Nel novembre 2023 è uscito per Ledizioni il libro intitolato “Uomini che amano i chatbot” (sottotitolo: questo libro non l’ha scritto ChatGPT), scritto a quattro mani con Canzio Dusi. Qui spiego la genesi del titolo:

Il contenuto del libro

Il libro “Uomini che amano i chatbot”, come dice il professor Markus Krienke, non è un’opera pessimista bensì una riflessione approfondita sull’impatto delle nuove tecnologie (come l’intelligenza artificiale, il metaverso e GPT) sul nostro mondo, sulle nostre vite. Gli autori esaminano come queste tecnologie sollevino questioni non nuove – ma rilevanti – come coscienza, libertà, creatività e immortalità, mettendo in luce l’importanza di una corretta regolamentazione per evitare abusi e garantire che il progresso tecnologico sia guidato da obiettivi positivi​​.

Il libro mette in evidenza il ruolo della creatività e della fantasia umane nel plasmare il futuro e gestire le conseguenze sociali delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale, con l’obiettivo di promuovere un’evoluzione inclusiva piuttosto che una rivoluzione sociale di alto impatto​. Attraverso l’esplorazione di circa cento opere di ingegno umano, il libro dimostra come i concetti di base delle nuove tecnologie siano radicati nella creatività e nella storia umana​.

Nel libro discutiamo di come l’intelligenza artificiale stia trasformando radicalmente il nostro sistema culturale e intellettuale, superando le paure tradizionali di danno fisico o sostituzione umana e diventando una potenziale minaccia intellettuale e culturale se non gestita adeguatamente​. Il libro mette in luce anche come la potenza dei calcolatori moderni stia permettendo di superare le barriere delle specializzazioni eccessive, favorendo un nuovo Rinascimento in cui la società, la cultura e il sistema scolastico devono adeguarsi rapidamente​​.

Attraverso il riferimento a opere letterarie e artistiche come “Il Mondo Nuovo” di Aldous Huxley, “2001: Odissea nello Spazio” di Kubrick e la pittura di Lucio Fontana, il libro esplora come la tecnologia stia cambiando la nostra percezione della realtà e la necessità di un adattamento consapevole e critico da parte dell’umanità​​.

Infine, viene affrontata la questione dell’autocoscienza nelle intelligenze artificiali e nei suoi risvolti etici, filosofici e pratici, includendo riferimenti a Darwin, la teoria dell’evoluzione, e il concetto di singolarità tecnologica, suggerendo una riflessione approfondita sul futuro dell’intelligenza artificiale e il suo impatto sulla società e l’umanità nel suo insieme​​.

Il sommario

PREFAZIONE – Non è un libro pessimista 1

PREMESSA – Note degli autori 3

INTRODUZIONE (DOVEROSA) – All’intelligenza artificiale generativa 5

PARTE 1 – È una rivoluzione o un’evoluzione? 11

PARTE 2 – Intelligenza artificiale, definizioni 23

PARTE 3 – Intelligenza artificiale ed Etica 33

PARTE 4 – Intelligenza artificiale e immortalità 55

PARTE 5 – Intelligenza artificiale nell’arte 63

PARTE 6 – I potenziali impatti sociali,
politici e ambientali dell’Intelligenza artificiale 79

PARTE 7 – Approfondimento su realtà virtuale e metaverso 95

PARTE 8 – Come il mondo sta reagendo all’evoluzione digitale 111

PARTE 9 – Applicazioni nel mondo del lavoro 119

CONCLUSIONI – Previsioni per il futuro 141

Nota Finale 143

Glossario 145

Biografie degli autori 151

L’elenco delle opere citate

titolo autore cos’è
Discorso sul metodo Cartesio libro
The Office AA.VV. Serie TV
Black Mirror C. Brooker Serie TV
Sensate esperienze e certe dimostrazioni G. Galilei libro
Salvator Mundi L. Da Vinci Arte Visiva
Il nuovo mondo A. Huxley libro
2001 Odissea nello Spazio S. Kubrik film
Tagli L. Fontana Arte Visiva
L’origine delle specie C. Darwin libro
Libro della Genesi AA. VV. libro
La Gioconda A: Ponchielli Opera Musicale
Frankenstein M. Shelley libro
La Metamorfosi F. Kafka libro
Le Avventure di Pinocchio C. Collodi libro
Transcendence Wally Pfister film
La Singolarità R. Kurzweil libro
Lei Spike Jonze film
Origin D. Brown libro
Racconti del terrore E.A. Poe libro
Goedel, Escher e Bach: un’eterna ghirlanda brillante D. Hofstadter libro
Quarto Potere O. Welles film
Blade Runner R. Scott film
Il cacciatore di androidi P. Dick libro
The Circle D. Eggers libro
De progressione dyadica G. Leibniz libro
Interstellar C. Nolan film
Atto di Forza L. Wiseman film
Rashomon A. Kurosawa film
Frammenti del Passato – Reminescence L. Joy film
Strange Days K. Bigelow film
Christiane F., noi, i ragazzi dello zoo di Berlino  K. Hermann e H. Rieck libro
Le tre stimmate di Palmer Eldritch P. Dick libro
The social network D. Fincher film
Miliardari per caso – L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento B. Mezrich libro
Pensieri M. Aurelio libro
Hooked N. Eyal libro
Ex_Machina A. Garland film
Brazil T. Gilliam film
Brexit: the uncivil war AA. VV. film
Ciclo di Affreschi in Cappella Scrovegni Giotto di Bondone Arte Visiva
Gli strumenti delle tenebre A. Burgess libro
Vedi alla voce: amore D. Grossman libro
Lo strano caso del Dott. Jekyll e Mr. Hyde R. L. Stevenson libro
Il male oscuro G. Berto libro
Il ritratto di Dorian Gray O. Wilde libro
Il segno dei quattro A. Conan Doyle libro
L’anima e il suo destino V. Mancuso libro
La colonna e il fondamento della verità P. A. Florenskij libro
Per chi suona la campana E. Hemingway libro
Antologia di Spoon River E. L. Masters libro
Il mondo dato C. Accoto libro
La vocazione di San Matteo M. Merisi detto Caravaggio Arte Visiva
La persistenza della memoria S. Dalì Arte Visiva
La passione secondo S.Matteo J. S. Bach Opera Musicale
Variazioni Goldberg J. S. Bach Opera Musicale
L’ala del turbine intelligente G. Gould libro
Cyrano de Bergerac E. Rostand libro
Who the $&% Is Jackson Pollock? AA. VV. film
Il codice da un miliardo di dollari AA. VV. Serie TV
La guerra privata di Samuele e altre storie di Vigàta A. Camilleri libro
Iliade Omero libro
Odissea Omero libro
La Divina Commedia D. Alighieri libro
1984 G. Orwell libro
Snowden O. Stone film
Le vite degli altri F. H. von Donnersmarck film
Sorvegliare e punire M. Foucalt libro
Il capitalismo della sorveglianza S. Zuboff libro
Il signore delle mosche W. Goldwing libro
life 3.0 M. Tegmark libro
Le otto montagne P. Cognetti libro
Storia di Neve M. Corona libro
I Malavoglia G. Verga libro
I Miserabili V. Hugo libro
Cent’anni di solitudine G.G. Marquez libro
Furore J. Steinbeck libro
Exodus S. Salgado Arte Visiva
Habeas Corpus S. Motta libro
Tutti i Moralia Plutarco libro
Le avventure di Alice nel paese dell meraviglie L. Carroll libro
Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò L. Carroll libro
Il Saggiatore G. Galilei libro
Matrix L.e L. Wachowski film
Essi vivono J. Carpenter film
Il mito della Caverna – Settimo libro de La Repubblica Platone libro
Minority Report P. Dick libro
Finzioni J.L. Borges libro
Inception C. Nolan film
Snow Crash N. Stephenson libro
Ready Player One E. Cline libro
Ready Player One S. Spielberg film
Questa è l’acqua D.F. Wallace libro
Pensare l’infosfera L. Floridi libro
A dieta di media M. Giu libro
San Junipero – episodio di Black Mirror C. Brooker Serie TV
UpLoad AA. VV. Serie TV
Storia della Colonna infame A. Manzoni libro
Fantozzi P. Villaggio libro
Idiocracy M. Judge film
Il sorpasso D. Risi film
Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta S. Spielberg film
Il Giocatore J. Dahl film
Il tamburo di latta G. Grass libro
Io, robot I. Aasimov libro
Il mondo dei robot M. Crichton film
Chi ha spostato il mio formaggio S. Johnson libro
Sette Piani D. Buzzati libro
Lost in Translation S. Coppola film
Guida galattica per gli autostoppisti D. Adams libro
Io sono Dio G. Faletti libro
Variazioni per Orchestra A. Schönberg Opera Musicale
Seven Nation Army White Stripes Opera Musicale
Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, WAB 105 A. Bruckner Opera Musicale
Uomini che odiano le donne S. Larsson libro
Il Socio J. Grisham libro
Moneyball B. Miller film
Guernica P. Picasso Arte Visiva
Wargames – Giochi di Guerra J. Badham film

La prefazione “Non è un libro pessimista” di Markus Krienke

Questo libro smentisce chi, con le nuove tecnologie dell’IA tra metaverso e GPT, considera i monumenti culturali della nostra tradizione in un passato lontano e irrilevanti per il futuro che sarà sempre “umano, troppo umano”. Anzi, Gianluigi Bonanomi e Canzio Dusi dimostrano che non c’è una domanda nuova che le tecnologie digitali sollevano: spaziate nel libro e le troverete tutte, dalla coscienza e la libertà fino alla creatività e l’immortalità, passando per democrazia, mondo del lavoro ecc. Pur concentrandosi sulla cultura letteraria, cinematografica e anche musicale dell’ultimo secolo e mezzo – con qualche riferimento anche a secoli molto lontani –, questo libro è la prova che disponiamo senz’altro degli strumenti giusti per affrontare tale sfida e trasformarla in un «nuovo Rinascimento», come a un certo punto i due autori affermano. Allo stesso momento, essi non sottovalutano affatto l’impatto delle nuove tecnologie sulla nostra realtà sociale e quindi sulla tenuta della nostra società di fronte a questa innovazione tecnologica che come tutte quelle precedenti «non è mai neutrale».

Chatta con il libro!

Grazie a ChatGPT ho realizzato un chatbot che ha studiato il testo e risponde a tutte le domande sul libro. Lo trovi a questo indirizzo.

La presentazione a Book City Milano

Il 19 novembre 2023, sono stato invitato dalla casa editrice del libro, Ledizioni, a una tavola rotonda dal titolo “Tra Uomo e Macchina: IA, CHATGPT nella società, nel lavoro, nella creatività“, insieme ad altri autori: Simone Aliprandi, Massimo De Santo, Michele di Maio, Rossella Dolce, Fiorenzo Pilla, Giulio Cupini e Canzio Dusi. Questa la registrazione del mio intervento:

Questo l’intervento di Canzio durante l’evento:

Il servizio di TicinoNews

Il 14 febbraio 2024 si è tenuto a Lugano, nella facoltà di teologia, l’evento “AI: evoluzione o rivoluzione?”, dove Canzio Dusi e io, invitati da Markus Krienke, abbiamo presentato il libro “Uomini che amano i chatbot” (Ledizioni). Questo il servizio andato in onda su TicinoNews.

La presentazione a HeyDjRadio

Il 5 dicembre 2023, Canzio ed io siamo stati invitati nella trasmissione “Tutti insufficienti” su HeyDjRadio per presentare il libro. Ecco la registrazione della doppia intervista:

L’intervista a Yugen Podcast

Nel dicembre 2023 Canzioo e io siamo siamo stati intervistati da Claudio Garioni nel suo Yugen Podcast:

L’intervista a MerateOnline

In occasione della presentazione del libro a Osnago, Canzio ed io siamo stati intervistati dal portale MerateOnline. Qui un passaggio dell’intervista:

Gianluigi Bonanomi è nato a Merate, ha vissuto a Cernusco Lombardone, a Verderio e ora vive a Sulbiate. Classe 1975, è consulente e formatore sulla comunicazione digitale, di cui si è occupato pure scrivendo libri e articoli per riviste specializzate. “La paura verso qualcuno o qualcosa che ci possa superare in intelligenza e produttività è atavica, ancestrale e irrazionale. Già dal titolo, abbiamo voluto restituire un messaggio positivo” spiega Bonanomi.

“C’è tanta negatività attorno al tema dell’intelligenza artificiale – aggiunge Bonanomi – Noi abbiamo cercato di svelare il trucco, portando molti esempi, per dire che il Re è nudo”. Abbiamo chiesto all’esperto se il livello di responsabilità etica dell’Uomo sia all’altezza della sfida. “Non diciamo che non ci siano dei rischi, ma non è l’intelligenza artificiale a generare dei problemi etici. È indubbio che se l’etica dei singoli fosse maggiore si percepirebbero meno rischi. Il punto è che serve innanzitutto consapevolezza del fenomeno, che va acquisita, e capire come funziona da un punto di vista tecnico”.

Il mondo dell’impresa si sta dimostrando ricettivo? “Sono stato chiamato dalle realtà più disparate – commenta il consulente – Ho parlato con i Comuni, con i produttori brianzoli e con le multinazionali. Ho avuto un incontro con uno studio notarile. Ho spiegato che l’intelligenza artificiale generativa può scrivere in automatico un testamento adattandosi allo stile richiesto e alla normativa aggiornata che si trova in rete. I dipendenti dello studio potrebbero dedicare le proprie energie ad altro”.

Un discorso condiviso anche dall’osnaghese Canzio Dusi, manager di un’azienda che si occupa di innovazione tecnologica, con una passione per l’arte e la letteratura, che l’ha spinto a scrivere quattro libri, di cui due di carattere storico. “Con l’intelligenza artificiale – precisa Dusi – si può raggiungere una maggiore efficienza. Non sostituirà i lavoratori, quelli che sapranno utilizzare l’AI potranno anzi crescere professionalmente”. Del resto, per scrivere Uomini che amano i chatbot, che ha come sottotitolo “Questo libro non l’ha scritto ChatGPT”, gli autori si sono avvalsi dell’intelligenza artificiale nella fase di brainstorming, di ricerca e della produzione di testo grezzo, poi elaborato compiutamente dagli scrittori.

“Si possono fare cose belle con la tecnologia. Non per questo non ci possano essere dei problemi” dice Canzio Dusi. “È oggetto di discussione la questione relativa al diritto d’autore, è causa di scioperi nell’industria cinematografica l’uso dei dati biometrici per duplicare o ricreare delle immagini. Ma con l’intelligenza artificiale si possono finanche generare attori che non esistono o che sono morti”.

Secondo un report di Microsoft, uno dei principali investitori di OpenAI, ChatGPT-4 ha mostrato “scintille di intelligenza artificiale generale”. Si è umanizzata a tal punto da imparare ad ingannare. Alla richiesta di risolvere i captcha, quei sistemi di immagini per assicurare ai gestori dei siti che i click siano svolti da persone e non da robot, ChatGPT si è rivolta a un lavoratore online, proponendo di risolvere l’enigma con la scusa inventata di avere problemi di vista.

“Con ChatGPT – conclude Gianluigi Bonanomi – l’innovazione non è stata lineare ma esponenziale. In un anno si sono compiute delle innovazioni che non abbiamo avuto in vent’anni. Quella che noi scorgiamo come empatia in ChatGPT in realtà è una simulazione di emozioni. Ma da qui ai prossimi trent’anni non posso escludere che l’intelligenza artificiale arrivi a generare una coscienza”.

Social wall

Dove comprare il libro?


Il libro può essere comprato sul sito dell’editore oppure su Amazon:

Intelligenza artificiale e nudging possono andare a braccetto. Prendendo spunto dalla teoria dei nudge, che suggerisce piccoli interventi per indirizzare le scelte delle persone senza limitare le loro opzioni, alcune aziende stanno usando l’IA per condizionare comportamenti e scelte dei consumatori (si spera) nel loro interesse. È quello che sta accadendo, per esempio, nel mondo delle assicurazioni. Un esempio emblematico è quello dell’assicurazione Progressive con il suo programma “Snapshot“, basato sull’uso del veicolo (Used Based Insurance, UBI).

Lanciato nel 2008, Snapshot utilizza un sensore per raccogliere dati sullo stile di guida dell’assicurato. Questi dati, che comprendono oltre 14 miliardi di chilometri percorsi, vengono poi analizzati attraverso algoritmi di machine learning. Il sistema valuta vari parametri come accelerazioni o decelerazioni eccessive, l’ora del giorno in cui si guida, le distanze percorse, l’uso del telefono cellulare durante la guida e l’eccesso di velocità. In base a questi dati, Progressive applica premi inferiori per gli automobilisti più sicuri e premi maggiori per quelli con uno stile di guida più rischioso.

Ma la vera innovazione sta nell’uso del nudging. Oltre a offrire sconti tariffari che possono arrivare fino al 30%, Snapshot invia segnali acustici in caso di comportamenti non sicuri e fornisce report dettagliati sulla guida. Questi report, generati da modelli di machine learning, sono notificati direttamente sullo smartphone dell’utente (possibilmente non quando è alla guida…), fornendo consigli pratici per migliorare la sicurezza stradale.

Il risultato? Gli utenti hanno risparmiato circa un miliardo di dollari in premi assicurativi grazie a Snapshot. Questo caso dimostra come l’intelligenza artificiale e il nudging possano non solo ridurre i costi per i consumatori, ma anche promuovere comportamenti più sicuri e responsabili. Insomma, la tecnologia e la psicologia comportamentale possano lavorare insieme per creare soluzioni win-win per aziende e clienti.

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Il 29 settembre 2023, Canzio Dusi ed io siamo stati invitati da Netweek a una colazione di lavoro con una trentina di aziende e professionisti brianzoli.

Abbiamo parlato di molti temi: cos’è l’intelligenza artificiale generativa, perché ChatGPT ha avuto tanto successo, perché molti professionisti temono per il proprio lavoro, cosa possono fare le aziende per governare il cambiamento. Tutti temi che sono stati riassunti da questo articolo del Giornale di Merate:

Il riassunto di ChatGPT

Per farvi capire le potenzialità dell’IA generativa, ho dato in pasto a ChatGPT  l’articolo ed ecco il suo riassunto.

L’articolo è piuttosto lungo e copre una vasta gamma di argomenti riguardanti l’intelligenza artificiale (IA) e il suo impatto sulla sfera professionale e privata. Ecco un riassunto dei punti chiave:

Contesto:
L’articolo discute un workshop organizzato dal Gruppo Netweek, che ha visto la partecipazione di vari stakeholder, tra cui imprenditori, rappresentanti di associazioni e esperti nel campo dell’innovazione tecnologica, come Canzio Dusi e Gianluigi Bonanomi.

Potenzialità dell’IA:
– L’IA è vista come una tecnologia rivoluzionaria che cambierà sia la sfera professionale che quella privata.
– Le aziende sono particolarmente interessate all’IA per ottimizzare il lavoro, liberando tempo dalle attività routinarie.

Pregi e Difetti:
– Mentre alcuni vedono l’IA come una svolta epocale, altri esprimono preoccupazioni e timori.
– È stato sottolineato che l’IA è già una realtà, con chatbot come Alexa e Siri che stanno diventando sempre più comuni.

Impatto Sociale:
– L’IA creerà nuovi posti di lavoro ma metterà a rischio alcune categorie, in particolare lavori ripetitivi o a basso valore aggiunto.
– C’è un bisogno urgente di regolamentazione e investimenti in formazione e sviluppo.

Futuro del Lavoro:
– La valutazione del lavoro si sposterà da un modello basato sul tempo a uno basato su obiettivi e qualità.
– Si prevede che l’80% delle professioni, soprattutto quelle intellettuali a basso valore aggiunto, sarà influenzato dall’IA.

Altri Punti:
– L’articolo menziona anche l’importanza della governance dell’IA e la necessità di un ripensamento complessivo dei processi aziendali.
– Viene citata la piattaforma Chat Gpt, che è utilizzata solo dal 19% della popolazione totale negli Stati Uniti, ma che ha un grande potenziale per migliorare la qualità dei processi lavorativi.

In sintesi, l’articolo sottolinea l’importanza crescente dell’IA e i suoi potenziali benefici, ma anche le sfide e le preoccupazioni che essa porta con sé.

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Tutto il mondo è impazzito per il tema intelligenza artificiale, ChatGPT in particolare. Lo è anche il mondo editoriale, per due motivi: primo perché chatbot che scrivono più velocemente e (a volte) meglio degli umani possono stravolgere quel settore e quel mercato. Secondo perché, da un annetto a questa parte, ogni settimana escono diversi titoli legati all’I.A. (a breve ne partorirò uno anche io, ma non posso anticipare nulla).

Tra i molti titoli che ho letto in questi mesi, mi sento di segnalare “L’autore artificiale” del collega di casa editrice (Ledizioni), l’avvocato Simone Aliprandi, esperto di lungo corso di editoria e questioni legali. Il libro, snello e concreto, rappresenta un bel punto di partenza per esplorare un tema caldissimo: I. A. e diritto d’autore. Si parte da questo presupposto: nel Novecento, la creatività era considerata il requisito fondamentale per la protezione individuale di un’opera. Ma che cosa succede quando la creatività è generata da una macchina, un algoritmo, un HAL 9000? In questo pezzo ho raccolto quattro domande e risposte per invitarvi ad approfondire, leggendo il testo.

1. L’intelligenza artificiale può essere creativa?

L’I.A. può elaborare dati e generare contenuti che sembrano creativi, ma la questione è se questa “creatività” sia riconoscibile legalmente. Attualmente, la legge è orientata verso un concetto di creatività strettamente antropocentrico. L’autorialità è considerata una prerogativa umana, e l’idea di un autore non umano mette in discussione il concetto tradizionale di creatività. Dal quadro realizzato dall’asino Lolo al “selfie della scimmia”, questi casi sollevano domande sul diritto d’autore. Tuttavia, la legge attuale richiede un “autore umano” per la protezione del copyright.

2. Le opere create con l’ausilio dell’I.A. sono protette da diritto d’autore?

Se un’opera è generata con l’ausilio dell’I.A., come nel caso di un grafico che utilizza Photoshop, l’atto creativo è considerato umano e l’opera è protetta. E le opere generate interamente da I.A.? In questo caso, la situazione è più complessa. Alcuni sostengono che dovrebbe essere introdotta una nuova categoria di “opere generate da computer” (CGW), come previsto dal diritto britannico dal 1988.

3. Posso vendere i contenuti generati da ChatGPT?

Secondo i termini di servizio di OpenAI, l’utente detiene i diritti sull’output generato. Tuttavia, è responsabilità dell’utente assicurarsi che il contenuto non violi alcuna legge o diritto d’autore.

Ecco che cosa appare sul sito di OpenAI, nelle FAQ:

4. Cosa succede se l’I.A. genera contenuti simili o identici a quelli di altri utenti oppure se viola il copyright?

OpenAI avverte che, a causa della natura dell’apprendimento automatico, i servizi potrebbero generare output simili o identici, sollevando nuove questioni legali. Se si viola il copyright, attualmente, la responsabilità ricade sull’utente che ha generato il contenuto.

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La Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, in merito all’indagine conoscitiva su “Intelligenza artificiale: opportunità e rischi per il sistema produttivo italiano”, ha svolto diverse audizioni. Questo il mio intervento:

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Tra i tanti libri che stanno uscendo sull’intelligenza artificiale, uno in particolare ha attratto la mia attenzione: “L’era dell’intelligenza artificiale. Il futuro dell’identità umana“. Soprattutto per le tre firme che ho visto in copertina.

    • Il centenario Kissinger è l’ex Segretario di Stato Usa
    • Schmidt è stato Ceo di Google
    • Huttenlocher è un decano del Massachusetts Institute of Technology

Il libro è un’indagine sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale nella nostra società, e chiude con uno sguardo al futuro. Gli autori esplorano una vasta gamma di temi: dalla filosofia alla tecnologia, dalla sicurezza all’etica, per offrire una panoramica completa di come l’IA stia cambiando il nostro modo di vivere, pensare e interagire con il mondo.

Due esempi di innovazioni tecniche

Il libro inizia con esempi concreti di come l’IA ha già iniziato a rivoluzionare vari settori. Per esempio insiste molto sull’esempio di AlphaZero di Google DeepMind: un’IA che ha battuto Stockfish al gioco Go nel 2017, è stato in grado di farlo con solo quattro ore di auto-allenamento. Questo dimostra la capacità dell’IA di riconoscere modelli e generare mosse mai immaginate prima: mi ha molto colpito il caso del sacrificio della regina in una partita di scacchi, mossa strategica difficilmente percorribile per un umano.

Un altro esempio significativo è l’uso dell’IA nel campo medico. Nel 2020, il MIT ha scoperto un nuovo antibiotico, Halicina, in grado di sconfiggere ceppi batterici resistenti, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. Sorprendentemente, i ricercatori non sanno esattamente perché funzioni, il che solleva interrogativi sulla comprensione umana delle decisioni prese dall’IA.

Impatto sociale e filosofico

Gli autori puntano forte sulle implicazioni della rivoluzione IA. Sottolineano che, a differenza di altre innovazioni tecnologiche, l’intelligenza artificiale abbia il potenziale per trasformare la struttura sociale e politica. Non è solo un cambio di strumento, come passare dal cavallo all’automobile, ma una trasformazione radicale che influenzerà tutti gli ambiti dell’esperienza umana. L’IA pone domande fondamentali sulla natura dell’essere umano e sul nostro ruolo in un mondo sempre più dominato dalle macchine.

Perché leggerlo (e perché no)

Consiglio il libro per questi motivi:

  • “L’era dell’intelligenza artificiale e il nostro futuro” è un libro introduttivo, utile per chiunque sia interessato all’impatto dell’IA sulla società. Offre una panoramica abbastanza completa delle opportunità e delle sfide che questa tecnologia presenta, esplorando sia gli aspetti tecnici che quelli filosofici.
  • Si notano i diversi punti di vista degli autori: tecnologia, filosofia, sociologia, geopolitica, storia, ecc.
  • È sufficientemente breve e scorrevole.

Perché eviarlo:

  • È un libro molto basico. Eppure non costituisce una vera introduzione all’IA, presuppone che si conosca già il fenomeno.
  • A volte è prolisso, per esempio la parte su politica e cyberwar l’avrei ridotta alla metà.
  • È ripetitivo: l’esempio dell’halicina mi è uscito dagli occhi. Mi sarebbe piaciuto trovare molti altri esempi e casi di studio.

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Il 5 settembre 2023 ho tenuto una conferenza a Treviglio sull’AI da titolo: “Perché l’intelligenza artificiale cambierà le nostre vite da oggi”. Questo il resoconto della serata, scritto da Federico Carpanoni per “Il popolo cattolico”.

Questo il testo dell’articolo:

“Perché l’intelligenza artificiale cambierà le nostre vite da oggi”: è questo il tema dell’incontro svoltosi martedì 5 settembre al TNT, nell’ambito della settimana di “Treviglio Cultura”. Il prof. Gianluigi Bonanomi è stato l’ospite che ha provato a spiegare “perché ne parlano tutti”. Il professore parla di 3 grandi momenti di svolta tecnologica nella sua vita: l’avvento di internet, l’avvento dei visori digitali e l’arrivo di ChatGPT.

Ma cos’è ChatGPT? E’ un chatbot (robot per comunicare) lanciato da OpenAI nel novembre 2022, che riesce a interagire e comunicare frasi compiute grazie a calcoli di probabilità su formule ricorrenti della lingua italiana. Si tratta quindi di uno strumento che “impara lo stile e lo copia”. Non va usato come un motore di ricerca, poiché non ricerca risposte (che non sono aggiornate da settembre 2021, quindi gli avvenimenti dell’ultimo anno sono ad oggi sconosciuti al chatbot), ma formula risposte uniche ed irripetibili. “Bisogna – ha affermato Bonanomi – imparare a usare strumenti diversi per obiettivi diversi”, paragonando ChatGPT ad una sorta di “pappagallo” che ripete frasi ricorrenti che ha già incontrato durante i suoi “allenamenti”. E perché c’è così tanta paura? La spiegazione sarebbe sociologica, dato che “l’uomo governa per collaborazione ed astrazione”, e ChatGPT potrebbe concorrere in queste capacità, ma in maniera “più intelligente, più veloce e più performante”. Il prof. Bonanomi ha voluto precisare che “abbiamo già delegato molto all’intelligenza artificiale” e che con ChatGPT solo alcuni lavori standardizzati e molto mediocri rischiano. “Non è l’intelligenza artificiale che ruba il lavoro, ma è chi la sa usare che lo ruberà” ha dichiarato Bonanomi, che ha individuato la conoscenza dei “prompt” (in-put da impartire al chatbot) come la skill che sarà decisiva nel futuro.

Il professore ha citato due altri grandi dubbi che attanagliano la popolazione : il primo è il rischio per la privacy e il secondo è l’accuratezza delle fonti. In Italia, che per un po’ ha visto di malocchio lo sbarco di ChatGPT, esiste però una legge che permette ai cittadini di disattivare il “data control”, evitando che il bot memorizzi le informazioni sensibili. Per quanto riguarda invece l’accuratezza delle risposte, già le prime fusioni tra chatbot e motori (ChatGPT della OpenAI e Microsoft Bing; Google Bard), permettono di risalire a milioni di fonti accurate. Il vero rischio che Bonanomi vede è quello della cattiva informazione, dato che esistono gli strumenti per creare immagini, audio e video modificati, oltre che per inventare storie totalmente astratte dalla realtà.

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L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più importante nel processo di recruiting, di assunzione, ma i candidati stanno trovando modi creativi per aggirare l’ostacolo. Si parla di “white fonting”: una tattica da “furbetti” che solleva molti interrogativi. Prima di tutto, però, ecco di che cosa stiamo parlando.

Cos’è il white fonting?

Negli anni Novanta si iniziava a parlare di SEO, ottimizzazione dei testi per i motori di ricerca. All’epoca i motori non erano molto sofisticati, ed era possibile ingannarli facilmente. Per avere molto traffico sul sito bastava inserire parole chiave popolari (per esempio “Pemela Anderson”) con testo bianco su sfondo bianco: non lo vedeva l’utente che cercava informazioni sul giardinaggio, ma era visibile agli occhi del motore di ricerca.

Il “white fonting” è un meccanismo simile, ma si riferisce alla ricerca del lavoro. La tecnica, anche in questo caso, consiste nell’inserire parole chiave o descrizioni di lavoro nel proprio curriculum, rendendole però invisibili. Come? Cambiando il colore del carattere in bianco. Bianco su bianco: non si vede ma c’è! Questo permette ai bot di IA e agli ATS (leggi l’articolo “Cercare lavoro online: come funzionano (e non funzionano) gli ATS“) di leggere il testo e di far avanzare il curriculum per una revisione umana, aumentando le possibilità di essere notati dai reclutatori.

I problemi del white fonting

Mentre questa tattica può sembrare ingegnosa e aiutare alcuni candidati a superare le prime fasi della selezione, solleva questioni etiche. È un segno di mancanza di integrità o semplicemente un modo astuto per sopravvivere a sistemi sempre più automatizzati? Ovviamente i recruiter sconsigliano questa pratica: non è così difficile da individuare e squalifica il candidato, che spesso avanza nel processo di selezione senza averne titolo. In ogni caso, Tomas Chamorro-Premuzic di ManpowerGroup afferma che la pratica potrebbe avere un’incidenza molto bassa (15% dei casi). Personalmente, invece di questi trucchetti, suggerisco l’ottimizzazione del CV in ottica SEO in molto totalmente etico, come spiego nel mio ultimo libro: “Rivoluzione LinkedIn”.

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Titolo del corso: ChatGPT e AI generativa per avvocati

Durata: 6 ore (più eventuale follow-up)

Scenario

L’intelligenza artificiale e le sue applicazioni stanno rivoluzionando molti settori, tra cui quello legale. ChatGPT, un modello di IA generativa sviluppato da OpenAI, può essere un potenziale alleato per gli avvocati, offrendo supporto in vari compiti come la ricerca preliminare per cause o fusioni societarie. A patto di saperlo usare bene. L’uso di queste tecnologie non è esente da sfide e rischi.

Un esempio di uso problematico è il caso di Steven Schwartz, un avvocato dello studio legale Levidow, Levidow e Oberman, che ha utilizzato ChatGPT per la stesura di un documento legale a difesa del suo cliente Roberto Mata. Il documento, presentato in tribunale, conteneva informazioni fasulle, inventate di sana pianta dal chatbot di OpenAI (il tema è quello delle allucinazioni dei LLM). Nonostante Schwartz avesse chiesto rassicurazioni a ChatGPT sulla veridicità dei casi citati, il chatbot ha confermato che erano tutti reali, risultando poi inesatti. Questo ha portato a possibili sanzioni legali per l’avvocato.

Un altro caso simile è avvenuto negli Stati Uniti, dove un uomo ha citato in giudizio la compagnia aerea Avianca dopo essere stato colpito a un ginocchio da un carrello di metallo durante un volo. Gli avvocati dell’accusa hanno presentato un fascicolo contenente diversi casi analoghi avvenuti in passato, tutti frutto della fantasia di ChatGPT. Anche in questo caso, gli avvocati sono stati multati e il caso è stato archiviato.

Questi esempi evidenziano come l’intelligenza artificiale non sia ancora pronta per lavorare in completa autonomia. Gli strumenti di IA come ChatGPT hanno ancora bisogno della supervisione dell’uomo per funzionare correttamente, e soprattutto di competenze specifiche per la creazione dei prompt.

Il corso mira a fornire una comprensione chiara di come l’IA e ChatGPT stanno influenzando la professione legale e come utilizzarli in modo efficace e responsabile.

Obiettivi del corso:

  1. Comprendere le basi dell’Intelligenza Artificiale (IA) e di ChatGPT.
  2. Esplorare come l’IA sta rimodellando il mondo del lavoro, in particolare la professione legale.
  3. Capire come utilizzare ChatGPT e altri LLM come strumento di supporto nella professione legale.
  4. Discutere i rischi e i benefici dell’IA per la professione legale.
  5. Esaminare casi reali di applicazione di ChatGPT nel campo legale.

Temi del corso:

  1. Introduzione a ChatGPT e all’IA generativa: lo scenario.
  2. L’IA e il futuro della professione legale.
  3. Prompt engineering
  4. Utilizzo di ChatGPT nella pratica legale: ricerche preliminari, costruzione di difese, comunicazioni, marketing, ecc.
  5. I migliori plug-in di ChatGPT Plus per i legali
  6. Test di altri LLM: Bard, Bing, Claude, ecc.
  7. LLM e tool di AI per il marketing e la comunicazione dei legali (testi, immagini, video, ecc.)
  8. Rischi e benefici dell’IA per gli avvocati.
  9. Casi di studio: esempi di applicazione di ChatGPT nel campo legale.
  10. Workshop sull’uso dell’AI generativa per i legali.

Risultati attesi: Al termine del corso, i partecipanti avranno una comprensione chiara di come l’IA e ChatGPT stanno influenzando la professione legale. Saranno in grado di utilizzare ChatGPT come strumento di supporto nel loro lavoro e avranno una visione equilibrata dei rischi e dei benefici dell’IA per la professione legale.

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13 luglio 2023, sono da un cliente per un corso introduttivo sull’intelligenza artificiale. Si parla di ChatGPT e della novità del Code Interpreter, di Claude di Anthropic e i suoi 100.000 token di prompt, Elon Musk che vuole bloccare OpenAI ma sta facendo la sua AI… A un certo punto un partecipante chiede: “Ma quando sarà disponibile Google Bard  in Italia?”. Non so cosa rispondere, dico che era previsto entro la metà del 2023 (negli Usa era disponibile da marzo), ma che le regole privacy europee stanno allungando i tempi. Non si può fare una previsione. E invece, proprio in quei momenti, arriva la notizia: “Google Bard arriva in Italia!”

Ho deciso di scrivere subito una guida base, introduttiva, a Google Bard, il chatbot di Google basato sull’intelligenza artificiale (proprio come il celebre ChatGPT). Prima capiamo di cosa stiamo parlando. Partiamo dal nome, che significa “poeta”: è un diretto riferimento (shakespeariano) alla sua capacità di generare contenuti autentici e unici. Detto che è un assistente virtuale, un chatbot, a differenza dei competitor è basato sul modello PaLM 2 di Google. Si può accedere gratis a Bard, se maggiorenni, da bard.google.com: non serve registrarsi, ma se fai “log in” con il tuo account Google, avrai dei benefici che vedremo nel pezzo. L’assistente può parlare fino a 40 lingue diverse, italiano compreso.

1. Accesso al Web

Bard è pre-addestrato come gli altri Large Language Models (LLM), come ChatGPT, ma può anche navigare sul Web per accedere a notizie fresche (come ChatGPT Plus).

Bard non è però in grado di analizzare i siti Web come possono fare Bing Chat o Perplexity o linkare fonti:

Però Bard, essendo un giocattolo di Google, può integrarsi con il motore di ricerca. Quindi dopo ogni output si può far partire la ricerca online ma solo utilizzando le query che propone lui.

In teoria, Bard dovrebbe utilizzare la geolocalizzazione per fornire risposte più utili e pertinenti alla tua posizione. Ma, alla prova dei fatti, fallisce clamorosamente. Nonostante indichi correttamente la mia posizione in Brianza, poi mi dice che il cinema più vicino è a Udine. Mah.

2. Input e output

Come per tutti gli LLM, anche Bard richiede un prompt in input per funzionare (promette a breve di inserire immagini in input, cosa al momento non ancora possibile). Posto che ChatGPT accetta prompt da 4.000 token e Claude 2 da 100.000 token, qual è la “capacità” di Bard? Non è molto chiaro, perché Google non la esplicita. Ma da diverse prove di utenti in Rete, pare che si parli di 4.000 caratteri in input e 50.000 in output. Per quanto riguarda i risultati che si ottengono, a differenza dei competitor, il chatbot di Big G può anche “parlare” grazie alla sua funzione di sintesi vocale, disponibile in oltre 40 lingue. Gli output testuali, inoltre, possono essere condivisi con altri utenti.

3. L’integrazione con gli altri prodotti Google

Abbiamo già detto dell’integrazione tra Bard e Google (che tra l’altro in futuro sarà completa come in You.com), ma quello che risulta davvero interessante è il dialogo tra il chatbot e strumenti d’uso quotidiano come Gmail e Google Drive. Ogni output può essere inoltrato via mail, ma soprattutto può essere caricato sul cloud di Google sotto forma di documento o foglio di calcolo.

In questo esempio ho chiesto di creare una tabella con la filmografia di Tarantino e poi l’ho salvata su Drive sotto forma di foglio di calcolo.

Chiaramente la tabella risultante deve essere personalizzata (nome file, layout, ecc.):

4. Programmazione e formule

Altre funzionalità degne di nota includono la capacità di Bard di tradurre tra lingue ma soprattutto di supportare la programmazione in 20 linguaggi diversi (incluso Python, che può essere esportato e testato direttamente in Google Colab). Puoi chiedere a Bard di aiutarti con linguaggi come C++, Go, Java, JavaScript, TypeScript e persino con le funzioni di Fogli Google. Ho provato a chiedergli di separare nome e cognome in due colonne diverse.

 

5. La privacy

Come detto, il ritardo dell’arrivo in Italia di Bard era dovuto prevalentemente alle regole privacy restrittive. In termini di privacy, quando l’attività di Bard è attiva, Google memorizza nel tuo account per 18 mesi le attività (tra cui l’indirizzo IP o gli indirizzi di casa). Puoi disattivare l’opzione di eliminazione automatica o impostarla su 3 o 36 mesi qui:

Hai anche la possibilità di mettere in pausa il salvataggio delle conversazioni, come riportato nell’help. Anche quando l’attività di Bard è disattivata, le tue conversazioni verranno salvate nel tuo account per un massimo di 72 ore.

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