La spazzatura nella Rete

[disclaimer: l’articolo è del 2004: molti link non sono più attivi]

Una raccolta differenziata: il meglio del peggio del Web.

La Rete è un enorme cassonetto “indifferenziato”, dov’è possibile trovare risorse preziose, così come rovistare tra rifiuti informatici di ogni genere, sguazzando in un oceano di byte sprecati. Vuoi cose divertenti, vuoi curiose, ma molto spesso cose inutili, senza scopo pratico alcuno.

Questo perché Internet è un coacervo di contenuti senza controllo: sono poche le risorse DOC, di origine controllata. Chiunque può realizzare, a basso costo o addirittura gratuitamente, la propria pagina Web. Alcuni hanno sufficienti conoscenze tecniche (e non solo), o un discreto senso estetico: doti che permettono di realizzare un sito interessante, utile, ben fatto. Molti altri, invece, realizzano pagine decisamente brutte, inutili, talmente piene o talmente vuote che il risultato è certamente risibile, a volte demenziale. Ma esiste una soglia, probabilmente, che fa di un sito brutto qualcosa di sublime, di un sito inutile un collegamento da inserire nei Preferiti, di un’idea malsana un guizzo di genialità. Siti che vale la pena di visitare, almeno una volta.
Da qui parte il nostro excursus, il nostro viaggio alla scoperta del peggio della Rete: per alcuni sarà una gita nel paese delle meraviglie, per altri una visita al museo degli orrori. Comunque sia, in queste pagine vi mostreremo tutto quello che non può essere nemmeno lontanamente bollato come utile e pratico, contravvenendo, per una volta, allo slogan che trovate in copertina.
Un, due… trash, si parte!

Trash volontario e non

aivam

Partiamo subito con dei distinguo, riguardanti le intenzioni dei webmaster: c’è chi realizza una pagina brutta o inutile avendone la consapevolezza (con una certa genialità, quindi) e chi invece non è sfiorato da tale capacità critica, o autocritica, e nella sua beata incoscienza si espone al pubblico ludibrio. È questa, quindi, la prima distinzione che ci sentiamo di fare: trash volontario e involontario. Per chiarire meglio il concetto, partiamo con il sito dell’“Artigiana Salumi” (www.artigianasalumi.it): un’esplosione di animazioni flash e slogan spiazzanti. Solo per intenditori della carne suina.
Contrapponiamo questo sito a una pagina Web volutamente inutile e ridicola: “Lo zio di Kiev” (www.wainer.com/russi), un’esilarante collezione autunno-inverno di moda russa.
Tra i siti trash volontari non può mancare una famosa “bufala”: il sito di Franco De Nicola (www.geocities.com/poligamo_poligamia), un milionario che si offre per un matrimonio poligamo, e cerca le sue anime gemelle on-line (alle quali, tra l’altro, è richiesta la compilazione di una scheda per avanzare la propria candidatura).
Esistono poi degli ibridi: siti i cui intenti non sono così chiari. Troppo esagerati per essere seri, ma contemporaneamente troppo seri per essere volutamente trash. Un esempio potrà chiarirvi le idee: provate a visitare il sito di Padre Maurizio (www.padremaurizio.it), un prete rap ballerino, il cui motto è: “Dio ti vuole un macello di bene!”. Dopo la messa cantata, dobbiamo aspettarci l’omelia ballata?
Anche la pagina ufficiale dell’associazione AIVAM (Associazione Italiana per la Valorizzazione dell’Asino e del Mulo), che si trova all’indirizzo www.arpnet.it/aivam, ci lascia un po’ perplessi.

Gli inestetismi del Web

gellato

Per fare il webmaster non occorre aver seguito un corso di grafica, avere uno spiccato senso dell’estetica, o anche solo una buona dose di buonsenso. E, spesso, si vede. Provate a visitare questo sito: www.iosonotranquillo.com; sicuramente un esempio negativo per chi vuol creare una home page sobria…
Anche un video trasmesso on-line può rappresentare un’accozzaglia di immagini, colori, idee e immagini che fanno a pugni tra loro. Una chicca imperdibile è sicuramente questa: Gellato el chocolato; si tratta di un videoclip casereccio della canzone di Pupo “Gelato al cioccolato”, ribattezzata per l’occasione “Gellato el chocolato”, chissà perché. Prima di vederlo, seguite le avvertenze e le modalità ad uso: tenere lontano dalla portata dei fan di Pupo.
Sia dal punto di vista dei contenuti, sia da quello della realizzazione, un esempio di quanto possa essere inutile e brutto un sito è quello dell’Associazione Mondiale per la Ricostruzione del Paradiso Terrestre: www.amorpater.it.
Il cattivo gusto on-line non ha limiti, soprattutto per chi vuole farsi un po’ di pubblicità. Vedere per credere il calendario del sito www.cofanifunebri.it/calendario-2003.htm. Ora procedete pure a fare tutti gli scongiuri del caso…
Una raccolta di siti brutti si trova all’indirizzo www.graphic.it/wastedweb.

L’insostenibile inutilità del Web

Esistono on-line dei siti che rappresentano un inno all’inutilità. Voluta, ostentata, spiazzante. Siti che si presentano come puri e semplici passatempi, ma che in fin dei conti fanno avanzare il contascatti telefonico senza dare alcunché al visitatori. Citiamo, per esempio, “The Prime Number Shitting Bear” (http://members.surfeu.fi/kklaine/primebear.html). Ci scusiamo con i lettori per il titolo poco fine, ma il sito è veramente incredibile. Rappresenta, in pratica, il disegno stilizzato di un orso il cui unico scopo è quello di “espellere” delle cifre: ma solo numeri primi… La matematica non è un’opinione. E nemmeno il trash.§Per non parlare di Emotion Eric (www.emotioneric.com), un tizio che fa espressioni facciali su richiesta. Una faccia da schiaffi, “on demand”.
E che dire del sito “Giant Microbes” (www.giantmicrobes.com) che vende i peluche dei microbi? Chi non ha mai sognato di avere in casa un simpatico pupazzetto del virus ebola, dell’ulcera o dell’influenza? Se invece vi piacciono le suonerie dei cellulari, non perdetevi la prima sinfonia per soli cellulari: www.flong.com/telesymphony.
Continuiamo così, facciamoci del male. L’arte degli origami è un’antica pratica giapponese che consiste nel costruire figure espressive di persone, animali, fiori e oggetti vari piegando ripetutamente uno o più fogli di carta, senza l’ausilio di colla o forbici. C’è chi, invece, è riuscito a prendersi gioco di questa arte: il sito www.origamiboulder.com vende un origami particolarissimi: semplici fogli di carta appallottolati. Spazzatura impagabile.
In tema di provocazioni, segnaliamo anche il sito www.geocities.com/personale_per_manifestazioni. In pratica, se volete organizzare manifestazioni affollate, non dovete far altro che contattare la “InPiazza Enterprise”: per 30.000 euro vi procurerà la bellezza di mille manifestanti “motivati e preparati, che credono negli ideali della protesta, e sono assolutamente pacifici, non-violenti”. Un affare.
Come non parlare poi di Frank (www.robotfrank.com), un tizio che afferma di essere un robot? O della motocicletta a forma di chitarra (www.guitarbike.com)?
Chi desiderasse rivedere la saga di Guerre stellari ricostruita con i mattoncini Lego, si accomodi sul sito www.wainer.com/gls. Casalinghe e habitué dei supermercati non mancheranno di apprezzare le iniziative dell’associazione per la salvaguardia dei carrelli della spesa: www.shoppingcartabuse.com.
Concludiamo la rassegna dei siti da non disperdere nell’ambiente… con un classico: il movimento per la liberazione dei nani da giardino (www.malag.it)
Al termine di questo viaggio nell’immondizia informatica, ognuno decida quali “rifiuti” smaltire e quali riciclare: potreste copiare e incollare qualcuno di questi link, regalando una sana risata ai vostri amici di e-mail…

Il webmaster è un coatto?

Tommaso Labranca (www.labranca.co.uk), il più rigoroso teorizzatore dell’estetica trash, ha esposto nel volume “Andy Warhol era un coatto” (Castelvecchi) il concetto di “bakismo”. Alcuni programmi informatici, quando aggiornano un documento, mantengono traccia della versione precedente alle modifiche, identificata con l’estensione “.bak”. Il file BAK è sempre meno interessante di quello aggiornato, perché superato. Questa metafora serve a spiegare cosa sia il trash: un’emulazione ritardata, e fallita. Un brutta copia dell’originale.
Uno degli esempi più lampanti indicati da Labranca è il cantante nostrano Little Tony, un clone all’amatriciana di Elvis Presley. Visitate la galleria fotografica del sito www.littletony.it. Altro esempio è quello di Roby Vandalo (www.robyvandalo.it) emulatore di Brian Ferry (ex leader dei Roxy Music).
In tema di Internet, un esempio lampante di bakismo è rappresentato dal sito www.marghe.com, dove l’intera grafica (in particolar modo nei titoli) è scopiazzata dal logo della band metal Metallica. Da brividi anche il sito del sosia di Adriano Celentano, Tony Serafino.
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Internet kitsch

Dal punto di vista culturale, e in particolare dalla prospettiva della storia dell’arte, il trash è l’utilizzo in chiave artistica del contenuto delle pattumiere, degli scarti industriali, dei rifiuti della civiltà tecnologica. Da non confondere con il termine tedesco “kitsch”, che ha sempre come riferimento l’oggetto artistico, seppur simulato, copiato e snaturato in un’imitazione di scadente qualità, ma soprattutto di cattivo gusto. Internet è piena di manifestazioni di questo tipo.
Cominciamo la nostra carrellata con un sito che propone alcune opere d’arte un po’ particolari: si tratta delle creazioni di Antonio Riello (web.tiscali.it/ladiesweapons/weapons.html), armi rivestite con pelle maculata, pelo giallo o colorate d’oro.
Ricordate i “Furby”, quei simpatici pupazzetti parlanti che imperversavano qualche anno fa? Bene, su questo sito è stata eseguita l’autopsia di un Furby: www.phobe.com/furby. Sempre in tema di pupazzetti, qui trovate un guida su come realizzare un bonsai di Pikachu, il più celebre dei Pokemon: www.bonsaipikachu.com. Se quest’ultimo non vi basta, qui scoprirete come si cucinano i Pokemon: www.jarusa.com/pokemon.
Qui invece trovate una collezione di nani da giardino che hanno fatto una brutta fine: www.bifrost.com.au/hosting/gnomes. Per concludere, eccovi una collezione di pupazzi (in perfetto stile Barbie e Ken) di Bush, Saddam e Osama Bin Laden: www.herobuilders.com. Davvero tremendi.

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