LinkedIn è il social professionale per eccellenza, utile in tutti settori per consentire ai professionisti di creare un profilo professionale, connettersi con colleghi e potenziali datori di lavoro/clienti e condividere informazioni e aggiornamenti sulla propria carriera. Mentre in ambiti come per esempio l’ICT o la consulenza finanziaria non trovo resistenza, a volte in alcuni settori, come quello metalmeccanico, emergono alcuni dubbi: sarà lo strumento giusto per la comunicazione digitale di chi produce tondini di ferro o progetta servopresse per il taglio e la formatura di lamiere?

I dubbi dei metalmeccanici

Molti addetti del settore metalmeccanico e le relative aziende hanno dubbi sull’utilizzo di LinkedIn per la loro attività. In primo luogo, molti possono pensare che gli iscritti a LinkedIn siano quattro gatti. Ma non è vero: la piattaforma ha una vasta comunità di professionisti del settore, tra cui ingegneri, progettisti e responsabili delle vendite, nonché operai e magazzinieri (oltre a impiegati, manager, addetti marketing e così via). In questa schermata i numeri sono chiari, parliamo di decine di migliaia di addetti:

A cosa serve LinkedIn nel settore metalmeccanico?

Giro spesso per aziende del settore e mi sono reso conto che una delle principali difficoltà è quella di trovare dipendenti: dal saldatore all’ingegnere. Per questo LinkedIn può essere un’arma in più, si può utilizzare la piattaforma per il recruiting: cercare candidati qualificati, inviare loro messaggi (per esempio sfruttando le InMail) e invitarli a candidarsi per posizioni aperte. A proposito, le aziende possono utilizzare LinkedIn per creare annunci di lavoro mirati. Tra l’altro la pagina aziendale Linkedin permette anche a dipendenti e collaboratori di agganciarsi e mostrare il logo dell’azienda sul proprio profilo.

D’altra parte, i professionisti possono trovare le offerte e candidarsi con un clic:

Un’altra opportunità è quella di utilizzare la piattaforma per il marketing. Le aziende possono creare una pagina aziendale su LinkedIn per far conoscere i loro prodotti e servizi, condividere contenuti interessanti e costruire relazioni con i clienti e i prospect.

Inoltre, le aziende possono utilizzare LinkedIn anche per seguire (o creare!) gruppi di discussione per confrontarsi su argomenti specifici del settore e creare una community.

5 consigli per i professionisti del settore metalmeccanico

Facendo corsi per aziende di questo settore, mi sono reso conto che spesso l’uso di LinkedIn è problematico:

  • Profili personali incompleti
  • Profili aziendali mancanti
  • Post concentrati solo sull’azienda o sui prodotti (e non sulle esigenze del pubblico)
  • Commerciali che contattato il cliente in modo troppo aggressivo

Ecco quindi cinque consigli per aiutare le aziende e i dipendenti del settore a usare LinkedIn in modo efficace:

  1. Punta sul personal branding. Crea un profilo professionale completo e aggiornato, che includa informazioni sulla tua carriera, le tue competenze e i tuoi interessi professionali. Fai un uso strategico delle parole chiave per essere trovato da chi cerca soluzioni (tre esempi: stampaggio a freddo, fresatura CNC orizzontale, Six Sigma)
  2. Fai networking. Connettiti con colleghi, clienti e potenziali datori di lavoro per espandere la tua rete di contatti.
  3. Progetta una content strategy. Utilizza LinkedIn per condividere contenuti interessanti e informazioni sulla tua attività e il tuo settore.
  4. Sii social. Partecipa a gruppi, interagisci con gli altri, commenta i post, ecc. Inutile avere migliaia di contatti se poi si rivelano solo delle figurine.
  5. Sfrutta la pagina aziendale. Può essere una bella vetrina, ma anche uno strumento utile per generare opportunità per diversi reparti aziendali (risorse umane, marketing, comunicazione, vendite, ecc.)

Il corso sull’uso strategico di LinkedIn per Comet

Il 27 gennaio 2023 sono stato invitato a Pordenone da Comet, Cluster della Metalmeccanica in Friuli Venezia Giulia, a tenere il primo corso per aziende del settore. Il mio workshop di sei ore, più un’ora di Q&A online, era centrato su questi argomenti:

  • Che cos’è LinkedIn, a chi e a cosa serve davvero?
  • L’ottimizzazione del profilo personale (back-end, impostazioni di privacy ecc.)
  • Illustrazione del metodo LINKEDIN10C
  • La ricerca e l’uso strategico delle keyword (in ottica LinkedIn SEO)
  • Come diventare brand ambassador dell’azienda
  • La gestione della pagina LinkedIn aziendale: esempi di aziende metalmeccaniche
  • Come (e cosa) pubblicare su LinkedIn: esempi di aziende metalmeccaniche

Scrivimi per organizzare un corso LinkedIn

Nella puntata 51 di Yugen Podcast, Claudio Garioni mi ha chiesto di elencare i tre motivi per i quali vale la pena provare ChatGPT.

I tre motivi, secondo me, sono questi:

1. Testare il futuro

Ffinalmente l’intelligenza artificiale è palesemente alla portata di tutti. Finora era nascosta nelle pieghe di Gmail, Alexa, Office, ecc. Ora ci parli, ti fai aiutare, ed è gratis.

2. Utilità pratica

ChatGPT, tra le altre cose, ti aiuta a scrivere contenuti, di tutti i tipi. Stanno uscendo estensioni di Chrome di ogni genere: per esempio per rispondere automaticamente alle email.

3. Capirne le criticità

Al momento questa intelligenza artificiale, per quanto evoluta, ha dei grossi limiti: non naviga in Rete, scrive stupidaggini, non cita le fonti e così via. Eppure molti studenti già la usano per fare i compiti e molti professionisti si strappano i capelli convinti di essere rimpiazzati a breve.

L’intervista a Yugen Podcast

Ecco qui la registrazione dell’intervista, che dura una ventina di minuti:

 

Di fronte a una rivoluzione – quella dell’intelligenza artificiale che scrive i contenuti (e non solo) al posto nostro – serve la saggezza degli antichi. Cesare disse:

“Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico”

L’A.I. non va combattuta, ma governata, usata. Qualcuno direbbe: sfruttata (nasceranno dei sindacati a difesa degli algoritmi e dei robot?). In realtà preferisco riportare un’altra frase che circola anonimamente sui social da qualche settimana:

“L’intelligenza artificiale non ti ruberà il lavoro. Chi sa usare l’intelligenza artificiale lo farà”

Che cos’è ChatGPT?

Ormai su ChatGPT se ne sono dette di tutti i colori: cos’è, cosa non è, perché è così intelligente e perché è così stupido (la solita storia “umbertoechiana” degli apocalittici e degli integrati). Anche io ho dato il mio modesto contributo, non voglio ripetermi. In questo video trovi le dieci cose che devi sapere sullo strumento di OpenAI:

Perché gli insegnanti hanno paura di ChatGPT?

Tra i tanti professionisti spaventati dalla comparsa quasi improvvisa, lo scorso 30 novembre 2022, del famigerato ChatGPT, oltre a giornalisti, blogger, social media manager, programmatori e scrittori, ci sono anche gli insegnanti. Perché? Basta guardare, tra i tanti, il seguente video:

Questo è solo un esempio, se ne trovano centinaia, forse migliaia. È uno tsunami. Anche TikTok ne è pieno:

Molti dicono, a ragione, che l’era delle tesine, in generale dei compiti a casa come li abbiamo concepiti finora, sia finita. Fare i furbi non è mai stato così facile, si legge su Forbes (pare un gioco di parole). Anche perché se beccare plagi online è relativamente facile, non si può dire altrettanto riguardo i testi generati da un algoritmo: personalmente ho provato diversi “ai detector”, come questo, e spesso non funzionano. E comunque i ragazzi sanno benissimo che basta usare altri strumenti, detti paraphrasing tool, per rimediare.

L’impatto dell’A.I. sull’insegnamento

Il Joint Research Center UE ha analizzato l’impatto potenziale dell’intelligenza artificiale sui compiti che normalmente svolge un insegnante di una scuola secondaria di prima grado. Ecco il risultato:

In parole povere, gli insegnanti possono preparare meglio (e più velocemente) le lezioni, ma soprattutto comprendere più efficacemente le esigenze degli studenti, variando metodi e materiali. Possono valutare più efficacemente i loro progressi. Possono fare lezioni in più lingue. Aiutano gli studenti in difficoltà con tutoraggi e recuperi. Può migliorare anche la comunicazione con i genitori.

Come gli insegnanti possono usare ChatGPT in concreto

Posto che il luddismo non è un’opzione praticabile, come possono gli insegnanti sfruttare questo strumento “diabolico” a loro vantaggio? Come integrarlo nella didattica, nel lavoro in classe, come farlo usare bene agli studenti?
In un articolo pubblicato sul proprio blog, OpenAI punta forte su ChatGPT in classe. Afferma che il suo chatbot possa agire come un assistente virtuale per gli insegnanti, aiutandoli a creare quiz, test e piani di lezione. Questo strumento può anche essere utilizzato per rendere le domande più inclusive e accessibili per tutti i livelli di apprendimento.
Un altro vantaggio significativo di ChatGPT è la sua capacità di aiutare gli studenti che non parlano inglese come prima lingua. Dr. Anthony Kaziboni, responsabile della ricerca presso l’Università di Johannesburg, incoraggia i suoi studenti a utilizzare ChatGPT per migliorare la loro padronanza dell’inglese, sia nella scrittura che nella conversazione. Geetha Venugopal, un’insegnante di scienze informatiche, sottolinea l’importanza di utilizzare ChatGPT in modo responsabile. Gli studenti devono essere educati a pensare in modo critico e a verificare le informazioni fornite dal modello, proprio come farebbero con qualsiasi altra fonte.

Personalmente ho raccolto la sfida e cinque idee d’uso dell’AI generativa in classe.

1. Dare suggerimenti per la revisione dei testi

Si può chiedere al chatbot di leggere, correggere o migliorare un testo.

Mr. ChatGPT può anche fornire suggerimenti specifici per grammatica, lessico e struttura delle frasi o di un intero saggio. Dipende che cosa gli si chiede (chi domanda, comanda!), e soprattutto come: in gergo, l’interrogazione di questo “oracolo” si chiama prompt. Insomma, lo studente può far riscrivere il proprio testo e confrontare le due versioni.

In realtà si può fare anche il contrario. Per indurre i ragazzi a riflettere sui limiti dello strumento, si può chiedere loro di correggerlo: «In un mondo in cui l’intelligenza artificiale può sostanzialmente scrivere un saggio con un semplice clic, abbiamo bisogno che i nostri studenti padroneggino diverse abilità. Per esempio, devono capire se il testo è buono o se manca il contesto, se ha utilizzato dati distorti o se manca di creatività. Queste saranno abilità molto più importanti rispetto alla scrittura, e per questo dobbiamo tenerne conto nella valutazione»: parola di Matt Glanville, capo dell’organizzazione dei metodi di valutazione del Baccalaureato Internazionale (intervista al Guardian).

2. Combattere il panico da pagina bianca

Come i giornalisti e i blogger, anche gli studenti possono chiedere a ChatGPT di generare idee. Per esempio, per un lavoro di gruppo gli studenti possono ordinargli di proporre delle idee su format di contenuti da sviluppare per parlare del tema del giorno.

L’insegnante e gli studenti potrebbero anche generare prompt (interrogazioni del chatbot) fantasiosi. Un esempio? Mi sono divertito a chiedere a ChatGPT di entrare in un quadro di Dalì e descrivere che cosa vede:

È possibile generare di tutto: liste di vocaboli o parole chiave a partire da un testo, elenchi di libri e film, tabelle comparative, macro di Excel e così via.

3. Dibattiti e discussioni

Ho chiesto a ChatGPT di fingere d’essere Nietzsche (che dice?), di pensare, parlare e polemizzare come lui. È stato molto stimolante:

Più prosaicamente possiamo chiedere all’algoritmo di agire come un recruiter: in tal modo i ragazzi, soprattutto quelli vicini alla maturità o alla laurea, possono esercitarsi.

È possibile anche “parlare” con i libri, grazie a strumenti basati su ChatGTP, come racconto in questo video:

4 Creare quiz e test

L’insegnante potrebbe realizzare velocemente dei test per valutare la comprensione di un testo o la preparazione degli studenti (facendo molta attenzione alle risposte, a volte strampalate). Anche gli studenti hanno la possibilità di generare i propri quiz per verificare il livello di preparazione. Chiaramente ordinando a ChatGPT di aspettare a svelare la risposta corretta. Bisogna dirgli: “Scrivi un quiz con quattro domande, una delle quali corretta. Aspetta la mia risposta prima di dirmi se ho azzeccato”, o qualcosa del genere.

A proposito di quiz e test segnalo anche l’ottimo Yippity.io.

5 Riassumere un lungo video (prima di guardarlo)

Tra i tanti usi di ChatGPT, questo è particolarmente intrigante: prendere la trascrizione di un video YouTube, darla in pasto all’algoritmo di OpenAI per generare riassunti, magari un elenco puntato. Perché? Per capire se vale la pena vedere il video, o quale parte preferire in caso di mancanza di tempo. In questo video mostro anche come prendere la trascrizione automatica del video da YouTube:

Extra: come gli insegnanti possono usare Dall-E

Ultimamente leggo spesso articoli di questo tenore: “Intelligenza artificiale, gli #insegnanti rischiano veramente di essere soppiantati in futuro?“. A mio parere, no! In questo video spiego come il lavoro degli insegnanti debba essere quello di spiegare come usare le AI generative, con input stimolanti e suggerimenti, anche di carattere culturale, per migliorare i prompt.

L’infografica di Ditch That Textbook

P.S.: l’immagine nel banner di questo articolo è stata creata con un’altra intelligenza artificiale: MidJourney. Non è bellissima?

Il mio speech per STEP

Nel gennaio 2024 ho tenuto uno speech di un’ora per STEP su questo tema.

Qui puoi vedere la registrazione dell’evento:

Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa

Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.

Inviaci email

 

Ho realizzato un video dove parlo del lancio (30 novembre 2022) della versione 3.5 della GPT (Generative Pre-training Transformer), un algoritmo per la creazione di linguaggio naturale sviluppato da OpenAI.

Nel dicembre del 2022, l’interesse per questo strumento è aumentato enormemente e più di un milione di persone si sono iscritte per provarlo in pochissimi giorni, come rivelato in un tweet da Sam Altman (co-fondatore di OpenAI).

La GPT è un prototipo di chatbot basato sull’intelligenza artificiale generativa, che si alimenta con una quantità enorme di dati (trilioni di parametri raccolti da fonti come Wikipedia, il Web, Google Books, libri di programmazione e così via).

Nel video racconto, in dieci punti, che cosa si può fare di questo strumento, chi lo sta già usando, quali sono i suoi limiti (spoiler: non è un motore di ricerca!), chi ne ha paura e cosa ci aspetta d’ora in poi in questo campo.

Buona visione:

Qui rispondo a una semplice domanda: ma l’intelligenza artificiale è senziente?

Il videocorso sulla creazione dei contenuti con l’intelligenza artificiale

Per capire l’intero fenomeno della A.I. generativa, avevo realizzato un videocorso gratuito prima del lancio di ChatGPT:

Che cosa dice chi ha fatto il mio corso su ChatGPT

Da anni si parla di intelligenza artificiale che crea contenuti, ma di discutibile qualità: titoli sempre con lo stesso schema (i mitici listicle!), testi con stile legnoso, immagini inquietanti. Poi, nel dicembre 2022, cambia il mondo: ChatGPT di OpenAI dimostra al mondo che con un dataset immenso e una capacità di calcolo adeguata, gli output sono così buoni da superare, brillantemente, il test di Touring.

I professionisti di qualsiasi settore, in particolare i creatori di contenuti, passano dall’esaltazione alla depressione, un po’ affascinati dall’aiuto che gli algoritmi possono dar loro, come assistenti da schiavizzare a costo zero, e un po’ terrorizzati dall’idea di essere rimpiazzati, e quindi con pulsioni luddiste.

All’improvviso arriva lo tsunami e si scopre che esistono piattaforme di intelligenza artificiale che possono creare qualsiasi cosa: immagini, video, righe di codice, rendering 3D, piani di marketing e così via. Tra questi, voglio focalizzare l’attenzione sulle presentazioni multimediali. Un contenuto che, mischiando testi e immagini, tecniche di comunicazione e grafica, creatività e tecnicismi, si pensava non potesse essere gestito da macchine. Non è così.

Che cos’è Tome?

Vi racconto la storia di Tome. Si tratta di una startup di San Francisco che si occupa di strumenti software collaborativi per la “narrazione”. Qualche esempio? Dai libri per bambini ai rapporti aziendali, dalle presentazioni di vendita a storyboard cinematografici. Da qualche mese, Tome ha messo a disposizione uno strumento per generare automaticamente presentazioni multimediali a partire da un input testuale. Le presentazioni sono complete: dal titolo alle conclusioni, dall’immagine alla grafica. I testi sono generati sfruttando proprio il già citato ChatGPT di OpenAI e la grafica è creata grazie a Dall-E, sempre di OpenAI. Tutti i contenuti possono essere facilmente personalizzati e integrati con video, link e altro.
Giudicate voi il risultato (creato in meno di un minuto):

Qui un video che ne mostra il funzionamento:

Se avete il dubbio che questa realtà sia bislacca e non abbia futuro, facciamo parlare i numeri: l’azienda ha raccolto 32,3 milioni di dollari in finanziamenti da investitori come Greylock Partners e Coatue, e punta decisamente a rimpiazzare software Powerpoint o Canva, che nel frattempo dovranno adeguarsi includendo ulteriori moduli di automazione, in parte già presenti. Il prodotto, in versione Beta, è già stato usato da decine di migliaia di utenti, parola del Ceo di Tome Keith Peiris.

Tome non è l’unico strumento del genere in circolazione: altri esempi sono IA Presenter e Beautiful.AI, tra le altre.

Il 19 dicembre 2022 ho scritto il mio primo articolo per il blog Dillofacile.it: parla di mail marketing. Eccolo.

Email Marketing facile: ispirati ai modelli di Just Good Copy

Ogni giorno vengono inviate qualcosa come 300 miliardi di email: spesso però non vengono lette e finiscono direttamente nella casella dello spam. Come evitarlo?

Per chi lavora nel campo del marketing, l’invio di email alla propria clientela (e a quella potenziale) è fondamentale in ogni tipo di strategia: nonostante il passare degli anni e l’avvento dei social network, il ROI garantito da questo strumento, che molti (a torto) considerano obsoleto, è ancora insuperabile.

Costruire e mantenere una lista di contatti (specialmente, quelli che vengono definiti di alta qualità) può essere un ottimo modo per un’azienda per generare più vendite e tenere aggiornata la propria clientela.

Parola d’ordine: automazione
Le campagne email automatizzate sono uno strumento che viene spesso utilizzato per aumentare i tassi di iscrizione e l’engagement degli utenti.
Automatizzare questo processo è il segreto di Pulcinella di molte campagne marketing di successo: spedire manualmente newsletter o creare email personalizzate per decine di migliaia di contatti, infatti, può rivelarsi una operazione a limite dell’impossibile.

È importante non esagerare. La maggior parte dei consumatori sembra gradire mediamente una email promozionale ogni 30 giorni, mentre una percentuale più bassa (circa il 15%) si dichiara favorevole a riceverne anche una al giorno.

Per decidere la frequenza di invio non c’è una regola precisa: è consigliabile studiare i tassi di cancellazione registrati dopo ogni campagna prima di decidere.

Software per Automatizzare l’Invio di Mail

Newsletter, annunci, vendite, promozioni, eventi e comunicazioni fanno far parte delle normali strategie marketing.

Quando si hanno centinaia di migliaia di clienti l’automatizzazione è molto più di un obbligo e può aiutare le aziende a targetizzare meglio le campagne marketing, soprattutto per differenziare la clientela B2C da quella B2B.

In Rete sono disponibili una serie di programmi che è possibile utilizzare per automatizzare l’invio di un gran numero di mail, come:

MailChimp

MailChimp, per esempio, è uno dei più apprezzati e permette di inviare email e newsletter ai propri iscritti in modo preciso e dettagliato.

Il software offre un piano gratuito (fino a 2.000 iscritti) e diversi soluzioni a pagamento.
Può essere un’ottima base per costruire la propria lista di contatti.

La funzione “Timewarp” assicura che le email arrivino nelle caselle di posta dei clienti alla stessa ora in diversi fusi orari.

MailerLite

MailerLite è un altro software piuttosto utilizzato.

Offre delle funzionalità simili a MailChimp e soprattutto permette di avere accesso a tutti gli strumenti anche nel piano gratuito (fino a 1.000 iscritti al mese).
Particolarmente consigliato per chi ha un budget limitato.

SendPulse

SendPulse è un’altra soluzione interessante che mette a disposizione SMS, notifiche push, oltre alle solite email di marketing e quelle transazionali (inviate a un destinatario specifico per confermare un’azione o notificare un evento).

Questo software si fa apprezzare anche per i prezzi molto più contenuti rispetto a quelli della concorrenza.
SendPulse, infatti, permette di inviare in modo gratuito fino 15.000 email ogni mese se si dispone di una lista con meno di 2.500 contatti.

Come scrivere una mail vincente: lunghezza, oggetto e invito all’azione

È sempre meglio essere brevi
Personalizzare le email in base ai destinatari o alle attività da svolgere (dall’oggetto fino ai contenuti) è fondamentale e per farlo è possibile utilizzare dei plugin gratuiti che permettono di scegliere il template e la composizione.

Prima di comporre un poema è necessario ricordare che è buona regola scrivere poco. Sono più che sufficienti:

  • una breve introduzione
  • una descrizione di quello che si vuole comunicare
  • e una chiara call to action (invito all’azione)

Solitamente le email di marketing con un centinaio di parole sono quelle che hanno un tasso di risposta al di sopra della media (di solito raggiungono il 50%).

L’oggetto della mail è fondamentale
Un aspetto che molti tendono a sottovalutare è l’oggetto di un’email: un utente su due decide di aprire o meno il contenuto basandosi proprio su questo elemento.

Per questo è importare trovare un oggetto che possa invogliare gli utenti ad aprire la fantomatica email.
La strategia più gettonata nel campo del marketing è quella di offrire un vantaggio, qualcosa “da non perdere” o da “rispettare urgentemente”.

Il passo successivo è quello di interagire con il proprio lettore. La Call To Action (CTA) riveste un ruolo fondamentale e chi legge deve sapere che cosa gli si sta chiedendo di fare.
La chiamata all’azione deve essere chiara e per farlo è possibile usare anche delle immagini invece del testo.

Una buona CTA può aumentare l’efficacia di una campagna pubblicitaria anche del 300%.

Inoltre, link e la possibilità di condividere facilmente il contenuto aumentano in modo esponenziale il numero dei clic (oltre il 150%) rispetto alle email che non li utilizzano.

L’utilità di Just Good Copy

Se non vuoi partire da zero o semplicemente non sai cosa scrivere, puoi usare un programma come Just Good Copy che offre email di ogni tipo e utilizzo.
Può essere un valido aiuto, soprattutto se devi scrivere email in inglese di:

  • benvenuto (welcome)
  • ringraziamento (thank you)
  • scuse (apology)
  • e molto altro

Il sito mette a disposizione i modelli utilizzati usualmente da alcuni famosi siti: devi semplicemente selezionare il tag che più ti interessa tra quelli disponibili.
Just Good Copy offre anche un motore di ricerca per trovare velocemente quello che stai cercando. Una volta selezionata la formula giusta, non resta che copiare e incollare il testo e modificarlo in base alle proprie esigenze.

Matthew Ball è partner di Makers Fund, il più grande fondo di investimento al mondo dedicato all’intrattenimento e ai videogiochi. Dal 2016 al 2018 è stato responsabile della strategia globale di Amazon Studios. Alcuni suoi contributi sono apparsi su «The New YorkTimes», «The Economist» e «Bloomberg». Recentemente ha dato alle stampe il libro “Metaverso“, questa la sinossi:

La parola «Metaverso» è improvvisamente ovunque: compare sulle prime pagine dei giornali, è continuamente citata come la nuova tendenza all’ultima moda, ricorre nei discorsi degli amministratori delegati di ogni settore economico. Ma cos’è, esattamente? Secondo Matthew Ball – uno dei più autorevoli e influenti esperti in materia – il Metaverso è la prossima evoluzione di Internet: un mondo a tre dimensioni, una rete di esperienze interconnesse che vanno ben al di là della realtà virtuale come la conosciamo oggi. Questo sviluppo che finora è stato limitato alla fantascienza e ai videogiochi modificherà ogni settore, compresi i più piccoli aspetti della quotidianità: dal lavoro all’assistenza sanitaria, dall’istruzione alle relazioni personali. Indagando prospettive e rischi di questa nuova realtà, Metaverso rivela come si configurerà l’Internet di domani, cosa comporterà questa trasformazione e, soprattutto, chi saranno i vincitori e chi i vinti di quella che si preannuncia come una rivoluzione irreversibile.

La definizione di metaverso

Nel libro Ball dà una definizione di metaverso. Premessa: non è esattamente quella che danno Zuckerberg e Meta, ovvero:

«Un insieme di spazi virtuali da creare ed esplorare con altre persone che non si trovano nel tuo stesso spazio fisico.»

Quella di Ball è più completa (e interessante):

«Una rete massiccia e interoperabile di mondi virtuali 3d con rendering in tempo reale che possono essere vissuti in modo sincrono e persistente da un numero effettivamente illimitato di utenti con un senso di presenza individuale e con continuità di dati quali identità, storia, diritti, oggetti, comunicazioni e pagamenti.»

I concetti chiave sono:

  • Interoperatività, attualmente un miraggio. Se compro un vestito per l’avatar in Minecraft non posso usarlo altrove.
  • Rendering in tempo reale: il mondo virtuale deve rispondere in tempo reale agli input dell’utente, pena frustrazione.
  • Sincronicità: le esperienze devono essere condivise (come nei multiplayer).
  • Persistenza: quello che costruisco deve rimanere, non come in Roblox dove riparto sempre da capo.
  • Numero illimitato di utenti: spesso gli ambienti virtuali pongono limiti all’accesso (il numero massimo di giocatori per party di Fortnite è 16).

In questo webinar Ball presente il libro:

I problemi della realizzazione del metaverso

Attualmente il metaverso, quindi, non esiste. Nessuno degli ambienti più conosciuti, come Decentraland e Sandbox, ha tutte le caratteristiche elencate sopra. Perché? Quali problemi stanno emergendo? Eccone alcuni che si evincono dalle pagine del libro di Ball.

Costi elevati

Il processo di realizzazione di un metaverso comporta una notevole spesa in termini di hardware, software e personale. Meta ne sa qualcosa:

Sicurezza

La sicurezza è una preoccupazione fondamentale quando si crea un metaverso, in quanto devono essere messe in atto misure adeguate per garantire la protezione dei dati sensibili e l‘integrità dell‘ambiente. Si parla, tra le altre cose, di privacy.

Interoperabilità

Un metaverso deve essere in grado di comunicare con altri sistemi e tecnologie, al fine di offrire servizi di valore aggiunto ai suoi utenti. Per questo è nato il Metaverse Standards Forum:

 

Governance

Una governance adeguata è fondamentale per garantire che il metaverso operi in modo efficiente e sicuro, offrendo al contempo l‘opportunità di sviluppare servizi di valore aggiunto.

Il videocorso introduttivo sul metaverso

Qualche mese fa ho realizzato un videocorso gratuito di introduzione al metaverso per la Fastweb Digital Academy con i seguenti obiettivi:

  • Comprendere che cosa si intende per metaverso;
  • Capire le implicazioni sulla vita delle persone e sull’economia;
  • Analizzare punti di forza e aspetti oscuri.

I tre video affrontano i seguenti temi:

VIDEO 1

  • Introduzione: dal web 2.0 al web 3.0
  • Dalla blockchain agli NFT, dalle criptovalute ai wallet

VIDEO 2

  • Cosa fare nel metaverso? Esempi
  • L’economia: chi e come guadagna nei metaversi?

VIDEO 3

  • Come si entra nel metaverso
  • Aspetti problematici

Sebbene faccia solo saltuariamente il giornalista, ricevo ancora molti comunicati stampa. Il 3 novembre ho ricevuto una mail che recitava:

VILLA BOGDANO 1880 TRA PASSATO E FUTURO: GRAZIE AL METAVERSO ARRIVA LA MAPPA INTERATTIVA DELLE SUE VIGNE STORICHE
L’azienda vinicola di Lison di Portogruaro attraverso la piattaforma Vinophila presenta la mappatura in 3D delle sue vigne storiche.

Appassionato di metaverso da una parte e vino dall’altra, decido di fare un giro su questo Vinophila (creato con Unity). Progetto interessante: nato in piena pandemia, la missione è quella di “permettere alle cantine, alle istituzioni, agli operatori commerciali ed agli appassionati di incontrarsi, dialogare e confrontarsi”. 

Vinophila – si legge sul sito- “è un’expo digitale permanente in realtà immersiva 3D dove tutti possono entrare e partecipare ad eventi, seminari, degustazioni, guardare video on-demand o semplicemente curiosare tra gli stand degli espositori”.

3 motivi per il quale il metaverso è ancora acerbo

Navigando in Vinophila mi sono reso conto che il metaverso – contenitore nel quale ormai si fanno rientrare tutti i progetti di realtà virtuale – è ancora acerbo. Per tre motivi.

  1. Grafica da Second Life

Considerando che Vinophila si è aggiudicata il “Most Innovative in New Event Technology” per gli Innovative & Excellence Awards 2022 della rivista specializzata Corporate LiveWire, mi aspettavo qualcosa di molto, molto innovativo. Ma se guardiamo alla grafica del nuovo mondo virtuale, viene in mente il… vecchio mondo: Second Life (battezzato nel lontano 2003!).

In effetti anche Zuckerberg è stato sbeffeggiato quando ha presentato il suo avatar:

Paul Tassi, su Forbes, scrive che non è accettabile un risultato del genere da parte di un’azienda che si propone di giocare un ruolo preponderante nel futuro del metaverso.

Perché il metaverso è ancora così brutto? Perché, con i mezzi attuali, una grafica scadente (come nel caso di Minecraft) garantisce prestazioni e fruibilità. In futuro non sarà certamente così.

  1. Tecnologie vecchie

In Vinophila vi è la possibilità di interagire con gli stand dei viticoltori: vedere i video e leggere i documenti. Provo ad aprire un documento: mi si apre un PDF! Fatemi capire: nel mondo immersivo e fantascientifico di Ready Player One devo davvero vedere i video in YouTube?

  1. Interazioni (ancora) nulle

Il metaverso sarà “reale” quando gli utenti vivranno delle esperienze virtuali “sociali”: gli avatar, realistici, incontreranno altri utenti, andranno a concerti e conferenze e altro. Ma soprattutto quando creeranno comunità virtuali: per questo occorre poter interagire con gli altri. In Vinophila non è ancora possibile.

Videocorso gratis: benvenuti nel metaverso

Per raccontare l’inizio di questa avventura nel metaverso, se così vogliamo chiamarlo, ho girato per la Fastweb Digital Academy un corso introduttivo, che trovi a questo indirizzo: Introduzione al Metaverso

Il 31 ottobre 2022 è stato pubblicato su Agenda Digitale questo mio approfondimento sulla libreria delle inserzioni di Facebook.

Facebook Ads Library: cos’è e come usarlo per campagne marketing efficaci (e non solo)

Facebook Ads Library è un tool che permette di ricavare preziose informazioni dalle campagne attive all’interno dell’ecosistema di Meta. Molto utile per i professionisti del marketing, può esserlo anche per quegli utenti Facebook e Instagram alla ricerca di maggiore trasparenza in ambito politico e sociale

facebook ads

Le aziende sono sempre alla ricerca di nuove opportunità di business e strategie di marketing che permettano loro di ottenere risultati migliori. Uno degli strumenti più utilizzati dagli esperti di marketing e dai data analyst è Facebook Ads Library, un tool che permette di ricavare preziose informazioni dalle campagne attive all’interno dell’ecosistema di Meta.

Un vero e proprio paradiso per gli amanti dei dati: è possibile trovare informazioni su qualsiasi annuncio di Facebook attualmente attivo, incluso chi lo ha creato, quando è stato pubblicato e altro ancora. Grazie a questo strumento le aziende possono fare ricerche sulla concorrenza, scoprire quale tipo di inserzione funzioni per davvero e utilizzare queste idee per creare annunci e campagne marketing di successo.

Facebook Ads Library garantisce assoluta trasparenza e permette a tutti gli utenti di accedere ai dati riguardanti gli annunci che si possono trovare ogni giorno sulla piattaforma di Meta. Per chi si occupa di marketing il tool è fondamentale per migliorare la qualità delle inserzioni pubblicitarie (un post, una pagina o un evento che l’utente può promuovere investendo del denaro).

Che cos’è Facebook Ads Library

Facebook Ads Library è sostanzialmente uno sconfinato database in cui è possibile eseguire ricerche dettagliate sulle inserzioni pubblicitarie attive su Facebook e sulle altre piattaforme di Meta (è possibile avere accesso anche a tutti gli annunci presenti negli ultimi 7 anni). È stato sviluppato dalla stessa Facebook/Meta qualche anno fa per garantire una maggiore trasparenza (in relazione a contenuti di natura politica e a temi d’interessa nazionale) e sicurezza dopo lo scandalo Cambridge Analytica che aveva travolto Mark Zuckerberg e soci. La prima versione di Facebook Ads Library è apparsa nel 2018 e permetteva di analizzare solo gli annunci relativi a temi politici o sociali: l’ultima release offre la possibilità di vivisezionare in un unico portale tutte le inserzioni attive al momento della ricerca. Oltre a essere uno strumento completamente gratuito, Facebook Ads Library offre la possibilità di raccogliere i dati non solo sugli annunci a pagamento pubblicati su Facebook ma anche quelli relativi alle altre piattaforme dell’ecosistema di Meta come Instagram. Viene utilizzato principalmente per monitorare la concorrenza e per valutare i progressi delle campagne pubblicitarie.

Che cosa offre Facebook Ads Library

La possibilità di vedere le inserzioni pubblicate in tutto mondo e di avere accesso agli annunci della concorrenza: questo è quello che mette sul piatto Facebook Ads Library. Il tool è stato sviluppato per essere facile ed è accessibile a chiunque, anche a chi non dispone di un account Facebook. Come funziona? Questa libreria di inserzioni pubblicitarie assomiglia a un normale motore di ricerca e il suo funzionamento è simile. Si digita il nome della pagina Facebook che si vuole analizzare, si filtrano i risultati per area geografica e si visualizzano i risultati ottenuti. Si può anche utilizzare una parola chiave: i risultati filtrati mostreranno gli annunci effettivamente attivi. Dopo aver cliccato sul risultato desiderato si avranno a disposizione una serie di informazioni riguardanti la data di creazione della pagina selezionata, le modifiche compiute, il numero di amministratori e il loro paese di residenza. Verranno mostrate le pagine più rilevanti ed è possibile controllare gli annunci di una specifica azienda (o pagina) oppure tutti quelli disponibili. Per avere dei risultati globali è necessario selezionare nell’apposito filtro l’opzione “tutti i paesi”, mentre per studiare un inserzionista specifico basta semplice cliccare sul nome della pagina per avere accesso a tutte le informazioni disponibili. Se si è alla ricerca di inserzioni pubblicate in una specifica zona geografica o città, è consigliabile digitare il nome al posto di una parola chiave. Anche i tag utilizzati negli annunci vanno monitorati e alcuni possono essere usati nella creazione dei propri.

È possibile visionare i risultati relativi a inserzioni attive e no, così come il budget utilizzato: si possono ricavare dati sulle modalità di finanziamento utilizzate, le impression ricevute, i dati demografici relativi al pubblico a cui sono state mostrate (età, sesso e posizione geografica) e capire quello che funziona e no. La maggior parte delle informazioni sono riportate anche nell’apposita sezione dedicata ai report.

Un tool gratuito per analizzare i competitor

Con Facebook Ads Library è possibile ottenere informazioni dettagliate sulle campagne attive dei propri competitor, studiare i loro punti di forza e utilizzarli per migliorare la propria strategia online. È uno strumento fondamentale per capire quale tipologia di contenuti utilizzare (immagini, video, stile grafico, testi e hashtag) e per comprendere il pubblico a cui indirizzare le campagne (comprese anche le tempistiche). I dati dei concorrenti, infatti, si rivelano una fonte preziosa di informazioni per elaborare una strategia vincente (compreso il budget da utilizzare o la sperimentazione di nuove inserzioni). Conoscendo gli orari in cui la concorrenza pubblica i propri contenuti, per esempio, è possibile adottare una strategia diversa e risparmiare anche del denaro. Facebook Ads Library permette di filtrare gli annunci per data, in modo da poter analizzare quello che stanno facendo i propri competitor: per esempio, se un’azienda sta organizzando un evento particolare è possibile studiarne uno simile e proporlo in un altro periodo/orario. L’analisi degli avversari permette anche di individuare anche i possibili vantaggi proposti alla loro clientela (per esempio, lo sconto applicato a un determinato prodotto o a una particolare promozione): copiare quello che fanno i competitor non sempre è una buona idea. Studiare il tono utilizzato nella creazione di un’inserzione pubblicitaria è utilissimo, così come analizzare il contenuto visuale proposto: si tratta di aspetti che possono fare la differenza in una campagna che funziona su Facebook. Non bisogna, però, limitarsi a copiare quello che fanno i propri competitor: è importante anche proporre qualcosa di nuovo.

Facebook Ads Library funziona anche sulle altre piattaforme di Meta

Questo strumento può essere utilizzato sulle principali piattaforme che fanno parte dell’ecosistema di Meta: Facebook, Instagram, Audience Network e Messenger. Permette di analizzare la concorrenza (dare un’occhiata alle landing page proposte è sempre una buona idea) per sviluppare nuove offerte o per individuare i trend del momento, soprattutto sui canali social. Facebook Ads Library può aiutare a capire se la piattaforma di Meta sia quella giusta per operare: Facebook, infatti, potrebbe non essere il canale giusto per sviluppare la propria attività (se non ci sono i propri competitor il dubbio è più che lecito…).

Questo strumento è stato sviluppato per migliorare la trasparenza delle piattaforme gestite da Meta e per recuperare la fiducia dei suoi utenti. Per gli esperti di marketing Facebook Ads Library è – senza dubbio – una miniera d’oro di informazioni e può essere utilizzato per studiare le inserzioni pubblicitarie della concorrenza (come gestiscono i budget e quali strategie funzionano meglio) e ottenere idee nuove idee e suggerimenti per le proprie. Ci sono diversi modi per spiare la concorrenza ma Facebook Ads Library lo fa in modo semplice e utile: gli inserzionisti, infatti, sanno quanto può essere serrata la concorrenza sulla piattaforma di Menlo Park e anche il più piccolo dettaglio può fare la differenza quando si tratta di Facebook Ads. Non è solo un tool indispensabile per i professionisti del marketing ma può essere estremamente utile anche per quegli utenti di Facebook e Instagram che sono alla ricerca di una maggiore trasparenza in ambito politico e sociale.