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Nel 1998, mentre due studenti di Stanford lanciavano Google, io iniziavo a fare il giornalista. Pensavo di aver visto tutto: e-commerce, smartphone, social. Mi sbagliavo. Erano solo l’antipasto. Il piatto forte è l’intelligenza artificiale, il vero compimento della digitalizzazione.

Se sei un genitore, lo so: temi l’effetto “ebete” da compiti scopiazzati, i deepfake o i robot che rubano il futuro. Ma i numeri non aspettano i nostri timori: il 97% dei ragazzi tra i 16 e i 18 anni usa già l’AI generativa. Hanno in tasca uno sparring partner che non li giudica, ma che spesso fa lo “yes man”, confermando ogni loro errore.

Demonizzare lo strumento non serve. Un martello è un problema solo se lo usi per spaccare teste; tutto dipende da chi lo impugna. Nel mio ultimo intervento per STEP FuturAbility District ho messo da parte i massimi sistemi per consegnarvi una cassetta degli attrezzi: dieci idee concrete per usare l’AI in famiglia in modo positivo.

Ecco qualche esempio.

NotebookLM per lo studio: uno strumento di Google gratuito e pazzesco. Sfrutta la tecnologia RAG (retrieval-augmented generation): risponde basandosi solo sui documenti che carichi tu. Niente allucinazioni, niente invenzioni. Ti fornisce le note a piè di pagina e cita la fonte esatta. La miglior difesa contro le fake news.

L’assistente di casa: sedetevi a tavola, aprite Gemini e costruite insieme un chatbot personalizzato. Assegnategli un ruolo – sfruttando la regola del role prompting – e istruitelo per scovare i film del weekend o le mostre in città. È il modo più semplice per spiegare ai figli come ragiona la macchina.

Musica con Suno: l’AI non è intelligente, è solo statistica velocissima. Sa copiare e mescolare. Con Suno potete creare una traccia rock o blues su un tema scelto da voi in pochi secondi. Divertente, utile per smitizzare la “magia” dell’algoritmo.

La regola d’oro? Non sarà l’intelligenza artificiale a portarci via il lavoro, ma qualcuno che saprà usarla meglio di noi. Dobbiamo guidare i ragazzi, educarli e, soprattutto, giocarci insieme.

Nel video integrale qui sotto racconto il resto, tra tool gratuiti e qualche risata (citando Aranzulla e il trauma di aspettare una settimana per una puntata di Dallas).

Guarda l’intervento e fammi sapere nei commenti quale strumento proverai per primo.

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Il 12 luglio sono stato invitato da Step into the future a tenere una conferenza dal titolo “Algocrazia: come contrastare lo strapotere degli algoritmi”. L’evento è stato presentato così:

Nell’era digitale non siamo utenti ma prodotti. Le piattaforme ci usano: raccolgono i nostri dati e profilano per vendere di più. Tutto questo in barba alla nostra privacy, spesso mettendo a repentaglio anche reputazione e sicurezza.

Possiamo fare qualcosa per contrastare questo strapotere? La tecnologia non è solo il problema ma, volendo, anche la soluzione: per ogni software che ci sfrutta (qualcuno parla addirittura di “plusvalore digitale”) ne esistono altri, spesso liberi e gratuiti, che permettono di tornare in controllo della nostra vita digitale. Anche il digital marketing e la pubblicità online sfruttano i bias cognitivi degli utenti per vendere di più: quali sono i loro trucchi e come contrastarli?

L’intervento vuole raccontare l’algocrazia ed esplorarne le evoluzioni future.

Le slide dell’evento “Algocrazia: come contrastare lo strapotere degli algoritmi”

Qui puoi vedere le slide che ho usato durante l’evento:



Un paio di video di approfondimento

Durante lo speech ho trattato diversi temi. In questi video puoi averne un assaggio riguardo due temi (prezzi e algoritmo di Facebook):

Il libro “Resistenza digitale”

Per approfondire i temi trattati durante l’intervento puoi leggere il mio libro “Resistenza digitale”, che ho presentato con questo video:

Il 23 maggio 2020 sono stato impegnato, con Fastweb, in occasione dell’International STEM Awards

Questa la presentazione di Fastweb:

Mai come ora siamo tutti attaccati alla Rete. Tutti però dovremmo imparare a riconoscere i rischi che nasconde: non solo il cyberbullismo, ma anche temi quali privacy, sicurezza, rischi penali, dipendenza, uso eccessivo, reputazione e disinformazione.

Gianluigi Bonanomi, formatore sulla comunicazione digitale, ne parla in occasione di International STEM Awards, sabato 23 maggio 2020.

