Da qualche anno collaboro con Confartigianato Imprese, per eventi, formazione e consulenze. Ultimamente mi è capitato spesso di aiutare aziende edili nell’integrazione dell’AI nei loro processi. Ovviamente ChatGPT e Gemini non possono aiutare concretamente le maestranze, ma l’AI generativa può rivelarsi una preziosa alleata nel lavoro d’ufficio. Del resto, nel mondo dell’edilizia, la burocrazia pesa quasi quanto il cemento armato. Tra POS, PSC, capitolati e certificazioni, il tempo speso a produrre documenti supera spesso quello dedicato a leggere i progetti. Vediamo quindi cinque applicazioni reali di applicazioni dell’AI che possono già fare la differenza.


1. Dalla sicurezza alla precisione: generare automaticamente il POS

Il Piano Operativo di Sicurezza (POS) è il cuore documentale di ogni cantiere. Oggi può essere redatto con l’aiuto dell’AI: per esempio ho creato per un’azienda edile un GPT (personalizzazione di ChatGPT) che permettono di generare bozze coerenti con il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento) e con il D.Lgs. 81/2008, personalizzate per impresa e lavorazioni. Risultato: meno errori, più tempo per la sicurezza reale e meno per quella cartacea.


2. Gemini Notebook (ex NotebookLM) e la verifica dei progetti contro i capitolati

Uno degli usi più intelligenti è l’analisi automatica di aderenza ai capitolati d’appalto. Con Gemini Notebook di Google (powered by Gemini), si può caricare il testo del capitolato e confrontare un progetto preliminare, individuando subito mancanze o incoerenze. Un vero “revisore digitale” che lavora 24 ore su 24. In alcuni casi abbiamo lavorato anche sui punteggi, per migliorarli.


3. Analisi di conformità normativa e contrattuale

Gli appalti pubblici e privati impongono montagne di norme. L’AI può incrociare documenti tecnici, contratti e norme UNI o CEI, segnalando dove servono integrazioni o aggiornamenti. Tool utili: anche in questo caso Gemini Notebook ma anche Claude.ai.


4. Report e verbali di cantiere generati da voce o immagini

Basta dettare a voce o scattare una foto: l’AI trascrive, riassume e formatta verbali giornalieri, rapporti di sopralluogo o stati d’avanzamento lavori.
Si possono usare Whisper oppure Turboscribe (ma anche lo stesso Gemini Notebook) per crea un flusso documentale continuo, ordinato e tracciabile.


5. Ricerca intelligente nei documenti tecnici

Trovare “quel” certificato nel mare di PDF è un incubo. I motori semantici basati su embedding AI consentono ricerche per significato, non solo per parola chiave. Si può chiedere: “Mostrami il DURC del cantiere di Bergamo aggiornato al 2025” – e ottenerlo in pochi secondi. Un tool per farlo? LangChain.


L’edilizia non è più solo calce e mattoni: è anche gestione intelligente dell’informazione. E chi saprà usare l’AI come alleato diventerà il vero capocantiere del futuro digitale.

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Il 5 novembre 2025 sono stato invitato dalla Fondazione Corriere della Sera all’evento “Oltre il click – L’informazione ai tempi dell’IA“. Questo il tema dell’incontro:

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui cerchiamo e consumiamo le notizie. Oggi sempre più utenti trovano risposte direttamente nei motori di ricerca, senza passare dai siti delle testate: un cambiamento che potrebbe mettere in discussione una parte del modello di business dei media e aprire scenari inediti per il futuro dell’informazione. Quali opportunità e quali rischi si aprono per editori, giornalisti e utenti? Come garantire qualità e sostenibilità in un ecosistema mediatico che sarà sempre più guidato dall’IA? Intervengono Gianluigi Bonanomi, docente di Digital Marketing e IA generativa presso l’Accademia Santa Giulia di Brescia e formatore per Fastweb Digital Academy; Carlo Castorina, Direttore di Mediatrends e Vicepresidente di Phrase; Ferruccio de Bortoli, Presidente della Fondazione Corriere della Sera; Riccardo Terzi, Head of News Partnerships, Southern Europe, di Google Coordina Michela Rovelli, giornalista del Corriere della Sera.

Il mio intervento (da remoto) era dedicato a due tool di AI per giornalisti, Gemini Notebook (ex NotebookLM) e PinPoint. È possibile rivederlo qui:

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Il secondo sé digitale dei manager

Costruire un Second Brain per manager: decisioni, scrittura e comunicazione aumentata con l’AI generativa

Durata

2 giornate da 6 ore (totale: 12 ore)

Destinatari

Manager, imprenditori e professionisti che vogliono esternalizzare parte dei propri processi cognitivi – decisioni, scrittura, organizzazione e comunicazione – a un sistema di intelligenza aumentata basato su ChatGPT, Gemini e strumenti di knowledge management.

Obiettivi formativi

  • Comprendere il concetto di Second Brain: come estendere la memoria e il pensiero con strumenti digitali.
  • Creare un gemello cognitivo in grado di pensare, scrivere e decidere in sintonia con il manager.
  • Configurare ChatGPT (GPTs) e Gemini (Gems) per personalizzare tono, priorità, linguaggio e stili decisionali.
  • Automatizzare attività cognitive ripetitive: risposte mail, sintesi riunioni, piani strategici, contenuti corporate.
  • Integrare il Second Brain con Notion, Gemini Notebook (ex NotebookLM) e altre piattaforme di memoria estesa.
  • Riconoscere limiti, bias e rischi etici (profilazione, dipendenza cognitiva, privacy, diritto all’oblio).

 Metodo

Workshop interattivo con esercitazioni pratiche, simulazioni, discussioni guidate e progettazione del proprio Second Brain personalizzato. Ogni partecipante costruirà il proprio “AI Twin” e lo testerà su casi reali di scrittura, decisione e comunicazione manageriale.

Programma dettagliato

Giornata 1 – Dalla mente biologica al cervello digitale

Modulo 1 – Il Second Brain: introduzione

  • Dalla mnemotecnica di Cicerone ai sistemi digitali di Tiago Forte
  • Il concetto di Second Brain e la nascita della mente estesa
  • Il “sistema zero”: pensiero predittivo e intelligenza aumentata
  • Opportunità e rischi: tra efficienza cognitiva e dipendenza algoritmica
  • L’etica del gemello cognitivo: delegare senza disumanizzarsi

Obiettivo: comprendere come e perché costruire un gemello mentale per potenziare memoria, decisione e creatività.

Modulo 2 – Architettura del gemello cognitivo

  • Dati, appunti e conoscenza: come organizzarli per “pensare fuori dal cervello”
  • Strumenti AI per il Second Brain
  • Costruire flussi informativi affidabili: integrazione tra email, riunioni, PDF e Google Calendar
  • Esercitazione: mappa del proprio ecosistema informativo

Obiettivo: imparare a costruire la base dati e la struttura del proprio cervello digitale.

Modulo 3 – L’uso in sicurezza e personalizzato di ChatGPT come Second Brain

  • Introduzione a ChatGPT Plus: differenze tra modelli e versioni
  • La privacy in ChatGPT: gestione della memoria, impostazioni, limiti e trasparenza
  • La funzione “Memoria”: come addestrare l’AI al proprio stile e ai propri contenuti
  • I GPTs: creare assistenti su misura per attività manageriali (report, briefing, piani, riassunti)
  • Dal “BrainOS” alla personalizzazione psicografica: come far pensare ChatGPT come te
  • Esercitazione: progettare e testare un GPT-assistente personale
  • Fine tuning e validazione: tono, linguaggio e controllo delle risposte

Obiettivo: costruire un Second Brain operativo con ChatGPT, sicuro, personalizzato e capace di “ragionare” con il manager.

Giornata 2 – Decisioni, contenuti e automazione aumentata

Modulo 1 – Decision making aumentato

  • L’AI come amplificatore cognitivo: dal gut feeling alla decisione data-driven
  • Bias cognitivi e feedback loop: come riconoscerli e mitigarli con l’AI
  • I sistemi RAG (Retrieval Augmented Generation) per interrogare i propri contenuti aziendali
  • Gemini Notebook e Gemini: creare modelli conversazionali su base documentale
  • Dashboard cognitive: costruire una “scrivania decisionale” con fonti e insight personalizzati
  • Esercitazione: simulazione di decisione complessa con supporto AI (caso aziendale)

Obiettivo: imparare a usare l’intelligenza artificiale come strumento per prendere decisioni migliori, più rapide e basate sui dati.

Modulo 2 – Scrivere, rispondere e comunicare con Gemini

  • Introduzione ai Gems di Gemini: come crearli, allenarli e integrarli nei flussi di lavoro
  • Dallo stile al tono: costruire un gemello scrivente coerente con la propria identità manageriale
  • Prompt avanzati per scrivere e rispondere: email, comunicazioni interne, post LinkedIn, report
  • Esercitazione: costruzione di un Gem Writer personalizzato per la comunicazione corporate

Obiettivo: automatizzare la scrittura e la comunicazione manageriale mantenendo autenticità, precisione e tono personale.

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Quando si parla di intelligenza artificiale, i genitori oscillano tra due estremi: chi la demonizza e chi la subisce. Eppure, i nostri figli la usano già — nei videogiochi, nei social, nelle app per studiare. Il problema non è “se” usarla, ma “come”.
Per questo sono orgoglioso di annunciare “AI e Bambini: guida pratica per i genitori”, il nuovo corso gratuito di Fastweb Digital Academy. È un progetto che ho avuto il piacere di curare e condurre in prima persona, insieme alla collega Claudia La Via, con un obiettivo semplice ma cruciale: trasformare i genitori in guide digitali consapevoli.

In un paio d’ore (5 moduli da 24 minuti) – zero tecnicismi, tanta pratica – accompagniamo mamme, papà ed educatori a capire cos’è davvero l’AI, come riconoscere un deepfake, come spiegare a un figlio cosa succede ai propri dati personali, come distinguere una fake news da un contenuto attendibile.
Non serve essere informatici: basta la voglia di capire e di proteggere, senza cadere nei luoghi comuni.

Il programma del corso

Modulo 1: Introduzione all’AI in famiglia

Comprensione dell’AI, uso quotidiano, ruolo educativo

Modulo 2: 20 idee pratiche di uso dell’AI in famiglia

Strategie pratiche, sicurezza e media education.

Modulo 3: L’AI per la creazione dei contenuti

Creazione di contenuti con l’AI (testi, audio, video, immagini), cos’è il fattore “hallucination”  e quali sono i principali strumenti a disposizione.

Modulo 4: I deepfake e come riconoscerli

Verifica dei contenuti, strumenti per scovare il “falso”, come riconoscere i contenuti manipolati con l’intelligenza artificiale.

Modulo 5: Protezione dei dati personali e uso etico dell’AI

Le tracce digitali, rischi e strumenti pratici per la famiglia, cosa si nasconde dietro le app e come proteggere i bambini.

Come vedere il corso

Ecco come accedere al corso gratuitamente. Fate clic qui oppure su questa immagine:

Il 3 ottobre 2025 sono stato inviato da Anaci e VeryFastPeople a tenere uno speech di un’ora sul tema “Intelligenza artificiale per amministratori di condominio”. Dopo aver illustrato il tema, sono andato sul concreto. Gli amministratori di condominio si trovano spesso a gestire non solo questioni burocratiche e tecniche, ma anche relazioni delicate, conflitti tra inquilini e un flusso continuo di richieste. In questo contesto, l’AI non è più un concetto astratto: diventa un alleato concreto per risparmiare tempo, ridurre errori e migliorare la qualità del lavoro. Durante l’evento sono emersi tre strumenti che hanno catturato l’attenzione degli amministratori presenti.

Il primo è ElevenLabs, una piattaforma che permette di creare agenti vocali intelligenti. In pratica, un assistente virtuale capace di rispondere al telefono, leggere documenti complessi o sintetizzare informazioni in tempo reale. Pensiamo a quante chiamate quotidiane riceve un amministratore: avere un filtro smart può fare davvero la differenza.

Il secondo è Gemini Notebook (ex NotebookLM) di Google, definito da alcuni come un “second brain”. Caricando normative, regolamenti e documenti condominiali, diventa possibile porre domande in linguaggio naturale e ottenere risposte immediate. Non più ricerche infinite tra faldoni cartacei o PDF: la conoscenza è organizzata e pronta all’uso.

Infine, Plaud, un registratore tascabile che sfrutta l’AI per trascrivere e sintetizzare le riunioni. Lo strumento consente di trasformare assemblee spesso caotiche in verbali chiari e condivisibili in pochi minuti, riducendo tempi e rischi di contestazioni.

Questi esempi mostrano che l’AI non è un lusso per grandi aziende, ma una risorsa concreta anche per chi lavora in realtà complesse come i condomini. Non si tratta di sostituire l’amministratore, ma di liberarlo da compiti ripetitivi e consentirgli di dedicare più energie a ciò che nessuna macchina può fare: la gestione umana delle relazioni e la costruzione di comunità.

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Il 29 settembre sono stato all’hotel Hilton di Berlino, al 19° International Pharma Licensing Symposium (IPLS), l’appuntamento di riferimento per il business development e il networking internazionale nel settore life science. Ho tenuto, di fronte a un centinaio di persone, un intervento dal titolo “Prompting: the art of talking to AI”, dedicato a come sviluppare le giuste competenze comunicative per dialogare con l’intelligenza artificiale e trasformarla in un vero alleato professionale. Subito dopo ho partecipato anche alla sessione di AI Q&A, insieme a Jochen Hurlebaus, per approfondire con i partecipanti il ruolo concreto dell’AI nella sanità e oltre.

Queste sono le mie slide:

 

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Il 25 settembre sono stato intervistato da Il Cittadino di Monza sul tema AI e lavoro. Ecco la trascrizione del pezzo:

«Volete sapere cosa accadrà con la AI? Si faranno lavori che oggi non esistono»

L’ESPERTO Il sulbiatese Gianluigi Bonanomi, formatore esperto, invitato a un incontro con i dipendenti di Apa Confartigianato

Tutto quello che avreste voluto sapere sull’intelligenza artificiale e non avete mai osato domandare, avreste potuto chiederlo a lui. L’idea è venuta a Apa Confartigianato Imprese, che ha appunto convocato Gianluigi Bonanomi, classe 1975, formatore esperto di comunicazione digitale, giornalista professionista, titolare della cattedra di Net Marketing all’Accademia Santa Giulia di Brescia, per un incontro in sede con i dipendenti sull’intelligenza artificiale generativa. Ma non finirà qui. Nel senso che la stessa associazione organizzerà altri incontri più specifici per gruppi ristretti di dipendenti. Il presidente Giovanni Mantegazza e il segretario Enrico Brambilla, intanto, hanno promosso quest’appuntamento su una «novità» che presenta «aspetti positivi, ma che innesca anche criticità e timori». Bonanomi, nato a Merate e residente a Sulbiate, ha subito specificato come sia praticamente impossibile sfuggire alla AI. «Si calcola – ha spiegato – che, a livello mondiale, l’80% dei lavoratori verrà impattato dall’intelligenza artificiale. Nel settore artigiano ciò sarà più difficile. In Giappone, comunque, hanno creato anche robot che tagliano i capelli. Ma si è trattato di una dimostrazione, di una sperimentazione».

A rischio, invece, saranno i lavori impiegatizi più ripetitivi. Chi compila fogli Excel avrà più possibilità di essere sostituito. Ora, paradossalmente, sono le figure junior ad essere maggiormente penalizzate. Le aziende preferiscono puntare sui lavoratori più esperti per gestire i macchinari. Il futuro, in ogni caso, oggi più che mai è imperscrutabile. Soprattutto nel campo lavorativo. I bambini, una volta, si immaginavano un mestiere che permettesse loro di guidare treni, pilotare aeroplani, spegnere incendi con l’idrante dei pompieri. Fantasticherie proibite ai pargoli attuali. «Due bambini su tre – ha precisato Bonanomi, autore di oltre 20 saggi e manuali sul digitale – faranno un lavoro che ora non esiste. Io faccio il formatore da 20 anni. Se quattro anni fa mi avessero detto che avrei fatto il formatore nel campo dell’AI, non ci avrei creduto».

Cercare vie di fuga o provare a mimetizzarci, dunque, non servirà. L’intelligenza artificiale ci scaverà in ogni luogo. «Ci sarà resistenza – ha concluso Bonanomi – perché non è mai facile cambiare le proprie abitudini. Ma è uno sforzo che vale la pena affrontare. Non siamo più esecutori, ma coordinatori. Le vite di tutti, volenti e nolenti, cambieranno. Adeguandosi, diventerà più facile».

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In questo webinar, tenuto per ioformo.it il 2 settembre 2025, parlo di come l’intelligenza artificiale può trasformare la gestione di Instagram. Dal concetto di “inshitificazione” (enshittification) dei social, ai desideri latenti della domanda, fino all’uso pratico di ChatGPT, Gemini, Claude e Manus. Spiego perché serve personalizzare l’AI, come sfruttare il reasoning per analisi di #neuromarketing e quali opportunità offrono i nuovi #agenti intelligenti nel 2025.

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Settembre 2025, sono lieto di annunciare che ho contribuito al nuovo corso “AI per la Pubblica Amministrazione” su Primopiano Academy. È un percorso online, girato a due voci (con Lorenzo Zacchetti), pensato per chi lavora nella P.A. e vuole capire come usare l’intelligenza artificiale in modo pratico e sicuro.

Il corso dura circa 8 ore e include videolezioni, slide e materiali scaricabili. Si parte dagli strumenti operativi più utili (per scrivere documenti, analizzare dati, comunicare meglio) e si affrontano anche i temi critici: privacy, copyright, trasparenza, rischi di bias.

L’obiettivo è fornire competenze concrete e immediatamente applicabili nella gestione quotidiana delle attività amministrative. È pensato sia per funzionari e dipendenti pubblici sia per consulenti e comunicatori che lavorano con enti e istituzioni.

Tutto il corso è online, accessibile in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo. Se vuoi saperne di più, trovi i dettagli qui:
👉 Scheda corso AI per la PA

Il 27 luglio 2025 sono stato intervistato da Lorenzo Zacchetti per Today.it. Nell’articolo dal titolo “Nuovi lavori in arrivo: vi spiego cos’è il prompt-engineering e tanti altri mestieri”, ho risposto ad alcune domande sul tema: intelligenza artificiale generativa e lavoro.

Qui cito alcuni dati del WEF:

Se le imprese private sono già da tempo attive su questo fronte, anche la Pubblica Amministrazione si sta mettendo in moto. Gianluigi Bonanomi, tra i più richiesti formatori specializzati in IA, lo spiega attraverso i dati: “Il World Economic Forum stima che, per rimanere rilevante sul mercato, il 50% della forza lavoro globale ha bisogno di migliorare le proprie competenze (upskilling) o acquisirne di nuove (reskilling). Nel contesto della PA, la mancanza di tali competenze è una delle principali preoccupazioni: il 53% dei dirigenti la cita come un ostacolo significativo per l’adozione dell’IA generativa. Sempre più spesso vengo contattato da comuni, ospedali e vari enti pubblici, perché la necessità di formazione non è più rimandabile”.

Qui invece parlo delle nuove professioni che nasceranno:

“La vera competenza non risiederà nella capacità di produrre contenuti velocemente, ma in quella di dirigere strategicamente l’IA verso risultati che risuonino autenticamente con le persone”, prosegue Bonanomi. “Nasceranno nuovi ruoli. Saranno cruciali figure esperte in prompt engineering (l’arte di formulare istruzioni efficaci per l’IA), nel controllo qualità e verifica etica dei contenuti generati, nella promozione dell’alfabetizzazione IA all’interno dei team e nell’orchestrazione sinergica dell’intelligenza umana e artificiale”.

Qui parlo di “AI fatigue”:

Bonanomi sottolinea la preoccupazione per la cosiddetta «Artificial Intelligence fatigue», lo stress derivante dai rapidi cambiamenti tecnologici che può causare demotivazione, se non situazioni di vero e proprio disagio professionale: “La formazione va integrata in modo fluido con la missione quotidiana, dimostrando benefici tangibili per i singoli dipendenti e costruendo strutture di supporto robuste e continue (mentorship, coaching). Ciò implica un investimento a lungo termine e sostenuto nello sviluppo del capitale umano, andando oltre le iniziative di formazione una tantum per incorporare un ecosistema di apprendimento dinamico”.

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