La redazione di Aracne, un’innovativa piattaforma focalizzata su Fashion Tech e AI che si propone come hub principale per scoprire le ultime tendenze, connettersi con esperti del settore e partecipare a eventi esclusivi, mi ha intervista sul tema “AI e moda”. L’intevista è stata pubblicata, in lingua inglese, con il titolo “AI-Driven Marketing in Fashion: Insights from Gianluigi Bonanomi on Revolutionizing the Fashion Industry“.

La traduzione dell’intervista

Qui trovi la traduzione in italiano dell’intervista:

Continuano le interviste di Aracne, oggi con Gianluigi Bonanomi. Non credo servano presentazioni che in ogni caso lasciamo alla fine dell’articolo.

  • Hai scritto molto su ChatGPT e il prompt engineering. Puoi condividere un caso specifico in cui hai utilizzato l’AI generativa per risolvere un problema o migliorare un processo aziendale?

Certo, un caso recente riguarda un webinar che stavo per tenere. A pochi minuti dall’inizio, un committente mi ha chiesto di mandargli un test di apprendimento da somministrare ai partecipanti subito dopo il corso. Con solo cinque minuti a disposizione, ho caricato su ChatGPT Plus 300 slide e ho chiesto, con un prompt ben formulato, di creare un test con dieci domande a scelta multipla. In pochissimo tempo, ho ottenuto un test pronto per l’uso, dimostrando come l’AI possa migliorare l’efficienza e la rapidità nella preparazione del materiale formativo.

  • In che modo hai integrato l’intelligenza artificiale nei tuoi corsi di formazione? Quali benefici hai riscontrato per gli studenti e le aziende che formi?

L’intelligenza artificiale sta davvero trasformando il modo in cui formiamo e apprendiamo. Nei miei corsi, ho integrato l’AI in diversi modi: dalla progettazione dei contenuti alla loro realizzazione ed erogazione, fino al post-evento. Ad esempio, utilizzo ChatGPT per creare slide, test e materiali aggiuntivi. Questo non solo mi aiuta a risparmiare tempo, ma migliora anche la qualità dell’apprendimento per gli studenti, offrendo contenuti più personalizzati e interattivi. Le aziende con cui collaboro hanno riscontrato un notevole miglioramento nell’engagement dei dipendenti e nell’efficacia dei programmi formativi.

  • Secondo te, come può l’AI influenzare il settore della moda, specialmente nella creazione e nel marketing dei contenuti visivi? Hai esempi di come l’AI possa essere utilizzata in modo innovativo nel fashion?

L’AI ha il potenziale per rivoluzionare l’intera filiera della moda, dalla progettazione alla produzione, fino alla logistica. Nel mio campo, la comunicazione e il marketing, l’AI può generare automaticamente contenuti visivi per le campagne di marketing, personalizzando immagini e video per diversi segmenti di pubblico. Un esempio notevole è Stitch Fix, che utilizza l’AI per personalizzare le raccomandazioni di abbigliamento per i clienti, ottimizzando le strategie di marketing in base all’engagement dei consumatori. Questo non solo migliora l’efficacia delle campagne, ma permette anche una maggiore inclusività e personalizzazione nell’esperienza di acquisto.

  • Quali innovazioni o trend emergenti prevedi nel campo dell’AI che avranno un impatto significativo sulla moda e sulla comunicazione digitale nei prossimi anni?

Ci sono diversi trend emergenti che avranno un grande impatto. Materiali pubblicitari altamente personalizzati e dinamici a costi ridotti, l’uso del machine learning per prevedere tendenze e comportamenti dei consumatori con grande precisione, e l’automatizzazione di parte del processo di design sono solo alcuni esempi. Inoltre, l’AI sta diventando sempre più importante nella customer care real-time e per rendere il mondo della moda più sostenibile. Tutte queste innovazioni promettono di trasformare profondamente sia la moda che la comunicazione digitale.

  • L’uso crescente dell’AI solleva varie questioni etiche, specialmente riguardo alla privacy dei dati e all’autenticità dei contenuti. Quali sono le tue principali preoccupazioni etiche quando utilizzi questi strumenti? Come suggeriresti di affrontarle?

Le preoccupazioni etiche nell’uso dell’AI sono molteplici e riguardano la privacy, i contenuti fake, i bias, la perdita di posti di lavoro e gli algoritmi opachi. Per affrontare queste sfide, è fondamentale adottare un approccio di “ethics by design”, implementare regolamentazioni adeguate e, soprattutto, investire nella formazione. Solo attraverso una formazione continua e consapevole possiamo garantire un uso equo e responsabile dell’AI, mitigando i rischi associati e promuovendo un’adozione etica e sostenibile di queste tecnologie.

  • Per quei pochi che non ti conoscono puoi raccontarci brevemente di te.

Mi chiamo Gianluigi Bonanomi e sono un formatore nel campo della comunicazione digitale. Ho sempre avuto una passione per i libri e la divulgazione. Dopo la laurea, nel 2001, con una tesi sulle relazioni online, ho lavorato per oltre dieci anni nel settore dell’editoria informatica, principalmente come giornalista per Computer Idea. Durante quel periodo, ho scritto più di venti saggi e manuali sul digitale per editori come Mondadori, Hoepli, Franco Angeli e Editrice Bibliografica, e attualmente dirigo la collana “Fai da tech” di Ledizioni.

Oggi, mi occupo di formazione ed eventi sui temi del digitale e dell’intelligenza artificiale generativa. Ho collaborazioni con diverse istituzioni rinomate come la Business School del Sole24Ore, la Fastweb Digitale Academy, Edulia di Treccani e varie academy aziendali, tra cui Fineco ed Epson. Nel 2021 ho fondato Link&Lead, una startup innovativa che incentiva la comunicazione LinkedIn dei dipendenti aziendali tramite la gamification e l’AI. Poi, nel 2023, ho lanciato SEOJob Srl, una startup che ottimizza CV e profili LinkedIn con le giuste parole chiave grazie all’AI. Sono anche consigliere scientifico e consulente digitale per l’Istituto Affari Internazionali e titolare della cattedra di Net Marketing presso l’Accademia SantaGiulia di Brescia.

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Quello che stai per vedere è il mio primo video generato automaticamente, al 100%, grazie a diversi strumenti di intelligenza artificiale.
In particolare sono partito da una news letta nel blog di Google: “Gemini Notebook (ex NotebookLM) now lets you listen to a conversation about your sources”. In pratica crea un podcast partendo dai tuoi documenti.

Testato con un intero libro (“ChatGPT, come stai?”): funziona, anche se solo in inglese.
Quindi ho deciso di presentare questa nuova funzionalità, per la prima volta senza mettermi davanti alla videocamera. Volevo un video creato al 100% dell’AI!

Ho quindi clonato il mio volto e la mia voce, partendo da vecchi filmati, grazie a HeyGen, che mi ha creato anche lo script del video, il parlato. In quest’altro video spiegavo come fare:

Quindi ho usato HeyGen anche per localizzare in italiano il podcast a due voci creato da Gemini Notebook. Infine ho usato Flux1 per creare le immagini a corredo del video (e Canva per impaginarle):

Ecco il risultato:

PS: scrivimi nei commenti che cosa ne pensi. Al di là del troppo gesticolare del mio avatar.

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Con l’introduzione della versione 6, FlexClip conferma il suo impegno nel fornire strumenti sempre più evoluti e intuitivi per la creazione di contenuti video di qualità. Questo aggiornamento apporta funzionalità innovative che trasformano radicalmente il processo di editing, rendendolo accessibile sia ai professionisti che agli appassionati del settore.

La rimozione della voce

FlexClip 6.0 introduce la “Rimozione della Voce”, uno strumento essenziale per chi lavora con tracce audio. Che tu stia cercando di isolare gli strumentali per una base musicale o di pulire una colonna sonora per il tuo video, questa funzione ti permette di ottenere risultati professionali con estrema semplicità. Grazie all’uso di algoritmi di intelligenza artificiale, il processo di separazione delle frequenze vocali diventa immediato, permettendo agli utenti di concentrarsi sulla creatività anziché sulla tecnica.

Rimozione del rumore di fondo

Il nuovo strumento di “Rimozione del Rumore di Fondo per l’Audio” di FlexClip è la soluzione ideale per chi produce contenuti in ambienti non ottimali. Da ora, rumori di fondo indesiderati possono essere eliminati efficacemente, garantendo una qualità audio cristallina. Questo strumento è progettato per essere utilizzato facilmente da chiunque, garantendo risultati di alta qualità senza la necessità di competenze tecniche avanzate.

Audio impeccabile

Estendendo le sue capacità innovative, FlexClip 6.0 presenta anche la “Rimozione del Rumore di Fondo per i Video”. Questo strumento assicura che l’audio nei tuoi video sia all’altezza della qualità visiva, mantenendo un perfetto sincrono tra audio e immagine. Indispensabile per chi realizza contenuti professionali, questa funzione migliora significativamente l’esperienza visiva complessiva.

AI Image-to-Image

L’introduzione dello strumento “AI Image-to-Image” segna un ulteriore passo avanti nella creatività digitale. Utilizzando l’intelligenza artificiale, FlexClip permette di trasformare immagini esistenti in nuove creazioni visive, ampliando le possibilità creative degli utenti. Questo strumento si rivela uno straordinario alleato per chi desidera esplorare nuove frontiere nell’editing fotografico e video.

FlexClip 6.0 non si limita a essere un semplice aggiornamento; rappresenta una vera e propria rivoluzione nell’accessibilità e nella qualità della produzione video. Con queste nuove funzionalità, FlexClip si conferma come una soluzione indispensabile per chiunque desideri elevare i propri contenuti digitali, combinando potenza tecnologica e semplicità d’uso. Visita FlexClip per scoprire come questi strumenti possono trasformare il tuo modo di creare video e dare vita alle tue visioni creative.

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo del marketing, offrendo nuove opportunità per brainstorming, targetizzazione, campagne adv, personalizzazione dei messaggi per l’utente, reportistica e altro ancora. L’uso dell’AI nel marketing, in pratica, permette di analizzare grandi quantità di dati, automatizzare processi complessi e creare contenuti più coinvolgenti. Ma in concreto? Qui raccolgo cinque modi efficaci per utilizzare l’intelligenza artificiale nel marketing.

1. Analisi dei dati e segmentazione del pubblico

Gli strumenti di intelligenza artificiale possono raccogliere e analizzare grandi quantità di dati provenienti da diverse fonti, come siti web, social media e CRM. Questa capacità consente ai marketer di ottenere una comprensione approfondita del comportamento dei clienti e di segmentare il pubblico in modo più preciso.

Con l’AI, è possibile identificare gruppi di consumatori con interessi simili e creare profili dettagliati. Gli algoritmi di machine learning possono prevedere quale tipo di contenuto, prodotto o offerta sarà più efficace per ciascun segmento, migliorando significativamente il tasso di conversione.

Qui un esempio dell’uso di AItable:

2. Automazione delle campagne pubblicitarie

L’automazione delle campagne pubblicitarie è un altro modo efficace per utilizzare l’AI nel marketing. Strumenti di marketing basati sull’intelligenza artificiale, come Google Ads e Facebook Ads, utilizzano algoritmi di apprendimento automatico per ottimizzare gli annunci in tempo reale.

L’AI può gestire automaticamente il budget delle campagne, scegliere il momento migliore per pubblicare gli annunci e selezionare i canali più efficaci per raggiungere il pubblico. Questa ottimizzazione automatica consente di massimizzare il ritorno sull’investimento, anche detto ROI, e ridurre i costi pubblicitari, migliorando l’efficacia complessiva delle strategie di marketing.

Questo video spiega come utilizzare le nuove capacità di AI generativa di Google per migliorare le campagne di Google Ads, grazie a Performance Max:

3. Creazione di contenuti personalizzati

L’intelligenza artificiale può aiutare i marketer a creare contenuti personalizzati su larga scala. Utilizzando l’AI, è possibile analizzare il comportamento degli utenti e generare contenuti su misura per ciascun cliente. Questo aumenta l’engagement e la soddisfazione del cliente, migliorando l’efficacia delle campagne.

Ad esempio, strumenti come Persado e Phrasee utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale per creare testi persuasivi per email, landing page e annunci pubblicitari. Questi strumenti analizzano le reazioni dei clienti ai contenuti e ottimizzano continuamente il linguaggio e il tono per massimizzare l’impatto emotivo e le conversioni.

Ecco una presentazione di Phrasee:

4. Previsione dei trend di mercato

L’intelligenza artificiale è in grado di prevedere le tendenze di mercato analizzando grandi quantità di dati storici e attuali. Questo consente ai marketer di anticipare i cambiamenti del comportamento dei consumatori e di adattare le loro strategie di conseguenza.

Ad esempio, strumenti di previsione basati sull’AI come IBM Watson e Google Trends possono identificare pattern emergenti e prevedere quali prodotti o servizi saranno più richiesti in futuro.

Qui, per esempio, spiego come usare Exploding Topics per intercettare i trend (futuri):

5. Miglioramento del servizio clienti con chatbot

I chatbot basati sull’intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il modo in cui le aziende gestiscono il servizio clienti. Questi strumenti possono rispondere automaticamente alle domande frequenti, fornire supporto immediato e guidare i clienti attraverso il processo di acquisto.

Chatbot come Intercom, Drift e ManyChat utilizzano l’intelligenza artificiale per fornire un supporto clienti 24/7, migliorando l’esperienza del cliente e riducendo il carico di lavoro del team di assistenza. L’AI può anche analizzare le conversazioni dei chatbot per identificare problemi comuni e migliorare continuamente la qualità del servizio.

I chatbot basati sull’AI possono raccogliere dati preziosi sul comportamento dei clienti, che possono essere utilizzati per migliorare le strategie di marketing e aumentare la conversione. Offrire un supporto rapido e accurato con i chatbot migliora la soddisfazione del cliente e rafforza la fedeltà al brand.

Qui un video che spiega come funziona ManyChat per Instagram:

Come implementare l’intelligenza artificiale nel marketing

Per utilizzare efficacemente l’intelligenza artificiale nel marketing, è importante iniziare con una strategia chiara e definita. Identifica le aree del marketing che potrebbero trarre maggior beneficio dall’AI, come la segmentazione del pubblico, l’automazione delle campagne, la personalizzazione dei contenuti o il servizio clienti.

Investi in strumenti e piattaforme di AI che si adattano alle tue esigenze e obiettivi specifici. Alcuni strumenti sono progettati per automatizzare attività specifiche, mentre altri offrono una gamma più ampia di funzionalità. Assicurati di scegliere quelli più adatti alla tua strategia.

Infine, educa il tuo team sull’uso dell’AI. Fornisci formazione e risorse per aiutare i membri del tuo team a comprendere come utilizzare gli strumenti di AI e come interpretarli per prendere decisioni di marketing più informate.

L’intelligenza artificiale è destinata a svolgere un ruolo sempre più centrale nella nostra vita quotidiana e nell’evoluzione della società. Le applicazioni dell’IA sono in costante espansione, e nel futuro potresti trovarti anche tu a lavorare in questo campo.

Questi lavori possono essere svolti sia in qualità di lavoratori dipendenti, sia in Partita IVA. Nel secondo caso ti conviene rivolgerti ad un esperto, come il team di Fiscozen, per scoprire tutte le potenzialità della tua attività autonoma. Avrai un consulente fiscale dedicato che risponderà a tutti i tuoi dubbi, come quelli sul pagamento di tasse e contributi. La consulenza è gratis!

 

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L’AI, come racconto (da tecno-entusiasta) su questo sito, sta trasformato in modo significativo numerosi settori, dalla sanità alla finanza, passando per il marketing e l’istruzione. I compiti che possono essere agevolati, se non completamente automatizzati, sono molti: dall’analisi, sintesi e creazione di documenti alla composizione e risposta di email, dalla creazione di post sui social alla trascrizione automatica. Ma soprattutto un compito impegnativo: creare presentazioni multimediali.

Le “presentazioni AI” stanno rapidamente diventando uno strumento indispensabile per professionisti ed educatori.

Come creare le slide con l’AI

Creare una presentazione efficace richiede tempo, competenze e una buona dose di creatività. È qui che l’AI entra in gioco, fornendo strumenti che automatizzano molti aspetti della creazione delle presentazioni, dalla ideazione alla realizzazione delle slide.

Uno degli aspetti più rivoluzionari dell’intelligenza artificiale nelle presentazioni è la capacità di automatizzare l’intero processo. Tradizionalmente, la progettazione di una presentazione richiedeva una combinazione di competenze grafiche e di buon gusto estetico. Oggi, grazie all’AI, anche chi non ha competenze in design può creare presentazioni visivamente accattivanti. Strumenti come Canva, Beautiful.ai, e Visme utilizzano algoritmi AI per suggerire layout, combinazioni di colori, e stili di carattere, basati sul contenuto della presentazione. Il mio preferito? Certamente Gamma, al quale ho dedicato questo video:

Questi strumenti non solo semplificano il processo di creazione, ma assicurano anche che le presentazioni siano coerenti e professionali. L’AI può analizzare il testo inserito e suggerire immagini, icone e infografiche pertinenti, migliorando notevolmente l’impatto visivo della presentazione.

La parte testuale

La creazione di contenuti è un altro aspetto che l’AI sta rivoluzionando. Al di là di ChatGPT, strumenti come Jarvis (ora noto come Jasper), Writesonic e Copy.ai offrono funzionalità di scrittura assistita che possono generare testi per le presentazioni basati su input brevi. Questo è particolarmente utile per i professionisti che devono creare presentazioni su argomenti complessi o quando si ha poco tempo. L’AI è in grado di generare frasi e paragrafi coerenti e rilevanti, migliorando la qualità complessiva del contenuto. Inoltre, può anche offrire suggerimenti per migliorare la chiarezza e l’impatto del messaggio. Questo non solo velocizza il processo di creazione, ma garantisce anche che il contenuto sia ben strutturato e mirato al pubblico di riferimento.

Personalizzazione e targeting

Uno dei vantaggi più significativi delle presentazioni AI è la capacità di personalizzare il contenuto per diversi segmenti di pubblico (magari usando le buyer personas: vedi qui come costruirle con ChatGPT). L’AI può analizzare i dati del pubblico e suggerire modifiche alla presentazione per renderla più rilevante e coinvolgente. Ad esempio, se si sa che un particolare gruppo di persone è più interessato a determinati aspetti di un argomento, l’AI può suggerire di mettere in evidenza quei punti o di adattare il linguaggio utilizzato.

Questa personalizzazione non solo migliora l’esperienza del pubblico, ma aumenta anche l’efficacia della presentazione. Un contenuto personalizzato è più probabile che catturi l’attenzione del pubblico e porti a un maggiore coinvolgimento.

I vantaggi dell’uso dell’IA per le presentazioni

L’intelligenza artificiale non solo migliora la qualità delle presentazioni, ma aumenta anche l’efficienza nel crearle. I tradizionali processi di creazione possono richiedere giorni o addirittura settimane di lavoro. Con l’AI, questo tempo si riduce drasticamente.

  • Risparmio di tempo

Gli strumenti di presentazioni AI possono automatizzare molte delle attività che altrimenti richiederebbero tempo. Ad esempio, la selezione delle immagini, la formattazione del testo e la creazione di grafici possono essere fatti in pochi clic. Questo permette ai creatori di concentrarsi su altri aspetti del loro lavoro, come la strategia di presentazione o la preparazione del discorso.

Inoltre, con la capacità dell’AI di riutilizzare contenuti esistenti, i professionisti possono creare rapidamente versioni diverse di una stessa presentazione per differenti pubblici o occasioni, senza dover ricominciare da zero ogni volta.

  • Collaborazione

Molti strumenti AI per presentazioni supportano la collaborazione in tempo reale. Questo significa che team distribuiti in tutto il mondo possono lavorare insieme su una presentazione, apportando modifiche simultaneamente. L’AI può anche tenere traccia delle modifiche e suggerire miglioramenti basati sull’analisi collettiva del contenuto.

Questa funzionalità non solo migliora la collaborazione, ma assicura anche che la versione finale della presentazione sia il risultato di un processo ben integrato, con input e feedback da parte di tutti i membri del team.

  • Accessibilità e inclusività

Un altro aspetto cruciale delle presentazioni AI è l’aumento dell’accessibilità e dell’inclusività. L’AI può aiutare a creare presentazioni che siano più facilmente comprensibili da persone con disabilità o che parlano lingue diverse.

  • Traduzione automatica

Strumenti come Google Slides e Microsoft PowerPoint hanno integrato funzionalità di traduzione automatica basate su AI. Questo permette di creare presentazioni in una lingua e di tradurle istantaneamente in un’altra, garantendo che il messaggio raggiunga un pubblico più ampio. Questo è particolarmente utile per le aziende internazionali e per gli eventi multilingue. L’AI può generare automaticamente descrizioni per immagini e grafici, rendendo le presentazioni più accessibili per le persone con disabilità visive. Inoltre, strumenti come Otter.ai possono creare sottotitoli in tempo reale, migliorando l’accessibilità per le persone con problemi di udito.

Queste funzionalità non solo rendono le presentazioni più inclusive, ma dimostrano anche un impegno verso la diversità e l’accessibilità, valori sempre più importanti nel mondo moderno.

E per il futuro?

Il futuro delle presentazioni AI è pieno di promesse. Con lo sviluppo continuo dell’intelligenza artificiale, possiamo aspettarci che queste tecnologie diventino ancora più avanzate e integrate.

  • Interattività avanzata

Il futuro potrebbe vedere la diffusione di presentazioni altamente interattive, dove l’AI può adattare il contenuto in tempo reale in base alle reazioni del pubblico. Ad esempio, se l’AI rileva che il pubblico sta perdendo interesse, potrebbe modificare la sequenza delle slide o proporre contenuti più coinvolgenti.

  • Analisi predittiva

L’AI potrebbe anche essere utilizzata per fare previsioni su quali parti della presentazione avranno il maggiore impatto o dove potrebbe essere necessario apportare modifiche per migliorare l’efficacia. Questo tipo di analisi predittiva potrebbe rivoluzionare il modo in cui i professionisti preparano e presentano i loro contenuti.

  • Integrazione con la Realtà Aumentata e Virtuale

Infine, con l’integrazione della realtà aumentata (AR) e della realtà virtuale (VR), le presentazioni AI potrebbero diventare esperienze completamente immersive. I presentatori potrebbero utilizzare AR per sovrapporre informazioni e dati in tempo reale durante la loro presentazione, o VR per creare ambienti virtuali in cui il pubblico può esplorare i contenuti.

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Al termine di ogni corso sull’intelligenza artificiale generativa o dopo ogni evento sul tema, c’è sempre qualcuno che chiedere quali siano i libri migliori, più accessibili, indispensabili per prendere il mostro per le corna. In questi anni ho letto diversi testi molto validi, e ho deciso di selezionarne dieci tra i più riusciti. Ovviamente non vi troverai i miei! Partiamo.

1. Machina sapiens di Nello Cristianini

Copertina Machina sapiens

Editore: Il Mulino
Uno dei testi introduttivi più utili, a mio avviso. Il libro si pone una domanda cruciale: le macchine possono davvero pensare? (un interrogativo posto da Alan Turing nel 1950). Con un approccio che mixa scienza e narrazione (avvincente), Cristianini delinea un futuro in cui le macchine, addestrate semplicemente a prevedere parole mancanti nei testi, potrebbero superare le aspettative iniziali, acquisendo capacità di ragionamento e problem solving quasi impeccabili.

2. L’architetto e l’oracolo di Gino Roncaglia

Editore: Laterza
Roncaglia è da seguire, punto. A proposito recupera “La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro”. Quest’ultimo testo affronta la terza grande rivoluzione digitale, esaminando come l’intelligenza artificiale stia cambiando il nostro modo di vivere e conoscere. Partendo dai primordi fino ai fenomeni più recenti, Roncaglia discute le potenzialità e i limiti delle intelligenze artificiali generative, con uno sguardo particolare verso il campo editoriale e le prospettive future offerte dalla tecnologia.

3. L’autore artificiale di Simone Aliprandi

L'autore Artificiale - Aliprandi Simone | Libro Ledizioni 06/2023 - HOEPLI.it
Editore: Ledizioni

Nel libro, l’avvocato Simone Aliprandi (esperto di diritto del mondo editoriale e del Web in particolare) esplora il tema della proprietà intellettuale nell’era dell’intelligenza artificiale generativa, interrogandosi sulla concezione di autorialità e sul ruolo delle macchine nelle attività creative. Il testo offre una riflessione profonda sulle implicazioni legali e etiche dell’AI, arricchita da casi giurisprudenziali e una vasta analisi dei termini d’uso delle principali piattaforme tecnologiche. Va letto unitamente a “L’autore artificiale 2“, uscito sempre per Ledizioni nel maggio 2025.

4. Vita 3.0 di Max Tegmark

Vita 3.0
Editore: Raffello Cortina
Max Tegmark, in un’ottica darwiniana, esplora le profonde implicazioni dell’intelligenza artificiale sulla vita umana attraverso varie fasi evolutive: dalla vita biologica (Life 1.0) alla vita tecnologica (Life 3.0), in cui gli esseri umani potranno progettare sia il proprio hardware che software.

5. Etica dell’intelligenza artificiale di Luciano Floridi

Etica dell’intelligenza artificiale
Editore: Raffaello Cortina Editore
Luciano Floridi (si pronuncia Flòridi) esplora le sfide etiche dell’intelligenza artificiale in una prospettiva filosofica, affrontando i cambiamenti radicali che l’AI impone sulla società e sull’individuo.

6. L’economia di ChatGPT di Stefano da Empoli


Editore: EGEA
Un’ottima analisi delle implicazioni economiche di ChatGPT e altre tecnologie AI, con uno sguardo critico verso le opportunità e i rischi presenti e futuri. Il punto cruciale: “Se riteniamo l’intelligenza artificiale un sostituto dei lavoratori, rischiamo disoccupazione elevata o compressione dei salari. Se invece sapremo vederla come complemento in grado di migliorare le prestazioni lavorative, creeremo premesse per una transizione gestibile“.

7. Generative AI di Jerry Kaplan

generative AI
Kaplan discute l’impatto della generative AI, esaminando come macchine capaci di creare e pensare stiano trasformando vari settori.

8. L’onda che verrà di Mustafa Suleyman

Editore: Garzanti
Riflessione sulle tecnologie emergenti e il loro impatto su sicurezza globale e la governance, con un occhio ai benefici e ai rischi significativi.

9. Intelligenza artificiale di Stefano Quintarelli et al.


Editore: Bollati Boringhieri
Un’analisi collettiva che copre aspetti tecnici, etici e sociali dell’IA, esplorando come questa tecnologia stia già influenzando la nostra vita quotidiana (nonostante sia stato dato alle stampe prima di ChatGPT). Un’ottima introduzione.

10. Superintelligenza di Nick Bostrom

Editore: Bollati Boringhieri
Ho lasciato per ultimo il più citato e il più controverso. Bostrom valuta i rischi e le strategie per gestire entità AI superintelligenti, discutendo potenziali scenari futuri (inquietanti) e come prepararsi. Da leggere, se non altro per poter ribattere a chi parla a vanvera di singolarità (a proposito, sul tema è imperdibile “La singolarità è vicina” di Kurzweil).

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Workshop “Studiare con l’intelligenza artificiale”

Dalla fine del 2022 non si fa altro che parlare di ChatGPT: delle sue incredibili potenzialità, ma anche delle sue magagne. Tra le altre, le allucinazioni: il modello di linguaggio di OpenAI vede e scrive cose che non esistono. Nel mio ruolo di docente, ho fin da subito messo in chiaro le cose con i miei studenti: non si può pensare, nell’era dell’AI, di studiare senza usare questi strumenti ma, al tempo stesso, occorre essere molto attenti a quali strumenti si scelgono e come si usano. Per esempio, se si chiede alla versione a pagamento di Gemini (Gemini Advanced) di scrivere una bibliografia su un argomento, si rischia una situazione del genere:

Sono tutti titoli inventati!

Lo stesso può succedere con ChatGPT e, in alcuni casi, persino con Perplexity (che è un motore di ricerca!).

Per risolvere questo problema, Google ha deciso di sviluppare e far utilizzare gratis Gemini Notebook (ex NotebookLM) (prima noto come Project Tailwind): il tool integra l’intelligenza artificiale (Gemini) per parlare con i propri file (PDF, testi, link, ecc.), citando le fonti ed evitando di rispondere se non trova informazioni in esse. Per esempio, in questo caso ho caricato il mio libro sul prompt engineering e ho chiesto la ricetta della pizza con l’ananas (crimine contro l’umanità, tra parentesi):

Viceversa, se Gemini Notebook trova una risposta nella documentazione fornita, indica anche le fonti:

Il video di presentazione di Gemini Notebook

Il workshop sullo studio con l’AI

Il workshop, della durata di una giornata, ha le seguenti caratteristiche.

Obiettivi formativi

  • Comprendere il funzionamento di Gemini Notebook e i suoi vantaggi rispetto a LLM come ChatGPT
  • Esplorare le potenzialità di Gemini Notebook per lo studio
  • Saggiare usi pratici dello strumento

Scaletta

Il corso si articola in due moduli.

MODULO 1

  • Introduzione all’AI generativa
  • AI e studio
  • Panoramica degli strumenti disponibili
  • Introduzione a Gemini Notebook
  • Vantaggi di questo tool rispetto ai LLM come ChatGPT

MODULO 2

  • Accesso a NotebookLLM
  • Gemini Notebook e le fonti
  • NotebookLLM per lo studio: riassunti, domande e risposte, timeline, ecc.
  • Casi d’uso pratici di Gemini Notebook per lo studio
  • Q&A

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Qual è l’impatto dell’introduzione dell’intelligenza artificiale in azienda? Al di là dell’emotività, con reazioni (spesso isteriche) che va vanno dall’entusiasmo al terrore (passando per il senso di colpa), servono dati concreti per comprendere come l’AI stia cambiando (migliorando o peggiorando?) realmente il mondo del lavoro.

Il Work Trend Index del 2024

Il report annuale di Work Trend Index del 2024 (qui in PDF), realizzato da Microsoft e LinkedIn, esplora l’adozione e l’impatto dell’intelligenza artificiale (IA) nel contesto lavorativo, basandosi su dati raccolti da 31.000 lavoratori in 31 Paesi. Lo studio evidenzia l’uso crescente dell’IA, le percezioni dei dipendenti e dei leader aziendali, e le implicazioni per il futuro del lavoro.

La ricerca in sintesi

  • Il 75% dei knowledge worker utilizza l’IA generativa al lavoro, con un aumento significativo negli ultimi sei mesi.
  • Il 46% degli utenti ha iniziato a usare l’IA da meno di sei mesi.
  • Gli utenti affermano che l’IA li aiuta a risparmiare tempo (90%), concentrarsi su attività importanti (85%), essere più creativi (84%) e godersi di più il lavoro (83%).
  • Gli utenti di Copilot, il chatbot di Microsoft, leggono l’11% in meno di e-mail e dedicano il 4% in meno del tempo all’interazione con i messaggi.
  • Il 79% dei leader ritiene che la propria azienda debba adottare l’IA per rimanere competitiva, ma il 60% teme che la leadership non abbia un piano per implementarla.
  • La pressione per dimostrare un ROI immediato sta rallentando l’adozione strategica dell’IA.
  • Il 78% degli utenti di IA porta i propri strumenti di IA al lavoro (BYOAI: bring your own AI), una tendenza particolarmente diffusa tra le piccole e medie imprese (80%).
  • Il 66% dei leader non assumerebbe personale senza competenze in IA.
  • Il 71% preferirebbe assumere un candidato meno esperto con competenze in IA rispetto a un candidato più esperto senza tali competenze.
  • Gli utenti esperti di IA hanno il 40% di probabilità in più di chiedere ai colleghi quali prompt trovano più utili e il 68% di probabilità in più di sperimentare modi diversi di usare l’IA.
  • Gli utenti esperti di IA ricevono formazione continua, con un aumento del 37% di probabilità di partecipare a programmi di formazione virtuale specifici per la scrittura di prompt e l’uso dell’IA per ruoli specifici.
  • L’IA rende il carico di lavoro più gestibile, aumenta la creatività e la produttività, e migliora la motivazione e la soddisfazione lavorativa.
In pratica, il report evidenzia che l’introduzione e l’adozione dell’IA nelle aziende non è priva di sfide, ma i benefici in termini di produttività, creatività e soddisfazione dei dipendenti sono rilevanti. Per trarre vantaggio dall’IA, le aziende devono sviluppare strategie chiare, investire nella formazione continua dei dipendenti e promuovere una cultura aziendale aperta all’innovazione. Le aziende che riusciranno a integrare efficacemente l’IA nei loro processi operativi saranno meglio posizionate per competere e prosperare nel futuro del lavoro.

Lo studio “Generative AI at Work”

Qui, invece, prendo in considerazione lo studio “Generative AI at Work“, pubblicato nell’aprile del 2023 (data di revisione: novembre 2023) a cura di Erik Brynjolfsson, esperto in materia (professore allo Stanford Institute for Human-Centered AI (HAI) e direttore dello Stanford Digital Economy Lab). Secondo lo studio di Brynjolfsson, gli strumenti di intelligenza artificiale generativa hanno il potenziale di trasformare il modo in cui i lavoratori eseguono e apprendono le loro mansioni. Lo studio si concentra, in particolare, sull’introduzione scaglionata di un assistente conversazionale basato su AI, in pratica un chatbot, tra 5.179 addetti al supporto clienti, customer care. I risultati parlano chiaro. L’accesso allo strumento di AI ha aumentato la produttività, misurata in termini di problemi risolti per ora, del 14% in media. Miglioramento più sostanziale (+ 34%) per i lavoratori meno esperti e meno qualificati. Si è notato inoltre il fatto che l’AI contribuisce a valorizzare le best pratice dei lavoratori più abili e aiuta i nuovi lavoratori ad acquisire esperienza più rapidamente. Tutto questo ha un impatto, ovviamente, anche sulla soddisfazione dei clienti nonché sulla retention dei dipendenti. Vediamolo nel dettaglio.

L’assistenza dell’AI migliora il sentiment dei clienti

Dall’analisi dello studio emerge quanto segue.
  • L’adozione dell’AI genera un miglioramento significativo nel sentiment dei clienti, misurato attraverso l’analisi del testo delle conversazioni. Questo effetto è persistente e si manifesta immediatamente dopo l’introduzione dell’AI.
  • I clienti sono meno propensi a richiedere di parlare con un supervisore, il che indica una maggiore fiducia nelle capacità degli addetti al servizio clienti di risolvere i problemi. Questo riduce la frustrazione dei clienti e migliora la loro esperienza complessiva.
  • La presenza di suggerimenti AI migliora le interazioni con i clienti, portando a una diminuzione delle espressioni di frustrazione o rabbia nei messaggi dei clienti. I clienti mostrano un atteggiamento più positivo nei confronti degli agenti.

L’aumento della retention dei dipendenti

Anche lato dipendenti, i risultati sono interessanti.
  • L’assistenza dell’AI aiuta a migliorare le condizioni di lavoro degli agenti, riducendo lo stress associato alla gestione di conversazioni difficili con i clienti. Gli agenti sono in grado di risolvere i problemi più rapidamente e con maggiore efficacia, riducendo la pressione su di loro.
  • L’uso dell’AI porta a un aumento della soddisfazione lavorativa. Gli agenti apprezzano il supporto dell’AI che fornisce suggerimenti utili e riduce il carico di lavoro, permettendo loro di concentrarsi su compiti più complessi e gratificanti.
  • Il tasso di abbandono dei dipendenti diminuisce significativamente con l’introduzione dell’AI. Questo effetto è particolarmente pronunciato tra i nuovi dipendenti, che beneficiano maggiormente del supporto dell’AI durante la fase di apprendimento iniziale.
  • L’assistenza AI non solo aiuta a migliorare le prestazioni sul breve termine, ma contribuisce anche all’apprendimento continuo dei dipendenti. Gli agenti che seguono i suggerimenti dell’AI mostrano un miglioramento duraturo delle loro competenze, anche durante i periodi di inattività del sistema AI.
Questi punti evidenziano come l’adozione di strumenti AI non solo migliori l’efficienza operativa, ma crei anche un ambiente di lavoro più positivo e una migliore esperienza per i clienti.

 L’articolo “Bring your own AI”

Come darsi delle regole per i collaboratori che usano i loro chatbot sul luogo di lavoro?

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Quando si parla di intelligenza artificiale in azienda, Copilot per aziende e uno dei casi piu concreti per portare l AI nei flussi quotidiani di Microsoft 365.

Cyberbullismo, lo scenario: che cosa dicono i dati?

Quali sono le vittime tipiche del cyberbullismo? Sappiamo che il fenomeno coinvolge prevalentemente preadolescenti e adolescenti, per la precisione ragazze e ragazzi tra i 12 e i 15 anni di età. Uno studio ha rilevato che il 16,3% degli adolescenti di quella fascia ha confessato di essere stato vittima di cyberbullismo, con un ulteriore 40,6% che ha dichiarato di averlo sperimentato almeno una volta. Questi dati li ho presi dallo studio “Do Our Adolescents Know They Are Cyberbullying Victims?” Un altro studio ha evidenziato una prevalenza del 9,4% di vittime di cyberbullismo nella stessa fascia d’età, sottolineando quanto il fenomeno sia diffuso tra i più giovani (Bullying, Cyberbullying and the Overlap: What Does Age Have to Do with It?). Questi dati mettono in luce l’importanza di affrontare il problema del cyberbullismo tra gli adolescenti per prevenire effetti negativi significativi come ansia, depressione e pensieri suicidari (Suicidal Ideations and Behaviors in victims of cyberbullying).

L’idea di un nuovo progetto peer to peer con protagonisti i ragazzi

Con l’aumentare dell’uso di internet e dei social media in età sempre più precoce (The Use of Social Media in Children and Adolescents: Scoping Review on the Potential Risks), è fondamentale fornire ai ragazzi strumenti accessibili e familiari per affrontare questo problema. L’intelligenza artificiale e particolare i chatbot offrono un’opportunità unica per creare una risorsa interattiva e sempre disponibile per supportare i giovani nel riconoscere, prevenire e gestire situazioni di cyberbullismo. Si tratta di un progetto peer to peer (P2P) dove sono i ragazzi stessi a raccogliere il materiale per alimentare il chabot che sarà utilizzato dai loro pari per fare domande riguardo al cyberbullismo.

Gli obiettivi del progetto

  • Creare un chatbot basato su intelligenza artificiale specializzato sul tema del cyberbullismo.
  • Fornire informazioni accurate e aggiornate sul cyberbullismo a ragazzi tra i 10 e i 16 anni.
  • Offrire supporto immediato e consigli pratici per gestire situazioni di emergenza.
  • Promuovere la consapevolezza e la prevenzione del cyberbullismo tra i giovani.
  • Creare uno strumento facilmente accessibile e utilizzabile dai ragazzi.

Il laboratorio di creazione del dataset

Per garantire che il chatbot fornisca informazioni coerenti e affidabili, occorre creare un dataset basato su fonti autorevoli e istituzionali. Il laboratorio si articolerà nelle seguenti fasi:

Raccolta dati

Le informazioni sul fenomeno cyberbullismo e su come affrontarlo devono essere reperite da fonti autorevoli e verificate. Alcuni esempi:
– Ministero dell’Istruzione
– Polizia Postale
– Telefono Azzurro
– Generazioni Connesse
– Associazione Di.Te.

Selezione e organizzazione delle informazioni

Ecco alcuni esempi di tematiche e informazioni da inserire nel dataset:
– Definizione del cyberbullismo
– Forme di cyberbullismo
– Conseguenze legali e psicologiche
– Strategie di prevenzione
– Consigli per le vittime
– Risorse di supporto

Creazione di domande e risposte

Sviluppo di un set di domande frequenti (FAQ) e relative risposte basate sulle informazioni raccolte.

Revisione e validazione

Il dataset sarà revisionato da esperti del settore per garantire accuratezza e appropriatezza per il target di età.

Addestramento del chatbot

Ecco le operazioni necessarie per dare tutte le informazioni raccolte in pasto a un’intelligenza artificiale.

1. Scelta della piattaforma
Utilizzeremo una piattaforma di sviluppo di chatbot basata su machine learning, come Dialogflow o altre.

2. Implementazione del dataset
Inserimento del dataset creato nella piattaforma scelta.

3. Addestramento del modello
Utilizzo di tecniche di Natural Language Processing (NLP) per migliorare la comprensione e la generazione del linguaggio naturale.

4. Test e ottimizzazione
Fase di test approfondita con un gruppo di ragazzi della fascia d’età target per perfezionare le risposte e l’interazione del chatbot.

5. Implementazione di funzionalità di sicurezza
Introduzione di filtri per riconoscere situazioni di emergenza e fornire contatti immediati con adulti o servizi di supporto.

Diffusione tra i coetanei

1. Sviluppo di un’interfaccia user-friendly
Creazione di una versione Web del chatbot con un design accattivante e facile da usare per i ragazzi.

2. Campagna di sensibilizzazione nelle scuole
Organizzazione di workshop e presentazioni nelle scuole per introdurre il chatbot e il suo utilizzo.

3. Collaborazione con influencer e creator
Partnership con giovani influencer per promuovere il chatbot sui social media più popolari tra i ragazzi.

4. Gamification
Implementazione di elementi di gioco nell’interazione con il chatbot per aumentare il coinvolgimento.

5. Feedback e miglioramento continuo
Creazione di un sistema di feedback in-app per raccogliere suggerimenti dagli utenti e migliorare costantemente il chatbot.

Questo progetto mira a sfruttare il potenziale dell’intelligenza artificiale per creare uno strumento innovativo e efficace nella lotta contro il cyberbullismo, fornendo ai giovani un supporto accessibile, informativo e interattivo.

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Il 15 luglio 2024 sono stato invitato dalla Fondazione PensieroSolido a contribuire all’evento “Intelligenza artificiale e lavoro – Come cambia, come dobbiamo cambiare noi” (vedi news Ansa), in programma al Cefriel. Il mio intervento, della durata di 15 minuti, si è concentrato sul prompt engineering con il titolo “Tutti dobbiamo imparare a usare i prompt”.

La registrazione dell’evento

Sul canale YouTube dell’associazione PensieroSolido si trova la registrazione del mio speech:

Qui invece l’intera registrazione dell’evento.

La trascrizione del mio intervento

Vorrei fare una piccola digressione sulla mia presentazione raccontandovi un aneddoto. L’altro giorno ero in una classe, e a un certo punto uno studente dal fondo della classe mi dice: “Ma lei, alla fine, cosa fa?”. Io rispondo: “Mi occupo di divulgazione del digitale e, attualmente, di intelligenza artificiale”. Questo studente mi ferma e mi dice: “No, cosa fa di LAVORO?”. Spiegare questo mestiere non è facile, come non è stato facile intervenire dopo relatori di alto livello che hanno parlato di scenari internazionali ed etica.

Vorrei ora spiegare cos’è il prompt engineering. Partirei da una citazione di Milan Kundera: “La stupidità deriva dall’avere una risposta per ogni cosa; la saggezza dall’avere per ogni cosa una domanda”. La differenza nel prossimo futuro non sarà avere la conoscenza, perché le macchine studieranno sempre di più e avranno tutta la conoscenza umana e forse qualcosa in più. Quindi, non è necessario che siamo noi a dare le risposte; la differenza sarà fare le domande giuste.

Da quando si è diffuso ChatGPT, si dice che è un po’ “garbage in, garbage out”. In realtà, parliamo di una nuova competenza: il prompt engineering. Questa non è solo una competenza tecnica, ma anche comunicativa. Bisogna saper utilizzare lo strumento e saper comunicare con esso, convincerlo, correggerlo, motivarlo. Questo richiede parole giuste per ottenere l’obiettivo desiderato. Chi è favorito? Chi ha competenze comunicative e umanistiche. Negli Stati Uniti, nove aziende su dieci stanno cercando lavoratori con queste competenze.

La questione è che non stiamo parlando di un nuovo mestiere, ma di una nuova competenza che tutti devono avere. Non è possibile pensare che solo una persona si occupi di prompt engineering per tutti, come non sarebbe possibile non sapere usare Office oggi. Prima o poi, sarà ChatGPT a venire da noi, integrato negli strumenti come Office.

Adesso cerchiamo di capire che cos’è il prompt engineering. Il termine “prompt” viene dal latino e significa “pronto”. Si tratta di dare istruzioni precise per ottenere risultati desiderati. Se fai una brutta istruzione, otterrai pessimi risultati. Molte persone dicono che ChatGPT non funziona, ma è perché non gli fanno domande corrette. Ad esempio, un prompt come “Riscrivi in italiano come un articolo di giornale” non funzionerà mai.

Vi propongo il mio metodo per fare dei buoni prompt: metodo GOL, che sta per Guida, Obiettivo, Layout. Bisogna guidare la macchina, dettagliando ciò che vogliamo e specificando il formato del risultato. Ad esempio, potresti chiedere: “Agisci come un esperto di cinema d’autore e suggerisci cinque film da vedere per chi ha amato ‘Il settimo sigillo’ di Ingmar Bergman, ma senza includere altri film dello stesso regista, e crea una tabella con titolo, regista, motivo per vedere il film”.

Un altro esempio è chiedere a ChatGPT di agire come un esperto di web reputation nel settore alberghiero e analizzare le recensioni di un hotel, creando un elenco delle maggiori criticità riscontrate dagli utenti.

Vi invito a usare questo metodo in tre livelli: ruolo, obiettivo e output. I chatbot capiscono le emozioni e i prompt emotivi possono manipolare i meccanismi di probabilità del modello. Ad esempio, chiedendo un progetto importante per la tua carriera, puoi ottenere un risultato migliore. Ho anche sviluppato un altro framework, chiamato Socrate, che prevede che sia ChatGPT a fare le domande a noi, guidandoci nella costruzione del prompt ideale.

Un esempio potrebbe essere: “Devi aiutarmi a sostenere un colloquio di lavoro come social media manager. Trovi i dettagli dell’offerta a questo link. Fammi una domanda alla volta e aspetta la mia risposta prima di fare la prossima domanda”. Questo simula un colloquio di lavoro.

Un altro framework che ho inventato è SO.C.RA.T.E.

Concludo dicendo che non è l’intelligenza artificiale che ruberà il lavoro, ma chi sa usare l’intelligenza artificiale. Strumenti come Gemini Notebook (ex NotebookLM) di Google permettono di caricare i propri documenti, garantendo risposte basate sui propri dati, senza allucinazioni. Dobbiamo imparare a usare questi strumenti per essere più produttivi ed efficaci, liberando tempo per cose più importanti.

Grazie e buona intelligenza artificiale a tutti.

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