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Percorso di formazione sull’AI generativa (10 incontri)

Ecco un possibile percorso formativo sull’intelligenza artificiale generativa, suddiviso in 10 appuntamenti da 3/4 ore ciascuno.

Scenario

Da decenni si parla di intelligenza artificiale, da anni di AI generativa. Ma è solo dalla fine del 2022, con l’esplosione della ChatGPT-mania, che molte aziende e professionisti hanno iniziato a interrogarsi su come potrebbe cambiare il mondo del lavoro. In questi primi mesi si è già visto come l’intelligenza artificiale travolgerà l’80% dei lavori e una vasta gamma di settori, dalla medicina alla finanza, dall’ingegneria al marketing, per non parlare dei mestieri creativi.

L’intelligenza artificiale generativa, in particolare i modelli di linguaggio come GPT-4 o PaLM, può creare contenuti originali, rispondere a domande, scrivere codice, tradurre lingue, fare brainstorming e analisi evolute, e molto altro ancora. Questo apre una serie di opportunità per i professionisti in termini di efficienza, creatività e personalizzazione. Per esempio, i lavoratori del marketing e della comunicazione possono utilizzare l’IA generativa per creare piani editoriali e contenuti personalizzati, migliorando l’engagement e la conversione. Per questo il corso affronta il tema dei contenuti sia dal punto di vista strategico (piano editoriale) che tattico (come creare diversi tipi di contenuti, compresi quelli multimediali). Inoltre, l’IA generativa può aiutare i professionisti a rimanere competitivi in un mercato del lavoro sempre più digitalizzato: per questo nel percorso è stato inserito un incontro anche sul personal branding. In generale, l’IA generativa può aiutare i professionisti a liberare tempo da compiti ripetitivi (per esempio rispondere a decine di email o creare grafici e slide) e a concentrarsi su attività più strategiche e creative. Questo non solo può migliorare la produttività, ma può anche portare a un lavoro più gratificante. Del resto, come si suol dire, non è l’intelligenza artificiale a rubare il lavoro, ma un professionista che la sa usare bene.

Il percorso è adatto a ogni professionista, dai C-level che vogliono comprendere il fenomeno AI ai lavoratori che vogliono capire come cambia il proprio lavoro da subito. Ogni appuntamento includerà una parte di spiegazione e una parte pratica, laboratoriale.

Materiale

Al termine di ogni lezioni i discenti riceveranno copia delle slide e spunti di approfondimento.

Il percorso in 10 appuntamenti

1. Introduzione agli LLM e all’intelligenza artificiale generativa

  • Panoramica dell’intelligenza artificiale generativa
  • Cos’è un LLM e come funziona
  • Prompt engineering
  • Problemi e limiti degli LLM
  • Casi di successo
  • Esercizio pratico: primi passi con un modello di linguaggio (es: ChatGPT)

2. Piano editoriale data-driven

  • Cos’è un piano editoriale e perché è importante
  • Come utilizzare i dati per informare il tuo piano editoriale
  • Strumenti di analisi dei dati per il content marketing
  • Esercizio pratico: creazione di un piano editoriale basato sui dati

3. AI Web Writing

  • Cosa differenzia la scrittura web da quella tradizionale
  • Come l’IA può migliorare la scrittura sul web (titoli, testi, cta, ecc.)
  • Strumenti di IA per la scrittura e la revisione dei contenuti
  • Esercizio pratico: utilizzo di LLM per la scrittura di un articolo, generazione di un prompt per la revisione dei articoli in ottica web writing

4. Digital Storytelling

  • Cos’è il digital storytelling: principi di base e tecniche più diffuse
  • Come l’IA può migliorare il digital storytelling
  • Esercizio pratico: creazione di una storia con l’aiuto dell’IA

5. Neuromarketing con l’intelligenza artificiale

  • Introduzione al neuromarketing
  • Come l’IA può essere utilizzata nella creazione di contenuti digitale e social grazie ai principi del neuromarketing
  • Esercizio pratico: creazione di contenuti con l’AI

6. Contenuti multimediali

  • Come l’IA può migliorare la creazione di contenuti multimediali
  • Strumenti di IA per la creazione e l’editing di foto e video
  • Esercizio pratico: utilizzo di un tool di IA per la creazione di un video

7. Presentazioni multimediali

  • I principi di base per fare una buona presentazione
  • Come l’IA può migliorare le presentazioni multimediali
  • Strumenti di IA per la creazione di presentazioni
  • Esercizio pratico: creazione di una presentazione con l’aiuto dell’IA

8. Personal Branding con l’AI

  • Come l’IA può aiutare a costruire e gestire il personal branding
  • Strumenti di IA per il personal branding
  • Esercizio pratico: utilizzo di un tool di IA per migliorare il profilo LinkedIn

9. Data Analysis

  • Introduzione all’analisi dei dati
  • Come l’IA può migliorare l’analisi dei dati
  • Strumenti di IA per l’analisi dei dati
  • Esercizio pratico: utilizzo di un tool di IA per analizzare un set di dati

10. Q&A

Sessione di domande e risposte per risolvere eventuali dubbi e approfondire gli argomenti trattati durante il corso.

Che cosa dice chi ha seguito il corso

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Google Bard: 5 cose che devi sapere prima di iniziare a usarlo

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13 luglio 2023, sono da un cliente per un corso introduttivo sull’intelligenza artificiale. Si parla di ChatGPT e della novità del Code Interpreter, di Claude di Anthropic e i suoi 100.000 token di prompt, Elon Musk che vuole bloccare OpenAI ma sta facendo la sua AI… A un certo punto un partecipante chiede: “Ma quando sarà disponibile Google Bard  in Italia?”. Non so cosa rispondere, dico che era previsto entro la metà del 2023 (negli Usa era disponibile da marzo), ma che le regole privacy europee stanno allungando i tempi. Non si può fare una previsione. E invece, proprio in quei momenti, arriva la notizia: “Google Bard arriva in Italia!”

Ho deciso di scrivere subito una guida base, introduttiva, a Google Bard, il chatbot di Google basato sull’intelligenza artificiale (proprio come il celebre ChatGPT). Prima capiamo di cosa stiamo parlando. Partiamo dal nome, che significa “poeta”: è un diretto riferimento (shakespeariano) alla sua capacità di generare contenuti autentici e unici. Detto che è un assistente virtuale, un chatbot, a differenza dei competitor è basato sul modello PaLM 2 di Google. Si può accedere gratis a Bard, se maggiorenni, da bard.google.com: non serve registrarsi, ma se fai “log in” con il tuo account Google, avrai dei benefici che vedremo nel pezzo. L’assistente può parlare fino a 40 lingue diverse, italiano compreso.

1. Accesso al Web

Bard è pre-addestrato come gli altri Large Language Models (LLM), come ChatGPT, ma può anche navigare sul Web per accedere a notizie fresche (come ChatGPT Plus).

Bard non è però in grado di analizzare i siti Web come possono fare Bing Chat o Perplexity o linkare fonti:

Però Bard, essendo un giocattolo di Google, può integrarsi con il motore di ricerca. Quindi dopo ogni output si può far partire la ricerca online ma solo utilizzando le query che propone lui.

In teoria, Bard dovrebbe utilizzare la geolocalizzazione per fornire risposte più utili e pertinenti alla tua posizione. Ma, alla prova dei fatti, fallisce clamorosamente. Nonostante indichi correttamente la mia posizione in Brianza, poi mi dice che il cinema più vicino è a Udine. Mah.

2. Input e output

Come per tutti gli LLM, anche Bard richiede un prompt in input per funzionare (promette a breve di inserire immagini in input, cosa al momento non ancora possibile). Posto che ChatGPT accetta prompt da 4.000 token e Claude 2 da 100.000 token, qual è la “capacità” di Bard? Non è molto chiaro, perché Google non la esplicita. Ma da diverse prove di utenti in Rete, pare che si parli di 4.000 caratteri in input e 50.000 in output. Per quanto riguarda i risultati che si ottengono, a differenza dei competitor, il chatbot di Big G può anche “parlare” grazie alla sua funzione di sintesi vocale, disponibile in oltre 40 lingue. Gli output testuali, inoltre, possono essere condivisi con altri utenti.

3. L’integrazione con gli altri prodotti Google

Abbiamo già detto dell’integrazione tra Bard e Google (che tra l’altro in futuro sarà completa come in You.com), ma quello che risulta davvero interessante è il dialogo tra il chatbot e strumenti d’uso quotidiano come Gmail e Google Drive. Ogni output può essere inoltrato via mail, ma soprattutto può essere caricato sul cloud di Google sotto forma di documento o foglio di calcolo.

In questo esempio ho chiesto di creare una tabella con la filmografia di Tarantino e poi l’ho salvata su Drive sotto forma di foglio di calcolo.

Chiaramente la tabella risultante deve essere personalizzata (nome file, layout, ecc.):

4. Programmazione e formule

Altre funzionalità degne di nota includono la capacità di Bard di tradurre tra lingue ma soprattutto di supportare la programmazione in 20 linguaggi diversi (incluso Python, che può essere esportato e testato direttamente in Google Colab). Puoi chiedere a Bard di aiutarti con linguaggi come C++, Go, Java, JavaScript, TypeScript e persino con le funzioni di Fogli Google. Ho provato a chiedergli di separare nome e cognome in due colonne diverse.

 

5. La privacy

Come detto, il ritardo dell’arrivo in Italia di Bard era dovuto prevalentemente alle regole privacy restrittive. In termini di privacy, quando l’attività di Bard è attiva, Google memorizza nel tuo account per 18 mesi le attività (tra cui l’indirizzo IP o gli indirizzi di casa). Puoi disattivare l’opzione di eliminazione automatica o impostarla su 3 o 36 mesi qui:

Hai anche la possibilità di mettere in pausa il salvataggio delle conversazioni, come riportato nell’help. Anche quando l’attività di Bard è disattivata, le tue conversazioni verranno salvate nel tuo account per un massimo di 72 ore.

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Mi sono fatto un deep fake da solo: come mi sono clonato voce e immagine

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Si parla da molto tempo di digital twin: il “gemello digitale” è una replica digitale di un oggetto, sistema o processo del mondo reale. O, se vogliamo, anche di una persona (in realtà il vero digital twin è praticamente autonomo) anche se in quel caso sarebbe più opportuno parlare di “second brain”.
Ora, con gli strumenti di intelligenza artificiale a disposizione di tutti, è possibile “clonarsi”, creare un avatar con la nostra faccia e la nostra voce, che fa e dice cose che non abbiamo mai fatto né detto. Rovescio della medaglia: i deep fake, vale a dire video o audio manipolati che utilizzano l’IA per creare l’illusione che determinate azioni o discorsi siano stati eseguiti da persone reali. Il termine “deepfake” è una combinazione di “deep learning” (un sottocampo dell’IA) e “fake”, che indica qualcosa di falso o ingannevole. Un esempio? Zelensky che si arrende a Putin.

Per comprende meglio il meccanismo, mi sono creato un deep fake da solo. Ecco come ho fatto, passo per passo.

Eleven Labs: generatore di Voci basato sull’IA

Prima di tutto dovevo clonarmi la voce. Per questo ho usato Eleven Labs: l’azienda newyorkese ha creato un modello generativo che consente di progettare da zero voci artificiali. In altre parole, è possibile generare voci personalizzate che non corrispondono a nessuna voce esistente. Oppure, ed è questo che ci interessa, è possibile dare allo strumento in pasto dei campioni della propria voce per “clonarla”, per generare una voce sintetica con stesse caratteristiche (estensione, timbro, intensità, tono, stile, ecc.). L’ho fatto. Ho preso 15 file audio contenenti la registrazione della mia voce e li ho dato in pasto all’algoritmo.

Una volta clonata la mia voce, sono passato alla sezione “Speech Synthesis” (in pratica “sintesi vocale”) e ho scritto il testo per l’avatar. Un testo breve, da 500 caratteri per un parlato da circa mezzo minuto. A quel punto il “text to speech” ha fatto il suo dovere e ho scaricato il file audio del mio parlato virtuale.

 

A quel punto mi serviva un avatar parlante.

D-ID.com: creazione di Avatar Realistici con AI

D-ID.com è una piattaforma Web che utilizza l’animazione facciale in tempo reale e il text-to-speech avanzato per creare esperienze di intelligenza artificiale conversazionale immersive, simili a quelle reali. Utilizzando D-ID, ho caricato una foto di me stesso (avrei potuto usare anche il mio avatar) e ho poi personalizzato la mia animazione caricando il file audio.

A quel punto non ho fatto altro che aspettare la magia. Dopo qualche minuto ho scaricato il video (un po’ “metallico”, ma interessante) con la mia immagine parlante e con le labbra del ritratto in sincrono con il parlato. Vuoi vedere l’effetto finale?

Il video del mio deep fake

Una volta scaricato il video da D-ID.com ho fatto un minimo di montaggio video, ed ecco il risultato:

Come ti sembra?

La combinazione di Eleven Labs e D-ID.com ha reso possibile la creazione del mio avatar parlante. Questi strumenti di IA non solo hanno ridotto i costi e il tempo necessario per la produzione video, ma hanno anche offerto una flessibilità e un controllo senza precedenti sul risultato finale. Con l’effetto “wow” dei video generati da IA, sono stato in grado di creare l’effetto wow!

 

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Intelligenza artificiale generativa: che cos’è Poe.com e 3 cose da sapere

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Poe.com non è un sito dedicato al mitico Edgar Allan dei racconti dell’orrore, bensì è un acronimo che sta per:

  • Platform (for)
  • Open
  • Exploration

Si tratta di un servizio sviluppato da Quora e lanciato nel dicembre 2022.

Questa piattaforma permette agli utenti di porre domande e ottenere risposte da una serie di LLM (modelli di linguaggio di grandi dimensioni), il più celebre dei quali è certamente ChatGPT. Oltre al chatbot di sviluppato da OpenAI, è possibile provarne altri. In particolare Claude-instant e Claude+ di Anthropic eccellono nei compiti di scrittura creativa e forniscono risposte approfondite, mentre Sage e ChatGPT sono fenomenali in lingue diverse dall’inglese (ovviamente compreso l’italiano) e in compiti legati alla programmazione. GPT-4 eccelle nella scrittura creativa, nella risoluzione dei problemi e nel seguire le istruzioni.

Lato privacy, le conversazioni con i chatbot su Poe sono private e condivise solo a discrezione dell’utente. La versione Premium di Poe.com costa 19 euro al mese e consente di accedere a tutti i modelli. Per esempio, tra quelli disponibili si trovano diverse voci relative a ChatGPT, in particolare ChatGPT-16k e GPT-4-32k. Chi paga ha diritto inoltre a 600 messaggi GPT-4 e 1.000 messaggi Claude-2-100k al mese.

 

Ultima chicca: gli utenti possono creare i propri bot tramite il sito web di Poe o l’app iOS.


Ora vale la pena esplorare 3 funzionalità chiave della piattaforma.

1. Modelli più potenti con input più ampi

Poe.com ha recentemente lanciato nuovi modelli più potenti con finestre di contesto più ampie. Tra questi, spiccano Claude Instant e Claude 2 di Anthropic, con prompt da 100k token, vale a dire circa 75.000 parole (attualmente il limite in ChatGPT è di 4000 token).

Ho fatto un test. Ho preso l’intero testo di un mio vecchio libro sulle bufale che, come vedi, contiene oltre 23.000 parole:

In effetti Claude 2 è riuscito a leggere il testo e ha riassumerlo in bullet point:

2. Caricamento e analisi dei file

Questa funzionalità, disponibile sia su Web che da mobile, permette a chiunque di aggiungere un file a un messaggio su Poe. Il file viene elaborato per estrarne il testo e mostrare il contenuto direttamente al modello come parte della conversazione.
Per esempio ho usato Sage per caricare un PDF (sul Oculus Go e sicurezza) e chiedergli di indicarmi i cinque punti salienti. Ma funziona con tutti i modelli.

3. Analisi URL

L’analisi degli URL, indirizzi di siti Web, funziona in modo simile al caricamento dei file. Basta aggiungere l’indirizzo ai messaggi su Poe. Per esempio ho chiesto a ChatGPT:

Analizza il contenuto del sito https://www.gianluigibonanomi.com/ e proponi un piano editoriale di un mese per promuoverlo. Indica in una tabella canale social (tra LinkedIn, Facebook, Instagram e YouTube), obiettivo del contenuto, esempio del contenuto

Poi ha proposto i contenuti giorno per giorno. Per esempio:

Giorno 10
Canale social: Instagram
Obiettivo del contenuto: Condividere un post sulla gamification
Esempio del contenuto: Condividere una foto che rappresenta la gamification e parlare del progetto Link&Lead, la prima piattaforma di gamification per trasformare i dipendenti e venditori in brand ambassador e social seller.

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La fine dei ragionieri: ChatGPT legge ed analizza i file Excel!

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Con l’aggiunta del Code Interpreter, uno strumento disponibile solo per la versione a pagamento PLUS di ChatGPT, il celebre chatbot è ora in grado di leggere ed analizzare i file Excel. Questa funzionalità permette a ChatGPT di eseguire codice Python e di interagire direttamente con i file caricati dall’utente, compresi i file CSV ed Excel fino a 100 Mb. Importante sottolineare che questi file non vengono salvati e sono inutilizzabili dopo la sessione.

Le potenzialità sono enormi. L’analisi dei dati, un tempo riservata ai professionisti del settore, è ora alla portata di tutti. Nel video racconto cinque cose che potete fare con i vostri file Excel.

