Le mie interviste per il sito Ecoista.it

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A settembre uscirà il mio prossimo libro: “Non mi piace – Il contromanuale di Facebook” per Ledizioni – LediPublishing. Ne ho anticipato alcuni temi (soprattutto che cosa NON fare su Facebook) in una chiacchierata con il sito Ecoista.it. Scarica le tre interviste in un unico PDF.

Intervista ad Antonella La Carpia, Pr & Marketing Director di Ebuzzing Italia

Di che cosa vi occupate in Ebuzzing e qual è il tuo ruolo?

ALC: Creiamo engagement attraverso esclusive esperienze di video advertising online. Distribuiamo Ad a un pubblico fortemente targetizzato, tramite il posizionamento di contenuti pubblicitari su: mobile, social media e sui siti di informazione appartenenti al nostro network di premium publisher online.
Oggi siamo felici di poter annunciare che abbiamo realizzato migliaia di campagne, per tutti i più importanti brand multinazionali tra cui: Coca Cola, Adidas, Samsung, Telecom, Heineken, Acer, LG, Evian, Toyota e molti altri. La società è stata fondata da Bertrand Quesada e Pierre Chappaz (ex direttore di Yahoo Europa) nel 2007.
Ebuzzing conta oltre 200 risorse interne e uffici in tutto il mondo. Il nostro dipartimento di R&D è rappresentato da oltre 50 ingegneri che sono il cuore pulsante e la forza dell’innovazione tecnologica dei nostri prodotti. Io sono arrivata nel 2011 e sono responsabile di tutte le attività di marketing e PR per l’Italia. Il mio è un ruolo fortemente differenziato nelle responsabilità e negli obiettivi: dall’emissione di comunicati stampa allo sviluppo di strategie di marketing per la costruzione della brand awareness di Ebuzzing; dall’organizzazione di eventi alla gestione di contenuti corporate per i canali social. Dedico molto tempo ed energie al mio lavoro ma sono molto felice e soddisfatta, soprattutto, perché collaboro con un team internazionale da cui non smetto mai di apprendere.

Come è cambiato il tuo lavoro con l’avvento dei social network?

ALC: I social network hanno radicalmente rivoluzionato il modo di fare comunicazione e marketing. La mia dichiarazione potrà risultare banale e scontata ma è la realtà dei fatti. Oggi gli obiettivi di comunicazione sono tarati per sublimare in tempo zero il concetto di “brand activation” e di conseguenza il tanto speculato engagement. I linguaggi, i ritmi con cui vengono scanditi i processi di “comuni-azione” (comunicare e attivare) e le metriche per misurarne i risultati oggi, sottendono a KPI che fino a pochi anni fa non erano nemmeno contemplabili. Basti pensare a quanto le strategie SEO abbiano influenzato il modo di produrre i contenuti. Un comunicato stampa che nel 2013 viene distribuito anche sul web deve essere prima di tutto pensato e orientato verso questo media. Internet è affollato da “junk content” per questa ragione ci sono regole e procedure ben precise che bisogna seguire per valorizzare un post, un video o un’immagine. Ti faccio un altro esempio: per monitorare i contenuti che quotidianamente condivido sui social o sui siti di informazione devo usare 3 piattaforme diverse. Se mi guardo indietro rimango sconvolta ripensando a quanto il mio lavoro sia stato stravolto alla velocità della luce. Ho iniziato la mia carriera professionale molto giovane. Mi sono iscritta all’ordine dei giornalisti a 22 anni. Ancora sorrido se penso ai primi anni di gavetta in un ufficio stampa istituzionale. La rassegna stampa si faceva ancora a mano: forbici, colla e fotocopie. Adesso, ricevo ogni mattina – in maniera automatizzata – un estratto degli articoli più rilevanti sulla base delle keywords che io stessa aggiorno su un tool di monitoraggio che uso anche per l’emissione dei comunicati stampa. Il riscontro più immediato – rispetto a come stia costantemente cambiando il mio lavoro – ce l’ho anche quando osservo la crescita della pubblicità online. I dati di Nielsen più recenti testimoniano che i media tradizionali hanno subito un crollo considerevole; i brand sono completamente assorbiti dalle dinamiche dei social. Per questo è indispensabile che aziende come la nostra e i direttori marketing non perdano di vista i propri obiettivi di target. E’ fondamentale osservare il mercato costantemente per essere pronti a cambiare rotta in qualsiasi istante, anticipando, prevedendo. Vi consiglio di leggere una celebre intervista di Einstein in cui lui dichiarava: “Non penso mai al futuro. Arriva così presto”. Pe questa ragione l’innovazione in tempo reale è una prerogativa su tutte perché non sono solo realtà come Ebuzzing a imporre cambiamenti e innovazione sulla Rete, piuttosto, l’evoluzione è spesso influenzata da come mutano i comportamenti degli utenti stessi su internet.

Nell’era dei social network, secondo te, è ancora importante avere un sito Web, aziendale o personale?

ALC: I social network hanno amplificato la voce dei brand e ridotto la distanza tra questi ultimi e i consumatori. Allo stesso tempo, sono stati responsabili dei processi di frammentazione dei contenuti. Ogni giorno una singola persona o un brand produce una moltitudine di video, foto, messaggi, articoli che vengono seminati su Twitter piuttosto che su Facebook. Io, personalmente, non ho il tempo per seguire tutto, pertanto, un sito o un blog aziendale hanno ancora la loro funzionalità nel costruire un’identità digitale sintetica e immediata di un utente o di un brand/azienda.