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Quando durante i miei corsi sull’intelligenza artificiale generativa spiego come funziona un LLM, cioe un Large Language Model, a un certo punto arriva sempre la stessa domanda: “Ma quindi ChatGPT pensa?”.

Risposta breve: no, almeno non nel senso umano del termine.

Risposta un po’ piu utile: un modello linguistico genera testo calcolando, passo dopo passo, quali pezzi di testo sono piu probabili dopo quelli gia scritti. Non sceglie una parola perche “ha capito” come noi. La sceglie perche, in base all’addestramento e al contesto, quella continuazione ha una certa probabilita.

Detta cosi sembra una faccenda da matematici con il camice. Per questo ho preparato un piccolo simulatore didattico: scrivi l’inizio di una frase e il sistema ti mostra alcune possibili parole successive, con la relativa percentuale di probabilita.

Non e un vero ChatGPT. E, volutamente, molto piu semplice. Ma serve a visualizzare il meccanismo chiave: un LLM non scrive tutto il testo in un colpo solo. Predice il prossimo token, poi il prossimo, poi il prossimo ancora. Come quando in autostrada segui i cartelli, solo che qui i cartelli sono statistici.

Prova il simulatore

Qui sotto puoi inserire l’inizio di una frase. Il simulatore propone diverse parole successive e mostra una probabilita per ciascuna. Piu alta e la percentuale, piu quella parola e “attesa” in quel contesto.

Nota importante: questo e un simulatore divulgativo. Le probabilita sono generate da un piccolo modello dimostrativo scritto in JavaScript, non da un LLM reale. Serve per capire il principio, non per replicare ChatGPT.

Simulatore: qual e la prossima parola?

Scrivi l’inizio di una frase. Il simulatore calcola alcune possibili continuazioni e mostra una distribuzione di probabilita.

Bassa: scelta piu prevedibile. Alta: piu varieta, anche con qualche sorpresa.
Parole candidate Contesto: lavoro/AI
     

    Che cosa sta succedendo nel simulatore

    Il simulatore fa tre cose:

    1. Legge l’inizio della frase.
    2. Cerca alcuni indizi nel testo: per esempio parole legate ad aziende, formazione, dati, scrittura o intelligenza artificiale.
    3. Assegna un punteggio ad alcune possibili parole successive e le trasforma in percentuali.

    Il risultato e una distribuzione di probabilita. Questo concetto e fondamentale: un LLM non ha una sola risposta “giusta” gia pronta in memoria. Ha molte possibili continuazioni, ciascuna con un peso diverso.

    Se scrivo:

    L’intelligenza artificiale puo aiutare le aziende a

    una continuazione come “automatizzare” o “analizzare” ha piu senso di “friggere”. Non perche il modello abbia buon gusto, ma perche nel suo addestramento ha visto moltissime frasi in cui AI, aziende, processi, dati e automazione stanno vicini.

    Poi entra in gioco un altro parametro: la creativita, che nei modelli reali viene spesso avvicinata al concetto di “temperatura”. Con una temperatura bassa il sistema sceglie parole piu prevedibili. Con una temperatura alta lascia piu spazio a opzioni meno probabili.

    Come funziona davvero un LLM

    Un LLM, semplificando, e un modello addestrato su enormi quantita di testo. Durante l’addestramento impara relazioni statistiche tra parole, frasi, concetti, stili e contesti. Quando gli scriviamo un prompt, il modello non consulta un dizionario magico delle risposte. Calcola una sequenza.

    Il processo, molto semplificato, e questo:

    1. Il testo viene diviso in token, cioe pezzi di parole o parole intere.
    2. Il modello analizza il contesto gia presente.
    3. Produce una lista di possibili token successivi.
    4. A ogni token assegna una probabilita.
    5. Viene scelto un token.
    6. Il token scelto viene aggiunto al testo.
    7. Il processo ricomincia.

    Ecco perche, quando usiamo ChatGPT, Claude, Gemini, Copilot o altri chatbot, vediamo il testo comparire poco alla volta. Il modello sta costruendo la risposta un passo dopo l’altro.

    Token: perche non parliamo solo di parole

    Nel simulatore parlo di “parole successive” perche e piu intuitivo. In realta gli LLM lavorano con i token. Un token puo essere una parola, una parte di parola, uno spazio, un segno di punteggiatura o un frammento.

    Per esempio, una parola lunga puo essere spezzata in piu token. Una frase breve puo contenere piu token di quanto immaginiamo. Questo dettaglio tecnico ha effetti pratici: i modelli hanno una finestra di contesto, cioe una quantita massima di token che riescono a considerare in una conversazione o in un documento.

    Tradotto in linguaggio da aula: se butti dentro troppa roba, il modello non diventa automaticamente piu intelligente. A volte diventa solo piu confuso.

    Perche a volte l’AI sbaglia

    Capire la previsione della parola successiva aiuta anche a capire gli errori dell’intelligenza artificiale generativa.

    Un LLM puo produrre una frase fluida, elegante e sbagliata. Questo succede perche la probabilita linguistica non coincide sempre con la verita. Una frase puo “suonare bene” anche se contiene un dato inventato, una fonte inesistente o un ragionamento debole.

    Ecco perche nei miei corsi insisto sempre su tre verbi:

    • chiedere bene;
    • verificare meglio;
    • usare con criterio.

    Il prompt engineering non e l’arte di trovare la formula segreta. E il metodo per dare contesto, obiettivo, vincoli, esempi e criteri di controllo. Poi serve comunque la testa dell’utente. Spiace, ma quella non e ancora disponibile in abbonamento.

    A cosa serve questo progetto

    Questo simulatore nasce per rendere visibile un meccanismo che di solito resta nascosto. Quando una tecnologia sembra magia, la usiamo peggio: o la sopravvalutiamo, o la demonizziamo. In entrambi i casi capiamo poco.

    Visualizzare le probabilita aiuta a fare tre passi:

    1. Capire che un chatbot non “sa” nel modo in cui sa una persona.
    2. Capire perche lo stesso prompt puo generare risposte leggermente diverse.
    3. Capire perche contesto, istruzioni e verifica sono decisivi.

    Il pubblico ideale e molto ampio: aziende, scuole, universita, formatori, professionisti, comunicatori, giornalisti, manager e chiunque voglia capire l’AI generativa senza perdersi subito nelle formule.

    Un esempio pratico per aziende e professionisti

    In azienda la domanda non dovrebbe essere: “Possiamo usare ChatGPT per tutto?”.

    La domanda migliore e: “Quali attivita hanno abbastanza testo, regole, esempi e controllo umano da poter essere aiutate da un LLM?”.

    Un modello linguistico puo essere utile per:

    • riassumere documenti;
    • preparare bozze di email, post, comunicati e report;
    • trasformare testi tecnici in versioni piu accessibili;
    • creare scalette, FAQ, checklist e materiali formativi;
    • analizzare feedback, note, trascrizioni e contenuti non strutturati;
    • simulare domande, obiezioni o scenari.

    Ma non dovrebbe essere usato alla cieca per decisioni delicate, dati sensibili, diagnosi, consulenze legali, valutazioni finanziarie o contenuti che richiedono fonti verificate.

    Il punto non e sostituire le competenze. Il punto e aumentare la qualita del lavoro dove il modello puo davvero aiutare, lasciando all’essere umano controllo, responsabilita e giudizio.

    Perche il prompt cambia il risultato

    Se nel simulatore scrivi una frase generica, le probabilita restano piu distribuite. Se invece inserisci parole come “azienda”, “report”, “corso”, “studenti” o “articolo”, alcune continuazioni diventano piu probabili.

    Succede qualcosa di simile anche con gli LLM reali. Un prompt vago produce una risposta generica. Un prompt con contesto, ruolo, pubblico, obiettivo, formato e vincoli permette al modello di muoversi in uno spazio piu preciso.

    Esempio debole:

    Scrivi un testo sull’AI.

    Esempio migliore:

    Scrivi un’introduzione divulgativa di 1.500 battute per un pubblico di manager non tecnici. Spiega che gli LLM generano testo prevedendo il token successivo, usa un esempio pratico e chiudi con un invito alla verifica delle fonti.

    Non e questione di “parlare bene alla macchina”. E questione di progettare bene la richiesta.

    Limiti del simulatore

    Questo progetto non pretende di spiegare tutta l’architettura dei transformer, l’attenzione, gli embedding, il fine-tuning, il reinforcement learning from human feedback o le tecniche usate nei modelli piu recenti.

    Fa una cosa sola: mostrare in modo interattivo che la generazione del testo e una scelta probabilistica progressiva.

    Per una prima comprensione e gia molto. Perche appena si capisce questo, molte stranezze dell’AI diventano meno strane:

    • perche due risposte allo stesso prompt possono essere diverse;
    • perche una risposta puo essere fluida ma falsa;
    • perche il contesto migliora la qualita;
    • perche la verifica resta indispensabile;
    • perche “fammi tutto tu” e quasi sempre un pessimo prompt.

    Conclusione: meno magia, piu metodo

    Gli LLM sono strumenti potentissimi, ma funzionano meglio quando smettiamo di considerarli oracoli. Non leggono nella mente, non hanno intenzioni, non verificano automaticamente la realta. Generano testo in base al contesto e alle probabilita.

    Questo non li rende meno utili. Anzi: li rende piu utilizzabili.

    Quando capiamo il meccanismo, possiamo fare domande migliori, progettare flussi di lavoro piu sensati, controllare gli output e scegliere quando l’AI e davvero adatta al compito.

    Il simulatore serve proprio a questo: aprire il cofano, senza dover diventare ingegneri. Perche l’intelligenza artificiale generativa non va adorata e non va temuta. Va capita, provata e governata.

    FAQ

    Questo simulatore usa davvero un LLM?

    No. Usa un piccolo modello dimostrativo in JavaScript. Serve per spiegare il principio della previsione probabilistica della parola successiva, non per replicare un modello come ChatGPT.

    Gli LLM prevedono parole o token?

    Tecnicamente prevedono token. Un token puo essere una parola, una parte di parola, un segno di punteggiatura o un altro frammento di testo. Nell’articolo uso spesso “parola” per rendere il concetto piu comprensibile.

    Perche le percentuali cambiano quando modifico la frase?

    Perche cambia il contesto. Nel simulatore alcune parole attivano scenari diversi, come azienda, formazione, dati o scrittura. Nei modelli reali il meccanismo e molto piu complesso, ma l’idea di base e simile: il contesto influenza le probabilita.

    Che cosa significa temperatura?

    La temperatura e un parametro che influenza la varieta dell’output. Valori bassi rendono il testo piu prevedibile; valori alti aumentano la possibilita di scelte meno probabili.

    Perche un LLM puo inventare informazioni?

    Perche genera testo probabile, non necessariamente vero. Per questo le risposte vanno verificate, soprattutto quando riguardano dati, fonti, norme, salute, finanza o decisioni importanti.

     

    Guida pratica all’AI multimodale di Google

    Google Gemini è la famiglia di modelli di intelligenza artificiale multimodale sviluppata da Mountain View. Alimenta l’ecosistema Google e rappresenta uno degli snodi centrali dell’AI generativa contemporanea.

    Questo corso intensivo ti accompagna dalla comprensione dei modelli Gemini all’uso pratico nelle attività professionali quotidiane: generazione di testi, analisi di immagini e video, comprensione dell’audio, automazione di processi e progettazione di agenti AI.

    Un percorso pensato per chi vuole capire come funziona Gemini, quando usarlo e come integrarlo davvero nel proprio lavoro.


    A chi è rivolto il corso

    • Professionisti della comunicazione, del marketing e del digitale
    • Manager, consulenti e formatori
    • Studenti universitari e post-laurea
    • Aziende che utilizzano Google Workspace

    Non è richiesta esperienza di programmazione. È consigliata una familiarità di base con gli strumenti Google.


    Obiettivi del corso

    Al termine del corso sarai in grado di:

    • Comprendere la famiglia di modelli Google Gemini e le differenze tra le versioni
    • Utilizzare Gemini come strumento multimodale: testo, immagini, video e audio
    • Integrare Gemini con Gmail, Docs e altri servizi Google
    • Sfruttare il contesto esteso di Gemini per analisi complesse
    • Capire come funziona Gemini 3 e la modalità Deep Think
    • Configurare e usare la funzione Personal Intelligence in modo consapevole
    • Utilizzare Gemini come agente per task complessi e flussi multi-step
    • Valutare limiti, rischi, bias e aspetti di privacy

    Programma del corso

    1. Introduzione a Google Gemini

    • Cos’è Google Gemini e come si differenzia dagli altri modelli
    • Uso in sicurezza e gestione della privacy
    • Personal Intelligence: collegare Gmail, Google Foto, YouTube e Search

    2. Uso pratico e sintesi

    • Analisi di documenti lunghi e sintesi avanzate
    • Uso su grandi basi testuali e gestione del contesto

    3. Uso avanzato e creatività

    • Ragionamento avanzato e multimodalità evoluta
    • Vibe coding e creazione di contenuti (immagini e video)

    4. I Gem: i tuoi assistenti personali

    • Introduzione e panoramica dei Gem di Google
    • Creare, testare e personalizzare il proprio Gem

    Metodo didattico e durata

    • Lezioni teoriche orientate alla comprensione
    • Dimostrazioni live ed esercitazioni pratiche su casi reali
    • Sessioni di Q&A e follow-up online

    Durata: 10 ore (5 incontri da 2 ore ciascuno).
    Materiali inclusi: slide ed eBook.

    Il corso può essere personalizzato per aziende o gruppi di lavoro, sia nella durata sia nei contenuti.

    Organizziamo un corso su Google Gemini?

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    Nell’ottobre 2024 è uscita su Silhouette Donna una mia intervista su iGenius, Modello Italia. Ecco l’articolo:

    Qui la trascrizione dell’articolo.

    E se l’intelligenza artificiale parlasse italiano? Se fosse di facile accesso ma soprattutto etica e responsabile? E se riuscisse anche a valorizzare il nostro immenso patrimonio culturale? Questo è il sogno da cui nasce il modello Italia, praticamente la risposta italiana ai colossi della intelligenza artificiale, un chatGPT tutto nostrano. Adesso il nostro primo LLM – ovvero Large Language Model, una tecnologia AI avanzata incentrata sulla comprensione e analisi del testo – è realtà.
    Con un database che ha come riferimento principale la nostra lingua e cultura, si propone come alternativa etica e strumento capace di superare pregiudizi e storture di traduzione. Presentato da poco, 100% open source, è già disponibile per il download. La prima versione di Italia ha 9 miliardi di parametri, è stata addestrata da zero in italiano e sarà presto accessibile in una versione multi lingua.

    Un mercato competitivo

    Viene da chiedersi se davvero ci fosse bisogno di un chat bot italiano all’interno di un mercato che si sta moltiplicando nelle proposte e negli upgrade. «Stiamo vivendo una fase di sviluppo che non ha mai avuto pari in questo settore» sottolinea Gianluigi Bonanomi esperto di web, social media e AI, «dalla nascita di chatGPT alla fine del 2022 è stata un’accelerata tecnologica incredibile, gli annunci si susseguono a cadenza quasi quotidiana, lo stesso OpenAI ha annunciato una nuova versione potentissima e gratuita, chatGPT 4o, in grado non solo di comprendere istruzioni testuali, ma anche di caricare dei file e di interpretare le immagini. Già ci sono tantissimi strumenti e alternative allo stesso chatGPT, è un rimpallo continuo per cercare di essere un passo avanti rispetto ai competitor. Le due grandi parrocchie americane sono Microsoft e Google, con il primo che ha investito in chatGPT ma ha anche i suoi prodotti. Per esempio Copilot di Microsoft fa concorrenza a Gemini di Google e sono entrambi in costante miglioramento. Da segnalate anche l’outsider Anthropic con il suo Claude. E sembra che dalla Cina siano in arrivo prodotti rivoluzionari».

    La prima legge sull’AI

    La grande sfida quindi è tra americani e cinesi con il terzo incomodo rappresentato dagli arabi, grossi investitori in tecnologie. In questo contest, la nostra startup iGenius insieme a un consorzio di enti italiani ha sviluppato questo modello di linguaggio. «È un bel messaggio perché in questa sfida noi europei eravamo gli spettatori» evidenzia Bonanomi «eppure siamo i migliori a normare, non a caso abbiamo fatto l’AI Act, la prima legge sull’intelligenza artificiale, approvata dal Parlamento europeo il 13 marzo 2024 allo scopo di regolamentare gli usi ed evitare gli abusi. Uno dei fenomeni che si cerca di prevenire è il cosiddetto deep fake ovvero quei falsi contenuti in cui ci si appropria dell’immagine di qualsiasi persona per fargli fare o dire cose che non ha mai fatto o detto. Finché è Sinner che manda a quel paese il giudice di sedia è satira e non fa danni ma se è Zelenski che si arrende a Putin senza condizioni, quando non è vero e qualcuno ci crede, il discorso cambia».

    Attenzione alla sicurezza e all’etica

    Nel modello Italia ci sono dei filtri di sicurezza a garanzia dell’integrità e dell’eticità dei contenuti generati dal modello stesso, ottimizzati per la lingua italiana. Se cerchi di far dire a un politico qualcosa che non ha detto, il modello filtra questa cosa e la rimuove. Allo stesso modo rimuove anche contenuti sensibili ed espliciti, inadatti ai minori, ed è molto attento al rispetto del copyright. L’apprendimento del chatbot Italia è avvenuto su contenuti italiani. «Questo significa che per addestrare la nostra AI sono stati utilizzati soltanto documenti italiani, legittimamente, e non si è andati in rete a “trarre ispirazione” da giornali e libri più o meno famosi» spiega l’esperto, «cosa che è stata fatta in precendenza, come dimostrano le cause in corso fatte da John Grisham e dal New York Times contro OpenAI. Non a caso anche in Italia cominciano a vedersi sui giornali e in sovrimpressione sui programmi tv scritte del tipo “non autorizziamo l’utilizzo per formare e addestrare l’intelligenza artificiale».

    Superare i pregiudizi

    «Quando si istruisce un chatbot su una serie pressoché infinita di dati, questo prenderà per buoni tutta una serie di contenuti e di idee che sono stati generati dagli umani nel corso dei dei secoli, contenuti e idee purtroppo non esenti da distorsioni e pregiudizi» continua Bonanomi. «Per esempio all’inizio, quando chiedevi a ChatGPT “X sta stirando e lavando il pavimento, chi è X?”, ti rispondeva sempre che era donna, perché così era stato “istruito”. Chiedendo oggi la stessa cosa, ti dirà nel 50% dei casi che è donna e nel 50% dei casi che è uomo, perché è stato praticamente corretto il pregiudizio. Se un’intelligenza artificiale impara che in passato una certa categoria di persone era privilegiata rispetto a un’altra, si regolerà di conseguenza. Guardando le statistiche, le donne guadagnano a parità di livello il 15% meno degli uomini. A questo punto in una trattativa di assunzione un chatbot che deve proporre un contratto andrà in automatico a proporre il 15% in meno alle donne. Il modello Italia si è dotato degli strumenti per correggere sessismo e discriminazioni pur mantenendo una visione realistica dei fatti».

    Una AI addestrata tutta in italiano

    L’idea di avere quindi un’intelligenza artificiale più etica è sicuramente uno degli obiettivi del modello Italia ma non è l’unico, l’altro era quello di addestrarlo prevalentemente su fonti italiane. Una cosa nuova rispetto a chatGPT è riferito a testi in lingua inglese nella stragrande maggioranza dei casi. Per istruire il nostro sono state utilizzate diverese tipologie di contenuti dal web come per esempio wikipedia ma anche riviste, libri e documenti a libero accesso. Per farlo è stato utilizzato un super computer che si chiama Leonardo, che sostanzialmente è un progetto di un’università italiana, ed è stata attivata una proficua collaborazione con un editore nazionale per un archivio di articoli di stampa eticamente utilizzati.

    Per un rinascimento digitale

    Fare riferimento alle nostre opere tramite un modello con DNA umanistico italiano può essere un bel modo di valorizzare la cultura italiana promuovendo una sorta di rinascimento digitale. Un patrimonio immenso che merita di essere rinverdito, rinfrescato, potenziato e fatto conoscere al grosso pubblico e alle giovani generazioni che usano molto AI e tecnologie ma sono più avvezze allo smartphone e ai social media che alla Divina Commedia o ai Promessi Sposi. «Magari mentre impara dall’AI come prevalere all’interno di una contrattazione un utente potrebbe incontrare il principe di Machiavelli. Se poi dovesse aver bisogno di un aiuto per visitare Roma, un chatbot che conosce approfonditamente i testi archeologici e la nostra cultura di epoca romana sarà in grado di dire cose più interessanti rispetto a un modello americano, portato per sua formazione a stare sulle generali. Un bel progetto, quindi, la cui necessità è dimostrata dal fatto che in Europa non siamo nemmeno stati i primi. I francesi ci hanno preceduto con il loro Mistral, un ottimo
    modello di AI addestrato sulla cultura d’oltralpe e apprezzato anche qui in Italia. Non chiedetegli, però, consigli su come migliorare il vostro bagno. Potreste trovarvi all’improvviso senza bidet» conclude sardonico Gianluigi Bonanomi.

    ChatGPT, come stai?

    Gli appassionati del “Fai da tech” troveranno interessante la lettura del nuovo libro di Gianluigi Bonanomi dal titolo “ChatGPT, come stai? Il prompt engineering come nuova skill ibrida”. Uno sguardo diverso su un mondo solo apparentemente freddo e prevedibile. Chi di noi non si è divertito a mettere in imbarazzo il chatbot con domande strane e chi non lo ha insultato in mille modi perché non capiva di cosa avevamo bisogno? Il rapporto con l’AI è complesso e stimolante. Questo libro è al tempo stesso una riflessione innovativa sul rapporto tra umani e intelligenze artificiali generative e un manuale pratico. Bonanomi guida il lettore in un viaggio attraverso le sfaccettature dell’AI, analizzando la capacità “emotiva” e di “comprensione” di ChatGPT e degli altri modelli di linguaggio. Il testo illustra, passo a passo, come interagire efficacemente con i chatbot grazie al prompt engineering, sfruttando trucchi, tecniche evolute e metodi esclusivi come G.O.L.D. e SO.C.RA.T.E.

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    Dal marzo 2024 Claude, LLM di Anthropic dei fratelli Amodei, è accessibile in Italia nella versione gratis. In questo video spiego cos’è, cosa fa, chi l’ha fondato, perché si chiama così e cosa lo differenzia da ChatGPT:

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    Nel febbraio 2024 ho scritto per il sito Dillofacile.it un articolo sul prompt engineering, o meglio sul mio metodo SO.C.RA.T.E. Lo riporto integralmente qui.

    Intelligenza Artificiale Generativa e Prompt Engineering

    Nel panorama sempre più complesso dell’intelligenza artificiale generativa, il prompt engineering emerge come una disciplina cruciale per ottimizzare l’interazione tra umani e macchine. Qualcuno parla di nuovo mestiere, per me è una nuova skill.

    Il metodo SO.C.RA.T.E.
    Lavorando su vari prompt, mi sono inventato il metodo SO.C.RA.T.E., che rappresenta una strategia innovativa e potente per affinare la comunicazione con gli strumenti basati sull’IA, come ChatGPT e compagnia bella, ribaltando la situazione: non dobbiamo essere noi a interrogare il chatbot, ma viceversa!

    Il metodo socrAItico
    Mi sono ispirato al metodo socratico: una forma di indagine, basata su domande e risposte che stimolano il pensiero critico e generano idee, che si trova in molte delle opere di Platone (dove Socrate è spesso il personaggio principale). In pratica, la cosiddetta maieutica.

    Questo approccio può essere applicato anche al rapporto tra ChatGPT e l’utente.
    Come Socrate, ChatGPT può porre domande per capire meglio le esigenze dell’utente, per guidarlo verso una comprensione più profonda della sua esigenza.

    Se dovessi chiedere a ChatGPT di generare un piano editoriale per alimentare il blog della mia azienda, non è detto che in un prompt io riesca a fargli comprendere al meglio che cosa produciamo, per chi, ecc. Bisogna scatenare il ping pong.

    Che cosa vuole dire “SO.C.RA.T.E.”?
    “SO.C.RA.T.E.” è un acronimo, e sta per:

    • SOllecito
    • Contesto
    • RAffinamento
    • Turni
    • Esortazione

    Sollecito
    Il primo passo consiste nel sollecitare il chatbot, ovvero formulare una richiesta chiara e diretta.

    La precisione nella domanda è cruciale. Come già visto, una richiesta vaga o generica può portare a risposte meno pertinenti. È importante essere specifici: se si desidera una risposta in un determinato ambito o contesto, questo deve essere esplicitato.

    Per esempio, chiedere “Quali sono le ultime tendenze nel marketing digitale nel mercato B2C?” è più efficace di un generico “Parlami di marketing”.

    Contesto
    Il contesto riguarda l’inserimento di informazioni aggiuntive che possono aiutare ChatGPT a comprendere meglio la richiesta. Questo include dettagli specifici, sfumature o condizioni particolari.

    Per esempio, se si chiede un contenuto che riguarda un argomento tecnico, specificare il livello di complessità desiderato nella risposta può essere molto utile.

    RAffinamento
    Il raffinamento – fase non indispensabile – si riferisce a ulteriori dettagli, ancora più specifici.

    Per esempio, se sto chiedendo a ChatGPT di simulare un colloquio di lavoro, posso indicare il link dell’offerta.

    Turni
    Questo è il cuore del prompt socratico: occorre chiedere al chatbot di organizzare una conversazione a turni, una vera intervista.

    Invece di aspettarsi una risposta completa e definitiva in un solo scambio, è spesso più produttivo provocare un ping pong, dove ogni risposta fornisce la base per la domanda successiva.
    Questo approccio è particolarmente utile per esplorare argomenti complessi o per affinare gradualmente il focus della conversazione.

    Il comando è molto semplice: “Fammi una serie di domande”.

    Esortazione
    Se mi limitassi a chiedere al chatbot “fammi una serie di domande”, però, avrei un problema: le farebbe tutte insieme, in una volta sola. Non va bene. Se voglio che ogni domanda alimenti la successiva, devo specificare che deve aspettare la mia risposta prima di porre la domanda successiva.

    In conclusione
    Il metodo SO.C.RA.T.E. è un approccio strutturato per interagire efficacemente con ChatGPT. Attraverso una buona richiesta e un dialogo a turni, è possibile ottenere il massimo dal chatbot. Provare per credere, come diceva un altro grande filosofo (non è vero, era Guido Angeli, imbonitore televisivo!).

    Un esempio d’uso del metodo SO.C.RA.T.E.

    Ecco l’esito:

    Il video che spiega il metodo SO.C.RA.T.E.

    Il mio libro sul prompt engineering

    Il mio libro “ChatGPT come stai?” comprende questo e altri metodi di prompt engineering. Ecco la presentazione del libro:

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    Ecco un possibile percorso formativo sull’intelligenza artificiale generativa, suddiviso in 10 appuntamenti da 3/4 ore ciascuno.

    Scenario

    Da decenni si parla di intelligenza artificiale, da anni di AI generativa. Ma è solo dalla fine del 2022, con l’esplosione della ChatGPT-mania, che molte aziende e professionisti hanno iniziato a interrogarsi su come potrebbe cambiare il mondo del lavoro. In questi primi mesi si è già visto come l’intelligenza artificiale travolgerà l’80% dei lavori e una vasta gamma di settori, dalla medicina alla finanza, dall’ingegneria al marketing, per non parlare dei mestieri creativi.

    L’intelligenza artificiale generativa, in particolare i modelli di linguaggio come GPT-4 o PaLM, può creare contenuti originali, rispondere a domande, scrivere codice, tradurre lingue, fare brainstorming e analisi evolute, e molto altro ancora. Questo apre una serie di opportunità per i professionisti in termini di efficienza, creatività e personalizzazione. Per esempio, i lavoratori del marketing e della comunicazione possono utilizzare l’IA generativa per creare piani editoriali e contenuti personalizzati, migliorando l’engagement e la conversione. Per questo il corso affronta il tema dei contenuti sia dal punto di vista strategico (piano editoriale) che tattico (come creare diversi tipi di contenuti, compresi quelli multimediali). Inoltre, l’IA generativa può aiutare i professionisti a rimanere competitivi in un mercato del lavoro sempre più digitalizzato: per questo nel percorso è stato inserito un incontro anche sul personal branding. In generale, l’IA generativa può aiutare i professionisti a liberare tempo da compiti ripetitivi (per esempio rispondere a decine di email o creare grafici e slide) e a concentrarsi su attività più strategiche e creative. Questo non solo può migliorare la produttività, ma può anche portare a un lavoro più gratificante. Del resto, come si suol dire, non è l’intelligenza artificiale a rubare il lavoro, ma un professionista che la sa usare bene.

    Il percorso è adatto a ogni professionista, dai C-level che vogliono comprendere il fenomeno AI ai lavoratori che vogliono capire come cambia il proprio lavoro da subito. Ogni appuntamento includerà una parte di spiegazione e una parte pratica, laboratoriale.

    Materiale

    Al termine di ogni lezioni i discenti riceveranno copia delle slide e spunti di approfondimento.

    Il percorso in 10 appuntamenti

    1. Introduzione agli LLM e all’intelligenza artificiale generativa

    • Panoramica dell’intelligenza artificiale generativa
    • Cos’è un LLM e come funziona
    • Prompt engineering
    • Problemi e limiti degli LLM
    • Casi di successo
    • Esercizio pratico: primi passi con un modello di linguaggio (es: ChatGPT)

    2. Piano editoriale data-driven

    • Cos’è un piano editoriale e perché è importante
    • Come utilizzare i dati per informare il tuo piano editoriale
    • Strumenti di analisi dei dati per il content marketing
    • Esercizio pratico: creazione di un piano editoriale basato sui dati

    3. AI Web Writing

    • Cosa differenzia la scrittura web da quella tradizionale
    • Come l’IA può migliorare la scrittura sul web (titoli, testi, cta, ecc.)
    • Strumenti di IA per la scrittura e la revisione dei contenuti
    • Esercizio pratico: utilizzo di LLM per la scrittura di un articolo, generazione di un prompt per la revisione dei articoli in ottica web writing

    4. Digital Storytelling

    • Cos’è il digital storytelling: principi di base e tecniche più diffuse
    • Come l’IA può migliorare il digital storytelling
    • Esercizio pratico: creazione di una storia con l’aiuto dell’IA

    5. Neuromarketing con l’intelligenza artificiale

    • Introduzione al neuromarketing
    • Come l’IA può essere utilizzata nella creazione di contenuti digitale e social grazie ai principi del neuromarketing
    • Esercizio pratico: creazione di contenuti con l’AI

    6. Contenuti multimediali

    • Come l’IA può migliorare la creazione di contenuti multimediali
    • Strumenti di IA per la creazione e l’editing di foto e video
    • Esercizio pratico: utilizzo di un tool di IA per la creazione di un video

    7. Presentazioni multimediali

    • I principi di base per fare una buona presentazione
    • Come l’IA può migliorare le presentazioni multimediali
    • Strumenti di IA per la creazione di presentazioni
    • Esercizio pratico: creazione di una presentazione con l’aiuto dell’IA

    8. Personal Branding con l’AI

    • Come l’IA può aiutare a costruire e gestire il personal branding
    • Strumenti di IA per il personal branding
    • Esercizio pratico: utilizzo di un tool di IA per migliorare il profilo LinkedIn

    9. Data Analysis

    • Introduzione all’analisi dei dati
    • Come l’IA può migliorare l’analisi dei dati
    • Strumenti di IA per l’analisi dei dati
    • Esercizio pratico: utilizzo di un tool di IA per analizzare un set di dati

    10. Q&A

    Sessione di domande e risposte per risolvere eventuali dubbi e approfondire gli argomenti trattati durante il corso.

    Che cosa dice chi ha seguito il corso

    Scrivimi per organizzare un corso sull’intelligenza artificiale generativa

    Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso (o una conferenza) sull’A.I. generativa.

    Inviaci email

    13 luglio 2023, sono da un cliente per un corso introduttivo sull’intelligenza artificiale. Si parla di ChatGPT e della novità del Code Interpreter, di Claude di Anthropic e i suoi 100.000 token di prompt, Elon Musk che vuole bloccare OpenAI ma sta facendo la sua AI… A un certo punto un partecipante chiede: “Ma quando sarà disponibile Google Bard  in Italia?”. Non so cosa rispondere, dico che era previsto entro la metà del 2023 (negli Usa era disponibile da marzo), ma che le regole privacy europee stanno allungando i tempi. Non si può fare una previsione. E invece, proprio in quei momenti, arriva la notizia: “Google Bard arriva in Italia!”

    Ho deciso di scrivere subito una guida base, introduttiva, a Google Bard, il chatbot di Google basato sull’intelligenza artificiale (proprio come il celebre ChatGPT). Prima capiamo di cosa stiamo parlando. Partiamo dal nome, che significa “poeta”: è un diretto riferimento (shakespeariano) alla sua capacità di generare contenuti autentici e unici. Detto che è un assistente virtuale, un chatbot, a differenza dei competitor è basato sul modello PaLM 2 di Google. Si può accedere gratis a Bard, se maggiorenni, da bard.google.com: non serve registrarsi, ma se fai “log in” con il tuo account Google, avrai dei benefici che vedremo nel pezzo. L’assistente può parlare fino a 40 lingue diverse, italiano compreso.

    1. Accesso al Web

    Bard è pre-addestrato come gli altri Large Language Models (LLM), come ChatGPT, ma può anche navigare sul Web per accedere a notizie fresche (come ChatGPT Plus).

    Bard non è però in grado di analizzare i siti Web come possono fare Bing Chat o Perplexity o linkare fonti:

    Però Bard, essendo un giocattolo di Google, può integrarsi con il motore di ricerca. Quindi dopo ogni output si può far partire la ricerca online ma solo utilizzando le query che propone lui.

    In teoria, Bard dovrebbe utilizzare la geolocalizzazione per fornire risposte più utili e pertinenti alla tua posizione. Ma, alla prova dei fatti, fallisce clamorosamente. Nonostante indichi correttamente la mia posizione in Brianza, poi mi dice che il cinema più vicino è a Udine. Mah.

    2. Input e output

    Come per tutti gli LLM, anche Bard richiede un prompt in input per funzionare (promette a breve di inserire immagini in input, cosa al momento non ancora possibile). Posto che ChatGPT accetta prompt da 4.000 token e Claude 2 da 100.000 token, qual è la “capacità” di Bard? Non è molto chiaro, perché Google non la esplicita. Ma da diverse prove di utenti in Rete, pare che si parli di 4.000 caratteri in input e 50.000 in output. Per quanto riguarda i risultati che si ottengono, a differenza dei competitor, il chatbot di Big G può anche “parlare” grazie alla sua funzione di sintesi vocale, disponibile in oltre 40 lingue. Gli output testuali, inoltre, possono essere condivisi con altri utenti.

    3. L’integrazione con gli altri prodotti Google

    Abbiamo già detto dell’integrazione tra Bard e Google (che tra l’altro in futuro sarà completa come in You.com), ma quello che risulta davvero interessante è il dialogo tra il chatbot e strumenti d’uso quotidiano come Gmail e Google Drive. Ogni output può essere inoltrato via mail, ma soprattutto può essere caricato sul cloud di Google sotto forma di documento o foglio di calcolo.

    In questo esempio ho chiesto di creare una tabella con la filmografia di Tarantino e poi l’ho salvata su Drive sotto forma di foglio di calcolo.

    Chiaramente la tabella risultante deve essere personalizzata (nome file, layout, ecc.):

    4. Programmazione e formule

    Altre funzionalità degne di nota includono la capacità di Bard di tradurre tra lingue ma soprattutto di supportare la programmazione in 20 linguaggi diversi (incluso Python, che può essere esportato e testato direttamente in Google Colab). Puoi chiedere a Bard di aiutarti con linguaggi come C++, Go, Java, JavaScript, TypeScript e persino con le funzioni di Fogli Google. Ho provato a chiedergli di separare nome e cognome in due colonne diverse.

     

    5. La privacy

    Come detto, il ritardo dell’arrivo in Italia di Bard era dovuto prevalentemente alle regole privacy restrittive. In termini di privacy, quando l’attività di Bard è attiva, Google memorizza nel tuo account per 18 mesi le attività (tra cui l’indirizzo IP o gli indirizzi di casa). Puoi disattivare l’opzione di eliminazione automatica o impostarla su 3 o 36 mesi qui:

    Hai anche la possibilità di mettere in pausa il salvataggio delle conversazioni, come riportato nell’help. Anche quando l’attività di Bard è disattivata, le tue conversazioni verranno salvate nel tuo account per un massimo di 72 ore.

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