L’IA entra in condominio: come l’intelligenza artificiale sta cambiando il lavoro degli amministratori (10 esempi concreti) – speech per Anaci Treviso del 15/5/26

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Dalla gestione delle assemblee ai verbali automatici, fino agli agenti AI: ecco cosa è emerso durante il convegno ANACI Treviso dedicato all’intelligenza artificake che si è tenuto il 15 maggio 2026 presso Infinite Area di Montebelluna (TV).

“L’IA entra in condominio”, una giornata dedicata agli strumenti pratici per amministrare gli immobili del futuro.

Durante l’evento si è parlato di chatbot, automazioni, cybersecurity, verbali automatici, analisi documentale e agenti AI. Il focus non era la fantascienza, ma l’uso concreto dell’intelligenza artificiale nella quotidianità degli studi di amministrazione condominiale.

Tra i relatori anche Gianluigi Bonanomi, giornalista hi-tech, formatore e docente di Net Marketing e AI generativa, che ha mostrato casi reali di applicazione dell’AI nel lavoro degli amministratori.

L’IA entra in condominio: il riassunto dello speech

Quando mi chiedono che lavoro faccio, ogni tanto faccio fatica a rispondere in modo semplice. Mi occupo di digitale da così tanto tempo che, quando ho iniziato, Google non esisteva ancora. Sul serio: Google è nato nel 1998. Io in quegli anni raccontavo già tecnologia, prima come giornalista e poi come formatore.

Ho avuto la fortuna di vedere nascere tutte le grandi rivoluzioni digitali degli ultimi venticinque anni: Internet, l’e-commerce, i social network, gli smartphone, il cloud, il metaverso e oggi l’intelligenza artificiale.

Ed è proprio sull’intelligenza artificiale che oggi c’è più disorientamento.

Con Internet, tutto sommato, abbiamo capito abbastanza in fretta cosa stava succedendo. Prima mandavi lettere, poi le email. Prima distribuivi volantini, poi aprivi un sito web. Prima andavi in negozio, poi arrivava Amazon.

L’intelligenza artificiale invece è diversa. Perché dà la sensazione di essere “umana”.

Il momento simbolico di questa rivoluzione è stato il 30 novembre 2022: il giorno in cui OpenAI ha lanciato ChatGPT. Senza grandi campagne pubblicitarie. Non servivano. Bastava che qualcuno iniziasse a usarlo perché diventasse virale.

Ricordo ancora la prima volta che l’ho provato. In rete girava già una battuta: “È finita, non faremo più i compiti”. Perché gli usi pratici le persone li capiscono subito.

Il punto però non è che l’AI pensa davvero come un essere umano. Funziona in modo molto diverso. ChatGPT, tecnicamente, calcola la probabilità della parola successiva. È un gigantesco sistema statistico.

Eppure, se ci pensi bene, anche noi esseri umani facciamo qualcosa di simile.

Quando dico: “Garibaldi fu…”, quasi tutti rispondono “ferito”. Non perché abbiate analizzato razionalmente tutte le possibilità storiche, ma perché il cervello fa un’associazione probabilistica basata sull’esperienza.

La differenza vera è che noi abbiamo emozioni, un corpo, esperienze fisiche. L’intelligenza artificiale simula emozioni, ma non le prova.

Per questo non dobbiamo avere un approccio apocalittico. L’AI non è un mostro che prenderà il controllo del mondo. È uno strumento.

E come tutti gli strumenti, dipende da come lo usiamo.

Io non credo che l’intelligenza artificiale sostituirà gli amministratori di condominio. Anzi. Credo che possa liberare tempo prezioso da tutte quelle attività ripetitive e burocratiche che oggi vi portano via energie inutilmente.

Pensiamo ai verbali di assemblea. Oggi puoi registrare una riunione e ottenere automaticamente una trascrizione organizzata e strutturata. Questo non elimina il vostro lavoro. Vi permette di dedicarvi alla parte davvero importante: le relazioni, la mediazione, il problem solving.

Perché il vostro mestiere non è compilare moduli. Il vostro mestiere è gestire persone.

Ed è proprio qui che entra in gioco la vera opportunità.

L’AI può aiutarvi a:

  • compilare automaticamente documenti e moduli;
  • confrontare preventivi;
  • tradurre comunicazioni in più lingue;
  • analizzare contratti e sentenze;
  • creare verbali;
  • gestire email;
  • organizzare documentazione;
  • riassumere riunioni;
  • produrre infografiche e video esplicativi.

Oggi esistono strumenti incredibili. Alcuni sono quasi gratuiti.

Uno dei più potenti, secondo me, è NotebookLM di Google. Perché non si limita a “inventare” risposte: lavora sui documenti che caricate voi e vi mostra sempre la fonte esatta da cui prende le informazioni.

Questo cambia tutto.

Vuol dire poter caricare:

  • regolamenti condominiali;
  • bilanci;
  • contratti;
  • scansioni;
  • verbali;
  • preventivi;
  • planimetrie.

E interrogare l’intero archivio in linguaggio naturale.

Posso chiedere:
“Qual è il colore autorizzato per le tende?”
oppure:
“Quale preventivo include due pulizie settimanali?”

E ottenere la risposta immediata con il riferimento preciso al documento originale.

La vera rivoluzione però non sono più i chatbot.

Siamo già entrati nell’era degli agenti AI.

Un chatbot risponde alle domande. Un agente agisce.

Può cercare informazioni, navigare siti web, compilare moduli, organizzare dati, fare acquisti, prenotazioni, confronti.

Ho visto agenti AI:

  • compilare bandi pubblici;
  • cercare clienti;
  • analizzare immobili;
  • sistemare problemi grafici su siti web;
  • fare spesa online autonomamente.

E siamo solo all’inizio.

Questo non significa che l’essere umano sparirà. Significa che cambierà il valore del lavoro umano.

Le attività meccaniche verranno compresse. Quelle relazionali diventeranno ancora più importanti.

Per questo continuo a ripetere una frase che secondo me sintetizza perfettamente il momento che stiamo vivendo: non è l’intelligenza artificiale che ti ruba il lavoro. È qualcuno che la sa usare meglio di te.

Le slide del mio intervento

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