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Il marketing, come qualsiasi disciplina umana, ha delle regole. Discutibili, “deperibili”, forzate se volete, ma delle regole ci sono. Prendete per esempio le 22 immutabili leggi del marketing di Al Ries e Jack Trout: è vero che si tratta di un testo con le rughe, ma alcune verità possono essere riconosciute ancora come attuali. La mia sfida, qui, è quella di applicare alcune di quelle leggi (cinque o sei su 22) alla ricerca del lavoro, come se il prodotto o servizio da piazzare sul mercato fossi tu.

  1. La legge della leadership e della categoria

Questa legge è per molti spiazzante: è preferibile essere i primi e non i migliori. Eppure molti continuano a puntare sulla qualità del prodotto, sul confronto con i competitor, sul benchmarking e non sul posizionamento – parola per me chiave. Per dire: chi si ricorda il nome del secondo aviatore che ha fatto la traversata dell’Atlantico?

Come tradurre questo in campo lavorativo? Se non puoi essere il primo di una categoria, inventatene una nuova in cui diventarlo. Nel 1934 Joseph Lamberth pubblicò il primo libro sul cake design e creò un metodo, che si chiama “metodo Lamberth”.

  1. La legge della focalizzazione 

L’essenza del marketing è restringere la focalizzazione: non puoi rappresentare una cosa specifica se insegui tutto. C’è un vecchio modo di dire inglese che recita: “Jack of all trades and master of none”, che si può tradurre con “esperto di tutto, maestro di niente”. Sempre più persone invece perdono la focalizzazione e disperdono le energie su più fronti, tanto che la studiosa canadese Emilie Wapnick ha coniato il termine “multipotenziale” proprio per indicare una persona con molti interessi e occupazioni creative. È una persona che posta di fronte alla domanda: “Che cosa vuoi fare da grande?”, prova disagio. È una persona che si appassiona per un periodo a una determinata attività, illudendosi per un momento di aver trovato la propria vocazione, fin quando la parabola si consuma e la noia sopraggiunge. Puoi guardare la conferenza Ted di Emilie e questo indirizzo: bit.ly/Wapnick.

  1. Legge del sacrificio

Questa legge si lega alla precedente: bisogna rinunciare a qualcosa per ottenere qualcosa. Il mondo del lavoro, così come quello degli affari, è popolato da grandi generalisti altamente diversificati e piccoli specialisti estremamente focalizzati. Il generalista di solito è debole, la nicchia spesso vince. Parliamo anche di mercato: chi l’ha detto che devi risultare interessante per tutti? Coca-cola stravinceva e allora Pepsi si è concentrata sui giovani: si parlava infatti di Pepsi generation.

  1. La legge della sincerità

Se ammetti una qualità negativa, il cliente potenziale ne riconoscerà una positiva. Ammettere un problema va contro la natura umana e aziendale. Uno dei modi più efficaci per entrare nella testa del cliente potenziale è invece ammettere un fatto negativo e trasformarlo in qualcosa di positivo. Avis, per esempio, era la numero due nel mercato del noleggio auto. L’ha ammesso e ha trasformato questo handicap in un punto di forza: è vero, siamo in numeri due ma proprio per questo ci metteremo ancora più impegno.

 

  1. La legge dell’imprevedibilità.

Non è possibile prevedere il futuro, ma occorre farsi un’idea di quali saranno le tendenze del mercato, in modo da trarre profitto dal cambiamento. Altro errore è pensare che il futuro sarà una replica del presente. La soluzione per gestire l’imprevedibilità? La flessibilità e la formazione continua: lavori che oggi paiono ormai consolidata, come il social media manager e il brand reputation manager, dieci anni fa non esistevano e, chissà, fra dieci anni non esisteranno più.

EXTRA La legge del fallimento. Il fallimento va messo in conto, va accettato. E, all’americana, va visto come un’opportunità.

Puoi acquistare il libro di Al Ries e Jack Trout qui:

In questa pagina raccolgo alcuni dei titoli che ho citato nel libro “Non mi piace – Il contromanuale di Facebook”.

1) Ippolita – Nell’acquario di Facebook

2) Paolo Magrassi – La good-enough society. Sopravvivere in un mondo quasi ottimo

3) Zygmunt Bauman – Modernità liquida

4) Sherry Turkle – La vita sullo schermo

5) Cory Doctorow – Down and Out in the Magic Kingdom

6) Johnny Long – L’hacker della porta accanto

7) Maura Franchi e Augusto Schianchi – Scegliere ai tempi di Facebook

8) Riccardo Scandellari – Fai di te stesso un brand

9) Reynaert e Brocvielle – Il kit del 21° secolo

10) Chiara Cini – Facebook per tutti. Guida per divertirsi in sicurezza

Questo pratico libro (117 pagine, 9,90 euro), edito da “Editrice bibliografica” (collana I libri di Wuz) e scritto dalla blogger di CriticaLetteraria Claudia Consoli, rappresenta un ottimo strumento per comprendere il rapporto libri-Internet. Partendo dai soggetti che proficuamente possono sbarcare sul Web (non solo autori e lettori: anche editori, bibliotecari, librai e lit blogger), si analizzano tutti gli strumenti e le opportunità di interazione, social compresi. E non solo quelli verticali come aNobii e Zazie: Twitter per parlare coi fan, Instagram per svelare i dietro le quinte degli eventi, Facebook e Pinterest per far circolare immagini e citazioni, YouTube per far sì che i protagonisti del mondo letterario ci mettano la faccia.
Non mancano le “best practice”: dai tweet letterari di @twitteratura alle strategie social di Penguin, dai video de “La stanza dell’editor” di Mondadori alla pagina Facebook di Libreriamo. Completano il libro molte interviste interessanti (per esempio Libreria Open di Milano (ci sono stato: davvero un bel posto!), BookRepublic e ISBN Edizioni). Non mancano le sorprese: ammetto che non conoscevo l’app Hi (per creare una mappatura narrativa del mondo) e Whims (l’Insagram delle parole).
Buona lettura, in tutti i sensi.

Compralo su Amazon:

Nel corso di questi anni ho letto e recensito moltissimi libri ed eBook a tema tecnologico. Ho deciso di selezionare i dieci, saggi e manuali, che secondo me non dovrebbero mancare nella libreria di chi vuol comprendere la tecnologia e i suoi più recenti sviluppi, anche in ambito business.

1. La coda lunga – Chris Anderson
Il libro che spiega come cambiano i mercati con l’esplosione del digitale.

2. La quarta rivoluzione – Gino Roncaglia
Per chi vuole capire il fenomeno eBook.

3. Fai di te stesso un brand – Riccardo Scandellari
Tutti – non solo chi lavora in Rete – devono comprendere che cos’è il personal branding.

4. Steve Jobs – Walter Isaacson
La biografia autorizzata del fondatore di Apple, una (controversa) leggenda del nostro tempo. Evitate pure il film.

5. Manuale del buonsenso in Rete – Alessandra Farabegoli
Fare business senza usare la Rete non è più possibile.

6. La fisica del futuro – Michio Kaku
Guardare al futuro per capire il presente. Testo interessantissimo.

7. L’estinzione dei tecnosauri – Nicola Nosengo
Una carrellata degli oggetti non più in uso perché obsoleti. Quali saranno i prossimi?

8. Le nuove professioni del Web – Giulio Xhaet
Quali saranno i mestieri che faremo nel prossimo futuro?

9. Social Media ROI – Vincenzo Cosenza
L’importanza dei social media nel business.

10. Upgrade your life – Gina Trapani
Tanti piccolo e grandi trucchi per migliorare la propria vita digitale.

Questa lista, come tutte le liste, è ovviamente parziale. Quali altri libri aggiungereste?

Ecoista

A settembre uscirà il mio prossimo libro: “Non mi piace – Il contromanuale di Facebook” per Ledizioni – LediPublishing. Ne ho anticipato alcuni temi (soprattutto che cosa NON fare su Facebook) in una chiacchierata con il sito Ecoista.it. Scarica le tre interviste in un unico PDF.

In questa pagina trovi l’elenco dei 10 (e più) libri che mi hanno cambiato la vita. È doverosa una precisazione: non sono i più belli (praticamente non trovi romanzi), anzi: sono quei testi che hanno avuto un reale impatto, per esempio perché hanno ispirato la mia tesi o mie iniziative professionali, o mi hanno fatto cambiare idea o, per essere pomposi, hanno dato un senso alla mia vita. Insieme al titolo trovi anche la motivazione della scelta.

Qui trovi il video dove ci metto la faccia e motivo le mie scelte:

Ultima nota: le cover, per i testi stranieri, sono delle edizioni originali, ma il link Amazon è della versione italiana. Buona lista!

1) Come trattare gli altri e farseli amici – Daniel Carnegie

Come può un libro del 1936 essere ancora un best seller? Quando l’ho letto, l’ho capito subito: perché andrebbe fatto leggere in tutte le scuole (avrei voluto leggerlo anche io vent’anni prima).

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2) Il deserto dei tartari – Dino Buzzati

Perché se lo leggi a 20 anni, poi ti dai una mossa. A me è successo.
Uno dei guru inseriti in questa particolare lista,
 Nassim Nicholas Taleb, ha scritto riguardo a questo libro:

“Deserto dei tartari” di Dino Buzzati è il libro più significativo che io conosca. Nessun altro libro ha mai avuto su di me lo stesso effetto, e non avrei mai potuto immaginare allora (quattrodicenne) che avrei poi trascorso, come Giovanni Drogo, la mia vita professionale affascinato dall’evento casuale che avrebbe giustificato a posteriori tutta la mia esistenza. Per me l’invasione dei tartari assume la forma del Cigno nero, l’evento estremamente raro che nessuno si aspetta, ma che io ho atteso ogni giorno.

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3) La vita quotidiana come rappresentazione – Erving Goffman

Perché ha ispirato la tesi di laurea (in download libero qui). Altrettanto importanti per la mia tesi sono stati i libri di Sherry Turkle (The second self), Marc Augé (I nonluoghi) e Howard Rheingold (Le comunità virtuali).

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4) Manuale di organizzazione per gente disorganizzata – Douglas C. Merrill

Perché, seppur brutto, ha ispirato “Vivere nella nuvola” ed è stato il primo libro che anni fa presentai in TV :

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PS: Questo libro di Merrill ha vinto il ballottaggio con un testo molto interessante: “Partire dal perché” di Sinek. In dubbio se leggere uno o l’altro? Tutta la vita quello di Sinek!

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5) Il nome della rosa – Umberto Eco

Perché ha innescato la dipendenza da romanzi storici. Ma di Eco potrei citare un’altra mezza dozzina di testi.

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6) La svastica sul sole – Philip K. Dick

Dopo un’adolescenza devastata dai robottoni dei cartoni giapponesi, incontrare un vero romanzo di fantascienza – o meglio ucronico – mi sconvolse. Da lì iniziai a leggere tutto Dick e, a ruota, sono venuti poi Asimov, Crichton, Clarke, Heinlein e compagnia scrivente.

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7) Il gene egoista – Richard Dawkins

Perché anche gli atei hanno la propria bibbia.

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8) Il business diverte – Richard Branson

Nel momento in cui stavo per abbandonare la vita del dipendente e abbracciare (stretta mortale?) la partita IVA, mi è capitato tra le mani questo libro sulla storia del fondatore di Virgin (e di mille attività imprenditoriali). Non la migliore biografia mai letta (figuriamoci: “Open” di Agassi e “Steve Jobs” di Walter Isaacson sono decisamente su un altro pianeta), non il personaggio più simpatico in circolazione, ma sicuramente di ispirazione per chi vuole fare del lavoro e del business una passione. O meglio, il contrario.

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9) Il cigno nero – Nassim Nicholas Taleb

Ognuno ha il guru che si merita. Ce ne sono parecchi in giro: posso citare il Seth Godin della mucca viola, il Vogler del viaggio dell’eroe o lo Zygmunt Bauman della società liquida, ma questo libro di Taleb mi ha veramente fatto conoscere una mente superiore e che cosa si intende per pensiero laterale.

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10) Le armi della persuasione – Robert Cialdini

Piazzo Caldini ovunque: nei corsi di comunicazione e di negoziazione, su Facebook e Linkedin, nelle mail e nelle presentazioni. È un’ossessione.

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Questo libro ha vinto il ballottaggio con “La spinta gentile” di Thaler, perché ho una sfrenata passione per la psicologia, e “La scrittura ipnotica” di Joe Vitale, fondamentale per il mio lavoro di Web writing:

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BONUS) Andy Warhol era un coatto – Tommaso Labranca

È il libro fondamentale per capire (e perché no? – amare) il trash. Dopo averlo letto, moltissimi anni fa, iniziai una sempre più pazzesca partecipazione al newsgroup IT.ARTI.TRASH.
Per scaricare il libro, fai clic sulla cover.

Fai clic sulla cover qui sotto per scaricare il libro di Labranca:

Scrivimi quali sono i libri che ti hanno cambiato la vita

Qualche anno fa (2007) Chip Heath scrisse il libro “Made to stick”, ancora attualissimo. Non si trova in Italia, né in italiano, ma grazie alla Rete e agli eBook lo possiamo comprare con un clic (vedi in fondo). Il tema? Come si creano idee e storie che funzionano, storie che rimangono impresse. Cosa che, nell’era dello storytelling, serve non solo per chi fa il copywriter, ma anche per chi lavora nella pubblicità, nel marketing, ma non solo.
Heath parte dalle storie di maggior successo e ad alto tasso di viralità: le leggende metropolitane. L’esempio più citato è la storia del tizio che si risveglia una mattina senza un rene (The Kidney Heist). Perché quelle storia, in apparenza assurde e incredibili, restano in mente? L’autore propone una formuletta, con 6 principi, individuando la caratteristica delle storie di successo.

1. Semplicità (Semplicity). Chiaramente le idee espresse devono essere semplici ma pregnanti, profonde. Vedi i proverbi: storie semplici, ben congegnate, che durano nei secoli.

2. Spiazzanti (Unespectness), prendere in contropiede le aspettative di chi ascolta.

3. Idee concrete (Concreteness). Niente astrazioni, devono evocare immagini concrete.

4. Idee credibili (Credibility). Le storie devono essere quantomeno verosimili.

5. Emozioni (Emotions). Devono far leva sulle emozioni.

6. Storie (Stories). Alle persone piacciono le storie. Dalla notte dei tempi. Fin da piccoli. Le cerchiamo nei libri e nei film. Ce le rifilano, nella pubblicità, anche per venderci i prodotti. Le storie sono esperienze altrui che potrebbero tornarci utili.

Usando le iniziali, in inglese, di queste 6 caratteristiche si ricava l’acronimo SUCCES. Manca una S, alla fine, ma va bene così. Insomma, le storie che restano impresse sono comprensibili, ci colpiscono e sono facili da ricordare.

Su RadioTech

Ho parlato del libro durante l’ottava puntata di Tech Radio.
Potete ascoltare il mio intervento, dal minuto 18′ e 30 secondi, qui:

Ne ho parlato anche a “Tech and the city” (7Gold) il 22 giugno 2014:

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Questo manuale per “Genitori persi nella Rete” di Pelosi (docente delle superiori, nonché attore teatrale) cerca soprattutto di venire incontro a quei papà e mamme che, di fronte all’uso disinvolto che fanno i ragazzi delle nuove tecnologie, brancolano nel buio. Prima analizza potenzialità, rischi e pericoli della Rete, poi dà suggerimenti concreti su come comportarsi in determinate situazioni, entrando nel dettaglio (Facebook, siti osé, cattivi incontri on-line). Libro agile, per neofiti.

 
Autore: Giuseppe Pelosi
Collana: Percorsi familiari
Editore: Ancora
Prezzo: 10 euro

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Chi meglio di un internauta può raccontare l’amore ai tempi di Internet? L’editore Kimerick (www.kimerik.it/cuorinellarete.htm), qualche mese fa (scadenza settembre 2009), lanciò un concorso: i partecipanti dovevano scrivere un racconto, con argomento appunto l’amore nato on-line, di massimo cinque cartelle. Questo è il risultato (nonché il premio…). Esperimento riuscito!

Titolo: Cuori nella Rete. Storie d’Amore nate in Chat
Autore: Vari
Collana: –
Editore: Kimerick
Prezzo: 16 euro

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Il tema dello sviluppo sostenibile e del riciclo in ambito ICT è recente, ma ormai imprescindibile. L’autrice, direttrice dell’Osservatorio Tecnologico del Ministero dell’Istruzione, ha le idee chiare e le espone con competenza. Parla, tra le altre cose, di e-waste (rifiuti elettronici a fine ciclo vitale), RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e “green computing” (la progettazione attenta all’ambiente). E fa delle proposte concrete: per esempio passare in blocco all’open source (ideale per il riciclo e per i risparmi).

Titolo: Il Computer Sostenibile
Autore: Giovanna Sissa
Collana: –
Editore: FrancoAngeli
Prezzo: 15 euro

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