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In questo webinar, tenuto per ioformo.it il 2 settembre 2025, parlo di come l’intelligenza artificiale può trasformare la gestione di Instagram. Dal concetto di “inshitificazione” (enshittification) dei social, ai desideri latenti della domanda, fino all’uso pratico di ChatGPT, Gemini, Claude e Manus. Spiego perché serve personalizzare l’AI, come sfruttare il reasoning per analisi di #neuromarketing e quali opportunità offrono i nuovi #agenti intelligenti nel 2025.

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“Ex Libris! Intelligenza artificiale, editori, scrittori e lettori. Quale futuro?”

«Parlare del futuro del libro e parlare del futuro del pensiero in fondo è la stessa cosa…»

Così si apre Ex Libris! Intelligenza artificiale, editori, scrittori e lettori. Quale futuro?, una raccolta di riflessioni pubblicata dalla Fondazione Pensiero Solido. Non un saggio accademico, ma un mosaico di voci diverse che provano a capire come cambia il nostro rapporto con i libri nell’era dell’intelligenza artificiale.

Il progetto nasce da un incontro live – dibattito aperto e trasmesso su YouTube – in cui editori, autori, studiosi e professionisti del digitale si sono confrontati senza filtri. Quelle conversazioni, ora raccolte in forma scritta, conservano l’energia del dialogo e la pluralità dei punti di vista: il libro come spazio di ordine e riflessione, ma anche come bussola per orientarci in un tempo di grandi trasformazioni. In quell’occasione tenni uno speech dal titolo “ChatGPT non rimpiazza i libri, li esalta“, che puoi rivedere qui:

Insomma, ho avuto il piacere di dare il mio contributo a questo percorso collettivo. Ma più che soffermarmi su questo, vorrei invitarti a scaricare gratuitamente il volume: un piccolo dono che non pretende di chiudere la discussione, ma di aprirla.

👉 Scarica il libro qui

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale cambia ogni settimana (dannata FOMO!), c’è una sola costante: i meme sull’AI. Ironici, cinici, profetici, questi piccoli concentrati di verità pop raccontano meglio di mille slide lo stato d’animo collettivo di chi vive (o sopravvive) alla rivoluzione generativa. In questa pagina raccolgo i migliori meme su ChatGPT e AI (fai clic su ciascuno per ingrandirli).

I miei meme sull’AI

Qui invece raccolgo i meme che ho creato io.

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Nel turbinio dei segni che l’AI ci invia ogni santo giorno, sembriamo aruspici moderni, scrutando nel caos digitale le viscere di un futuro incerto. Come antichi mantici romani leggevano il destino negli organi degli animali, o la Pizia a Delfi interpretava i vapori sacri nel δ’άδυτον del tempio, così oggi tentiamo di decifrare il frammento nascosto dietro l’algoritmo, il lampo profetico di Bill Gates. A Delfi, il responso non era mai un semplice sì o no: era un invito all’azione. Allo stesso modo, Gates non profetizza un disastro, ma ci avverte che il responso è qui e ora: dobbiamo scegliere se restare immobili o diventare architetti consapevoli di questa trasformazione.

Ascoltiamo quindi il profeta del digitale. Ecco quindi cinque profezie fatte da zio Bill.

La velocità che ci spaventa (e ci guida verso il futuro)

«Trovo un po’ spaventosa la velocità con cui la società dovrà adattarsi e il mercato del lavoro cambierà» – parole pronunciate da Bill Gates in un’intervista recente, come documentato dal blog delle Biblioteche di Pavia in un articolo dedicato al futuro del lavoro secondo il co‑fondatore di Microsoft (biblioteche.comune.pavia.it).

Con queste parole, Gates tocca un punto nevralgico: non è tanto che cambierà, ma quanto velocemente dobbiamo cambiare. Viviamo in una dimensione temporale accelerata, dove strumenti come l’intelligenza artificiale stravolgono, in tempi stretti, non solo l’economia, ma la nostra stessa identità professionale.


1. Settimane lavorative da due a tre giorni

Nell’intervista al “Tonight Show” di Jimmy Fallon, Gates ipotizza una settimana lavorativa ridotta: due o tre giorni entro un decennio (m.economictimes.com).
Un futuro in cui l’IA non rimpiazza direttamente le persone, ma libera tempo (e forse società) da dedicare a creatività, formazione, tempo libero. Il rischio? Che la transizione avvenga troppo in fretta per molte persone, lasciando senza guide né strumenti concreti.


2. Professioni resistenti all’automazione

Gates individua settori in cui il lavoro umano resta indispensabile: programmazione, biologia, energia (torinocronaca.it).
Non perché l’IA non possa fare codice, ma perché c’è bisogno di esperti umani che comprendano contesti, etica e conseguenze del codice prodotto. Idem per professionisti che operano su vitale complessità biologica o energetica.


3. Robot tax e reddito di base

L’idea di una “robot tax”, in parte proposta da Gates, nasce dall’esigenza di sostenere la società quando l’automazione sostituirà lavoro umano (it.wikipedia.org).
Tasse su automazione e robot potrebbero servire a finanziare forme di supporto e ricollocamento professionale, prevenendo il dislivello tra innovazione tecnologica e tessuto sociale.


4. Il ruolo dell’adattamento

Torniamo dunque alla velocità spaventosa evocata da Gates. Non c’è una formula magica per gestirla, ma due principi:

  • Formazione continua: corsi, laboratori, apprendimento permanente.
  • Governance attiva: politiche pubbliche – come la robot tax – che bilancino il salto tecnologico.

Il cambiamento diventa un’opportunità solo se accompagnato da strategie collettive e individuali.


5. Esempi applicativi

  • ChatGPT nella diagnosi medica: se da un lato l’IA identifica sintomi e genera diagnosi, dall’altro la supervisione clinica resta vitale (reddit.com, it.wikipedia.org). Un esempio concreto di come innovazione e supervisione umana debbano evolvere assieme.
  • Amazon e le casse automatiche: malgrado l’esistenza dei self-checkout da decenni, molti supermercati mantengono personale per gestire casistiche e imprevisti . Anche qui, la tecnologia accelera, ma l’essere umano rimane necessario.

Conclusione: adattarsi è la nostra sfida

Bill Gates non profetizza un futuro distopico. Piuttosto, ci avverte che il cambiamento è velocissimo e l’alternativa è chiara: subire o governare il cambiamento.

  • Subire significa restare indietro, perdere lavoro, identità, stabilità.
  • Governarlo significa formarsi, esercitare consapevolezza, partecipare a progetti collettivi, quelli che servono a comporre le contraddizioni del progresso.

La nostra evoluzione professionale e personale passa da qui: dalla capacità di riconoscere che siamo già dentro questa accelerazione e da quanto siamo pronti ad agire. L’adattamento è la vera leva dell’evoluzione—anche nel lavoro, e soprattutto nel lavoro futuro.


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“La prima impressione conta” è una frase fatta. Ma su LinkedIn è un dato di fatto!

Ogni giorno, decine (a volte centinaia) di persone visitano il tuo profilo. Recruiter, colleghi, potenziali clienti. Sai qual è la prima cosa che guardano? Esatto: la tua foto profilo.

Eppure vedo ancora immagini:

  • tagliate male
  • scattate in vacanza
  • sfocate o buie
  • con espressioni… inquietanti

La mia rubrica “LinkedIn horror” è piena di foto orribili, tipo:

Ma c’è una buona notizia. Ho creato uno strumento gratuito basato sull’intelligenza artificiale che analizza automaticamente la tua foto profilo LinkedIn e ti dice:

  • se è nitida e ben illuminata
  • se trasmette il messaggio giusto (professionalità, empatia, leadership…)
  • se lo sfondo è adeguato
  • se l’inquadratura è corretta
  • se il tuo abbigliamento è coerente con il settore in cui lavori

Non solo: ti dà anche un punteggio su 100 e consigli personalizzati per migliorarla.
Una sorta di coach fotografico digitale, ma senza giudizi cattivi.


Prova Foto Profilo “In” Analyzer

Come funziona?

  1. Carichi la tua foto profilo LinkedIn
  2. Il GPT ti chiede cosa vuoi trasmettere e in che settore operi
  3. Analizza l’immagine in pochi secondi
  4. Ti restituisce un report con punteggio e consigli

Il tool è ispirato a Snappr Photo Analyzer, ma pensato per chi usa LinkedIn in modo strategico: professionisti, freelance, imprenditori, candidati in cerca di lavoro.

Non serve registrarsi, è tutto gratuito. Fai clic qui:

👉 Analizza la tua foto profilo con AI

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L’intelligenza artificiale è da un paio d’anni, dal lancio di ChatGPT, al centro di dibattiti accesi, tra entusiasmi e timori. La paura nasce soprattutto dall’idea che le macchine possano sostituire gli esseri umani, controllare aspetti della nostra vita quotidiana o addirittura sfuggire al nostro controllo in stile Terminator. Queste preoccupazioni, alimentate da rappresentazioni cinematografiche e da una comprensione ancora limitata del funzionamento delle IA, possono portare a diffidenza e resistenza al cambiamento. Per questo ho voluto provocatoriamente intitolare il mio primo webinar per ioformo.it, così: Perché l’intelligenza artificiale fa paura (e perché non dovrebbe).

Nel webinar, tenuto in diretta il 17 aprile 2025, parto dal presupposto che  l’IA non è un’entità senziente: è uno strumento creato dall’uomo, programmato per risolvere problemi e migliorare l’efficienza di molte attività. Se usata con etica e consapevolezza, può rappresentare una potente alleata nella medicina, nella sostenibilità ambientale, nella sicurezza e nell’educazione. Ma soprattutto ChatGPT e gli altri LLM e chatbot possono rappresentare un aiuto fondamentale nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Per questo ho voluto portare degli esempi concreti.

Qui trovate l’intera registrazione dell’evento (43 minuti in tutto, domande comprese) ad accesso gratuito:

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Seguo molti tiktoker che parlano di AI, e ultimamente ho visto nascere il trend che si chiama “dream life prompt”.

Tanto da meritare un articolo su Forbes:

Si tratta di un uso creativo dei chatbot, spesso usati per scrivere articoli, fare riassunti o altro. Per una volta,  invece, l’idea è quella di sfruttare ChatGPT e compagnia bella per riscoprire i nostri obiettivi, i nostri valori e delineare quella che potrebbe essere la nostra vita dei sogni.

In questo articolo mostro quindi come usare ChatGPT per visualizzare e pianificare la “dream life” con un prompt che sembra uscito da un manuale zen, ma con l’efficacia di un sistema operativo aggiornato.

Il dream life prompt

Ecco un paio di prompt in inglese:

You are going to help me manifest my dream life. Please ask me a set of 5 questions to help better understand me today and what my eventual dream life looks like – please ask these questions one at a time.

E quello riportato da Forbes…

“Give me an inspirational landscape image of [what your ideal self looks like] while you can see them from behind. They are wearing [what your ideal self wears] while [describe what they are doing] and living in [describe your dream city, scenery, apartment, workspace, etc].”

Ecco una variante, più evoluta, in italiano:

Immagina la mia giornata ideale, dall’alba fino al tramonto, basandoti su tutto quello che sai di me, quello che emerge dalle passate conversazioni e da quello che hai salvato in memoria. Dove mi sveglio? Chi ho accanto? Quali attività riempiono le mie ore? Dividi la mia vita nei settori chiave: carriera, relazioni, salute e crescita personale. Rifletti su quali valori sono per me imprescindibili e su quali passioni vorrei dedicare più tempo. Pensa agli ostacoli che potrebbero frapporsi tra me e questa vita ideale e come potrei superarli. Ora elabora una serie di passi concreti per permettermi di avvicinarmi a questo stile di vita e rifletti su come mantenere alta la motivazione nel lungo periodo. Chiedimi pure eventuali chiarimenti, finché non sarai al 95% sicuro di potermi aiutare nel modo migliore. Respira profondamente e procediamo un passo alla volta.

Come vedi, c’è un riferimento alla memoria di ChatGPT (la sua capacità di ricordare cose di noi).

ChatGPT parte con alcuni chiarimenti:

Dopo aver risposto alle sette domande, ChatGPT restituisce una cronologia della giornata ideale, i valori e i passi concreti per arrivare a quella vita ideale e come tenere il focus.

ChatGPT come coach motivazionale?

Può sembrare che stiamo entrando nel regno new age delle app per il mindfulness e dei planner alla “Bullet Journal” (metodo flessibile e personalizzabile per prendere appunti, pianificare e riflettere, utilizzando un semplice taccuino e una penna) o peggio delle passeggiate sui carboni ardenti. In realtà, e più prosaicamente, ChatGPT può diventare uno strumento efficace di auto-riflessione. Proprio come un buon assistente virtuale, il chatbot ti può spingere a identificare i dettagli specifici della tua giornata ideale e a visualizzare chiaramente ogni aspetto della tua futuro vita dei sogni. E come arrivarci.

Una delle trappole più frequenti nei percorsi di auto-miglioramento è il rimanere bloccati nella fase “visualizzazione”. Come quei software di grafica che crashano proprio mentre stai salvando il progetto, è facile rimanere con un’immagine incompleta e sfocata. Questo prompt spinge a passare dal sogno alla realtà. Ti chiede di immaginare gli ostacoli e di elaborare delle strategie. Perché non esistono app di successo senza “debug”.

Insomma, con questi prompt, ChatGPT non sarà più solo il chatbot che risponde ai tuoi dubbi esistenziali o ti spiega come riavviare il router (per quello c’è Aranzulla). Diventerà una sorta di consulente digitale per il tuo percorso di crescita personale, pronto a portarti verso la tua vita ideale.

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Podcaster Italia è l’evento, tenuto l’11 ottobre 2024, rivolto ai podcaster per inaugurare una nuova era nel panorama del podcasting: un appuntamento di incontro e confronto per condividere idee e costruire insieme una community di podcaster. Sono intervenuto per parlare di intelligenza artificiale e podcast.

AI e podcasting

Dopo aver ribadito che l’AI sta entrando in tutti i settori professionali e che la nostra vita è già condizionata da machine learning e big data, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Qualche esempio? Cito Google Maps, Facebook, TikTok e Netflix come esempi di servizi che usano l’AI. Anche il mondo del podcasting, ovviamente, non è immune: ho citato il fatto che Google che ha introdotto in uno dei suoi strumenti la possibilità di creare automaticamente podcast da documenti. Questa notizia ha suscitato preoccupazione tra i podcaster, ma ho invitato a non farsi spaventare, sottolineando che l’AI non ci sostituirà.

Il punto chiave è che il podcaster rimane al centro del processo e l’AI può essere utilizzata per sgravarlo di alcuni lavori, come:

  • Brainstorming
  • Ricerca di contenuti
  • Stesura del testo
  • Editing
  • Promozione

Usi pratici dell’AI nel podcasting

Mi hanno chiesto di suggerire degli usi pratici dell’AI nel podcasting. Ho iniziando dicendo che una delle fasi più impegnative è quella dello studio che precede la registrazione. Ho suggerito di utilizzare Chat GPT Plus per creare un assistente virtuale personalizzato: questo può essere istruito con i documenti del podcaster, il suo profilo, il sito Web, il podcast e la linea editoriale. In questo modo, l’assistente può fornire idee più pertinenti e funzionali.

Oltre a Chat GPT Plus, consiglia altri strumenti per diversi scopi.

  • Ideazione di piani editoriali e contenuti: ChatGPT
  • Creazione di grafiche e immagini: Canva, Idiogram, Flux1.
  • Promozione: Chat GPT Plus con un GPTs dedicato alla comunicazione.
  • Analisi dei risultati: Spreaker + ChatGPT Plus.

Un consiglio per i podcaster

Mi hanno chiesto, infine, quale consiglio darei ai podcaster: non farsi spaventare dall’AI, non ruberà il lavoro ai podcaster. Ho suggerito di provare Gemini Notebook (ex NotebookLM), uno strumento gratuito di Google che permette di:

  • caricare documenti come fonti.
  • fare domande all’AI basate su quei documenti.
  • ottenere risposte con note che rimandano al paragrafo specifico del documento da cui l’informazione è stata estratta.

Notebook LM può essere utile per:

  • abbozzare uno script;
  • promuovere il podcast;
  • confrontare prodotti;
  • analizzare schede prodotto;
  • individuare clausole vessatorie nei contratti;
  • in generale, studiare.

A differenza di ChatGPT, Gemini Notebook non ha allucinazioni e cita sempre le fonti.

Per riascoltare l’intervista

Il 90% dei contenuti online sarà generato da intelligenza artificiale entro il 2025, secondo l’esperta Nina Schick.

Nel frattempo, se insisti (come me) con la creazione di contenuti “manualmente”, battendo forsennatamente sulla tastiera, puoi farti aiutare dall’intelligenza artificiale per editare, revisionare i testi. Un modello di linguaggio (LLM) come ChatGPT può agire efficacemente sia come editor che come correttore di bozze. La sua capacità di comprendere e generare testo lo rende uno strumento prezioso per affinare i tuoi scritti: correggere eventuali errori e refusi oppure migliorare lo stile. Ma come può essere utilizzato al meglio in questo ambito?

Il prompt per la revisione dei testi

Immagina di voler utilizzare ChatGPT (così come Gemini o altro) per la revisione dei testi già scritti. Il primo passo è presentare la richiesta (prompt) in modo chiaro e dettagliato, per esempio:

Svolgi il ruolo di correttore di bozze per me. Ti fornirò un testo da esaminare attentamente per individuare e correggere eventuali errori di ortografia, grammatica e punteggiatura. Riporta gli errori riscontrati in una tabella con le seguenti colonne:

  • Frase presa in esame – La frase o parte di frase in cui è presente l’errore.
  • Errore commesso – Descrizione chiara dell’errore (esempio: errore di concordanza, uso scorretto della punteggiatura, refuso, ecc.).
  • Frase corretta – La frase riscritta correttamente.

Inoltre, fornisci suggerimenti specifici per migliorare lo stile del testo, come:

  • Uso di un linguaggio più chiaro e diretto.
  • Variazione del ritmo e della struttura delle frasi.
  • Eliminazione di ripetizioni o ambiguità.

Questo è il testo da revisionare:
[INCOLLARE TESTO]

Clonare il tuo stile

Puoi anche usare ChatGPT affinché rispecchi il tuo stile di scrittura. Il chatbot è in grado di comprendere gli elementi distintivi della tua scrittura, come voce, tono, stile e struttura. Basta dargli in pasto i tuoi contenuti scritti in passato. Per clonare il tuo stile di scrittura in ChatGPT, potresti usare questo prompt:

Basandoti su una serie di esempi del mio stile di scrittura, tra cui email, articoli di blog o post sui social media, che presentano caratteristiche uniche come tono informale/formale, uso di specifici giochi di parole, struttura della frase e preferenze lessicali, adatta il tuo output per riflettere questi aspetti. Considera le variazioni di tono a seconda del contesto, l’uso di metafore, similitudini e la presenza di frasi ironiche, assicurandoti di mantenere la coerenza con il mio stile personale.
Questi alcuni miei testi:
[INSERIRE TESTI]

Nel mio caso ho caricato il Word di un mio libro per farne replicare lo stile:

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Nel febbraio 2024 ho scritto per il sito Dillofacile.it un articolo sul prompt engineering, o meglio sul mio metodo SO.C.RA.T.E. Lo riporto integralmente qui.

Intelligenza Artificiale Generativa e Prompt Engineering

Nel panorama sempre più complesso dell’intelligenza artificiale generativa, il prompt engineering emerge come una disciplina cruciale per ottimizzare l’interazione tra umani e macchine. Qualcuno parla di nuovo mestiere, per me è una nuova skill.

Il metodo SO.C.RA.T.E.
Lavorando su vari prompt, mi sono inventato il metodo SO.C.RA.T.E., che rappresenta una strategia innovativa e potente per affinare la comunicazione con gli strumenti basati sull’IA, come ChatGPT e compagnia bella, ribaltando la situazione: non dobbiamo essere noi a interrogare il chatbot, ma viceversa!

Il metodo socrAItico
Mi sono ispirato al metodo socratico: una forma di indagine, basata su domande e risposte che stimolano il pensiero critico e generano idee, che si trova in molte delle opere di Platone (dove Socrate è spesso il personaggio principale). In pratica, la cosiddetta maieutica.

Questo approccio può essere applicato anche al rapporto tra ChatGPT e l’utente.
Come Socrate, ChatGPT può porre domande per capire meglio le esigenze dell’utente, per guidarlo verso una comprensione più profonda della sua esigenza.

Se dovessi chiedere a ChatGPT di generare un piano editoriale per alimentare il blog della mia azienda, non è detto che in un prompt io riesca a fargli comprendere al meglio che cosa produciamo, per chi, ecc. Bisogna scatenare il ping pong.

Che cosa vuole dire “SO.C.RA.T.E.”?
“SO.C.RA.T.E.” è un acronimo, e sta per:

  • SOllecito
  • Contesto
  • RAffinamento
  • Turni
  • Esortazione

Sollecito
Il primo passo consiste nel sollecitare il chatbot, ovvero formulare una richiesta chiara e diretta.

La precisione nella domanda è cruciale. Come già visto, una richiesta vaga o generica può portare a risposte meno pertinenti. È importante essere specifici: se si desidera una risposta in un determinato ambito o contesto, questo deve essere esplicitato.

Per esempio, chiedere “Quali sono le ultime tendenze nel marketing digitale nel mercato B2C?” è più efficace di un generico “Parlami di marketing”.

Contesto
Il contesto riguarda l’inserimento di informazioni aggiuntive che possono aiutare ChatGPT a comprendere meglio la richiesta. Questo include dettagli specifici, sfumature o condizioni particolari.

Per esempio, se si chiede un contenuto che riguarda un argomento tecnico, specificare il livello di complessità desiderato nella risposta può essere molto utile.

RAffinamento
Il raffinamento – fase non indispensabile – si riferisce a ulteriori dettagli, ancora più specifici.

Per esempio, se sto chiedendo a ChatGPT di simulare un colloquio di lavoro, posso indicare il link dell’offerta.

Turni
Questo è il cuore del prompt socratico: occorre chiedere al chatbot di organizzare una conversazione a turni, una vera intervista.

Invece di aspettarsi una risposta completa e definitiva in un solo scambio, è spesso più produttivo provocare un ping pong, dove ogni risposta fornisce la base per la domanda successiva.
Questo approccio è particolarmente utile per esplorare argomenti complessi o per affinare gradualmente il focus della conversazione.

Il comando è molto semplice: “Fammi una serie di domande”.

Esortazione
Se mi limitassi a chiedere al chatbot “fammi una serie di domande”, però, avrei un problema: le farebbe tutte insieme, in una volta sola. Non va bene. Se voglio che ogni domanda alimenti la successiva, devo specificare che deve aspettare la mia risposta prima di porre la domanda successiva.

In conclusione
Il metodo SO.C.RA.T.E. è un approccio strutturato per interagire efficacemente con ChatGPT. Attraverso una buona richiesta e un dialogo a turni, è possibile ottenere il massimo dal chatbot. Provare per credere, come diceva un altro grande filosofo (non è vero, era Guido Angeli, imbonitore televisivo!).

Un esempio d’uso del metodo SO.C.RA.T.E.

Ecco l’esito:

Il video che spiega il metodo SO.C.RA.T.E.

Il mio libro sul prompt engineering

Il mio libro “ChatGPT come stai?” comprende questo e altri metodi di prompt engineering. Ecco la presentazione del libro:

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