WhatsApp: è cambiata l’età minima per usarlo


Mi capita spesso di fare serate con i genitori sui pericoli della Rete e workshop con i ragazzi sull’uso consapevole della tecnologia: in entrambi casi, quando si parla di WhatsApp e di età minima per poterlo usare, c’è molta confusione.
Partiamo dal presupposto che l’età minima per usare i social network è 13 anni. Non si tratta di un’età legale che abbia senso in Italia: è imposta dalle aziende americane che erogano i servizi. Fino a qualche tempo fa, però, c’era una discrepanza tra i vari Facebook e Instagram da una parte (13 anni) e WhatsApp dall’altra (16 anni), nonostante siano tutti parte della grande famiglia di Zuckerberg (vedi notizia). Non perché WhatsApp non sia un social, tutt’altro: nei gruppi si fa tutto quello che si può fare in qualsiasi social come condividere, commentare, discutere in gruppo e così via. Il motivo era un altro: Whats App richiedeva l’uso di una SIM, che in Italia non può essere intestata a un minore di 15 anni (dai 12 anni se accompagnati da un genitore, vedi per esempio modulo Tim).

Dopo un lungo periodo in cui anche per WhatsApp l’età minima era di 13 anni, mi sono accorto che le cose erano cambiate ancora. Mi sono collegato al sito di WhatsApp e ho spulciato nella pagina delle informazioni legali, che trovi qui: www.whatsapp.com/legal/?l=it.

Vi si legge, testualmente:

Requisiti di età. Per usare WhatsApp, è necessario avere almeno 16 anni.

Quindi siamo tornati a 16 anni, con il consenso dei genitori.

Perché? Per applicare il nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati personali, applicabile dal prossimo 25 maggio, WhatsApp ha deciso di adeguarsi. In particolare l’articolo 8 della norma comunitaria impone alle piattaforme di raccogliere il consenso dei genitori per il trattamento dei dati dei minori di 16 anni. I singoli Stati potranno poi abbassare l’età a 13 con un’apposita legge.

Chi controlla?

Il rispetto della regola è affidato alla buona fede dei ragazzi, che potrebbero mentire (come hanno fatto finora). Oppure tutto è demandato al controllo dei genitori: l’applicazione fa riferimento alla “raccolta del consenso da parte dei genitori” nel caso in cui non si abbia l’età minima per accettare i termini di servizio. In che senso? «Potrebbe fare riferimento all’età minima per stipulare un contratto, che in Italia sono 18 anni, ma mi sembra di difficile applicazione», spiega l’avvocato esperto di digitale Fulvio Sarzana al Corriere della Sera. Possibile che si riferisca alla variazione delle condizioni che sottoporrà agli utenti già registrati, fra i quali ci sono anche under 13, oltre che under 16, chiedendo l’età. Anche in questo caso Sarzana è però scettico: «Non rispetterebbero quanto richiesto, mi sembra una forzatura».

Uno spezzone del corso “Navigazione familiare”

La mia intervista per la radio M2O sul tema dell’età minima per WhatsApp e social

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