  1. Con pochi comandi, è possibile generare grafici informativi direttamente dai dati del file Excel. Questo può aiutare a visualizzare tendenze e pattern.
  2. L’utente può utilizzare il Code Interpreter per selezionare specifici dati dal file, creando un subset di dati per ulteriori analisi.
  3. Se il file contiene coordinate geografiche, è possibile creare mappe interattive.
  4. Sebbene PowerPoint non sia un formato di file Excel, il Code Interpreter può estrarre il testo da una presentazione, consentendo un’analisi testuale.
  5. Infine, ChatGPT può utilizzare i dati per generare contenuti testuali, come rapporti, articoli, post, tabelle, ecc.

La fine dei ragionieri? Forse no, ma sicuramente l’inizio di una nuova era in cui l’intelligenza artificiale gioca un ruolo sempre più importante soprattutto per chi lavora con i dati.

Guarda il video

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Babelfish, lo scandalo Faletti e le traduzioni con l’intelligenza artificiale

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Il Pesce di Babele, o Babelfish, è un concetto interessante e provocatorio proveniente dalla serie letteraria “Guida galattica per gli autostoppisti”, scritta da Douglas Adams. Questo piccolo pesce giallo, quando inserito nell’orecchio, permette di comprendere istantaneamente qualsiasi lingua dell’universo​​. Un sogno di molti, soprattutto per chi – come noi italiani – studia inglese fin da bambini con esiti deprimenti: “The pen is on the table” e poco altro.

Mentre la natura improbabile del Babelfish è stata usata come un argomento umoristico sulla non-esistenza di Dio nella serie di Adams​, nella pratica ha ispirato molti progetti di traduzione. Per esempio, Yahoo! tempo fa creò un’applicazione web chiamata proprio Babel Fish: permetteva la traduzione di testi o siti web da e verso numerose lingue​. Più recentemente anche Google, con il suo Traduttore, ha provato (con esiti alterni) a regalarci il Pesce di Babele.

Lo scandalo Faletti

Ma qui serve raccontare una storia: quella del caso Faletti. Per farla breve: i suoi libri, tra gli altri “Io sono Dio”, è pieno di frasi italo-americane che confondono i lettori italiani: espressioni idiomatiche e slang che sembrano incomprensibili o mal tradotti, alimentando dubbi sulla capacità di Faletti di scrivere efficacemente nella sua lingua madre. Alcuni sostengono che Faletti, avendo trascorso molto tempo negli Stati Uniti, abbia esagerato nel suo tentativo di “americanizzare” il suo stile di scrittura, altri che abbia mal tradotto libri altrui.

Meglio fare un esempio. A un certo punto, durante una discussione, un personaggio esclama: “Non girare intorno al cespuglio, Peter!”. Che cosa diavolo vuol dire? Chi ha indagato, ha scoperto che si tratta di una orribile traduzione dell’espressione “Don’t beat about the bush”. Un buon traduttore sa benissimo che vuol dire “Non tergiversare” o, meglio ancora, andrebbe reso come “Non menare il can per l’aia”. Infatti, ChatGPT lo sa (provate a chiederglielo!), come lo sa un ottimo traduttore che sfrutta l’intelligenza artificiale come Deepl.com:

Nei libri di Faletti si trovano tante altre schifezze come questa:

– «Pensavo che una ventina di grandi vi avrebbero fatto comodo.»

Ma chi chiama così il denaro?

L’intelligenza artificiale per la traduzione

Insomma: i vecchi traduttori, che lavorano parola per parola, ignorando il contesto della lingua di destinazione non hanno più senso. La vera rivoluzione è arrivata con l’introduzione dell’intelligenza artificiale: Google, per esempio, ha aggiornato gli algoritmi del suo servizio di traduzione online nel 2016, introducendo la Neural Machine Translation. Questa tecnologia, basata su una rete neurale artificiale, tenta di simulare l’approccio del cervello umano alla traduzione, riducendo il numero di errori del 80% e avvicinando così il software all’ideale 100% del Babelfish​.

La velocità dell’innovazione dell’IA lascia a bocca aperta persino me. A metà 2023 ho scoperto l’applicazione Rask AI, che sta ridisegnando la traduzione e il doppiaggio dei video aziendali, offrendo un servizio di localizzazione efficiente e conveniente che eguaglia la qualità umana​​. In pratica, gli dai in pasto un video in italiano e te lo restituisce tradotto in altra lingua automaticamente. Fin qui, bello ma manca l’effetto WOW! Eccolo: ti clona la voce, e le frasi in inglese, spagnolo e tedesco sono “recitate” con la TUA voce. WOW, vero?

Faccio un esempio concreto. Ho chiesto a Rask di localizzare in spagnolo questo video, dandogli solo l’URL:

Ed ecco uno spezzone del risultato:

I sottotitoli in tempo reale in PowerPoint

In conclusione, mentre il Pesce di Babele rimane (per il momento) una fantasia, l’intelligenza artificiale sta portando la traduzione automatica sempre più vicina a questo ideale. Queste tecnologie non solo stanno cambiando il modo in cui le aziende e le persone comunicano a livello globale, ma stanno anche aprendo nuove opportunità per una comunicazione interculturale più efficace.

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Come creare un piano di content marketing con ChatGPT

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L’arte di interrogare le intelligenze artificiali generative è conosciuta come “prompt engineering“. Un input ben fatto fa la differenza tra un output eccellente e una accozzaglia di parole inutili (vale la regola GIGO: “garbage in garbage out“). In questa pagina voglio mostrarti un prompt utilissimo per trasformare ChatGPT nel tuo consulente di marketing, anzi di content marketing. Si tratta di un prompt più elaborato di quelli che si usano di solito, perché obbliga il chatbot a fare tutta una serie di domande su posizionamento, servizio, target, strategia e altro. Tutto con un prompt solo, il seguente.

Il prompt iniziale

Agisci come un esperto di digital e content marketing. Ti chiederò di creare un piano editoriale e i contenuti per la comunicazione digitale della mia attività: contenuti per il blog, profili LinkedIn, Facebook e YouTube, newsletter. Prima di iniziare, voglio che tu comprenda a fondo il mio business e i il mio mercato, i miei clienti. Fammi almeno 20 domande riguardo mercato, target e tutto quello che ti serve per fare contenuti efficaci al meglio delle tue possibilità. Fammi una domanda alla volta e aspetta la mia risposta prima di fare la domanda successiva. Hai compreso il compito?

Ecco le tre caratteristiche di questo prompt:

  1. Si mette il chatbot in ruolo, quello dell’esperto della materia.
  2. Si chiarisce l’obiettivo.
  3. Si chiede di fare una ventina di domande, aspettando di volta in volta la risposta.

Questo prompt rispetta il mio metodo G.O.L.:

La conversazione con ChatGPT

A questo punto ChatGPT si mette nei panni dell’intervistatore. Le sue domande sono pertinenti, la conversazione sostenuta e utile.

Il piano editoriale

Al termine delle domande, e delle mie risposte, il chatbot ha compreso obiettivi e target. Quindi posso chiedergli di creare un piano editoriale diviso per canali.

Contenuti d’esempio

Chiaramente il piano editoriale non mi basta, quindi gli chiedo di farmi degli esempi di contenuti. Lui propone dei titoli.

Ovviamente a questo punto posso chiedergli di creare tutti i contenuti che mi servono.

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Parla con il mio chatbot: chiedi quello che vuoi sui miei libri

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Da qualche anno tengo corsi sull’A.I. generativa, ma è dall’esplosione di ChatGPT alla fine del 2022, che ho iniziato a sperimentare quotidianamente chatbot, generatori di testi e altro. Sto testando diversi chatbot, soprattutto alimentandoli con i miei contenuti. In questo caso ho dato in pasto a Dante AI una ventina di miei libri (da Questo titolo spacca a Musica Liquida, da Anche i nerd nel loro piccolo sghignazzano a Guida calcistica di LinkedIn), lui li ha digeriti e ora puoi interrogarlo su tutti quei contenuti. Qualche esempio di domanda che puoi fargli? Eccoli:

  • Leggimi 5 battute tecnologiche
  • Che cosa si intende per LinkedIn SEO?
  • Come posso scrivere titoli online più efficaci?

Parla con il mio chatbot

Ed ecco il mio chatbot a tua completa disposizione. Interrogalo in italiano (ma anche in altre lingue) in “Write your message”.

I tool per clonarsi

Stavo testando diversi strumenti per creare chatbot personalizzati (per esempio whismer.com oppure igenius.ai) quando mi sono imbattuto negli ottimi Dante AI e ChatBase. Il chatbot che vedi sopra è di ChatBase. Ora ti mostro come creare una cosa simile anche con Dante.
La promessa nella home page di Dante era intrigante: “Chatbot basato su GPT personalizzato e alimentato con i tuoi dati. Zero programmazione. Condividilo sul tuo sito in pochi minuti”.

 

Sembrava un miraggio poter creare, addestrare e implementare un chatbot personalizzato in soli cinque minuti, ma così è stato. Questo strumento basato sull’intelligenza artificiale (e ChatGPT) consente a chiunque, indipendentemente dalle competenze tecniche, di realizzare una chatbot su misura in pochi e semplici passaggi. Cosa che, fino allo scorso anno, avrebbe richiesto un team di sviluppatori e costi nell’ordine delle decine di migliaia di euro. Tra l’altro, Dante permette agli utenti più esperti di integrare il chatbot personalizzato in una serie di altre applicazioni o piattaforme, come questo sito WordPress.

Una nota per chi volesse provarlo: Dante offre un piano gratuito che dà agli utenti accesso al modello GPT-3.5-Turbo, insieme a 30 crediti/messaggio al mese. Dante offre anche piani a pagamento a partire da soli 10 dollari al mese: il piano che ho sottoscritto io (ma che non mi consente di personalizzare il chatbot che vedi qui sotto).

Il training per la knowledge base

Con Dante, gli utenti possono addestrare il chatbot utilizzando una vasta gamma di tipi di dati. È possibile alimentarla con vari formati di file, siti web, immagini e video, creando così una base di conoscenza adattata alle specifiche esigenze. Io ho scelto i miei libri.

Per istruire il chatbot di Dante AI gli ho fornito la versione DOC dei miei testi (che promettono di salvare in “secure and encrypted AWS servers”, vedi FAQ). Usare documenti “puliti”, e non PDF con impaginazioni “rognose”, è sempre meglio. La procedura di caricamento dei documenti nella knowledge base è semplicissima, basta prendere i file e trascinarli sul sito. Anche il training sui contenuti dura pochissimi secondi, dopo i quali il sistema è in grado di rispondere, in modo evoluto, a qualsiasi domanda riguardante i contenuti caricati. Può rispondere anche ad altre domande non pertinenti (tipo “Come si fa una pizza col cornicione ripieno?”), come farebbe ChatGPT (il cui motore sta alla base di Dante AI), ma il valore aggiunto del io chatbot sta ovviamente nella conoscenza specifica.

Ecco qui la schermata che conferma la conclusione del training sui miei dati:

Ecco qui invece il prompt che Dante AI usa per interrogare quella base di dati:

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Come l’Intelligenza Artificiale sta “craccando” il codice della civiltà umana (secondo Harari)

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Parto da una premessa: non mi piacciono gli allarmisti, spesso con secondi fini. Tipo i giornalisti che sparano titoli sull’estinzione della specie umana per colpa di ChatGPT… Non sto scherzando, eccone un esempio:

Oppure, molto più concretamente, si paventa la sopravvivenza ma senza lavoro:

Non amo questo approccio, e soprattutto sposo questa tesi di Luciano Floridi (dal libro “Etica dell’intelligenza artificiale“):

Alcune persone continueranno a vendere previsioni catastrofiche, con scenari distopici che hanno luogo in un futuro sufficientemente distante da garantire che tali Geremia non saranno più in circolazione per essere smentiti. La paura vende sempre bene, come i film sui vampiri o sugli zombie.

Che cosa dice Harari?

L’intelligenza artificiale sta cambiando radicalmente la storia umana, penetrando nel sistema operativo della nostra civiltà. Questo avanzamento, come sostiene lo storico e filosofo Yuval Noah Harari, già autore dei grandissimi libri “Sapiens” e “Homo Deus”, è il risultato della straordinaria capacità di manipolare e generare linguaggio di AI, che comprende parole, suoni e immagini.

Il linguaggio – sostiene Harari nell’articolo “Yuval Noah Harari argues that AI has hacked the operating system of human civilisation” – è l’elemento fondamentale di quasi tutte le culture umane. Diritti umani, divinità, e persino denaro sono artefatti culturali che abbiamo creato attraverso storie e leggi. Ma cosa succederebbe se un’intelligenza non umana diventasse più abile di un umano medio nel raccontare storie, comporre melodie, disegnare immagini e scrivere leggi e scritture?

Gli strumenti AI come ChatGPT stanno già mostrando il potenziale di produrre in massa contenuti politici, fake news e “scritture” per nuovi culti. Queste capacità potrebbero avere un impatto enorme sulle prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti nel 2024, tra l’altro. Nel futuro, potremmo vedere i primi culti nella storia i cui testi sacri sono stati scritti da un’intelligenza non umana. Anche a un livello più prosaico, potremmo presto trovarci a condurre lunghe discussioni online su temi come l’aborto, il cambiamento climatico o l’invasione russa dell’Ucraina con entità che pensiamo siano umane, ma che in realtà sono Altro che test di Turing

Grazie alla sua padronanza del linguaggio, l’IA potrebbe anche formare relazioni intime con le persone e utilizzare il potere dell’intimità per cambiare le nostre opinioni e visioni del mondo. Questo potrebbe spostare il campo di battaglia per il controllo dell’attenzione umana, da social media alla creazione di relazioni intime di massa con milioni di persone.

Altra opinione interessante di Harari: le IA potrebbero diventare un oracolo onnisciente per le persone, rendendo superflui la ricerca su Google, la lettura di giornali o la visione di pubblicità.

La fine della storia (umana)

Tutto questo potrebbe portare alla fine della storia umana. Non la fine della storia in sé, ma la fine della sua parte dominata dall’uomo. Cosa succederà al corso della storia quando l’IA prenderà il controllo della cultura e inizierà a produrre storie, melodie, leggi e religioni? L’IA può creare idee completamente nuove, una cultura completamente nuova.

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Come installare un’AI generativa sul proprio PC [guida a GPT4all]

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ChatGPT è una meraviglia, le altre AI che arriveranno saranno altrettanto utili, ma i professionisti che sto incontrando aspettano altro. Le esigenze sono tre:

  • avere una sorta di Wikipedia personale, istruita sui propri documenti;
  • badare alla privacy dei dati (prevalentemente dei clienti);
  • automatizzare il più possibile compiti noiosi e ripetitivi, per concentrarsi su attività ad alto valore aggiunto.

Quindi ChatGPT non è la risposta. In questo articolo voglio parlarti di un esperimento che ho fatto: ho installato una AI personale in locale. Parlo di GPT4All, utile per risolvere il problema della privacy.

Che cos’è GPT4All?

GPT4All è un progetto gratuito e open source (scopri qui che differenza c’è), nato dall’ingegno di Nomic AI, un team di sviluppatori statunitense. GPT4All ha l’obiettivo di democratizzare l’accesso all’intelligenza artificiale. Permette di sfruttare modelli linguistici basati su GPT-J e LLaMA, entrambi alla base di soluzioni IA avanzate: LLaMA è un modello linguistico sviluppato da Meta (quindi Facebook), mentre GPT-J si basa su GPT-2 di OpenAI (un po’ datato: 2019). Nonostante questi modelli possano sembrare un gradino sotto il modello ChatGPT di OpenAI basato su GPT-4, offrono un vantaggio unico: la privacy. Con GPT4All, i dati e le query (prompt) vengono gestiti localmente sul tuo PC (bastano dai 4 agli 8 Gb di RAM per funzionare!), evitando server esterni e la condivisione di informazioni con terzi.

Una curiosità, prima di iniziare. Qui puoi esplorare una mappa interattiva dei dati usati per il training: https://atlas.nomic.ai/map/gpt4all-j-prompts-curated

Come installar GPT4All sul PC

Sei interessato all’installazione di GPT4All sul tuo PC?

Prima di tutto, visita il sito ufficiale del progetto, gpt4all.io e fai clic su “Scarica client di chat desktop” e seleziona “Windows Installer -> Windows Installer” per avviare il download. Ci sono anche versioni per macOS e Ubuntu.

Segui le istruzioni della procedura guidata per completare l’installazione. Niente di troppo complicato.

Dopo l’installazione, potrai avviare GPT4All dal collegamento sul tuo desktop. Ricorda, dovrai scaricare alcuni modelli linguistici prima di iniziare a utilizzare l’applicazione. Ti consiglio di scaricare il modello “gpt4all-j-v1.3-groovy”, anche se pesa alcuni Gb: attualmente è il migliore tra quelli disponibili. Puoi anche sperimentare con il modello LLaMA 13b addestrato da Nomic AI (quelli che hanno creato GPT4All), ma puoi sempre farlo in un secondo momento.

Una volta scaricati i modelli linguistici, devi inserire le API di OpenAI e potrai iniziare a chattare con l’IA selezionando il modello desiderato dal menu a tendina. La lunghezza massima di una risposta è 4.096 token, circa 3.000 parole. Se una risposta non ti convince, puoi chiedere all’IA di generarne una nuova cliccando su “Rigenera la risposta”.

GPT4All offre la possibilità di chattare in diverse lingue, ma per ottenere risultati ottimali ti consiglio di usare l’inglese. Nonostante possa sembrare meno potente rispetto a ChatGPT, GPT4All permette di scaricare diversi modelli linguistici, ed è solo questione di tempo prima che vengano rese disponibili versioni più potenti.

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