Durata
6 ore


Descrizione

Dopo il corso sull’introduzione all’AI e quello sul prompt engineering, il livello successivo è costituito da un corso avanzato, pratico, per imparare a progettare e sviluppare chatbot personalizzati. Durante le sei ore del workshop, vedremo come definire obiettivi, target e tone of voice, raccogliere e preparare i dati, configurare il bot e analizzare le sue performance.


Obiettivi

  • Acquisire le competenze fondamentali per la creazione di chatbot personalizzati.
  • Sviluppare una knowledge base efficace per rispondere alle esigenze degli utenti.
  • Configurare e testare il chatbot per massimizzare l’efficacia delle interazioni.
  • Pubblicare e ottimizzare il chatbot per utilizzi pubblici o privati.

Destinatari

Professionisti, imprenditori e consulenti che desiderano integrare chatbot personalizzati nella loro strategia di comunicazione o servizio clienti.


Struttura del Corso

  1. Introduzione alla creazione di chatbot (30 min)
    • Cosa sono i chatbot e come funzionano.
    • Panoramica sugli strumenti disponibili (Chatbase, You.com, Zapier).
  2. Definizione del progetto (30 min)
    • Definizione dell’obiettivo del chatbot.
    • Identificazione del target di riferimento.
    • Impostazione del tone of voice.
  3. Preparazione della Knowledge Base (2 ore)
    • Raccolta e standardizzazione dei documenti (es. FAQ, manuali, dati aziendali).
    • Anonimizzazione e organizzazione dei dati.
    • Creazione di domande trigger.
  4. Configurazione del Chatbot (1 ora)
    • Personalizzazione delle istruzioni e dell’aspetto del chatbot.
    • Caricamento della knowledge base.
    • Settaggio delle interazioni (es. caricamento documenti, navigazione).
  5. Testing e Ottimizzazione (1 ora)
    • Esecuzione di test interni.
    • Ottimizzazione del chatbot in base ai feedback.
  6. Pubblicazione e Analisi (1 ora)
    • Scelta del canale di pubblicazione (privato o pubblico).
    • Monitoraggio delle performance attraverso gli analytics.
    • Esportazione delle conversazioni per analisi successive.

Materiali Forniti

  • Slide del corso.

Il progetto chatbot all’istituto Badoni di Lecco

 

Tra il marzo e l’aprile del 2025 sono stato coinvolto dal Comune di Lecco e dall’Istituto Badoni per guidare i ragazzi della prima CIT nella realizzazione di un chatbot sull’uso consapevole della tecnologia. Dopo una sessione di formazione iniziale sui temi dell’uso consapevole di smartphone e Internet, i ragazzi si sono divisi in gruppi (social, cyberbullismo, gaming, fake news e genitoritilità) e hanno creato la knoledge base, cinque documenti con FAQ sui vari argomenti. Alla fine dei lavori, abbiamo montato un GPT che servisse di supporto ai ragazzi delle altre classi o delle altre scuole, secondarie di primo grado comprese. Il GPT, che si chiama CIT-GPT – Risposte sull’uso della tecnologia, è liberamente accessibile per chiunque abbia un account gratis di ChatGPT. Puoi accedervi anche facendo clic sull’immagine qui sotto:

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Il mio libro “ChatGPT, come stai?”, dedicato al prompt engineering, è diventato un chatbot e può aiutarti a scoprire come si costruiscono i prompt. Puoi interagire col nuovo chatbot direttamente, anche grazie a un abbonamento gratis di ChatGPT, qui:

Il chatbot vocale

Fai domande al chatbot addestrato sul libro:

PARLA CON IL BOT

Il video di presentazione del libro

Che cosa dice chi ha letto il libro

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Podcaster Italia è l’evento, tenuto l’11 ottobre 2024, rivolto ai podcaster per inaugurare una nuova era nel panorama del podcasting: un appuntamento di incontro e confronto per condividere idee e costruire insieme una community di podcaster. Sono intervenuto per parlare di intelligenza artificiale e podcast.

AI e podcasting

Dopo aver ribadito che l’AI sta entrando in tutti i settori professionali e che la nostra vita è già condizionata da machine learning e big data, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Qualche esempio? Cito Google Maps, Facebook, TikTok e Netflix come esempi di servizi che usano l’AI. Anche il mondo del podcasting, ovviamente, non è immune: ho citato il fatto che Google che ha introdotto in uno dei suoi strumenti la possibilità di creare automaticamente podcast da documenti. Questa notizia ha suscitato preoccupazione tra i podcaster, ma ho invitato a non farsi spaventare, sottolineando che l’AI non ci sostituirà.

Il punto chiave è che il podcaster rimane al centro del processo e l’AI può essere utilizzata per sgravarlo di alcuni lavori, come:

  • Brainstorming
  • Ricerca di contenuti
  • Stesura del testo
  • Editing
  • Promozione

Usi pratici dell’AI nel podcasting

Mi hanno chiesto di suggerire degli usi pratici dell’AI nel podcasting. Ho iniziando dicendo che una delle fasi più impegnative è quella dello studio che precede la registrazione. Ho suggerito di utilizzare Chat GPT Plus per creare un assistente virtuale personalizzato: questo può essere istruito con i documenti del podcaster, il suo profilo, il sito Web, il podcast e la linea editoriale. In questo modo, l’assistente può fornire idee più pertinenti e funzionali.

Oltre a Chat GPT Plus, consiglia altri strumenti per diversi scopi.

  • Ideazione di piani editoriali e contenuti: ChatGPT
  • Creazione di grafiche e immagini: Canva, Idiogram, Flux1.
  • Promozione: Chat GPT Plus con un GPTs dedicato alla comunicazione.
  • Analisi dei risultati: Spreaker + ChatGPT Plus.

Un consiglio per i podcaster

Mi hanno chiesto, infine, quale consiglio darei ai podcaster: non farsi spaventare dall’AI, non ruberà il lavoro ai podcaster. Ho suggerito di provare Gemini Notebook (ex NotebookLM), uno strumento gratuito di Google che permette di:

  • caricare documenti come fonti.
  • fare domande all’AI basate su quei documenti.
  • ottenere risposte con note che rimandano al paragrafo specifico del documento da cui l’informazione è stata estratta.

Notebook LM può essere utile per:

  • abbozzare uno script;
  • promuovere il podcast;
  • confrontare prodotti;
  • analizzare schede prodotto;
  • individuare clausole vessatorie nei contratti;
  • in generale, studiare.

A differenza di ChatGPT, Gemini Notebook non ha allucinazioni e cita sempre le fonti.

Per riascoltare l’intervista

Ho avuto il piacere di essere ospite di Ilario Gobbi, esperto SEO, sul suo canale YouTube. Abbiamo discusso di un tema cruciale: come l’intelligenza artificiale sta trasformando le aziende e il mondo del lavoro. Durante la chiacchierata , abbiamo elencato i benefici che l’IA può portare, non solo per l’efficienza aziendale, ma anche per i dipendenti, migliorando i processi e creando nuove opportunità di crescita.

Ecco i temi trattati:

  • Introduzione: Presentazione di Gianluigi Bonanomi, consulente e formatore specializzato in intelligenza artificiale generativa, e il suo percorso professionale.
  • Crisi dell’editoria tradizionale e rivoluzione digitale:
    • Impatti del digitale e dell’automazione sull’editoria.
    • Evoluzione della carriera di Gianluigi verso la formazione e la consulenza.
  • Impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro:
    • Come l’IA generativa sta influenzando settori professionali, inclusi amministratori di condominio.
    • Opportunità e sfide per professionisti in contesti tradizionali.
  • Diritti d’autore e IA:
    • Questioni legali riguardanti l’uso dell’IA nei media e nelle pubblicazioni.
    • Esempio dell’accordo tra GEDI e Google.
  • Strumenti IA per le aziende:
    • Trasformazione degli strumenti IA (Notebook LM, Perplexity, CoPilot).
    • Importanza dell’integrazione efficace degli strumenti IA nelle aziende.
  • Formazione e selezione degli strumenti giusti:
    • Formazione mirata e costante per dipendenti.
    • Scelta e personalizzazione degli strumenti IA.
  • Automazione del lavoro ripetitivo:
    • Automazione delle attività aziendali e risparmio di tempo.
    • Strumenti per l’ottimizzazione della produttività.
  • Integrazione nei processi aziendali:
    • Approccio graduale con progetti pilota.
    • Bilanciare tecnologia e competenze umane.
  • Reazioni all’introduzione dell’IA in azienda:
    • Entusiasmo, paura e senso di colpa tra i dipendenti.
    • Implicazioni sull’automazione e sulla gestione del tempo lavorativo.
  • Richieste delle aziende riguardo all’IA:
    • Conferenze informative, formazione specifica e consulenza per l’implementazione.
  • Conclusione:
    • Riflessione sulle implicazioni future dell’intelligenza artificiale e il suo potenziale per rivoluzionare il modo di consumare e distribuire informazioni.

Ecco la registrazione:

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Nel film “Face/Off – Due facce di un assassino” con Nicolas Cage e John Travolta, ci siamo goduti un’operazione fantascientifica: i protagonisti si scambiavano i volti per infiltrarsi e ingannare i rispettivi nemici. Ora, grazie a strumenti come il Face Swap AI di FlexClip, si può fare in pochi clic (quantomeno a livello di immagini e pixel…). In pratica è possibile sostituire i volti nelle tue immagini con quelli di altre persone, celebrità o persino personaggi di fantasia.

Questo servizio, disponibile su FlexClip, non solo cambia il volto, ma lo fa in modo realistico, mantenendo tonalità della pelle, angolazione e illuminazione, garantendo un’integrazione fluida. Il gioco è semplice: carichi un’immagine qualsiasi (ovviamente con un volto) e poi la tua, quindi non resta che premere il pulsante Generate. Ecco un paio di esempi, partiamo da Rambo:

Steve McCurry

 

Ho voluto mettere davvero in difficoltà il sistema (e il risultato è inquietante!):

Esistono molti servizi per fare face swap. Ecco per esempio lo strumento di Remarker (free per qualche test, grazie a un sistema a crediti) mi ha dato delle belle soddisfazioni:

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Durante la Milano Digital Week del 2024, SevenData ha organizzato la maratona Ibridalia (12 ore!): ero tra i 24 speaker, per parlare con Enrico Piacentini di intelligenza artificiale (lo scenario). Qui ho linkato direttamente il mio intervento da una ventina di minuti (abbondanti).

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Nell’ottobre 2024 è uscita su Silhouette Donna una mia intervista su iGenius, Modello Italia. Ecco l’articolo:

Qui la trascrizione dell’articolo.

E se l’intelligenza artificiale parlasse italiano? Se fosse di facile accesso ma soprattutto etica e responsabile? E se riuscisse anche a valorizzare il nostro immenso patrimonio culturale? Questo è il sogno da cui nasce il modello Italia, praticamente la risposta italiana ai colossi della intelligenza artificiale, un chatGPT tutto nostrano. Adesso il nostro primo LLM – ovvero Large Language Model, una tecnologia AI avanzata incentrata sulla comprensione e analisi del testo – è realtà.
Con un database che ha come riferimento principale la nostra lingua e cultura, si propone come alternativa etica e strumento capace di superare pregiudizi e storture di traduzione. Presentato da poco, 100% open source, è già disponibile per il download. La prima versione di Italia ha 9 miliardi di parametri, è stata addestrata da zero in italiano e sarà presto accessibile in una versione multi lingua.

Un mercato competitivo

Viene da chiedersi se davvero ci fosse bisogno di un chat bot italiano all’interno di un mercato che si sta moltiplicando nelle proposte e negli upgrade. «Stiamo vivendo una fase di sviluppo che non ha mai avuto pari in questo settore» sottolinea Gianluigi Bonanomi esperto di web, social media e AI, «dalla nascita di chatGPT alla fine del 2022 è stata un’accelerata tecnologica incredibile, gli annunci si susseguono a cadenza quasi quotidiana, lo stesso OpenAI ha annunciato una nuova versione potentissima e gratuita, chatGPT 4o, in grado non solo di comprendere istruzioni testuali, ma anche di caricare dei file e di interpretare le immagini. Già ci sono tantissimi strumenti e alternative allo stesso chatGPT, è un rimpallo continuo per cercare di essere un passo avanti rispetto ai competitor. Le due grandi parrocchie americane sono Microsoft e Google, con il primo che ha investito in chatGPT ma ha anche i suoi prodotti. Per esempio Copilot di Microsoft fa concorrenza a Gemini di Google e sono entrambi in costante miglioramento. Da segnalate anche l’outsider Anthropic con il suo Claude. E sembra che dalla Cina siano in arrivo prodotti rivoluzionari».

La prima legge sull’AI

La grande sfida quindi è tra americani e cinesi con il terzo incomodo rappresentato dagli arabi, grossi investitori in tecnologie. In questo contest, la nostra startup iGenius insieme a un consorzio di enti italiani ha sviluppato questo modello di linguaggio. «È un bel messaggio perché in questa sfida noi europei eravamo gli spettatori» evidenzia Bonanomi «eppure siamo i migliori a normare, non a caso abbiamo fatto l’AI Act, la prima legge sull’intelligenza artificiale, approvata dal Parlamento europeo il 13 marzo 2024 allo scopo di regolamentare gli usi ed evitare gli abusi. Uno dei fenomeni che si cerca di prevenire è il cosiddetto deep fake ovvero quei falsi contenuti in cui ci si appropria dell’immagine di qualsiasi persona per fargli fare o dire cose che non ha mai fatto o detto. Finché è Sinner che manda a quel paese il giudice di sedia è satira e non fa danni ma se è Zelenski che si arrende a Putin senza condizioni, quando non è vero e qualcuno ci crede, il discorso cambia».

Attenzione alla sicurezza e all’etica

Nel modello Italia ci sono dei filtri di sicurezza a garanzia dell’integrità e dell’eticità dei contenuti generati dal modello stesso, ottimizzati per la lingua italiana. Se cerchi di far dire a un politico qualcosa che non ha detto, il modello filtra questa cosa e la rimuove. Allo stesso modo rimuove anche contenuti sensibili ed espliciti, inadatti ai minori, ed è molto attento al rispetto del copyright. L’apprendimento del chatbot Italia è avvenuto su contenuti italiani. «Questo significa che per addestrare la nostra AI sono stati utilizzati soltanto documenti italiani, legittimamente, e non si è andati in rete a “trarre ispirazione” da giornali e libri più o meno famosi» spiega l’esperto, «cosa che è stata fatta in precendenza, come dimostrano le cause in corso fatte da John Grisham e dal New York Times contro OpenAI. Non a caso anche in Italia cominciano a vedersi sui giornali e in sovrimpressione sui programmi tv scritte del tipo “non autorizziamo l’utilizzo per formare e addestrare l’intelligenza artificiale».

Superare i pregiudizi

«Quando si istruisce un chatbot su una serie pressoché infinita di dati, questo prenderà per buoni tutta una serie di contenuti e di idee che sono stati generati dagli umani nel corso dei dei secoli, contenuti e idee purtroppo non esenti da distorsioni e pregiudizi» continua Bonanomi. «Per esempio all’inizio, quando chiedevi a ChatGPT “X sta stirando e lavando il pavimento, chi è X?”, ti rispondeva sempre che era donna, perché così era stato “istruito”. Chiedendo oggi la stessa cosa, ti dirà nel 50% dei casi che è donna e nel 50% dei casi che è uomo, perché è stato praticamente corretto il pregiudizio. Se un’intelligenza artificiale impara che in passato una certa categoria di persone era privilegiata rispetto a un’altra, si regolerà di conseguenza. Guardando le statistiche, le donne guadagnano a parità di livello il 15% meno degli uomini. A questo punto in una trattativa di assunzione un chatbot che deve proporre un contratto andrà in automatico a proporre il 15% in meno alle donne. Il modello Italia si è dotato degli strumenti per correggere sessismo e discriminazioni pur mantenendo una visione realistica dei fatti».

