Nell’Odissea di Omero, la maga Circe consiglia a Ulisse e alla sua ciurma di turarsi le orecchie con della cera in modo che non possano lasciarsi ammaliare dal canto delle sirene. Spinto dalla curiosità, l’eroe tappa le orecchie solo ai compagni e si fa legare all’albero della nave in modo da poter ascoltare la voce delle sirene pur essendo limitato nelle possibilità di azione.
Questo, in gergo, si chiama “precomitment“. Un esempio? Mettere del denaro nei fondi pensione per garantirsi una futura sicurezza finanziaria limitando le possibilità di estinzione del fondo con forti penali.
Di questo, e d’altro, si parla nell’interessante libro “Come diventare indistraibili” di Nir Eyal, già autore di “Hooked – Catturare i clienti” (del quale ho parlato nell’articolo “Perché i social network provocano dipendenza“). Il testo affronta il tema delle distrazioni digitali da molti punti di vista: per esempio teorico (perché non siamo mai soddisfatti) e pratico (come ricevere meno email).
A proposito di precommitment, nel testo Eyal cita tre applicazioni che possono aiutare a rendersi indistraibili. Eccole.
Self control: blocca temporaneamente l’accesso a una serie di siti Web e servizi che possono rappresentare una fonte di distrazione come i social oltre o la posta elettronica.
Un’altra app simile a Self Control è Freedom: blocca potenziali distrazioni non solo sul computer ma anche sui dispositivi mobili. A differenza di Self Control non gira solo su prodotti Apple, ma esiste anche l’app per Android o l’estensione Chrome.
La terza app è molto diversa: si chiama Forest. Aiuta a rimanere concentrati in modo molto originale: se ci si distrae, sbloccando il telefono, si uccide una piantina virtuale.
Leggi qui l’altro articolo ispirato da un testo di Eyal:
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2021/01/2.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2021-01-12 12:24:072021-01-12 12:24:07Precommitment e indistraibilità: un libro e tre app
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2021/01/creative_pen_display_smartworking_wacom_one-1.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2021-01-09 10:51:052021-01-20 17:49:47La creative pen display per lo smart working e l’educazione a distanza
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2020/12/1-2.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2020-12-30 08:56:492020-12-30 08:56:49Il film Brexit – The Uncivil War e il microtargeting di Facebook [video]
Ci sono molti strumenti per creare logo disponibili su Internet. Tuttavia, non tutti sono considerati i migliori per la progettazione di loghi per le aziende. Un logo aziendale dovrebbe essere unico e molto accattivante in modo da attirare clienti e pubblico potenziale. In questo post, ti parleremo dei migliori strumenti per la creazione di loghi che possono aiutarti nella progettazione di loghi gratuita e di prim’ordine.
La progettazione di loghi non è un lavoro facile e se ottieni servizi da un designer professionista, ti può costare fino a migliaia di dollari. L’uso di strumenti per la creazione di loghi è diventato obbligatorio per le piccole imprese e per le grandi imprese. Il motivo è che questi strumenti ti offrono l’opportunità di spiegare i tuoi obiettivi e la tua missione nel logo da solo!
Nessuno conosce il tuo marchio meglio di te e, con gli strumenti per la creazione di loghi, puoi creare il logo perfetto per la tua attività.
LogoMaker.net
Questo sito Web per laloghi è uno dei servizi designati che puoi trovare online. Questo è un designer di logo gratuito, ma puoi ottenere i suoi servizi completi solo se sei registrato al sito web. Puoi registrarti facilmente con questo strumento per la creazione di loghi dal tuo account Google. La registrazione richiede appena due minuti, dopodiché puoi usufruire di servizi illimitati sul sito web. Questo strumento design logo gratis ha dozzine di categorie di attività tra cui puoi selezionare quella che riguarda il tuo marchio. In ogni categoria troverai più di centinaia di modelli di design. Puoi modificare il modello più adatto alla tua attività. La dashboard dello strumento ha molte funzionalità avanzate con le quali puoi creare un logo accattivante!
Logo Maker di Tailor Brands
Lo strumento di creazione del logo di tailor brands è un altro strumento di sito Web online che consente di creare i loghi perfetti per un’azienda. L’intelligenza artificiale è alla base di questo strumento per la creazione di loghi e questo è il motivo per cui i risultati che ottiene sono più attraenti e unici. Lo strumento per la creazione di loghi ti farebbe domande diverse sul tuo marchio, incluso il nome, il tipo di attività a cui ti rivolgi, i prodotti che offri, il tuo slogan e il tuo obiettivo finale. Le tue risposte sarebbero la base dei modelli di logo che lo strumento creerebbe per te. È possibile utilizzare questi modelli di design e modificarli per una migliore personalizzazione. Puoi creare i loghi più accattivanti per la tua attività in meno di pochi minuti.
Hatchful Logo Maker
Lo creazione diHatchful strumento per lalogoè un altro servizio di progettazione affidabile che consente di creare modelli di progettazione gratuiti. L’intelligenza artificiale alimenta anche lo strumento per la creazione didi Hatchful loghie ti verranno poste domande sul tuo marchio e sulla tua attività dallo strumento. In base alle tue risposte, verranno creati nuovi modelli per la tua attività. Puoi generare non solo uno, ma uno stock completo di design del logo da cui puoi selezionare quello perfetto per te. Puoi facilmente scaricare il logo in qualsiasi formato desideri.
Ucraft Logo Maker
Lo strumento Logo maker di Ucraft è un servizio più maneggevole e facile da usare. Avrai molti strumenti di progettazione che ti consentiranno di creare un logo personalizzato per il tuo marchio. Questo sito Web per la creazione di loghi online può aiutarti a creare loghi senza alcuna precedente esperienza o capacità di progettazione. Avresti un sacco di icone, simboli, forme e colori con cui puoi giocare per creare il design finale. Questo strumento per la creazione di loghi è considerato il migliore se si desidera creare un design del logo scalabile e anche questo gratuitamente. Questo strumento per la creazione di loghi offre anche un pacchetto a pagamento che consente di ottenere ampie opzioni e funzionalità!
Logo Makrcreazione di
Questo strumento per laloghi ha strumenti e opzioni leggermente più sofisticati che ti consentono di creare design di logo amichevoli gratuitamente. Lo strumento offre elementi di progettazione di base per utenti che non hanno esperienza precedente nella progettazione di loghi e quelli complicati per designer professionisti che possono gestirli gratuitamente. Un logo consiste nel mettere tutti gli elementi al posto giusto e nella loro perfetta capacità. Questo sito Web di designer di loghi può insegnarti come disporre icone ed elementi adatti in un logo in modo da poter mettere insieme un design preciso davanti al tuo pubblico. Puoi anche scaricare o salvare i design del logo finale in un formato scalabile con questo sito web.
Design Hill Logo Makerdesign Hill
Lo strumento di creazione del logopuò aiutarti a progettare loghi per tutti i tipi di marchi e aziende. Troverai la categoria che si adatta a ogni sito Web e attività su questo sito. Devi inserire il nome della tua attività e selezionare la categoria in cui rientra la tua attività. Lo strumento ti fornirà i migliori modelli pertinenti in meno di pochi secondi. Questo creatore di logo ha sia versioni gratuite che a pagamento, e spetta a te selezionare quella più adatta alle tue esigenze!
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2020/12/progettare_logo_servizio_gratuito_online.png12602240Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2020-12-24 10:38:222020-12-24 10:38:22Come progettare un logo con un servizio gratuito online
[Questo articolo è stato pubblicato su StartUp News il 18 dicembre 2020]
Lavorando con LinkedIn mi capita sovente di imbattermi in applicazioni o servizi di terze parti che promettono di ampliare le potenzialità del social professionale di Microsoft o di sfruttarne i dati. Una di queste mi ha particolarmente colpito: si chiama Shield. Per presentarla ho intervistato Filippo Piras, Growth Marketing Manager di Shield.
Da quale esigenza nasce Shield?
Shield nasce dall’esigenza di misurare e riportare le statistiche dei contenuti LinkedIn per uno o più profili personali aggregati. Alex ed Andreas, rispettivamente CEO and CTO, prima di fondare Shield lavoravano assieme per una azienda di consulenza locale chiamata Agile Squad. Essi lavoravano con brand scandinavi come BCG Nordics e Danske Bank. Andreas ed Alex notarono la mancanza di una soluzione in grado di aggregare statistiche di contenuti su illimitati profili personali su LinkedIn per programmi di Employer Branding e Employee advocacy. Dopo aver notato questo gap decisero di chiudere Agile Squad e sviluppare un prodotto per colmare questa mancanza. Dopo circa un anno di product development, Alex e Andreas fondarono Shield.
Come funziona, in pratica, e a chi potrebbe servire?
Shield propone sia un piano per B2C che per B2B. Singoli utenti LinkedIn, Agenzie PR, Agenzie di digital Marketing, PMI e grandi imprese utilizzano Shield per misurare l’impatto dei loro contenuti organici, massimizzare la loro reach e aggregare contenuti statistici su più profili personali attraverso una dashboard. Shield raccoglie questi dati attraverso il proprio API che comunica con l’API di LinkedIn durante il processo di onboarding.
Quanta intelligenza artificiale usate e quanta prevedete ce ne sarà in futuro?
Al momento Shield è una piattaforma puramente descrittiva e di monitoraggio di statistiche dei contenuti condivisi da profili personali. Shield ha più di 5000 utenti attivi. Attraverso i dati raccolti dai nostri user, Il piano per il 2021 e per i prossimi anni è di educare la piattaforma e aggiungere sempre più intelligenza artificiale. Tutto ciò al fine di fornire maggiori insight sull’engagement dell’audience di ciascun membro LinkedIn e ciascun brand.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2020/12/shield_app_employee_advocacy_linkedin_intervista_piras.png12602240Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2020-12-18 09:07:402020-12-18 09:08:04Shield: la app per l’employee advocacy su LinkedIn [StartUp News]
Nel numero invernale di Wired il giornalista Antonio Dini mi ha intervistato sulla mia attività di educatore digitale nelle scuole:
La giornata di un formatore comincia con una lezione-conferenza in una scuola della provincia milanese. Siamo in tempi pre-Covid, quando ancora ci si poteva frequentare di persona. Gianluigi Bonanomi va alla lavagna, prende il pennarello cancellabile e chiede agli studenti: quali app social avete sul vostro smartphone?
È un crescendo. «In media», dice, «in una classe di 25 ragazzi possono venire fuori anche 34 applicazioni diverse. Dai soliti noti, come TikTok e Instagram, alle più particolari, fino a quelle mai sentite, roba semisconosciuta agli over 20». La lista, dunque, è lunga: alcune sono tool per i videogiocatori come Discord, altre sono social peer-to-peer tipo Mastodon. ThisCrush, invece, permette di confessare in modo anonimo la cotta per il compagno di banco; Tellonym, nata dalle ceneri di Ask.fm (piattaforma web bruciata dalle app mobili), è basata sullo stesso concetto: tell anonymously, diglielo di nascosto. «Alcuni di questi ragazzi non sapranno mai creare un documento Word e inviarlo con una mail da Outlook», dice Bonanomi, «anche perché spesso non hanno o non usano il pc. Ma sono campioni di un altro sport, per così dire. Sono nati sullo smartphone e cercano di restarci il più possibile».
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2020/12/intervista_wired_dicembre_2020_gianluigi_bonanomi.png12602240Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2020-12-16 14:38:092020-12-16 14:39:28“Computer anche no”: la mia intervista per Wired (dicembre 2020)
Sant’Agostino, Amici miei e il real time marketing. Che cosa c’entrano l’autore delle celebri Confessioni, i capolavori della commedia all’italiana e il real time marketing? Dopo aver raccontato il nesso (spoiler: si parla di genio e intuizione) illustro quattro esempi di uso di un trend per fare una comunicazione accattivante.
In questo video ho fatto un doppio salto mortale, passando dal Sant’Agostino delle Confessioni ad Amici Miei di Monicelli, unendo sacro e profano, per poi ricadere sul (mio) terreno della comunicazione digitale con il real time marketing.
Vado con ordine.
Sant’Agostino ritiene che il tempo non esista (o quantomeno non esistono passato e futuro) se non nel presente. In particolare sostiene che tre sono i tempi:
il presente del passato, il presente del presente e il presente del passato. Il presente del passato è la memoria, il presente del presente è lʼintuizione diretta, il presente del futuro è lʼattesa.
Collego quindi quel presente come intuizione diretta alla celebre frasi di Amici miei sul genio:
Che cos’è il genio?
Fantasia
Intuizione
Decisione
Velocità d’esecuzione
Che cos’è il real time marketing?
In termini di comunicazione digitale, certi esempi di real time marketing rappresentano un’espressione di intuizione e genio, fantasia e velocità di esecuzione. Ma che cos’è il real time marketing (RTM)? Va detto che l’espressione ha origine nel mondo del marketing tradizionale, dove indica la capacità dell’azienda di rispondere velocemente (senza pianificazione) agli stimoli esterni, per esempio proponendo al mercato prodotti e servizi sulla base dei feedback dei clienti o di nuove condizioni di mercato. Durante la pandemia e il lockdown molte aziende hanno riconvertito la produzione di capi di abbigliamento in mascherine.
Il real time marketing (o “reactvertising“) di cui parlo io è invece più vicino al cosiddetto newsjacking, vale a dire la capacità di sfruttare una notizia o un trend per inserirsi nel flusso delle conversazioni online. L’ideale sarebbe cavalcare l’onda quando è più alta, intercettando i cosiddetti tipping point (momenti in cui un fenomeno diventa virale). Il canale ideale per questo tipo di esperimenti è Twitter: spesso basta individuare il trending topic, l’hashtag in auge, per accodarsi.
Tutto questo funziona? Chris Kern, autore di Trendology, sostiene:
i brand che usano tecniche di marketing in tempo reale ottengono un aumento delle interazioni fino al 1.200% in più!
Più sotto sarà tutto più chiaro con quattro esempi. Prima parlo del “dark side”.
I punti deboli del reactvertising
In una tesi di laurea del 2016, Giovanna Cosenza presenta un’analisi SWOT (analisi che solitamente si usa per aziende e prodotti e che aiuta a individuare punti di forza e debolezza oltre a opportunità e minacce del mercato) del real time marketing. Ecco i punti deboli e le minacce.
Punto di debolezza: eccessiva identificazione del brand nello stile narrativo. Il pubblico riconosce più lo stile narrativo (oserei direi lo stile dell’agenzia) che il prodotto. Un esempio? Taffo.
Minaccia: la concorrenza sul piano comunicativo. I temi caldi sono presidiati anche dai competitor e catturare l’attenzione del pubblico è sempre più difficile. Bisognerebbe focalizzarsi su eventi minori, secondari.
Quattro esempi di real time marketing
Ho preso quattro esempi di newsjacking, o real time marketing: due italiani e due internazionali.
Parto da casa nostra, con l’esempio di Ceres. A fronte della notizia della scoperta, annunciata al mondo dalla Nasa, che su Marte è stata trovata dell’acqua, questa fu, l’indomani, la comunicazione dell’azienda danese (che incarna perfettamente le conversazioni da bar).
Nel novembre 2017 la Nazionale italiana di calico non riesce a battere la Svezia ed è fuori dai Mondiali (non accadeva dagli anni Cinquanta). Nei giorni successivi l’Ikea reagisce così all’esonero ( = perdere la panchina) dell’allenatore Giampiero Ventura.
La compagnia aerea Norwegian Air approfitta della notizia del divorzio tra Brad Pitt e Angelina Jolie e lancia una campagna sui voli a lungo raggio.
Nel 2014 la cover di Paper Magazine con Kim Kardashian ha provocato una serie di reazioni al grido di “break the Internet”. Ecco due esempi di un museo e di una casa automobilistica.
I video su filosofi e digitale
Da qualche tempo mi diletto realizzando video sull’applicazione delle grandi idee della filosofia (in alcuni casi di psicologia e sociologia) al mondo del digitale. Guarda la mia pagina “Filosofi e digitale”.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2020/12/real-time-marketing-amici-miei-santagostino-bonanomi.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2020-12-11 08:39:592020-12-11 10:12:00Sant’Agostino, Amici miei e 4 esempi di real time marketing
La parola archetipo indica un primo esemplare assoluto, un prototipo. È un’immagine originale, un punto di riferimento collettivo, un pensiero originario. Praticamente si può definire come un modello che si dà per scontato. Dobbiamo i primi studi sugli archetipi a Carl Gustav Jung: li definiva come “impostazioni psichiche innate trasmesse in modo ereditario”, parlando appunto di schemi collettivi ereditari, identici per tutti gli individui. Si parla sia di personaggi archetipici che di storie archetipiche.
I personaggi archetipici, che in qualche modo abbiamo già visto nel viaggio dell’eroe, sono qui rappresentati:
Ecco alcuni esempi presi dal mondo del cinema o della letteratura:
Eroe: Superman
Mentore: Obi-Wan Kenobi
Guardiano della soglia: Whoopi Goldberg in Ghost
Messaggero: Gandalf
Mutaforme: Gollum
Ombra: Dart Fener
Imbroglione: Gatto e la Volpe di Pinocchio
Vladimir Jakovlevič Propp, linguista e antropologo russo, studiando fiabe e favole popolari, propone un elenco di personaggi leggermente diverso (inserisco anche un esempio):
L’eroe o la vittima/il ricercatore: Peter Pan
L’antagonista: il lupo cattivo
Il mandante: la madre di Cappuccetto Rosso
L’aiutante: i 7 nani
La principessa o il premio: Fiona di Shrek
Il padre di lei: Maurice, il padre di Belle ne “La Bella e la Bestia”
Il donatore: la fatina di Cenerentola
Il falso eroe: le sorellastre di Cenerentola
Jung propose questi archetipi della personalità:
Eroe
Ribelle
Mago
Burlone
Uomo Comune
Amante
Creatore
Angelo custode
Sovrano
Innocente
Esploratore
Saggio
Questo di Jung è l’elenco che più si usa nel mondo della pubblicità. E che si possono ritrovare anche nel mondo della comunicazione social.
Qualche esempio? Ecco l’archetipo del ribelle:
Ed ecco l’angelo custode, anche se non umano:
Qui l’esploratore:
Ecco i sette modelli di racconto archetipico, con esempi presi dal mondo del cinema:
vincere sul cattivo (Harry Potter)
l’ascesa verso il successo (Forrest Gump)
la missione/la ricerca (Il signore degli anelli)
il viaggio (Into the wild)
la rinascita (La bella e la bestia)
la tragedia (Philadelphia)
la commedia (Bridget Jones)
Uno degli schemi più potenti è il cosiddetto “Vincere sul cattivo”, che può essere declinato anche in “Bene Vs. Male”. Il giornalismo ne fa largo uso, del resto far schierare il pubblico è il modo migliore per coinvolgerlo: la Grecia contro la Troika europea, i gilet gialli contro Macron, i cittadini contro la Casta, Usa contro Cina (Trump contro Huawei), Rolando contro Messi e così via. Anche sui social è uno schema facilmente replicabile; in questo caso la contrapposizione è Contribuente-Fisco:
Anche l’ascesa verso il successo è uno schema assai utilizzato:
Qui, infine, la rinascita:
Archetipi junghiani e giornalismo: il caso Elon Musk
Uno dei personaggi più iconici della nostra era tecnologica, orfana di Steve Jobs, è certamente il sudafricano Elon Musk. Con gli esempi che seguono voglio dimostrare come siano stati usati tutti gli archetipi visti prima per descriverlo.
Iniziamo dall’uomo comune. Altro che miliardario, è come tutti noi poveracci!
È talmente come noi che ha subito anche bullismo, povero innocente.
Qui invece è nelle vesti del sovrano, del despota.
Ma un sovrano ha anche il ruolo dell’angelo custode, del buon padre di famiglia.
È chiaro che per innovare occorre essere fuori dagli schemi, quindi ribelli.
Ma Musk è soprattutto un visionario, addirittura un mago che fa profezie.
Vuoi che Musk non sia anche un giullare, divertente, con le sue mattane?
Qui è nei panni dell’esploratore che ci porterà a vivere su Marte.
Qui è l’eroe un po’ folle.
Ecco il creatore (con la c minuscola?)!
Il nostro angelo custode, quello che ci salverà!
Nel processo di beatificazione non poteva mancare il Musk privato, l’amante.
Online, sul sito di Primopiano, trovi il mio videocorso sul digital corporate storytelling. Una miniera di idee e strumenti , con tantissime strategie subito applicabili alla tua realtà: 8 ore totali di formazione con 18 esercitazioni pratiche. Qui il link per iscriversi.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2020/12/1-1.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2020-12-08 11:45:432020-12-09 14:42:52Storytelling e archetipi junghiani: il caso Elon Musk
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2020/12/videocorso-gratis-notiziabilita-giornalisti-bonanomi.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2020-12-03 18:18:072020-12-03 18:18:07Il nuovo videocorso (gratis) sulla notiziabilità
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2020/12/1.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2020-12-02 10:56:122020-12-03 18:22:35Link su LinkedIn: il metodo C.U.R.A.