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Come funziona l’algoritmo di LinkedIn?

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LinkedIn è una piattaforma che offre molteplici opportunità sia per chi sta cercando di migliorare la propria carriera lavorativa, sia per i professionisti e le aziende che intendono promuovere il proprio business. Per sfruttarne al meglio le potenzialità è fondamentale conoscere i principi di funzionamento del suo algoritmo e i parametri che determinano il successo di un profilo o la maggiore visibilità di un post. LinkedIn nel corso degli ultimi anni si è via via trasformata da una piattaforma principalmente dedicata alla ricerca di lavoro in un vero e proprio social: social network prima, social media poi. Il suo obiettivo è comune ai vari Facebook, Instagram, Twitter e compagnia bella: tenere incollati gli utenti con contenuti interessanti e in grado di coinvolgerli al fine di interagire. Capire come l’algoritmo di LinkedIn determina il successo di un contenuto è fondamentale, così come conoscere quali post, commenti, condivisioni vengono apprezzati maggiormente dalla piattaforma.

Cosa piace a LinkedIn?

L’algoritmo della piattaforma di proprietà di Microsoft (dal 2016 per la precisione) è mutato nel corso degli anni: nel 2019 LinkedIn ha introdotto una nuova versione per migliorare le conversazioni e le interazioni tra gli utenti. Il team di sviluppo ha lavorato al nuovo algoritmo per oltre un anno collaborando con alcuni “profili autorevoli” presenti sulla piattaforma per affinare i nuovi parametri da adattare ai contenuti proposti dagli utenti iscritti. Le modifiche hanno seguito la strada intrapresa già da tempo dalla maggior parte dei social network (Facebook in primis): quella di puntare sui contenuti dal forte impatto emotivo e capaci di genere un elevato grado di coinvolgimento. Non solo il numero degli utenti attivi ma anche la possibilità di incoraggiare conversazioni importanti e significative sono alcuni dei parametri presi in considerazione dal nuovo algoritmo: LinkedIn cerca un modo per valorizzare quei contenuti che non hanno ricevuto la giusta attenzione. Ciò significa che i post che hanno guadagnato già un buon numero di visualizzazioni e condivisioni non saranno più spinti dalla piattaforma stessa (una scelta davvero controcorrente rispetto agli altri competitor), mentre saranno favoriti quelli che incoraggiano una risposta o che usano menzioni e hashtag, indipendentemente dalla lunghezza e dal formato (video, foto o testo) selezionato. Il nuovo mantra della piattaforma è quello di favorire conversazioni/interazioni di qualità per un pubblico specifico a scapito di quelle più generiche: perché avere una nicchia di riferimento è fondamentale per promuovere tutte le attività di marketing e per potenziare il proprio business.

Un cambio di strategia

La nuova strategia adottata da LinkedIn ha dato i suoi frutti e ha trasformato la piattaforma in qualcosa di più simile ai soliti Facebook e Twitter. Sono incentivate sempre più le conversazioni tra gli utenti, grazie all’introduzione di formati e strumenti innovativi, come i video live o la possibilità di sponsorizzare gli eventi. Molte aziende e famosi professionisti hanno salutato il social network di Zuckerberg per abbracciare quello di Microsoft che, pur avendo una platea numericamente più limitata (si parla di 2,60 miliardi di utenti mensili attivi contro 740 milioni!), garantisce una maggiore visibilità e copertura migliore. Ottenere commenti e condivisioni da parte di altri professionisti qualificati è significativamente rilevante, soprattutto per le aziende che sono disposte a pagare. Incoraggiare le conversazioni tra gli utenti è una delle chiavi del successo di ogni social network: in LinkedIn è importante scoprire quale tipologie di post/commenti possono fare realmente la differenza.

Quali tipi contenuti influenzano maggiormente l’algoritmo di LinkedIn?

Come nel caso della maggior parte dei social network, LinkedIn tende a premiare gli utenti che ottengono frequenti interazioni e un maggiore coinvolgimento. Quali sono i parametri che l’algoritmo della piattaforma creata da Reid Hoffman utilizza per decidere la visibilità da assegnare a ogni singolo post (aziendale o personale) dopo la sua pubblicazione?
Innanzitutto, LinkedIn sembrare dare la priorità alle persone con cui si interagisce di più, solitamente i colleghi di lavori (nuovi e vecchi) e chi potenzialmente condivide gli stessi interessi/esperienze, senza dimenticare gli utenti che potrebbero beneficiare dalla lettura del post (si parla in questo caso di “Creator Side Optimization”).
Per entrare nelle grazie dell’algoritmo di LinkedIn il contenuto proposto deve essere di buona qualità: tradotto in parole povere, significa che deve essere “autentico” (non la solita riproposizione trita e ritrita) e generare conversazioni interessanti. Un altro aspetto a cui prestare attenzione è quello di pubblicare notizie o approfondimenti che favoriscano una risposta immediata e che sfruttino diversi formati (non solo video o post). Per incoraggiare l’utente può essere utilizzare le menzioni (fino a un massimo di 5 utenti per post) così come imparare a sfruttare in modo efficace gli hashtag. È buona regola non infarcire il proprio contenuto di hashtag (consiglio di non andare oltre i 3) e usare argomenti e parole adatte al proprio contesto lavorativo. Assolutamente da evitare i cosiddetti hashtag generici.

Occhio al filtro antispam

LinkedIn è un social network basato essenzialmente sulle relazioni/esperienze lavorative e viene usato dalle aziende per trovare potenziali clienti/partner oppure per scovare nuovi talenti in cerca di lavoro. Per come è strutturata la piattaforma è vitale creare una rete di contatti e per creare delle relazioni di valore è necessario proporre dei contenuti studiati per il proprio pubblico di riferimento.
La struttura del proprio network (le persone con cui si è connessi, le pagine seguite, i gruppi a cui si è iscritti, gli hashtag utilizzati, i post commentati ecc) viene analizzata e vivisezionata dallo stesso algoritmo di LinkedIn che la sfrutta per segnalare notizie e post che possono essere rilevanti. Per questo motivo è importante controllare il filtro antispam di LinkedIn: l’algoritmo in certe situazioni può considerare un contenuto come spam e non condividerlo. Anche contenuti di scarsa qualità, per esempio mal scritti o con parolacce, sono penalizzati dalla piattaforma.

Gli utenti possono segnalare contenuti spam altrui:

Ottimizzare il profilo

Per non finire nello spam o più semplicemente per non essere boicottati dall’algoritmo di LinkedIn bisogna rispettare una serie di regole. LinkedIn è una piattaforma social che basa tutto sulla fiducia e quando si pubblica qualcosa dev’essere sempre fatto in modo strategico e attento. Se usato nel modo giusto il social network permette a qualsiasi utente di diventare una fonte affidabile, soprattutto quando ci si trova a far conoscere al proprio pubblico le ultime novità del settore.
La prima cosa da fare è ottimizzare il proprio profilo LinkedIn (vedi il mio metodo LinkedIn10C), una cosa abbastanza scontata ma che molti utenti si dimenticano di fare con regolarità. L’algoritmo infatti studia gli interessi e il profilo dell’utente per suggerire le connessioni adatte a lui e per farlo apparire nelle ricerche effettuate dai vari recruiter o head hunter. Il profilo dell’utente è da considerare come il suo biglietto da visita virtuale e l’algoritmo analizza anche altri aspetti al di fuori della sfera professionale come, per esempio, la capacità di aggregazione. È importante aggiungere nel profilo tutti quegli elementi considerati fondamentali (vedi le keyword o il sommario). È consigliabile poi evitare di seguire quei contatti che non hanno alcuna rilevanza con il proprio profilo professionale.

Come creare il post a prova di algoritmo di LinkedIn

Per proporre dei contenuti a prova di LinkedIn e conquistare l’agognata visibilità è necessario prestare attenzione a un paio di cosucce. Per esempio, la lunghezza del testo di un post ha una certa incidenza ed è meglio non esagerare (mai andare oltre le 190 parole, anche perché il testo verrebbe troncato e costringerebbe l’utente a un clic su “vedi altro”).
La lingua del profilo (e del browser dell’utente) viene tenuta in grande considerazione dall’algoritmo, così come la descrizione di quello che è contenuto nel testo o nelle immagini a corredo. L’algoritmo poi cerca correlazioni tra quello che viene scritto in un post e il profilo stesso dell’utente, soprattutto per il tipo di contenuti che pubblica e/o con cui interagisce.
Lo stesso discorso vale per gli hashtag pubblicati (l’algoritmo controlla se c’è una correlazione tra quelli pubblicati e quelli seguiti), mentre il testo continua a essere molto più rilevante rispetto a immagini, video e link. Per questo motivo è auspicabile proporre un’immagine più testo.
L’ora in cui si pubblica un contenuto può essere fondamentale per raggiungere un numero maggiore di contatti all’interno della propria rete di LinkedIn. Con un programma come Hootsuite è possibile avere delle statistiche dettagliate sulle fasce orarie/giorni in cui la pubblicazione si rivela più favorevole.  Oppure è possibile dare un’occhiata ai propri contatti e vedere quando sono presenti e attivi sulla piattaforma. La presenza di interazioni è positiva per aumentare la visibilità del post stesso, così come la presenza di commenti che abbiamo una certa attinenza con l’argomento trattato e che siano della lunghezza giusta. Se poi l’utente ha una connessione particolare con una particolare organizzazione, per esempio, i post avranno maggiori possibilità raggiungere gli appartenenti a quel gruppo e così via.

Per avere successo in LinkedIn è importante conoscere come funziona l’algoritmo e il suo motore di ricerca interno, in modo da massimizzare la visibilità dei propri contenuti. Con un po’ di attenzione e pratica i tuoi post avranno quella spinta in più per essere apprezzati, non solo dalla tua rete di contatti, ma anche dallo stesso algoritmo di LinkedIn.

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Come aprire un profilo LinkedIn

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La “mission” di una piattaforma come LinkedIn è quella di mettere in contatto domanda e offerta nel mondo del lavoro. Strutturato come un immenso database, la creatura di Reid Hoffman (ora di proprietà di Microsoft) permette non solo di scovare il candidato ideale per la propria azienda ma anche di trovare nuovi potenziali clienti.

LinkedIn è un social network molto particolare e, con un bacino d’utenza che supera abbondantemente i 700 milioni di iscritti sparsi per tutto il pianeta, rappresenta la soluzione ideale per dare una svolta alla propria carriera lavorativa o un nuovo impulso alla propria azienda. Nel nostro Paese i numeri di LinkedIn sono davvero interessanti: gli utenti attivi, infatti, sono più di 14 milioni (terzi in Europa dietro Gran Bretagna e Francia):

 

Per avere un profilo appetibile e sfruttare tutte le potenzialità messe a disposizione da questa piattaforma, la prima cosa da fare è iscriversi al social network. Una volta completata l’iscrizione, devi valorizzare il tuo profilo per attrarre i possibili recruiter o head hunter oppure per farti trovare da partner e potenziali clienti.  All’interno di LinkedIn, infatti, c’è un motore di ricerca che sfrutta le classiche keyword inserite nel profilo degli utenti per proporre i risultati. Per essere selezionati tra milioni di persone è necessario trovare le parole chiave giuste e creare un perfetto biglietto da visita: infatti, la pagina di un profilo LinkedIn lo è a tutti gli effetti. Tutto deve essere curato con grande attenzione perché chi legge il tuo profilo deve riuscire a comprendere velocemente che cosa puoi fare per lui.

Come ci si iscrive a LinkedIn?

Per iscriverti a LinkedIn vai alla pagina principale della piattaforma e compila il format proposto. Puoi completare l’operazione con un computer oppure con uno smartphone o tablet scaricando l’applicazione di LinkedIn disponibile gratuitamente per i dispositivi Android e iOS. A questo punto digita il tuo nome e cognome, l’indirizzo e-mail e la password (sceglila sicura, con almeno 8 caratteri a un mix di maiuscole, minuscole, numeri e caratteri speciali tipo @, #, €: una password su tre non è abbastanza sicura!) che intendi usare. Contrariamente a quello che succede negli altri social network, quando crei un profilo su LinkedIn devi usare il tuo vero nome. Infatti, non è possibile usare pseudonimi, né i nomi delle società, di associazioni, gruppi, indirizzi e-mail o altri caratteri speciali che non rispecchiano il nome reale. Una volta compilato il form, clicca su “Iscriviti ora”. Dovrai completare anche altri campi quali il “Paese/Area geografica” di appartenenza e il “CAP della tua città”: per proseguire clicca su Avanti.

Una volta completata la sezione dedicata ai dati personali, è arrivato il momento di compilare quella destinata a quelli professionali. Ci sono diverse voci tra cui scegliere: devi selezionare “Qualifica più recente” e “Azienda più recente”, mentre successivamente devi indicare il “Settore”. Una volta selezionato il settore della propria azienda tra quelli disponibili devi cliccare su Avanti. A questo punto LinkedIn ti chiederà il motivo che ti ha spinto a utilizzare questa piattaforma. “Che cosa ti interessa in particolare?”: qui dovrai scegliere una risposta che tra quelle disponibili: “Costruire la mia rete professionale”, “Trovare un lavoro”, “Tenermi al corrente sul mio settore”, “Restare in contatto con i miei collegamenti” e “Non so ancora. Accetto suggerimenti.”. Per gli studenti, invece, il format è leggermente diverso e contempla voci quali il nome della scuola/università frequentata e la data di inizio/fine degli studi e via dicendo.

LinkedIn verifica la tua identità

Dopo aver completato il format e inserito i dati richiesti, è arrivato il momento di controllare la tua casella di posta: LinkedIn ti ha inviato una e-mail con un codice di verifica per attivare il tuo account. Dopo aver inserito il codice dovrai semplicemente cliccare su Accetta e conferma. Dopo aver completato l’operazione potrai accedere alla piattaforma LinkedIn. Per chi utilizza uno smartphone o un tablet, la procedura è sostanzialmente la stessa: dopo aver scaricato l’app di LinkedIn dallo store del tuo dispositivo, dovrai registrarti utilizzando una tua e-mail oppure collegando il tuo account Google (molto più veloce). Ti verrà richiesta la verifica della tua identità tramite un codice SMS o una chiamata telefonica. Una volta inserito il codice di verifica puoi procedere alla creazione del tuo profilo inserendo i dati richiesti nei campi nella stessa modalità della sopracitata versione per computer.

Come creare un profilo LinkedIn di successo

È importante ricordare che gli algoritmi di LinkedIn studiano i tuoi interessi e il tuo profilo per suggerirti le connessioni adatte a te o per farti apparire nelle ricerche effettuate dai vari recruiter o head hunter. Non basta creare un profilo per trovare lavoro o per cercare un giovane talento da inserire nella tua azienda: per sfruttare le immense potenzialità della piattaforma devi ottimizzare il tuo biglietto da visita virtuale. La valutazione di un profilo professionale è cambiata nell’ultimo decennio e il cambiamento ha avuto un certo impatto anche nelle dinamiche di LinkedIn: la piattaforma ha iniziato così a considerare anche altri aspetti al di fuori della sfera professionale, come, per esempio, la capacità di aggregazione. Questo cambiamento ha portato LinkedIn a introdurre nuove sezioni per aggiungere informazioni su di te e sulla tua azienda.

Quali parole chiave inserire nel tuo profilo?

La chiave di tutto sono le informazioni: le persone devono sapere chi sei e quale qualifica stai attualmente ricoprendo in azienda. Per valorizzare il tuo profilo devi innanzitutto usare le keyword giuste: per farlo ti conviene dare un’occhiata alle posizioni lavorative aperte su LinkedIn a cui sei interessato. Che cosa devi cercare? Presta attenzione all’uso di termini particolari o alle competenze specifiche richieste, oltre ai titoli di studio e altro ancora. Se hai una certa esperienza in un particolare settore oppure una buona propensione a guidare gruppi o a relazionarti con gli altri, sono qualità che devi mettere in risalto. Per questo è importante usare lo spazio del titolo o headline o ancora Sommario (quello accanto, o sotto, al tuo nome e cognome) con keyword che si ricolleghino alla tua carriera lavorativa o a certe competenze che possano aiutarti a essere trovato quando viene ricercato nel search engine di LinkedIn un determinato argomento. Lo schema può essere riassunto così: qualifica/status professionale oltre a cosa fai e per chi, in concreto. Non “impiegato”, bensì “Impiegato addetto alla gestione dello stoccaggio” oppure “Impiegato back office commerciale estero e Italia”. Attenzione, però: inserire un elenco di troppe parole chiave nel tuo profilo può rivelarsi controproducente: gli algoritmi di LinkedIn, infatti, potrebbero pensare che si tratti di spam, compromettendo così i risultati di ricerca.

Per chi punta a ricevere offerte al di fuori dell’Italia ti segnalo che è stata aggiunta la possibilità di includere nel tuo profilo LinkedIn anche la registrazione della corretta pronuncia del tuo nome e cognome (io l’ho fatto!).

Per usare questa funzione non devi fare altro che aprire l’app di LinkedIn e cliccare sulla modifica della scheda introduttiva: qui potrai impostare la registrazione. Per ascoltare devi semplicemente fare clic sull’icona dell’altoparlante e poi salvare le modifiche che hai fatto. Si tratta di una funzione poco conosciuta ma che può essere d’aiuto in svariate situazioni.

L’importanza del sommario

Come ti ho detto precedentemente, le informazioni sono la chiave per avere successo in LinkedIn. Sulla parte superiore e centrale del tuo profilo hai a disposizione un’apposita sezione in cui condividere le informazioni per te rilavanti con gli altri iscritti alla piattaforma. Dall’URL del tuo sito Web e blog fino ai tuoi profili social o numero di telefono e così via.

Un altro aspetto importante che puoi sfruttare in LinkedIn è il sommario (di massimo 2.000 battute): usalo per fare un breve riepilogo della tua esperienza professionale e delle competenze che hai acquisito nella tua carriera. Devi scegliere con cura le parole da usare e prestare attenzione alle informazioni che dai o che vuoi mettere in risalto. Per quanto riguarda la breve descrizione che devi preparare, cerca di scrivere qualcosa che possa renderti attraente a un potenziale datore di lavoro, partner o cliente e spiegando in modo chiaro chi sei o cosa fai.

Aggiungi contenuti multimediali per incrementare la tua visibilità

Puoi anche aggiungere dei contenuti multimediali al tuo profilo LinkedIn per mettere in risalto i traguardi raggiunti nella tua carriera o per consolidare la tua autorità su determinati argomenti: per esempio, puoi inserire un video YouTube, una presentazione o altro ancora. La tua esperienza lavorativa passata e attuale viene sfruttata da LinkedIn per determinare quali parole chiave devono essere associate al tuo profilo. Le keyword servono alla piattaforma per suggerirti poi le connessioni adatte ai tuoi interessi, le aree di competenza ed esperienze lavorative. Anche in questo caso cerca di non abusarne: aggiungere contenuti multimediali per ogni esperienza e traguardo professionale può rivelarsi un boomerang.

Il fattore “competenze” in LinkedIn

Avere qualcuno che può confermare le tue competenze e i risultati ottenuti nella tua carriera lavorativa è un altro aspetto che devi curare attentamente. Puoi scrivere quello che vuoi ma non se nessuno conferma quello che hai scritto, non servirà a nulla. In LinkedIn le competenze sono apprezzatissime: le statistiche dimostrano che un profilo aggiornato con una lista di competenze viene visitato in media 10 volte in più di uno senza.

Un altro aspetto da considerare riguarda gli annunci di lavoro pubblicati su LinkedIn: spesso non sono altro che una serie di abilità/skill che il candidato ideale dovrebbe possedere. In LinkedIn si possono avere due tipologie di competenze: quelle preparate in modo autoreferenziale e quelle scritte da persone con cui si è lavorato/collaborato. Per avere valore qualsiasi tipo di competenza va confermata: più gli altri utenti lo faranno (basta un semplice clic), più il tuo profilo professionale guadagnerà in autorevolezza e credibilità.

Come aggiungere/scegliere le competenze in LinkedIn

Considerata l’importanza delle competenze, ti domanderai quali sono quelle che possono fare la differenza e vanno aggiunte assolutamente al profilo. Per avere una panoramica sulle competenze disponibili, vai nella “Directory” degli argomenti di LinkedIn. Cliccando su un argomento specifico/abilità ti verrà mostrata una pagina con le aziende di riferimento e gli argomenti correlati. Oppure all’interno del tuo profilo puoi cliccare sull’opzione “Aggiungi Competenza” e inizia a digitare le competenze facendo clic su quelle suggerite da LinkedIn in base alle informazioni già presenti nel tuo profilo. Le competenze si possono dividere in due categorie: soft skill e hard skill. Le prime riguardano il comportamento e l’attitudine di una persona, dalla comunicazione fino al lavoro in gruppo. Si tratta di abilità che si trovano/sono richieste in tutte le professioni e sono diffuse e conosciute.

Il secondo gruppo di abilità invece sono più specifiche e possono riguardare sia qualcosa di pratico, sia qualcosa di teorico. LinkedIn offre dei suggerimenti nelle scelte: se hai dei dubbi cerca tra i profili simili al tuo per capire quale inserire nella tua lista. C’è un però: il limite delle competenze che puoi inserire è fissato a 50. Quindi, ricordati di selezionare quelle che per te sono fondamentali e quelle che sono state maggiormente confermate dalla tua rete di contatti. Al momento dell’iscrizione non devi per forza inserire tutte le competenze: la sezione è stata creata anche per essere aggiornata nel corso del tempo, quindi puoi aggiungerle anche in un secondo momento. Una volta selezionate, le varie competenze verranno sistemate in un’apposita sezione e, soprattutto, saranno visibili a tutti. Ti consiglio di sceglierne tre tra quelle che hai selezionato: scegli soprattutto quelle che contengono una delle parole chiave per le quali desideri essere ricercato e trovato. Sempre nella lista delle migliori dovresti inserire la competenza per la quale hai ricevuto un maggior numero di conferme da parte degli altri iscritti. Le competenze più ricercate dalle aziende in LinkedIn negli ultimi anni riguardano cloud, data mining, analisi statistica e in generale tutte quelle che appartengono alla categoria “hard skill”. Per quanto riguarda le “soft skill”, i recruiter e gli head hunter cercano soprattutto leadership, comunicazione e collaborazione. Insomma, ogni settore poi ha le proprie caratteristiche/peculiarità e di conseguenza anche le proprie competenze.

Le competenze devono essere confermate/approvate per avere valore: dagli altri utenti, o meglio, dai collegamenti di 1° grado. Agli occhi di un selezionatore del personale o di un possibile cliente, una competenza con un buon numero di conferme assume una grande importanza. Ricevere una conferma riguardo una competenza è fondamentale per rendere il proprio profilo più appetibile. Purtroppo, molti iscritti a LinkedIn non hanno ancora capito quanto sia importante confermare le competenze e alcuni addirittura ne ignorano l’esistenza!

Come richiedere la conferma di una competenza

Ci sono diverse possibilità per ottenere la conferma delle tue competenze. La prima consiste nel fare una richiesta diretta ai contatti presenti nella tua rete. Nella sezione “Competenze e conferme” vai sul profilo di un tuo contatto e alla voce “Altro” puoi richiedere una “Segnalazione”: chi ha lavorato con te può dare l’agognata conferma. Chiaramente devi richiedere il feedback a figure professionali legate al tuo settore o a un tuo ex collega di lavoro. Un’altra tecnica che puoi utilizzare è quella ti confermare tu stesso le abilità su altri profili in qualche modo collegati per interessi o settore lavorativo al tuo: non appena riceveranno una notifica da parte di LinkedIn la maggior parte di loro si sentirà spesso in obbligo di ricambiare. Un altro modo che puoi usare è chiedere la conferma di una o più competenze con un messaggio privato: puoi sfruttare questo sistema con gli ex colleghi, colleghi attuali, datori di lavoro o ex compagni di università/scuola. Puoi anche contattare privatamente un utente che ha commentato, condiviso, consigliato un contenuto o un articolo da te prodotto per chiedergli di confermare alcune abilità, utili per cercare lavoro o farsi notare. Un’altra strada vincente è quella di chiedere la conferma alla fine dei contenuti che hai pubblicato su LinkedIn: se un qualsiasi utente ha apprezzato quello che hai scritto o condiviso potrebbe anche facilmente confermare una delle tue abilità. E spesso, il ricevere un buon numero di approvazioni sul tuo profilo innesca un meccanismo che incentiva anche gli sconosciuti a confermare le tue abilità. Infine, puoi chiedere aiuto a un gruppo specifico: c’è una sezione apposita per ricevere una “raccomandazione veloce” (“LinkedIn Endorsement” ). Chiaramente si riceveranno conferme da sconosciuti ma come si suol dire “a caval donato non si guarda in bocca”!

Come confermare una competenza

Per prima cosa vai sul profilo della persona a cui desideri confermare una competenza. La piattaforma ti chiederà “in base a cosa confermi” la suddetta competenza. Gli algoritmi cercano di capire se conosci la persona, se ci hai lavorato insieme e altre situazioni più o meno credibili. Questa operazione si può fare solo per i collegamenti di primo grado: devi semplicemente cliccare sul pulsante “+” a fianco della competenza che vuoi confermare. La foto del tuo profilo dovrebbe comparire a fianco della competenza segnalata: se c’è, vuol dire che tutto è andato a buon fine. È importante ricordare che puoi confermare tutte le competenze che vuoi e puoi cancellare quando vuoi! Le competenze che hanno ricevuto il maggior numero di conferme verranno spostate in cima alla sezione “Competenze e conferme”.

LinkedIn Skill Assessment valuta la veridicità delle tue competenze

Per controllare le competenze messe in rilievo dagli utenti nei propri profili, LinkedIn ha introdotto dei particolari test di valutazione che contemplano, per ora, solo una parte delle abilità disponibili. Si tratta di test composti da una serie di domande a scelta multipla (per ora in inglese) che vanno completati entro un tempo limite: se riuscirai a superarli otterrai un badge, se no potrai ripeterli dopo un periodo di tre mesi. Inoltre, LinkedIn ti suggerirà tre video da vedere/studiare per migliorare la tua preparazione. I test si trovano nella sezione dedicata alle competenze/skill del tuo profilo. Per provarne uno, clicca sul pulsante “Rispondi al quiz delle valutazioni delle competenze”: si aprirà una schermata con i quiz da provare. Non tutte le competenze, purtroppo, possono essere oggetto di test. Grazie a LinkedIn Skill Assessment è più facile per le aziende verificare la correttezza delle informazioni inserite, mentre per l’utente è l’occasione giusta per mettere alla prova le competenze finora acquisite. Per i recruiter e gli head hunter è lo strumento ideale per ottimizzare il processo di selezione del personale e quello di ricerca del lavoro.

Io, per esempio, ho certificato la mia conoscenza di PowerPoint e conquistato il badge:

Come scrivere una segnalazione su LinkedIn

Tra le opzioni presenti in LinkedIn c’è anche quella di segnalare un utente. Per farlo devi andare nella pagina principale del tuo profilo e cliccare sulla freccia a fianco del pulsante “Modifica Profilo”. Nel menu a tendina che si apre clicca su “Chiedi una segnalazione”: successivamente dovrai compilare alcune voci nella sezione “Per che cosa vuoi essere segnalato?”. Dovrai selezionare per quale esperienza lavorativa/formativa stai chiedendo la raccomandazione. Successivamente ti verrà chiesto “A chi vuoi chiedere?”. Nella lista dei tuoi contatti seleziona la persona a cui vuoi chiedere la segnalazione. LinkedIn permette di fare richieste multiple (fino a 200 alla volta): è meglio limitarsi a farne una alla volta. È fondamentale personalizzare il messaggio per chiedere la raccomandazione. La segnalazione acquista sarà di pubblico dominio e la potrà leggere chiunque acceda al tuo profilo. Un piccolo consiglio: è preferibile inviare una richiesta di raccomandazione al di fuori di LinkedIn, magari via e-mail o tramite in canali social, in particolare alle persone con cui non sei connesso ma con cui hai lavorato in passato. È anche possibile ottenere una raccomandazione scrivendone tu stesso una per qualcuno con cui hai lavorato in passato. La gente, spesso, tende a contraccambiare e se glielo chiederai te ne scriverai una per te in cambio.

Traguardi raggiunti da mostrare in LinkedIn

LinkedIn permette di inserire pubblicazioni, certificazioni e altro in un’unica sezione: si tratta di informazioni che possono migliorare il tuo profilo professionale e vale la pena aggiungerle. Oltre ai traguardi raggiunti, un’altra carta che puoi usare per creare dei nuovi collegamenti e dare maggiore visibilità al tuo profilo sono gli interessi comuni. Avere “qualcosa in comune” di cui parlare può essere un valido aiuto per instaurare un rapporto con un possibile contatto o un potenziale cliente.

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LinkedIn per gli amministratori di condominio: 10 videopillole

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Nell’ambito della partnership con VeryFastPeople, società di consulenza specializzata nella fornitura di servizi per amministratori di condominio, è iniziato un piano di contenuti a tema “LinkedIn per gli amministratori di condominio”.

In particolare abbiamo realizzato l’eBook “LinkedIn per amministratori di condominio” (download gratis qui) e 10 videopillole sullo stesso tema, in distribuzione sui canali social dell’azienda dal maggio 2021.

La prima videopillola: perché LinkedIn per gli amministratori di condominio

Puoi rivedere il primo filmato sulla pagina LinkedIn di VeryFastPeople:

Segui la pagina LinkedIn di VeryFastPeople per i prossimi video.

“LinkedIn per amministratori di condominio”: il mio nuovo eBook gratis per VeryFastPeople

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Da mesi frequento il mondo degli amministratori di condominio, grazie a una serie di eventi che, insieme a VeryFastPeople, tengo per le sedi Anaci di tutta Italia. Il 21 maggio è stato annunciato, durante l’evento Anaci di Milano, una nuova iniziativa editoriale: l’eBook, in download gratuito, “LinkedIn per amministratori di condominio“.

Così l’eBook è stato presentato sul sito di VeryFastPeople:

Il social network professionale non è un semplice servizio per offrire e trovare lavoro. Nonostante il 90% degli utenti ancora lo confonda con un curriculum vitae online o un ufficio di collocazione 2.0, LinkedIn rappresenta oggi uno strumento strategico fondamentale per aziende di ogni dimensione – dalla microimpresa alla multinazionale con sedi in tutto il mondo – in grado di promuovere attività e creare nuove opportunità di business.

Ma come sfruttare al meglio il potenziale di questa piattaforma nell’ambito dell’amministrazione condominiale? Ce lo spiega Gianluigi Bonanomi, autore, giornalista ed esperto in comunicazione digitale, specializzato nell’uso strategico di LinkedIn.

La cover dell’eBook

Il download gratis dell’eBook

Per scaricare il libro occorre compilare un form sul sito di VeryFastPeople. Fai clic qui:

Quattro strumenti per fare networking su LinkedIn

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Per sfruttare al meglio le possibilità offerte da LinkedIn possiamo utilizzare una serie di strumenti, alcuni integrati nel social, altri esterni. Si tratta di servizi utili sia a trovare le persone “giuste”, dove per giuste si intende quelle più affini al nostro settore e alle nostre esigenze professionali, sia a scoprire ulteriori informazioni su potenziali lead e prospect “incrociate” online.

Discover.ly – una preziosa estensione per il browser

Discover.ly è una potente estensione per il browser Chrome che tornerà utile a tutti quelli che vogliono seguire l’attività di una persona su più social network. LinkedIn è sicuramente il social più utile e adatto al mondo professionale, ma non tutti lo usano come strumento principale, preferendo altre piattaforme. Discover.ly ci aiuterà a scoprire se un nostro contatto ha profili anche su altri social, visualizzandone anche l’attività. Supporta Gmail, LinkedIn, Facebook e Twitter. Da Gmail consente di accedere alle informazioni sulla posizione lavorativa di un contatto, le connessioni in comune e i tweet più recenti. Quando ci si trova su LinkedIn, invece, indicherà gli amici su Facebook che si hanno in comune con quel particolare contatto, oltre agli ultimi cinguettii. Allo stesso modo, quando ci si troverà su Facebook indicherà i contatti comuni su LinkedIn (e i soliti tweet), mentre su Twitter ci darà indicazioni sui contatti comuni sia su Facebook sia su LinkedIn.

Sales Navigator

Sales Navigator è uno strumento che LinkedIn stesso offre a chi si abbona ai suoi profili premium, che rimuove i principali limite degli account gratuiti. Di conseguenza, permette di effettuare un numero illimitato di ricerche di profili oltre ad aggiungere una nutrita serie di filtri per la ricerca, ed è questa la parte che ci interessa maggiormente. Fra i filtri “sbloccati” da Sales Navigator ci sono quelli che permettono di specificare la seniority (il livello di anzianità lavorativa), la funzione all’interno dell’azienda, le dimensioni dell’azienda e il settore in cui opera. Sales Navigator offre anche suggerimenti sulle potenziali lead, suggerendole fra i profili che seguono la pagina dell’azienda per cui lavoriamo. Molto utile la funzione che permette di salvare le ricerche e di creare delle liste di lead e prospect, che si aggiorneranno automaticamente.
Chi deciderà di pagare per un abbonamento Sales, oltre al Sales Navigator avrà anche a disposizione 20 InMail, utilissime per un primo contatto con la lead.

IFTTT

IFTTT è un servizio online che permette di connettere dispositivi, piattaforme online e vari strumenti fra loro, automatizzando una serie di operazioni. Una volta connesso IFTTT con LinkedIn, si potranno utilizzare le “ricette” già pronte o crearsi le proprie. Uno degli utilizzi classici è quello di postare su più social network (per esempio Facebook e Twitter) gli stessi contenuti messi online sulla pagina aziendale di LinkedIn, ma sarà possibile esportare su un foglio Excel la lista di contatti che abbiamo su LinkedIn, o automatizzare una serie di operazioni: qualcuno ci ha mandato un direct message su Twitter? IFTTT potrà rispondere automaticamente, inviando insieme al messaggio anche un invito a connettersi sul social professionale. Abbiamo paura di perderci le notifiche che il social ci invia sul telefono Android? Nessun problema: esiste una ricetta che le salva tutte su uno foglio di calcolo in Google Drive.

Elink-pro

ELink Pro è uno strumento molto utile per incrementare rapidamente e senza sforzo le visite al proprio profilo ed espandere di conseguenza la propria rete di contatti. Il concetto su cui si basa è molto semplice: quando visitiamo il profilo di qualcuno su LinkedIn, questi verrà notificato e, molto probabilmente, sarà curioso di vedere chi lo ha controllato. Fare questo lavoro manualmente prenderebbe troppo tempo, mentre Elink Pro automatizza questo processo, visitando centinaia di profili al giorno al posto nostro. I profili che visiterà, naturalmente saranno selezionati da noi sulla base delle ricerche che effettueremo. Idealmente, per sfruttarlo al meglio è necessario attivare un abbonamento Premium a LinkedIn, rimuovendo così il limite di 1.000 risultati di ricerca della versione free del social. Rimarrà invece il limite di 1.000 profili al giorno che è possibile visitare: per questo motivo, gli sviluppatori di ELink Pro suggeriscono di impostarlo per effettuare un massimo di 800 visite quotidiane.

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LinkedIn: come sistemare il Vanity Url

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LinkedIn è da quasi un ventennio il social network di riferimento per il mondo del lavoro e una piattaforma estremamente versatile. Un successo sancito da un numero crescente di iscritti (siamo ormai vicini a quota 700 milioni) e da una community italiana piuttosto attiva e sostanziosa (è la terza in Europa dietro Gran Bretagna e Francia).

Nata come piattaforma rivolta ai professionisti e alle aziende, nel corso dell’ultimo decennio la creatura di Reid Hoffman si è trasformata in un vero e proprio social network. Purtroppo, la maggior parte delle aziende stenta a comprenderne le immense potenzialità e non tutti i membri iscritti sembrano conoscere gli strumenti messi a disposizione.

Uno dei tool più sottovalutati e trascurati è senza dubbio la possibilità di avere un URL personalizzato per creare il proprio profilo: una modifica piuttosto semplice che può aumentare in modo significativo la visibilità complessiva del proprio account.

L’importanza di personalizzare il proprio URL in LinkedIn

La possibilità di personalizzare l’indirizzo del proprio profilo è il modo più semplice e veloce per far apparire nei risultati dei principali motori di ricerca il proprio nome e cognome, come un biglietto da visita che possiamo inserire ovunque. Aggiungendo una semplice parola chiave (relativa al nostro lavoro attuale o al tipo di formazione che abbiamo) possiamo dare un bel boost al nostro profilo. Vediamo come fare.

Se abbiamo un nome o un cognome comune è consigliabile farlo!

Quando ci iscriviamo a LinkedIn viene generato in automatico un indirizzo web (l’URL, appunto) che deriva dall’unione tra il nostro nome e cognome e che viene successivamente associato a una serie di numeri scelti in modo casuale dagli algoritmi della piattaforma (in gergo viene chiamato “profilo vanity”). Se non lo modifichiamo, il profilo generato da LinkedIn apparirà più o meno cosi:

http://www.linkedin.com/in/(marco-bianchi-12345678)

Copiare e incollare sul proprio curriculum vitae o sul proprio blog un indirizzo simile non è proprio il massimo, e non solo per una questione di estetica. Stampare un CV con un URL di quel tipo può essere controproducente e difficile da ricordare, così come un recruiter o un qualsiasi responsabile del personale potrebbe aver qualche problema a inserire manualmente quel tipo link rendendo così vani i nostri sforzi per essere visualizzati e notati. Il problema si pone soprattutto in caso di omonimia (come nel caso del sopracitato “Marco Bianchi”) o se abbiamo attivato qualche impostazione per salvaguardare la nostra privacy.

Qui di seguito si trovano diversi omonimi della leggenda del basket Michael Jordan:

Come modificare il proprio URL di LinkedIn

Non c’è una regola precisa per personalizzare il proprio indirizzo: possiamo modificarlo come meglio crediamo e le varianti (nome + cognome) che possiamo creare sono numerose. È un’operazione piuttosto semplice e bastano un paio di minuti per realizzare un indirizzo personalizzato. È importante ricordare che gli URL personalizzati di un profilo pubblico di LinkedIn vengono assegnati in base al diritto di precedenza. I membri possono avere soltanto un URL del profilo pubblico personalizzato alla volta.

Per modificarlo dobbiamo cliccare sull’icona con l’immagine del nostro profilo LinkedIn che si trova nella superiore della pagina profilo: dalla Home si può raggiungere dal menu principale, con un clic su “Visualizza profilo”. Dobbiamo andare su “Modifica il profilo pubblico” e concentrarci sull’URL che si trova sulla destra.

La piattaforma ci reindirizza alla pagina dedicata alle impostazioni del profilo pubblico. Dobbiamo spuntare la voce “Modifica il tuo URL personalizzato” sulla destra, e fare un altro clic sull’icona “Modifica accanto all’URL”. A questo punto apparirà un indirizzo di questo tipo:

www.linkedin.com/in/tuonome

Nella casella di testo potremo modificare l’ultima parte del nostro URL e poi cliccare “Salva” per rendere attiva la modifica.

Le regole per una personalizzazione perfetta del proprio URL

Innanzitutto, è importante notare che l’URL personalizzato può avere una lunghezza compresa tra 5 e 30 lettere o numeri.

È consigliabile non utilizzare spazi, simboli o caratteri speciali nella composizione del nuovo indirizzo, mentre non c’è distinzione tra maiuscole e minuscole. Se utilizziamo un URL con il nostro nome e cognome, LinkedIn non fa differenze che si tratti di “MarcoBianchi” o “Marcobianchi” o “marcobianchi” e così via: il social network caricherà sempre lo stesso profilo. Può succedere che l’URL che abbiamo personalizzato non sia sempre disponibile: in questo caso dobbiamo crearne una ad hoc. La piattaforma, infatti, non rende disponibili URL personalizzati ai membri su richiesta.

Ci sono delle regole a cui dobbiamo prestare attenzione

È importante ricordare è possibile cambiare il proprio URL fino a cinque volte in sei mesi!

Dopo la quinta volta, bisogna aspettare altri sei mesi per poterlo modificare di nuovo. Il problema è che cambiando l’indirizzo spesso i recruiter e le aziende potrebbero avere difficoltà a trovare il nostro profilo pubblico, per questo motivo è consigliabile modificarlo solo per motivazioni serie. In linea teorica è possibile ritornare al vecchio URL, anche dopo averlo modificato: nel caso non fosse possibile è necessario ricorrere all’assistenza tecnica di LinkedIn. Se un membro iscritto utilizza un URL e poi lo modifica, l’indirizzo originale non potrà essere utilizzato dagli altri membri per sei mesi. Se cerchiamo un URL precedentemente utilizzato, non sempre è possibile trovare la pagina del profilo precedente.

Ricordiamo che i profili in altre lingue hanno lo stesso URL: viene semplicemente aggiunto un campo relativo alla lingua alla fine. Per quanto riguarda il nostro Paese, alla fine dell’indirizzo viene aggiunto il suffisso “it”. Infine, quando un account LinkedIn viene chiuso, l’URL del profilo pubblico personalizzato sarà disponibile per 180 giorni dalla data della chiusura.

SEO e URL sono fondamentali per aumentare le visualizzazioni

Una volta personalizzato l’URL del nostro profilo LinkedIn, possiamo migliorare anche il posizionamento SEO sui motori di ricerca. Quando creiamo un profilo Google, infatti, possiamo aggiungere l’URL del profilo LinkedIn nella nostra firma e-mail o nel nostro curriculum o nelle lettere di presentazione quando ci candidiamo per lavoro o per una consulenza. Possiamo usare l’URL di LinkedIn su qualsiasi altro sito (blog, sito aziendale o altri social network).

Qui due esempi di persone che hanno deciso di aggiungere da una parte l’ambito (news), dall’altro il nome dell’azienda:

Come creare un profilo personalizzato in più lingue

Oltre a personalizzare l’URL del proprio profilo, per aumentare la visibilità possiamo scriverlo in un’altra lingua. Avere un profilo personalizzato in lingua inglese su LinkedIn si rivela estremamente vantaggioso, mentre crearne uno con tutte le nostre informazioni un po’ in italiano e un po’ in spagnolo può rivelarsi controproducente, soprattutto se stiamo cercando un nuovo lavoro in una prestigiosa multinazionale all’estero o siamo alla ricerca di nuovi potenziali clienti. Se dobbiamo scegliere in quale lingua scriverlo è necessario preparare un profilo sia nella nostra lingua madre, sia in un’altra per noi significativa (inglese o nell’area geografica in cui desideriamo lavorare). Quando prepariamo il profilo LinkedIn in un’altra lingua non dobbiamo limitarci a una semplice traduzione del nostro CV: dobbiamo aver ben chiaro a quale posizione aspiriamo ed è importante usare la stessa terminologia utilizzata dalla stessa azienda che ci interessa per essere notati.

Per cambiare il profilo da una lingua all’altra ci vuole davvero poco

Fino una decina di anni fa, la scelta della lingua incideva in modo pesante sulla nostra visibilità in LinkedIn: la piattaforma, infatti, escludeva automaticamente i contatti che non la parlavano, limitando così le nostre opportunità professionali. Per venire incontro alle esigenze dei propri membri, LinkedIn ha cambiato strategia e ha introdotto la possibilità di avere un profilo multilingue, tradotto in quasi una cinquantina di idiomi diversi. Per farlo dobbiamo cliccare su “Profilo” e poi su “Modifica profilo” e selezionare la voce “Crea profilo in un’altra lingua”. In questo modo possiamo configurare il nuovo profilo traducendo i contenuti e adattandoli al contesto geografico di destinazione. Una volta salvato il tutto chi visualizzerà il nostro profilo potrà selezionare la lingua in cui leggere le nostre informazioni. LinkedIn permette di avere più versioni del nostro profilo in base alla lingua: è consigliabile non limitarsi al solo “inglese” se puntiamo a qualche particolare multinazionale. Se cerchiamo clienti o lavoro nel nostro Paese, avere solo un profilo in inglese può rivelarsi controproducente: se non è richiesto un CV nella lingua d’Albione è sempre meglio mandare quello in italiano.

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Come funziona LinkedIn Career Explorer (articolo per Agenda Digitale)

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Questo artico è stato pubblicato da Agenda Digitale il 29 marzo 2021.

LinkedIn Career Explorer: cos’è e come usarlo per scovare opportunità di lavoro

Career Explorer è uno strumento capace di abbinare le capacità di una persona per scoprire le competenze necessarie per arrivare a ricoprire un determinato ruolo nelle più importanti aziende. Vediamo come funziona

Per indirizzare i propri utenti verso le migliori opportunità di carriera, nell’ottobre del 2020 LinkedIn ha reso disponibile in tutto il mondo – in versione beta – Career Explorer, uno strumento che permette a ogni membro iscritto di trovare la posizione lavorativa ideale in base alle proprie competenze e capacità. Per ora l’aggiornamento è disponibile solo in inglese: probabilmente verrà localizzato nella nostra lingua nei prossimi mesi. Vediamo meglio di cosa si tratta e come sfruttarlo al meglio.

Career Explorer: più di un motore di ricerca

È importante specificare che Career Explorer non è un altro motore di ricerca di lavoro. È qualcosa di diverso, uno strumento capace di abbinare le capacità di una persona per scoprire “quelle” competenze necessarie per arrivare a ricoprire un determinato ruolo nelle più importanti aziende. Career Explorer, infatti, è in grado di “consigliare” all’utente un particolare corso di formazione da seguire o alcune persone che potrebbero essere d’aiuto per raggiungere determinate posizioni lavorative. La bontà degli algoritmi è garantita dall’incrocio dei dati di oltre 36 mila competenze professionali e ben sei mila titoli di studio.

Lo strumento Career Explorer sfrutta l’immenso database della piattaforma per aiutare gli utenti a sviluppare nuove competenze o migliorare quelle di cui sono in possesso. In che modo? Studiando il percorso carrieristico intrapreso dagli altri membri e combinandolo con i dati relativi alle competenze necessarie per svolgere i lavori più richiesti. Per valutare la possibile compatibilità, LinkedIn incrocia i profili degli utenti con quelli che svolgono da tempo le posizioni lavorative più richieste.

In questo modo Career Explorer può suggerire alle persone in che modo apprendere le competenze che non hanno e a migliorare così la propria situazione lavorativa.

Career Explorer, la semplicità è il segreto

Per usare Career Explorer basta andare sulla pagina di LinkedIn: una volta selezionato il tool dobbiamo inserire il nome della nostra precedente occupazione lavorativa e la città in cui viviamo. A questo punto Career Explorer ci proporrà un elenco di lavori che potrebbero fare al caso nostro. Cerchiamo, per esempio, una posizione di “marketing manager” a Milano. Lo strumento ci proporrà un elenco di offerte di lavoro nella nostra zona per cui possiamo candidarci. Basta cliccare su “Trova lavoro su LinkedIn” oppure sul pulsante “Trova connessioni su LinkedIn” per accedere ai dati di tutti quelli che hanno svolto il lavoro che ci interessa. Gli algoritmi di LinkedIn riescono ad aggregare tutte le informazioni relative agli ultimi 5 anni, ed è un bel vantaggio per le nostre ricerche.

I corsi online di LinkedIn

Attualmente su LinkedIn i corsi online disponibili sono oltre 15.000, con decine di nuove aggiunte ogni settimana: seguirli può essere una buona opportunità non solo per le aziende ma anche per i propri dipendenti per acquisire nuove competenze. Seguendo uno dei corsi presenti su LinkedIn, per esempio, possiamo capire come sfruttare la piattaforma di Microsoft per fare pubblicità, come nel caso degli Ads. Se vogliamo valorizzare il nostro brand, trovare nuovi clienti o fare un po’ di recruiting, ci sono una pletora di corsi che possono aiutarci a comprendere a fondo tutte le potenzialità offerte dalla piattaforma.

Gli strumenti per il recruiting a disposizione con LinkedIn

Oltre a Career Explorer, la piattaforma di Microsoft ha inserito alcuni accorgimenti per migliorare il servizio di recruiting: è stata aggiunta una cornice intorno all’immagine del profilo (la funzione OpenToWork) per capire se un utente sta cercando lavoro o per scoprire quando una azienda sta assumendo. Una piccola innovazione che ha permesso alle persone in cerca di lavoro di ottenere una maggiore visibilità in breve tempo: chi ha sfruttato la suddetta funzione ha beneficiato di un 40% in più di messaggi di posta elettronica per quanto riguarda il recruiting e di un 20% in più di messaggi dalla propria rete di contatti.

LinkedIn offre diversi tipi di account a pagamento (chiamati “Premium”) che possono soddisfare le esigenze di tutti, dal professionista che lavora in azienda fino al disoccupato alla ricerca di un nuovo lavoro. Per esempio, con Premium Career possiamo avere informazioni dettagliate su determinate aziende e sulle candidature per le posizioni aperte. Con Sales Navigator invece abbiamo a disposizione uno strumento che può aiutarci ad accrescere la nostra rete di contatti, indipendentemente dal fatto di essere un libero professionista o un’azienda. Con un abbonamento Recruiter Lite possiamo trovar i profili corrispondenti alla posizione lavorativa aperta nella nostra azienda e assumere i candidati migliori, mentre Premium Business otterremo informazioni dettagliate sui profili professionali di nostro interesse. Per affrontare la pandemia e la crisi economica derivante, LinkedIn ha offerto alle piccole e medie imprese la possibilità di creare offerte di lavoro gratuitamente.

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Come funziona la ricerca in LinkedIn

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LinkedIn è un social network nato per sviluppare relazioni e connessioni nel mondo del lavoro. Strutturato come un immenso database di contatti, LinkedIn permette non solo di scovare il profilo ideale per la propria azienda ma anche di trovare potenziali contatti e nuovi clienti. Il grosso problema è che spesso la comunicazione nelle società (all’esterno e all’interno) si rivela scarsamente efficace o totalmente deficitaria: con la piattaforma creata da Reid Hoffman e con gli strumenti messi a disposizione, è possibile superare brillantemente il problema e dare un nuovo slancio alla comunicazione della propria azienda. LinkedIn è un social network molto particolare e diverso da tutti gli altri presenti in Rete: “a ogni azione corrisponde una reazione” e, nel caso specifico, più lo si utilizza e più saranno attendibili i risultati che si potranno ottenere.

Come funziona il motore di ricerca di LinkedIn

Il motore di ricerca interno di LinkedIn è il cuore pulsante del social network: per le “query” viene utilizzato un algoritmo sviluppato ad hoc che ordina i risultati che si ottengono quando si cercano persone o aziende sulla piattaforma. A differenza dei normali search engine, l’ordine di un risultato di ricerca è determinato in parte dal profilo, dall’attività e dalle connessioni della persona stessa che esegue la ricerca. Prima di fornire i risultati, infatti, l’algoritmo di LinkedIn prende in considerazione l’attività del ricercatore sulla piattaforma, i profili trovati dalla query e tutti gli altri membri iscritti che hanno eseguito ricerche simili. La cronologia delle ricerche viene utilizzata per prevedere i risultati che potrebbero essere rilevanti per gli utenti: successivamente viene combinata con altri parametri (come il numero delle visualizzazioni ottenute dal proprio profilo) e dati per affinarne l’efficacia.

I risultati vengono presentati in base a ciò che l’algoritmo di LinkedIn pensa sia più rilevante per chi effettua la ricerca. Per esempio, è possibile che un profilo appaia sulla terza pagina per un membro e sulla quarta pagina per un altro, anche se hanno inserito le stesse parole chiave. Le variabili che determinano il risultato finale includono il profilo, le caratteristiche specifiche del ricercatore e i filtri applicati, per esempio la posizione ricoperta nell’azienda o le precedenti esperienze lavorative e così via.

L’importanza di avere un profilo completo

Pubblicando contenuti di qualità e interagendo costantemente con la propria rete di contatti è possibile affinare e migliorare le proprie ricerche trovando così, per esempio, i candidati ideali per una determinata posizione. Innanzitutto, per migliorare la qualità delle query è necessario lavorare sul proprio profilo. È fondamentale che quello che è a tutti gli effetti un “biglietto da visita” sia completo e che contenga tutte le informazioni necessarie su di noi e sulla nostra azienda.

È necessario che il nostro profilo possa essere trovato in base a parametri come il luogo dove si vive o lavora, le scuole e università che abbiamo frequentato e altro ancora. La completezza del profilo migliora anche il modo in cui si viene generalmente “abbinati” dagli algoritmi della piattaforma.

Per esempio, le query più comuni eseguite dagli “addetti alla ricerca e selezione del personale” riguardano al 99% le competenze: è importante prepararle e curarle in modo dettagliato. È fondamentale creare delle connessioni con tutte le persone con cui avevamo/abbiamo stabilito un rapporto professionale. Più connessioni creiamo, più possiamo entrare in contatto con il potenziale ricercatore. Una connessione di secondo grado rispetto a una di terzo grado, per esempio, migliora la probabilità che il proprio profilo venga visualizzato nelle ricerche. È consigliabile utilizzare titoli e qualifiche di lavoro ufficiali e non lasciarsi andare all’improvvisazione creando delle mansioni fantasiose.

Poche keyword: questo è il segreto per essere trovati in LinkedIn

È importante evitare di riempire il nostro profilo con una moltitudine di parole chiave: è meglio includere solo quelle che possano mettere in rilievo la nostra esperienza e competenza. Allegare un elenco di parole chiave nel proprio profilo può essere controproducente: gli algoritmi di LinkedIn potrebbero pensare che si tratti di spam, compromettendo così i risultati di ricerca. È bene ricordare che tutti i membri iscritti sulla piattaforma “non” sono potenziali clienti. Quindi, è fondamentale definire sin dall’inizio un target per trovare il cliente/azienda ideale per poter cercare contenuti, profili e così via.

La ricerca avanzata è la chiave del successo

La piattaforma mette a disposizione una serie di strumenti: la “Ricerca Avanzata” offre diverse opzioni per identificare potenziali utenti interessati ai nostri contenuti e per trovare informazioni preziose all’interno di specifiche nicchie di mercato, analizzando i gruppi e gli iscritti, i tipi di interessi e così via. Con questo tool possiamo fare tutto velocemente: si parte da una semplice keyword per poi affinare la ricerca grazie ai filtri.

Il problema è che dopo un tot di ricerche questa funzionalità viene bloccata perché LinkedIn richiede un profilo a pagamento per disporre di ricerche illimitate. Per farlo, dobbiamo andare sul menu presente nell’intestazione e fare clic sull’icona “Cerca persone” e selezionare l’opzione avanzata. È possibile continuare a filtrare, senza essere costretti a rielaborare la ricerca iniziale. I filtri di ricerca sono utili anche perché permettono di vedere immediatamente come possono cambiare i risultati da una semplice ricerca iniziale.

Se abbiamo bisogno di fare un certo numero di ricerche e non vogliamo usare un profilo a pagamento come LinkedIn Premium (sono disponibili tre tipologie di sottoscrizioni che partono dai 14,95 euro richiesti mensilmente per un abbonamento “Business” fino ai 53,95 euro di quello “Executive”), possiamo risolvere il problema pubblicando delle inserzioni di lavoro (sponsorizzandole).

Come funziona la ricerca avanzata di LinkedIn

La Ricerca Avanzata può essere sfruttata in due modi: per “Persona” o per “Offerte di Lavoro”. Per esempio, se vogliamo cercare tutti gli analisti finanziari presenti sulla piattaforma, per farlo dobbiamo inserire tra le virgolette il termine “Analista”. Per allargare il più possibile la ricerca e includere nei risultati tutti tutti gli analisti finanziari iscritti alla piattaforma, dobbiamo inserire anche i termini inglesi “Finance” e “Analyst” per trovare tutte le persone che hanno una di queste parole chiavi inserite nel proprio profilo.

Non tutti i risultati presentati dall’algoritmo di LinkedIn apparteranno ad analisti finanziari: occorre lavorare con i filtri (Tutti i filtri) per trovare il profilo ideale per la nostra ricerca. Selezionando delle keyword nelle “Esperienze lavorative” è possibile ancora scremare i risultati, sfruttando altri filtri come occupazione “Corrente”, “Passata” e altro ancora. Può essere interessante aggiungere alla ricerca anche persone legate a una determinata azienda. Come nel campo precedente, anche qui è possibile filtrare le voci per “Corrente”, “Presente ma non passata” e così via. La dimensione dell’azienda, le cariche ricoperte e gli anni di esperienza sono altri parametri da considerare nelle ricerche. Un altro filtro da attivare è quello dedicato alle università, agli istituti e alle scuole superiori frequentati, così come quello relativo alla posizione geografica: lo strumento di ricerca in Linkedin, pur non essendo preciso come quello di altri social, permette di filtrare i risultati per CAP specificando anche il raggio di ricerca. Possiamo scremare i risultati anche con le cosiddette “relazioni sociali”: dai legami di diverso grado fino alle iscrizioni a determinati gruppi e altro ancora. Possono essere utili anche i filtri dedicati alle attività di volontariato e alle organizzazioni no profit.

Come entrare in contatto con i candidati in LinkedIn

Una volta ottenuta una lista di possibili candidati, è possibile entrare direttamente in contatto con il prescelto oppure scegliere un approccio meno diretto inviando una e-mail o chiedendo a un collegamento comune di presentarci. Oltre a salvare i nuovi contatti, possiamo condividere le informazioni con gli altri iscritti presenti nella nostra Rete e salvare un certo numero di ricerche (fino a tre). Possiamo inserire anche una serie di avvisi (nello specifico “Creare un Alert”) nel caso vengano trovati profili ideali che corrispondono alla nostra ricerca avanzata per una certa posizione o per qualsiasi altra cosa attinente alla nostra attività/azienda.

Il vantaggio di avere un account premium

Chi dispone di un account premium può avere a disposizione degli strumenti aggiuntivi per avere una profilazione ancor più efficace: “pagando” è possibile accedere alle informazioni dei profili di secondo e terzo grado, per esempio. L’abbonamento, infatti, sblocca delle funzioni che non sono disponibili nella versione base. Per esempio, come la possibilità di inviare messaggi “InMail” a chiunque o visualizzare le informazioni di chi ha guardato il nostro profilo. Chi cerca lavoro, chi personale o nuovi clienti può sottoscrivere uno degli abbonamenti preparati da LinkedIn oppure usare dei tool specifici: per esempio, con lo strumento Sales Navigator Professional è possibile trovare e attrarre nuovi potenziali clienti (tra i profili delle persone e le pagine aziendali). Si stratta di uno strumento piuttosto utilizzato nel settore del Social Selling, che utilizza la propria rete di contatti sul social network per vendere. Per usarlo dobbiamo attivare la licenza gratuita direttamente su LinkedIn o acquistarlo separatamente. Con il Recruiter Lite possiamo individuare i profili migliori e gestire la selezione del personale in modo accurato.

Per migliorare la propria visibilità su LinkedIn è necessario creare un profilo completo, dettagliato e aggiornato. La prima impressione è quello che conta e avere una foto adatta, un sommario ben scritto e accompagnato da poche e significative keyword è fondamentale. Personalizzare l’URL fornito da LinkedIn è una buona idea, mentre è fondamentale arricchire la propria rete di contatti e. e pubblicare contenuti interessanti e frequentemente.

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