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Quando si parla di intelligenza artificiale, molti piccoli imprenditori restano alla finestra, è comprensibile. Tra titoli apocalittici, promesse miracolose e parole inglesi usate come coriandoli, l’AI generativa rischia di sembrare l’ennesima moda pensata per grandi aziende, consulenti iperattivi e startup con tavolo da ping pong.

Nel frattempo, artigiani e microimprese continuano a fare ciò che sanno fare meglio: lavorare.

Ed è proprio qui che entra in gioco Guida pratica all’uso dell’AI generativa per gli artigiani (disponibile su Amazon), testo che ho scritto con l’amico Daniele Giangiulli: un testo che prova a tradurre l’intelligenza artificiale in strumenti utili per chi ha poco tempo e problemi molto concreti.

Un approccio pragmatico all’AI

Il pregio principale del libro è semplice: evita due estremi molto diffusi.

Da una parte l’entusiasmo cieco (“l’AI cambierà tutto”).
Dall’altra il rifiuto ideologico (“non serve a nulla”).

Abbiamo scelto scelgono una terza strada: spiegare dove può essere utile davvero.

Non teoria astratta, ma applicazioni quotidiane:

  • scrivere email e comunicazioni ai clienti
  • migliorare preventivi e offerte
  • creare contenuti per social e sito web
  • organizzare informazioni
  • semplificare attività ripetitive
  • generare immagini e materiali promozionali

Perché interessa proprio agli artigiani

Il problema di molte piccole attività non è il lavoro tecnico. È tutto il resto.

  • trovare tempo per comunicare
  • rispondere ai clienti rapidamente
  • tenere ordine tra richieste e documenti
  • promuoversi online
  • fare amministrazione senza impazzire

L’AI generativa può aiutare soprattutto qui: nelle attività collaterali che rubano ore ed energie.

Un elettricista non ha bisogno che un chatbot rifaccia un impianto. Ma può apprezzare un supporto nel preparare una risposta professionale a un nuovo cliente o nel creare un post efficace per mostrare un lavoro realizzato.

Linguaggio semplice, taglio operativo

Altro punto a favore: il libro usa un linguaggio accessibile.

Scelta meno banale di quanto sembri. Troppi testi tecnologici parlano come un manuale tradotto male da Marte.

Qui invece il focus è rendere comprensibile uno strumento nuovo a chi non vive di tecnologia ma deve decidere se usarla.

Cosa emerge tra le righe

Il messaggio più interessante non è “usate l’AI”. È piuttosto questo: l’AI va governata, non subita.

Chi ha un mestiere consolidato possiede competenze che nessun software replica facilmente:

  • esperienza sul campo
  • capacità di relazione
  • intuizione pratica
  • problem solving reale
  • qualità del lavoro

L’intelligenza artificiale non sostituisce queste cose. Può però alleggerire ciò che le circonda.

A chi può essere utile

Artigiani tradizionali

Idraulici, falegnami, elettricisti, carrozzieri, serramentisti, manutentori.

Microimprese

Piccole realtà che non hanno reparti marketing o amministrativi strutturati.

Associazioni di categoria

Per attività formative concrete e non solo teoriche.

Curiosi pragmatici

Chi vuole capire il tema senza dover seguire tre webinar e sopportare venti slide motivazionali.

Domande frequenti

L’AI serve davvero a un artigiano?

Sì, soprattutto per comunicazione, organizzazione e gestione del tempo.

Bisogna essere esperti?

No. Molti strumenti sono pensati per utenti comuni.

ChatGPT può aiutare una piccola impresa?

Sì, per testi, idee, risposte clienti, sintesi e contenuti promozionali.

L’AI sostituirà il lavoro artigiano?

Molto difficile. Può sostituire compiti ripetitivi, non il valore del mestiere.

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Da qualche anno collaboro con Confartigianato Imprese, per eventi, formazione e consulenze. Ultimamente mi è capitato spesso di aiutare aziende edili nell’integrazione dell’AI nei loro processi. Ovviamente ChatGPT e Gemini non possono aiutare concretamente le maestranze, ma l’AI generativa può rivelarsi una preziosa alleata nel lavoro d’ufficio. Del resto, nel mondo dell’edilizia, la burocrazia pesa quasi quanto il cemento armato. Tra POS, PSC, capitolati e certificazioni, il tempo speso a produrre documenti supera spesso quello dedicato a leggere i progetti. Vediamo quindi cinque applicazioni reali di applicazioni dell’AI che possono già fare la differenza.


1. Dalla sicurezza alla precisione: generare automaticamente il POS

Il Piano Operativo di Sicurezza (POS) è il cuore documentale di ogni cantiere. Oggi può essere redatto con l’aiuto dell’AI: per esempio ho creato per un’azienda edile un GPT (personalizzazione di ChatGPT) che permettono di generare bozze coerenti con il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento) e con il D.Lgs. 81/2008, personalizzate per impresa e lavorazioni. Risultato: meno errori, più tempo per la sicurezza reale e meno per quella cartacea.


2. Gemini Notebook (ex NotebookLM) e la verifica dei progetti contro i capitolati

Uno degli usi più intelligenti è l’analisi automatica di aderenza ai capitolati d’appalto. Con Gemini Notebook di Google (powered by Gemini), si può caricare il testo del capitolato e confrontare un progetto preliminare, individuando subito mancanze o incoerenze. Un vero “revisore digitale” che lavora 24 ore su 24. In alcuni casi abbiamo lavorato anche sui punteggi, per migliorarli.


3. Analisi di conformità normativa e contrattuale

Gli appalti pubblici e privati impongono montagne di norme. L’AI può incrociare documenti tecnici, contratti e norme UNI o CEI, segnalando dove servono integrazioni o aggiornamenti. Tool utili: anche in questo caso Gemini Notebook ma anche Claude.ai.


4. Report e verbali di cantiere generati da voce o immagini

Basta dettare a voce o scattare una foto: l’AI trascrive, riassume e formatta verbali giornalieri, rapporti di sopralluogo o stati d’avanzamento lavori.
Si possono usare Whisper oppure Turboscribe (ma anche lo stesso Gemini Notebook) per crea un flusso documentale continuo, ordinato e tracciabile.


5. Ricerca intelligente nei documenti tecnici

Trovare “quel” certificato nel mare di PDF è un incubo. I motori semantici basati su embedding AI consentono ricerche per significato, non solo per parola chiave. Si può chiedere: “Mostrami il DURC del cantiere di Bergamo aggiornato al 2025” – e ottenerlo in pochi secondi. Un tool per farlo? LangChain.


L’edilizia non è più solo calce e mattoni: è anche gestione intelligente dell’informazione. E chi saprà usare l’AI come alleato diventerà il vero capocantiere del futuro digitale.

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Il 25 settembre sono stato intervistato da Il Cittadino di Monza sul tema AI e lavoro. Ecco la trascrizione del pezzo:

«Volete sapere cosa accadrà con la AI? Si faranno lavori che oggi non esistono»

L’ESPERTO Il sulbiatese Gianluigi Bonanomi, formatore esperto, invitato a un incontro con i dipendenti di Apa Confartigianato

Tutto quello che avreste voluto sapere sull’intelligenza artificiale e non avete mai osato domandare, avreste potuto chiederlo a lui. L’idea è venuta a Apa Confartigianato Imprese, che ha appunto convocato Gianluigi Bonanomi, classe 1975, formatore esperto di comunicazione digitale, giornalista professionista, titolare della cattedra di Net Marketing all’Accademia Santa Giulia di Brescia, per un incontro in sede con i dipendenti sull’intelligenza artificiale generativa. Ma non finirà qui. Nel senso che la stessa associazione organizzerà altri incontri più specifici per gruppi ristretti di dipendenti. Il presidente Giovanni Mantegazza e il segretario Enrico Brambilla, intanto, hanno promosso quest’appuntamento su una «novità» che presenta «aspetti positivi, ma che innesca anche criticità e timori». Bonanomi, nato a Merate e residente a Sulbiate, ha subito specificato come sia praticamente impossibile sfuggire alla AI. «Si calcola – ha spiegato – che, a livello mondiale, l’80% dei lavoratori verrà impattato dall’intelligenza artificiale. Nel settore artigiano ciò sarà più difficile. In Giappone, comunque, hanno creato anche robot che tagliano i capelli. Ma si è trattato di una dimostrazione, di una sperimentazione».

A rischio, invece, saranno i lavori impiegatizi più ripetitivi. Chi compila fogli Excel avrà più possibilità di essere sostituito. Ora, paradossalmente, sono le figure junior ad essere maggiormente penalizzate. Le aziende preferiscono puntare sui lavoratori più esperti per gestire i macchinari. Il futuro, in ogni caso, oggi più che mai è imperscrutabile. Soprattutto nel campo lavorativo. I bambini, una volta, si immaginavano un mestiere che permettesse loro di guidare treni, pilotare aeroplani, spegnere incendi con l’idrante dei pompieri. Fantasticherie proibite ai pargoli attuali. «Due bambini su tre – ha precisato Bonanomi, autore di oltre 20 saggi e manuali sul digitale – faranno un lavoro che ora non esiste. Io faccio il formatore da 20 anni. Se quattro anni fa mi avessero detto che avrei fatto il formatore nel campo dell’AI, non ci avrei creduto».

Cercare vie di fuga o provare a mimetizzarci, dunque, non servirà. L’intelligenza artificiale ci scaverà in ogni luogo. «Ci sarà resistenza – ha concluso Bonanomi – perché non è mai facile cambiare le proprie abitudini. Ma è uno sforzo che vale la pena affrontare. Non siamo più esecutori, ma coordinatori. Le vite di tutti, volenti e nolenti, cambieranno. Adeguandosi, diventerà più facile».

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Diciamolo subito: no, l’intelligenza artificiale non manderà in pensione i personal trainer. Al massimo li costringerà a una formazione accelerata. A RiminiWellness 2025, durante il mio intervento per Confartigianato Sport, ho cercato di rispondere alla domanda che tutti si pongono: “Ma l’AI ci ruba il lavoro?”.

Il video del mio intervento a Rimini Wellness 2025

Durante il mio intervento di oltre un’ora, ho dedicato un quarto d’ora a cinque idee concrete d’uso dell’AI per i personal trainer:

  • Assistenza: dal journaling al tracking del sonno. E sì, ChatGPT può anche creare playlist su misura o motivarti come un coach.

  • Studio: aggiornamenti professionali e trend di settore (es: Exploding Topics).

  • Ricerche: confronto preventivi, analisi dei competitor, strumenti di deep research.

  • Burocrazia: l’AI può aiutare anche con le scaroffie.
  • Comunicazione: un piano editoriale su misura grazie ai prompt personalizzati. E se proprio non sai da dove partire… chiedi a ChatGPT!

Puoi rivedere quella parte di speech qui:


Le app che ho citato nel mio intervento

Reflectly

Un diario digitale per il benessere emotivo. Utile per aiutare i clienti a tracciare l’umore, la motivazione e i progressi mentali, in ottica di fitness olistico.

BMI Visualizer

Un semplice ma impattante strumento per visualizzare il corpo sulla base dell’indice di massa corporea. Ideale per aiutare i clienti a percepire i propri obiettivi.

Sleep Cycle

Il sonno è fondamentale per il recupero muscolare. Sleep Cycle analizza la qualità del sonno e consente al trainer di integrare consigli personalizzati nella programmazione.

HeyGen

Vuoi creare video motivazionali o tutorial personalizzati con il tuo avatar? HeyGen usa l’AI per generare contenuti video professionali, anche in più lingue.

Zapier

Automatizza tutto: appuntamenti, email di follow-up, reminder pre-allenamento. Zapier collega le tue app e ti fa risparmiare ore ogni settimana. In particolare Motivational Coach AI Chatbot Template è un template AI pronto all’uso per creare chatbot motivazionali: risponde 24/7 ai dubbi dei clienti, offre frasi d’ispirazione e suggerimenti personalizzati.

PlaylistAI

La colonna sonora perfetta per ogni workout. Questa app crea playlist su misura in base al tipo di allenamento e all’umore del giorno.

Consensus

Per chi vuole restare aggiornato con basi scientifiche: questa AI cerca nei paper accademici e fornisce risposte basate su evidenze. Perfetto per comunicare con autorevolezza.

Exploding Topics

Vuoi capire i nuovi trend in ambito fitness, alimentazione e tecnologia? Questo strumento analizza i topic emergenti prima che diventino mainstream.

GenSpark

Un AI agent per creare contenuti personalizzati: dai post motivazionali ai programmi di allenamento.

Le slide del mio intervento

Qui puoi vedere o scaricare la mia presentazione.

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Confartigianato Bologna Metropolitana mi ha invitato, l’8 aprile 2025, al suo congresso presso il The Sydney Hotel di Bologna, dove è stato eletto il nuovo consiglio direttivo. Durante la serata, ho parlato dell’intelligenza artificiale: perché fa paura, cos’è in pratica ed esempi d’uso per le imprese artigiane (ho citato alcuni servizi prendendo spunto dal mio libro “ArtigianIA“). Qui una mia intervista a margine dell’evento:

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Spesso l’AI viene presentata come uno strumento di lavoro indispensabile per i colletti bianchi: del resto ChatGPT e chatbot vari sono bravissimi a riassumere e scrivere documenti, fare analisi e così via.
Eppure l’intelligenza artificiale può risultare molto utile anche per chi fa lavori pratici, per esempio gli artigiani. In questo video riporto 3 esempi concreti presi dal libro “ArtigianIA. L’intelligenza artificiale a supporto di quella artigiana” (Ledizioni), scritto a quattro mani con Daniele Giangiulli di Confartigianato Chieti: un esempio per i designer, uno per i tatuatori e uno per i falegnami.

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