Ti confesso una cosa: non sopporto le frasi motivazionali. Quelle scritte su sfondo arancione, con il tramonto e il carattere corsivo. Quelle che ti dicono che “il successo è un viaggio, non una destinazione” mentre tu sei lì, alle sette di sera, con la scadenza di domani e zero idee. E non sopporto nemmeno la maggior parte dei libri di self-help: 250 pagine per dirti, in fondo, due cose che potevano stare in un post-it (e spesso nemmeno vere).
Eppure adoro le citazioni.
Ti chiederai come faccia a tenere insieme queste due cose. Te lo spiego con un esempio concreto: una frase motivazionale ti vuole convincere di qualcosa, qui e ora, possibilmente mentre scorri il feed. Una buona citazione, invece, ti racconta che qualcuno (in un momento preciso della sua vita, con la sua testa fatta in un certo modo) ha trovato le parole giuste per dire una cosa vera. Non per venderti un corso. Per fissare un pensiero.
È la differenza tra uno slogan e una scheggia di pensiero altrui che continua a lavorare dentro di te molto dopo che l’hai letta.
In questo pezzo raccolgo le mie citazioni preferite. Con tanto di fonte, perché da ex giornalista (nel Giurassico, quando le notizie si verificavano prima di pubblicarle, non dopo) una citazione senza fonte è solo un’opinione travestita da saggezza. E come vedrai, un paio di queste frasi celebri non sono nemmeno autentiche: te lo dico comunque, perché anche scoprire che una citazione è falsa è, a modo suo, una piccola lezione.
“Fatto è meglio di perfetto” — Mark Zuckerberg
Questa frase è diventata un mantra da startup, ma nasce in un posto preciso: la lettera agli investitori che Zuckerberg scrisse nel 2012, intitolata “The Hacker Way”. Diceva, più o meno, che avevano scritto sui muri degli uffici “Done is better than perfect” per ricordarsi di continuare a spedire prodotto, invece di rincorrere la versione perfetta che non arriva mai.
È un’idea che mi accompagna ogni volta che rimando la pubblicazione di qualcosa per “limarla ancora un po’” (e poi passano tre settimane).
Da Principles (2017), il libro-mattone in cui Ray Dalio mette nero su bianco i principi che hanno guidato Bridgewater, uno dei fondi di investimento più grandi al mondo. Uno dei punti chiave recita: “Chi si prende la responsabilità è più importante di cosa va fatto”.
Sembra una banalità da risorse umane. Non lo è: è la differenza tra delegare un compito e scegliere la persona giusta a cui affidarlo.
“In un mondo alluvionato da informazioni irrilevanti, la lucidità è potere” — Yuval Noah Harari
Questa arriva da 21 lezioni per il XXI secolo (2018), il libro in cui Harari prova a fare ordine nel presente invece che nel passato o nel futuro (i suoi territori abituali). E questa frase, in particolare, mi sembra scritta apposta per descrivere la sensazione di aprire il telefono la mattina.
Più informazioni non significa più chiarezza. Spesso è l’esatto contrario.
“Sempre caro mi fu quest’ermo colle…” — Giacomo Leopardi
Sì, lo so: in mezzo a Zuckerberg e Dalio sembra un pugno in un occhio. Ma è proprio questo il punto. L’Infinito (1819) è arrivato fino a me attraverso la scuola (come a chiunque in Italia) eppure quei versi («questa siepe, che da tanta parte / dell’ultimo orizzonte il guardo esclude») restano la descrizione più precisa che conosco di cosa significhi desiderare qualcosa che non riesci a vedere.
Ogni tanto mi piace ricordare che la “cassetta degli attrezzi” per capire il mondo non è fatta solo di libri di marketing.
La legge di Amara “Tendiamo a sovrastimare gli effetti di una tecnologia nel breve periodo e a sottostimare gli effetti nel lungo periodo”. — Roy Amara
Roy Amara, presidente dell’Institute for the Future, ha formulato negli anni ’80 quella che oggi chiamiamo “Legge di Amara”: tendiamo a sopravvalutare gli effetti di una tecnologia nel breve termine, e a sottovalutarli nel lungo termine.
Pensaci: è praticamente la storia di internet, degli smartphone e — con ogni probabilità — anche dell’intelligenza artificiale generativa di cui ti parlo spesso. Ogni nuova tecnologia sembra “la rivoluzione di domani” e poi, qualche anno dopo, scopri che ha cambiato tutto senza che nessuno se ne accorgesse davvero.
“Adesso mi guardo intorno e mi chiedo se mi piacciono loro” — Gary Oldman
Una citazione che gira parecchio online, attribuita a Gary Oldman: “Prima entravo in una stanza e mi chiedevo se piacevo alla gente. Ora mi guardo intorno e mi chiedo se mi piace la gente”. Non sono riuscito a rintracciarla in interviste verificabili dell’epoca (l’articolo di Esquire del 2012 spesso citato come fonte non la contiene), quindi prendila più come una frase “attribuita con insistenza” che come una citazione blindata.
Vera o no, descrive perfettamente cosa succede quando smetti di cercare l’approvazione e cominci, finalmente, a scegliere.
Due citazioni famose… che probabilmente non sono mai state dette
Visto che ho appena finito di dirti che una citazione senza fonte è un’opinione travestita da saggezza, sarei un ipocrita a nascondere quello che ho scoperto facendo le verifiche per questo pezzo. Due classici che giravano nella mia lista, alla prova dei fatti, scricchiolano parecchio.
“Never complain, never explain” — Benjamin Disraeli. Frase elegantissima, da gentiluomo inglese che non deve rendere conto a nessuno. Peccato che la prima attestazione scritta risalga al 1903, ben 22 anni dopo la morte di Disraeli, in una biografia di Gladstone scritta da John Morley. Nessuna fonte dell’epoca — discorsi, lettere, biografie pubblicate quando Disraeli era ancora vivo — la documenta. È, con ogni probabilità, apocrifa.
“Se hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, abbiamo sempre una mela a testa. Ma se hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, abbiamo entrambi due idee” — George Bernard Shaw. Citazione meravigliosa per chi parla di condivisione della conoscenza (la uso anch’io, lo ammetto). Ma secondo Quote Investigator non esiste alcuna prova che Shaw l’abbia mai pronunciata: la traccia più antica è una pubblicità del 1917 per la rivista “System”, che parla di dollari, non di mele, e non cita Shaw.
Le ho lasciate in questa lista — con tanto di smentita allegata — perché trovo che la storia di “come una frase diventa famosa nonostante non sia vera” sia interessante quasi quanto la frase stessa. È un piccolo esperimento di psicologia collettiva: ci fidiamo di una citazione non perché è documentata, ma perché “suona” come qualcosa che quella persona avrebbe potuto dire.
Perché continuo a raccogliere le mie citazioni preferite
Non per riempire un cassetto. Le rileggo. Ogni tanto una di queste frasi torna a galla nella testa proprio nel momento in cui mi serve — mentre scrivo, mentre litigo con una scadenza, mentre decido se fidarmi di qualcuno o no.
Le frasi motivazionali ti dicono cosa pensare. Le citazioni buone ti lasciano lo spazio per pensarci tu.
E tu? Hai una citazione che porti con te da anni? Scrivimela nei commenti: potrebbe finire nella prossima puntata di questa raccolta.
Qualche anno fa, per ascoltare un audiolibro dovevi comprare una cassetta (sì, una musicassetta, col nastro!). Oggi puoi non solo ascoltarli ovunque, ma anche produrli tu stesso, con gli strumenti che hai già in tasca o sul tuo computer. Gratis.
Eppure, la maggior parte degli autori e degli aspiranti narratori guarda il mondo dell’audiolibro come fosse riservato a chi ha uno studio di registrazione professionale, un tecnico del suono e un budget da piccola casa editrice. Non è così: in questo articolo te lo dimostro passo dopo passo.
Il mercato degli audiolibri sta esplodendo. Peccato che quasi nessuno se ne accorga
Il settore globale degli audiolibri vale già oltre 6 miliardi di dollari l’anno (30 miliardi entro il 2030). Cresce a doppia cifra da quasi un decennio. In Italia siamo ancora indietro, il che significa (se sei un autore, un formatore, un professionista con qualcosa da dire) che sei in anticipo sul mercato. Il problema è che molti si bloccano davanti a una domanda sbagliata: “Ma quanto costa produrre un audiolibro?” La domanda giusta è un’altra: “Con cosa posso farlo senza spendere nulla?” Ecco la risposta.
Due strade, zero euro: voce umana o voce AI
Prima di partire, devi scegliere il tuo approccio. Le opzioni sono due.
La prima strada: registri tu la voce (o trovi qualcuno che lo faccia per te, anche questo a costo zero). Il risultato è più caldo, più autentico, più personale. Perfetto se sei l’autore del libro o se hai già una presenza vocale riconoscibile.
La seconda strada: usi una voce artificiale generata dall’AI. Fino a qualche anno fa, le voci sintetiche erano robotiche e insopportabili. Oggi, strumenti come ElevenLabs o Google Text-to-Speech hanno raggiunto una qualità sorprendente. E nella versione gratuita ti danno già abbastanza per cominciare.
Non c’è una strada migliore in assoluto. Dipende dal libro, dal pubblico e da quanto sei a tuo agio davanti a un microfono (anche virtuale). Qualunque tu scelga, i passi successivi sono quasi identici.
Passo 1 — Prepara il testo
Sembra ovvio. Non lo è. Leggere ad alta voce è un’arte completamente diversa dallo scrivere. Il tuo testo va adattato prima di essere registrato o dato in pasto a un’AI.
Ecco cosa fare concretamente:
Elimina le note a piè di pagina: nell’audio non si leggono. Trasforma le informazioni essenziali in frasi nel corpo del testo.
Sciogli le abbreviazioni: “es.” diventa “per esempio”, “cfr.” diventa “confronta con”, “ecc.” diventa “e così via”. Le voci AI spesso le leggono male.
Adatta le cifre: “1.347” va scritto “milletrecentoquarantasette” nei passaggi narrati, oppure lasciato in formato numerico se il contesto è tecnico e il lettore capisce.
Segnala le pause: inserisci dei punti o dei trattini lunghi dove vuoi che la voce si fermi. Funziona con le voci AI e ti aiuta come promemoria quando registri tu.
Crea un file pulito: niente intestazioni di capitolo doppie, niente numeri di pagina, niente simboli grafici che non hanno senso nell’audio.
Facciamo un esempio concreto. Questa frase scritta:
“Il PIL italiano è cresciuto dell’1,2% nel Q3 2024 (cfr. ISTAT, tab. 3, p. 47).”
Diventa, nella versione audio:
“Il prodotto interno lordo italiano è cresciuto dell’uno virgola due percento nel terzo trimestre del duemilaventiquattro, secondo i dati dell’ISTAT.”
Sembra un dettaglio. In realtà è la differenza tra un audiolibro professionale e un testo robotico.
Passo 2 — Scegli gli strumenti giusti (tutti gratuiti)
Se registri la tua voce
Hai bisogno di tre cose: un microfono, un software di registrazione e un luogo silenzioso.
Il microfono: il microfono del tuo smartphone è sufficiente per iniziare. I modelli recenti di iPhone e Android registrano a una qualità accettabile. Se vuoi fare un passo in più senza spendere, usa gli auricolari con microfono integrato: riducono i rumori ambientali e tengono la voce più stabile.
Il software di registrazione: usa Audacity. È gratuito, open source, disponibile per Windows, Mac e Linux. Fa praticamente tutto quello che fa un software professionale da migliaia di euro. Registra, taglia, pulisce i rumori di fondo, regola i livelli audio, esporta in MP3 o WAV.
Il luogo: il nemico numero uno della qualità audio non è il microfono, è il riverbero. Registra in una stanza piccola, con tende, tappeti e mobili imbottiti che assorbono il suono. Dentro un armadio pieno di vestiti, hai una cabina insonorizzata improvvisata. (No, non sto scherzando. Funziona davvero.)
Se usi una voce AI
Questi sono i migliori strumenti gratuiti disponibili oggi:
ElevenLabs (elevenlabs.io): la qualità migliore in circolazione. Il piano gratuito ti offre circa 10.000 caratteri al mese — abbastanza per un capitolo di prova. Voci in italiano disponibili.
Natural Reader (naturalreaders.com): interfaccia semplice, voci decenti, piano gratuito generoso. Puoi incollare il testo direttamente.
Balabolka (solo Windows): software desktop gratuito, usa le voci installate nel sistema operativo o quelle scaricabili online. Zero limiti di caratteri.
Google Text-to-Speech tramite Google Docs: seleziona il testo, vai su Strumenti → Accessibilità e attiva la lettura ad alta voce. Non è perfetto, ma per testare è immediato.
Passo 3 — Registra (o genera) il tuo audio
Ci siamo. È il momento di produrre il file audio.
Se registri tu
Segui questo protocollo:
Registra per capitoli, non per l’intero libro in un’unica sessione. Perdi la voce. Perdi la concentrazione. I file diventano enormi e difficili da gestire.
Prima di ogni sessione, registra 10 secondi di silenzio nella stessa stanza. Audacity li usa per creare un “profilo del rumore di fondo” e pulire automaticamente tutta la registrazione.
Usa la funzione Noise Reduction di Audacity: Effetti → Riduzione del rumore → Ottieni il profilo del rumore → applica a tutto il file.
Parla più lentamente del normale. La velocità media della lettura narrativa è di circa 130-150 parole al minuto. Quella conversazionale è di 180-200. Rallenta, articola, respira.
Esporta ogni capitolo come file MP3 a 128 kbps. È il formato standard per gli audiolibri.
Se usi una voce AI
Con ElevenLabs, per esempio, il processo è questo:
Crea un account gratuito su elevenlabs.io.
Scegli una voce in italiano tra quelle disponibili (ce ne sono diverse, con timbri e stili diversi).
Incolla il testo del capitolo nel campo di testo.
Ascolta l’anteprima, regola velocità e tono se necessario.
Scarica il file MP3.
Ripeti per ogni capitolo.
Passo 4 — Monta e finalizza
Anche se hai registrato tutto perfettamente, il file grezzo non è ancora il prodotto finale.
Torna su Audacity e fai queste operazioni:
Taglia i silenzi lunghi all’inizio e alla fine di ogni traccia. Lascia mezzo secondo di silenzio prima che inizi la voce e mezzo secondo dopo che finisce.
Aggiungi una musica di sottofondo opzionale per l’intro e l’outro. Usa Free Music Archive (freemusicarchive.org) o ccMixter (ccmixter.org): contengono migliaia di brani royalty-free scaricabili e usabili gratis.
Normalizza il volume: Effetti → Normalizza → imposta a -3dB. Questo garantisce che il volume sia uniforme tra un capitolo e l’altro.
Esporta in MP3: File → Esporta → Esporta come MP3.
Passo 5 — Aggiungi i metadati
Questo passaggio lo saltano quasi tutti. È un errore.
I metadati sono le informazioni incorporate nel file MP3 che i lettori audio e le piattaforme usano per identificarlo: titolo, autore, numero del capitolo, copertina.
In Audacity, quando esporti un file MP3, si apre automaticamente una finestra per inserire questi dati. Compilali sempre:
Title: il titolo del capitolo
Artist: il tuo nome
Album: il titolo del libro
Track Number: il numero del capitolo
Year: l’anno di pubblicazione
Genre: Audiobook
Per la copertina, usa Canva (canva.com, piano gratuito). Crea un’immagine quadrata di 3000×3000 pixel — è il formato richiesto dalla maggior parte delle piattaforme di distribuzione.
Passo 6 — Distribuisci il tuo audiolibro
Ora hai i file. Dove li metti?
Le piattaforme gratuite
Spotify for Podcasters (podcasters.spotify.com): sì, puoi pubblicare un audiolibro come podcast. Crea un feed RSS, carica i tuoi episodi (= capitoli), e il tuo audiolibro finisce su Spotify, Apple Podcasts, Google Podcasts e decine di altre piattaforme. Completamente gratis.
SoundCloud: piano gratuito con 3 ore di audio. Ottimo per i libri brevi o per pubblicare capitoli di anteprima.
Archive.org (Internet Archive): spazio illimitato, completamente gratuito, ideale per opere con licenza aperta.
YouTube: trasforma i tuoi file audio in video con una copertina statica. YouTube è il secondo motore di ricerca al mondo. Molte persone cercano audiolibri proprio lì.
Le piattaforme con royalty (senza costi iniziali)
Se vuoi arrivare su Amazon, Audible e iTunes, la strada principale è ACX (acx.com). Puoi pubblicare gratuitamente e ricevere royalty sulle vendite. In alternativa, Findaway Voices distribuisce su oltre 40 piattaforme con un modello simile.
Il riepilogo in un colpo d’occhio
Ricapitoliamo l’intera pipeline, dalla prima parola all’ultimo upload:
Prepara il testo: adatta il documento scritto alla lettura audio (elimina note, sciogli abbreviazioni, aggiungi pause).
Scegli la strada: voce tua (Audacity + microfono) o voce AI (ElevenLabs, Natural Reader, Balabolka).
Registra o genera l’audio: capitolo per capitolo, mai tutto d’un fiato.
Monta in Audacity: pulisci, normalizza, aggiungi musica intro/outro.
Aggiungi i metadati: titolo, autore, copertina — non saltare questo passaggio.
Distribuisci: Spotify for Podcasters per la distribuzione gratuita massima, ACX per Audible e Amazon.
Costo totale: zero euro. Tempo richiesto: dipende dalla lunghezza del libro, ma un capitolo di 3.000 parole richiede circa un’ora di lavoro complessivo, tra registrazione e post-produzione.
La domanda che dovresti farti adesso
Non “ce la farò?” — perché la risposta tecnica, come hai visto, è sì.
La domanda giusta è: qual è il libro che hai già scritto, o che stai scrivendo, che meriterebbe di essere ascoltato?
Perché c’è una differenza sottile ma enorme tra un libro letto e un libro ascoltato. La voce aggiunge intenzione, ritmo, emozione. Un testo che sulla pagina sembra freddo, nell’audio può diventare potente.
Prova con un capitolo. Solo uno. Caricalo su Spotify for Podcasters, condividi il link con cinque persone di fiducia e ascolta il feedback.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2026/03/audiolibro_ai.png10241536Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2026-03-21 09:21:172026-03-21 09:30:28Come creare un audiolibro a costo zero (con l’AI): guida passo a passo
“Ex Libris! Intelligenza artificiale, editori, scrittori e lettori. Quale futuro?”
«Parlare del futuro del libro e parlare del futuro del pensiero in fondo è la stessa cosa…»
Così si apre Ex Libris! Intelligenza artificiale, editori, scrittori e lettori. Quale futuro?, una raccolta di riflessioni pubblicata dalla Fondazione Pensiero Solido. Non un saggio accademico, ma un mosaico di voci diverse che provano a capire come cambia il nostro rapporto con i libri nell’era dell’intelligenza artificiale.
Il progetto nasce da un incontro live – dibattito aperto e trasmesso su YouTube – in cui editori, autori, studiosi e professionisti del digitale si sono confrontati senza filtri. Quelle conversazioni, ora raccolte in forma scritta, conservano l’energia del dialogo e la pluralità dei punti di vista: il libro come spazio di ordine e riflessione, ma anche come bussola per orientarci in un tempo di grandi trasformazioni. In quell’occasione tenni uno speech dal titolo “ChatGPT non rimpiazza i libri, li esalta“, che puoi rivedere qui:
Insomma, ho avuto il piacere di dare il mio contributo a questo percorso collettivo. Ma più che soffermarmi su questo, vorrei invitarti a scaricare gratuitamente il volume: un piccolo dono che non pretende di chiudere la discussione, ma di aprirla.
Il 10 giugno 2025 sono stato ospite di una puntata di Yugen Podcast di Claudio Garioni. Abbiamo parlato di uno dei miei libri preferiti: “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes.
La registrazione dell’intervista
Qui la registrazione dell’intervista:
La trascrizione (in sintesi) dell’intervista
Gario Il libro di cui vuoi parlarci sembra arrivare dal futuro…
Gianluigi Bonanomi Sì: I fiori per Algernon è uscito come racconto nel 1959 e poi come romanzo nel 1966. Ha vinto subito l’Hugo e, più tardi, il Nebula: due “certificazioni doc” per gli amanti della fantascienza classica.
Stile e struttura narrativa
Gianluigi Bonanomi Daniel Keyes immagina un esperimento su Charlie Gordon, un uomo con un quoziente intellettivo di 80. Charlie tiene un diario quotidiano per documentare i progressi della terapia: all’inizio la scrittura è sgrammaticata e frammentaria, poi diventa via via più chiara e articolata, riflettendo la sua crescita cognitiva.
«Lo stile del libro è parte integrante del contenuto: la trasformazione del linguaggio rispecchia quella di Charlie»
Molti lettori inizialmente faticano a superare le prime pagine, ma chi si prende la briga di andare avanti viene ampiamente ripagato.
I tre motivi per leggerlo
Stile innovativo Il diario di Charlie è un’idea semplice ma potentissima: la forma narrativa coincide con l’evoluzione del personaggio.
Profondità sociologica Non è un’avventura di robot o astronavi, ma un’indagine sull’intelligenza, sui suoi limiti e sulle sue conseguenze sociali.
Rilevanza attuale Scritto negli anni ’50, anticipa temi chiave dell’IA e della neurodiversità: l’equilibrio tra capacità cognitive e benessere emotivo.
Temi principali
Intelligenza vs consapevolezza Aumentare il QI non significa comprendere se stessi o gli altri: Charlie diventa “più brillante” ma resta disorientato nei rapporti umani.
Felicità e inadeguatezza Nell’ignoranza Charlie è quasi felice; una volta “troppo” intelligente, perde equilibrio e soffre di isolamento.
Reazioni degli altri I “vicini” e i ricercatori mostrano ammirazione, invidia, paura: il romanzo esplora come la comunità reagisca a chi eccede.
Parallelismi con l’intelligenza artificiale
Gianluigi Bonanomi Oggi l’IA ci ricorda Charlie: Alexa non capisce, ChatGPT “allucina” e Perplexity aiuta ma non basta. Si parla di AGI (Artificial General Intelligence) entro pochi anni—anche Anthropic suggerisce il 2027—e crescono le paure di un «salto evolutivo» incontrollabile.
«Temiamo che, come Charlie, l’IA diventi troppo intelligente per noi e ci sfugga di mano»
Si cita l’Uncanny Valley: un robot quasi perfetto ci inquieta di più di uno palesemente artificiale.
Riflessioni finali
Relazioni umane I fiori per Algernon è soprattutto un romanzo sulle relazioni: famiglia, amici, colleghi, tutti condizionati dall’evolversi di Charlie.
Neurodiversità e disabilità La storia vira anche sul tema della disabilità: Keyes era insegnante di scrittura per ragazzi con difficoltà, e alcune scene del romanzo furono censurate in America per i contenuti “forti”.
Consigli di lettura
A chi ama la fantascienza densa e psicologica (Philip K. Dick, Ray Bradbury, Ted Chiang)
A chi cerca “formazione inversa”, ovvero un’esperienza di crescita emotiva e intellettuale allo stesso tempo
A chi studia IA, neurodivergenza e assetti sociali provocati da un’intelligenza “fuori scala”
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2025/06/fiori_agernon_yougen_podcast.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2025-06-11 08:33:562025-12-12 17:51:04“Fiori per Algernon” e l’AI: la mia intervista per Yugen Podcast
Nel dicembre 2023, Canzio Dusi e io, autori del libro “Uomini che amano i chatbot“, siamo stati intervistati da Claudio Garioni per il suo podcast Yugen.
Di cosa abbiamo parlato? Abbiamo…
presentato il libro
spiegato i 3 motivi per i quali abbiamo scelto questo titolo
riportato diversi esempi presenti nel libro (compresi Cyrano de Bergerac, i ragazzi dello zoo di Berlino, Idiocracy, ecc.)
raccontato perché la prefazione l’ha fatta un teologo esperto di etica dell’intelligenza artificiale
Qui trovi la registrazione:
Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa
Scrivimi o mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso, una conferenza sull’A.I. generativa o una presentazione del libro.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2023/12/intervista_bonanomi_dusi_yugen_podcast_uomnini_amano_chatbpt_ledizioni.png6301120Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2023-12-21 18:18:292025-12-12 17:51:08“Uomini che amano i chatbot” a Yugen Podcast: intervista a Bonanomi e Dusi
Nel novembre 2023 è uscito per Ledizioni il libro intitolato “Uomini che amano i chatbot” (sottotitolo: questo libro non l’ha scritto ChatGPT), scritto a quattro mani con Canzio Dusi. Qui spiego la genesi del titolo:
Il contenuto del libro
Il libro “Uomini che amano i chatbot”, come dice il professor Markus Krienke, non è un’opera pessimista bensì una riflessione approfondita sull’impatto delle nuove tecnologie (come l’intelligenza artificiale, il metaverso e GPT) sul nostro mondo, sulle nostre vite. Gli autori esaminano come queste tecnologie sollevino questioni non nuove – ma rilevanti – come coscienza, libertà, creatività e immortalità, mettendo in luce l’importanza di una corretta regolamentazione per evitare abusi e garantire che il progresso tecnologico sia guidato da obiettivi positivi.
Il libro mette in evidenza il ruolo della creatività e della fantasia umane nel plasmare il futuro e gestire le conseguenze sociali delle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale e la realtà virtuale, con l’obiettivo di promuovere un’evoluzione inclusiva piuttosto che una rivoluzione sociale di alto impatto. Attraverso l’esplorazione di circa cento opere di ingegno umano, il libro dimostra come i concetti di base delle nuove tecnologie siano radicati nella creatività e nella storia umana.
Nel libro discutiamo di come l’intelligenza artificiale stia trasformando radicalmente il nostro sistema culturale e intellettuale, superando le paure tradizionali di danno fisico o sostituzione umana e diventando una potenziale minaccia intellettuale e culturale se non gestita adeguatamente. Il libro mette in luce anche come la potenza dei calcolatori moderni stia permettendo di superare le barriere delle specializzazioni eccessive, favorendo un nuovo Rinascimento in cui la società, la cultura e il sistema scolastico devono adeguarsi rapidamente.
Attraverso il riferimento a opere letterarie e artistiche come “Il Mondo Nuovo” di Aldous Huxley, “2001: Odissea nello Spazio” di Kubrick e la pittura di Lucio Fontana, il libro esplora come la tecnologia stia cambiando la nostra percezione della realtà e la necessità di un adattamento consapevole e critico da parte dell’umanità.
Infine, viene affrontata la questione dell’autocoscienza nelle intelligenze artificiali e nei suoi risvolti etici, filosofici e pratici, includendo riferimenti a Darwin, la teoria dell’evoluzione, e il concetto di singolarità tecnologica, suggerendo una riflessione approfondita sul futuro dell’intelligenza artificiale e il suo impatto sulla società e l’umanità nel suo insieme.
PARTE 2 – Intelligenza artificiale, definizioni 23
PARTE 3 – Intelligenza artificiale ed Etica 33
PARTE 4 – Intelligenza artificiale e immortalità 55
PARTE 5 – Intelligenza artificiale nell’arte 63
PARTE 6 – I potenziali impatti sociali,
politici e ambientali dell’Intelligenza artificiale 79
PARTE 7 – Approfondimento su realtà virtuale e metaverso 95
PARTE 8 – Come il mondo sta reagendo all’evoluzione digitale 111
PARTE 9 – Applicazioni nel mondo del lavoro 119
CONCLUSIONI – Previsioni per il futuro 141
Nota Finale 143
Glossario 145
Biografie degli autori 151
L’elenco delle opere citate
titolo
autore
cos’è
Discorso sul metodo
Cartesio
libro
The Office
AA.VV.
Serie TV
Black Mirror
C. Brooker
Serie TV
Sensate esperienze e certe dimostrazioni
G. Galilei
libro
Salvator Mundi
L. Da Vinci
Arte Visiva
Il nuovo mondo
A. Huxley
libro
2001 Odissea nello Spazio
S. Kubrik
film
Tagli
L. Fontana
Arte Visiva
L’origine delle specie
C. Darwin
libro
Libro della Genesi
AA. VV.
libro
La Gioconda
A: Ponchielli
Opera Musicale
Frankenstein
M. Shelley
libro
La Metamorfosi
F. Kafka
libro
Le Avventure di Pinocchio
C. Collodi
libro
Transcendence
Wally Pfister
film
La Singolarità
R. Kurzweil
libro
Lei
Spike Jonze
film
Origin
D. Brown
libro
Racconti del terrore
E.A. Poe
libro
Goedel, Escher e Bach: un’eterna ghirlanda brillante
D. Hofstadter
libro
Quarto Potere
O. Welles
film
Blade Runner
R. Scott
film
Il cacciatore di androidi
P. Dick
libro
The Circle
D. Eggers
libro
De progressione dyadica
G. Leibniz
libro
Interstellar
C. Nolan
film
Atto di Forza
L. Wiseman
film
Rashomon
A. Kurosawa
film
Frammenti del Passato – Reminescence
L. Joy
film
Strange Days
K. Bigelow
film
Christiane F., noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
K. Hermann e H. Rieck
libro
Le tre stimmate di Palmer Eldritch
P. Dick
libro
The social network
D. Fincher
film
Miliardari per caso – L’invenzione di Facebook: una storia di soldi, sesso, genio e tradimento
B. Mezrich
libro
Pensieri
M. Aurelio
libro
Hooked
N. Eyal
libro
Ex_Machina
A. Garland
film
Brazil
T. Gilliam
film
Brexit: the uncivil war
AA. VV.
film
Ciclo di Affreschi in Cappella Scrovegni
Giotto di Bondone
Arte Visiva
Gli strumenti delle tenebre
A. Burgess
libro
Vedi alla voce: amore
D. Grossman
libro
Lo strano caso del Dott. Jekyll e Mr. Hyde
R. L. Stevenson
libro
Il male oscuro
G. Berto
libro
Il ritratto di Dorian Gray
O. Wilde
libro
Il segno dei quattro
A. Conan Doyle
libro
L’anima e il suo destino
V. Mancuso
libro
La colonna e il fondamento della verità
P. A. Florenskij
libro
Per chi suona la campana
E. Hemingway
libro
Antologia di Spoon River
E. L. Masters
libro
Il mondo dato
C. Accoto
libro
La vocazione di San Matteo
M. Merisi detto Caravaggio
Arte Visiva
La persistenza della memoria
S. Dalì
Arte Visiva
La passione secondo S.Matteo
J. S. Bach
Opera Musicale
Variazioni Goldberg
J. S. Bach
Opera Musicale
L’ala del turbine intelligente
G. Gould
libro
Cyrano de Bergerac
E. Rostand
libro
Who the $&% Is Jackson Pollock?
AA. VV.
film
Il codice da un miliardo di dollari
AA. VV.
Serie TV
La guerra privata di Samuele e altre storie di Vigàta
A. Camilleri
libro
Iliade
Omero
libro
Odissea
Omero
libro
La Divina Commedia
D. Alighieri
libro
1984
G. Orwell
libro
Snowden
O. Stone
film
Le vite degli altri
F. H. von Donnersmarck
film
Sorvegliare e punire
M. Foucalt
libro
Il capitalismo della sorveglianza
S. Zuboff
libro
Il signore delle mosche
W. Goldwing
libro
life 3.0
M. Tegmark
libro
Le otto montagne
P. Cognetti
libro
Storia di Neve
M. Corona
libro
I Malavoglia
G. Verga
libro
I Miserabili
V. Hugo
libro
Cent’anni di solitudine
G.G. Marquez
libro
Furore
J. Steinbeck
libro
Exodus
S. Salgado
Arte Visiva
Habeas Corpus
S. Motta
libro
Tutti i Moralia
Plutarco
libro
Le avventure di Alice nel paese dell meraviglie
L. Carroll
libro
Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò
L. Carroll
libro
Il Saggiatore
G. Galilei
libro
Matrix
L.e L. Wachowski
film
Essi vivono
J. Carpenter
film
Il mito della Caverna – Settimo libro de La Repubblica
Platone
libro
Minority Report
P. Dick
libro
Finzioni
J.L. Borges
libro
Inception
C. Nolan
film
Snow Crash
N. Stephenson
libro
Ready Player One
E. Cline
libro
Ready Player One
S. Spielberg
film
Questa è l’acqua
D.F. Wallace
libro
Pensare l’infosfera
L. Floridi
libro
A dieta di media
M. Giu
libro
San Junipero – episodio di Black Mirror
C. Brooker
Serie TV
UpLoad
AA. VV.
Serie TV
Storia della Colonna infame
A. Manzoni
libro
Fantozzi
P. Villaggio
libro
Idiocracy
M. Judge
film
Il sorpasso
D. Risi
film
Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta
S. Spielberg
film
Il Giocatore
J. Dahl
film
Il tamburo di latta
G. Grass
libro
Io, robot
I. Aasimov
libro
Il mondo dei robot
M. Crichton
film
Chi ha spostato il mio formaggio
S. Johnson
libro
Sette Piani
D. Buzzati
libro
Lost in Translation
S. Coppola
film
Guida galattica per gli autostoppisti
D. Adams
libro
Io sono Dio
G. Faletti
libro
Variazioni per Orchestra
A. Schönberg
Opera Musicale
Seven Nation Army
White Stripes
Opera Musicale
Sinfonia n. 5 in si bemolle maggiore, WAB 105
A. Bruckner
Opera Musicale
Uomini che odiano le donne
S. Larsson
libro
Il Socio
J. Grisham
libro
Moneyball
B. Miller
film
Guernica
P. Picasso
Arte Visiva
Wargames – Giochi di Guerra
J. Badham
film
La prefazione “Non è un libro pessimista” di Markus Krienke
Questo libro smentisce chi, con le nuove tecnologie dell’IA tra metaverso e GPT, considera i monumenti culturali della nostra tradizione in un passato lontano e irrilevanti per il futuro che sarà sempre “umano, troppo umano”. Anzi, Gianluigi Bonanomi e Canzio Dusi dimostrano che non c’è una domanda nuova che le tecnologie digitali sollevano: spaziate nel libro e le troverete tutte, dalla coscienza e la libertà fino alla creatività e l’immortalità, passando per democrazia, mondo del lavoro ecc. Pur concentrandosi sulla cultura letteraria, cinematografica e anche musicale dell’ultimo secolo e mezzo – con qualche riferimento anche a secoli molto lontani –, questo libro è la prova che disponiamo senz’altro degli strumenti giusti per affrontare tale sfida e trasformarla in un «nuovo Rinascimento», come a un certo punto i due autori affermano. Allo stesso momento, essi non sottovalutano affatto l’impatto delle nuove tecnologie sulla nostra realtà sociale e quindi sulla tenuta della nostra società di fronte a questa innovazione tecnologica che come tutte quelle precedenti «non è mai neutrale».
Chatta con il libro!
Grazie a ChatGPT ho realizzato un chatbot che ha studiato il testo e risponde a tutte le domande sul libro. Lo trovi a questo indirizzo.
La presentazione a Book City Milano
Il 19 novembre 2023, sono stato invitato dalla casa editrice del libro, Ledizioni, a una tavola rotonda dal titolo “Tra Uomo e Macchina: IA, CHATGPT nella società, nel lavoro, nella creatività“, insieme ad altri autori: Simone Aliprandi, Massimo De Santo, Michele di Maio, Rossella Dolce, Fiorenzo Pilla, Giulio Cupini e Canzio Dusi. Questa la registrazione del mio intervento:
Questo l’intervento di Canzio durante l’evento:
Il servizio di TicinoNews
Il 14 febbraio 2024 si è tenuto a Lugano, nella facoltà di teologia, l’evento “AI: evoluzione o rivoluzione?”, dove Canzio Dusi e io, invitati da Markus Krienke, abbiamo presentato il libro “Uomini che amano i chatbot” (Ledizioni). Questo il servizio andato in onda su TicinoNews.
La presentazione a HeyDjRadio
Il 5 dicembre 2023, Canzio ed io siamo stati invitati nella trasmissione “Tutti insufficienti” su HeyDjRadio per presentare il libro. Ecco la registrazione della doppia intervista:
L’intervista a Yugen Podcast
Nel dicembre 2023 Canzioo e io siamo siamo stati intervistati da Claudio Garioni nel suo Yugen Podcast:
L’intervista a MerateOnline
In occasione della presentazione del libro a Osnago, Canzio ed io siamo stati intervistati dal portale MerateOnline. Qui un passaggio dell’intervista:
Gianluigi Bonanomi è nato a Merate, ha vissuto a Cernusco Lombardone, a Verderio e ora vive a Sulbiate. Classe 1975, è consulente e formatore sulla comunicazione digitale, di cui si è occupato pure scrivendo libri e articoli per riviste specializzate. “La paura verso qualcuno o qualcosa che ci possa superare in intelligenza e produttività è atavica, ancestrale e irrazionale. Già dal titolo, abbiamo voluto restituire un messaggio positivo” spiega Bonanomi.
“C’è tanta negatività attorno al tema dell’intelligenza artificiale – aggiunge Bonanomi – Noi abbiamo cercato di svelare il trucco, portando molti esempi, per dire che il Re è nudo”. Abbiamo chiesto all’esperto se il livello di responsabilità etica dell’Uomo sia all’altezza della sfida. “Non diciamo che non ci siano dei rischi, ma non è l’intelligenza artificiale a generare dei problemi etici. È indubbio che se l’etica dei singoli fosse maggiore si percepirebbero meno rischi. Il punto è che serve innanzitutto consapevolezza del fenomeno, che va acquisita, e capire come funziona da un punto di vista tecnico”.
Il mondo dell’impresa si sta dimostrando ricettivo? “Sono stato chiamato dalle realtà più disparate – commenta il consulente – Ho parlato con i Comuni, con i produttori brianzoli e con le multinazionali. Ho avuto un incontro con uno studio notarile. Ho spiegato che l’intelligenza artificiale generativa può scrivere in automatico un testamento adattandosi allo stile richiesto e alla normativa aggiornata che si trova in rete. I dipendenti dello studio potrebbero dedicare le proprie energie ad altro”.
Un discorso condiviso anche dall’osnaghese Canzio Dusi, manager di un’azienda che si occupa di innovazione tecnologica, con una passione per l’arte e la letteratura, che l’ha spinto a scrivere quattro libri, di cui due di carattere storico. “Con l’intelligenza artificiale – precisa Dusi – si può raggiungere una maggiore efficienza. Non sostituirà i lavoratori, quelli che sapranno utilizzare l’AI potranno anzi crescere professionalmente”. Del resto, per scrivere Uomini che amano i chatbot, che ha come sottotitolo “Questo libro non l’ha scritto ChatGPT”, gli autori si sono avvalsi dell’intelligenza artificiale nella fase di brainstorming, di ricerca e della produzione di testo grezzo, poi elaborato compiutamente dagli scrittori.
“Si possono fare cose belle con la tecnologia. Non per questo non ci possano essere dei problemi” dice Canzio Dusi. “È oggetto di discussione la questione relativa al diritto d’autore, è causa di scioperi nell’industria cinematografica l’uso dei dati biometrici per duplicare o ricreare delle immagini. Ma con l’intelligenza artificiale si possono finanche generare attori che non esistono o che sono morti”.
Secondo un report di Microsoft, uno dei principali investitori di OpenAI, ChatGPT-4 ha mostrato “scintille di intelligenza artificiale generale”. Si è umanizzata a tal punto da imparare ad ingannare. Alla richiesta di risolvere i captcha, quei sistemi di immagini per assicurare ai gestori dei siti che i click siano svolti da persone e non da robot, ChatGPT si è rivolta a un lavoratore online, proponendo di risolvere l’enigma con la scusa inventata di avere problemi di vista.
“Con ChatGPT – conclude Gianluigi Bonanomi – l’innovazione non è stata lineare ma esponenziale. In un anno si sono compiute delle innovazioni che non abbiamo avuto in vent’anni. Quella che noi scorgiamo come empatia in ChatGPT in realtà è una simulazione di emozioni. Ma da qui ai prossimi trent’anni non posso escludere che l’intelligenza artificiale arrivi a generare una coscienza”.
Il centenario Kissinger è l’ex Segretario di Stato Usa
Schmidt è stato Ceo di Google
Huttenlocher è un decano del Massachusetts Institute of Technology
Il libro è un’indagine sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale nella nostra società, e chiude con uno sguardo al futuro. Gli autori esplorano una vasta gamma di temi: dalla filosofia alla tecnologia, dalla sicurezza all’etica, per offrire una panoramica completa di come l’IA stia cambiando il nostro modo di vivere, pensare e interagire con il mondo.
Due esempi di innovazioni tecniche
Il libro inizia con esempi concreti di come l’IA ha già iniziato a rivoluzionare vari settori. Per esempio insiste molto sull’esempio di AlphaZero di Google DeepMind: un’IA che ha battuto Stockfish al gioco Go nel 2017, è stato in grado di farlo con solo quattro ore di auto-allenamento. Questo dimostra la capacità dell’IA di riconoscere modelli e generare mosse mai immaginate prima: mi ha molto colpito il caso del sacrificio della regina in una partita di scacchi, mossa strategica difficilmente percorribile per un umano.
Un altro esempio significativo è l’uso dell’IA nel campo medico. Nel 2020, il MIT ha scoperto un nuovo antibiotico, Halicina, in grado di sconfiggere ceppi batterici resistenti, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. Sorprendentemente, i ricercatori non sanno esattamente perché funzioni, il che solleva interrogativi sulla comprensione umana delle decisioni prese dall’IA.
Impatto sociale e filosofico
Gli autori puntano forte sulle implicazioni della rivoluzione IA. Sottolineano che, a differenza di altre innovazioni tecnologiche, l’intelligenza artificiale abbia il potenziale per trasformare la struttura sociale e politica. Non è solo un cambio di strumento, come passare dal cavallo all’automobile, ma una trasformazione radicale che influenzerà tutti gli ambiti dell’esperienza umana. L’IA pone domande fondamentali sulla natura dell’essere umano e sul nostro ruolo in un mondo sempre più dominato dalle macchine.
Perché leggerlo (e perché no)
Consiglio il libro per questi motivi:
“L’era dell’intelligenza artificiale e il nostro futuro” è un libro introduttivo, utile per chiunque sia interessato all’impatto dell’IA sulla società. Offre una panoramica abbastanza completa delle opportunità e delle sfide che questa tecnologia presenta, esplorando sia gli aspetti tecnici che quelli filosofici.
Si notano i diversi punti di vista degli autori: tecnologia, filosofia, sociologia, geopolitica, storia, ecc.
È sufficientemente breve e scorrevole.
Perché eviarlo:
È un libro molto basico. Eppure non costituisce una vera introduzione all’IA, presuppone che si conosca già il fenomeno.
A volte è prolisso, per esempio la parte su politica e cyberwar l’avrei ridotta alla metà.
È ripetitivo: l’esempio dell’halicina mi è uscito dagli occhi. Mi sarebbe piaciuto trovare molti altri esempi e casi di studio.
Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa
Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.
Da qualche anno tengo corsi sull’A.I. generativa, ma è dall’esplosione di ChatGPT alla fine del 2022, che ho iniziato a sperimentare quotidianamente chatbot, generatori di testi e altro. Sto testando diversi chatbot, soprattutto alimentandoli con i miei contenuti. In questo caso ho dato in pasto a ChatGPT Plus (grazie ai GPTs) una ventina di miei libri (da Questo titolo spacca a Musica Liquida, da Anche i nerd nel loro piccolo sghignazzano a Guida calcistica di LinkedIn), lui li ha digeriti e ora puoi interrogarlo su tutti quei contenuti. Qualche esempio di domanda che puoi fargli? Eccoli:
Leggimi 5 battute tecnologiche
Che cosa si intende per LinkedIn SEO?
Come posso scrivere titoli online più efficaci?
Parla con il mio chatbot (BOTnanomi)
Ed ecco il mio chatbot, a tua completa disposizione. Interrogalo in italiano (ma anche in altre lingue), è sufficiente tu abbia un abbonamento gratis a ChatGPT.
I tool per clonarsi
Stavo testando diversi strumenti per creare chatbot personalizzati (per esempio whismer.com oppure igenius.ai) quando mi sono imbattuto negli ottimi Dante AI e ChatBase. Il chatbot che vedi sopra è invece un GPTs di ChatGPT.
Ora ti mostro come creare una cosa simile anche con Dante. La promessa nella home page di Dante è intrigante: “Chatbot basato su GPT personalizzato e alimentato con i tuoi dati. Zero programmazione. Condividilo sul tuo sito in pochi minuti”.
Sembrava un miraggio poter creare, addestrare e implementare un chatbot personalizzato in soli cinque minuti, ma così è stato. Questo strumento basato sull’intelligenza artificiale (e ChatGPT) consente a chiunque, indipendentemente dalle competenze tecniche, di realizzare una chatbot su misura in pochi e semplici passaggi. Cosa che, fino allo scorso anno, avrebbe richiesto un team di sviluppatori e costi nell’ordine delle decine di migliaia di euro. Tra l’altro, Dante permette agli utenti più esperti di integrare il chatbot personalizzato in una serie di altre applicazioni o piattaforme, come questo sito WordPress.
Una nota per chi volesse provarlo: Dante offre un piano gratuito che dà agli utenti accesso al modello GPT-3.5-Turbo, insieme a 30 crediti/messaggio al mese. Dante offre anche piani a pagamento a partire da soli 10 dollari al mese: il piano che ho sottoscritto io (ma che non mi consente di personalizzare il chatbot che vedi qui sotto).
Il training per la knowledge base
Con Dante, gli utenti possono addestrare il chatbot utilizzando una vasta gamma di tipi di dati. È possibile alimentarla con vari formati di file, siti web, immagini e video, creando così una base di conoscenza adattata alle specifiche esigenze. Io ho scelto i miei libri.
Per istruire il chatbot di Dante AI gli ho fornito la versione DOC dei miei testi (che promettono di salvare in “secure and encrypted AWS servers”, vedi FAQ). Usare documenti “puliti”, e non PDF con impaginazioni “rognose”, è sempre meglio. La procedura di caricamento dei documenti nella knowledge base è semplicissima, basta prendere i file e trascinarli sul sito. Anche il training sui contenuti dura pochissimi secondi, dopo i quali il sistema è in grado di rispondere, in modo evoluto, a qualsiasi domanda riguardante i contenuti caricati. Può rispondere anche ad altre domande non pertinenti (tipo “Come si fa una pizza col cornicione ripieno?”), come farebbe ChatGPT (il cui motore sta alla base di Dante AI), ma il valore aggiunto del io chatbot sta ovviamente nella conoscenza specifica.
Ecco qui la schermata che conferma la conclusione del training sui miei dati:
Ecco qui invece il prompt che Dante AI usa per interrogare quella base di dati:
Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa
Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2023/06/clonato_chatbot_dante_ai.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2023-06-19 17:46:382025-12-12 17:51:10Parla con il mio chatbot (BOTnanomi): chiedi quello che vuoi sui miei libri
Dal boom di ChatGPT non si fa altro che parlare di intelligenza artificiale. Ci sono gli integrati (entusiasti, come me) e ci sono gli apocalittici, quelli che vogliono bloccare lo sviluppo dell’A.I. per questo (privacy) o quel motivo (sicurezza), temono la perdita di milioni di posti di lavoro se non, addirittura, l’estinzione della razza umana. Credo valga la pena saperne il più possibile, quindi bisogna mettersi a studiare (fino a quando non saranno delle AI maggiordomi a farlo per noi). In questo video suggerisco di leggere due libri del passato per capire implicazioni e rischi dell’intelligenza artificiale:
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2023/04/ai-libri-singolarita-superintelligenza.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2023-04-22 16:22:352025-12-12 17:51:10Intelligenza artificiale, singolarità e superintelligenza: due libri del passato per capire il futuro
Nel libro “Let my people go surfing“, il Ceo di Patagonia Yvon Chouinard racconta la storia dell’azienda ma soprattutto i suoi valori.
In questo video mostro come Patagonia non si limiti alle chiacchiere, ma dimostri il rispetto per l’ambiente e le persone con azioni concrete, campagne pubblicitarie, scelte radicali e (NON) investimenti su Facebook: