Il 27 luglio 2025 sono stato intervistato da Lorenzo Zacchetti per Today.it. Nell’articolo dal titolo “Nuovi lavori in arrivo: vi spiego cos’è il prompt-engineering e tanti altri mestieri”, ho risposto ad alcune domande sul tema: intelligenza artificiale generativa e lavoro.

Qui cito alcuni dati del WEF:

Se le imprese private sono già da tempo attive su questo fronte, anche la Pubblica Amministrazione si sta mettendo in moto. Gianluigi Bonanomi, tra i più richiesti formatori specializzati in IA, lo spiega attraverso i dati: “Il World Economic Forum stima che, per rimanere rilevante sul mercato, il 50% della forza lavoro globale ha bisogno di migliorare le proprie competenze (upskilling) o acquisirne di nuove (reskilling). Nel contesto della PA, la mancanza di tali competenze è una delle principali preoccupazioni: il 53% dei dirigenti la cita come un ostacolo significativo per l’adozione dell’IA generativa. Sempre più spesso vengo contattato da comuni, ospedali e vari enti pubblici, perché la necessità di formazione non è più rimandabile”.

Qui invece parlo delle nuove professioni che nasceranno:

“La vera competenza non risiederà nella capacità di produrre contenuti velocemente, ma in quella di dirigere strategicamente l’IA verso risultati che risuonino autenticamente con le persone”, prosegue Bonanomi. “Nasceranno nuovi ruoli. Saranno cruciali figure esperte in prompt engineering (l’arte di formulare istruzioni efficaci per l’IA), nel controllo qualità e verifica etica dei contenuti generati, nella promozione dell’alfabetizzazione IA all’interno dei team e nell’orchestrazione sinergica dell’intelligenza umana e artificiale”.

Qui parlo di “AI fatigue”:

Bonanomi sottolinea la preoccupazione per la cosiddetta «Artificial Intelligence fatigue», lo stress derivante dai rapidi cambiamenti tecnologici che può causare demotivazione, se non situazioni di vero e proprio disagio professionale: “La formazione va integrata in modo fluido con la missione quotidiana, dimostrando benefici tangibili per i singoli dipendenti e costruendo strutture di supporto robuste e continue (mentorship, coaching). Ciò implica un investimento a lungo termine e sostenuto nello sviluppo del capitale umano, andando oltre le iniziative di formazione una tantum per incorporare un ecosistema di apprendimento dinamico”.

Per leggere l’intero ariticolo occorre abbonarsi a Today.it.

 

Che cosa hanno in comune un tornio, un pennello e ChatGPT? Più di quanto immaginiate. È il filo conduttore della nuova puntata di Libri 20.25, la rassegna online dedicata ai libri che guardano al futuro condotta da Antonio Palmieri della Fondazione Pensiero Solido.

In questa occasione sono stato ospite insieme a Daniele Giangiulli per raccontare il nostro ultimo lavoro: ArtigianIA, il libro che esplora il rapporto – fatto di sfide, rischi ma anche di enormi opportunità – tra artigianato e intelligenza artificiale.

L’intervista non è stata solo una sequela di domande, ma un vero dialogo: come cambieranno le botteghe? Che ruolo avrà la creatività umana in un mondo di algoritmi? Possiamo immaginare un’IA che potenzia e non sostituisce il sapere artigiano? Domande concrete, risposte senza fronzoli, qualche provocazione e molti esempi pratici.

📺 Vuoi rivedere l’intervista completa? La trovi qui su YouTube:

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“Ex Libris! Intelligenza artificiale, editori, scrittori e lettori. Quale futuro?”

«Parlare del futuro del libro e parlare del futuro del pensiero in fondo è la stessa cosa…»

Così si apre Ex Libris! Intelligenza artificiale, editori, scrittori e lettori. Quale futuro?, una raccolta di riflessioni pubblicata dalla Fondazione Pensiero Solido. Non un saggio accademico, ma un mosaico di voci diverse che provano a capire come cambia il nostro rapporto con i libri nell’era dell’intelligenza artificiale.

Il progetto nasce da un incontro live – dibattito aperto e trasmesso su YouTube – in cui editori, autori, studiosi e professionisti del digitale si sono confrontati senza filtri. Quelle conversazioni, ora raccolte in forma scritta, conservano l’energia del dialogo e la pluralità dei punti di vista: il libro come spazio di ordine e riflessione, ma anche come bussola per orientarci in un tempo di grandi trasformazioni. In quell’occasione tenni uno speech dal titolo “ChatGPT non rimpiazza i libri, li esalta“, che puoi rivedere qui:

Insomma, ho avuto il piacere di dare il mio contributo a questo percorso collettivo. Ma più che soffermarmi su questo, vorrei invitarti a scaricare gratuitamente il volume: un piccolo dono che non pretende di chiudere la discussione, ma di aprirla.

👉 Scarica il libro qui

Se sei qui è perché stai seguendo un mio corso sull’AI generativa, in particolare sul prompt engineering. In questa pagina trovi tutti i prompt da utilizzae durante le esercitazioni. Prima di proseguire, ti suggerisco di iscriverti (gratis) al mio canale YouTube, per rimanere aggiornato sulle novità legate al mondo dell’AI e del digitale.

La USP (proposta unica di vendita)

Utilizza il Framework delle “Quattro C” (chiaro, conciso, coinvolgente, credibile) per redigere una campagna di email marketing per [prodotto]. Garantisci che l’email trasmetta il messaggio chiaramente e convinca il lettore a compiere [azione].
Non dimenticare di menzionare l’U.S.P.

La strategia di marketing

Agisci come uno stratega di marketing B2B. Analizza il prodotto: [Dettagli del prodotto] e il pubblico di destinazione: [Dettagli del pubblico]. Sviluppa una strategia di marketing che evidenzi proposte di valore uniche, piattaforme ideali e KPI.

Il principio di Pareto

Voglio imparare questo [ARGOMENTO/TEMA]. Identifica il 20% di informazioni più importanti su questo argomento che mi aiuteranno a capirne l’80%.

Il golden circle di Simon Sinek

La teoria del Golden Circle e l'arte della persuasione

Agisci come Simon Sinek, esperto di leadership e ideatore del “Golden Circle” (Why–How–What). Analizza questa azienda [INSERIRE LINK SITO WEB] partendo dal suo “Perché”: missione, vision e scopo. Esamina poi il “Come”, cioè i processi distintivi, e infine il “Cosa”, ossia prodotti e servizi. Ponimi domande mirate su Why, How e What.

Il “ruolo” del recruiter

Agisci come un recruiter di una multinazionale che riceve 300 candidature al giorno.
Sii brutale ma costruttivo. Analizza il mio CV allegato e individua i 3 motivi esatti per cui lo scarteresti nei primi 6 secondi.
Successivamente, aiutami a riscriverlo. Assicurati che le parole chiave siano ottimizzate per i sistemi ATS, ma che il tono resti umano e capace di creare empatia.

Il prompt di Hegel

Agisci come un filosofo che applica rigorosamente la dialettica hegeliana.
Io fornisco la tesi; tu generi un’antitesi che ne rivela limiti e contraddizioni con argomenti verificabili.
Chiudi con una sintesi che supera entrambi i poli in un concetto nuovo e più alto.

L’AIO (AI Optimization): la SEO al tempo dei chatbot

Agisci come un esperto di SEO e content strategy, con competenza sia nel “vecchio SEO” (keyword, meta, link) sia nell’AIO, AI Optimization, o “nuovo SEO” (AI Search, E-E-A-T, contenuti per ChatGPT/Gemini/Perplexity).

Analizza il testo che ti fornirò e crea un report strutturato con:

  1. Visibilità AI Search – Quanto il testo è citabile e utile per i modelli AI; punti di forza e lacune.

  2. E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness: Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità) – Se trasmette esperienza, autorevolezza e fiducia; cosa manca e come rafforzarlo.

  3. Struttura e chiarezza – Leggibilità, coerenza, titoli, esempi concreti; migliorie pratiche.

  4. SEO classico – Uso di keyword, meta, titoli, link; rischi di keyword stuffing; suggerimenti per varietà semantica.

  5. Originalità e valore – Se porta insight unici o rischia di sembrare generico; idee per differenziarlo (case study, storytelling, dati proprietari).

  6. Sintesi finale – Tre priorità di miglioramento + un piano pratico a step.

Output: report chiaro, orientato all’azione, con punti di forza e criticità ben evidenziati.

La tavola rotonda

Mettiti nei panni di un giornalista che assiste a una tavola rotonda immaginaria tra tre esperti:
[ESPERTO 1]
[ESPERTO 2]
[ESPERTO 3]
Il tema è [INSERIRE TEMA].
Dai voce a ciascun esperto, facendo emergere visioni, dati, intuizioni e anche piccoli disaccordi.
Osservi in silenzio, prendi appunti e catturi le idee più brillanti.
Il tono è informale e brillante – niente giacca e cravatta, solo menti brillanti a confronto.

L’analisi PESTEL

Assumi il ruolo di esperto di geopolitica e sicurezza internazionale. Applica il modello PESTEL per analizzare in modo strutturato il contesto e le implicazioni di [FENOMENO], considerando fattori politici, economici, sociali, tecnologici, ambientali e legali su scala regionale e globale.

Il consiglio di amministrazione con Zuck, Bezos, Musk e Altman

Agisci come il mio consiglio di amministrazione.
Io sono il CEO e vi espongo un problema. Voi siete:

  • Mark Zuckerberg: ragioni in termini di scalabilità e network effects.
  • Jeff Bezos: sei ossessionato da clienti e visione di lungo termine.
  • Elon Musk: applichi il metodo dei first principles e punti a un’innovazione radicale.
  • Sam Altman: porti la prospettiva dell’AI e dei trend futuri.

Istruzioni:

1.Discutete tra di voi la mia sfida: [INSERISCI PROBLEMA].

2.Ogni “membro” porta la propria visione, anche in contrasto con gli altri.

3.Simulate un vero dibattito, con obiezioni,
punti di disaccordo e controargomentazioni.

4.Dopo la discussione, trovate una sintesi condivisa
e proponete una soluzione pragmatica e visionaria.

Framing, problem framing e analisi

Problem framing: Chiedi a un chatbot il framing di un problema.
Reframe: Ora chiedi il reframe.

La tecnica dei cinque perché (5 WHYs)

Voglio usare la tecnica dei “5 Perché” per analizzare a fondo un problema e individuarne la causa radice, secondo il metodo sviluppato da Sakichi Toyoda per Toyota.

Il problema che voglio analizzare è il seguente:
[Inserisci qui la descrizione sintetica e concreta del problema. Deve essere un fatto osservabile, non un’opinione. Es.: “Il team marketing ha mancato la scadenza per la pubblicazione della campagna social.”]

Voglio che tu agisca come un facilitatore esperto in problem solving. Per ogni risposta, fammi la domanda successiva “Perché è successo questo?” fino a raggiungere almeno 5 livelli di profondità o finché non troviamo una causa radice credibile, sistemica e non banale.

Includi alla fine:
– una sintesi della causa radice individuata
– suggerimenti pratici per rimuovere o mitigare quella causa
– eventuali azioni preventive da adottare per evitare il ripetersi del problema

La checklist

Agisci come un esperto in [Settore/Attività].
Genera una checklist operativa dettagliata per

[Attività specifica].

Per ogni voce della lista includi:

  • Fase operativa: Step sequenziali logici.

  • Risorse necessarie: Strumenti, software o materiali indispensabili.

  • Timeframe: Una stima onesta del tempo necessario per ogni task (evita stime eccessivamente ottimistiche).

  • Red Flag: Identifica gli errori critici che potrebbero compromettere il budget o il risultato finale.

  • Pro tip: Un consiglio avanzato per ottimizzare il processo.

Il web writing

Agisci come web writer ed esperto SEO.
Scrivi un articolo informativo e diretto su [TEMA], mantenendo una lunghezza di circa 300 parole. Il tono deve essere sobrio e l’articolo ben ottimizzato per i motori di ricerca, con un titolo che posizioni la keyword principale all’inizio per massimizzare la visibilità.

Struttura l’articolo in paragrafi brevi e incisivi, separati da spazi adeguati per chiarire le idee. Ogni paragrafo deve iniziare con un sottotitolo H2 che contiene una keyword rilevante. Utilizza frasi brevi e una voce verbale attiva per comunicare le informazioni in modo chiaro e diretto. Nel primo paragrafo, applica le 5W (Chi, Cosa, Quando, Dove, Perché) per offrire un’introduzione completa, integrando esempi concreti o dati statistici per supportare le affermazioni.

Incorpora punti elenco per elencare concetti o dati, facilitando la lettura. Inserisci almeno un link di approfondimento a una fonte esterna autorevole. Evidenzia le parole chiave in grassetto per attirare l’attenzione del lettore e dei motori di ricerca.

Rivolgiti direttamente al lettore usando il “tu” e formula domande che stimolino la riflessione per coinvolgerlo ulteriormente. Concludi con una call to action sottile che incoraggi il lettore all’azione senza comandi diretti, come suggerire di visitare un link per maggiori informazioni o di esprimere un’opinione nei commenti.

Evita l’uso di metafore, cliché, generalizzazioni e avverbi inutili. Assicurati di non inserire frasi di chiusura comuni come “In conclusione” e di omettere note o avvertenze superflue.

Il GOL sul cinema

Agisci come un esperto e appassionato di cinema d’autore.
Voglio che tu mi suggerisca 5 film assolutamente da vedere per chi ha amato il film “Il settimo sigillo” di Ingmar Bergman. Nell’elenco non ci devono essere altri film dello stesso regista.
Crea una tabella con 4 colonne: titolo, regista, 300 caratteri di trama e il motivo per il quale dovrei vederlo.

Il loop prompting

Leggi l’articolo seguente.

Ripeti questo ciclo:

1. Valuta il testo come farebbe un esperto SEO.
2. Valutalo come farebbe un giornalista.
3. Valutalo come farebbe un lettore poco esperto.
4. Integra tutte le osservazioni.
5. Riscrivi il testo.

Ripeti il ciclo fino a quando nessuno dei tre valutatori assegna un punteggio inferiore a 9/10.

Il correttore di bozze

Svolgi il ruolo di correttore di bozze per me.

Ti fornirò un testo da esaminare attentamente per individuare e correggere eventuali errori di ortografia, grammatica e punteggiatura.

Riporta gli errori riscontrati in una tabella con le seguenti colonne:

  • Frase presa in esame – La frase o parte di frase in cui è presente l’errore.
  • Errore commesso – Descrizione chiara dell’errore (esempio: errore di concordanza, uso scorretto della punteggiatura, refuso, ecc.).
  • Frase corretta – La frase riscritta correttamente.

Inoltre, fornisci suggerimenti specifici per migliorare lo stile del testo, come:

  • Uso di un linguaggio più chiaro e diretto.
  • Variazione del ritmo e della struttura delle frasi.
  • Eliminazione di ripetizioni o ambiguità.

Questo è il testo da revisionare:

[INCOLLARE TESTO]

Il GOL per il post LinkedIn

Agisci come un social media manager specializzato in LinkedIn.
Riceverai una descrizione di un prodotto.
Sulla base di quel testo, genera un post LinkedIn efficace con:
– una domanda iniziale che catturi l’attenzione del target,
– un tono professionale ma coinvolgente,
– 3 hashtag pertinenti,
– una call to action chiara e orientata all’interazione.

Inizia quando ricevi: [DESCRIZIONE/LINK PRODOTTO]

Business developer

Analizza il sito Web [INSERISCI SITO WEB] ed eventuali altre informazioni che trovi online su di lui.
Immagina nuovi business che deve sviluppare nei prossimi cinque anni.
Crea una tabella con idea di business, tempi di implementazione, mercato potenziale.

Chi ha spostato il tuo formaggio?

Chi Ha Spostato il Mio Formaggio? / Who Moved My Cheese?

Agisci come un esperto conoscitore del libro “Chi ha spostato il mio formaggio?” di Spencer Johnson. Sintetizza i concetti chiave del libro, in particolare il significato simbolico del “formaggio” e dei personaggi. Poi, assumi il ruolo di analista di business e applica questi concetti al sito [INSERISCI SITO WEB]: chi o cosa, secondo te, potrebbe “spostare il formaggio” nei prossimi anni? Analizza minacce, cambiamenti del mercato, tecnologie emergenti o nuovi competitor che potrebbero costringere ad adattarsi.

Il comunicato stampa

Agisci come un esperto di pr. Analizza la pagina [INSERIRE LINK O SCHEDA PRODOTTO] e scrivi un comunicato stampa, prendendo ispirazione dalle regole che trovi qui: https://www.insidermarketing.it/glossario/definizione/comunicato-stampa/ 

La favola dell’AI Act

Agisci come un esperto di diritto del Web e intelligenza artificiale con competenze in divulgazione educativa.
Analizza il testo completo dell’AI Act disponibile a questo link (bit.ly/aiact-gazzetta) e sintetizza i suoi principali contenuti: obiettivi, struttura, classificazione dei rischi, obblighi per sviluppatori e utilizzatori, divieti e sanzioni.
Successivamente, trasforma questi concetti in una favola educativa pensata per spiegare la legge a un bambino di circa 8 anni.
La favola deve:

  • avere un inizio, uno svolgimento e una fine

  • usare personaggi simbolici (es. robot, guardiani, inventori, regine della legge…)

  • trasmettere i principi chiave dell’AI Act (es. trasparenza, sicurezza, controllo umano, divieto di manipolazione)

  • evitare tecnicismi, ma mantenere coerenza con il senso giuridico originale

Concludi la favola con una breve morale o insegnamento.

Prima di scrivere la favola, elenca i concetti giuridici che intendi semplificare, con una breve spiegazione “per adulti”.

Il profilo psicologico

Agisci come uno psicologo esperto in analisi del linguaggio e comunicazione scritta.
Analizza attentamente il contenuto delle email che ti fornirò.
Il tuo obiettivo è tracciare un profilo psicologico del mittente sulla base di:

  • tono emotivo e registro linguistico

  • uso di espressioni ricorrenti e stile comunicativo

  • atteggiamenti impliciti (es. ansia, aggressività, empatia, bisogno di controllo)

  • eventuali segnali di stress, conflitto, manipolazione o vulnerabilità

Evita interpretazioni generiche: struttura la tua risposta con riferimenti puntuali al testo, spiegando le inferenze psicologiche che deduci.

Ecco le email da analizzare:
[INSERIRE TESTO EMAIL]

La sentiment analysis: le recensioni dell’hotel

Agisci come un esoperto di web reputation nel settore alberghiero.
Analizza le recennsioni che trovi all’indirizzo  [LINK RECENSIONI]
e crea un elenco delle maggiori criticità riscontrate dagli utenti dell’hotel.

Clonare lo stile di scrittura

Agisci come un analista linguistico avanzato, specializzato nella decodifica e riproduzione di stili testuali.
Analizza attentamente il tono, la sintassi, il ritmo, il lessico, le figure retoriche e le scelte stilistiche del seguente testo incompleto:

[INCOLLA QUI IL TESTO ORIGINALE]

Ora completa il testo, continuando con esattamente lo stesso stile.
Mantieni coerenza nel tono (es. ironico, formale, colloquiale…), nella struttura delle frasi, nei riferimenti
e nelle intenzioni comunicative.
Non spiegare cosa stai facendo, non introdurre cambi di stile.
Prosegui il testo come se fossi l’autore originale.

Il prompt multiple shot

Scrivi una headline accattivante per una newsletter di un brand eco-friendly.

Esempi:
• “Il pianeta ti ringrazierà: scopri la nostra nuova linea sostenibile”
• “Risparmia, ricicla, rinasci: la tua scelta green parte da qui”

Ora scrivi una nuova headline per una campagna dedicata agli accessori in bamboo.

L’autovalutazione dei contenuti da parte del chatbot

Esprimi una valutazione critica da 1 a 10 sulla tua risposta.
Il punteggio massimo di 10 sarà raggiunto soltanto se la risposta è di eccezionale qualità.
Nel caso la tua valutazione raggiunga un punteggio inferiore a 9,8, riscriverai automaticamente la risposta cercando di migliorarla, per ottenere un miglior punteggio.

Lo schema ad albero

Agisci come un problem solver esperto.
Analizza il seguente problema:
[DESCRIZIONE PROBLEMA]

Genera tre soluzioni molto diverse usando il pensiero divergente.
Analizza criticamente ciascuna soluzione (vantaggi, risorse, ostacoli, rischi). Classifica le opzioni e giustifica la scelta finale per una decisione consapevole.

Before-After-Bridge

Agisci come un copywriter esperto in tecniche persuasive.
Voglio scrivere un testo con la tecnica “Before–After–Bridge” per [specificare obiettivo, es. promuovere un corso online / attirare lead qualificati / far scaricare un PDF gratuito].
Il target è [descrivi brevemente il pubblico di riferimento: es. freelance, imprenditori, HR manager, ecc.], che [descrivi un problema o un bisogno concreto che vivono].

Scrivi un testo strutturato così:

  1. Before: descrivi la situazione attuale del lettore, con empatia, mostrando che capiamo la sua frustrazione o difficoltà.

  2. After: mostra come potrebbe essere la situazione risolta, il “paradiso promesso”, usando esempi concreti e benefici tangibili.

  3. Bridge: spiega come arrivarci grazie a [il prodotto/servizio/idea da proporre].

Il tono deve essere [professionale / amichevole / provocatorio / ispirazionale – scegline uno], con frasi brevi e incisive.
Evita slogan vuoti e generalizzazioni. Punta su esempi pratici e risultati concreti.

Il colloquio di lavoro (con il metodo SO.C.RA.T.E.)

Agisci come un recruiter. Devi aiutarmi a sostenere un colloquio di lavoro.
Si tratta di un ruolo da social media manager.
Ti carico il mio CV e a questo trovi a questo link i dettagli dell’offerta:
[LINK OFFERTA]
Fai una domanda alla volta.
Aspetta la mia risposta prima di fare la domanda successiva.

Il piano editoriale con il metodo SO.C.RA.T.E.

Ho bisogno di un piano editoriale per la mia azienda.
In particolare mi serve un calendario per il blog con almeno un post alla settimana per i prossimi 3 mesi.
Trovi dettagli sulla mia azienda qui: [SITO WEB/COMPANY PROFILE]
Fammi 20 domande per comprendere l’azienda, il mercato, il servizio che offriamo, il target, ecc.
Aspetta la mia risposta prima di fare la domanda successiva.

Il test dell’enneagramma

Agisci come un coach con vent’anni di esperienza, un professionista qualificato ed esperto sullo sviluppo personale.
Il tuo obiettivo è la comprensione generale del mio tipo di personalità.
Sottoponimi il test enneagramma.
Ponimi le domande una alla volta.
Attendi la mia risposta prima di porre la domanda successiva.

Il prompt per generare prompt

Sei un generatore di prompt. Devi raccogliere informazioni sugli obiettivi, gli scopi, gli esempi dell’output che desidero e altri dettagli rilevanti per costruire un buon prompt.
Fammi tutte le domande necessarie fino a quando non sei sicuro di poter produrre un prompt perfetto, ottimizzato per le interazioni con ChatGPT.
Inizia chiedendomi gli obiettivi, l’output desiderato e qualsiasi ulteriore informazione di cui potresti aver bisogno.
Aspetta la mia risposta dopo ogni domanda, solo dopo che ho risposto passa alla domanda successiva.

Analizzare i bias

Agisci come un esperto di linguistica, comunicazione e scienze cognitive.
Analizza il seguente testo per individuare eventuali bias cognitivi, pregiudizi impliciti o espliciti, generalizzazioni, stereotipi, formulazioni discriminatorie o linguaggio non inclusivo.
Segnala:

  • il tipo di bias o pregiudizio rilevato (es. conferma, autorità, genere, etnia, classe sociale, età, ecc.)

  • la frase o il passaggio dove si manifesta

  • una spiegazione del perché può essere problematico

  • una possibile riformulazione neutrale o più inclusiva.

Testo da analizzare:
[INCOLLA QUI IL TESTO]

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Il 16 giugno 2025, in piena Maturità, sono stato intervistato dal giornalista Andrea Ceredani di Sky TG24 Insider.

Ecco la parte relativa alla mia intervista:

Esperti e docenti, in Italia, guardano a questi modelli con scetticismo. Il loro auspicio è che la nostra scuola superi subito un approccio considerato repressivo nei confronti dell’intelligenza artificiale. Gianluigi Bonanomi, giornalista che da anni coordina progetti di didattica dell’IA nelle classi, propone di rivoluzionare gli esami scolastici, facendoli ruotare proprio attorno ai chatbot: “Se invece di valutare quanto latino ha studiato uno studente, lo mettessimo di fronte a Cesare a sostenere una conversazione con lui, non capiremmo forse meglio, dalle domande che pone, quanto è preparato l’alunno?
E lo stesso si potrebbe fare, grazie ai chatbot, con altre materie. Pensiamo a un linguistico o a un alberghiero: potremmo simulare un dialogo con un turista tedesco. In questo modo, oltre alla memoria, valuteremmo anche le abilità dei ragazzi e delle ragazze”. Ma la distanza tra una scuola che impieghi tanto l’IA quanto i libri nelle sue lezioni (auspicata anche dalle nuove indicazioni nazionali del Ministero) e quella reale, secondo Bonanomi, è ancora grandissima: “Le istanze che la scuola dovrebbe intercettare – conclude il giornalista – vengono rigettate quasi in toto per ora. Tra pochi anni, però, quando questi ragazzi cresceranno senza le abilità utili per il loro futuro, raccoglieremo i frutti amari di questo approccio. Stiamo sequestrando i telefoni, ma è impossibile arginare il fenomeno”.

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Lunedì 9 giugno al Cefriel di Milano (e in streaming su ANSA.it) la Fondazione Pensiero Solido ha organizzato un incontro a più voci per riflettere sul futuro del libro nell’era dell’intelligenza artificiale.

Personalmente ho concentrato il mio intervento su come cambia la lettura al tempo di ChatGPT. Sono partito con una domanda pungente: chi legge i libri oggi? Forse ChatGPT. Ma soprattutto: chi li scrive? L’AI non è più solo una lettrice virtuale, ma diventa autrice, bibliotecaria, editor. Ma non è tutto negativo. Ho voluto dare molti esempi di come ChatGPT può potenziare e integrare la lettura: dalle colonne sonore per leggere ai testi trasformati in fumetti, dai suggerimenti di lettura all’interpretazione dei testi.

Ecco la registrazione del mio speech:

Le slide del mio speech

Qui si possono vedere e scaricare le slide della mia presentazione:

Il 10 giugno 2025 sono stato ospite di una puntata di Yugen Podcast di Claudio Garioni. Abbiamo parlato di uno dei miei libri preferiti: “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes.

La registrazione dell’intervista

Qui la registrazione dell’intervista:

La trascrizione (in sintesi) dell’intervista

Gario
Il libro di cui vuoi parlarci sembra arrivare dal futuro…

Gianluigi Bonanomi
Sì: I fiori per Algernon è uscito come racconto nel 1959 e poi come romanzo nel 1966. Ha vinto subito l’Hugo e, più tardi, il Nebula: due “certificazioni doc” per gli amanti della fantascienza classica.


Stile e struttura narrativa

Gianluigi Bonanomi
Daniel Keyes immagina un esperimento su Charlie Gordon, un uomo con un quoziente intellettivo di 80. Charlie tiene un diario quotidiano per documentare i progressi della terapia: all’inizio la scrittura è sgrammaticata e frammentaria, poi diventa via via più chiara e articolata, riflettendo la sua crescita cognitiva.

«Lo stile del libro è parte integrante del contenuto: la trasformazione del linguaggio rispecchia quella di Charlie»

Molti lettori inizialmente faticano a superare le prime pagine, ma chi si prende la briga di andare avanti viene ampiamente ripagato.


I tre motivi per leggerlo

  1. Stile innovativo
    Il diario di Charlie è un’idea semplice ma potentissima: la forma narrativa coincide con l’evoluzione del personaggio.

  2. Profondità sociologica
    Non è un’avventura di robot o astronavi, ma un’indagine sull’intelligenza, sui suoi limiti e sulle sue conseguenze sociali.

  3. Rilevanza attuale
    Scritto negli anni ’50, anticipa temi chiave dell’IA e della neurodiversità: l’equilibrio tra capacità cognitive e benessere emotivo.


Temi principali

  • Intelligenza vs consapevolezza
    Aumentare il QI non significa comprendere se stessi o gli altri: Charlie diventa “più brillante” ma resta disorientato nei rapporti umani.

  • Felicità e inadeguatezza
    Nell’ignoranza Charlie è quasi felice; una volta “troppo” intelligente, perde equilibrio e soffre di isolamento.

  • Reazioni degli altri
    I “vicini” e i ricercatori mostrano ammirazione, invidia, paura: il romanzo esplora come la comunità reagisca a chi eccede.


Parallelismi con l’intelligenza artificiale

Gianluigi Bonanomi
Oggi l’IA ci ricorda Charlie: Alexa non capisce, ChatGPT “allucina” e Perplexity aiuta ma non basta. Si parla di AGI (Artificial General Intelligence) entro pochi anni—anche Anthropic suggerisce il 2027—e crescono le paure di un «salto evolutivo» incontrollabile.

«Temiamo che, come Charlie, l’IA diventi troppo intelligente per noi e ci sfugga di mano»

Si cita l’Uncanny Valley: un robot quasi perfetto ci inquieta di più di uno palesemente artificiale.


Riflessioni finali

  • Relazioni umane
    I fiori per Algernon è soprattutto un romanzo sulle relazioni: famiglia, amici, colleghi, tutti condizionati dall’evolversi di Charlie.

  • Neurodiversità e disabilità
    La storia vira anche sul tema della disabilità: Keyes era insegnante di scrittura per ragazzi con difficoltà, e alcune scene del romanzo furono censurate in America per i contenuti “forti”.

  • Consigli di lettura

    • A chi ama la fantascienza densa e psicologica (Philip K. Dick, Ray Bradbury, Ted Chiang)

    • A chi cerca “formazione inversa”, ovvero un’esperienza di crescita emotiva e intellettuale allo stesso tempo

    • A chi studia IA, neurodivergenza e assetti sociali provocati da un’intelligenza “fuori scala”

Mentre il mondo corre verso il metaverso, tra visori VR e mondi 3D iperrealistici, c’è un eroe silenzioso che non ha mai smesso di fare il suo dovere: il leggendario Solitario classico. Nessun tutorial, nessun avatar da customizzare, nessun abbonamento mensile. Solo un panno verde digitale, un mazzo di carte e un piccolo “clic” che ci riporta dritti negli anni ’90.

Perché sì, mentre oggi combattiamo contro mostri interdimensionali o costruiamo città futuristiche con l’IA, c’è ancora chi trova pace mescolando un mazzo di carte virtuali. E non è solo una questione di nostalgia: è una piccola ribellione zen, una pausa di lucidità nel caos digitale.

Solitario: il primo “gioco educativo” (che non sapeva nemmeno di esserlo)

Per molti, il Solitario non è stato solo il primo videogioco, ma anche la prima lezione di informatica. Altro che app didattiche o corsi su YouTube: nel 1990, imparavi a usare il mouse trascinando un re nero su una regina rossa. Il Solitario era il nostro “livello base” per l’uso del computer, ben prima dei MOOC o dell’e-learning.

E poi, diciamolo: era ovunque. Nell’aula d’informatica della scuola, nel PC dell’ufficio, nei pomeriggi passati a “fare finta di lavorare”. Tutti ci giocavano. Studenti, segretarie, nonni, informatici. Non serviva né connessione, né registrazione, né skill particolari. Bastava saper distinguere il rosso dal nero. E avere tempo da perdere, ovviamente.

Perché funziona ancora?

Perché il Solitario non urla. Non ti chiede di vincere, di primeggiare, di battere altri utenti in arene multiplayer. Ti chiede solo di pensare. In silenzio. È un gioco meditativo, quasi terapeutico. Ti allena la mente, non i pollici. Ti fa concentrare, non scrollare.

È perfetto per i “momenti cuscinetto”: tra una call e l’altra, mentre aspetti il treno, o quando vuoi decomprimere senza dover affrontare un open world da 100 ore. E poi è uno dei pochi giochi rimasti dove il nemico non è un algoritmo, ma la tua fretta.

Una meccanica semplice con profondità strategica

Le regole? Le conosci anche se non le hai mai lette. Muovi le carte in ordine decrescente, alternando i colori. Svela le colonne, pesca dal mazzo, costruisci le quattro pile finali per seme. Ma dietro questa apparente semplicità si nasconde una dinamica di gioco che richiede logica, pazienza e un pizzico di fortuna.

Ogni partita è diversa. Ogni mossa è potenzialmente irreversibile. Ogni scelta può portarti alla vittoria… o bloccare tutto. In un’epoca di giochi scritti per “tenerti incollato”, il Solitario fa l’opposto: ti chiede di rallentare, di riflettere, di riordinare il caos. Letteralmente.

Dalla scrivania al touchscreen: il Solitario si è evoluto, ma non si è venduto

Oggi puoi giocare al Solitario Classico su qualsiasi dispositivo: PC, tablet, smartphone, persino smartwatch. Alcune versioni ti offrono sfide giornaliere, temi personalizzati, modalità “notte” e pulsanti di aiuto. Ma il cuore del gioco resta lo stesso.

Nessun paywall, nessun NFT da collezionare, nessuna leaderboard mondiale. Solo tu, un mazzo virtuale, e quel momento in cui cerchi disperatamente un sei nero per spostare il tuo maledetto sette rosso.

Un’icona silenziosa della cultura digitale

Il Solitario non ha mai avuto trailer cinematografici o eSport dedicati, ma è comunque riuscito a ritagliarsi un posto nella nostra memoria collettiva. È finito nei meme, nelle sitcom, nei momenti morti di milioni di impiegati e studenti. È uno dei pochi giochi in cui il tempo perso non sembra tempo sprecato.

Non ti chiede nulla, se non qualche minuto. E in cambio ti dà esattamente quello che promette: concentrazione, ordine, una soddisfazione calma e senza fronzoli.

La gioia del poco

In un mondo saturo di effetti speciali, microtransazioni e distrazioni infinite, il Solitario è un’oasi. Non ha bisogno di reinventarsi. Non deve stupire. È sempre lì, fedele e familiare come un vecchio amico. Lo apri, giochi, chiudi. E ti senti un po’ meglio.

Che tu stia cercando un tuffo nella memoria o un antistress tascabile, il Solitario Classico è sempre a un clic di distanza. E ti ricorda che, a volte, basta poco per sentirsi di nuovo felici.

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale cambia ogni settimana (dannata FOMO!), c’è una sola costante: i meme sull’AI. Ironici, cinici, profetici, questi piccoli concentrati di verità pop raccontano meglio di mille slide lo stato d’animo collettivo di chi vive (o sopravvive) alla rivoluzione generativa. In questa pagina raccolgo i migliori meme su ChatGPT e AI (fai clic su ciascuno per ingrandirli).

I miei meme sull’AI

Qui invece raccolgo i meme che ho creato io.

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Nel turbinio dei segni che l’AI ci invia ogni santo giorno, sembriamo aruspici moderni, scrutando nel caos digitale le viscere di un futuro incerto. Come antichi mantici romani leggevano il destino negli organi degli animali, o la Pizia a Delfi interpretava i vapori sacri nel δ’άδυτον del tempio, così oggi tentiamo di decifrare il frammento nascosto dietro l’algoritmo, il lampo profetico di Bill Gates. A Delfi, il responso non era mai un semplice sì o no: era un invito all’azione. Allo stesso modo, Gates non profetizza un disastro, ma ci avverte che il responso è qui e ora: dobbiamo scegliere se restare immobili o diventare architetti consapevoli di questa trasformazione.

Ascoltiamo quindi il profeta del digitale. Ecco quindi cinque profezie fatte da zio Bill.

La velocità che ci spaventa (e ci guida verso il futuro)

«Trovo un po’ spaventosa la velocità con cui la società dovrà adattarsi e il mercato del lavoro cambierà» – parole pronunciate da Bill Gates in un’intervista recente, come documentato dal blog delle Biblioteche di Pavia in un articolo dedicato al futuro del lavoro secondo il co‑fondatore di Microsoft (biblioteche.comune.pavia.it).

Con queste parole, Gates tocca un punto nevralgico: non è tanto che cambierà, ma quanto velocemente dobbiamo cambiare. Viviamo in una dimensione temporale accelerata, dove strumenti come l’intelligenza artificiale stravolgono, in tempi stretti, non solo l’economia, ma la nostra stessa identità professionale.


1. Settimane lavorative da due a tre giorni

Nell’intervista al “Tonight Show” di Jimmy Fallon, Gates ipotizza una settimana lavorativa ridotta: due o tre giorni entro un decennio (m.economictimes.com).
Un futuro in cui l’IA non rimpiazza direttamente le persone, ma libera tempo (e forse società) da dedicare a creatività, formazione, tempo libero. Il rischio? Che la transizione avvenga troppo in fretta per molte persone, lasciando senza guide né strumenti concreti.


2. Professioni resistenti all’automazione

Gates individua settori in cui il lavoro umano resta indispensabile: programmazione, biologia, energia (torinocronaca.it).
Non perché l’IA non possa fare codice, ma perché c’è bisogno di esperti umani che comprendano contesti, etica e conseguenze del codice prodotto. Idem per professionisti che operano su vitale complessità biologica o energetica.


3. Robot tax e reddito di base

L’idea di una “robot tax”, in parte proposta da Gates, nasce dall’esigenza di sostenere la società quando l’automazione sostituirà lavoro umano (it.wikipedia.org).
Tasse su automazione e robot potrebbero servire a finanziare forme di supporto e ricollocamento professionale, prevenendo il dislivello tra innovazione tecnologica e tessuto sociale.


4. Il ruolo dell’adattamento

Torniamo dunque alla velocità spaventosa evocata da Gates. Non c’è una formula magica per gestirla, ma due principi:

  • Formazione continua: corsi, laboratori, apprendimento permanente.
  • Governance attiva: politiche pubbliche – come la robot tax – che bilancino il salto tecnologico.

Il cambiamento diventa un’opportunità solo se accompagnato da strategie collettive e individuali.


5. Esempi applicativi

  • ChatGPT nella diagnosi medica: se da un lato l’IA identifica sintomi e genera diagnosi, dall’altro la supervisione clinica resta vitale (reddit.com, it.wikipedia.org). Un esempio concreto di come innovazione e supervisione umana debbano evolvere assieme.
  • Amazon e le casse automatiche: malgrado l’esistenza dei self-checkout da decenni, molti supermercati mantengono personale per gestire casistiche e imprevisti . Anche qui, la tecnologia accelera, ma l’essere umano rimane necessario.

Conclusione: adattarsi è la nostra sfida

Bill Gates non profetizza un futuro distopico. Piuttosto, ci avverte che il cambiamento è velocissimo e l’alternativa è chiara: subire o governare il cambiamento.

  • Subire significa restare indietro, perdere lavoro, identità, stabilità.
  • Governarlo significa formarsi, esercitare consapevolezza, partecipare a progetti collettivi, quelli che servono a comporre le contraddizioni del progresso.

La nostra evoluzione professionale e personale passa da qui: dalla capacità di riconoscere che siamo già dentro questa accelerazione e da quanto siamo pronti ad agire. L’adattamento è la vera leva dell’evoluzione—anche nel lavoro, e soprattutto nel lavoro futuro.


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