Pianificare un viaggio richiede tempo, ricerche e organizzazione. Ma cosa succederebbe se potessi trasformare automaticamente un semplice file con l’elenco delle tappe in una mappa interattiva su Google Maps? È esattamente quello che permette di fare la nuova integrazione tra Google Gemini e Google Maps, un connubio che apre scenari pratici e concreti sia per il tempo libero che per il lavoro. Gianluigi Bonanomi lo spiega passo dopo passo nel video dedicato a questo tema.
Google Maps e Gemini: una sinergia intelligente per la pianificazione dei viaggi
La crescente integrazione dell’intelligenza artificiale di Google all’interno dei suoi servizi sta rivoluzionando il modo in cui utilizziamo strumenti già noti. Google Gemini non opera più come assistente isolato: oggi può interagire direttamente con Google Maps, non solo tramite l’app ma anche importando dati provenienti da file esterni come fogli di calcolo Google Sheets o documenti Google Docs.
Questo significa che è possibile preparare un elenco di luoghi, indirizzi o tappe in un foglio Google, chiedere a Gemini di elaborarlo e ottenere in pochi secondi una mappa geolocalizzata e navigabile direttamente su Google Maps. Un risparmio enorme di tempo e un’organizzazione visiva immediata che cambia concretamente l’approccio alla pianificazione.
Come funziona: dall’elenco alla mappa in pochi passaggi
Il flusso di lavoro mostrato nel video è sorprendentemente semplice. Si parte da un file — per esempio un foglio Google contenente luoghi di interesse, hotel, ristoranti o indirizzi da visitare durante un viaggio — e si chiede a Gemini di importare queste informazioni per costruire un itinerario geolocalizzato.
Gemini analizza i dati, li abbina alle coordinate geografiche e li proietta su Google Maps, creando una mappa personalizzata con tutte le tappe ordinate e visualizzabili. Il risultato è un itinerario di viaggio automatico, consultabile e condivisibile, senza dover inserire ogni singolo indirizzo a mano.
Questa funzionalità risulta particolarmente utile in diversi contesti:
Viaggi turistici: organizzare le mete di un tour europeo o di un weekend fuori porta in modo visivo e immediato.
Viaggi di lavoro: pianificare visite a clienti, sopralluoghi o meeting distribuiti sul territorio.
Logistica e consegne: ottimizzare percorsi con più fermate senza calcoli manuali.
Organizzazione eventi: mappare venue, fornitori e location su un’unica mappa condivisibile con il team.
Il video di Gianluigi Bonanomi: una guida pratica all’ecosistema Google AI
Nel suo video, Gianluigi Bonanomi — divulgatore italiano specializzato in intelligenza artificiale generativa e strumenti digitali — mostra con un esempio concreto come sfruttare questa integrazione. Il focus è sulla praticità: non si tratta di teoria, ma di un workflow replicabile da chiunque abbia un account Google.
Il video fa parte di una serie di videopillole pratiche dedicate all’intelligenza artificiale applicata alla vita quotidiana e professionale, pensate per chi vuole usare l’AI in modo efficace senza necessariamente avere competenze tecniche avanzate.
Perché questa funzione è importante nel 2026
Siamo in un momento in cui l’AI non è più un esperimento: è uno strumento integrato nei prodotti che usiamo tutti i giorni. Google sta accelerando l’embedding di Gemini nei suoi servizi — Gmail, Drive, Docs, Maps — e capire come sfruttare queste integrazioni fa la differenza tra usare uno strumento al 10% o al 100% delle sue possibilità.
La capacità di importare dati da file esterni per creare mappe automatiche è solo uno degli esempi di come l’intelligenza artificiale stia diventando il “collante” tra le diverse applicazioni dell’ecosistema Google. Chi impara oggi a usare questi flussi di lavoro sarà nettamente avvantaggiato domani, sia in ambito personale che professionale.
Come iniziare: requisiti e accesso
Per utilizzare questa funzionalità è necessario avere accesso a Google Gemini (disponibile con account Google, in versione base gratuita o con Gemini Advanced per funzioni più potenti) e un account Google collegato a Google Maps. I file da importare possono essere Google Sheets o altri formati compatibili.
Non è richiesta alcuna competenza di programmazione: l’interazione con Gemini avviene in linguaggio naturale, semplicemente descrivendo cosa si vuole ottenere.
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https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2026/06/gemini_maps_bonanomi.png6181096Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2026-06-08 09:50:072026-06-08 10:14:29Google Maps e Gemini: come creare itinerari automatici dai tuoi file
Il 5 giugno 2026, a Piombino, ho tenuto uno speech per il Consorzio Delta Electric su un tema concreto: come i distributori di materiale elettrico possono usare l’intelligenza artificiale oggi, non domani.
Non era un convegno sul futuro. Era un incontro operativo, con commerciali, responsabili acquisti e titolari che ogni giorno gestiscono codici prodotto, listini, ordini urgenti e richieste tecniche. Persone che non hanno tempo per sperimentare, ma che rischiano di perdere terreno rispetto a chi già usa questi strumenti.
In questo articolo riprendo i 10 esempi pratici che ho presentato durante lo speech, con qualche approfondimento per chi non era in sala.
1. Risposta rapida alle richieste tecniche dei clienti
Un installatore chiama e chiede la differenza tra due interruttori differenziali, le normative applicabili, la compatibilità con un impianto specifico. Il commerciale deve rispondere in pochi minuti. L’AI generativa — come ChatGPT o Claude — può sintetizzare le schede tecniche, confrontare caratteristiche e produrre una risposta chiara e professionale in pochi secondi. Il commerciale controlla, personalizza e invia. Il tempo si dimezza.
2. Generazione di offerte e preventivi
Preparare un preventivo completo richiede tempo: selezionare i prodotti giusti, descriverli correttamente, calcolare sconti e scrivere note tecniche. Con l’AI si può automatizzare la parte testuale: a partire da una lista di codici prodotto, l’AI genera la descrizione commerciale e le note tecniche, lasciando al commerciale solo la verifica e la personalizzazione. Un lavoro da 40 minuti diventa un lavoro da 10.
3. Analisi e sintesi dei cataloghi prodotto
I cataloghi dei grandi brand come ABB, Schneider Electric o Legrand hanno migliaia di pagine. L’AI può essere addestrata o alimentata con questi documenti per rispondere a domande specifiche: “Qual è il grado di protezione IP di questo prodotto?”, “Questo quadro è compatibile con la norma CEI 17-13?”. Il risultato è una ricerca tecnica più rapida e meno soggetta a errori.
4. Supporto alla formazione dei nuovi commerciali
Formare un nuovo commerciale nel settore elettrico richiede mesi. L’AI può accelerare questo processo creando simulazioni di conversazioni con clienti, quiz tecnici sui prodotti, schede di apprendimento personalizzate. Non sostituisce il tutor umano, ma riduce i tempi di onboarding e consolida le conoscenze in modo interattivo.
5. Creazione di contenuti per il sito web e i social
Molti distributori hanno un sito web aggiornato raramente e nessuna presenza social significativa. L’AI può generare articoli tecnici, schede prodotto ottimizzate per la SEO, post LinkedIn e newsletter in modo rapido. Non serve un copywriter dedicato: bastano le indicazioni giuste e un processo di revisione.
6. Analisi dei dati di vendita e previsione della domanda
Con strumenti come Excel con Copilot o piattaforme di Business Intelligence con AI integrata, i dati storici di vendita diventano preziosi: si possono identificare trend stagionali, prodotti in crescita, clienti inattivi da riattivare. Analisi che prima richiedevano un esperto di dati oggi sono alla portata di qualsiasi responsabile commerciale.
7. Gestione delle email e delle comunicazioni
Un responsabile commerciale riceve decine di email al giorno: richieste, reclami, aggiornamenti da fornitori. L’AI può classificare le email per priorità, suggerire risposte tipo per le comunicazioni standard, e aiutare a redarre email commerciali efficaci. Il risparmio di tempo è reale e misurabile.
8. Ottimizzazione della gestione del magazzino
L’AI applicata ai dati di magazzino permette di prevedere i picchi di domanda (stagionalità, cantieri in corso, bandi pubblici) e ottimizzare le scorte. Meno capitale immobilizzato in prodotti che non ruotano, meno rotture di stock su ciò che si vende di più. Alcuni software ERP già integrano queste funzioni con l’AI.
9. Supporto nelle gare d’appalto e nei capitolati
Leggere, interpretare e rispondere a un capitolato tecnico è un’attività lunga e tecnica. L’AI può analizzare il documento, estrarre i requisiti chiave, confrontarli con il catalogo disponibile e suggerire la selezione di prodotti più adatta. Non elimina il lavoro dell’esperto, ma lo rende molto più veloce.
10. Assistente virtuale per il post-vendita
Un chatbot intelligente, addestrato sui prodotti e sulle FAQ aziendali, può rispondere alle domande dei clienti 24 ore su 24: stato degli ordini, disponibilità di ricambi, istruzioni di installazione. Non serve una struttura di supporto dedicata: un piccolo investimento tecnologico può migliorare significativamente l’esperienza del cliente.
Cosa ho detto a Piombino: la sintesi
Durante lo speech ho sottolineato un concetto che considero fondamentale: l’AI non è un tema da convegno, è uno strumento operativo. I distributori di materiale elettrico che aspettano di capire “come evolverà” prima di agire rischiano di perdere mesi preziosi rispetto ai concorrenti che già sperimentano.
Non serve una trasformazione digitale completa. Bastano tre o quattro processi ottimizzati — la risposta tecnica ai clienti, la preparazione delle offerte, la formazione interna — per guadagnare ore ogni settimana e offrire un servizio percepibilmente migliore.
Vuoi portare questo speech nella tua azienda o al tuo evento?
Organizzo conferenze e workshop sull’intelligenza artificiale per aziende, associazioni di categoria e convegni di settore. Se stai cercando un relatore concreto, che parli con esempi reali e adatti al tuo pubblico, scrivimi.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2026/06/ai_settore_elettrico_bonanomi_delta_electric_piombino-1.jpg6591170Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2026-06-06 16:49:132026-06-06 16:49:4810 esempi di uso dell’AI per i distributori di materiale elettrico (speech di Piombino del 5 giugno 2026)
Ho partecipato ieri, 28 maggio 2026, a un WebTalk organizzato da Raptech, la startup italiana specializzata in soluzioni di data intelligence per il settore delle energie rinnovabili. Un’ora di conversazione densa, concreta e decisamente attuale sul tema della comunicazione aziendale nell’era dei dati.
Comunicare con i dati: WebTalk con Gianluigi Bonanomi e Marco Berliocchi, moderato da Gian Maria Brega
Negli ultimi anni la tecnologia ha rivoluzionato il modo in cui aziende, manager e stakeholder comunicano, prendono decisioni e condividono informazioni. Report statici, flussi frammentati e tempi lunghi di analisi hanno lasciato spazio a dashboard in tempo reale, strumenti collaborativi e processi decisionali sempre più rapidi, integrati e data-driven. Ma questa trasformazione non riguarda soltanto gli strumenti: cambia il linguaggio delle organizzazioni, il rapporto tra persone, la gestione della fiducia e il modo in cui vengono interpretati i dati.
Il WebTalk con Raptech: tecnologia, dati e dialogo nelle aziende
Il WebTalk si è svolto in diretta streaming il 28 maggio 2026 e ha visto la mia partecipazione e quella di Marco Berliocchi, CEO e Co-Founder di Raptech. La moderazione è stata affidata a Gian Maria Brega, CWO di Mammamia Agency.
L’evento è stato trasmesso in streaming dal canale YouTube di Raptech – Trusted Data for Renewable Energy ed è ora disponibile on demand per chi vuole rivedere l’intera conversazione.
I temi affrontati: dalla data communication alla fiducia nelle organizzazioni
Durante il WebTalk abbiamo esplorato come la comunicazione con i dati stia ridefinendo le dinamiche aziendali a più livelli:
Dashboard e report in tempo reale: come la disponibilità immediata dei dati cambia le decisioni strategiche e operative.
Il linguaggio dei dati: non basta avere informazioni; è fondamentale saperle comunicare in modo chiaro e accessibile a stakeholder diversi.
Data storytelling: trasformare numeri e metriche in narrazioni comprensibili è diventata una competenza chiave per manager e comunicatori.
Fiducia e trasparenza: la gestione della fiducia all’interno delle organizzazioni passa sempre di più attraverso la qualità e la coerenza delle informazioni condivise.
Processi decisionali data-driven: l’integrazione tra tecnologia e cultura organizzativa per prendere decisioni più rapide e consapevoli.
Dati e comunicazione nel settore delle energie rinnovabili
Un focus specifico del WebTalk ha riguardato il settore delle energie rinnovabili, dove Raptech opera come fornitore di soluzioni di trusted data. In questo mercato in forte evoluzione, dati, performance, monitoraggio e trasparenza sono diventati elementi strategici per operatori, investitori e asset manager.
Marco Berliocchi ha illustrato come la piattaforma Raptech permetta di gestire e comunicare in modo affidabile le performance degli impianti rinnovabili, offrendo un livello di trasparenza e accuratezza che oggi è indispensabile per costruire fiducia con i partner finanziari e istituzionali. Un esempio concreto di come tecnologia e comunicazione si fondano in un settore ad altissimo tasso di innovazione come quello dell’energia verde in Italia e in Europa.
Guarda il video integrale del WebTalk
Se non hai potuto seguire l’evento in diretta, puoi rivedere l’intera registrazione del WebTalk su YouTube. Circa 34 minuti di conversazione su dati, tecnologia e comunicazione aziendale:
Riflessioni finali: comunicare con i dati è una competenza umana
Quello che mi ha colpito di più nel confronto con Marco Berliocchi è la consapevolezza condivisa che i dati, da soli, non comunicano. Hanno bisogno di persone capaci di interpretarli, contestualizzarli e trasmetterli in modo efficace. La tecnologia crea le condizioni; la competenza umana determina l’impatto.
Questo vale per il settore delle energie rinnovabili tanto quanto per qualsiasi altra organizzazione che oggi voglia costruire una cultura data-driven autentica e sostenibile. È un tema su cui continuerò a lavorare e su cui mi piacerebbe approfondire con te, anche nell’ambito di corsi e workshop aziendali dedicati alla comunicazione dei dati e all’intelligenza artificiale.
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https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2026/05/webtalk-raptech-bonanomi.png9411672Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2026-05-29 13:16:192026-06-13 18:06:39Comunicare con i dati: come la tecnologia ha trasformato il dialogo nelle aziende [Web talk di Raptech del 28/5/26]
Dalla gestione delle assemblee ai verbali automatici, fino agli agenti AI: ecco cosa è emerso durante il convegno ANACI Treviso dedicato all’intelligenza artificake che si è tenuto il 15 maggio 2026 presso Infinite Area di Montebelluna (TV).
“L’IA entra in condominio”, una giornata dedicata agli strumenti pratici per amministrare gli immobili del futuro.
Durante l’evento si è parlato di chatbot, automazioni, cybersecurity, verbali automatici, analisi documentale e agenti AI. Il focus non era la fantascienza, ma l’uso concreto dell’intelligenza artificiale nella quotidianità degli studi di amministrazione condominiale.
Tra i relatori anche Gianluigi Bonanomi, giornalista hi-tech, formatore e docente di Net Marketing e AI generativa, che ha mostrato casi reali di applicazione dell’AI nel lavoro degli amministratori.
L’IA entra in condominio: il riassunto dello speech
Quando mi chiedono che lavoro faccio, ogni tanto faccio fatica a rispondere in modo semplice. Mi occupo di digitale da così tanto tempo che, quando ho iniziato, Google non esisteva ancora. Sul serio: Google è nato nel 1998. Io in quegli anni raccontavo già tecnologia, prima come giornalista e poi come formatore.
Ho avuto la fortuna di vedere nascere tutte le grandi rivoluzioni digitali degli ultimi venticinque anni: Internet, l’e-commerce, i social network, gli smartphone, il cloud, il metaverso e oggi l’intelligenza artificiale.
Ed è proprio sull’intelligenza artificiale che oggi c’è più disorientamento.
Con Internet, tutto sommato, abbiamo capito abbastanza in fretta cosa stava succedendo. Prima mandavi lettere, poi le email. Prima distribuivi volantini, poi aprivi un sito web. Prima andavi in negozio, poi arrivava Amazon.
L’intelligenza artificiale invece è diversa. Perché dà la sensazione di essere “umana”.
Il momento simbolico di questa rivoluzione è stato il 30 novembre 2022: il giorno in cui OpenAI ha lanciato ChatGPT. Senza grandi campagne pubblicitarie. Non servivano. Bastava che qualcuno iniziasse a usarlo perché diventasse virale.
Ricordo ancora la prima volta che l’ho provato. In rete girava già una battuta: “È finita, non faremo più i compiti”. Perché gli usi pratici le persone li capiscono subito.
Il punto però non è che l’AI pensa davvero come un essere umano. Funziona in modo molto diverso. ChatGPT, tecnicamente, calcola la probabilità della parola successiva. È un gigantesco sistema statistico.
Eppure, se ci pensi bene, anche noi esseri umani facciamo qualcosa di simile.
Quando dico: “Garibaldi fu…”, quasi tutti rispondono “ferito”. Non perché abbiate analizzato razionalmente tutte le possibilità storiche, ma perché il cervello fa un’associazione probabilistica basata sull’esperienza.
La differenza vera è che noi abbiamo emozioni, un corpo, esperienze fisiche. L’intelligenza artificiale simula emozioni, ma non le prova.
Per questo non dobbiamo avere un approccio apocalittico. L’AI non è un mostro che prenderà il controllo del mondo. È uno strumento.
E come tutti gli strumenti, dipende da come lo usiamo.
Io non credo che l’intelligenza artificiale sostituirà gli amministratori di condominio. Anzi. Credo che possa liberare tempo prezioso da tutte quelle attività ripetitive e burocratiche che oggi vi portano via energie inutilmente.
Pensiamo ai verbali di assemblea. Oggi puoi registrare una riunione e ottenere automaticamente una trascrizione organizzata e strutturata. Questo non elimina il vostro lavoro. Vi permette di dedicarvi alla parte davvero importante: le relazioni, la mediazione, il problem solving.
Perché il vostro mestiere non è compilare moduli. Il vostro mestiere è gestire persone.
Ed è proprio qui che entra in gioco la vera opportunità.
L’AI può aiutarvi a:
compilare automaticamente documenti e moduli;
confrontare preventivi;
tradurre comunicazioni in più lingue;
analizzare contratti e sentenze;
creare verbali;
gestire email;
organizzare documentazione;
riassumere riunioni;
produrre infografiche e video esplicativi.
Oggi esistono strumenti incredibili. Alcuni sono quasi gratuiti.
Uno dei più potenti, secondo me, è Gemini Notebook (ex NotebookLM) di Google. Perché non si limita a “inventare” risposte: lavora sui documenti che caricate voi e vi mostra sempre la fonte esatta da cui prende le informazioni.
Questo cambia tutto.
Vuol dire poter caricare:
regolamenti condominiali;
bilanci;
contratti;
scansioni;
verbali;
preventivi;
planimetrie.
E interrogare l’intero archivio in linguaggio naturale.
Posso chiedere:
“Qual è il colore autorizzato per le tende?”
oppure:
“Quale preventivo include due pulizie settimanali?”
E ottenere la risposta immediata con il riferimento preciso al documento originale.
La vera rivoluzione però non sono più i chatbot.
Siamo già entrati nell’era degli agenti AI.
Un chatbot risponde alle domande. Un agente agisce.
Può cercare informazioni, navigare siti web, compilare moduli, organizzare dati, fare acquisti, prenotazioni, confronti.
Ho visto agenti AI:
compilare bandi pubblici;
cercare clienti;
analizzare immobili;
sistemare problemi grafici su siti web;
fare spesa online autonomamente.
E siamo solo all’inizio.
Questo non significa che l’essere umano sparirà. Significa che cambierà il valore del lavoro umano.
Le attività meccaniche verranno compresse. Quelle relazionali diventeranno ancora più importanti.
Per questo continuo a ripetere una frase che secondo me sintetizza perfettamente il momento che stiamo vivendo: non è l’intelligenza artificiale che ti ruba il lavoro. È qualcuno che la sa usare meglio di te.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2026/05/evento_anaci_treviso_montebelluna_bonanomi_ai.png9411672Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2026-05-16 11:31:432026-07-20 17:45:55L’IA entra in condominio: come l’intelligenza artificiale sta cambiando il lavoro degli amministratori (10 esempi concreti) – speech per Anaci Treviso del 15/5/26
Uno dei settori in cui l’intelligenza artificiale sta creando più domande (e aspettative) è sicuramente il settore farmaceutico. Negli ultimi anni ho tenuto conferenze e workshop su AI e pharma per aziende, associazioni e professionisti del licensing farmaceutico che volevano capire come usare gli strumenti generativi senza compromettere qualità scientifica, compliance e fiducia di medici e pazienti. Per un quadro più ampio sull’impatto dell’AI in sanità e farmaceutica, puoi consultare il report di McKinsey sull’AI in healthcare.In questo articolo ti racconto i temi che vengono richiesti più spesso quando organizzo conferenze sull’AI per il settore farmaceutico.
Per approfondire l’uso dell’AI nella consulenza finanziaria, puoi leggere anche l’articolo “AI per Consulenti Finanziari: Conferenze e Corsi”. Se vuoi scoprire come l’AI sta cambiando il lavoro dei consulenti, questo è un ottimo punto di partenza.
1. L’AI per il settore farmaceutico: “Ma cosa fa, esattamente?”
La prima parte della conferenza è sempre dedicata al contesto: che cosa fa, concretamente, l’AI generativa in un’azienda farmaceutica.
Affrontiamo temi come:
Che cosa sono i modelli linguistici e perché possono essere utili anche in ambiente regolato.
Quali sono i limiti: allucinazioni, mancanza di aggiornamento in tempo reale, necessità di validazione scientifica.
Come cambia la gestione delle informazioni scientifiche, dei materiali promozionali e della documentazione regolatoria quando entra in gioco l’AI.
L’obiettivo è far dialogare chi si occupa di contenuti, chi si occupa di compliance e chi governa l’innovazione digitale.
2. L’AI per la produttività nel settore farmaceutico: “Come mi aiuta nel mio lavoro, ogni giorno?”
La parte che genera più interesse è quella dei casi pratici, modellati sulla realtà dell’azienda o dell’associazione che mi invita.
Alcuni esempi di temi trattati:
Supporto alla preparazione di materiali informativi per medici e farmacisti, da rivedere e validare secondo le procedure interne.
Sintesi di articoli scientifici, linee guida e studi clinici in formato comprensibile per diversi target (interno, medico, paziente).
Utilizzo dell’AI per accelerare ricerche preliminari in ambito licensing e business development, mantenendo sempre un controllo umano sul risultato.
Ogni esempio è accompagnato da una discussione su cosa è consentito, cosa è sconsigliato e quali controlli vanno introdotti.
3. I rischi e i bias dell’AI nel settore farmaceutico: “Di cosa devo stare attento?”
Nel pharma il tema dei rischi non è un capitolo accessorio, ma una parte centrale dell’intervento.
Parliamo di:
Rischi legati a informazioni errate o non aggiornate, soprattutto se si toccano aspetti clinici o terapeutici.
Protezione dei dati sensibili e dei dati di ricerca, con l’attenzione a non esporre informazioni proprietarie a strumenti in cloud non controllati.
Implicazioni etiche: come evitare che l’AI venga percepita come “scorciatoia” rispetto alla robustezza scientifica o ai processi di validazione.
L’obiettivo è costruire un approccio consapevole: l’AI come supporto al lavoro dei team, non scorciatoia pericolosa in un settore che tocca direttamente la salute delle persone.
4. L’AI per settori specifici nel settore farmaceutico: “E per noi, nel nostro campo?”
Questo è il tema dove le richieste sono più varie, ma il pattern è sempre lo stesso: un’azienda farmaceutica, un’associazione di categoria, un gruppo di professionisti del licensing vuole una conferenza su misura per il proprio pubblico.
Ho parlato di AI per team di marketing farmaceutico, per medical affairs, per regulatory affairs, per la forza vendita, per i responsabili del licensing. Ogni contesto ha le sue specificità, le sue preoccupazioni, i suoi casi d’uso più promettenti.
La differenza rispetto a una conferenza generica è che il pubblico si riconosce negli esempi. E quando ti riconosci negli esempi, la formazione diventa qualcosa che puoi usare il giorno dopo.
5. La formazione dei team: dall’evento in presenza al percorso online
Le aziende farmaceutiche e le organizzazioni con cui lavoro chiedono spesso percorsi che combinino ispirazione e pratica, online e in presenza.
Propongo soluzioni come:
Conferenze plenarie per kick-off interni, convention e meeting di rete commerciale, con focus su AI e pharma.
Workshop verticali per funzioni specifiche (es. marketing, medical affairs, licensing), con casi d’uso costruiti sui loro processi.
Percorsi formativi pensati per team distribuiti, integrabili con sessioni online.
Il filo conduttore è sempre la concretezza: meno hype, più esempi, più spazio alle domande delle persone in sala.
Il tema che non ti aspetti di ricevere
Ce n’è uno che mi sorprende ancora ogni volta che arriva. Non è un tema tecnico, non è una categoria professionale. È una domanda che sento sempre più spesso, quasi a bassa voce, alla fine degli speech nel settore farmaceutico:
“Ma alla fine, l’AI mi toglie il lavoro?”
È la domanda giusta. Perché l’intelligenza artificiale non è solo uno strumento di produttività: è un cambiamento culturale, un cambiamento del rapporto con la conoscenza, il lavoro, la creatività. E la risposta emotiva a quel cambiamento è assolutamente legittima.
La cosa più utile che posso fare, in una conferenza, è aiutare le persone a orientarsi senza paura e senza euforia. Capire cosa sta succedendo davvero, cosa possono fare adesso, cosa possono aspettarsi domani.
Domande frequenti sulle conferenze sull’AI per il settore farmaceutico
Quali sono i temi più richiesti nelle conferenze sull’AI per il settore farmaceutico?
I temi più richiesti nelle conferenze sull’AI per il settore farmaceutico includono l’introduzione all’AI generativa per il pharma, i casi d’uso in marketing scientifico, medical affairs e licensing, i rischi e le implicazioni etiche e regolatorie legate all’uso di questi strumenti.
Le conferenze sono adatte sia a profili scientifici sia a profili business?
Sì, adatto linguaggio ed esempi al pubblico: è possibile costruire interventi per platee miste (R&D, marketing, vendite, regulatory) oppure moduli dedicati a singole funzioni aziendali.
Dove puoi tenere speech e corsi su AI per aziende farmaceutiche?
Tengo conferenze e workshop in presenza in tutta Italia, oltre che in modalità online per team distribuiti.
Quanto dura una conferenza su AI per il settore farmaceutico?
In genere la durata va dai 60 ai 90 minuti per una plenaria, mentre i workshop interattivi possono occupare mezza giornata o un’intera giornata, in base agli obiettivi formativi.
Come si organizza una conferenza su AI per un’azienda farmaceutica o un’associazione di settore?
Partiamo sempre da un confronto sugli obiettivi (ispirare, formare, avviare un progetto pilota) e dal profilo dei partecipanti; sulla base di questo disegniamo insieme contenuti, casi d’uso e formato più adatto (in presenza, online o ibrido).
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https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2026/04/ai_settore_pharma_bonanomi_eventi_speech.png9411672Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2026-04-29 17:51:122026-04-29 18:18:55Intelligenza artificiale nel settore farmaceutico: conferenze e corsi su AI per aziende pharma e licensing
Mi capita spesso, sul finire degli incontri per i consulenti finanziari. Mentre il pubblico si alza e qualcuno rimane ancora seduto. “L’intelligenza artificiale nella consulenza finanziaria: ma funziona davvero? E soprattutto, non rischia di creare problemi con i clienti o la compliance?”
Ho tenuto centinaia di speech sull’intelligenza artificiale generativa in tutta Italia – per banche, SIM, SGR, reti di consulenti, family office e associazioni di categoria. E in tutto questo tempo ho capito una cosa: la tecnologia è già pronta, ma le persone no. Non servono slogan sull’“AI che rivoluziona la finanza”, servono casi d’uso concreti, linee guida chiare e un linguaggio che un consulente finanziario, un private banker o un direttore di filiale possa usare il giorno dopo in ufficio.
In questo articolo ti racconto i temi che vengono richiesti più spesso quando organizzo conferenze sull’AI per il settore finanziario.
Se ti stai chiedendo dove trovare una guida pratica e approfondita sull’uso dell’AI nella consulenza finanziaria, ho scritto proprio su questo insieme a Stefano Amadei: “L’Intelligenza Artificiale per i Consulenti Finanziari”, pubblicato da Ledizioni nella collana Fai da Tech. Il libro affronta le applicazioni concrete dell’IA nel mondo finanziario, i pro e i contro dell’adozione di questi strumenti, e come trasformare la consulenza offrendo un nuovo livello di precisione e personalizzazione.
1. L’AI per la consulenza finanziaria: “Ma cosa fa, esattamente?”
La prima richiesta è quasi sempre la stessa: “Partiamo dalle basi, ma con esempi del nostro settore”.
In questa parte della conferenza rispondo a domande come:
Che cosa sono i modelli linguistici generativi e cosa possono fare davvero in ambito finanziario.
Perché l’AI non è un oracolo infallibile, ma uno strumento da usare con spirito critico.
Dove si inseriscono i temi di compliance, MIFID, privacy e sicurezza dei dati quando un consulente usa strumenti di AI.
L’obiettivo non è spaventare, ma dare un quadro realistico: capire dove l’AI può aiutare il consulente e dove invece servono paletti chiari, policy interne e buon senso professionale.
2. L’AI per la produttività nella consulenza finanziaria: “Come mi aiuta nel mio lavoro, ogni giorno?”
La domanda successiva è sempre molto pragmatica: “Come mi fa risparmiare tempo, domani mattina?”.
Durante gli speech per banche e studi di consulenza affrontiamo casi d’uso come:
Preparazione di bozze di email e report per i clienti, da revisionare e personalizzare.
Sintesi di documenti lunghi (ricerche di mercato, analisi macroeconomiche, documentazione prodotti) in formato leggibile dal cliente retail.
Supporto nella preparazione di presentazioni e incontri, con esempi su misura per il profilo del cliente.
La regola è sempre la stessa: l’AI non sostituisce il consulente, ma lo libera da una parte del lavoro ripetitivo per lasciargli più tempo sulla relazione con il cliente, che resta il vero elemento distintivo.
3. I rischi e i bias dell’AI nella consulenza finanziaria: “A cosa devo stare attento?”
Nel finance la domanda sui rischi arriva molto prima che in altri settori: “Di cosa dobbiamo preoccuparci, concretamente?”.
In questa parte della conferenza parliamo di:
Bias nei dati e nei modelli che possono influenzare valutazioni e suggerimenti.
Allucinazioni dell’AI e perché non può essere usata per dare raccomandazioni finanziarie autonome.
Trattamento dei dati sensibili: cosa non va mai copiato e incollato dentro un chatbot pubblico.
Non faccio un discorso catastrofista: il focus è sulle buone pratiche per usare gli strumenti generativi in modo responsabile, tracciabile e compatibile con le regole del settore.
4. L’AI per settori specifici nella consulenza finanziaria: “E per noi, nel nostro campo?”
Questo è il tema dove le richieste sono più varie, ma il pattern è sempre lo stesso: un’associazione di categoria, una banca, una SIM, una SGR o un’associazione di consulenti vuole una conferenza su misura per il proprio pubblico.
Ho parlato di AI per consulenti finanziari, per private banker, per team marketing di istituti bancari, per responsabili di area e di filiale. Ogni contesto ha le sue specificità, le sue preoccupazioni, i suoi casi d’uso più promettenti.
La differenza rispetto a una conferenza generica è che il pubblico si riconosce negli esempi. E quando ti riconosci negli esempi, la formazione diventa qualcosa che puoi usare il giorno dopo.
5. La formazione dei team: dall’evento in presenza al percorso online
Le realtà finanziarie con cui lavoro mi chiedono spesso come portare questi contenuti a scala: non solo un grande evento, ma un percorso per manager e consulenti.
Le formule più richieste sono:
Conferenza plenaria sull’AI applicata alla consulenza finanziaria, per lanciare il tema a rete, area o direzione.
Workshop pratici per piccoli gruppi di consulenti, con casi realistici e simulazioni di utilizzo degli strumenti.
Percorsi misti (evento in presenza + follow-up online) per sedi distribuite sul territorio.
In tutte le formule, il filo conduttore è lo stesso: concretezza, esempi del mondo reale e attenzione alle regole del settore.
Il tema che non ti aspetti di ricevere
Ce n’è uno che mi sorprende ancora ogni volta che arriva. Non è un tema tecnico, non è una categoria professionale. È una domanda che sento sempre più spesso, quasi a bassa voce, alla fine degli speech nel settore finanziario:
“Ma alla fine, l’AI mi toglie il lavoro?”
È la domanda giusta. Perché l’intelligenza artificiale non è solo uno strumento di produttività: è un cambiamento culturale, un cambiamento del rapporto con la conoscenza, il lavoro, la creatività. E la risposta emotiva a quel cambiamento è assolutamente legittima.
La cosa più utile che posso fare, in una conferenza, è aiutare le persone a orientarsi senza paura e senza euforia. Capire cosa sta succedendo davvero, cosa possono fare adesso, cosa possono aspettarsi domani.
Domande frequenti sulle conferenze sull’AI per la consulenza finanziaria
Quali sono i temi più richiesti nelle conferenze sull’AI per il settore finanziario?
I temi più richiesti nelle conferenze sull’AI per il settore finanziario riguardano l’introduzione all’AI generativa per i professionisti del finance, l’uso dell’AI per la produttività del consulente, la gestione dei rischi e dei vincoli normativi, e i casi d’uso concreti in banca, SIM, SGR e studi di consulenza.
Quanto dura una conferenza sull’intelligenza artificiale per banche e consulenti finanziari?
Le conferenze durano in genere tra 60 e 90 minuti, mentre i workshop operativi possono occupare mezza giornata o una giornata intera, a seconda del livello di approfondimento richiesto.
Dove puoi tenere conferenze sull’AI per il settore finanziario?
Tengo regolarmente speech e corsi in presenza in tutta Italia, oltre che online per sedi e filiali distribuite sul territorio nazionale.
L’AI può sostituire il consulente finanziario?
No: nel mio approccio l’AI è uno strumento che supporta il professionista, ma la responsabilità delle scelte, del rapporto con il cliente e delle raccomandazioni resta sempre umana.
Come si organizza una conferenza sull’AI per una banca o una rete di consulenza finanziaria?
Il primo passo è definire il pubblico (consulenti, manager, team marketing, ufficio compliance) e gli obiettivi formativi; da lì personalizzo i contenuti con esempi e casi d’uso specifici per l’istituto o la rete.
Scrivimi per organizzare una conferenza o un corso sull’AI per la consulenza finanziaria
Mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare una conferenza o un corso sull’intelligenza artificiale generativa per il tuo istituto bancario, la tua rete di consulenti o la tua associazione di categoria.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2026/04/ai_consulenti_finanziari_speech_bonanomi.png9411672Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2026-04-29 17:32:382026-04-29 18:17:23Intelligenza artificiale e consulenza finanziaria: come usare l’AI in banca e negli studi finanziari
Me lo chiedono spesso, alla fine degli eventi. Quando il microfono è ancora acceso e la sala sta lentamente svuotandosi. “Di cosa parlate nelle vostre conferenze?” oppure “Cosa chiede il mercato, in questo momento?”
Ho tenuto centinaia di speech sull’intelligenza artificiale generativa in tutta Italia – per aziende, associazioni di categoria, scuole, enti pubblici, professionisti di ogni settore. E in tutto questo tempo ho capito una cosa: il pubblico non è omogeneo, ma le domande sì.
Ecco i temi che mi chiedono più spesso, e perché.
1. L’introduzione all’AI generativa: “Ma cosa fa, esattamente?”
È ancora il tema più richiesto, nel 2026. Può sembrare strano, del resto ChatGPT esiste da anni, ma la realtà è che la maggior parte delle persone ha sentito parlare di intelligenza artificiale senza mai averla davvero usata, capita e inquadrata.
La conferenza introduttiva risponde a domande concrete: cos’è un modello linguistico, come funziona (in modo comprensibile, non tecnico), cosa sa fare e cosa non sa fare, dove sbaglia e perché. È il punto di partenza obbligato per qualunque pubblico non nativo del settore.
L’ho tenuta per manager, bibliotecari, avvocati, artigiani, insegnanti, medici. Cambia il linguaggio e gli esempi, ma la struttura di fondo è sempre la stessa: partire dai fondamentali, smontare i miti, arrivare al concreto.
2. L’AI per la produttività: “Come mi aiuta nel mio lavoro, ogni giorno?”
Dopo l’introduzione, la domanda più frequente è questa. Non “come funziona l’AI in astratto”, ma “come la uso io, adesso, per fare meglio il mio lavoro”.
È il tema più richiesto dalle aziende che vogliono formare i propri team. Si parla di prompt engineering pratico, di workflow da automatizzare, di strumenti specifici per settore. L’obiettivo non è la teoria, ma ridurre il tempo che si perde su attività ripetitive: scrivere email, fare ricerche, preparare presentazioni, analizzare documenti.
Ho tenuto questa conferenza per profili molto diversi — dal reparto marketing al back office contabile — e ogni volta mi sorprendo della velocità con cui le persone iniziano ad applicare quello che imparano.
3. I rischi e i bias dell’AI: “Di cosa devo stare attento?”
È il terzo tema per frequenza, ma il primo per profondità di discussione. Le allucinazioni, i bias nei dati di training, la privacy, il problema della dipendenza cognitiva (ne ho parlato in questo articolo), la questione del copyright sui contenuti generati.
Questo speech, che al STEP di Fastweb ho presentato con il titolo nietzschiano “AI umana, troppo umana“, è quello che scatena più dibattito. Perché tocca le paure reali delle persone, quelle che non vengono dette apertamente nelle slide dei vendor ma che il pubblico si porta a casa da ogni conferenza.
Non è uno speech catastrofista. È uno speech consapevole. La differenza la fa il fatto che parlare dei rischi dell’AI serve soprattutto a usarla meglio.
4. L’AI per settori specifici: “E per noi, nel nostro campo?”
Questo è il tema dove le richieste sono più varie, ma il pattern è sempre lo stesso: un’associazione di categoria, un’azienda, un ente professionale vuole una conferenza su misura per il proprio pubblico.
Ho parlato di AI per gli insegnanti, per i giornalisti, per gli amministratori di condominio, per i professionisti del licensing farmaceutico, per le imprese artigiane, per la distribuzione office. Ogni settore ha le sue specificità, le sue preoccupazioni, i suoi casi d’uso più promettenti.
La differenza rispetto a una conferenza generica è che il pubblico si riconosce negli esempi. E quando ti riconosci negli esempi, la formazione diventa qualcosa che puoi usare il giorno dopo.
5. L’AI nella scuola: “Come gestisco i miei studenti, adesso?”
È un tema che avrei potuto includere nel punto precedente, ma merita un capitolo a parte per il volume di richieste che ricevo. Insegnanti, dirigenti scolastici, genitori: tutti vogliono capire come si sta trasformando il mondo dell’apprendimento.
Le domande sono molto concrete: come faccio a capire se un tema è stato scritto dall’AI? Come uso l’AI nelle mie lezioni senza delegare il pensiero ai ragazzi? Come parlo di questo agli studenti? Come ne parlo ai genitori?
Non ci sono risposte definitive — il campo evolve settimana per settimana — ma ci sono principi e strumenti che già oggi fanno la differenza.
6. La comunicazione nell’era dell’AI: “Come cambiano i contenuti?”
L’ultimo tema che ricevo con frequenza crescente è questo: come cambia la comunicazione aziendale quando tutti hanno accesso a strumenti generativi? Come si distingue un brand, come si mantiene una voce autentica, come si usa l’AI per amplificare invece che omologare?
È la domanda che si fanno i responsabili marketing, i comunicatori, i professionisti del personal branding. E non ha una risposta semplice. Ma ha alcune indicazioni molto pratiche su cosa funziona e cosa no, che cerco di portare sempre con esempi reali.
Il tema che non ti aspetti di ricevere
Ce n’è uno che mi sorprende ancora ogni volta che arriva. Non è un tema tecnico, non è una categoria professionale. È una domanda che sento sempre più spesso, quasi a bassa voce, alla fine degli speech:
“Ma alla fine, come mi devo sentire rispetto a tutto questo?”
È la domanda giusta. Perché l’intelligenza artificiale non è solo uno strumento di produttività: è un cambiamento culturale, un cambiamento del rapporto con la conoscenza, il lavoro, la creatività. E la risposta emotiva a quel cambiamento è assolutamente legittima.
La cosa più utile che posso fare, in una conferenza, è aiutare le persone a orientarsi senza paura e senza euforia. Capire cosa sta succedendo davvero, cosa possono fare adesso, cosa possono aspettarsi domani.
Domande frequenti sulle conferenze sull’intelligenza artificiale
Quali sono i temi più richiesti nelle conferenze sull’intelligenza artificiale?
I temi più richiesti nelle conferenze sull’AI sono: l’introduzione all’AI generativa per pubblici non tecnici, l’uso dell’AI per la produttività aziendale, i rischi e i bias dei modelli linguistici, le applicazioni per settori specifici (scuola, sanità, diritto, marketing), e il cambiamento culturale portato dall’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro.
Quanto dura una conferenza sull’intelligenza artificiale?
Una conferenza sull’AI dura tipicamente tra i 45 minuti e le 2 ore, a seconda del formato e del pubblico. Gli speech in eventi di più relatori durano di solito 30-60 minuti, mentre i workshop formativi possono estendersi a mezza giornata o a una giornata intera.
Come si organizza una conferenza sull’AI per un’azienda o un’associazione?
Per organizzare una conferenza sull’AI è utile definire prima il pubblico (manager, team tecnici, professionisti, studenti), il livello di preparazione dei partecipanti e gli obiettivi formativi. Un buon relatore adatta il contenuto al settore specifico e porta esempi concreti. È consigliabile contattare lo speaker con anticipo per concordare i temi e personalizzare la proposta.
Cosa chiede il mercato a un relatore sull’AI nel 2026?
Nel 2026 il mercato chiede ai relatori sull’AI concretezza e aggiornamento continuo. Non bastano più le spiegazioni teoriche: aziende, scuole e professionisti vogliono sapere cosa possono fare subito, con quali strumenti e con quali rischi. La domanda più frequente è “come lo uso io, nel mio lavoro, domani mattina?”.
L’AI sostituirà i relatori e i formatori umani?
No, almeno non nel breve periodo. L’AI può supportare la formazione con contenuti personalizzati e scalabili, ma la conferenza in presenza mantiene un valore diverso: la relazione con il pubblico, la capacità di rispondere alle domande in tempo reale, la lettura dell’aula. Il relatore umano porta un punto di vista, un’esperienza e un’autorevolezza che i modelli generativi non replicano.
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https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2026/04/temi_eventi_speech_AI_Gianluigi_Bonanomi.png7681365Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2026-04-29 15:29:102026-04-29 15:45:26Quali sono i temi più richiesti nelle conferenze sull’intelligenza artificiale?
L’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro a una velocità impressionante. Questo articolo mostra come l’AI può diventare un alleato prezioso nelle attività quotidiane anche del sindacalista, frutto di una serie di corsi che ho tenuto con dirigenti, delegati e impiegati di un’importante sigla sindacale.
Parto da un presupposto: i sindacati si stanno muovendo per tutelare i lavoratori, come evidenziato, per esempio, dalla memoria della CGIL per l’audizione sull’intelligenza artificiale del 7 febbraio 2024, dove si sottolinea la necessità di un approccio etico e regolamentato all’IA, evidenziando l’importanza di tutelare i diritti dei lavoratori e di garantire che l’adozione di queste tecnologie avvenga in modo equo e trasparente.
Io però voglio parlare dell’adozione dell’AI all’INTERNO del sindacato. Elencherò applicazioni pratiche, strumenti utili già disponibili (e in buona parte gratuiti) e come affrontare le sfide che questa tecnologia comporta, lasciando da parte – per una volta – i peana delle Cassandre che vedono solo conseguenze nefaste, instupidimento generale e perdita indiscriminata di posti di lavoro (i “terminator-isti” spopolano). L’AI non è fantascienza, ma un insieme di strumenti concreti che possono potenziare il lavoro sindacale, permettendo di operare in modo più intelligente, efficiente ed efficace, al fine di liberare tempo dalle incombenze a basso valore aggiunto per potenziare la parte relazionale e di problem solving.
Analisi documentale (CCNL, leggi e accordi)
Quante ore passi a studiare CCNL, leggi, circolari interne, verbali di accordo? L’AI può accelerare enormemente questo lavoro fondamentale. Immagina di poter caricare un intero contratto collettivo o una nuova normativa e ottenere in pochi istanti:
Un riassunto dei punti salienti, per cogliere subito l’essenziale.
Risposte precise a domande specifiche (“Cosa prevede l’articolo X riguardo i permessi retribuiti?”).
Una bozza di FAQ (Frequently Asked Questions, domande poste di frequente) pronta all’uso per rispondere ai dubbi più comuni degli iscritti.
L’AI eccelle anche nella comparazione tra documenti, per esempio usando l’ottimo Gemini Notebook (ex NotebookLM). Devi analizzare le differenze tra il vecchio e il nuovo testo di un rinnovo contrattuale? O confrontare due diversi accordi integrativi aziendali? Strumenti basati sull’AI possono evidenziare automaticamente aggiunte, rimozioni e modifiche, facendoti risparmiare tempo prezioso e riducendo il rischio di sviste. Questi sistemi utilizzano tecnologie come l’Elaborazione del Linguaggio Naturale (NLP) e l’Apprendimento automatico (Machine learning) per comprendere il linguaggio specifico di contratti e normative.
Gemini Notebook di Google (gratis per 50 domande al giorno su 50 documenti contemporaneamente) permette di caricare i tuoi documenti (PDF, testi, presentazioni) e l’AI risponde alle tue domande basandosi esclusivamente su quel materiale, citando le fonti precise all’interno dei file. Perfetto per creare FAQ affidabili o analizzare materiale specifico senza “inventare” informazioni.
Chiaramente si può usare anche l’arcinoto ChatGPT (e in alternativa Gemini o Claude): ottimi per riassumere testi lunghi, generare bozze di spiegazioni semplici, rispondere a domande generali sul contenuto. Ricorda sempre di verificare le informazioni critiche, poiché questi modelli più generali possono talvolta commettere imprecisioni (le cosiddette “allucinazioni”). Per ricerche approfondite invece suggerisco la “Deep Research” di Gemini oppure Perplexity: ideali per ricerche approfondite, capaci di consultare anche fonti accademiche o legali online per integrare l’analisi dei tuoi documenti con un contesto più ampio.
Se cerchi invece strumenti specifici di analisi legale/contrattuale, esistono piattaforme AI specializzate che offrono funzionalità avanzate per l’analisi di documenti: identificano clausole chiave, valutano potenziali rischi, estraggono dati specifici (nomi, date, obblighi) e confrontano versioni in modo molto dettagliato. Un esempio è Luminance.
L’adozione di questi strumenti permette di gestire grandi volumi di testo con maggiore velocità e accuratezza, liberando tempo prezioso da dedicare ad attività strategiche o al supporto diretto ai lavoratori. È importante però fare una distinzione: strumenti come Gemini Notebook garantiscono risposte ancorate ai tuoi documenti, mentre LLM generali come Gemini richiedono una verifica più attenta per usi critici.
Simulazione di scenari
Una delle domande cruciali durante una trattativa è: “Cosa cambia concretamente per i lavoratori se accettiamo questa modifica al contratto?” L’AI può aiutarti a simulare scenari complessi. Fornendo all’intelligenza artificiale il testo del contratto attuale e le modifiche proposte (per esempio: un nuovo sistema di turnazione o una diversa struttura salariale), puoi chiedere di analizzare gli impatti specifici:
Come cambierebbe la retribuzione media per i lavoratori part-time?
Quali sarebbero le conseguenze sul monte ore annuo per chi fa trasferte?
Ci sono categorie di lavoratori penalizzate o favorite dalla proposta?
Puoi anche esplorare diverse ipotesi (“E se l’indennità fosse X invece che Y?”) per prepararti meglio alla negoziazione, avendo già un quadro più chiaro delle possibili conseguenze. Strumenti AI possono analizzare pattern e fornire previsioni basate sui dati testuali forniti.
Attenzione: l’AI fornisce analisi basate sul testo e sui dati che le fornisci. La valutazione finale, che tiene conto del contesto aziendale specifico, delle dinamiche relazionali e degli aspetti non quantificabili, richiede sempre il tuo giudizio esperto e la tua sensibilità sindacale. L’AI è un supporto all’analisi, non un sostituto della strategia negoziale.
Quali tool usare a questo scopo? Insisto su ChatGPT, meglio se nella versione Plus (20 dollari al mese). Il celebre chatbot permette di analizzare i testi forniti e rispondere a domande “what-if”. La qualità dell’analisi dipende molto da come formuli la domanda (il cosiddetto “prompt”) e dalla chiarezza dei dati che inserisci. Potrebbero emergere strumenti analitici più avanzati, magari derivati dal mondo della finanza o della data science (come Julius.ai), adattabili a simulazioni economiche più complesse, ma potrebbero richiedere competenze specifiche per essere utilizzati efficacemente.
Utilizzare l’AI per queste simulazioni può quindi arricchire la fase preparatoria di una negoziazione, permettendo di valutare rapidamente diverse opzioni e i loro potenziali effetti, trasformando l’AI da semplice strumento di lettura a supporto strategico.
A proposito di simulazione di scenari, si può usare la tecnica di prompting definita “mixture of experts” per invitare il chatbot a immaginare una discussione tra più professionisti. Ecco un prompt da testare.
Immagina di assistere, come osservatore curioso, a una tavola rotonda immaginaria tra tre figure chiave del mondo del lavoro: un sindacalista esperto in contrattazione collettiva, un giuslavorista con lo sguardo sul futuro normativo, e un sociologo del lavoro che analizza i cambiamenti culturali e generazionali. Il tema è il futuro della rappresentanza sindacale in un mondo di smart working, algoritmi e flessibilità estrema. L’intelligenza artificiale dà voce a ciascun partecipante, lasciando emergere visioni, tensioni, dati, intuizioni, e anche qualche divergenza di vedute. Tu sei lì, in ascolto silenzioso: prendi appunti, cogli le idee più forti, le metafore più efficaci, i punti di contatto e quelli di rottura. Il tuo scopo? Scrivere un articolo d’impatto o progettare un nuovo modello di rappresentanza 4.0. Niente cravatta o burocrazia: solo cervelli accesi, passione per il lavoro e voglia di capire dove stiamo andando. Simula l’evento.
Comunicare meglio
La comunicazione è il cuore dell’attività sindacale. L’AI può darti una mano significativa per renderla più efficace, tempestiva e inclusiva: per esempio per rispondere a mail e messaggi, specialmente per quesiti ripetitivi legati a contratto, normative, o procedure interne. Puoi usare l’AI per generare bozze di risposta rapide, coerenti e precise, personalizzandole dove necessario. Un delegato sindacale mi ha raccontato di aver risposto a una contestazione al suo assistito in cinque minuti (contando dalla ricezione all’invio della PEC).
Altra idea: spiegare le buste paga. Caricando il file o la scansione della busta (ovviamente anonimizzata!) e le relative regole contrattuali, l’AI può aiutare a generare spiegazioni chiare e semplici per le diverse voci (retribuzione base, straordinari, trattenute, TFR, ecc.). La stessa cosa vale per documenti patronali, estratti contributivi e così via.
Ho anche pensato: hai iscritti che non parlano bene l’italiano? L’AI abbatte le barriere linguistiche. Puoi tradurre comunicazioni importanti, convocazioni per riunioni, sintesi di accordi in moltissime lingue (ChatGPT ne parla oltre 90!), quasi in tempo reale (in realtà con Microsoft Translator pure in diretta). Strumenti avanzati permettono anche di tradurre audio e video mantenendo un parlato naturale o sincronizzando il labiale (vedi il mio esperimento con HeyGen), di fatto clonandoti.
Userei i chabot anche per creare contenuti di comunicazione. Hai bisogno di scrivere un comunicato stampa, un post per i social media, un articolo per la newsletter o un volantino? L’AI può generare bozze, suggerire titoli efficaci, adattare il tono di voce al canale scelto, correggere i tuoi testi (vedi il prompt qui). Puoi anche usare l’AI per creare immagini originali e realistiche (prova Ideogram).
Puoi realizzare in pochi istanti presentazioni efficaci per accompagnare i tuoi messaggi: pensa se il nuovo accordo sindacale si trasformasse automaticamente in slide (puoi farlo con Gamma e altri tool). Si possono usare strumenti AI per sviluppare materiali formativi e contenuti per workshop, del resto il chatbot aiuta a creare risorse più coinvolgenti, a personalizzare i contenuti per diversi stili di apprendimento e a garantirne l’inclusività.
Sfruttare l’AI per la comunicazione non significa solo risparmiare tempo su compiti routinari, ma anche migliorare l’accessibilità e l’inclusività (spesso mostro come usare i chatbot per individuare e i rimuovere i bias), raggiungendo tutti gli iscritti nella loro lingua e con formati diversi.
Eventi, riunioni e dati degli iscritti
L’efficienza organizzativa interna è cruciale per liberare risorse da dedicare alla tutela e alla contrattazione. Ecco come l’AI può supportare l’organizzazione sindacale.
Organizzazione di eventi: l’AI può assistere nella pianificazione di riunioni, assemblee o eventi formativi. Può aiutare a identificare le date migliori analizzando calendari (se integrata), generare bozze di inviti e programmi, automatizzare l’invio di promemoria.
Verbalizzazione automatica di riunioni: basta passare ore a trascrivere! Strumenti AI possono registrare e trascrivere automaticamente l’audio di riunioni (online o in presenza), assemblee, convegni. Tactiq e MeetGeek registrano ogni dettaglio delle riunioni online. Il già citato Gemini Notebook di Google può trascrivere e analizzare gratuitamente file fino a 200 Mb! Se la riunione è in presenza, esistono strumenti hardware come Plaude per registrare e digitalizzare tutto. Ma non solo: l’AI è in grado di generare riassunti concisi, identificare i punti chiave discussi, estrarre le decisioni prese e le azioni da intraprendere (action item), spesso indicando anche chi le ha proposte o se ne è fatto carico. Una vera rivoluzione per la gestione dei verbali e il follow-up.
Gestione e analisi dei dati degli iscritti: l’AI può aiutare ad analizzare i dati degli iscritti – sempre in modo aggregato e anonimizzato, nel pieno rispetto della privacy e del GDPR – per ottenere informazioni strategiche. Per esempio, puoi capire meglio le esigenze dei diversi gruppi di iscritti, identificare i fattori che influenzano l’iscrizione o l’abbandono (churn analysis), misurare l’efficacia delle campagne di comunicazione o dei servizi offerti. Queste analisi supportano decisioni più informate e mirate. Esistono piattaforme CRM (Customer Relationship Management) con funzionalità AI integrate, strumenti specifici per l’analisi dati come Julius.ai, o funzionalità AI all’interno di software gestionali per associazioni.
Va ribadito che l’uso di AI per analizzare dati sensibili come quelli degli iscritti solleva questioni etiche e di privacy fondamentali, che devono essere gestite con la massima cura e trasparenza, in linea con i valori del sindacato.
Preparare le negoziazioni
Affrontare una negoziazione richiede una preparazione meticolosa. L’AI può diventare un valido strumento in questa fase per i seguenti compiti.
Ricercare informazioni strategiche sulla controparte (azienda, management): utilizzando strumenti capaci di Deep Research come Gemini, puoi analizzare informazioni pubbliche come profili LinkedIn, notizie recenti, dati finanziari (se disponibili), dichiarazioni passate, recensioni, per comprendere meglio il contesto, gli interessi e gli stili negoziali dei tuoi interlocutori.
Analizzare dati economici e di settore: l’AI può aiutarti a elaborare rapidamente dati di bilancio, andamenti di mercato, statistiche occupazionali per supportare le tue richieste con evidenze concrete.
Preparare le argomentazioni: puoi usare l’AI per aiutarti a strutturare le tue posizioni negoziali, identificare i punti di forza e di debolezza, e persino anticipare le possibili obiezioni della controparte, generando possibili risposte.
La maggior parte delle domande degli iscritti è ricorrente. Pensa, per esempio, ai quesiti legati alla riforma delle pensioni, ai congedi parentali, alla NASPI spiegati in modo semplice. Perché non istruire un chatbot per rispondere al posto tuo? È possibile creare chatbot informativi (assistenti virtuali basati su modelli come ChatGPT, magari personalizzati come GPTs) addestrati specificamente su normative pensionistiche, circolari INPS, contratti collettivi eccetera. Questi chatbot possono rispondere 24/7, 365 giorni all’anno (senza ferie né malattia!).
Certo, l’AI potrebbe aiutare ad analizzare la correttezza dei calcoli pensionistici o della durata della NASPI, confrontando i dati individuali dell’iscritto (forniti in modo sicuro) con le normative vigenti. Tuttavia, data l’estrema complessità, le variabili individuali e le implicazioni legali, questo tipo di verifica richiede oggi ancora una fondamentale supervisione umana esperta e strumenti molto specifici, non ancora diffusi.
AI e regolamentazione in ambito sindacale
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte delle organizzazioni sindacali non è solo una possibilità futura, ma una realtà già in atto. Vediamo alcuni esempi concreti, sia in Italia che all’estero.
Partiamo dal Belpaese. Accordo SLC CGIL – Afiniti: un caso pionieristico di contrattazione dell’algoritmo. SLC CGIL ha negoziato un accordo specifico con un’azienda (Afiniti) che fornisce un sistema AI per ottimizzare l’instradamento delle chiamate nei contact center. L’accordo definisce chiaramente le finalità dello strumento e, soprattutto, stabilisce limiti precisi al suo utilizzo: non può essere usato per discriminare lavoratori, modificare contratti o orari, né per valutazioni legate a premi o avanzamenti di carriera. Questo dimostra come la contrattazione possa governare l’uso dell’AI per tutelare i diritti dei lavoratori.
Ora andiamo all’estero. A livello europeo e internazionale, i sindacati si stanno muovendo in modo coordinato. L’ETUC (Confederazione Europea dei Sindacati), UNI Global Union e ITUC (Confederazione Sindacale Internazionale) stanno sviluppando strategie, promuovendo la negoziazione collettiva sull’AI, partecipando alla definizione di standard tecnici (es. per l’AI Act) e chiedendo regolamentazioni internazionali vincolanti (come una Convenzione ILO sul lavoro digitale). L’Accordo Quadro Europeo sulla Digitalizzazione del 2020, che qui riporto integralmnte, include già un capitolo sull’AI.
Questi esempi mostrano che il movimento sindacale sta affrontando attivamente la sfida dell’AI, passando da una posizione di semplice reazione a strategie proattive che includono la sperimentazione interna, la contrattazione a livello aziendale e settoriale, e l’azione politica per definire regole che garantiscano uno sviluppo dell’AI antropocentrico e rispettoso dei diritti dei lavoratori.
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Nel marzo 2025 il mio editore Ledizioni ha dato alle stampe il mio ultimo libro, scritto a quattro mani con l’amico Daniele Giangiulli. Ecco i dati del libro:
SINOSSI
Che cos’hanno in comune un ceramista e un algoritmo di machine learning? ArtigianIA racconta la storia di un incontro: quello tra la creativià artigianale e la potenza dell’intelligenza artificiale. Grazie a esempi concreti e strumenti pratici, Gianluigi Bonanomi (formatore e consulente sull’AI generativa e autore di diversi libri sul tema) e Daniele Giangiulli (Direttore Generale di Confartigianato Imprese Chieti-L’Aquila e della scuola di formazione AcademyForME) mostrano – concretamente – come l’artigianato italiano possa non solo sopravvivere, ma prosperare nell’era digitale. La tradizione artigiana non deve temere robot e algoritmi: deve usarli e guidarli.
DATI BIBLIOGRAFICI
Autori: Gianluigi Bonanomi, Daniele Giangiulli
Editore: Ledizioni
Pubblicato in: gennaio 2025
Formato: brossura, 104 p. – ePub
ISBN cartaceo: 9791256003228
ISBN ePub: 9791256003235
Prezzo cartaceo: 14,00 €
Prezzo ePub: 6,99 €
Il libro sul sito nazione di Confartigianato
CHIETI – “ArtigianIA”, Giangiulli e Bonanomi firmano il libro che unisce artigianato e intelligenza artificiale generativa
Approfondire in che modo la creatività artigianale e la potenza dell’intelligenza artificiale possano convivere. Queste le finalità del libro ArtigianIA, il cui obiettivo è proprio quello di esplorare il punto d’incontro tra tradizione e innovazione. L’opera, firmata da Daniele Giangiulli, Direttore Generale di Confartigianato Imprese Chieti-L’Aquila e della scuola di formazione AcademyForMe, e Gianluigi Bonanomi, formatore e consulente sull’AI generativa, rappresenta una guida concreta su come l’artigianato possa sfruttare le nuove tecnologie per evolversi e prosperare. Il volume è da oggi in vendita online.
Il libro propone esempi pratici e strumenti operativi per dimostrare che l’intelligenza artificiale non è una minaccia per gli artigiani, ma una risorsa per potenziare la creatività, ottimizzare i processi e rendere le imprese più competitive. L’obiettivo è quello di aiutare gli artigiani a non subire l’innovazione, ma a governarla.
Attraverso casi concreti e un linguaggio accessibile, “ArtigianIA” dimostra come l’intelligenza artificiale possa affiancare e valorizzare il saper fare artigiano, senza snaturarlo.
Il libro nasce proprio nell’ambito delle attività che Confartigianato Chieti L’Aquila mette in campo quotidianamente per supportare la crescita e la digitalizzazione delle imprese artigiane, offrendo strumenti e conoscenze per affrontare le sfide del futuro.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2025/03/artigiania.png300700Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2025-03-18 19:09:472025-03-18 19:09:47ARTIGIANIA – L’intelligenza artificiale a supporto di quella artigiana: il nuovo libro per Ledizioni
Come hanno fatto? Come si creano i deepfake al fine di spogliare una persona, come gli occhialini dell’Intrepido a raggi X? Lo racconto in questo video, dove faccio cenno anche a come funzionano app simili, come Reface, che consente di sostituire i volti nelle immagini, creando situazioni potenzialmente imbarazzanti o dannose. Ho esaminato alcuni esempi celebri, come falsi nudi di personaggi pubblici, per illustrare quanto sia facile manipolare le immagini oggi. Queste applicazioni stanno proliferando e rappresentano una minaccia seria all’integrità personale, specialmente in un’era dove l’intelligenza artificiale fa anche meraviglie in campi positivi, come l’educazione. È fondamentale rimanere informati e vigili. Buona visione:
Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa
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https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2024/09/1.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2024-09-22 10:44:212025-12-12 17:51:07Cyberbullismo e intelligenza artificiale: non solo Bikinioff