì 22 novembre ho avuto il piacere di partecipare alla seconda edizione del convegno Poetiche Artificiali. Umanesimo Tecnologico, AI e altre forme di intelligenza, organizzato da IO01 Umanesimo Tecnologico, Accademia SantaGiulia e Studium, e centrato sul rapporto fra umanesimo e intelligenza artificiale.

Il mio intervento ha rappresentato una naturale prosecuzione del mio impegno verso l’incontro di umanesimo e AI. Nella mia relazione, intitolata provocatoriamente “Perché l’IA fa paura e perché, invece, dovrebbe essere considerata una nuova competenza“,

Questo l’abstract del mio intervento:

Dalla fine del 2022, dal lancio di ChatGPT da parte di OpenAI, non si fa altro che parlare di intelligenza artificiale e di come “ruberà” posti di lavoro, soprattutto ai colletti bianchi. È davvero così? Questo corso vuole dimostrare come l’AI stia rapidamente diventando uno strumento indispensabile in molti settori, un “aiutante” che permette di rendere più efficienti ed efficaci molti compiti: leggere (riassumere), scrivere, tradurre, ideare, comunicare, ecc. Imparare a utilizzarla, grazie a nuove competenze ibride come il prompt engineering, può portare benefici immediati.

Il video del mio intervento

Grazie al Giornale di Brescia, è possibile rivedere tutti gli interventi della giornata. Compreso il mio:

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Lunedì 9 giugno al Cefriel di Milano (e in streaming su ANSA.it) la Fondazione Pensiero Solido ha organizzato un incontro a più voci per riflettere sul futuro del libro nell’era dell’intelligenza artificiale.

Personalmente ho concentrato il mio intervento su come cambia la lettura al tempo di ChatGPT. Sono partito con una domanda pungente: chi legge i libri oggi? Forse ChatGPT. Ma soprattutto: chi li scrive? L’AI non è più solo una lettrice virtuale, ma diventa autrice, bibliotecaria, editor. Ma non è tutto negativo. Ho voluto dare molti esempi di come ChatGPT può potenziare e integrare la lettura: dalle colonne sonore per leggere ai testi trasformati in fumetti, dai suggerimenti di lettura all’interpretazione dei testi.

Ecco la registrazione del mio speech:

Le slide del mio speech

Qui si possono vedere e scaricare le slide della mia presentazione:

Chatgpt Libri Pensiero Solido 9 giugno 2025

Diciamolo subito: no, l’intelligenza artificiale non manderà in pensione i personal trainer. Al massimo li costringerà a una formazione accelerata. A RiminiWellness 2025, durante il mio intervento per Confartigianato Sport, ho cercato di rispondere alla domanda che tutti si pongono: “Ma l’AI ci ruba il lavoro?”.

Il video del mio intervento a Rimini Wellness 2025

Durante il mio intervento di oltre un’ora, ho dedicato un quarto d’ora a cinque idee concrete d’uso dell’AI per i personal trainer:

  • Assistenza: dal journaling al tracking del sonno. E sì, ChatGPT può anche creare playlist su misura o motivarti come un coach.

  • Studio: aggiornamenti professionali e trend di settore (es: Exploding Topics).

  • Ricerche: confronto preventivi, analisi dei competitor, strumenti di deep research.

  • Burocrazia: l’AI può aiutare anche con le scaroffie.
  • Comunicazione: un piano editoriale su misura grazie ai prompt personalizzati. E se proprio non sai da dove partire… chiedi a ChatGPT!

Puoi rivedere quella parte di speech qui:


Le app che ho citato nel mio intervento

Reflectly

Un diario digitale per il benessere emotivo. Utile per aiutare i clienti a tracciare l’umore, la motivazione e i progressi mentali, in ottica di fitness olistico.

BMI Visualizer

Un semplice ma impattante strumento per visualizzare il corpo sulla base dell’indice di massa corporea. Ideale per aiutare i clienti a percepire i propri obiettivi.

