Tag Archivio per: Linkedin

L’AI può aiutare in tanti ambiti, per esempio quello del personal branding e della comunicazione digitale. Per esempio su LinkedIn. Mi sono chiesto: un chatbot può aiutare i professionisti a ottimizzare il profilo LinkedIn? La risposta è (ovviamente): sì! In questa pagina vedrai come usare il chatbot Claude.

Il download del profilo LinkedIn

Sapevi che si può scaricare l’intero profilo LinkedIn in un file PDF? Nell’immagine seguente ecco come fare (Risorse/Salva come PDF).

Il prompt per ottimizzare il profilo LinkedIn

Una volta scaricato il profilo LinkedIn in formato PDF, occorre caricarlo su Claude (l’unico chatbot che analizza anche le immagini all’interno del PDF).

Ecco il prompt da utilizzare:

Analizza il profilo LinkedIn allegato ed esegui la seguente analisi.

Valuta il sommario/titolo professionale per verificare l’uso di parole chiave e chiarezza del ruolo.

Esamina la sezione “Informazioni” per verificarne l’impatto e l’uso di parole chiave.

Controlla le esperienze professionali per descrizioni concise e risultati concreti.

Verifica la pertinenza delle competenze e delle referenze.

Analizza la sezione “Attività” per la qualità dei contenuti.

Assicurati che la sezione “Istruzione” e certificazioni siano complete e aggiornate.

Suggerisci miglioramenti aggiungendo nuove competenze e parole chiave (ottimizzate in ottica LinkedIn SEO).

Consiglia modifiche strutturali per un profilo chiaro e attraente.

Fornisci un piano passo-passo per ottimizzare la sintesi e attrarre clienti/recruiter.

Il risultato è certamente degno di nota:

Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa

Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.

Inviaci email

LinkedIn è il social professionale per eccellenza. Se usato come “social media”, per la diffusione dei contenuti, ha sempre rispettato gli orari lavorativi: chi pubblicava e chi leggeva difficilmente erano attivi la sera e nei weekend. È ancora così? Come ogni anno SproutSocial diffonde i dati dei suoi studi, ecco che cosa dice su LinkedIn: Best Times to Post on Social Media in 2023.

Gli orari di pubblicazione migliori

Martedì e Mercoledì, tra le 10:00 e le 12:00, sono considerati i momenti migliori per pubblicare su LinkedIn, in particolare l’indagine parla delle Company Page. A metà giornata, la piattaforma è vivace e le possibilità di coinvolgere il tuo pubblico sono al top.

I giorni migliori (e quelli peggiori) per postare

I giorni migliori per pubblicare su LinkedIn sono da Martedì a Giovedì. Al contrario, i fine settimana sono considerati i giorni peggiori per pubblicare: l’interazione cala significativamente poiché gli utenti sono meno attivi sulla piattaforma.

Ma vale ancora la pena pubblicare su LinkedIn?

La risposta è assolutamente sì. Anzi: a maggior ragione ora. Con oltre 900 milioni di membri in 200 paesi e regioni, LinkedIn è fondamentale per un’ampia gamma di scopi. Le aziende stanno (finalmente!) scoprendo nuovi modi per generare lead, trovare partner, parlare della cultura aziendale e attrarre talenti (employer branding). Data l’ampia gamma di opportunità di business offerte da LinkedIn, è logico che la pubblicazione e l’interazione coincidano con le ore lavorative.

Scrivimi per organizzare un corso sull’uso strategico di LinkedIn

Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso.

Inviaci email

Il 28 marzo sono stato invitato dall’Università Bicocca di Milano per tenere un workshop sull’uso strategico di LinkedIn.

Perché gli universitari dovrebbero usare LinkedIn?

Ho raccontato ai ragazzi, scettici perché convinti che il profilo LinkedIn serva solo a chi ha già una carriera avviata, i motivi per i quali dovrebbero aprire e curare il profilo. I motivi sono essenzialmente cinque.

  1. Networking

LinkedIn consente di connettersi con professionisti di ogni settore e di tutto il mondo: un’opportunità per conoscere persone che potrebbero aiutare a trovare lavoro dopo la laurea o a trovare uno stage durante gli studi.

  1. Ricerca di lavoro

LinkedIn è uno strumento utile per la ricerca di lavoro. Molti datori di lavoro e (praticamente tutti i) recruiter utilizzano LinkedIn per cercare candidati.

  1. Informazioni sulle aziende

LinkedIn è una fonte di informazioni sulle aziende, anzi: una miniera d’oro (quali aziende pubblicano sul sito l’organigramma?). Si possono studiare i post degli impiegati dell’azienda, le offerte di lavoro aperte e le informazioni sulla cultura aziendale.

  1. Imparare dai professionisti affermati

Su LinkedIn, ci sono molti punti di riferimento di diversi settori (chiamarli influencer mi fa specie). È possibile seguire le loro attività, imparare dalle loro esperienze.

  1. Personal branding

LinkedIn consente di iniziare a lavorare sul proprio posizionamento, anche prima di sbarcare nel mondo del lavoro. Creare un profilo completo che mostri percorso di studi, competenze acquisite, progetti (laboratori, tesi, ecc.) serve sia per eventuali recruiter e datori di lavoro, ma anche per LinkedIn stesso: inizia a capire chi sei, di che cosa ti occupi, a chi mostrare il profilo e i contenuti.

In sintesi, LinkedIn è uno strumento potente per gli universitari che cercano di costruire la propria carriera, anche da zero. Utilizzando LinkedIn, puoi connetterti con professionisti, cercare lavoro, ottenere informazioni sulle aziende, imparare dalle persone di successo e costruire la tua marca personale. Non perdere l’opportunità di utilizzare LinkedIn per la tua carriera.

Un suggerimento concreto: usare l’AI per sistemare il profilo LinkedIn

Durante l’evento alla Bicocca, abbiamo parlato molto della rivoluzione dell’intelligenza artificiale: ChatGPT e non solo. Ecco un suggerimento concreto: usare l’AI per sistemare il profilo LinkedIn. In particolare ho suggerito di caricare il proprio CV su un sito come AskYourPDF, che consente di caricare qualsiasi PDF e di “interrogarlo”. In questo esempio, dopo aver caricato il mio curriculum, ho chiesto di creare una headline per LinkedIn, anche aggiustando il tiro.

Chiaramente si possono chiedere anche altri contributi per sistemare il profilo LinkedIn:

  • Individuare le skill
  • Trovare le keyword per un’ottimizzazione SEO del profilo
  • Riscrivere dei testi
  • Suggerire modifiche del CV

Scrivimi per organizzare un evento

Ho scritto questo articolo per Agenda Digitale, ed è stato pubblicato il 20 febbraio 2023.

Da ChatGPT “consultant” o “evangelist” comparsi a pochi giorni dal lancio ai tanti iscritti che si fanno aiutare a descrivere la loro storia professionale o la posizione lavorativa o, ancora, a realizzare post o articoli per il proprio profilo. Insomma, l’AI di OpenAI spopola anche sul social dei professionisti.

a quando è stato presentato al mondo il 30 novembre 2022 ChatGPT, lo strumento di generazione di contenuti tramite intelligenza artificiale più potente mai visto, ha invaso le bacheche social. Facebook, Twitter, YouTube, TikTok: ogni social è stato inondato di contenuti su cos’è ChatGPT, come si usa, quali limiti ha, quanto è intelligente, quanto è stupido e così via. Ma c’è anche un altro social, quello professionale per eccellenza, invaso da riferimenti al nuovo fenomeno: LinkedIn.

ChatGPT: 10 cose da sapere per iniziare a utilizzarlo

I nuovi ruoli

Ci sono professionisti molto svegli, bravissimi a intercettare quello che il mercato vuole in tempo reale, dimostrando capacità di adattamento ultra-darwiniste. Per esempio, durante il lockdown, a porte ancora chiuse, su LinkedIn spuntavano “Covid manager” come funghi. Subito dopo, gli “Smart working facilitator”. Per non dire dell’hype sul metaverso di fine 2021: all’improvviso erano tutti esperti di ambienti virtuali, Decentraland, Roblox, blockchain e criptovalute varie.

Sta succedendo la stessa cosa con l’intelligenza artificiale generativa, con ChatGPT in particolare. L’inglese William, a pochi giorni dal lancio dello strumento, si presentava già così:

Immagine che contiene testo Descrizione generata automaticamente

Il ruolo è chiaramente generico, quindi William specifica meglio quello che offre nella sezione Informazioni: consulenza personalizzata, affiancamento per automatizzare i processi, aiuto per la customer care e interpretazione dei dati. Nonostante il ruolo fresco, tranquillizza: è anni che si occupa di data analysis e machine learning.

Immagine che contiene testo Descrizione generata automaticamente

Abbiamo anche l’evangelist di ChatGPT:

Immagine che contiene testo Descrizione generata automaticamente

Sono già partiti i corsi (compresi i miei!):

Immagine che contiene testo Descrizione generata automaticamente

Lo storytelling automatico

ChatGPT, come visto, può essere un valido alleato per la stesura della propria storia professionale. È possibile dargli in pasto un intero CV e chiedergli di scrivere una presentazione di qualche riga, decidendo anche il tono (professionale, amichevole, eccetera), raccomandandosi di usare le keyword giuste.

C’è qualcuno, molto pigro, che ha esagerato. Questo utente, per esempio, dice di aver chiesto a ChatGPT che cosa fa un “digital experience manager”. La risposta gli è piaciuta e l’ha copia-incollata così com’è, limitandosi ad aggiungere un “è quello che faccio io in parole spicciole”.

Immagine che contiene testo Descrizione generata automaticamente

Quello appena visto non è certamente un caso isolato:

Immagine che contiene testo Descrizione generata automaticamente

Ci si può far scrivere anche la descrizione della posizione lavorativa, dichiarandolo:

Immagine che contiene testo Descrizione generata automaticamente

ChatGPT fa bella mostra tra le competenze:

Immagine che contiene testo Descrizione generata automaticamente

I contenuti

La parte più difficile della gestione di un profilo LinkedIn non è il posizionamento né il networking, bensì alimentare la macchina dei contenuti. Sia a livello di strategia editoriale che di realizzazione dei post e articoli. C’è chi, come Rob, aiuta i professionisti a farsi aiutare dall’intelligenza artificiale proprio nella comunicazione su LinkedIn.

Uno tsunami. Sono moltissimi i contenuti che riguardano il tema:

Immagine che contiene testo, interni, screenshot Descrizione generata automaticamente

Tanti utente mostrano esempi d’uso, per esempio screenshot di conversazioni (o video) con il chatbot. Alcuni per ridicolizzare un’intelligenza artificiale non troppo intelligente:

Moltissimi spiegano come usarlo al meglio:

Immagine che contiene testo Descrizione generata automaticamente

In generale va fortissimo anche l’hashtag #ChatGPT, molto seguito e ancor più utilizzato:

Immagine che contiene testo Descrizione generata automaticamente

Consigli per l’uso del tema su LinkedIn

Al momento l’hype è enorme, ma siamo solo all’inizio (chissà quando arriverà GPT4…). Ecco tre consigli per gestire il tema su LinkedIn al meglio:

  • Non inserire la keyword “ChatGPT” nel profilo solo per cavalcare l’onda, se non si possiedono solide conoscenze riguardo i temi AI, machine learning e affini.
  • Dare un contributo originale. L’ennesimo post su cosa sia ChatGPT non ha più senso ormai dal Natale del 2022. Usi creativi (nuovi prompt), soprattutto se testati personalmente e con risultati rilevanti, sono invece ben accetti.
  • Su LinkedIn vanno forte i post con un punto di vista personale, ma occorre evitare la polarizzazione luddismo-tecnofilia. Gridare alla fine o alla salvezza dell’umanità fa scena, fa discutere (e l’algoritmo di LinkedIn premia i post con commenti), in generale funziona, ma spesso espone al rischio di fare figuracce. Uno sguardo equilibrato sulle opportunità e preoccupazioni del proprio settore risultano interessanti. Per esempio, un insegnante potrebbe parlare della minaccia dell’uso da parte dei ragazzi (temi generati dal bot e difficili da smascherare con “AI detector”, figuriamoci con gli anti-plagio) ma anche dell’opportunità di usare ChatGPT nella didattica. I ragazzi potrebbero simulare la conversazione con Socrate o con un recruiter. Gli insegnanti potrebbero chiedere all’algoritmo di elaborare testi per generare test da sottoporre agli studenti. Si potrebbe proporre l’integrazione con strumenti come MidJourney per creare contenuti e così via.

Come ChatGPT può aiutare su LinkedIn

Ci sono già molti iscritti a LinkedIn che si stanno facendo aiutare da ChatGPT per queste incombenze.

  • Generazione di contenuti: ChatGPT può essere utilizzato per generare testi accattivanti per descrivere le esperienze professionali, le competenze e i traguardi raggiunti (per esempio i progetti, sezione LinkedIn spesso sottovalutata), in modo da allettare recruiter e potenziali clienti. Risulta particolarmente utile per completare la sezione Informazioni con la propria storia lavorativa.
  • SEO: ChatGPT può essere utilizzato per identificare le parole chiave più appropriate per descrivere le esperienze professionali e le competenze, in modo da aumentare la visibilità del profilo sui motori di ricerca (interno e Google). In questo video mostro come ricavare delle keyword per diversi tipi di professione.

Come trovare le keyword per CV e profilo LinkedIn con Chat-GPT

  • Generazione di post: ChatGPT può essere utilizzato per generare post accattivanti da condividere su LinkedIn, in modo da aumentare l’engagement dei contatti e migliorare la visibilità del profilo. Post completi, con tanto di aggancio accattivante, hashtag, call to action e così via.
  • Analisi SWOT: ChatGPT può essere utilizzato per eseguire un’analisi del profilo LinkedIn, identificando punti di forza, debolezze, opportunità e minacce, in modo da individuare le aree da migliorare e sfruttare le opportunità dello strumento LinkedIn. Si può chiedergli anche di fare una SWOT del CV.
  • Stesura di referenze. Spesso non si sa come elogiare il lavoro di un collega o di un fornitore: si può addestrare il chatbot per elogiare un professionista a partire da un testo prelevato dal suo profilo LinkedIn.
  • Generazione di risposte ai commenti: così come ChatGPT risponde in modo pertinente alle email a partire da quanto scritto dal mittente (grazie all’estensione ChatGPT Writer), può essere utilizzato anche per generare risposte ai commenti sui post LinkedIn.

Conclusioni

In realtà il limite è la fantasia. Se si chiede a ChatGPT come può aiutare un professionista su LinkedIn, arriva anche a dirti che potrebbe aiutare a studiare strategie di networking, tattiche per trovare lavoro, ideazione di piani di crescita professionale o di personal branding e molto altro ancora. Basta chiedere all’oracolo di OpenAI.

Scrivimi per un corso su ChatGPT

LinkedIn è il social professionale per eccellenza, utile in tutti settori per consentire ai professionisti di creare un profilo professionale, connettersi con colleghi e potenziali datori di lavoro/clienti e condividere informazioni e aggiornamenti sulla propria carriera. Mentre in ambiti come per esempio l’ICT o la consulenza finanziaria non trovo resistenza, a volte in alcuni settori, come quello metalmeccanico, emergono alcuni dubbi: sarà lo strumento giusto per la comunicazione digitale di chi produce tondini di ferro o progetta servopresse per il taglio e la formatura di lamiere?

I dubbi dei metalmeccanici

Molti addetti del settore metalmeccanico e le relative aziende hanno dubbi sull’utilizzo di LinkedIn per la loro attività. In primo luogo, molti possono pensare che gli iscritti a LinkedIn siano quattro gatti. Ma non è vero: la piattaforma ha una vasta comunità di professionisti del settore, tra cui ingegneri, progettisti e responsabili delle vendite, nonché operai e magazzinieri (oltre a impiegati, manager, addetti marketing e così via). In questa schermata i numeri sono chiari, parliamo di decine di migliaia di addetti:

A cosa serve LinkedIn nel settore metalmeccanico?

Giro spesso per aziende del settore e mi sono reso conto che una delle principali difficoltà è quella di trovare dipendenti: dal saldatore all’ingegnere. Per questo LinkedIn può essere un’arma in più, si può utilizzare la piattaforma per il recruiting: cercare candidati qualificati, inviare loro messaggi (per esempio sfruttando le InMail) e invitarli a candidarsi per posizioni aperte. A proposito, le aziende possono utilizzare LinkedIn per creare annunci di lavoro mirati. Tra l’altro la pagina aziendale Linkedin permette anche a dipendenti e collaboratori di agganciarsi e mostrare il logo dell’azienda sul proprio profilo.

D’altra parte, i professionisti possono trovare le offerte e candidarsi con un clic:

Un’altra opportunità è quella di utilizzare la piattaforma per il marketing. Le aziende possono creare una pagina aziendale su LinkedIn per far conoscere i loro prodotti e servizi, condividere contenuti interessanti e costruire relazioni con i clienti e i prospect.

Inoltre, le aziende possono utilizzare LinkedIn anche per seguire (o creare!) gruppi di discussione per confrontarsi su argomenti specifici del settore e creare una community.

5 consigli per i professionisti del settore metalmeccanico

Facendo corsi per aziende di questo settore, mi sono reso conto che spesso l’uso di LinkedIn è problematico:

  • Profili personali incompleti
  • Profili aziendali mancanti
  • Post concentrati solo sull’azienda o sui prodotti (e non sulle esigenze del pubblico)
  • Commerciali che contattato il cliente in modo troppo aggressivo

Ecco quindi cinque consigli per aiutare le aziende e i dipendenti del settore a usare LinkedIn in modo efficace:

  1. Punta sul personal branding. Crea un profilo professionale completo e aggiornato, che includa informazioni sulla tua carriera, le tue competenze e i tuoi interessi professionali. Fai un uso strategico delle parole chiave per essere trovato da chi cerca soluzioni (tre esempi: stampaggio a freddo, fresatura CNC orizzontale, Six Sigma)
  2. Fai networking. Connettiti con colleghi, clienti e potenziali datori di lavoro per espandere la tua rete di contatti.
  3. Progetta una content strategy. Utilizza LinkedIn per condividere contenuti interessanti e informazioni sulla tua attività e il tuo settore.
  4. Sii social. Partecipa a gruppi, interagisci con gli altri, commenta i post, ecc. Inutile avere migliaia di contatti se poi si rivelano solo delle figurine.
  5. Sfrutta la pagina aziendale. Può essere una bella vetrina, ma anche uno strumento utile per generare opportunità per diversi reparti aziendali (risorse umane, marketing, comunicazione, vendite, ecc.)

Il corso sull’uso strategico di LinkedIn per Comet

Il 27 gennaio 2023 sono stato invitato a Pordenone da Comet, Cluster della Metalmeccanica in Friuli Venezia Giulia, a tenere il primo corso per aziende del settore. Il mio workshop di sei ore, più un’ora di Q&A online, era centrato su questi argomenti:

  • Che cos’è LinkedIn, a chi e a cosa serve davvero?
  • L’ottimizzazione del profilo personale (back-end, impostazioni di privacy ecc.)
  • Illustrazione del metodo LINKEDIN10C
  • La ricerca e l’uso strategico delle keyword (in ottica LinkedIn SEO)
  • Come diventare brand ambassador dell’azienda
  • La gestione della pagina LinkedIn aziendale: esempi di aziende metalmeccaniche
  • Come (e cosa) pubblicare su LinkedIn: esempi di aziende metalmeccaniche

Scrivimi per organizzare un corso LinkedIn

Il 21 dicembre 2022 sono stato intervistato da Radio Linea sul tema LinkedIn.

Ecco i temi trattati:

  • LinkedIn è un social network professionale molto popolare in Italia, utile per le relazioni professionali, per trovare lavoro e clienti.
  • Non bisogna trattare il proprio profilo LinkedIn come un curriculum statico, ma come un social network per ampliare i contatti e conoscere nuove opportunità.
  • Mostrare le nostre competenze e esperienze lavorative, condividere contenuti interessanti e partecipare alle discussioni della community sono importanti per usare LinkedIn in modo efficace.
  • Sfruttare le funzionalità di ricerca per trovare opportunità lavorative e clienti, e personalizzare il nostro profilo per renderlo più visibile agli altri utenti sono importanti per approcciarsi a LinkedIn in modo corretto.
  • Curare la nostra immagine online su LinkedIn e su altri social network è fondamentale per la nostra carriera. È importante tenere sempre aggiornato il nostro profilo e fare attenzione a ciò che condividiamo online.

Buon ascolto:

Telegram è ormai una realtà consolidata: secondo il rapporto di Sensor Tower per il secondo trimestre del 2022, Telegram è salito dall’ottava al sesto posto in termini di download in tutto il mondo. In Europa, Telegram ha superato WhatsApp. Tra i motivi che lo fanno preferire al rivale di casa Meta, è la versatilità (oltre alla sicurezza e alla comodità per via dei bot): Telegram, infatti, consente non solo i messaggi tra amici, ma anche di seguire i canali. Per questo ho deciso di aprire il canale pubblico di LinkedIn Horror.

Che cos’è LinkedIn Horror?

Dopo dieci anni di lavoro su LinkedIn, nei panni del formatore e del consulente, ho raccolto una quantità imbarazzante di errori, strafalcioni, foto indecenti, contenuti imbarazzanti, competenze e post spaventosi. Così ho deciso di raccogliere questi contenuti, che pubblico quotidianamente sui social. Vuoi un assaggino? In questo video trovi

LinkedIn Horror su LinkedIn e TikTok

Tutto è iniziato, ovviamente, da LinkedIn. Ho lanciato l’hashatag uffiale: #linkedinhorror. Ora, quindi, si può seguire questo hashtag per vedere i nuovi aggiornamenti:

Per “abbonarsi” gratuitamente all’hashatag su LinkedIn fai clic qui: #linkedinhorror

La rubrica LinkedIn Horror, che distribuisco anche sui canali di Meta (per esempio come Stories di Facebook e Instagram) mi sta dando soddisfazioni, a giorni alterni (a seconda di come si sveglia l’algoritmo), su TikTok:

Come ricevere i nuovi video su Telegram (e vedere quelli vecchi)?

Per seguire LinkedIn Horror su Telegram occorre agganciarsi al canale. Basta aprire Telegram e cercare grazie al motore interno “LinkedIn horror”. In alternativa, più facilmente, puoi fare clic direttamente qui: https://t.me/linkedinhorror

 

Il 12 agosto 2022 sono stato intervistato da Affaritaliani.it, in piena campagna elettorale, per parlare dell’uso che fanno di LinkedIn i politici italiani (“La campagna elettorale corre sui social: LinkedIn trascurato, ma non da Tajani“).

Mi sono concentrato sul caso di Tajani, ecco il mio contributo.

Affaritaliani.it ha chiesto un parere sul tema al comunicatore digitale Gianluigi Bonanomi, che forma aziende, professionisti ed enti sull’uso strategico di LinkedIn: “L’utilizzo di questa piattaforma da parte dei politici italiani è particolarmente controverso. Sono pochi gli esempi virtuosi. Tra questi segnalo Antonio Tajani. Il suo profilo ha tre caratteristiche vincenti:

  • presenta buone immagini (la parte visuale sui social è sempre più importante);
  • è tutto sommato completo;
  • infine, è attivo, con un buon ritmo in termini di post”.

Gianluigi Bonanomi, che è anche autore del libro “Il candidato digitale: L’arte della campagna elettorale nell’epoca dell’algocrazia e del post-Covid” (con il vicedirettore di Affari Lorenzo Zacchetti), dà anche delle indicazioni pratiche: “Stando sul caso pratico di Tajani, il suo profilo per risultare perfetto avrebbe bisogno di queste altre tre cose:

1) Ulteriore completamento del profilo, segnalando competenze e progetti;

2) Uso strategico degli hashtag nei contenuti cosa spesso trascurata dai politici, che invece dovrebbero ‘cavalcare’ i temi del momento (per esempio la #flattax);

3) Puntare di più sui video, tipologia di contenuto che tutte le piattaforme social ora bramano.

Sono molti, viceversa, i politici che hanno aperto il profilo e non lo stanno sfruttando al meglio. Anzi, in alcuni casi i profili si rivelano boomerang comunicativi”.

Il corso sui social per la PA

Ho parlato abbondantemente di questi temi (LinkedIn per la pubblica amministrazione compreso) nel videocorso che ho registrato per Primopiano: “Web e social per la PA“.

Durante i corsi e le consulenze LinkedIn mi capita di aiutare professionisti e aziende di vari settori: dagli assicuratori alle acciaierie, dai farmacisti ai system integrator. Nel giugno del 2022, AFOL (Azienda speciale consortile per la Formazione l’Orientamento e il Lavoro del territorio metropolitano milanese) mi ha commissionato un corso per i suoi operatori: l’obiettivo era quello di aiutarli a trovare opportunità per l’inserimento lavorativi dei portatori d’handicap. In questo articolo racconto i suggerimenti che ho dato loro, mi sembra un buon case study per due motivi:

  • molti credono che LinkedIn non serva nel settore pubblico;
  • alcune indicazioni possono essere d’aiuto per tutti i disabili.

Come presentarsi su LinkedIn

Uno degli errori tipici che fa chi cerca lavoro su LinkedIn è nel presentarsi. Sotto alla foto e al nome c’è la sezione forse più importante di LinkedIn: il Sommario. Quello spazio, 220 caratteri, è spesso usato male. Per esempio con una frase come “In cerca di occupazione”. Per fare cosa? Perché dovrebbero assumerti?

Molti disabili fanno lo stesso errore:

Altro esempio negativo:

Sia chiaro: inserire nel profilo il riferimento alla disabilità è corretto. Ma non certo così. Ripeto: perché dovrei assumerti, cosa sai fare, con quali qualifiche? Quindi il modo giusto è, per esempio, questo:

Altro esempio virtuoso, anche se personalmente avrei aggiunto altri dettagli:

Quindi le parole chiave da inserire nel Sommario, dopo un job title che faccia capire ruolo attuale o desiderato, potrebbero essere:

  • Categorie protette
  • Legge 14
  • 68/99
  • Disabile TOT %
  • invalido civile
  • invalido del lavoro
  • invalido di servizio
  • invalido di guerra

Come completare il profilo

Il Sommario, per quanto importante, non basta. Anche il resto del profilo va ottimizzato:

Come si trovano le frasi e le keyword da inserire nel profilo? Ecco un trucco: basta analizzare le offerte di lavoro e completare le varie sezioni di LinkedIn di conseguenza.

Faccio un esempio concreto. Prendiamo un’offerta dai portali specializzati online (per esempio, a questo link se ne trovano a bizzeffe: https://www.randstad.it/offerte-lavoro/q-categoria-protetta/). Su Monster ho trovato questo annuncio:

Receptionist P/T categoria protetta L.68/99

Randstad Divisione Hopportunities è la divisione di Randstad Italia specializzata nella Ricerca & Selezione di figure appartenenti alle categorie protette trasversali a qualsiasi profilo e settore merceologico.

Per importante Azienda cliente settore Moda e Lusso stiamo ricercando una figura di Receptionist appartenente alle categorie protette art.1 L.68/99.

Si offre: inserimento diretto in azienda con contratto a tempo determinato scopo assunzione; part time 25h dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 8-19

Luogo di lavoro: Milano Sud

La risorsa si occuperà delle seguenti attività:

  • attività di front-office,
  • accoglienza e registrazione dei clienti;
  • gestione della posta elettronica, delle chiamate e della gestione amministrativa.
  • supporto al facility team

Esperienza 1 anno

Competenze – Desideriamo entrare in contatto con un Receptionist in possesso dei seguenti requisiti:

  • Diploma e/o Laurea
  • appartenenza alle categorie protette art. 1 ai sensi della L.68/99;
  • Ottima conoscenza della Lingua Inglese;
  • esperienza almeno di un anno maturata nella mansione;
  • buona conoscenza del pacchetto Office
  • presenza adeguata al contesto
  • ottime doti relazionali e flessibilità

La ricerca è rivolta ai candidati ambosessi (L.903/77). Ti preghiamo di leggere l’informativa sulla privacy ai sensi dell’art. 13 del Regolamento (UE) 2016/679 sulla protezione dei dati (GDPR).

Bene, c’è un po’ di lavoro da fare. Prima di tutto si studia l’annuncio e si mappano le keyword che dovranno essere presenti nel profilo (ma anche nel CV, ovviamente). Tra le altre, per esempio:

  • legge 68/99
  • attività di front-office
  • accoglienza e registrazione dei clienti
  • gestione della posta elettronica, delle chiamate e della gestione amministrativa.
  • supporto al facility team
  • diploma
  • inglese
  • Office
  • capacità relazionali
  • flessibilità

Alcune di queste parole chiave andranno inserite nella propria storia professionale (Informazioni o Esperienze), altre nelle Competenze (capacità relazionali e flessibilità dovrebbero anche essere dimostrate, per esempio richiedendo referenze a precedenti datori di lavoro oppure raccontando progetti). Serviranno anche certificati (ECDL o PET, Preliminary English Test, per esempio) che si possono inserire nei corsi fatti, addirittura nella sezione “In primo piano”.

Se ti stessi chiedendo il perché della mia ossessione per le parole chiave, forse dovresti scoprire qui che cosa sono gli ATS:

Buon lavoro!

Nell’ambito del corso di Net Marketing che ho tenuto presso l’Accademia SantaGiulia di Brescia, un gruppo di lavoro composto da Giulia – Boselli Botturi, Roberta Cannavò, Eleonora Manzo e Monica Velaj – ha creato un’infografica sull’uso degli hashtag su LinkedIn in 15 passaggi. Eccola qui:

Il lavoro è stato presentato così su LinkedIn da una delle autrici, Eleonora Manzo: