Le Storie su LinkedIn: sono davvero utili?

LinkedIn è in continua evoluzione. Dopo aver introdotto gli “hashtag” e le “reaction” (la possibilità di esprimere il proprio stato d’animo nei post) negli ultimi 2 anni, LinkedIn qualche mese fa ha lanciato un’altra funzionalità piuttosto attesa: le “Stories” che tanto spopolano negli altri social network.

Il precedente di Student Voices

Già nel 2018 LinkedIn aveva sperimentato una funzione simile permettendo agli studenti americani di pubblicare esclusivamente dei brevi video con la funzione “Student Voices”: una speciale playlist che rimaneva nella parte alta del feed per una settimana.

L’obiettivo era quello di creare uno spazio riservato agli studenti dove condividere le attività accademiche svolte, i progetti seguiti e la vita da campus. Nonostante il successo iniziale, la funzione è rimasta confinata agli Stati Uniti e al solo ambito scolastico. L’aggiunta era particolarmente interessante perché permetteva agli studenti di arricchire il proprio profilo Linkedin personale con tutte le esperienze accademiche svolte, i progetti seguiti durante il percorso di studi e così via: Student Voices introduceva un modo alternativo per proporre tutte quelle attività/voci che solitamente compongono un normale Curriculum Vitae. Il video restava sopra il feed di ogni utente per una settimana intera. Nonostante il successo e il feedback positivo raccolto dagli studenti americani, alla fine il team di LinkedIn decise di non pubblicare ufficialmente questa funzione, almeno fino all’introduzione delle attese Stories negli ultimi mesi.

LinkedIn come Instagram?

L’introduzione nel 2017 delle Storie in Instagram ha fatto registrare dei numeri clamorosi: in pochi mesi gli utenti attivi avevano superato quota 375 milioni, stimolando l’interazione e la conversazione tra gli utenti su argomenti/temi di comune interesse. Il 2020 ha visto l’introduzione delle tanto attese Stories, o Storie, anche su LinkedIn (qui le FAQ sulle Storie dal sito di LinkedIn): una funzione annunciata in pompa magna dai vertici della società. Dopo averle testate internamente per parecchio tempo, le attesissime Stories sono state aggiunte alla piattaforma. Vediamo come funzionano e cosa si può fare.

Stories orientate al business

Pur essendo molto simili alle celebri Instagram Stories, quelle di LinkedIn hanno tutte le potenzialità per rivelarsi uno strumento di marketing molto potente, oltre a essere un modo diretto per entrare in contatto con il proprio pubblico di riferimento. Le Stories sono viste dalla stessa LinkedIn come una naturale evoluzione della connettività tra colleghi di lavori, come uno strumento per creare nuove conversazioni e relazioni. Domanda: cosa possiamo condividere nelle Stories?

La risposta è “di tutto di più”: dagli annunci su nuovi prodotti o aggiornamenti aziendali in tempo reale fino alle sessioni AMA (Ask Me Anything, che puoi tradurre letteralmente come “Chiedimi qualsiasi cosa”) con il CEO dell’azienda, senza dimenticare sondaggi, suggerimenti e divulgazione su argomenti specifici forniti da esperti altro ancora.

Chi punta su LinkedIn ha un approccio orientato al business, ed è sempre alla ricerca di nuove opportunità di lavoro e di contenuti di qualità. Per questo motivo le LinkedIn Stories hanno più probabilità di ottenere una partecipazione/interazione maggiore rispetto a quelle pubblicate su Instagram.

Con questa funzione gli utenti possono finalmente condividere alcuni momenti della propria esperienza lavorativa in modo creativo e autentico, allo scopo di migliorare le relazioni e interazioni con gli altri membri. Una specie di racconto virtuale della propria giornata lavorativa, un modo intelligente per rendere ancora più appetibile il proprio profilo social e aumentare il tempo medio di permanenza dei membri sulla piattaforma. Stories ha anche un altro scopo, quello di attirare le nuove generazioni che comunicano e pensano in modo diverso rispetto alla maggior parte dei normali fruitori di LinkedIn.

20 secondi di magia

La formula magica è quella già vista su altri social network come Instagram e Snapchat: le Stories (sono disponibili “solo” nella versione mobile per ora) non sono altro che foto o video della durata massima di 20 secondi che scompaiono dal feed dopo una giornata (24 ore). Chiaramente è possibile aggiungere alla nostra creazione dei brevi testi o delle GIF, oltre agli immancabili tag con cui menzionare gli utenti (tramite la classica @) e agli adesivi, un modo semplice per interagire con gli altri in modo diretto e informale.

Inizialmente disponibile in Brasile, Australia, Emirati Arabi, Francia, Canada, India, USA, Brasile, Paesi Bassi e negli Emirati Arabi Uniti, da ottobre 2020 è approdata anche in Italia. Per ora non è ancora possibile sfruttare/integrare le funzionalità di advertising che potrebbero dare ulteriore impulso al successo delle Stories: gli annunci pubblicitari tra un contenuto e l’altro potrebbero cambiare il modo di fruizione di LinkedIn.

Adattare il proprio video al formato delle Stories

Il formato Stories è molto diffuso e ha buone potenzialità per funzionare anche nell’ecosistema di LinkedIn. Sarà sicuramente interessante vedere come questa funzione verrà usata dagli utenti per valorizzare il proprio lavoro e, soprattutto, come LinkedIn riuscirà a differenziarsi dagli altri concorrenti.

Le potenzialità di questa nuova feature sono tante, così come i pericoli: il timore che possa essere usata per ragioni non professionali esiste. Come sempre dipende dall’uso che se ne fa: lo spam su Stories potrebbe divenire realtà in breve tempo. La nuova funzione permette la creazione di contenuti sia per i profili individuali sia per gli amministratori di pagine su Linkedin. Le Stories per ora sono esclusiva della versione mobile di LinkedIn e si possono visualizzare anche quelle create dai profili con cui si è in contatto o dalle pagine che si seguono.

I creatori delle Storie (profili o pagine) appaiono con una cornice circolare nella parte superiore della home, un po’ come succede solitamente in Instagram. La lunghezza massima dei video che si possono caricare è attualmente limitata alla durata di 20 secondi, mentre le Storie sono visibili per 24 ore, anche se gli utenti possono salvare dei frame per vederle successivamente. La condivisione può avvenire attraverso messaggi privati: si possono inoltre inviare messaggi direttamente dal singolo frame, a patto che quest’ultimo sia un collegamento di primo grado, ossia una persona con cui siamo in contatto direttamente perché ha accettato il nostro invito o perché ha accettato il nostro (compare un’icona sopra il nome sul profilo).

Attualmente non è possibile inviare messaggi a una pagina LinkedIn attraverso Stories, però chi crea un video può vedere i profili che hanno visualizzato il contenuto, a patto che non abbiano cambiato le opzioni di visualizzazione nelle proprie impostazioni. È importante ricordare come una Stories non possa essere modificata una volta pubblicata: in tal caso sarà necessario cancellarla e ricominciare da zero.

Come creare Stories vincenti

Questa nuova aggiunta ha delle grandi potenzialità e se sfruttata a dovere può avere un impatto enorme nelle campagne di digital recruiting che si svolgono abitualmente su Linkedin. Per produrre delle Stories efficaci non dobbiamo essere degli influencer navigati o dei videomaker mancati: dobbiamo semplicemente seguire una serie di regole/accorgimenti. Innanzitutto, anche se siamo in una fase “sperimentale” può essere un bel vantaggio imparare a sfruttare le Stories, soprattutto se in futuro si potranno inserire gli annunci pubblicitari.

La prima cosa da fare è realizzare dei contenuti (video, immagini, testi) che siamo facilmente assimilabili da tutti, sia da un possibile candidato, sia dai follower della nostra azienda. In marketing si parla di “snackable content” per indicare quei contenuti “facili da digerire”: dobbiamo creare dei video che ben si adattino a questo formato. Sembra una cosa facile ma richiede molto studio e altrettanta preparazione: l’improvvisazione è apprezzata e caldeggiata negli altri social network, in LinkedIn assolutamente no.

Condividere la vita lavorativa

La condivisione di video di momenti particolari può rivelarsi un’idea vincente: 20 secondi dedicati a eventi speciali come premiazioni e riconoscimenti (evitando di essere troppo autoreferenziali) o a quello che succede in ufficio possono essere la strada vincente per valorizzare il proprio brand e la propria azienda e rendere partecipi i follower. È anche un buon modo per farsi conoscere e migliorare la propria posizione e visibilità all’interno e all’esterno della propria azienda.

Un utilizzo intelligente di Stories è quello di usarle per raccontare un’opportunità di lavoro: può essere una mossa intelligente integrare al video una job description con tutte le caratteristiche più importanti di una determinata posizione che si è resa disponibile. In questo modo si potrebbero attirare potenziali candidati e allo stesso tempo fornire preziose informazioni sulla cultura aziendale a chi visualizza i nostri contenuti. Per condividere i nostri contenuti in modo ottimale possiamo sfruttare anche la “Domanda del giorno”, ovvero l’opzione che permette di inserire una domanda a cui gli utenti che hanno visualizzato la storia possono rispondere.

È importante seguire i profili con più follower

Sembra scontato ma non lo è: per sfruttare in modo adeguato le Stories è importante dare un’occhiata ai profili più seguiti in LinkedIn. Chi ha più follower solitamente trasmette sensazioni quali autorevolezza e leadership: due requisiti che ben si sposano con la mentalità imprenditoriale. Quindi studiamo con attenzione quello che propongono i profili più seguiti e apprezzati e ispiriamoci a loro nel produrre i primi contenuti.

Un’altra idea interessante può essere quella di creare una FAQ, una sezione “Domande e Risposte” in formato interattivo. In questo modo è possibile dare informazioni ai candidati sul processo di selezione, sui percorsi di carriera, sulle figure ricercate, oltre che sull’azienda in generale. L’introduzione di un semplice countdown può aiutare non poco le nostre Stories: che sia per l’apertura di una nuova posizione in azienda, per il lancio di un contest o di una campagna social, il conto alla rovescia è uno strumento per condividere in modo divertente e vincente i nostri contenuti.

Trasformiamo LinkedIn in uno spettacolare videoblog

I brevi aggiornamenti sono perfetti per le Stories su LinkedIn: che siano eventi dal vivo o direttamente dal proprio ufficio, i racconti in tempo reale si adattano perfettamente a questa funzione. Un’altra opportunità è quella di trasformare il tradizionale blog di LinkedIn in un videoblog grazie a Stories. Per farlo basta trasformare il video e i post in una guida passo a passo.

Come funziona l’app di LinkedIn

Le LinkedIn Stories al momento possono essere condivise esclusivamente dall’app mobile di LinkedIn utilizzando la versione più aggiornata. Per attivare la feature basterà cliccare in alto sul simbolo “+” che si trova sulla foto del proprio profilo.

Come accade per gli altri social network, è possibile condividere le foto o i video realizzati al momento oppure selezionarne alcuni dalle gallerie del proprio smartphone. Una volta pubblicate le proprie storie su LinkedIn, queste non possono essere più modificate. Le Stories possono anche essere pubblicate sulle pagine aziendali: gli amministratori hanno a disposizione la stessa opzione che compare sul proprio profilo. Cliccando sui tre puntini presenti nella parte alta a destra possiamo effettuare il salvataggio della storia sul nostro smartphone, cancellarla o inviarla tramite messaggio privato ai nostri collegamenti di primo grado. Una volta pubblicata, in basso a sinistra comparirà la voce “Chiunque”: in questo modo i nostri collegamenti potranno – a loro volta – condividere le storie con i loro collegamenti e così via.

Una serie di consigli tecnici per creare video

Linkedin Stories presenta alcune caratteristiche interessanti, alcune conosciute altre un po’ meno. I video, come detto, possono durare al massimo 20 secondi. Il formato supportato è il classico MP4 (la risoluzione massima è limitata a 1920×1080 in 16:9), mentre per le immagini si parla di .jpg e .png. È stata aggiunta la possibilità di silenziare i video mentre al creatore delle storie si possono inviare anche delle reaction oltre ai soliti messaggi privati. Nelle impostazioni del nostro profilo cliccando su “Opzioni di visualizzazione della storia” possiamo scegliere di essere visibili oppure di rimanere in modalità privata. A meno che un utente non imposti la modalità privata, i creatori della storia potranno avere accesso a un certo numero di dati: nello specifico, al numero di visualizzazioni e all’identità dei profili che hanno visualizzato la storia.

Le Stories sono davvero utili?

Le attese Stories hanno una certa rilevanza anche in una piattaforma come LinkedIn, da sempre orientata verso il business e la mentalità imprenditoriale e che ha fatto della serietà il suo mantra. È difficile dare una risposta esaustiva a questa domanda in questo particolare momento storico: siamo curiosi di scoprire come gli utenti sfrutteranno questo prezioso strumento che avvicina LinkedIn sempre di più ai più spensierati Instagram, Snapchat e compagnia bella. Un avvicinamento che ha spaventato molti utenti che temono che la piattaforma si stia snaturando o perdendo di vista la sua mission iniziale. Le Stories sono uno strumento in più che gli utenti hanno a disposizione per far crescere l’engagement e la propria rete di contatti. Non resta che attendere con fiducia.

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