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Ho voluto condividere con Gario e gli ascoltatori di «Yugen Podcast» un augurio speciale, a fine 2025, per questo inizio di 2026: invece di suggerire una Serie TV oppure l’ultimo libro di successo (come mi è capitato di fare in passato, vedi Fiori per Algernon), ho preferito puntare su uno strumento che sta letteralmente cambiando le regole del gioco digitale. Si chiama NotebookLM ed è, senza troppi giri di parole, l’assistente AI di Google che ha registrato la crescita più interessante negli ultimi mesi.

Perché dovresti provarlo subito

In un mercato saturo di chatbot che promettono miracoli, NotebookLM si distingue per un approccio pragmatico e, oserei dire, quasi umile. Ecco i tre punti di forza che ho sottolineato nel mio intervento:

  • accessibilità totale: è praticamente gratuito, con un limite di 50 interrogazioni giornaliere già incluse nel pacchetto Gmail o Google.

  • addio allucinazioni: a differenza di ChatGPT, NotebookLM non risponde se non trova riscontri nelle fonti che gli hai fornito. Se non sa, tace.

  • citazioni puntuali: ogni risposta è accompagnata dal riferimento esatto ai tuoi documenti. La trasparenza prima di tutto.

La metamorfosi dei contenuti

La vera svolta è arrivata con le ultime funzioni introdotte nelle scorse settimane. Partendo dai tuoi file, lo strumento è ora in grado di generare presentazioni multimediali, infografiche e, soprattutto, podcast automatici. Immagina di caricare i tuoi appunti e ascoltare due voci (un uomo e una donna) che discutono amabilmente dei tuoi contenuti: è la frontiera della fruizione passiva di informazioni complesse.

Qui puoi risentire il mio intervento:

Il mio intervento per CEM Ambiente

Avevo parlato dello stesso tema anche per una platea di studenti per CEM Ambiente:

 

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Un post condiviso da CEM Ambiente (@cem_ambiente)

Il 10 giugno 2025 sono stato ospite di una puntata di Yugen Podcast di Claudio Garioni. Abbiamo parlato di uno dei miei libri preferiti: “Fiori per Algernon” di Daniel Keyes.

La registrazione dell’intervista

Qui la registrazione dell’intervista:

La trascrizione (in sintesi) dell’intervista

Gario
Il libro di cui vuoi parlarci sembra arrivare dal futuro…

Gianluigi Bonanomi
Sì: I fiori per Algernon è uscito come racconto nel 1959 e poi come romanzo nel 1966. Ha vinto subito l’Hugo e, più tardi, il Nebula: due “certificazioni doc” per gli amanti della fantascienza classica.


Stile e struttura narrativa

Gianluigi Bonanomi
Daniel Keyes immagina un esperimento su Charlie Gordon, un uomo con un quoziente intellettivo di 80. Charlie tiene un diario quotidiano per documentare i progressi della terapia: all’inizio la scrittura è sgrammaticata e frammentaria, poi diventa via via più chiara e articolata, riflettendo la sua crescita cognitiva.

«Lo stile del libro è parte integrante del contenuto: la trasformazione del linguaggio rispecchia quella di Charlie»

Molti lettori inizialmente faticano a superare le prime pagine, ma chi si prende la briga di andare avanti viene ampiamente ripagato.


I tre motivi per leggerlo

  1. Stile innovativo
    Il diario di Charlie è un’idea semplice ma potentissima: la forma narrativa coincide con l’evoluzione del personaggio.

  2. Profondità sociologica
    Non è un’avventura di robot o astronavi, ma un’indagine sull’intelligenza, sui suoi limiti e sulle sue conseguenze sociali.

  3. Rilevanza attuale
    Scritto negli anni ’50, anticipa temi chiave dell’IA e della neurodiversità: l’equilibrio tra capacità cognitive e benessere emotivo.


Temi principali

  • Intelligenza vs consapevolezza
    Aumentare il QI non significa comprendere se stessi o gli altri: Charlie diventa “più brillante” ma resta disorientato nei rapporti umani.

  • Felicità e inadeguatezza
    Nell’ignoranza Charlie è quasi felice; una volta “troppo” intelligente, perde equilibrio e soffre di isolamento.

  • Reazioni degli altri
    I “vicini” e i ricercatori mostrano ammirazione, invidia, paura: il romanzo esplora come la comunità reagisca a chi eccede.


Parallelismi con l’intelligenza artificiale

Gianluigi Bonanomi
Oggi l’IA ci ricorda Charlie: Alexa non capisce, ChatGPT “allucina” e Perplexity aiuta ma non basta. Si parla di AGI (Artificial General Intelligence) entro pochi anni—anche Anthropic suggerisce il 2027—e crescono le paure di un «salto evolutivo» incontrollabile.

«Temiamo che, come Charlie, l’IA diventi troppo intelligente per noi e ci sfugga di mano»

Si cita l’Uncanny Valley: un robot quasi perfetto ci inquieta di più di uno palesemente artificiale.


Riflessioni finali

  • Relazioni umane
    I fiori per Algernon è soprattutto un romanzo sulle relazioni: famiglia, amici, colleghi, tutti condizionati dall’evolversi di Charlie.

  • Neurodiversità e disabilità
    La storia vira anche sul tema della disabilità: Keyes era insegnante di scrittura per ragazzi con difficoltà, e alcune scene del romanzo furono censurate in America per i contenuti “forti”.

  • Consigli di lettura

    • A chi ama la fantascienza densa e psicologica (Philip K. Dick, Ray Bradbury, Ted Chiang)

    • A chi cerca “formazione inversa”, ovvero un’esperienza di crescita emotiva e intellettuale allo stesso tempo

    • A chi studia IA, neurodivergenza e assetti sociali provocati da un’intelligenza “fuori scala”

Podcaster Italia è l’evento, tenuto l’11 ottobre 2024, rivolto ai podcaster per inaugurare una nuova era nel panorama del podcasting: un appuntamento di incontro e confronto per condividere idee e costruire insieme una community di podcaster. Sono intervenuto per parlare di intelligenza artificiale e podcast.

AI e podcasting

Dopo aver ribadito che l’AI sta entrando in tutti i settori professionali e che la nostra vita è già condizionata da machine learning e big data, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Qualche esempio? Cito Google Maps, Facebook, TikTok e Netflix come esempi di servizi che usano l’AI. Anche il mondo del podcasting, ovviamente, non è immune: ho citato il fatto che Google che ha introdotto in uno dei suoi strumenti la possibilità di creare automaticamente podcast da documenti. Questa notizia ha suscitato preoccupazione tra i podcaster, ma ho invitato a non farsi spaventare, sottolineando che l’AI non ci sostituirà.

Il punto chiave è che il podcaster rimane al centro del processo e l’AI può essere utilizzata per sgravarlo di alcuni lavori, come:

  • Brainstorming
  • Ricerca di contenuti
  • Stesura del testo
  • Editing
  • Promozione

Usi pratici dell’AI nel podcasting

Mi hanno chiesto di suggerire degli usi pratici dell’AI nel podcasting. Ho iniziando dicendo che una delle fasi più impegnative è quella dello studio che precede la registrazione. Ho suggerito di utilizzare Chat GPT Plus per creare un assistente virtuale personalizzato: questo può essere istruito con i documenti del podcaster, il suo profilo, il sito Web, il podcast e la linea editoriale. In questo modo, l’assistente può fornire idee più pertinenti e funzionali.

Oltre a Chat GPT Plus, consiglia altri strumenti per diversi scopi.

  • Ideazione di piani editoriali e contenuti: ChatGPT
  • Creazione di grafiche e immagini: Canva, Idiogram, Flux1.
  • Promozione: Chat GPT Plus con un GPTs dedicato alla comunicazione.
  • Analisi dei risultati: Spreaker + ChatGPT Plus.

Un consiglio per i podcaster

Mi hanno chiesto, infine, quale consiglio darei ai podcaster: non farsi spaventare dall’AI, non ruberà il lavoro ai podcaster. Ho suggerito di provare NotebookLM, uno strumento gratuito di Google che permette di:

  • caricare documenti come fonti.
  • fare domande all’AI basate su quei documenti.
  • ottenere risposte con note che rimandano al paragrafo specifico del documento da cui l’informazione è stata estratta.

Notebook LM può essere utile per:

  • abbozzare uno script;
  • promuovere il podcast;
  • confrontare prodotti;
  • analizzare schede prodotto;
  • individuare clausole vessatorie nei contratti;
  • in generale, studiare.

A differenza di ChatGPT, NotebookLM non ha allucinazioni e cita sempre le fonti.

Per riascoltare l’intervista

Quello che stai per vedere è il mio primo video generato automaticamente, al 100%, grazie a diversi strumenti di intelligenza artificiale.
In particolare sono partito da una news letta nel blog di Google: “NotebookLM now lets you listen to a conversation about your sources”. In pratica crea un podcast partendo dai tuoi documenti.

Testato con un intero libro (“ChatGPT, come stai?”): funziona, anche se solo in inglese.
Quindi ho deciso di presentare questa nuova funzionalità, per la prima volta senza mettermi davanti alla videocamera. Volevo un video creato al 100% dell’AI!

Ho quindi clonato il mio volto e la mia voce, partendo da vecchi filmati, grazie a HeyGen, che mi ha creato anche lo script del video, il parlato. In quest’altro video spiegavo come fare:

Quindi ho usato HeyGen anche per localizzare in italiano il podcast a due voci creato da NotebookLM. Infine ho usato Flux1 per creare le immagini a corredo del video (e Canva per impaginarle):

Ecco il risultato:

PS: scrivimi nei commenti che cosa ne pensi. Al di là del troppo gesticolare del mio avatar.

Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa

Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.

Inviaci email

Nel marzo 2023 sono stato intervistato da Roberto Bonin di Radio Salus per parlare dei rischi del Web, soprattutto per bambini e ragazzi: uso improprio dei social network, cyberbullismo e cyberdipendenze, sono solo alcuni dei temi affrontati.

Ecco la registrazione:

Scrivimi per organizzare un evento sui pericoli della Rete

Nella puntata 51 di Yugen Podcast, Claudio Garioni mi ha chiesto di elencare i tre motivi per i quali vale la pena provare ChatGPT.

I tre motivi, secondo me, sono questi:

1. Testare il futuro

Ffinalmente l’intelligenza artificiale è palesemente alla portata di tutti. Finora era nascosta nelle pieghe di Gmail, Alexa, Office, ecc. Ora ci parli, ti fai aiutare, ed è gratis.

2. Utilità pratica

ChatGPT, tra le altre cose, ti aiuta a scrivere contenuti, di tutti i tipi. Stanno uscendo estensioni di Chrome di ogni genere: per esempio per rispondere automaticamente alle email.

3. Capirne le criticità

Al momento questa intelligenza artificiale, per quanto evoluta, ha dei grossi limiti: non naviga in Rete, scrive stupidaggini, non cita le fonti e così via. Eppure molti studenti già la usano per fare i compiti e molti professionisti si strappano i capelli convinti di essere rimpiazzati a breve.

L’intervista a Yugen Podcast

Ecco qui la registrazione dell’intervista, che dura una ventina di minuti:

 

Vent’anni fa passavo le mie giornate online su it.arti.trash (con il nickname Moska). Appassionato del tema, studiai il testo fondamentale “Andy Warhol era un coatto” del mostro sacro Tommaso Labranca. Ne parlo in questa intervista per il podcast Yugen. Buon ascolto:

PS. Potete leggere il libro di Labranca in PDF qui:

ANDYWARHOLERAUNCOATTO

Pandemia, innovazione tecnologica a velocità mai viste, nuove opportunità legate all’on-line, smart working: tutto tira in una sola direzione, quella dell’innovazione digitale delle nostre aziende. Per comprendere il fenomeno esistono molti libri, articoli online, convegni, workshop ma io preferisco buttarmi sui podcast. Ultimamente ne ho scoperti tre, molto diversi, che ti propongo.

1) L’innovazione digitale a 360 gradi

Sul blog degli Osservatori Digital Innovation si trovano diversi podcast sui più svariati temi legati all’innovazione e digitalizzazione delle aziende: dai big data all’IoT, dalla blockchain allo smart working, e molto altro. Fai clic qui per andare direttamente ai podcast:

2) Innovate Faster

Google Cloud Italia mi ha invitato ad ascoltare in anteprima questo podcast di 5 puntate per presentare altrettanti casi di successo di partner certificati (Huware, Ennova, BIP, Injenia e GoReply): si parla di cloud computing, big data, scalabilità e altro ancora.

Ascolta “Ep. 1 Huware” su Spreaker.

Il podcast si trova su tutte le maggiori piattaforme podcast, anche su Spotify, Apple Podcast e Google Podcast.

3) Imprese digitali

Il Sole 24 Ore ha deciso di dedicare un podcast alla trasformazione digitale del PMI italiane: Imprese Digitali. Si legge nella presentazione del podcast: “Una digitalizzazione che coinvolge ovviamente un indotto nativo , aziende che offrono servizi innovativi, software e applicazioni a chi si vuole avvicinare a questo mondo. Ma anche realtà manifatturiere, che inseriscono le nuove tecnologie all’interno dei propri processi o prodotti“.
In questa puntata si presenta il caso di studio di MyCookingBox:

Il 22 maggio 2021 Claudio Garioni mi ha intervistato per il suo Yugen Podcast. Abbiamo parlato di realtà virtuale e di Oculus Quest 2.

Ho raccontato i tre motivi (giocando con tre film di fantascienza) per i quali vale la pena provarlo, pur non essendo videogiocatori: ho fatto cenno a esperienze, viaggi virtuali, video a 360°, documentari, gol e altro ancora.

Puoi riascoltare l’intera intervista (13 minuti) qui:

Puoi riascoltare l’intera puntata del podcast, dove si parla anche di Stephen King, Evangelion, Electric State e altro… qui:

Qui invece potete riascoltare la mia intervista su Mad Men:

Yugen è il podcast di Claudio Garioni che dà consigli e sconsigli su prodotti culturali di vario genere, dai libri alle serie TV, dai videogame alla musica e altro. Nell’ottava puntata, online nel marzo 2021, sono stato intervistato sulla mia serie TV preferita: Mad men.

Ho raccontato i tre motivi per i quali vale la pena riguardare Mad Men. Puoi riascoltare l’intervista qui:

Qui puoi riascoltare le altre mie interviste a Radio Capital: