The AI Lounge Club: il mio coinvolgimento a Concorezzo

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Avatar di Gianluigi Bonanomi con manager al tavolo di The AI Lounge Club, illustrazione sul confronto e il Second Brain

The AI Lounge Club è un progetto di formazione e confronto tra manager e professionisti delle PMI, con sede a Concorezzo. Il mio coinvolgimento riguarda la guida scientifica e formativa del club, con particolare attenzione all’uso dell’intelligenza artificiale per organizzare la conoscenza e lavorare meglio.

Ne ha parlato Concorezzo.org nell’articolo “A Concorezzo il club per sfruttare al meglio l’AI”, firmato MC e pubblicato il 10 settembre 2026. Ringrazio la testata per aver raccontato un’iniziativa che porta sul territorio un tema al quale tengo: imparare a usare l’AI partendo dalle esigenze delle persone.

The AI Lounge Club: qual è il mio ruolo

Il pezzo di Concorezzo.org mi presenta come partner scientifico e di formazione. Ricorda inoltre l’open day del 27 giugno, durante il quale ho tenuto l’intervento “Il Second Brain del manager e dell’azienda”, dedicato all’organizzazione delle informazioni e al supporto ai processi decisionali.

Il sito ufficiale di The AI Lounge Club descrive oggi il mio compito come guida della parte scientifica e formativa. Il progetto è di Gianluigi Bonanomi e Giovanni Cotta. Il principio dichiarato è Human First, AI Second: le persone vengono prima degli strumenti.

Per me questo significa partire da una domanda concreta: quale attività vogliamo migliorare? Solo dopo ha senso scegliere il chatbot, costruire il prompt e valutare il risultato. Collezionare abbonamenti, da solo, non è un piano di trasformazione digitale.

Perché un club per imparare l’AI a Concorezzo

The AI Lounge Club propone il peer learning, cioè l’apprendimento tra pari. Manager e professionisti lavorano su casi concreti e si confrontano sulle rispettive esigenze. La sede è l’Agriturismo La Camilla a Concorezzo, una struttura immersa nel verde che ospita anche eventi aziendali.

Mi interessa soprattutto la possibilità di far emergere domande diverse intorno allo stesso tavolo. Chi si occupa di marketing può ragionare sulla coerenza dei contenuti; chi gestisce un gruppo di lavoro sulle procedure; un libero professionista sul recupero delle informazioni. Sono possibili punti di partenza, da scegliere in base al lavoro reale dei partecipanti.

Il confronto, però, va guidato. Un esperimento riuscito in uno studio non diventa automaticamente una soluzione per qualsiasi impresa. Bisogna capire quali documenti sono disponibili, chi li aggiorna e come verificare che la risposta sia utile.

Il Second Brain del manager e dell’azienda

Il tema del mio intervento di giugno resta centrale: come rendere utilizzabile la conoscenza che abbiamo già? Appunti, documenti e procedure hanno valore quando riusciamo a ritrovarli e collegarli a una domanda di lavoro.

La pagina ufficiale dedicata a RAG e Second Brain distingue due prospettive: organizzare la conoscenza personale del professionista e usare documenti aziendali come base per le risposte dell’AI. La RAG è una tecnica che integra il recupero di informazioni da fonti selezionate nella generazione della risposta. Il secondo cervello è invece un metodo più ampio di organizzazione della conoscenza.

Il mio consiglio è partire da un insieme piccolo e curato di materiali. Prima si chiarisce che cosa deve contenere l’archivio, poi si costruisce il modo di interrogarlo. Se nessuno sa quale procedura sia aggiornata, chiedere all’AI di leggerle tutte non risolve il problema organizzativo.

È un filo conduttore che ritrovi anche nel mio racconto della formazione per Officina del Talento, su ChatGPT come assistente e secondo cervello: dare contesto, formulare richieste efficaci e controllare ciò che si ottiene.

Un esercizio da cui partire

Ecco una mia proposta per chi vuole avvicinarsi al tema, non il resoconto di un’attività svolta all’open day:

  1. Scegli una domanda ricorrente del tuo lavoro, per esempio come preparare un incontro con un cliente.
  2. Seleziona pochi documenti pertinenti, aggiornati e adatti allo strumento che utilizzi.
  3. Chiedi una risposta con riferimenti alle fonti, facendo segnalare ciò che manca.
  4. Confronta il risultato con i documenti e annota errori, omissioni e passaggi utili.
  5. Decidi se ripetere il processo, modificarlo o abbandonarlo.

Il risultato da cercare è una procedura che sappiamo valutare. Un testo elegante è piacevole; una risposta verificata serve al lavoro.

Il prossimo open day di The AI Lounge Club

Al momento della pubblicazione, il sito del club annuncia il prossimo open day per il 17 ottobre 2026 alle 11:00, a La Camilla, Concorezzo (MB). L’ingresso è gratuito su prenotazione. Sono previsti presentazione del club e dei percorsi, esempi di AI in azienda, un momento interattivo sul metodo e aperitivo con networking.

Chi cerca formazione sull’intelligenza artificiale per manager e professionisti in Brianza può usarlo per conoscere il progetto e fare domande. Per iscrizioni e aggiornamenti sul programma, il riferimento è la pagina ufficiale dell’evento.

Domande frequenti

A chi si rivolge The AI Lounge Club?

Il club si rivolge a manager e professionisti delle PMI interessati a portare l’intelligenza artificiale nel lavoro quotidiano attraverso applicazioni pratiche e confronto tra pari.

Servono competenze di programmazione?

Secondo le indicazioni del club, non è necessario saper programmare. Il percorso è pensato per un pubblico professionale che vuole capire come applicare gli strumenti al proprio contesto.

Che cosa fa l’AI Facilitator?

Nel modello del club, l’AI Facilitator accompagna le attività pratiche e facilita il confronto tra i partecipanti. Aiuta il gruppo a imparare lavorando insieme sui problemi.

Informazioni su ruolo, format e appuntamenti verificate il 12 settembre 2026. La copertina è un’illustrazione generata con AI.

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