Una AI addestrata tutta in italiano

L’idea di avere quindi un’intelligenza artificiale più etica è sicuramente uno degli obiettivi del modello Italia ma non è l’unico, l’altro era quello di addestrarlo prevalentemente su fonti italiane. Una cosa nuova rispetto a chatGPT è riferito a testi in lingua inglese nella stragrande maggioranza dei casi. Per istruire il nostro sono state utilizzate diverese tipologie di contenuti dal web come per esempio wikipedia ma anche riviste, libri e documenti a libero accesso. Per farlo è stato utilizzato un super computer che si chiama Leonardo, che sostanzialmente è un progetto di un’università italiana, ed è stata attivata una proficua collaborazione con un editore nazionale per un archivio di articoli di stampa eticamente utilizzati.

Per un rinascimento digitale

Fare riferimento alle nostre opere tramite un modello con DNA umanistico italiano può essere un bel modo di valorizzare la cultura italiana promuovendo una sorta di rinascimento digitale. Un patrimonio immenso che merita di essere rinverdito, rinfrescato, potenziato e fatto conoscere al grosso pubblico e alle giovani generazioni che usano molto AI e tecnologie ma sono più avvezze allo smartphone e ai social media che alla Divina Commedia o ai Promessi Sposi. «Magari mentre impara dall’AI come prevalere all’interno di una contrattazione un utente potrebbe incontrare il principe di Machiavelli. Se poi dovesse aver bisogno di un aiuto per visitare Roma, un chatbot che conosce approfonditamente i testi archeologici e la nostra cultura di epoca romana sarà in grado di dire cose più interessanti rispetto a un modello americano, portato per sua formazione a stare sulle generali. Un bel progetto, quindi, la cui necessità è dimostrata dal fatto che in Europa non siamo nemmeno stati i primi. I francesi ci hanno preceduto con il loro Mistral, un ottimo
modello di AI addestrato sulla cultura d’oltralpe e apprezzato anche qui in Italia. Non chiedetegli, però, consigli su come migliorare il vostro bagno. Potreste trovarvi all’improvviso senza bidet» conclude sardonico Gianluigi Bonanomi.

ChatGPT, come stai?

Gli appassionati del “Fai da tech” troveranno interessante la lettura del nuovo libro di Gianluigi Bonanomi dal titolo “ChatGPT, come stai? Il prompt engineering come nuova skill ibrida”. Uno sguardo diverso su un mondo solo apparentemente freddo e prevedibile. Chi di noi non si è divertito a mettere in imbarazzo il chatbot con domande strane e chi non lo ha insultato in mille modi perché non capiva di cosa avevamo bisogno? Il rapporto con l’AI è complesso e stimolante. Questo libro è al tempo stesso una riflessione innovativa sul rapporto tra umani e intelligenze artificiali generative e un manuale pratico. Bonanomi guida il lettore in un viaggio attraverso le sfaccettature dell’AI, analizzando la capacità “emotiva” e di “comprensione” di ChatGPT e degli altri modelli di linguaggio. Il testo illustra, passo a passo, come interagire efficacemente con i chatbot grazie al prompt engineering, sfruttando trucchi, tecniche evolute e metodi esclusivi come G.O.L.D. e SO.C.RA.T.E.

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Come cambia il cyberbullismo ai tempi dell’intelligenza artificiale? Parto da una notizia letta qualche settimana fa: “Ad Almendralejo dieci ragazzi tra i 12 e i 14 anni sono sospettati di aver prodotto e diffuso immagini contraffatte di coetanee nude“. Questi giovani dell’Estremadura, senza il consenso delle vittime, hanno utilizzato foto per generare immagini nude, sfruttando una tecnologia avanzata.


Come hanno fatto? Come si creano i deepfake al fine di spogliare una persona, come gli occhialini dell’Intrepido a raggi X? Lo racconto in questo video, dove faccio cenno anche a come funzionano app simili, come Reface, che consente di sostituire i volti nelle immagini, creando situazioni potenzialmente imbarazzanti o dannose. Ho esaminato alcuni esempi celebri, come falsi nudi di personaggi pubblici, per illustrare quanto sia facile manipolare le immagini oggi. Queste applicazioni stanno proliferando e rappresentano una minaccia seria all’integrità personale, specialmente in un’era dove l’intelligenza artificiale fa anche meraviglie in campi positivi, come l’educazione. È fondamentale rimanere informati e vigili. Buona visione:

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Nel settembre 2024 sono stato intervistato da Askanews in merito al progetto del libro “L’intelligenza artificiale per gli amministratori di condominio”, realizzato con VeryFastPeople, società pionieristica nel campo della consulenza per amministratori di condominio.

L’intervista per Askanews
Skanews ha intervistato Francesco Paini, il CEO di VeryFastPeople, e me. Lui nell’intervista racconta come hanno introdotto strumenti innovativi che stanno cambiando il modo in cui gli amministratori lavorano, vedi CRM Copernico): una piattaforma cloud pensata per migliorare le interazioni tra gli amministratori, i fornitori e i condomini.

Io poi ho parlato di come è nata l’idea del libro. Mi sono reso conto che, nonostante l’AI abbia già un impatto tangibile in molti settori, solo pochi amministratori condominiali hanno iniziato a sperimentarne le potenzialità. La maggior parte si approccia con cautela, quasi in modo esplorativo, e ciò è comprensibile, dato il carattere particolare del loro ruolo. Qualcuno, va detto, ne ha addirittura timore.

Voglio soprattutto tranquillizzare questi ultimi. Nel testo mostro con esempi concreti come l’AI può aiutare a semplificare il lavoro degli amministratori, riducendo il carico burocratico e migliorando l’efficienza operativa.  L’AI non sostituirà il ruolo degli amministratori, ma li aiuterà a concentrarsi sulle attività di maggior valore, liberandoli dalle incombenze più noiose e ripetitive (verbali, preventivi, bilanci, contabilità, ecc.). E, soprattutto, permetterà loro di offrire un servizio più trasparente ed efficiente ai condomini: pensate come i condomini di origine straniera potrebbero apprezzare una convocazione o un bilancio tradotto nella loro lingua. Questo è solo l’inizio di una grande rivoluzione, e sono entusiasta di farne parte.

Il video di Askanews

Fai clic qui (o sull’immagine di anteprima) per vedere l’intervista a Francesco Paini e al sottoscritto:

Scrivimi per organizzare un evento su ChatGPT

Da anni tengo corsi aziendali e da tre anni sul tema dell’intelligenza artificiale generativa (sì, prima dell’esplosione di ChatGPT!). I corsi di scenario e i workshop sul prompt engineering e sull’uso di tool specifici per presentazioni, analisi documentali, sbobinature e altro riscuotono molto successo. Perché proporre qualcosa di diverso, quindi? Proprio per capitalizzare ulteriormente quell’entusiasmo, mettendo insieme formazione sull’AI generativa e team bulding, acquisizione di nuove competenze e condivisione, esercitazioni e piacere di lavorare insieme. Per questo – insieme a Cristina Gambalonga,  pedagogista con ampia esperienza (soprattutto nel mondo aziendale e nell’università), language coach e formatrice – ho ideato un nuovo corso che punta soprattutto sul linguaggio.

La nuova skill ibrida e l’importanza del linguaggio

Per me il prompt engineering è una nuova skill ibrida: sia hard che soft. Da una parte occorre imparare a usare uno strumento, come un tempo erano Office o un gestionale; d’altra parte invece occorre interfacciarsi con i vari chatbot con buone capacità comunicative, un tempo utili per comunicare (solo) con gli umani.

I modelli di intelligenza artificiale si fondano su avanzati modelli linguistici (si parla infatti di LLM = modelli di linguaggio di grandi dimensioni): la padronanza di questi strumenti non comporta solo una competenza tecnica, ma implica anche un’evoluzione delle nostre capacità comunicative, simile a quella necessaria per un’efficace interazione tra colleghi e team.

Il nostro progetto di team building offre l’opportunità di riflettere su questa doppia necessità, creando un ambiente formativo dove l’uso strategico dell’intelligenza artificiale procede di pari passo con il rafforzamento delle dinamiche comunicative interne. Il nostro obiettivo principale è quindi migliorare le competenze comunicative dei partecipanti, rendendo ogni interazione più efficace, sia tra “umani”, sia con gli strumenti AI che utilizziamo. Attraverso attività personalizzate, miriamo anche a trasformare i partecipanti da semplici utenti a protagonisti attivi nello sviluppo e nell’applicazione pratica di queste tecnologie, stimolando la creatività e l’attitudine a una continua innovazione.

 Obiettivi generali

  1. Introdurre l’utilizzo pratico degli strumenti di AI per risolvere problemi aziendali concreti.
  2. Conoscere e perfezionale la tecnica del Prompt Engineering per interagire in maniera ottimale con gli strumenti di AI.
  3. Migliorare la comunicazione e la collaborazione all’interno di team e/o interdipartimentale.
  4. Stimolare una creatività finalizzata – e in collaborazione con l’AI -, ad esempio allo sviluppo di nuove strategie di marketing, il miglioramento dei processi comunicativi e organizzativi interni, l’ottimizzazione dell’interazione con i clienti, ecc.

Obiettivo specifico

Promuovere la creatività e la collaborazione tra i membri del team attraverso un contest di prompt engineering. I partecipanti svilupperanno e testeranno prompt per applicazioni di intelligenza artificiale per migliorare processi aziendali.

 Need Analysis

Per garantire il successo del team building, è essenziale comprendere esattamente chi parteciperà, quali sono gli obiettivi specifici dell’azienda e su quali temi/problemi aziendali focalizzare l’attività. La need analysis servirà per:

  • indentificare i partecipanti e il contesto: aiuterà a definire se l’attività coinvolgerà specifici team, dipartimenti interi o diverse divisioni aziendali; permetterà di conoscere i ruoli dei partecipanti, al fine di personalizzare le sessioni in modo efficace.
  • definire gli obiettivi aziendali: servirà a concordare con l’azienda gli obiettivi principali del team building.
  • selezionare l’attività strategica: permetterà di scegliere un focus per il team building (ad esempio lo sviluppo di una campagna di marketing innovativa o la creazione di soluzioni per migliorare la comunicazione interna, ecc.).

Metodologia della Need Analysis: Per raccogliere queste informazioni in modo efficace, proponiamo di implementare un questionario online pre-evento. Questo strumento permetterà di:

  • valutare il livello di conoscenza dell’AI e a determinare il livello attuale di familiarità con gli strumenti di AI tra i partecipanti.
  • identificare aspettative e obiettivi specifici, raccogliendo feedback diretti sui bisogni e le aspettative dei partecipanti riguardo al team building.
  • utilizzare i dati raccolti per personalizzare il contenuto del workshop, assicurando che sia rilevante e ingaggiante per tutti i partecipanti.

Durata

Una giornata e mezza

Benefici Attesi

  • A breve termine
  1. Sviluppare competenze analitiche, di problem solving e creatività.
  2. Migliorare la comunicazione interna e collaborazione tra i team e la flessibilità di ruolo.
  1. Familiarizzazione con l’uso pratico delle tecnologie AI ai fini di implementare soluzioni basate sull’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale nella comunicazione interna, nel marketing, nell’amministrazione, ecc.
  • A Lungo Termine
  1. Stabilire una cultura aziendale più innovativa e orientata alla tecnologia
  2. Migliorare i canali di comunicazione aziendale e aumentare l’efficienza operativa, con l’ausilio dell’AI.
  3. Ridurre significativamente i tempi dedicati a task ruotinari e ripetitivi.

Parametri per misurare l’efficacia dell’iniziativa

  1. Miglioramento della comunicazione fra colleghi e nei team di lavoro
  2. Livelli più alti di collaborazione tra i team e i dipartimenti
  3. Maggiore adozione di strumenti di intelligenza artificiale e più facilità di utilizzo degli stessi.
  4. Quantità di tempo risparmiata per svolgere mansioni e compiti ruotinari e ripetitivi.

Struttura dell’Evento

Giorno 1

  • Mattino
  • 8:30 – 9:00 | Registrazione e Accoglienza
    • Benvenuto con caffè e distribuzione di materiali informativi e formativi.
  • 9:00 – 9.30 | Introduzione all’AI e al Prompt Engineering
    • Alcune importanti coordinate di riferimento
  • 30.12.15 | Workshop sul Prompt Engineering
    • I fondamenti del prompt engineering, con analisi di esempi pratici e casi d’uso.
    • Comprende una pausa caffè
  • 15 – 13.00 | Formazione dei Team
    • Formazione delle squadre con un’attenzione particolare ai ruoli e le appartenenze (di dipartimento) dei membri che li compongono

13:00 – 14:00 | Pranzo e Networking

  • Pomeriggio

    • 14:00 – 15:00 | Brainstorming
  • Individuazione di problemi, situazioni complesse e scenari nella realtà lavorativa dei partecipanti che possono necessitare o beneficiare dell’uso di strumenti di AI e, quindi, dello sviluppo di prompt. Selezione dell’obiettivo/degli obiettivi da raggiungere attraverso l’utilizzo dell’AI.
    • 15:00 – 16:00 | Individuazione degli Strumenti di AI e Sviluppo dei Prompts
  • In team, selezione degli strumenti di AI da utilizzare in relazione all’obiettivo/agli obiettivi individuati da ciascuna squadra; ideazione e scrittura di prompt, con riflessione sui criteri utilizzati
    • 16:00 – 16:15 | Pausa caffè
    • 16:15 – 17:30 | Test e Ottimizzazione dei Prompt
      • Test dei prompt con strumenti AI e sessione di ottimizzazione.
    • 17:30 – 18:00 | Chiusura della prima giornata

Giorno 2

    • 8:30 – 9:30 | Ripresa del lavoro in team
      • Ripresa del lavoro delle squadre con la selezione dei prompts da presentare in gara, anche con l’utilizzo del role playing.
    • 9:30 – 10:00 | Sessione di Q & A al termine dei lavori di gruppo
      • Condivisione in plenaria di dubbi e domande emersi durante i lavori in team
    • 10:00 – 10:15 | pausa caffè
    • 10:15 – 11:45 | Presentazione Finale e Votazione
      • Presentazione dei prompt ottimizzati e votazione (voto dei giudici/formatori e voto fra squadre) del prompt più efficace e innovativo.
    • 11:45 – 12:00 | Chiusura e Premiazione
      • Annuncio del team vincitore e premiazione (con bottiglia di vino, cena stellata, ecc.)
      • Attestato di “Prompt Engineer” per tutti i partecipanti
    • 12.00 – 12:30 | Approfondimento e Sessione di Feedback
      • Riflessioni finali.
      • Sessione di feedback collettivo con discussione su come implementare le idee migliori.
    • 12:30 – 13:00 | Conclusione
      • Ringraziamenti finali e chiusura del workshop.

A conclusione del Team Building

Dopo il termine dei lavori, ci impegneremo a fornire un report dettagliato delle attività, delle idee generate e delle strategie di implementazione consigliate durante l’evento.

Follow-up (opzionale)

A distanza di un mese dalla conclusione del TB, offriamo ad ogni team coinvolto la possibilità di fare un workshop di 3 ore per verificare e valutare:

  1. l’impatto in ambito lavorativo dell’utilizzo degli strumenti di AI e delle tecniche di prompt engineering acquisite durante la formazione;
  2. lo stato di implementazione delle idee sviluppate durante il TB – e con quali esiti -.

Materiali a supporto

  • ChatGPT, come stai? Il prompt engineering come nuova skill ibrida. Gianluigi Bonanomi,  Ledizioni, 2024
  • Dispense

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