L’intelligenza artificiale sta diventando un elemento cruciale per il successo delle strategie di marketing e PR. Il corso avanzato sull’intelligenza artificiale per agenzie di marketing e PR è un programma di formazione completo che mira a fornire ai professionisti del settore le competenze necessarie per navigare nel panorama (in rapidissima evoluzione) dell’AI, soprattutto l’AI generativa (non solo ChatGPT!).

Obiettivi del corso

  • Fornire una solida comprensione dei concetti fondamentali dell’intelligenza artificiale e delle sue applicazioni nel marketing e nelle PR.
  • Insegnare come utilizzare strumenti basati sull’AI per l’analisi dei dati, la segmentazione del pubblico e la personalizzazione dei contenuti.
  • Offrire una formazione pratica attraverso esercizi, casi studio e progetti reali, permettendo ai partecipanti di acquisire competenze applicabili immediatamente nel loro lavoro quotidiano.

Struttura del corso

Il corso è strutturato in 10 incontri da due ore ciascuno, erogabile anche in modalità online. Ogni modulo si concentra su un aspetto specifico dell’uso dell’AI nel marketing e nelle PR:

  1. Introduzione all’intelligenza artificiale: Panoramica dei concetti chiave e delle tecnologie emergenti.
  2. AI e analisi dei dati: Come utilizzare l’AI per analizzare grandi quantità di dati e generare intuizioni utili.
  3. Segmentazione del pubblico con l’AI: Tecniche e strumenti per segmentare il pubblico in modo più preciso e personalizzato.
  4. Personalizzazione dei contenuti: Utilizzo dell’AI per creare contenuti personalizzati e campagne di marketing.
  5. AI nel copywriting: Come l’AI può aiutare nella creazione di testi persuasivi e ottimizzati per i motori di ricerca.
  6. Chatbot e servizio clienti: Implementazione di chatbot per migliorare l’interazione con i clienti e risolvere problemi in modo efficiente.
  7. Automazione del marketing con l’AI: Utilizzo di algoritmi per automatizzare processi come l’email marketing e la gestione dei social media.
  8. Etica e conformità nell’uso dell’AI: Discussione sulle implicazioni etiche e legali dell’uso dell’AI nel marketing e nelle PR.
  9. Casi studio e applicazioni reali: Analisi di casi di successo e fallimento nell’uso dell’AI nel settore.
  10. Progetto finale e presentazione: I partecipanti avranno l’opportunità di applicare quanto appreso in un progetto finale, che sarà poi presentato e discusso con gli altri partecipanti e gli istruttori.

A chi è rivolto

Questo corso è stato progettato per soddisfare le esigenze di una varietà di professionisti, inclusi:

  • Direttori e manager di agenzie di marketing e PR
  • Consulenti in comunicazione digitale
  • Imprenditori digitali
  • Specialisti in marketing digitale
  • Sviluppatori e ingegneri interessati al marketing basato sull’AI

Requisiti

Una conoscenza di base del marketing digitale e una certa familiarità con i concetti di intelligenza artificiale sono fortemente raccomandate per trarre il massimo beneficio da questo corso.

Metodo didattico

Il corso utilizza un mix di lezioni teoriche, esercizi pratici, discussioni di gruppo e casi studio per garantire un’apprendimento completo e pratico. Ma è soprattutto un workshop.

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Tra i tanti libri che stanno uscendo sull’intelligenza artificiale, uno in particolare ha attratto la mia attenzione: “L’era dell’intelligenza artificiale. Il futuro dell’identità umana“. Soprattutto per le tre firme che ho visto in copertina.

    • Il centenario Kissinger è l’ex Segretario di Stato Usa
    • Schmidt è stato Ceo di Google
    • Huttenlocher è un decano del Massachusetts Institute of Technology

Il libro è un’indagine sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale nella nostra società, e chiude con uno sguardo al futuro. Gli autori esplorano una vasta gamma di temi: dalla filosofia alla tecnologia, dalla sicurezza all’etica, per offrire una panoramica completa di come l’IA stia cambiando il nostro modo di vivere, pensare e interagire con il mondo.

Due esempi di innovazioni tecniche

Il libro inizia con esempi concreti di come l’IA ha già iniziato a rivoluzionare vari settori. Per esempio insiste molto sull’esempio di AlphaZero di Google DeepMind: un’IA che ha battuto Stockfish al gioco Go nel 2017, è stato in grado di farlo con solo quattro ore di auto-allenamento. Questo dimostra la capacità dell’IA di riconoscere modelli e generare mosse mai immaginate prima: mi ha molto colpito il caso del sacrificio della regina in una partita di scacchi, mossa strategica difficilmente percorribile per un umano.

Un altro esempio significativo è l’uso dell’IA nel campo medico. Nel 2020, il MIT ha scoperto un nuovo antibiotico, Halicina, in grado di sconfiggere ceppi batterici resistenti, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. Sorprendentemente, i ricercatori non sanno esattamente perché funzioni, il che solleva interrogativi sulla comprensione umana delle decisioni prese dall’IA.

Impatto sociale e filosofico

Gli autori puntano forte sulle implicazioni della rivoluzione IA. Sottolineano che, a differenza di altre innovazioni tecnologiche, l’intelligenza artificiale abbia il potenziale per trasformare la struttura sociale e politica. Non è solo un cambio di strumento, come passare dal cavallo all’automobile, ma una trasformazione radicale che influenzerà tutti gli ambiti dell’esperienza umana. L’IA pone domande fondamentali sulla natura dell’essere umano e sul nostro ruolo in un mondo sempre più dominato dalle macchine.

Perché leggerlo (e perché no)

Consiglio il libro per questi motivi:

  • “L’era dell’intelligenza artificiale e il nostro futuro” è un libro introduttivo, utile per chiunque sia interessato all’impatto dell’IA sulla società. Offre una panoramica abbastanza completa delle opportunità e delle sfide che questa tecnologia presenta, esplorando sia gli aspetti tecnici che quelli filosofici.
  • Si notano i diversi punti di vista degli autori: tecnologia, filosofia, sociologia, geopolitica, storia, ecc.
  • È sufficientemente breve e scorrevole.

Perché eviarlo:

  • È un libro molto basico. Eppure non costituisce una vera introduzione all’IA, presuppone che si conosca già il fenomeno.
  • A volte è prolisso, per esempio la parte su politica e cyberwar l’avrei ridotta alla metà.
  • È ripetitivo: l’esempio dell’halicina mi è uscito dagli occhi. Mi sarebbe piaciuto trovare molti altri esempi e casi di studio.

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Il 5 settembre 2023 ho tenuto una conferenza a Treviglio sull’AI da titolo: “Perché l’intelligenza artificiale cambierà le nostre vite da oggi”. Questo il resoconto della serata, scritto da Federico Carpanoni per “Il popolo cattolico”.

Questo il testo dell’articolo:

“Perché l’intelligenza artificiale cambierà le nostre vite da oggi”: è questo il tema dell’incontro svoltosi martedì 5 settembre al TNT, nell’ambito della settimana di “Treviglio Cultura”. Il prof. Gianluigi Bonanomi è stato l’ospite che ha provato a spiegare “perché ne parlano tutti”. Il professore parla di 3 grandi momenti di svolta tecnologica nella sua vita: l’avvento di internet, l’avvento dei visori digitali e l’arrivo di ChatGPT.

Ma cos’è ChatGPT? E’ un chatbot (robot per comunicare) lanciato da OpenAI nel novembre 2022, che riesce a interagire e comunicare frasi compiute grazie a calcoli di probabilità su formule ricorrenti della lingua italiana. Si tratta quindi di uno strumento che “impara lo stile e lo copia”. Non va usato come un motore di ricerca, poiché non ricerca risposte (che non sono aggiornate da settembre 2021, quindi gli avvenimenti dell’ultimo anno sono ad oggi sconosciuti al chatbot), ma formula risposte uniche ed irripetibili. “Bisogna – ha affermato Bonanomi – imparare a usare strumenti diversi per obiettivi diversi”, paragonando ChatGPT ad una sorta di “pappagallo” che ripete frasi ricorrenti che ha già incontrato durante i suoi “allenamenti”. E perché c’è così tanta paura? La spiegazione sarebbe sociologica, dato che “l’uomo governa per collaborazione ed astrazione”, e ChatGPT potrebbe concorrere in queste capacità, ma in maniera “più intelligente, più veloce e più performante”. Il prof. Bonanomi ha voluto precisare che “abbiamo già delegato molto all’intelligenza artificiale” e che con ChatGPT solo alcuni lavori standardizzati e molto mediocri rischiano. “Non è l’intelligenza artificiale che ruba il lavoro, ma è chi la sa usare che lo ruberà” ha dichiarato Bonanomi, che ha individuato la conoscenza dei “prompt” (in-put da impartire al chatbot) come la skill che sarà decisiva nel futuro.

Il professore ha citato due altri grandi dubbi che attanagliano la popolazione : il primo è il rischio per la privacy e il secondo è l’accuratezza delle fonti. In Italia, che per un po’ ha visto di malocchio lo sbarco di ChatGPT, esiste però una legge che permette ai cittadini di disattivare il “data control”, evitando che il bot memorizzi le informazioni sensibili. Per quanto riguarda invece l’accuratezza delle risposte, già le prime fusioni tra chatbot e motori (ChatGPT della OpenAI e Microsoft Bing; Google Bard), permettono di risalire a milioni di fonti accurate. Il vero rischio che Bonanomi vede è quello della cattiva informazione, dato che esistono gli strumenti per creare immagini, audio e video modificati, oltre che per inventare storie totalmente astratte dalla realtà.

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L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più importante nel processo di recruiting, di assunzione, ma i candidati stanno trovando modi creativi per aggirare l’ostacolo. Si parla di “white fonting”: una tattica da “furbetti” che solleva molti interrogativi. Prima di tutto, però, ecco di che cosa stiamo parlando.

Cos’è il white fonting?

Negli anni Novanta si iniziava a parlare di SEO, ottimizzazione dei testi per i motori di ricerca. All’epoca i motori non erano molto sofisticati, ed era possibile ingannarli facilmente. Per avere molto traffico sul sito bastava inserire parole chiave popolari (per esempio “Pemela Anderson”) con testo bianco su sfondo bianco: non lo vedeva l’utente che cercava informazioni sul giardinaggio, ma era visibile agli occhi del motore di ricerca.

Il “white fonting” è un meccanismo simile, ma si riferisce alla ricerca del lavoro. La tecnica, anche in questo caso, consiste nell’inserire parole chiave o descrizioni di lavoro nel proprio curriculum, rendendole però invisibili. Come? Cambiando il colore del carattere in bianco. Bianco su bianco: non si vede ma c’è! Questo permette ai bot di IA e agli ATS (leggi l’articolo “Cercare lavoro online: come funzionano (e non funzionano) gli ATS“) di leggere il testo e di far avanzare il curriculum per una revisione umana, aumentando le possibilità di essere notati dai reclutatori.

I problemi del white fonting

Mentre questa tattica può sembrare ingegnosa e aiutare alcuni candidati a superare le prime fasi della selezione, solleva questioni etiche. È un segno di mancanza di integrità o semplicemente un modo astuto per sopravvivere a sistemi sempre più automatizzati? Ovviamente i recruiter sconsigliano questa pratica: non è così difficile da individuare e squalifica il candidato, che spesso avanza nel processo di selezione senza averne titolo. In ogni caso, Tomas Chamorro-Premuzic di ManpowerGroup afferma che la pratica potrebbe avere un’incidenza molto bassa (15% dei casi). Personalmente, invece di questi trucchetti, suggerisco l’ottimizzazione del CV in ottica SEO in molto totalmente etico, come spiego nel mio ultimo libro: “Rivoluzione LinkedIn”.

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Ecco il link diretto per acquistare il mio libro “Rivoluzione LinkedIn“:

Titolo del corso: ChatGPT e AI generativa per avvocati

Durata: 6 ore (più eventuale follow-up)

Scenario

L’intelligenza artificiale e le sue applicazioni stanno rivoluzionando molti settori, tra cui quello legale. ChatGPT, un modello di IA generativa sviluppato da OpenAI, può essere un potenziale alleato per gli avvocati, offrendo supporto in vari compiti come la ricerca preliminare per cause o fusioni societarie. A patto di saperlo usare bene. L’uso di queste tecnologie non è esente da sfide e rischi.

Un esempio di uso problematico è il caso di Steven Schwartz, un avvocato dello studio legale Levidow, Levidow e Oberman, che ha utilizzato ChatGPT per la stesura di un documento legale a difesa del suo cliente Roberto Mata. Il documento, presentato in tribunale, conteneva informazioni fasulle, inventate di sana pianta dal chatbot di OpenAI (il tema è quello delle allucinazioni dei LLM). Nonostante Schwartz avesse chiesto rassicurazioni a ChatGPT sulla veridicità dei casi citati, il chatbot ha confermato che erano tutti reali, risultando poi inesatti. Questo ha portato a possibili sanzioni legali per l’avvocato.

Un altro caso simile è avvenuto negli Stati Uniti, dove un uomo ha citato in giudizio la compagnia aerea Avianca dopo essere stato colpito a un ginocchio da un carrello di metallo durante un volo. Gli avvocati dell’accusa hanno presentato un fascicolo contenente diversi casi analoghi avvenuti in passato, tutti frutto della fantasia di ChatGPT. Anche in questo caso, gli avvocati sono stati multati e il caso è stato archiviato.

Questi esempi evidenziano come l’intelligenza artificiale non sia ancora pronta per lavorare in completa autonomia. Gli strumenti di IA come ChatGPT hanno ancora bisogno della supervisione dell’uomo per funzionare correttamente, e soprattutto di competenze specifiche per la creazione dei prompt.

Il corso mira a fornire una comprensione chiara di come l’IA e ChatGPT stanno influenzando la professione legale e come utilizzarli in modo efficace e responsabile.

Obiettivi del corso:

  1. Comprendere le basi dell’Intelligenza Artificiale (IA) e di ChatGPT.
  2. Esplorare come l’IA sta rimodellando il mondo del lavoro, in particolare la professione legale.
  3. Capire come utilizzare ChatGPT e altri LLM come strumento di supporto nella professione legale.
  4. Discutere i rischi e i benefici dell’IA per la professione legale.
  5. Esaminare casi reali di applicazione di ChatGPT nel campo legale.

Temi del corso:

  1. Introduzione a ChatGPT e all’IA generativa: lo scenario.
  2. L’IA e il futuro della professione legale.
  3. Prompt engineering
  4. Utilizzo di ChatGPT nella pratica legale: ricerche preliminari, costruzione di difese, comunicazioni, marketing, ecc.
  5. I migliori plug-in di ChatGPT Plus per i legali
  6. Test di altri LLM: Bard, Bing, Claude, ecc.
  7. LLM e tool di AI per il marketing e la comunicazione dei legali (testi, immagini, video, ecc.)
  8. Rischi e benefici dell’IA per gli avvocati.
  9. Casi di studio: esempi di applicazione di ChatGPT nel campo legale.
  10. Workshop sull’uso dell’AI generativa per i legali.

Risultati attesi: Al termine del corso, i partecipanti avranno una comprensione chiara di come l’IA e ChatGPT stanno influenzando la professione legale. Saranno in grado di utilizzare ChatGPT come strumento di supporto nel loro lavoro e avranno una visione equilibrata dei rischi e dei benefici dell’IA per la professione legale.

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Ecco un possibile percorso formativo sull’intelligenza artificiale generativa, suddiviso in 10 appuntamenti da 3/4 ore ciascuno.

Scenario

Da decenni si parla di intelligenza artificiale, da anni di AI generativa. Ma è solo dalla fine del 2022, con l’esplosione della ChatGPT-mania, che molte aziende e professionisti hanno iniziato a interrogarsi su come potrebbe cambiare il mondo del lavoro. In questi primi mesi si è già visto come l’intelligenza artificiale travolgerà l’80% dei lavori e una vasta gamma di settori, dalla medicina alla finanza, dall’ingegneria al marketing, per non parlare dei mestieri creativi.

L’intelligenza artificiale generativa, in particolare i modelli di linguaggio come GPT-4 o PaLM, può creare contenuti originali, rispondere a domande, scrivere codice, tradurre lingue, fare brainstorming e analisi evolute, e molto altro ancora. Questo apre una serie di opportunità per i professionisti in termini di efficienza, creatività e personalizzazione. Per esempio, i lavoratori del marketing e della comunicazione possono utilizzare l’IA generativa per creare piani editoriali e contenuti personalizzati, migliorando l’engagement e la conversione. Per questo il corso affronta il tema dei contenuti sia dal punto di vista strategico (piano editoriale) che tattico (come creare diversi tipi di contenuti, compresi quelli multimediali). Inoltre, l’IA generativa può aiutare i professionisti a rimanere competitivi in un mercato del lavoro sempre più digitalizzato: per questo nel percorso è stato inserito un incontro anche sul personal branding. In generale, l’IA generativa può aiutare i professionisti a liberare tempo da compiti ripetitivi (per esempio rispondere a decine di email o creare grafici e slide) e a concentrarsi su attività più strategiche e creative. Questo non solo può migliorare la produttività, ma può anche portare a un lavoro più gratificante. Del resto, come si suol dire, non è l’intelligenza artificiale a rubare il lavoro, ma un professionista che la sa usare bene.

Il percorso è adatto a ogni professionista, dai C-level che vogliono comprendere il fenomeno AI ai lavoratori che vogliono capire come cambia il proprio lavoro da subito. Ogni appuntamento includerà una parte di spiegazione e una parte pratica, laboratoriale.

Materiale

Al termine di ogni lezioni i discenti riceveranno copia delle slide e spunti di approfondimento.

Il percorso in 10 appuntamenti

1. Introduzione agli LLM e all’intelligenza artificiale generativa

  • Panoramica dell’intelligenza artificiale generativa
  • Cos’è un LLM e come funziona
  • Prompt engineering
  • Problemi e limiti degli LLM
  • Casi di successo
  • Esercizio pratico: primi passi con un modello di linguaggio (es: ChatGPT)

2. Piano editoriale data-driven

  • Cos’è un piano editoriale e perché è importante
  • Come utilizzare i dati per informare il tuo piano editoriale
  • Strumenti di analisi dei dati per il content marketing
  • Esercizio pratico: creazione di un piano editoriale basato sui dati

3. AI Web Writing

  • Cosa differenzia la scrittura web da quella tradizionale
  • Come l’IA può migliorare la scrittura sul web (titoli, testi, cta, ecc.)
  • Strumenti di IA per la scrittura e la revisione dei contenuti
  • Esercizio pratico: utilizzo di LLM per la scrittura di un articolo, generazione di un prompt per la revisione dei articoli in ottica web writing

4. Digital Storytelling

  • Cos’è il digital storytelling: principi di base e tecniche più diffuse
  • Come l’IA può migliorare il digital storytelling
  • Esercizio pratico: creazione di una storia con l’aiuto dell’IA

5. Neuromarketing con l’intelligenza artificiale

  • Introduzione al neuromarketing
  • Come l’IA può essere utilizzata nella creazione di contenuti digitale e social grazie ai principi del neuromarketing
  • Esercizio pratico: creazione di contenuti con l’AI

6. Contenuti multimediali

  • Come l’IA può migliorare la creazione di contenuti multimediali
  • Strumenti di IA per la creazione e l’editing di foto e video
  • Esercizio pratico: utilizzo di un tool di IA per la creazione di un video

7. Presentazioni multimediali

  • I principi di base per fare una buona presentazione
  • Come l’IA può migliorare le presentazioni multimediali
  • Strumenti di IA per la creazione di presentazioni
  • Esercizio pratico: creazione di una presentazione con l’aiuto dell’IA

8. Personal Branding con l’AI

  • Come l’IA può aiutare a costruire e gestire il personal branding
  • Strumenti di IA per il personal branding
  • Esercizio pratico: utilizzo di un tool di IA per migliorare il profilo LinkedIn

9. Data Analysis

  • Introduzione all’analisi dei dati
  • Come l’IA può migliorare l’analisi dei dati
  • Strumenti di IA per l’analisi dei dati
  • Esercizio pratico: utilizzo di un tool di IA per analizzare un set di dati

10. Q&A

Sessione di domande e risposte per risolvere eventuali dubbi e approfondire gli argomenti trattati durante il corso.

Che cosa dice chi ha seguito il corso

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13 luglio 2023, sono da un cliente per un corso introduttivo sull’intelligenza artificiale. Si parla di ChatGPT e della novità del Code Interpreter, di Claude di Anthropic e i suoi 100.000 token di prompt, Elon Musk che vuole bloccare OpenAI ma sta facendo la sua AI… A un certo punto un partecipante chiede: “Ma quando sarà disponibile Google Bard  in Italia?”. Non so cosa rispondere, dico che era previsto entro la metà del 2023 (negli Usa era disponibile da marzo), ma che le regole privacy europee stanno allungando i tempi. Non si può fare una previsione. E invece, proprio in quei momenti, arriva la notizia: “Google Bard arriva in Italia!”

Ho deciso di scrivere subito una guida base, introduttiva, a Google Bard, il chatbot di Google basato sull’intelligenza artificiale (proprio come il celebre ChatGPT). Prima capiamo di cosa stiamo parlando. Partiamo dal nome, che significa “poeta”: è un diretto riferimento (shakespeariano) alla sua capacità di generare contenuti autentici e unici. Detto che è un assistente virtuale, un chatbot, a differenza dei competitor è basato sul modello PaLM 2 di Google. Si può accedere gratis a Bard, se maggiorenni, da bard.google.com: non serve registrarsi, ma se fai “log in” con il tuo account Google, avrai dei benefici che vedremo nel pezzo. L’assistente può parlare fino a 40 lingue diverse, italiano compreso.

1. Accesso al Web

Bard è pre-addestrato come gli altri Large Language Models (LLM), come ChatGPT, ma può anche navigare sul Web per accedere a notizie fresche (come ChatGPT Plus).

Bard non è però in grado di analizzare i siti Web come possono fare Bing Chat o Perplexity o linkare fonti:

Però Bard, essendo un giocattolo di Google, può integrarsi con il motore di ricerca. Quindi dopo ogni output si può far partire la ricerca online ma solo utilizzando le query che propone lui.

In teoria, Bard dovrebbe utilizzare la geolocalizzazione per fornire risposte più utili e pertinenti alla tua posizione. Ma, alla prova dei fatti, fallisce clamorosamente. Nonostante indichi correttamente la mia posizione in Brianza, poi mi dice che il cinema più vicino è a Udine. Mah.

2. Input e output

Come per tutti gli LLM, anche Bard richiede un prompt in input per funzionare (promette a breve di inserire immagini in input, cosa al momento non ancora possibile). Posto che ChatGPT accetta prompt da 4.000 token e Claude 2 da 100.000 token, qual è la “capacità” di Bard? Non è molto chiaro, perché Google non la esplicita. Ma da diverse prove di utenti in Rete, pare che si parli di 4.000 caratteri in input e 50.000 in output. Per quanto riguarda i risultati che si ottengono, a differenza dei competitor, il chatbot di Big G può anche “parlare” grazie alla sua funzione di sintesi vocale, disponibile in oltre 40 lingue. Gli output testuali, inoltre, possono essere condivisi con altri utenti.

3. L’integrazione con gli altri prodotti Google

Abbiamo già detto dell’integrazione tra Bard e Google (che tra l’altro in futuro sarà completa come in You.com), ma quello che risulta davvero interessante è il dialogo tra il chatbot e strumenti d’uso quotidiano come Gmail e Google Drive. Ogni output può essere inoltrato via mail, ma soprattutto può essere caricato sul cloud di Google sotto forma di documento o foglio di calcolo.

In questo esempio ho chiesto di creare una tabella con la filmografia di Tarantino e poi l’ho salvata su Drive sotto forma di foglio di calcolo.

Chiaramente la tabella risultante deve essere personalizzata (nome file, layout, ecc.):

4. Programmazione e formule

Altre funzionalità degne di nota includono la capacità di Bard di tradurre tra lingue ma soprattutto di supportare la programmazione in 20 linguaggi diversi (incluso Python, che può essere esportato e testato direttamente in Google Colab). Puoi chiedere a Bard di aiutarti con linguaggi come C++, Go, Java, JavaScript, TypeScript e persino con le funzioni di Fogli Google. Ho provato a chiedergli di separare nome e cognome in due colonne diverse.

 

5. La privacy

Come detto, il ritardo dell’arrivo in Italia di Bard era dovuto prevalentemente alle regole privacy restrittive. In termini di privacy, quando l’attività di Bard è attiva, Google memorizza nel tuo account per 18 mesi le attività (tra cui l’indirizzo IP o gli indirizzi di casa). Puoi disattivare l’opzione di eliminazione automatica o impostarla su 3 o 36 mesi qui:

Hai anche la possibilità di mettere in pausa il salvataggio delle conversazioni, come riportato nell’help. Anche quando l’attività di Bard è disattivata, le tue conversazioni verranno salvate nel tuo account per un massimo di 72 ore.

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Si parla da molto tempo di digital twin: il “gemello digitale” è una replica digitale di un oggetto, sistema o processo del mondo reale. O, se vogliamo, anche di una persona (in realtà il vero digital twin è praticamente autonomo) anche se in quel caso sarebbe più opportuno parlare di “second brain”.
Ora, con gli strumenti di intelligenza artificiale a disposizione di tutti, è possibile “clonarsi”, creare un avatar con la nostra faccia e la nostra voce, che fa e dice cose che non abbiamo mai fatto né detto. Rovescio della medaglia: i deep fake, vale a dire video o audio manipolati che utilizzano l’IA per creare l’illusione che determinate azioni o discorsi siano stati eseguiti da persone reali. Il termine “deepfake” è una combinazione di “deep learning” (un sottocampo dell’IA) e “fake”, che indica qualcosa di falso o ingannevole. Un esempio? Zelensky che si arrende a Putin.

Per comprende meglio il meccanismo, mi sono creato un deep fake da solo. Ecco come ho fatto, passo per passo.

Eleven Labs: generatore di Voci basato sull’IA

Prima di tutto dovevo clonarmi la voce. Per questo ho usato Eleven Labs: l’azienda newyorkese ha creato un modello generativo che consente di progettare da zero voci artificiali. In altre parole, è possibile generare voci personalizzate che non corrispondono a nessuna voce esistente. Oppure, ed è questo che ci interessa, è possibile dare allo strumento in pasto dei campioni della propria voce per “clonarla”, per generare una voce sintetica con stesse caratteristiche (estensione, timbro, intensità, tono, stile, ecc.). L’ho fatto. Ho preso 15 file audio contenenti la registrazione della mia voce e li ho dato in pasto all’algoritmo.

Una volta clonata la mia voce, sono passato alla sezione “Speech Synthesis” (in pratica “sintesi vocale”) e ho scritto il testo per l’avatar. Un testo breve, da 500 caratteri per un parlato da circa mezzo minuto. A quel punto il “text to speech” ha fatto il suo dovere e ho scaricato il file audio del mio parlato virtuale.

 

A quel punto mi serviva un avatar parlante.

D-ID.com: creazione di Avatar Realistici con AI

D-ID.com è una piattaforma Web che utilizza l’animazione facciale in tempo reale e il text-to-speech avanzato per creare esperienze di intelligenza artificiale conversazionale immersive, simili a quelle reali. Utilizzando D-ID, ho caricato una foto di me stesso (avrei potuto usare anche il mio avatar) e ho poi personalizzato la mia animazione caricando il file audio.

A quel punto non ho fatto altro che aspettare la magia. Dopo qualche minuto ho scaricato il video (un po’ “metallico”, ma interessante) con la mia immagine parlante e con le labbra del ritratto in sincrono con il parlato. Vuoi vedere l’effetto finale?

Il video del mio deep fake

Una volta scaricato il video da D-ID.com ho fatto un minimo di montaggio video, ed ecco il risultato:

Come ti sembra?

La combinazione di Eleven Labs e D-ID.com ha reso possibile la creazione del mio avatar parlante. Questi strumenti di IA non solo hanno ridotto i costi e il tempo necessario per la produzione video, ma hanno anche offerto una flessibilità e un controllo senza precedenti sul risultato finale. Con l’effetto “wow” dei video generati da IA, sono stato in grado di creare l’effetto wow!

 

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Poe.com non è un sito dedicato al mitico Edgar Allan dei racconti dell’orrore, bensì è un acronimo che sta per:

  • Platform (for)
  • Open
  • Exploration

Si tratta di un servizio sviluppato da Quora e lanciato nel dicembre 2022.

Questa piattaforma permette agli utenti di porre domande e ottenere risposte da una serie di LLM (modelli di linguaggio di grandi dimensioni), il più celebre dei quali è certamente ChatGPT. Oltre al chatbot di sviluppato da OpenAI, è possibile provarne altri. In particolare Claude-instant e Claude+ di Anthropic eccellono nei compiti di scrittura creativa e forniscono risposte approfondite, mentre Sage e ChatGPT sono fenomenali in lingue diverse dall’inglese (ovviamente compreso l’italiano) e in compiti legati alla programmazione. GPT-4 eccelle nella scrittura creativa, nella risoluzione dei problemi e nel seguire le istruzioni.

Lato privacy, le conversazioni con i chatbot su Poe sono private e condivise solo a discrezione dell’utente. La versione Premium di Poe.com costa 19 euro al mese e consente di accedere a tutti i modelli. Per esempio, tra quelli disponibili si trovano diverse voci relative a ChatGPT, in particolare ChatGPT-16k e GPT-4-32k. Chi paga ha diritto inoltre a 600 messaggi GPT-4 e 1.000 messaggi Claude-2-100k al mese.

 

Ultima chicca: gli utenti possono creare i propri bot tramite il sito web di Poe o l’app iOS.


Ora vale la pena esplorare 3 funzionalità chiave della piattaforma.

1. Modelli più potenti con input più ampi

Poe.com ha recentemente lanciato nuovi modelli più potenti con finestre di contesto più ampie. Tra questi, spiccano Claude Instant e Claude 2 di Anthropic, con prompt da 100k token, vale a dire circa 75.000 parole (attualmente il limite in ChatGPT è di 4000 token).

Ho fatto un test. Ho preso l’intero testo di un mio vecchio libro sulle bufale che, come vedi, contiene oltre 23.000 parole:

In effetti Claude 2 è riuscito a leggere il testo e ha riassumerlo in bullet point:

2. Caricamento e analisi dei file

Questa funzionalità, disponibile sia su Web che da mobile, permette a chiunque di aggiungere un file a un messaggio su Poe. Il file viene elaborato per estrarne il testo e mostrare il contenuto direttamente al modello come parte della conversazione.
Per esempio ho usato Sage per caricare un PDF (sul Oculus Go e sicurezza) e chiedergli di indicarmi i cinque punti salienti. Ma funziona con tutti i modelli.

3. Analisi URL

L’analisi degli URL, indirizzi di siti Web, funziona in modo simile al caricamento dei file. Basta aggiungere l’indirizzo ai messaggi su Poe. Per esempio ho chiesto a ChatGPT:

Analizza il contenuto del sito https://www.gianluigibonanomi.com/ e proponi un piano editoriale di un mese per promuoverlo. Indica in una tabella canale social (tra LinkedIn, Facebook, Instagram e YouTube), obiettivo del contenuto, esempio del contenuto

Poi ha proposto i contenuti giorno per giorno. Per esempio:

Giorno 10
Canale social: Instagram
Obiettivo del contenuto: Condividere un post sulla gamification
Esempio del contenuto: Condividere una foto che rappresenta la gamification e parlare del progetto Link&Lead, la prima piattaforma di gamification per trasformare i dipendenti e venditori in brand ambassador e social seller.

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Con l’aggiunta del Code Interpreter, uno strumento disponibile solo per la versione a pagamento PLUS di ChatGPT, il celebre chatbot è ora in grado di leggere ed analizzare i file Excel. Questa funzionalità permette a ChatGPT di eseguire codice Python e di interagire direttamente con i file caricati dall’utente, compresi i file CSV ed Excel fino a 100 Mb. Importante sottolineare che questi file non vengono salvati e sono inutilizzabili dopo la sessione.

Le potenzialità sono enormi. L’analisi dei dati, un tempo riservata ai professionisti del settore, è ora alla portata di tutti. Nel video racconto cinque cose che potete fare con i vostri file Excel.

  1. Con pochi comandi, è possibile generare grafici informativi direttamente dai dati del file Excel. Questo può aiutare a visualizzare tendenze e pattern.
  2. L’utente può utilizzare il Code Interpreter per selezionare specifici dati dal file, creando un subset di dati per ulteriori analisi.
  3. Se il file contiene coordinate geografiche, è possibile creare mappe interattive.
  4. Sebbene PowerPoint non sia un formato di file Excel, il Code Interpreter può estrarre il testo da una presentazione, consentendo un’analisi testuale.
  5. Infine, ChatGPT può utilizzare i dati per generare contenuti testuali, come rapporti, articoli, post, tabelle, ecc.

La fine dei ragionieri? Forse no, ma sicuramente l’inizio di una nuova era in cui l’intelligenza artificiale gioca un ruolo sempre più importante soprattutto per chi lavora con i dati.

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