Tag Archivio per: speech

Una conferenza su ChatGPT per aziende e Pubblica Amministrazione funziona quando non si limita a mostrare “cose sorprendenti”, ma aiuta persone, manager, funzionari e decisori a capire come usare l’intelligenza artificiale generativa in modo pratico, responsabile e sicuro.

Negli ultimi anni ChatGPT, Copilot, Gemini, Claude e gli altri strumenti di AI generativa sono entrati nel lavoro quotidiano con una velocita’ rara. Il problema e’ che molte organizzazioni li hanno conosciuti in modo disordinato: qualcuno li usa per scrivere email, qualcuno per riassumere documenti, qualcuno li evita per paura di sbagliare, qualcuno ci incolla dentro dati riservati senza pensarci troppo.

Per questo una conferenza su ChatGPT per aziende, enti pubblici e Pubblica Amministrazione non dovrebbe essere una passerella tecnologica. Dovrebbe essere un momento di orientamento: poche idee chiare, esempi vicini al lavoro reale, attenzione a dati e privacy, consapevolezza dei limiti e una domanda molto concreta: da dove possiamo partire domani mattina?

Risposta breve: a cosa serve una conferenza su ChatGPT in azienda o nella PA?

Serve a creare un linguaggio comune sull’intelligenza artificiale generativa, mostrare casi d’uso concreti, chiarire rischi e responsabilita’, aiutare le persone a distinguere tra uso utile e uso pericoloso degli strumenti AI. In azienda puo’ accelerare produttivita’, comunicazione e innovazione. Nella Pubblica Amministrazione puo’ migliorare orientamento, efficienza interna e qualita’ dei servizi, ma solo con regole chiare e supervisione umana.

Perche’ oggi ChatGPT interessa aziende e Pubblica Amministrazione

ChatGPT e gli strumenti simili non sono soltanto chatbot. Sono interfacce linguistiche capaci di aiutare le persone a scrivere, sintetizzare, tradurre, riorganizzare informazioni, generare idee, preparare documenti, analizzare testi, creare bozze e simulare conversazioni.

In azienda questo impatta molte funzioni: marketing, vendite, HR, customer care, amministrazione, formazione, comunicazione interna, project management. Nella Pubblica Amministrazione i casi d’uso possono riguardare sportelli informativi, semplificazione del linguaggio, supporto alla redazione di atti, gestione delle FAQ, sintesi di documenti, preparazione di materiali divulgativi e formazione del personale.

Il punto, pero’, non e’ “usare ChatGPT perche’ lo usano tutti”. Il punto e’ capire quando ha senso usarlo, quali dati non inserire, come verificare le risposte, come integrare l’AI nei processi e come evitare che uno strumento potente venga trattato come un oracolo.

Cosa deve contenere una conferenza utile su ChatGPT

Una conferenza efficace dovrebbe tenere insieme tre livelli: comprensione, esempi e governance.

1. Comprensione: che cos’e’ davvero l’AI generativa

Il pubblico deve capire, senza tecnicismi inutili, che ChatGPT non “sa” le cose come una persona. Genera risposte probabili a partire da modelli linguistici, dati di addestramento, istruzioni e contesto. Questo spiega perche’ puo’ essere utilissimo, ma anche perche’ puo’ produrre errori, invenzioni, semplificazioni e risposte molto convincenti ma sbagliate.

2. Esempi: cosa si puo’ fare nel lavoro quotidiano

Gli esempi devono essere vicini al pubblico. Per un’azienda possono riguardare email commerciali, piani editoriali, analisi di feedback clienti, preparazione di riunioni, script per telefonate, descrizioni prodotto, documenti HR o report interni. Per un ente pubblico possono riguardare testi piu’ chiari per i cittadini, risposte a domande frequenti, sintesi di regolamenti, bozze di comunicazioni, materiali per eventi pubblici o supporto alla formazione interna.

3. Governance: cosa non fare e quali regole servono

La parte piu’ importante, spesso, e’ quella meno spettacolare: dati personali, informazioni riservate, controllo delle fonti, responsabilita’ delle decisioni, trasparenza verso utenti e cittadini, qualita’ degli output, supervisione umana. Senza queste basi, ChatGPT rischia di diventare una scorciatoia fragile.

Gianluigi Bonanomi relatore evento AI Allianz conferenza intelligenza artificiale

ChatGPT nella Pubblica Amministrazione: opportunità e cautele

Per la Pubblica Amministrazione l’intelligenza artificiale generativa puo’ essere una leva importante, ma richiede piu’ attenzione rispetto a molti contesti privati. Gli enti pubblici lavorano con dati personali, procedimenti, atti, diritti dei cittadini, obblighi di trasparenza e responsabilita’ amministrativa.

Per questo in una conferenza dedicata alla PA conviene insistere su alcuni messaggi chiave:

  • ChatGPT puo’ aiutare a scrivere meglio, ma non sostituisce la responsabilita’ del funzionario o del dirigente;
  • le risposte dell’AI vanno sempre verificate, soprattutto quando riguardano norme, procedure, bandi, diritti o scadenze;
  • i dati personali e le informazioni riservate non vanno inseriti in strumenti non autorizzati dall’organizzazione;
  • la semplificazione del linguaggio amministrativo e’ uno dei casi d’uso piu’ interessanti e a basso rischio;
  • ogni ente dovrebbe definire policy interne, esempi consentiti, esempi vietati e percorsi di formazione.

Una buona conferenza per comuni, enti locali, aziende sanitarie, scuole, universita’ o altri enti pubblici deve quindi essere pratica, ma anche prudente. Non terrorismo tecnologico, non entusiasmo cieco: buon senso operativo.

AI Act e alfabetizzazione AI: perche’ la formazione conta

Il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, noto come AI Act, ha introdotto un principio che riguarda direttamente aziende e Pubbliche Amministrazioni: chi sviluppa o utilizza sistemi di AI deve promuovere un adeguato livello di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale tra le persone coinvolte.

In pratica, non basta comprare o autorizzare strumenti AI. Bisogna aiutare le persone a comprenderne funzionamento, limiti, rischi e impatti. La Commissione europea indica che gli obblighi di AI literacy e le pratiche vietate sono entrati in applicazione dal 2 febbraio 2025, mentre altre parti del regolamento seguono una timeline progressiva.

Per questo una conferenza su ChatGPT puo’ diventare anche il primo passo di un percorso piu’ strutturato di formazione AI: una sessione plenaria per creare consapevolezza, seguita da workshop pratici per funzioni aziendali, uffici o gruppi di lavoro.

Format possibili: keynote, speech, workshop

Non tutte le organizzazioni hanno bisogno dello stesso formato. La scelta dipende dal pubblico, dal tempo disponibile e dall’obiettivo.

  • Keynote da 30-45 minuti: ideale per convention, eventi istituzionali, assemblee, kick-off, meeting con molti partecipanti.
  • Speech da 60-90 minuti: adatto quando si vogliono mostrare esempi, fare una demo e lasciare spazio alle domande.
  • Workshop pratico da mezza giornata: utile per team aziendali, uffici pubblici, gruppi di lavoro e manager che devono imparare a usare gli strumenti.
  • Percorso formativo: consigliato quando l’organizzazione vuole passare dalla sensibilizzazione all’adozione consapevole.

Il mio consiglio e’ semplice: se il pubblico e’ molto ampio ed eterogeneo, meglio partire da una conferenza accessibile. Se invece i partecipanti hanno gia’ provato ChatGPT e vogliono usarlo davvero, serve un laboratorio.

Domande da fare prima di organizzare l’intervento

Prima di progettare una conferenza su ChatGPT e AI generativa, conviene rispondere ad alcune domande:

  • Il pubblico e’ composto da manager, dipendenti, funzionari, cittadini, studenti o professionisti?
  • Le persone hanno gia’ usato ChatGPT o partono da zero?
  • L’obiettivo e’ ispirare, formare, rassicurare, introdurre regole o aprire un percorso?
  • Ci sono casi d’uso specifici da mostrare?
  • Esistono gia’ policy interne sull’uso dell’AI?
  • Ci sono vincoli particolari su privacy, dati, compliance o sicurezza?

Le risposte cambiano molto il taglio dell’intervento. Parlare di ChatGPT a una rete commerciale non e’ la stessa cosa che parlarne a un comune, a un’associazione di categoria, a una banca, a una scuola o a un gruppo di dirigenti.

Cosa dovrebbe portare a casa il pubblico

Alla fine di una conferenza ben progettata, le persone dovrebbero uscire con cinque risultati concreti:

  1. capire che cosa sono ChatGPT e l’AI generativa, senza mitizzarli;
  2. riconoscere almeno 5-10 casi d’uso utili per il proprio lavoro;
  3. sapere quali dati non inserire e quali risposte verificare;
  4. distinguere tra uso personale, uso professionale e uso organizzativo dell’AI;
  5. avere voglia di sperimentare, ma dentro un perimetro chiaro.

Questo e’ il vero obiettivo: trasformare la curiosita’ in competenza iniziale. La meraviglia dura pochi minuti; la competenza cambia il modo di lavorare.

Collegamenti utili

Se stai organizzando un evento aziendale, puoi partire dalla pagina dedicata allo speaker AI per eventi aziendali.

Se vuoi un intervento specifico su ChatGPT, vedi anche la proposta di speech su ChatGPT e AI generativa.

Se il tema riguarda obblighi, governance e consapevolezza, leggi la guida sulla formazione AI obbligatoria secondo l’AI Act.

FAQ

Una conferenza su ChatGPT e’ adatta anche a un pubblico non tecnico?

Si. Anzi, spesso e’ il pubblico piu’ importante. L’intervento deve usare esempi chiari, linguaggio accessibile e casi vicini al lavoro quotidiano.

ChatGPT puo’ essere usato nella Pubblica Amministrazione?

Puo’ essere usato solo dentro regole chiare, con attenzione a dati personali, riservatezza, verifica delle risposte e responsabilita’ umana. La formazione serve proprio a distinguere usi utili e usi rischiosi.

Quanto dura una conferenza su ChatGPT per aziende o PA?

Il formato piu’ comune va da 45 a 90 minuti. Per imparare a usare davvero gli strumenti, pero’, conviene prevedere anche un workshop pratico.

Meglio parlare di ChatGPT o di intelligenza artificiale generativa in generale?

Dipende dall’obiettivo. ChatGPT e’ il nome piu’ riconoscibile, ma spesso e’ utile confrontarlo con Copilot, Gemini, Claude e altri strumenti per aiutare il pubblico a orientarsi meglio.

Una conferenza puo’ valere come formazione AI Act?

Puo’ essere un primo passo di alfabetizzazione AI, soprattutto se documentata e progettata con attenzione. Per coprire meglio le esigenze organizzative, e’ preferibile affiancarla a moduli pratici, policy interne e materiali di supporto.

Richiedi una conferenza su ChatGPT e AI generativa

Il 5 giugno 2026, a Piombino, ho tenuto uno speech per il Consorzio Delta Electric su un tema concreto: come i distributori di materiale elettrico possono usare l’intelligenza artificiale oggi, non domani.

Non era un convegno sul futuro. Era un incontro operativo, con commerciali, responsabili acquisti e titolari che ogni giorno gestiscono codici prodotto, listini, ordini urgenti e richieste tecniche. Persone che non hanno tempo per sperimentare, ma che rischiano di perdere terreno rispetto a chi già usa questi strumenti.

In questo articolo riprendo i 10 esempi pratici che ho presentato durante lo speech, con qualche approfondimento per chi non era in sala.

1. Risposta rapida alle richieste tecniche dei clienti

Un installatore chiama e chiede la differenza tra due interruttori differenziali, le normative applicabili, la compatibilità con un impianto specifico. Il commerciale deve rispondere in pochi minuti. L’AI generativa — come ChatGPT o Claude — può sintetizzare le schede tecniche, confrontare caratteristiche e produrre una risposta chiara e professionale in pochi secondi. Il commerciale controlla, personalizza e invia. Il tempo si dimezza.

2. Generazione di offerte e preventivi

Preparare un preventivo completo richiede tempo: selezionare i prodotti giusti, descriverli correttamente, calcolare sconti e scrivere note tecniche. Con l’AI si può automatizzare la parte testuale: a partire da una lista di codici prodotto, l’AI genera la descrizione commerciale e le note tecniche, lasciando al commerciale solo la verifica e la personalizzazione. Un lavoro da 40 minuti diventa un lavoro da 10.

3. Analisi e sintesi dei cataloghi prodotto

I cataloghi dei grandi brand come ABB, Schneider Electric o Legrand hanno migliaia di pagine. L’AI può essere addestrata o alimentata con questi documenti per rispondere a domande specifiche: “Qual è il grado di protezione IP di questo prodotto?”, “Questo quadro è compatibile con la norma CEI 17-13?”. Il risultato è una ricerca tecnica più rapida e meno soggetta a errori.

4. Supporto alla formazione dei nuovi commerciali

Formare un nuovo commerciale nel settore elettrico richiede mesi. L’AI può accelerare questo processo creando simulazioni di conversazioni con clienti, quiz tecnici sui prodotti, schede di apprendimento personalizzate. Non sostituisce il tutor umano, ma riduce i tempi di onboarding e consolida le conoscenze in modo interattivo.

5. Creazione di contenuti per il sito web e i social

Molti distributori hanno un sito web aggiornato raramente e nessuna presenza social significativa. L’AI può generare articoli tecnici, schede prodotto ottimizzate per la SEO, post LinkedIn e newsletter in modo rapido. Non serve un copywriter dedicato: bastano le indicazioni giuste e un processo di revisione.

6. Analisi dei dati di vendita e previsione della domanda

Con strumenti come Excel con Copilot o piattaforme di Business Intelligence con AI integrata, i dati storici di vendita diventano preziosi: si possono identificare trend stagionali, prodotti in crescita, clienti inattivi da riattivare. Analisi che prima richiedevano un esperto di dati oggi sono alla portata di qualsiasi responsabile commerciale.

7. Gestione delle email e delle comunicazioni

Un responsabile commerciale riceve decine di email al giorno: richieste, reclami, aggiornamenti da fornitori. L’AI può classificare le email per priorità, suggerire risposte tipo per le comunicazioni standard, e aiutare a redarre email commerciali efficaci. Il risparmio di tempo è reale e misurabile.

8. Ottimizzazione della gestione del magazzino

L’AI applicata ai dati di magazzino permette di prevedere i picchi di domanda (stagionalità, cantieri in corso, bandi pubblici) e ottimizzare le scorte. Meno capitale immobilizzato in prodotti che non ruotano, meno rotture di stock su ciò che si vende di più. Alcuni software ERP già integrano queste funzioni con l’AI.

9. Supporto nelle gare d’appalto e nei capitolati

Leggere, interpretare e rispondere a un capitolato tecnico è un’attività lunga e tecnica. L’AI può analizzare il documento, estrarre i requisiti chiave, confrontarli con il catalogo disponibile e suggerire la selezione di prodotti più adatta. Non elimina il lavoro dell’esperto, ma lo rende molto più veloce.

10. Assistente virtuale per il post-vendita

Un chatbot intelligente, addestrato sui prodotti e sulle FAQ aziendali, può rispondere alle domande dei clienti 24 ore su 24: stato degli ordini, disponibilità di ricambi, istruzioni di installazione. Non serve una struttura di supporto dedicata: un piccolo investimento tecnologico può migliorare significativamente l’esperienza del cliente.

Cosa ho detto a Piombino: la sintesi

Durante lo speech ho sottolineato un concetto che considero fondamentale: l’AI non è un tema da convegno, è uno strumento operativo. I distributori di materiale elettrico che aspettano di capire “come evolverà” prima di agire rischiano di perdere mesi preziosi rispetto ai concorrenti che già sperimentano.

Non serve una trasformazione digitale completa. Bastano tre o quattro processi ottimizzati — la risposta tecnica ai clienti, la preparazione delle offerte, la formazione interna — per guadagnare ore ogni settimana e offrire un servizio percepibilmente migliore.

Se vuoi approfondire questi temi per la tua azienda, puoi leggere anche il mio articolo sulle conferenze sull’intelligenza artificiale o scoprire come organizzo workshop pratici in azienda.

Vuoi portare questo speech nella tua azienda o al tuo evento?

Organizzo conferenze e workshop sull’intelligenza artificiale per aziende, associazioni di categoria e convegni di settore. Se stai cercando un relatore concreto, che parli con esempi reali e adatti al tuo pubblico, scrivimi.

    Il tuo nome (richiesto)

    La tua email (richiesto)

    Oggetto

    Il tuo messaggio

    Venerdì 22 novembre ho avuto il piacere di partecipare alla seconda edizione del convegno Poetiche Artificiali. Umanesimo Tecnologico, AI e altre forme di intelligenza, organizzato da IO01 Umanesimo Tecnologico, Accademia SantaGiulia e Studium, e centrato sul rapporto fra umanesimo e intelligenza artificiale.

    Il mio intervento ha rappresentato una naturale prosecuzione del mio impegno verso l’incontro di umanesimo e AI. Nella mia relazione, intitolata provocatoriamente “Perché l’IA fa paura e perché, invece, dovrebbe essere considerata una nuova competenza“,

    Questo l’abstract del mio intervento:

    Dalla fine del 2022, dal lancio di ChatGPT da parte di OpenAI, non si fa altro che parlare di intelligenza artificiale e di come “ruberà” posti di lavoro, soprattutto ai colletti bianchi. È davvero così? Questo corso vuole dimostrare come l’AI stia rapidamente diventando uno strumento indispensabile in molti settori, un “aiutante” che permette di rendere più efficienti ed efficaci molti compiti: leggere (riassumere), scrivere, tradurre, ideare, comunicare, ecc. Imparare a utilizzarla, grazie a nuove competenze ibride come il prompt engineering, può portare benefici immediati.

    Il video del mio intervento

    Grazie al Giornale di Brescia, è possibile rivedere tutti gli interventi della giornata. Compreso il mio:

    Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa

    Mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.

    Inviaci email

    Il 15 luglio 2024 sono stato invitato dalla Fondazione PensieroSolido a contribuire all’evento “Intelligenza artificiale e lavoro – Come cambia, come dobbiamo cambiare noi” (vedi news Ansa), in programma al Cefriel. Il mio intervento, della durata di 15 minuti, si è concentrato sul prompt engineering con il titolo “Tutti dobbiamo imparare a usare i prompt”.

    La registrazione dell’evento

    Sul canale YouTube dell’associazione PensieroSolido si trova la registrazione del mio speech:

    Qui invece l’intera registrazione dell’evento.

    La trascrizione del mio intervento

    Vorrei fare una piccola digressione sulla mia presentazione raccontandovi un aneddoto. L’altro giorno ero in una classe, e a un certo punto uno studente dal fondo della classe mi dice: “Ma lei, alla fine, cosa fa?”. Io rispondo: “Mi occupo di divulgazione del digitale e, attualmente, di intelligenza artificiale”. Questo studente mi ferma e mi dice: “No, cosa fa di LAVORO?”. Spiegare questo mestiere non è facile, come non è stato facile intervenire dopo relatori di alto livello che hanno parlato di scenari internazionali ed etica.

    Vorrei ora spiegare cos’è il prompt engineering. Partirei da una citazione di Milan Kundera: “La stupidità deriva dall’avere una risposta per ogni cosa; la saggezza dall’avere per ogni cosa una domanda”. La differenza nel prossimo futuro non sarà avere la conoscenza, perché le macchine studieranno sempre di più e avranno tutta la conoscenza umana e forse qualcosa in più. Quindi, non è necessario che siamo noi a dare le risposte; la differenza sarà fare le domande giuste.

    Da quando si è diffuso ChatGPT, si dice che è un po’ “garbage in, garbage out”. In realtà, parliamo di una nuova competenza: il prompt engineering. Questa non è solo una competenza tecnica, ma anche comunicativa. Bisogna saper utilizzare lo strumento e saper comunicare con esso, convincerlo, correggerlo, motivarlo. Questo richiede parole giuste per ottenere l’obiettivo desiderato. Chi è favorito? Chi ha competenze comunicative e umanistiche. Negli Stati Uniti, nove aziende su dieci stanno cercando lavoratori con queste competenze.

    La questione è che non stiamo parlando di un nuovo mestiere, ma di una nuova competenza che tutti devono avere. Non è possibile pensare che solo una persona si occupi di prompt engineering per tutti, come non sarebbe possibile non sapere usare Office oggi. Prima o poi, sarà ChatGPT a venire da noi, integrato negli strumenti come Office.

    Adesso cerchiamo di capire che cos’è il prompt engineering. Il termine “prompt” viene dal latino e significa “pronto”. Si tratta di dare istruzioni precise per ottenere risultati desiderati. Se fai una brutta istruzione, otterrai pessimi risultati. Molte persone dicono che ChatGPT non funziona, ma è perché non gli fanno domande corrette. Ad esempio, un prompt come “Riscrivi in italiano come un articolo di giornale” non funzionerà mai.

    Vi propongo il mio metodo per fare dei buoni prompt: metodo GOL, che sta per Guida, Obiettivo, Layout. Bisogna guidare la macchina, dettagliando ciò che vogliamo e specificando il formato del risultato. Ad esempio, potresti chiedere: “Agisci come un esperto di cinema d’autore e suggerisci cinque film da vedere per chi ha amato ‘Il settimo sigillo’ di Ingmar Bergman, ma senza includere altri film dello stesso regista, e crea una tabella con titolo, regista, motivo per vedere il film”.

    Un altro esempio è chiedere a ChatGPT di agire come un esperto di web reputation nel settore alberghiero e analizzare le recensioni di un hotel, creando un elenco delle maggiori criticità riscontrate dagli utenti.

    Vi invito a usare questo metodo in tre livelli: ruolo, obiettivo e output. I chatbot capiscono le emozioni e i prompt emotivi possono manipolare i meccanismi di probabilità del modello. Ad esempio, chiedendo un progetto importante per la tua carriera, puoi ottenere un risultato migliore. Ho anche sviluppato un altro framework, chiamato Socrate, che prevede che sia ChatGPT a fare le domande a noi, guidandoci nella costruzione del prompt ideale.

    Un esempio potrebbe essere: “Devi aiutarmi a sostenere un colloquio di lavoro come social media manager. Trovi i dettagli dell’offerta a questo link. Fammi una domanda alla volta e aspetta la mia risposta prima di fare la prossima domanda”. Questo simula un colloquio di lavoro.

    Un altro framework che ho inventato è SO.C.RA.T.E.

    Concludo dicendo che non è l’intelligenza artificiale che ruberà il lavoro, ma chi sa usare l’intelligenza artificiale. Strumenti come Gemini Notebook (ex NotebookLM) di Google permettono di caricare i propri documenti, garantendo risposte basate sui propri dati, senza allucinazioni. Dobbiamo imparare a usare questi strumenti per essere più produttivi ed efficaci, liberando tempo per cose più importanti.

    Grazie e buona intelligenza artificiale a tutti.

    Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa

    Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.

    Inviaci email

    Il 6 e 7 novembre 2019 ho partecipato al “Cloud event” di Itancia, multinazionale francese che si occupa di IT, sia in qualità di speaker che di “master of ceremony”. Ecco le slide del mio intervento, intitolato “Come il cloud ha cambiato le nostre vite digitali”:

    Il 29 maggio 2019 sono stato inviato da Alcatel Lucent all’evento Connex19 per festeggiare i 100 anni dell’azienda con 130 dei suoi partner. Sono intervenuto con il doppio ruolo: Pippo Baudo, nel senso che facevo il presentatore (forse meglio dire “Master of ceremony”), e speaker con un intervento sulla trasformazione digitale, a partire dalla mia esperienza. Queste le slide che ho usato:

    Qui alcune foto dell’evento:

    Lo scorso 25 febbraio 2019 sono stato invitato da Beretta (azienda con 500 anni di storia!) a tenere uno speech, per agenti e clienti nello splendido scenario del poligono per tiro al piattello Trap Concaverde di Lonato, sul tema “Comunicare valore“.

    Queste un paio di immagini dell’evento:

    Qui trovi il video con il mio speech e le mie slide: