AI e lavoro: la mia intervista per Today.it
Il 27 luglio 2025 sono stato intervistato da Lorenzo Zacchetti per Today.it. Nell’articolo dal titolo “Nuovi lavori in arrivo: vi spiego cos’è il prompt-engineering e tanti altri mestieri”, ho risposto ad alcune domande sul tema: intelligenza artificiale generativa e lavoro.
Qui cito alcuni dati del WEF:
Se le imprese private sono già da tempo attive su questo fronte, anche la Pubblica Amministrazione si sta mettendo in moto. Gianluigi Bonanomi, tra i più richiesti formatori specializzati in IA, lo spiega attraverso i dati: “Il World Economic Forum stima che, per rimanere rilevante sul mercato, il 50% della forza lavoro globale ha bisogno di migliorare le proprie competenze (upskilling) o acquisirne di nuove (reskilling). Nel contesto della PA, la mancanza di tali competenze è una delle principali preoccupazioni: il 53% dei dirigenti la cita come un ostacolo significativo per l’adozione dell’IA generativa. Sempre più spesso vengo contattato da comuni, ospedali e vari enti pubblici, perché la necessità di formazione non è più rimandabile”.
Qui invece parlo delle nuove professioni che nasceranno:
“La vera competenza non risiederà nella capacità di produrre contenuti velocemente, ma in quella di dirigere strategicamente l’IA verso risultati che risuonino autenticamente con le persone”, prosegue Bonanomi. “Nasceranno nuovi ruoli. Saranno cruciali figure esperte in prompt engineering (l’arte di formulare istruzioni efficaci per l’IA), nel controllo qualità e verifica etica dei contenuti generati, nella promozione dell’alfabetizzazione IA all’interno dei team e nell’orchestrazione sinergica dell’intelligenza umana e artificiale”.
Qui parlo di “AI fatigue”:
Bonanomi sottolinea la preoccupazione per la cosiddetta «Artificial Intelligence fatigue», lo stress derivante dai rapidi cambiamenti tecnologici che può causare demotivazione, se non situazioni di vero e proprio disagio professionale: “La formazione va integrata in modo fluido con la missione quotidiana, dimostrando benefici tangibili per i singoli dipendenti e costruendo strutture di supporto robuste e continue (mentorship, coaching). Ciò implica un investimento a lungo termine e sostenuto nello sviluppo del capitale umano, andando oltre le iniziative di formazione una tantum per incorporare un ecosistema di apprendimento dinamico”.
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