Sleep Cycle

Il sonno è fondamentale per il recupero muscolare. Sleep Cycle analizza la qualità del sonno e consente al trainer di integrare consigli personalizzati nella programmazione.

HeyGen

Vuoi creare video motivazionali o tutorial personalizzati con il tuo avatar? HeyGen usa l’AI per generare contenuti video professionali, anche in più lingue.

Zapier

Automatizza tutto: appuntamenti, email di follow-up, reminder pre-allenamento. Zapier collega le tue app e ti fa risparmiare ore ogni settimana. In particolare Motivational Coach AI Chatbot Template è un template AI pronto all’uso per creare chatbot motivazionali: risponde 24/7 ai dubbi dei clienti, offre frasi d’ispirazione e suggerimenti personalizzati.

PlaylistAI

La colonna sonora perfetta per ogni workout. Questa app crea playlist su misura in base al tipo di allenamento e all’umore del giorno.

Consensus

Per chi vuole restare aggiornato con basi scientifiche: questa AI cerca nei paper accademici e fornisce risposte basate su evidenze. Perfetto per comunicare con autorevolezza.

Exploding Topics

Vuoi capire i nuovi trend in ambito fitness, alimentazione e tecnologia? Questo strumento analizza i topic emergenti prima che diventino mainstream.

GenSpark

Un AI agent per creare contenuti personalizzati: dai post motivazionali ai programmi di allenamento.

Le slide del mio intervento

Qui puoi vedere o scaricare la mia presentazione.

AI_personal_trainer_Bonanomi_Rimini_Wellness_2025

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Il 20 maggio 2025 ho tenuto il corso online “Ottimizza il tuo profilo LinkedIn con l’aiuto di ChatGPT”, per Ioformo, una nuova piattaforma italiana che aggrega corsi di formazione professionale e personale, offrendo un marketplace dove studenti, formatori e aziende possono incontrarsi per apprendere, insegnare e gestire percorsi formativi su misura .

Il webinar che ho progettato e tenuto, dal titolo “Ottimizza il tuo profilo LinkedIn con l’aiuto di ChatGPT”, era pensato per aiutare professionisti, freelance e imprenditori a sfruttare le potenzialità di ChatGPT (e altri chatbot) per migliorare la propria presenza su LinkedIn. Attraverso una serie di spunti pratici (e tool che riporto sotto), ho guidato gli utenti nell’analisi e nell’ottimizzazione delle diverse sezioni del profilo, come la foto, l’headline e le competenze, tra le altre.

Uno degli aspetti che ho sottolineato nel corso è l’importanza di scaricare il profilo in PDF per ottenere suggerimenti personalizzati e pertinenti. Ad esempio, è possibile chiedere al modello di agire come un consulente di carriera esperto per analizzare il proprio profilo e fornire consigli su come renderlo più attraente per i recruiter o per il proprio pubblico di riferimento.

Inoltre, nel Webinar ha affrontato anche il tema dell’uso di ChatGPT per la creazione di contenuti da condividere su LinkedIn, come post o articoli, al fine di aumentare l’engagement e la visibilità del profilo, partendo dai 100 migliori post LinkedIn di sempre.

Tool citati nel Webinar

Nome Tool/Risorsa Link Descrizione
Social Selling Index (SSI) https://www.linkedin.com/sales/ssi Strumento di LinkedIn per misurare l’efficacia nell’utilizzo della piattaforma per il social selling.
Valutazione Foto LinkedIn con AI https://gianluigibonanomi.com/gpt-foto-linkedin Il mio GPTs che utilizza l’AI per valutare la foto del profilo LinkedIn.
Ottimizzazione testi profilo LinkedIn con AI https://gianluigibonanomi.com/linkedin-claude Il mio articolo che spiega come ottimizzare il profilo LinkedIn con Claude.
Top 100 LinkedIn Posts http://taplio.com/posts/top-100-linkedin-posts Risorsa per consultare i 100 post più performanti su LinkedIn, utile per il content marketing. By Taplio.

La registrazione dell’evento

Puoi rivedere la registrazione dell’evento, della durata di un’ora, qui: https://learning.ioformo.it/it/course/ottimizza-il-tuo-profilo-linkedin-con-laiuto-di-chatgpt-142.

Il webinar precedente

Questo su LinkedIn è AI è il mio secondo webinar con Ioformo. Il 17 aprile ho parlato, invece, di come l’intelligenza artificiale sia, da un paio d’anni (dal lancio di ChatGPT), al centro di dibattiti accesi, tra entusiasmi e timori. La paura nasce soprattutto dall’idea che le macchine possano sostituire gli esseri umani, controllare aspetti della nostra vita quotidiana o addirittura sfuggire al nostro controllo in stile Terminator. Queste preoccupazioni, alimentate da rappresentazioni cinematografiche e da una comprensione ancora limitata del funzionamento delle IA, possono portare a diffidenza e resistenza al cambiamento. Per questo ho voluto provocatoriamente intitolare il primo webinar “Perché l’intelligenza artificiale fa paura (e perché non dovrebbe)“.

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Il 15 luglio 2024 sono stato invitato dalla Fondazione PensieroSolido a contribuire all’evento “Intelligenza artificiale e lavoro – Come cambia, come dobbiamo cambiare noi” (vedi news Ansa), in programma al Cefriel. Il mio intervento, della durata di 15 minuti, si è concentrato sul prompt engineering con il titolo “Tutti dobbiamo imparare a usare i prompt”.

La registrazione dell’evento

Sul canale YouTube dell’associazione PensieroSolido si trova la registrazione del mio speech:

Qui invece l’intera registrazione dell’evento.

La trascrizione del mio intervento

Vorrei fare una piccola digressione sulla mia presentazione raccontandovi un aneddoto. L’altro giorno ero in una classe, e a un certo punto uno studente dal fondo della classe mi dice: “Ma lei, alla fine, cosa fa?”. Io rispondo: “Mi occupo di divulgazione del digitale e, attualmente, di intelligenza artificiale”. Questo studente mi ferma e mi dice: “No, cosa fa di LAVORO?”. Spiegare questo mestiere non è facile, come non è stato facile intervenire dopo relatori di alto livello che hanno parlato di scenari internazionali ed etica.

Vorrei ora spiegare cos’è il prompt engineering. Partirei da una citazione di Milan Kundera: “La stupidità deriva dall’avere una risposta per ogni cosa; la saggezza dall’avere per ogni cosa una domanda”. La differenza nel prossimo futuro non sarà avere la conoscenza, perché le macchine studieranno sempre di più e avranno tutta la conoscenza umana e forse qualcosa in più. Quindi, non è necessario che siamo noi a dare le risposte; la differenza sarà fare le domande giuste.

Da quando si è diffuso ChatGPT, si dice che è un po’ “garbage in, garbage out”. In realtà, parliamo di una nuova competenza: il prompt engineering. Questa non è solo una competenza tecnica, ma anche comunicativa. Bisogna saper utilizzare lo strumento e saper comunicare con esso, convincerlo, correggerlo, motivarlo. Questo richiede parole giuste per ottenere l’obiettivo desiderato. Chi è favorito? Chi ha competenze comunicative e umanistiche. Negli Stati Uniti, nove aziende su dieci stanno cercando lavoratori con queste competenze.

La questione è che non stiamo parlando di un nuovo mestiere, ma di una nuova competenza che tutti devono avere. Non è possibile pensare che solo una persona si occupi di prompt engineering per tutti, come non sarebbe possibile non sapere usare Office oggi. Prima o poi, sarà ChatGPT a venire da noi, integrato negli strumenti come Office.

Adesso cerchiamo di capire che cos’è il prompt engineering. Il termine “prompt” viene dal latino e significa “pronto”. Si tratta di dare istruzioni precise per ottenere risultati desiderati. Se fai una brutta istruzione, otterrai pessimi risultati. Molte persone dicono che ChatGPT non funziona, ma è perché non gli fanno domande corrette. Ad esempio, un prompt come “Riscrivi in italiano come un articolo di giornale” non funzionerà mai.

Vi propongo il mio metodo per fare dei buoni prompt: metodo GOL, che sta per Guida, Obiettivo, Layout. Bisogna guidare la macchina, dettagliando ciò che vogliamo e specificando il formato del risultato. Ad esempio, potresti chiedere: “Agisci come un esperto di cinema d’autore e suggerisci cinque film da vedere per chi ha amato ‘Il settimo sigillo’ di Ingmar Bergman, ma senza includere altri film dello stesso regista, e crea una tabella con titolo, regista, motivo per vedere il film”.

Un altro esempio è chiedere a ChatGPT di agire come un esperto di web reputation nel settore alberghiero e analizzare le recensioni di un hotel, creando un elenco delle maggiori criticità riscontrate dagli utenti.

Vi invito a usare questo metodo in tre livelli: ruolo, obiettivo e output. I chatbot capiscono le emozioni e i prompt emotivi possono manipolare i meccanismi di probabilità del modello. Ad esempio, chiedendo un progetto importante per la tua carriera, puoi ottenere un risultato migliore. Ho anche sviluppato un altro framework, chiamato Socrate, che prevede che sia ChatGPT a fare le domande a noi, guidandoci nella costruzione del prompt ideale.

Un esempio potrebbe essere: “Devi aiutarmi a sostenere un colloquio di lavoro come social media manager. Trovi i dettagli dell’offerta a questo link. Fammi una domanda alla volta e aspetta la mia risposta prima di fare la prossima domanda”. Questo simula un colloquio di lavoro.

Un altro framework che ho inventato è SO.C.RA.T.E.

Concludo dicendo che non è l’intelligenza artificiale che ruberà il lavoro, ma chi sa usare l’intelligenza artificiale. Strumenti come NotebookLM di Google permettono di caricare i propri documenti, garantendo risposte basate sui propri dati, senza allucinazioni. Dobbiamo imparare a usare questi strumenti per essere più produttivi ed efficaci, liberando tempo per cose più importanti.

Grazie e buona intelligenza artificiale a tutti.

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Il 14 maggio 2024 sono stato invitato da Confartigianato Imprese a Roma per la convention nazionale. Durante la mia esposizione, ho parlato dell’impatto dell’intelligenza artificiale generativa sui servizi associativi e di come può cambiare il modo di lavorare. Partendo dalla definizione di I.A., e distruggendo alcuni falsi miti, ho elencato alcuni esempi pratici di applicazioni quotidiane, come l’analisi documentale, la creazione di presentazioni e la trascrizione delle riunioni. Infine ho chiuso ricordando l’importante di una nuova competenza: il prompt engineering.

Qui si possono scorrere tutte le slide:

Ecco qui alcune foto dell’evento:

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Il 27 marzo 2024 la testata online “Prima Lecco” ha dedicato un approfondimento all’evento che si è tenuto il 25 marzo 2024 a Verderio (Lecco): “L’AI, il lavoro e i giovani talenti”, secondo incontro del ciclo “Imprese e capitale umano. Il lavoro del domani», organizzato da Netweek.

Questo il testo dell’articolo:

L’AI non rappresenta più qualcosa di lontano, situato nel futuro: l’intelligenza artificiale è oggi, va utilizzata adesso ed è pronta a riscrivere il nostro futuro, specialmente dal punto di vista lavorativo. È questo il tema affrontato lunedì 25 marzo durante l’incontro “L’AI, il lavoro e i giovani talenti”, secondo appuntamento del ciclo “Imprese e capitale umano. Il lavoro del domani”, organizzato da Netweek in collaborazione con l’agenzia Allianz 231, Opiquad e Confapi Lecco e Sondrio. Al ristorante Cascina La Salette di Verderio Superiore sono intervenuti due specialisti sul tema, ovvero Gianluigi Bonanomi, giornalista, formatore ed esperto di comunicazione digitale, e Canzio Dusi, manager e scrittore.

La video-intervista

Le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale

Ad aprire il dibattito è stato Bonanomi:

“Come può avere un impatto questo strumento pazzesco che è ChatGPT? Attualmente è gratuito e non affidabile, non mostra le fonti e a volte inventa, essendo bacato da alcuni pregiudizi. Sappiamo infatti che ha appreso da secoli di cultura che gli abbiamo dato in pasto, che ha studiato ciò che l’uomo gli ha dato da studiare e quindi anche fatti non reali. Inoltre ha informazioni vecchie di due anni. Quindi? Ritengo che sia comunque un bene usare ChatGPT ma non è ciò che si può utilizzare in azienda per un semplice motivo: noi diamo a lui informazioni e queste vengono usate per migliorare i loro modelli. Con un’impresa è piuttosto chiaro che ciò non si può fare”.

“Usarla significa ragionare, astrarre, apprendere e queste sono le capacità che ci distinguono dagli animali. L’AI non arriva all’autocoscienza ma simula il lavoro del nostro cervello: sa dare istruzioni, spiegazioni, correggere testi, elaborare scenari. Per esempio è il caso di Microsoft Copilot, uno strumento di lavoro molto più evoluto rispetto a ChatGPT, di un altro livello”.

Si arriva così al fulcro della questione:

“Di fronte all’AI serve una nuova competenza nel mondo del lavoro, ossia il Prompt Engineering. Questa disciplina, ibrida tra le hard e soft skill, consiste nell’arte di porre le giuste domande all’AI, sfruttando capacità comunicative che in precedenza erano utilizzate esclusivamente con gli umani”.

“Da analisi di cv a documenti pdf, l’utilizzo del prompt è sempre più fondamentale. Per esempio, con lo sviluppo di strumenti come Web Pilot, la creazione di presentazioni multimediali già impaginate diventa un gioco da ragazzi, accelerando il processo e migliorando l’efficienza, ma esistono già infinite possibilità”.

Come i Chatbot possono efficientare il lavoro

In seguito è stato il turno di Canzio Dusi, portando la sua esperienza nell’utilizzo efficace dei chatbot nell’ambiente lavorativo:

“Il chatbot perimetrale è addestrato su informazioni interne fornite dall’azienda, garantendo una base dati sicura al 100%. Ciò che il chatbot apprende rimane nel perimetro aziendale, evitando che informazioni sensibili finiscano nelle mani dei concorrenti. Questo permette anche una precisa profilazione del chatbot, adattandolo alle specifiche esigenze di ciascun team o progetto. Inoltre è affidabile, dato che se non è in grado di rispondere ad una domanda è perché la stessa esula dal perimetro di competenza aziendale: ciò permette di mantenere la coerenza e l’accuratezza delle risposte fornite dal chatbot”.

Dusi evidenzia inoltre il ruolo cruciale dei chatbot nell’onboarding dei nuovi dipendenti:

“Tradizionalmente affidato a un tutor, ora questa responsabilità può essere condivisa con un chatbot, che dispone di accesso a tutti i documenti, i processi e le informazioni aziendali. Questo rende il chatbot un “collega virtuale” sempre disponibile, in grado di fornire risposte immediate e accurate senza risentire di stanchezza o frustrazione. Anche se il tutor rimane indispensabile, una parte significativa del lavoro può essere delegata al chatbot, liberando tempo per compiti più strategici”.

“Consentono una maggiore personalizzazione e adattabilità alle esigenze di ciascun gruppo di lavoro. Inoltre può essere caricato e utilizzato come assistente personale durante tutta la giornata lavorativa. Infine, consigliamo di installare motori basati su LLM (Large Language Model) come base per i servizi di chatbot. Questi girano localmente all’interno dell’azienda e offrono una maggiore capacità di comprensione e risposta, garantendo un’esperienza utente più soddisfacente”.

 

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Il primo marzo 2024 ho tenuto un webinar per Edulia di Treccani su Google Gemini. Ecco la registrazione integrale dell’evento (comprese le moltissime domande che mi sono arrivate):

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