“Stiamo vivendo un momento storico di cambiamento epocale: molte persone – professionisti e genitori – hanno paura del digitale perché non lo governano. Ed è la mancanza di controllo a generare stress e ansia. Il mio contributo – divulgazione o formazione che sia – è quello di rendere consapevoli famiglie e aziende del fatto che la tecnologia sia soprattutto un’opportunità: può essere la soluzione, non (solo) il problema. L’onda arriva comunque, meglio cavalcarla che farsi travolgere: ecco perché racconto come governare, e non subire, il digitale” www.gianluigibonanomi.com

L’evento è stato ripreso da Corriere.it:

Anche per le famiglie e insegnanti

L’esperienza digitale di International STEM Awards non si rivolge solamente a giovani e studenti ma anche a interi nuclei familiari. In questo periodo di emergenza, infatti, proprio la famiglia ha dovuto affrontare una vera e propria sfida coniugando lavoro, figli e vita personale con incredibili sforzi. Per questo motivo tra gli webinar a disposizione è stato riservato spazio a tematiche quali il benessere e l’educazione digitale in famiglia, come il contributo online promosso da Fastweb: “Digital parenting: essere genitori ai tempi di Instagram e TikTok” di Gianluigi Bonanomi, giornalista e formatore specializzato in comunicazione digitale. E in un contesto in cui la didattica a distanza ha assunto un ruolo fondamentale, l’evento invita anche scuole e insegnanti di tutti i livelli a partecipare ai vari seminari online, disponibili durante l’arco della giornata e inerenti a temi come la scuola da remoto, l’insegnamento di materie STEM, l’apprendimento di competenze trasversali e la promozione del pensiero progettuale. Ne sono un esempio gli interventi di Alfonso Fuggetta, CEO e Scientific Director del CEFRIEL, su come “Diventare professionisti del cambiamento sociale tra sviluppo e sostenibilità” oppure il webinar in inglese “Coding with mBlock 5 in your virtual classroom” con Tom Berendsen, Education Specialist di Makeblock, per capire come integrare una piattaforma di coding per studenti e ragazzi nella loro classe virtuale.

Anche il sito USA News ha dato la notizia:

The digital experience of International STEM Awards is not addressed only to young people and students but also entire families. In this period of emergency, in fact, the family has had to face a real challenge combining work, children and personal life with amazing efforts. For this reason, among the webinars available, it was reserved space for topics such as wellness and digital literacy in the family, as the contribution of online promoted by Fastweb: “Digital parenting: parenting in the time of Instagram and TikTok” by Gianluigi Bonanomi, journalist and trainer specialized in digital communication. And in a context in which distance teaching has taken on a fundamental role, the event also invites schools and teachers of all levels to participate in various online seminars, available throughout the day, and about issues such as the school and remotely, to the teaching of STEM subjects, the learning of transversal competences, and the promotion of design thinking. An example of this are the interventions of Alfonso Fuggetta, CEO and Scientific Director of CEFRIEL, on how to “Become professionals of the social change between development and sustainability”, or the webinar in English “Coding with mBlock 5 in your virtual classroom” with Tom Berendsen, Education Specialist of Makeblock, to understand how to integrate a platform-coding for students and guys in their virtual classroom.

Qui trovi le slide che ho usato durante l’intervento:

bonanomi_international_stem_awards_digital_parenting_23_maggio_2020

Qui invece si parla del webinar online:

 

Domenica 24 novembre ho tenuto un incontro di Navigazione familiare presso l’auditorium della sede milanese di Fastweb alla presenza di molte famiglie: una settantina di genitori (dipendenti di Fastweb e non) e figli. L’incontro era il terzo di un ciclo organizzato con l’Università Bicocca di Milano a tema “Benessere digitale”.

Questa la presentazione dell’evento:

Incontro di navigazione familiare – 24 novembre 2019 dalle ore 10 alle 12 (dedicato a genitori e figli insieme)

La tecnologia è spesso motivo di scontro in famiglia. Questo workshop va nella direzione opposta: genitori e figli devono ragionare insieme e confrontarsi sui temi della privacy, reputazione, sicurezza, pericoli della dipendenza e altro, ma soprattutto devono stilare insieme delle regole di uso consapevole della tecnologia in famiglia. Anche usando la tecnologia stessa (uno smartphone è sufficiente) e le vecchie carta e penna!

Durante l’incontro genitori e figli si eserciteranno insieme in alcuni esercizi (scritti) sulla privacy e sulle regole di uso consapevole della tecnologia con l’ausilio di smartphone o tablet.

L’incontro è pensato per genitori e figli (dagli 8 anni ai 14 anni).

Le regole d’uso della tecnologia in famiglia

Durante l’incontro le coppie di genitore e figlio/a sono stati invitati a stilare le regole d’uso della tecnologia in famiglia, con particolare focus sulla privacy. Al termine dell’esercizio i partecipanti hanno letto le loro regole e la platea ha eletto il decalogo della mattinata. Questo:

I presenti si sono affrettati, prima di rincasare, a fotografare le regole da portare a casa:

L’evento sui social

Mentre si svolgeva l’evento nell’auditorium di Fastweb, se ne parlava anche online: