Che cos’è la notiziabilità: intervista per Cusano Italia TV

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Il 9 dicembre sono stato intervistato da Cusano Italia TV, nella trasmissione “Promotion. Comunicare è un’arte”, sul tema della notiziabilità. Una chiacchierata di una ventina di minuti che ha affrontato diversi temi:

  • che cosa si intende per notiziabilità?
  • quando un fatto diventa notizia?
  • quali sono i criteri per stabilire se dare una notizia o meno (es: novità, pubblico interesse, protagonisti VIP, personalizzazione, ecc.)?
  • perché le notizie drammatiche generano più interesse?
  • come cambia la notizia nell’era dei social?
  • qual è il ruolo degli influencer e dei blogger?
  • il problema delle fake news

Guarda qui l’intera registrazione dell’intervista:

Qui puoi ritrovare un mio videocorso gratuito sul tema della notiziabilità:

La live di lancio di “Boomer a chi? Guida per genitori tardivi digitali” (Amazon Publishing)

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Il 22 novembre 2021 Enrico Piacentini e io abbiamo lanciato, con una live su LinkedIn e YouTube, il nostro primo libro a quattro mani: “Boomer a chi? Guida per genitori tardivi digitali“:

La live di presentanzione del libro

Ecco la registrazione della live:

Scrivimi per la presentazione del libro o per ordini di più copie

[VIDEO] Tolstoj, Alberto Camerini e il brand positioning

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In questo video della serie “Cultura e digitale” metto insieme:

  • l’incipit di Anna Karenina di Tolstoj
  • Rock N’ Roll Robot di Camerini
  • il brand positioning di Ries e Trout

 

[VIDEO] Perché non dovresti usare le foto da stock nella pagina “Contatti” del sito Web

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In questo video spiego perché non dovresti usare le foto da stock nella pagina “Contatti” del sito Web e mostro alcuni esempi virtuosi:

[VIDEO] I 10 titoli di libri più brutti di sempre

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In questo video della serie “Cultura e digitale” prendo spunto da una citazione di Schopenauer per mostrare i libri più brutti di sempre, per titolo e cover:

Alla fine parlo del mio testo per Editrice Bibliografica:

 

 

[VIDEO] Personal branding: come un punto debole può diventare un punto di forza

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Un tempo ero un giornalista, poi ho iniziato a fare formazione e consulenze in azienda. Il mio passato nelle redazioni era un punto debole – le aziende non amano i giornalisti se non scrivono di loro! – ma è diventato un plus nel momento in cui hanno capito che la mia capacità di creare contenuti per il pubblico rispondeva a una loro necessità.

In questo video spiego come trarre il massimo anche dai punti deboli, in ottica personal branding:

 

 

[VIDEO] Personal branding con LinkedIn: evento live con Thesis 4U

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Il 4 novembre 2021 sono stato inviato da Thesis 4U, startup che mette in collegamento aziende e studenti nello sviluppo di progetti di tesi di laurea, per parlare di personal branding con LinkedIn.

I temi chiave sono stati questi:

  • Che cosa si intende per personal branding?
  • Che differenza c’è tra visual identity e virtual identity?
  • Come si inizia a curare la propria presenza online?
  • Come ci si presenta correttamente su LinkedIn?
  • Come si evidenziano gli elementi differenzianti?
  • Come ci si rende credibili su LinkedIn?

Puoi rivedere la registrazione dell’evento qui:

 

 

 

Come si comunica la cybersecurity? [VIDEO speech all’evento Cyber Act Forum di Viterbo]

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Il primo ottobre 2021 sono stato invitato come speaker al primo “Cyber Act Forum” organizzato dai Cyber Actors. Tra i tanti interventi dedicati alla sicurezza informatica, avevo il compito di parlare di come si comunica la cyber-sicurezza. Il titolo dell’intervento, provocatorio, era “Sbatti l’hacker in prima pagina“.

L’intervento era diviso in due parti:

  • Parte 1: come si comunica la cybersecurity sui giornali
  • Parte 2: come si dovrebbe comunicare la cyber-sicurezza in azienda

Il programma dell’evento:

Qui trovi le slide che ho usato:

cyberactfurorum_bonanomi

I punti chiave del mio intervento

  1. Bad news is a good news: spesso i giornali parlano di sicurezza sbattendo il mostro in prima pagina (concetto di notizialibità)
  2. Come in un riflesso condizionato pavloviano, quando c’è un problema di sicurezza si parla subito di hacker!
  3. Spesso l’anello debole della catena è l’utente
  4. Manca cultura della cyber-sicurezza: per esempio, quanti conoscono la differenza tra deep Web e dark Web?
  5. Le aziende dovrebbe praticare la glasnost (trasparenza in russo)
  6. Chi si occupa di sicurezza informatica è come un assicuratore, spesso contatta i clienti in due momenti nefasti: quando chiede i soldi e quando si registra un incidente
  7. La sicurezza informatica, al pari della social responsability, può essere veicolo di marketing (ma senza dire che si mette il cliente al centro, occorre dimostrarlo: “show, don’t tell”)

Come bisognerebbe comunicare la cyber-sicurezza?

La comunicazione relativa alla cyber-sicurezza dovrebbe avere queste caratteristiche per diventare (anche) veicolo di marketing:

  • Costanza
  • Inclusività
  • Semplicità
  • Concretezza
  • Tempestività

Il video dell’intervento “Sbatti l’hacker in prima pagina”

Il video integrale del mio intervento è stato messo a disposizione di tutto dai Cyber Actors su YouTube. Puoi rivederlo direttamente qui:

Le foto dell’evento

Social selling per assicuratori: 5 errori da non fare [VIDEO intervento all’evento “La forza degli intermediari”]

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Il 7 ottobre 2021 sono stato invitato all’evento “La forza degli intermediari“, organizzato da Insurance Connect, per tenere uno speech dal titolo “Social selling per assicuratori: 5 errori da non fare”

Quali sono gli errori che gli assicuratori spesso fanno online?

  1. Non esserci
  2. Sbagliare la scelta dei canali
  3. Sbagliare approccio
  4. Non ascoltare
  5. Andare out of topic

10 temi chiave del mio intervento

  1. Non si può non comunicare (anche online)
  2. No alla comunicazione autoreferenziale!
  3. Il social selling non vuol dire “vendere online”: non provare a piazzarmi una polizza al primo messaggio!
  4. Occorre puntare sulle relazioni (parliamo di “social”…), non sulle trattative
  5. Dai valore: fai vera cultura assicurativa (magari anche con dei video…)
  6. Meglio scegliere pochi canali e presidiarli bene
  7. Non si può presentarsi come esperti di tutto: serve focalizzazione
  8. Non si può comunicare allo stesso modo su tutti i canali
  9. Ascolta il tuo pubblico online
  10. Tenere separata la comunicazione personale da quella professionale (no foto delle vacanze su LinkedIn)

Queste le slide che ho usato:

Bonanomi_social_selling_assicuratori_InsuranceConnect

Guarda il video “social selling per assicuratori: 5 errori da non fare”

Questo il video integrale (18 minuti) del mio speech (fai clic sull’immagine):

La gestione del tempo online [videopillola per “Benessere digitale” della Bicocca]

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Non conta solo la quantità di tempo che si passa online (screen time) ma anche cosa si fa, e come lo si fa. In Rete ci sono tante tentazioni e diversivi che rendono più difficile restare fedeli ad un obiettivo che ci si è prefissati. Gli adolescenti hanno, inoltre, fisiologicamente meno possibilità di resistere agli stimoli attrattivi della rete. D’altra parte, in rete ci sono anche tante risorse da poter sfruttare per progetti anche significativi. Allora come fare? È importante abituarsi a pianificare il tempo, soprattutto quello online. Interessante è la cosiddetta “tecnica del pomodoro”, un metodo di gestione del tempo ideato alla fine degli anni ’80 da Francesco Cirillo, sviluppatore software ed imprenditore di origini italiane.

Il nome deriva da quei timer a forma di pomodoro, spesso utilizzati in cucina per tenere sott’occhio i tempi di cottura. La tecnica prevede delle sessioni di lavoro da 25 minuti, seguite da una pausa di 5 minuti. La pausa è molto importante per garantire la continuità dell’attenzione durante le sessioni. Ogni 4 di queste sessioni, la pausa può diventare più lunga (15-30 minuti). Questo vale per gli adulti; per i bambini occorre fare un adeguato adattamento, ma l’idea di sessioni seguite da pause resta consigliabile.

Il video sulla gestione del tempo online

Ho dedicato a questa tecnica, e ad altre indicazioni, questo video (realizzato con il progetto Benessere Digitale dell’Università Bicocca di Milano):

Nell’ambito dello stesso progetto avevo girato anche quest’altro video: