Ho scritto questo articolo per Agenda Digitale, ed è stato pubblicato il 20 febbraio 2023.

Da ChatGPT “consultant” o “evangelist” comparsi a pochi giorni dal lancio ai tanti iscritti che si fanno aiutare a descrivere la loro storia professionale o la posizione lavorativa o, ancora, a realizzare post o articoli per il proprio profilo. Insomma, l’AI di OpenAI spopola anche sul social dei professionisti.

a quando è stato presentato al mondo il 30 novembre 2022 ChatGPT, lo strumento di generazione di contenuti tramite intelligenza artificiale più potente mai visto, ha invaso le bacheche social. Facebook, Twitter, YouTube, TikTok: ogni social è stato inondato di contenuti su cos’è ChatGPT, come si usa, quali limiti ha, quanto è intelligente, quanto è stupido e così via. Ma c’è anche un altro social, quello professionale per eccellenza, invaso da riferimenti al nuovo fenomeno: LinkedIn.

ChatGPT: 10 cose da sapere per iniziare a utilizzarlo

I nuovi ruoli

Ci sono professionisti molto svegli, bravissimi a intercettare quello che il mercato vuole in tempo reale, dimostrando capacità di adattamento ultra-darwiniste. Per esempio, durante il lockdown, a porte ancora chiuse, su LinkedIn spuntavano “Covid manager” come funghi. Subito dopo, gli “Smart working facilitator”. Per non dire dell’hype sul metaverso di fine 2021: all’improvviso erano tutti esperti di ambienti virtuali, Decentraland, Roblox, blockchain e criptovalute varie.

Sta succedendo la stessa cosa con l’intelligenza artificiale generativa, con ChatGPT in particolare. L’inglese William, a pochi giorni dal lancio dello strumento, si presentava già così:

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Il ruolo è chiaramente generico, quindi William specifica meglio quello che offre nella sezione Informazioni: consulenza personalizzata, affiancamento per automatizzare i processi, aiuto per la customer care e interpretazione dei dati. Nonostante il ruolo fresco, tranquillizza: è anni che si occupa di data analysis e machine learning.

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Abbiamo anche l’evangelist di ChatGPT:

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Sono già partiti i corsi (compresi i miei!):

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Lo storytelling automatico

ChatGPT, come visto, può essere un valido alleato per la stesura della propria storia professionale. È possibile dargli in pasto un intero CV e chiedergli di scrivere una presentazione di qualche riga, decidendo anche il tono (professionale, amichevole, eccetera), raccomandandosi di usare le keyword giuste.

C’è qualcuno, molto pigro, che ha esagerato. Questo utente, per esempio, dice di aver chiesto a ChatGPT che cosa fa un “digital experience manager”. La risposta gli è piaciuta e l’ha copia-incollata così com’è, limitandosi ad aggiungere un “è quello che faccio io in parole spicciole”.

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Quello appena visto non è certamente un caso isolato:

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Ci si può far scrivere anche la descrizione della posizione lavorativa, dichiarandolo:

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ChatGPT fa bella mostra tra le competenze:

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I contenuti

La parte più difficile della gestione di un profilo LinkedIn non è il posizionamento né il networking, bensì alimentare la macchina dei contenuti. Sia a livello di strategia editoriale che di realizzazione dei post e articoli. C’è chi, come Rob, aiuta i professionisti a farsi aiutare dall’intelligenza artificiale proprio nella comunicazione su LinkedIn.

Uno tsunami. Sono moltissimi i contenuti che riguardano il tema:

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Tanti utente mostrano esempi d’uso, per esempio screenshot di conversazioni (o video) con il chatbot. Alcuni per ridicolizzare un’intelligenza artificiale non troppo intelligente:

Moltissimi spiegano come usarlo al meglio:

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In generale va fortissimo anche l’hashtag #ChatGPT, molto seguito e ancor più utilizzato:

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Consigli per l’uso del tema su LinkedIn

Al momento l’hype è enorme, ma siamo solo all’inizio (chissà quando arriverà GPT4…). Ecco tre consigli per gestire il tema su LinkedIn al meglio:

  • Non inserire la keyword “ChatGPT” nel profilo solo per cavalcare l’onda, se non si possiedono solide conoscenze riguardo i temi AI, machine learning e affini.
  • Dare un contributo originale. L’ennesimo post su cosa sia ChatGPT non ha più senso ormai dal Natale del 2022. Usi creativi (nuovi prompt), soprattutto se testati personalmente e con risultati rilevanti, sono invece ben accetti.
  • Su LinkedIn vanno forte i post con un punto di vista personale, ma occorre evitare la polarizzazione luddismo-tecnofilia. Gridare alla fine o alla salvezza dell’umanità fa scena, fa discutere (e l’algoritmo di LinkedIn premia i post con commenti), in generale funziona, ma spesso espone al rischio di fare figuracce. Uno sguardo equilibrato sulle opportunità e preoccupazioni del proprio settore risultano interessanti. Per esempio, un insegnante potrebbe parlare della minaccia dell’uso da parte dei ragazzi (temi generati dal bot e difficili da smascherare con “AI detector”, figuriamoci con gli anti-plagio) ma anche dell’opportunità di usare ChatGPT nella didattica. I ragazzi potrebbero simulare la conversazione con Socrate o con un recruiter. Gli insegnanti potrebbero chiedere all’algoritmo di elaborare testi per generare test da sottoporre agli studenti. Si potrebbe proporre l’integrazione con strumenti come MidJourney per creare contenuti e così via.

Come ChatGPT può aiutare su LinkedIn

Ci sono già molti iscritti a LinkedIn che si stanno facendo aiutare da ChatGPT per queste incombenze.

  • Generazione di contenuti: ChatGPT può essere utilizzato per generare testi accattivanti per descrivere le esperienze professionali, le competenze e i traguardi raggiunti (per esempio i progetti, sezione LinkedIn spesso sottovalutata), in modo da allettare recruiter e potenziali clienti. Risulta particolarmente utile per completare la sezione Informazioni con la propria storia lavorativa.
  • SEO: ChatGPT può essere utilizzato per identificare le parole chiave più appropriate per descrivere le esperienze professionali e le competenze, in modo da aumentare la visibilità del profilo sui motori di ricerca (interno e Google). In questo video mostro come ricavare delle keyword per diversi tipi di professione.

Come trovare le keyword per CV e profilo LinkedIn con Chat-GPT

  • Generazione di post: ChatGPT può essere utilizzato per generare post accattivanti da condividere su LinkedIn, in modo da aumentare l’engagement dei contatti e migliorare la visibilità del profilo. Post completi, con tanto di aggancio accattivante, hashtag, call to action e così via.
  • Analisi SWOT: ChatGPT può essere utilizzato per eseguire un’analisi del profilo LinkedIn, identificando punti di forza, debolezze, opportunità e minacce, in modo da individuare le aree da migliorare e sfruttare le opportunità dello strumento LinkedIn. Si può chiedergli anche di fare una SWOT del CV.
  • Stesura di referenze. Spesso non si sa come elogiare il lavoro di un collega o di un fornitore: si può addestrare il chatbot per elogiare un professionista a partire da un testo prelevato dal suo profilo LinkedIn.
  • Generazione di risposte ai commenti: così come ChatGPT risponde in modo pertinente alle email a partire da quanto scritto dal mittente (grazie all’estensione ChatGPT Writer), può essere utilizzato anche per generare risposte ai commenti sui post LinkedIn.

Conclusioni

In realtà il limite è la fantasia. Se si chiede a ChatGPT come può aiutare un professionista su LinkedIn, arriva anche a dirti che potrebbe aiutare a studiare strategie di networking, tattiche per trovare lavoro, ideazione di piani di crescita professionale o di personal branding e molto altro ancora. Basta chiedere all’oracolo di OpenAI.

Scrivimi per un corso su ChatGPT

L’intelligenza artificiale generativa è una tecnologia dirompente, sempre più diffusa, che consente alle macchine di creare nuovi contenuti in modo autonomo. Tutti parlando di ChatGPT, ma c’è molto di più. Tra i vari ambiti in cui questa tecnologia sta trovando applicazione, la creazione di canzoni è una delle più intriganti e, forse, promettenti (ma non ditelo ai musicisti, terrorizzati quanto gli artisti in generale).

Ma come è possibile che un algoritmo creai canzoni dal nulla? Grazie a sistemi avanzati di machine learning (apprendimento da dataset) e deep learning (l’uso di reti neurali), è possibile generare brani musicali in modo del tutto automatico, personalizzando i testi e le melodie in base alle tue preferenze.

In questo articolo ti mostro un esempio concreto, l’uso (passo a passo) di uno strumento gratuito: Songr.

Cos’è Songr?

SongR è quindi un “musicista AI”, in pratica un generatore di canzoni basato sull’intelligenza artificiale. Basta inserire poche parole chiave – io ho provato con una sola – per creare un brano personalizzato.

Gli step sono questi: si seleziona il genere (tra i quattro disponibili, io ho optato per il country, avrei preferito il blues), si inseriscono le parole chiave (nel mio caso “LinkedIn”), si controlla il testo (eventualmente modificabile), si sceglie la voce maschile o femminile e dopo sessanta secondi (mezzo minuto!) si può scaricare la canzone come video MP4 o come brano MP3.

Un paio di note. SongR funziona su qualsiasi dispositivo o browser, senza dover scaricare nulla. Al momento, l’unica limitazione è la possibilità di creare cinque canzoni al giorno.

Il testo della canzone

Ecco il testo, le lyric, della canzone che ho chiesto di creare (una canzone country sul tema LinkedIn!):

I spend my days on LinkedIn
connecting with new people
and growing my business brand
It’s a lot of fun
and I’m really glad that I found it
I’ve met some amazing people
from all around the world
and it’s been so great
to connect with them and learn
I highly recommend LinkedIn
to anyone who’s looking to network
it’s a great way to build relationships
and it can really help you succeed
So if you’re looking to improve your career
or to just meet some new friends
be sure to check out LinkedIn
today, you won’t regret it!

La canzone in MP3

Ascolta qui la canzone:

Insomma, non è certo un capolavoro. Ma vedi le potenzialità?

L’A.I.  che compone con lo stile dei Nirvana

Un’alternativa a Songr è JukeBox di OpenAI (sì, gli stessi di ChatGPT). Si tratta di un modello rivoluzionario di rete neurale che genera musica, incluso il cantato, in diversi generi e stili. Il modello è stato addestrato su un dataset di 1,2 milioni di brani abbinati alle rispettive parole e metadati (presi da LyricWiki). Ecco un video dove faccio ascoltare un pezzo di un brano in stile Nirvana.

Inviaci email

 

Con la crescente importanza dei canali digitali nella comunicazione commerciale, per un venditore B2B è diventato sempre più importante acquisire nuove competenze legate a personal branding, social selling e relazioni online. Oppure trovare un assistente che dia una mano su questi aspetti, mentre si è impegnati altrove (visite, telefonate, lavoro d’ufficio, ecc.). L’assistente, però, non deve necessariamente essere un umano!

Perché un chatbot può essere utile nelle vendite B2B?

Esistono molte differenze tra le vendite B2B e quelle B2C, anche se con l’avvento dell’online ormai si parla sempre più spesso di H2H (da umano a umano, indipendentemente dal tipo di business). Ma se una differenza va sottolineata, è questa: le vendite B2B si basano sulle relazioni, tra l’altro con diversi attori. Come diceva il Cluetrain manifesto, i mercati sono “conversazioni”. Per questo un chatbot, vale a dire un programma nato per imitare le conversazioni umane e i mercati, risulta ideale per aiutarti nella vendita.

Più nello specifico, le competenze di un venditore B2B sono le seguenti.

  • Comprensione approfondita dei prodotti e servizi offerti.
  • Abilità nella gestione delle relazioni con i clienti.
  • Capacità di identificare le esigenze dei clienti e sviluppare soluzioni personalizzate.
  • Capacità comunicative, comprese le abilità di presentazione e negoziazione.
  • Competenze nell’utilizzo di strumenti digitali per la promozione della propria attività.

Uno strumento che può essere particolarmente utile per i commerciali B2B, in tutte queste attività, è ChatGPT, un chatbot che sfrutta l’intelligenza artificiale, sviluppato da OpenAI (per metà ormai nelle mani di Microsoft). Questo strumento, allenato con una quantità di dati mai vista prima, può aiutare i venditori B2B in molti modi: per esempio nella comunicazione, nell’automazione dei processi e nella raccolta di informazioni sul cliente. Prima ecco un’introduzione video a questo straordinario strumento:

Ora vediamo esempi d’uso pratici.

Lo studio del cliente

Prima di incontrare un cliente, puoi sfruttare ChatGPT per studiare l’azienda e l’interlocutore. Potresti partire dall’analisi dell’annual report. Ho chiesto al chatbot di analizzare il testo sulla strategia 2022-2025 di Eni e di evidenziarne i punti salienti. Pagine e pagine di testo sono riassunte in questo comodo bullet point:

Spesso, però, gli annual report sono molto lunghi (quello di ENI supera le 400 pagine). Per questo puoi usare Chatpdf: puoi caricare qualsiasi PDF (se oltre le 200 pagine, devi usare le API Key di OpenAI) e interrogare il chatbot sul contenuto del documento:

Per aziende meno strutturate basta prendere dei testi dal sito Web, o da una brochure, e chiedere a ChatGPT di riassumere i punti salienti riguardo storia, produzione, mercato, clienti e così via.

Puoi prepararti anche sui target. Questa la SWOT analysis di un buyer a partire dal suo profilo LinkedIn (a patto che non sia vuoto):

Qui mostro come fare la SWOT analysis di un CV:

La comunicazione con i clienti

ChatGPT può essere utilizzato per generare e personalizzare la comunicazione con i clienti. Facciamo un esempio concreto. Grazie a un prompt (insieme di istruzioni) personalizzato – dove si stabilisce qual è il tono, il contenuto e quale la call to action finale – puoi chiedere al chatbot di scrivere un’email al cliente per fare upselling.

Pensa invece se potessi scrivere un messaggio di follow-up dopo la riunione con il cliente con i punti salienti. Basta che registri l’incontro, trasformi il parlato in testo e chiedi a ChatGPT di fare il riassunto. Se la riunione è online, e usi Microsoft Teams (Microsoft è uno dei maggiori azionisti di OpenAI), puoi usare la nuova funzione di recap.

Sempre per quanto concerne le comunicazioni con i clienti, è possibile anche installare dei plugin di Chrome (segnalo WriteGPT) per chiedere a ChatGPT di rispondere direttamente alle mail, generando messaggi che tengano in considerazione tono, temi e contesto di quanto scritto dal mittente.

Altro punto interessante: internazionalizzazione della comunicazione. ChatGPT, al pari di traduttori che usano l’intelligenza artificiale come Deepl (consigliatissimo!), risulta particolarmente utile per scrivere in lingua straniera o revisionare testi e messaggi, nonché tradurre da e in qualsiasi lingua.

Lo studio del mercato

In ottica di “business artificial intelligence” (come la chiama McKinsey), ChatGPT può essere utilizzato per raccogliere informazioni sul mercato: sul cliente e sui competitor. Si può partire dallo studio di questi ultimi, gli “avversari”. Posso chiedere a ChatGPT di elencare aziende di un determinato settore, i loro prodotti, il modello di business e addirittura il fatturato stimato.

Mi raccomando: controllare sempre le informazioni generate. Spesso, purtroppo, ChatGPT inventa delle informazioni! Conviene quindi, a questo scopo, usare Bing.

Se i dati sono attendibili, si può proseguire. Potrei chiedere di restituire altri risultati o aggiustare il tiro. Se invece queste informazioni servono per una presentazione (a proposito, puoi delegare anche quella grazie a Tome), possiamo chiedere di metterle in una comoda tabella:

Tutte queste informazioni vanno controllare, perché ChatGPT non è (ancora) un motore di ricerca e le informazioni che ha “studiato” risalgono al 2021.

Lato studio dei clienti, Il chatbot può analizzare e raccogliere informazioni sulle loro esigenze, preferenze e comportamenti di acquisto. Per esempio, potrei dare in pasto al chatbot tutti i commenti che si trovano in un forum B2B, o in un e-commerce, per evidenziare le problematiche più ricorrenti espresse dal target. Io l’ho fatto per una sedia da ufficio. Sono andato su Amazon, ho filtrato per commenti a una stella e le ho copiate:

A quel punto, con le recensioni in memoria (in diverse lingue e con informazioni irrilevanti tra un testo e l’altro), ho chiesto a ChatGPT di evidenziare le critiche espresse al prodotto in un elenco. Il risultato è molto interessante:

Il marketing (e il personal branding)

Puoi anche chiedere a ChatGPT di aiutarti nel marketing. Lo so che non è il tuo mestiere, ma spesso nelle aziende meno strutturate non c’è un reparto marketing e devi arrangiarti, per esempio creando materiali di vendita, organizzando eventi o la presenza in fiera, e via dicendo.

Abbiamo parlato di analisi del target. Per creare contenuti e strategie funzionali, serve conoscere molto bene il target. Uno strumento usato nel marketing, oltre alla buyer persona, è la empathy map:

Possiamo chiedere a ChatGPT di aiutarci anche in questo:

Pensiamo a una strategia di inboud marketing: quanto sarebbe utile avere un cosiddetto “lead magnet”, un contenuto che generi contatti? Pensiamo a un webinar tecnico (format che ha spopolato durante la pandemia) o, meglio ancora, a un eBook. Potresti chiedere a ChatGPT di scrivere un libretto centrato sul problema del cliente. Non hai nemmeno idea di quale contenuto scegliere? Chiedilo a lui!

Poniamo che una di questa ti piaccia: per esempio la decima, “L’arredo ufficio a misura di dipendente: comfort e benessere sul posto di lavoro”. Possiamo chiedere a ChatGPT di proporre una scaletta dell’eBook.

Ora non resta che fargli scrivere i capitoletti.

E così via, fino a confezionare l’eBook, che potrebbe essere impaginato con Canva, magari con un cover creata da Dall-E, altro strumento di intelligenza artificiale di OpenAI che genera immagini a partire da istruzioni testuali. Per spingere quel contenuto online, potresti aver bisogno anche di fare della campagne di digital marketing, su Google o sui social: ovviamente ChatGPT può essere un ottimo copywriter per i tuoi annunci.

Lato marketing, ma di sé stessi, puoi farti aiutare da ChatGPT nel personal branding. Per sistemare il profilo LinkedIn, magari cercando le migliori keyword, legate anche al tuo business, per farti trovare.

Gli script di vendita

Se la tua azienda usa il telemarketing, potresti usare il chatbot per creare gli script di vendita.

Il training

Altra idea strampalata. Siccome una volta, per divertimento, ho chiesto a ChatGPT di impersonare un personaggio famoso, tipo Socrate, nulla mi vieta di chiedergli di mettersi nei panni di un cliente o, viceversa, di un venditore. Questo per allenarsi, superare le obiezioni, chiudere le trattative. Soprattutto se si è alle prime armi, ovviamente.

Puoi anche sbizzarrirti. Prova a usare un prompt del genere: “Agisci come un esperto venditore che ha studiato La bibbia delle vendite di Jeffrey Gitomer. Prova a vendermi un nuovo antivirus per aziende. Fai una domanda e aspetta la mia risposta”. Oppure chiedigli di applicare gli insegnamenti sulla persuasione di Robert Cialdini o i principi del lupo di Wall Street Jordan Belfort. O ancora sottoponigli le obiezioni dei clienti, per esempio con questo prompt: “Mi occupo di telemarketing. Vendo sistemi di sicurezza per la casa telefonicamente. Il cliente sostiene che non gli serve un sistema di sicurezza per la casa perché non possiede nulla di valore. Come posso rispondere a questa obiezione?

GPTBoss è uno strumento che consente di “assumere”, si fa per dire, dei chatbot al posto dei dipendenti. Alcuni di questi sono stati istruiti per fare i business coach.

 

10 prompt per venditori

 

1. Definizione del cliente ideale per una strategia di vendita mirata

“Analizza e descrivi in dettaglio il profilo del mio cliente ideale per [specificare prodotto/servizio], considerando dati demografici, psicografici, comportamentali e settoriali. Includi le sue principali sfide, bisogni inespressi e il processo decisionale d’acquisto. Suggerisci strategie di comunicazione personalizzate per entrare in contatto con questa tipologia di cliente in modo efficace e persuasivo.”


2. Preparazione strategica per una riunione di vendita di successo

“Genera un piano dettagliato per una riunione di vendita con un potenziale cliente interessato a [specificare prodotto/servizio]. Includi un’introduzione efficace, domande mirate per identificare i reali bisogni del cliente, possibili obiezioni e risposte strategiche. Fornisci anche suggerimenti su come gestire la conversazione in modo persuasivo e concludere con una call-to-action chiara per massimizzare le probabilità di chiusura della vendita.”


3. Gestione delle obiezioni in modo persuasivo e professionale

“Elenca le obiezioni più comuni che i clienti sollevano riguardo a [specificare prodotto/servizio] e fornisci risposte dettagliate, professionali e basate sul valore percepito, evitando di entrare in una logica difensiva. Includi tecniche di comunicazione per trasformare le obiezioni in opportunità di vendita e strategie per rafforzare la fiducia del cliente nel prodotto e nell’azienda.”


4. Strategie di upselling e cross-selling per aumentare il valore delle vendite

“Analizza le migliori strategie per proporre prodotti o servizi complementari a clienti già acquisiti, con l’obiettivo di aumentare il valore medio delle vendite. Suggerisci approcci personalizzati basati sul comportamento d’acquisto, sulle esigenze latenti e sulle dinamiche del settore. Includi esempi pratici di frasi e tecniche per rendere la proposta naturale e ben accolta dal cliente.”


5. Creazione di email di follow-up persuasive e personalizzate

“Redigi un’email di follow-up altamente persuasiva e personalizzata per un potenziale cliente che ha mostrato interesse per [specificare prodotto/servizio] ma non ha ancora concluso l’acquisto. L’email deve essere strutturata in modo da mantenere alta l’attenzione, rafforzare il valore della proposta, rispondere a eventuali dubbi non espressi e includere una call-to-action efficace che stimoli il cliente a compiere il passo successivo.”


6. Sviluppo di uno script professionale per chiamate a freddo

“Scrivi uno script dettagliato per una chiamata a freddo rivolta a potenziali clienti interessati a [specificare prodotto/servizio]. Lo script deve essere coinvolgente, evitare toni eccessivamente commerciali, suscitare interesse nei primi secondi e guidare il potenziale cliente in un dialogo costruttivo. Includi tecniche per superare il rifiuto iniziale e per concludere la chiamata con un’azione concreta, come fissare un appuntamento o ottenere maggiori informazioni.”


7. Identificazione dei fattori chiave che spingono un cliente all’acquisto

“Analizza i principali trigger psicologici e situazionali che spingono un cliente a valutare e ad acquistare [specificare prodotto/servizio]. Fornisci un elenco dettagliato di eventi, bisogni emergenti, tendenze di mercato e fattori emozionali che possono influenzare la decisione d’acquisto. Suggerisci strategie pratiche per intercettare questi segnali e adattare il processo di vendita di conseguenza.”


8. Miglioramento delle tecniche di negoziazione per ottenere accordi vantaggiosi

“Fornisci un framework dettagliato per negoziare con successo la vendita di [specificare prodotto/servizio], migliorando il rapporto qualità-prezzo percepito dal cliente senza abbassare inutilmente il prezzo. Includi tecniche di persuasione avanzate, principi di negoziazione basati sulla psicologia e strategie per creare valore aggiunto durante la trattativa, evitando concessioni dannose.”


9. Analisi comparativa della concorrenza e differenziazione del prodotto

“Confronta [specificare prodotto/servizio] con le principali alternative presenti sul mercato, evidenziando punti di forza, punti deboli e caratteristiche distintive. Fornisci suggerimenti pratici su come presentare i vantaggi del mio prodotto rispetto alla concorrenza senza denigrare gli altri player. Includi strategie per trasformare i punti deboli in argomenti di vendita efficaci e costruire un posizionamento chiaro nella mente del cliente.”


10. Pianificazione e ottimizzazione dell’agenda settimanale di un commerciale

“Crea un piano settimanale strutturato per un venditore che opera nel settore [specificare settore], bilanciando attività di prospezione, gestione dei clienti esistenti, formazione, analisi dei dati e miglioramento delle performance. Fornisci suggerimenti per ottimizzare la gestione del tempo, evitare attività a basso valore aggiunto e massimizzare la produttività, con un focus sulle attività che portano il maggior ritorno sull’investimento.”

Il webinar sull’uso di ChatGPT nella vendita B2B

Il 22 marzo 2023 ho tenuto un webinar con Luca Image sul tema “Come usare ChatGPT nella vendita B2B“.

Il corso su ChatGPT

Scrivimi per una consulenza o per organizzare un corso su ChatGPT

 

 

 

Tra i tanti lavori che stanno per essere investiti dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale, quelli che hanno a che fare con dati, compiti ripetitivi, creazione di contenuti (non creativi) e relazioni con i clienti vivranno subito degli sconvolgimenti, ma potranno anche godere dei benefici. Tra questi c’è anche l’amministratore di condominio.

I compiti dell’amministratore di condominio (e l’aiuto dell’A.I.)

Giusto per mettere in chiaro le potenzialità di questi strumenti, ho chiesto a ChatGPT (il chatbot gratuito di OpenAI che ha raggiunto i 100 milioni di iscritti in soli due mesi) quanto segue: “Elenca in tabella i compiti dell’amministratore di condominio secondo l’articolo 1130 del codice civile, inserendo una colonna i compiti e in un’altra colonna l’uso dell’intelligenza artificiale per aiutarlo” (questa serie di istruzioni si chiama, in gergo, prompt).

Compito dell’amministratore di condominio Uso dell’IA
Gestione e manutenzione delle parti comuni dell’edificio L’IA può essere utilizzata per la programmazione di interventi di manutenzione, la gestione delle forniture e la tracciabilità degli interventi effettuati.
Tenere i registri contabili del condominio L’IA può essere utilizzata per la gestione automatica delle entrate e delle uscite, la creazione di report e la tracciabilità dei movimenti finanziari.
Rappresentare il condominio in giudizio e fuori di esso L’IA può essere utilizzata per la gestione delle comunicazioni con gli avvocati, la creazione di documenti giuridici e la tracciabilità delle azioni intraprese.
Convocare e presiedere le assemblee dei condomini L’IA può essere utilizzata per la creazione di convocazioni e ordini del giorno automatici, la gestione delle votazioni e la tracciabilità delle decisioni prese.
Eseguire le deliberazioni dell’assemblea L’IA può essere utilizzata per la gestione delle esecuzioni automatiche delle decisioni dell’assemblea e la tracciabilità degli interventi effettuati.
Sorvegliare l’osservanza del regolamento di condominio L’IA può essere utilizzata per la sorveglianza automatica dell’osservanza del regolamento e la segnalazione di eventuali violazioni.
Adottare, nei limiti stabiliti dalle deliberazioni dell’assemblea, ogni atto di ordinaria amministrazione L’IA può essere utilizzata per la gestione automatica delle attività di ordinaria amministrazione, come l’emissione di fatture e la gestione dei contratti.

Interessante, non credi?

Che cos’è ChatGPT

In questo video spiego che cos’è ChatGPT, utile se non lo conosci.

ChatGPT per l’amministratore di condominio: esempi concreti

Al di là dei compiti indicati un paio di paragrafi sopra dall’intelligenza artificiale, alcuni dei quali fantascientifici (per esempio la sorveglianza e la gestione dei contatti), ho individuato alcuni modi concreti di integrare ChatGPT nel lavoro quotidiano dell’amministratore di condominio. Gli obiettivi sono quelli di aumentare l’efficienza e migliorare la qualità del servizio offerto.

Comunicazioni con i condomini

ChatGPT può essere utilizzato per inviare mail o newsletter ai condomini in modo rapido e personalizzato. Questo può essere molto utile per mantenere i condomini informati sugli eventi importanti, sulla manutenzione del condominio e sulle novità. Per esempio, tramite una newsletter o con i messaggi su WhatsApp.

Qualche giorno fa, parlando di questi argomenti con un amministratore di condominio, mi ha chiesto: “Ma posso usare questo strumento anche per rispondere a domande concrete dei condomini? Faccio un esempio: mi chiedono se si può mettere un condizionatore in facciata e lui mi risponde anche a livello normativo?”. Proviamo subito, gli ho risposto.

Ecco l’output:

Per scrupolo ho controllato, e in effetti la citazione dell’articolo 1102 è corretta. Certo, si può far di meglio. Ma basta istruire correttamente il chatbot.

Questi strumenti possono trasformarsi in ottimi aiutanti. Faccio un esempio concreto: Merlin  è un’estensione del browser Chrome, basata sull’intelligenza artificiale di OpenAI, che può aiutare l’amministratore di condominio nelle comunicazioni con i condomini. Merlin potrebbe aiutarci a rispondere alle domande comuni dei condomini e offrire informazioni sulle questioni relative al condominio. Non sostituisce, aiuta.

Contatti e contratti con i fornitori

ChatGPT può essere utilizzato per la gestione dei contatti (e contratti) con i fornitori. Per esempio, si può chiedere al chatbot di comporre una richiesta di preventivo per una fornitura per il condominio, una bozza da personalizzare. Per esempio, per la pulizia delle parti comuni.

Oppure direttamente il contratto:

FAQ

ChatGPT può essere utilizzato per creare una sezione FAQ (Frequently Asked Questions, domande frequenti) sul sito web del condominio o dell’amministratore. Questo può essere molto utile per i condomini che hanno bisogno di informazioni sulle questioni relative al condominio, considerando che spesso le domande si ripetono.

Ecco degli esempi creati direttamente da ChatGPT:

Riassunto delle riunioni

ChatGPT può essere utilizzato per creare un riassunto delle riunioni del condominio. Questo può essere molto utile per i condomini che non possono partecipare alle riunioni e per mantenere tutti informati sugli eventi importanti. In pratica ChatGPT può essere usato per riassumere il testo della riunione, precedentemente trasformato da audio a testo (esistono diversi strumenti di speech-to-text, per esempio https://speechnotes.co è gratis). Dal febbraio 2023 Microsoft, che ha investito pesantemente in OpenAI (l’azienda che ha lanciato ChatGPT), ha annunciato l’integrazione di questa opzione in Microsoft Teams.

Marketing e comunicazione

ChatGPT può essere utilizzato per la creazione di piani di marketing e comunicazione per il condominio. Questo può essere molto utile per l’amministratore di condominio che vuole comunicare la sua attività sui social. Ho chiesto all’“oracolo digitale” (lo chiamo così per scherzare) un piano di social media marketing su Instagram per un amministratore di condominio. Ecco che cosa mi propone.

  • Crea un account Instagram professionale per il tuo business con un nome utente descrittivo e un’immagine profilo coerente con il tuo brand.
  • Sviluppa una strategia di contenuti: pubblicare immagini e video che mostrino il tuo lavoro, il team e la cultura aziendale, insieme a post che diano consigli utili ai residenti del condominio e che rispondano alle loro domande frequenti.
  • Utilizzare hashtag rilevanti per raggiungere un pubblico più ampio, ad esempio #amministratoredicondominio #condominio #manutenzione
  • Interagire con il pubblico: rispondere ai commenti e ai messaggi in modo tempestivo e professionale.
  • Collaborare con altri account di nicchia su Instagram, come architetti e designer d’interni, per aumentare la visibilità e la portata del tuo account.
  • Utilizzare le funzionalità di Instagram come le Storie e le Dirette per fornire aggiornamenti sulle attività del tuo team e per creare una relazione più stretta con i tuoi follower.
  • Monitorare e analizzare i risultati delle tue attività di social media per valutare cosa funziona e cosa no e adattare la tua strategia di conseguenza.

Non male, in effetti. Quantomeno un buon inizio, un po’ generico come lo era stata la mia richiesta. Ovviamente potrei andare molto più in profondità. Per esempio, potrei chiedere di sviluppare uno dei punti elencati. Lui mi ha suggerito di pubblicare, tra le altre cose, dei contenuti. Passando quindi dalla strategia alla tattica, l’amministratore potrebbe creare post sulle attività del condominio, come eventi comunitari, manutenzione o lavori in corso. Oppure creare post informativi su temi legati alla gestione del condominio, come consigli sulla manutenzione dell’edificio o suggerimenti per la sicurezza. Anche in questo caso, possiamo delegare a lui anche la creazione dei post. Chiedo a ChatGPT di elencare 10 tipologie di video che possono animare un profilo YouTube di un amministratore di condominio, con questo prompt: “Agisci come il social media manager di un amministratore di condominio. Indicami 10 esempi di video YouTube che possono animare il profilo e che hanno come target i condomini. I temi devono essere quelli del risparmio, dell’uso delle parti comuni del condominio, delle spese, delle regole del buon vicinato, dei problemi che si solito vi sono in condominio eccetera. Indica titolo del video e 300 caratteri per spiegare lo script.”

Questo è il responso:

  1. “Come risparmiare sulla bolletta dell’acqua” – In questo video, si possono spiegare i consigli per risparmiare sulla bolletta dell’acqua condominiale, come ad esempio la verifica delle perdite o la sostituzione di vecchi rubinetti.
  2. “Come utilizzare al meglio le parti comuni del condominio” – Questo video potrebbe mostrare i diversi modi in cui i condomini possono utilizzare le parti comuni del condominio, come ad esempio la piscina, il giardino o la palestra, e come fare per prenotarle.
  3. “Spese condominiali: come vengono utilizzati i soldi” – Questo video potrebbe spiegare in modo semplice e trasparente come vengono utilizzati i soldi delle spese condominiali e come vengono distribuite le varie incombenze.
  4. “Regole del buon vicinato: come mantenere una convivenza pacifica” – In questo video si potrebbero presentare alcune semplici regole per mantenere una convivenza pacifica all’interno del condominio, come ad esempio non fare rumore di notte o non parcheggiare in modo scorretto.
  5. “Problemi comuni in condominio: come risolverli” – Questo video potrebbe affrontare i problemi più comuni che si verificano all’interno di un condominio, come ad esempio la mancata pulizia delle scale o la scarsa illuminazione, e suggerire delle soluzioni per risolverli.
  6. “Come gestire i rifiuti in condominio” – In questo video si potrebbero spiegare le regole per la raccolta dei rifiuti all’interno del condominio e come evitare di commettere errori che potrebbero causare sanzioni.
  7. “Lavori di manutenzione: come pianificarli e come gestirli” – Questo video potrebbe spiegare come pianificare e gestire i lavori di manutenzione all’interno del condominio, come ad esempio la pulizia delle grondaie o la riparazione delle scale.
  8. “Sicurezza in condominio: come prevenire gli incendi” – Questo video potrebbe presentare alcuni consigli per prevenire gli incendi all’interno del condominio, come ad esempio verificare periodicamente le prese elettriche o non accumulare troppi materiali infiammabili.
  9. “Come organizzare un’assemblea di condominio” – Questo video potrebbe spiegare come organizzare un’assemblea di condominio, come ad esempio la scelta della data, la convocazione dei condomini, la preparazione dell’ordine del giorno e la gestione delle votazioni.
  10. “Come gestire i conflitti tra condomini” – In questo video si potrebbero presentare alcune strategie per gestire i conflitti tra condomini, come ad esempio la comunicazione aperta e trasparente, la mediazione o il ricorso alle autorità competenti.

Ovviamente posso andare ancora più in profondità, facendo scrivere nel dettaglio lo script del video. Magari da far recitare a un avatar virtuale, così non ti devi nemmeno prendere la briga di metterti davanti a una telecamera. Credi che non sia possibile? Scherzi, vero? Te lo mostro. Prendiamo lo script di un video sul condominio, uno di quelli indicati sopra. Chiedo a ChatGPT di scrivermi lo script del video numero 8, quello sulla prevenzione degli incendi. Ecco che cosa ha scritto ChatGPT:

Buongiorno a tutti i condomini, oggi parleremo di un argomento molto importante: la sicurezza in condominio. La prevenzione degli incendi è fondamentale per garantire la sicurezza dei nostri condomini e dei loro beni. Ecco alcuni consigli per prevenire gli incendi all’interno del condominio.

Innanzitutto, è importante verificare periodicamente le prese elettriche e i cavi elettrici, soprattutto in quei punti in cui si accumulano molte spine. Inoltre, è importante evitare di accumulare troppi materiali infiammabili, come ad esempio carta, tessuti o riviste, e di tenere liberi i corridoi e le scale.

In caso di incendio, è importante avere a disposizione un estintore e sapere come utilizzarlo. Inoltre, è importante conoscere la posizione delle uscite di emergenza e sapere come usarle in caso di necessità.

Inoltre, è importante rispettare le norme antincendio e seguire le indicazioni del personale addetto alla sicurezza. Questo significa evitare di utilizzare le scale come deposito per i propri oggetti o di appendere oggetti alle maniglie delle porte.

In conclusione, la prevenzione degli incendi è fondamentale per garantire la sicurezza dei nostri condomini e dei loro beni. Seguendo questi semplici consigli, possiamo tutti contribuire a prevenire gli incendi all’interno del nostro condominio.

Se avete dubbi o domande, non esitate a contattarci. Grazie per l’attenzione.

Per creare l’avatar parlante uso Synthesys.io: mi permette di personalizzare tutto, oltre al testo (che ho ridotto a 1.000 battute), dalla faccia dell’avatar alla sua voce (italiana, di tale Diego), dallo sfondo (che potrebbe essere l’immagine reale del condominio, ad altri dettagli.

Ed ecco il risultato finale:

Perfettibile, certo. Forse un po’ inquietante, ma sappiate che esiste la possibilità di caricare la propria voce e persino la propria immagine (per esempio con Synthesia).

Faccio un altro esempio concreto su come creare un contenuto accattivante senza inventarsi nulla (o meglio senza lasciare troppa libertà al chatbot): posso andare sul sito dell’amministratore e prendere un testo. In questo caso un testo sulle zanzare:

A questo punto vado in ChatGPT e gli chiedo di creare tre post accattivanti, da pubblicare su Facebook, a partire da quel testo:

Chiaramente posso istruire ChatGPT su qualsiasi tema, per esempio i bonus, e chiedergli di creare post ah hoc, magari con taglio diverso a seconda dei canali di comunicazione che uso.

Studiare

ChatGPT permette a tutti i professionisti di rimanere aggiornati e studiare più velocemente. Per esempio consente di riassumere un video YouTube in pochi passaggi salienti, per capire il senso del contenuto ed eventualmente guardare solo quello che interessa. Ecco come fare:

Che cosa ci aspetta?

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale è iniziata. Già si intravvedono gli sviluppi futuri. Con strumenti quali Personal.ai possiamo addirittura essere clonati: l’algoritmo chiede accesso al nostro io digitale (mail, messaggi, documenti, video, social, ecc.) e ci sostituisce, per esempio, nella gestione delle relazioni online, rispondendo per esempio su WhatApp come faremmo noi. Oppure strumenti come DoNotPay possono intentare cause e difendere in tribunale.
Esistono intelligenze artificiali per tutto: tenere i conti, stilare bilanci, scrivere contratti blindati e così via. E siamo solo all’inizio. Chiudiamo col botto: con GPTBoss puoi avere una serie di dipendenti non umani.

La conferenza di Milano

Il 24 febbraio 2023 sono stato invitato all’evento dell’associazione Valore Aggiunto per parlare proprio di questo temi. Lo speech si intitola: “Fenomeno ChatGPT: come l’intelligenza artificiale cambia il lavoro dell’amministratore di condominio”.

Gli eventi con Anaci e VeryFastPeople

Il 18 maggio 2023 sono stato ospite di Anaci Trento per parlare di AI per gli amministratori di condominio.

Qui un momento dell’evento con Anaci di Pisa del 14 marzo 2024:

Qui l’evento di Trento del gennaio 2025:

Scarica gratuitamente il libro “IA per amministratori di condominio”

Nel luglio 2024 ho dato alle stampe, per l’editore Ledizioni, il testo “L’intelligenza artificiale per gli amministratori di condominio“, dopo mesi di eventi sul tema insieme a VeryFastPeople. Il testo ha come sottotitolo “Come usare ChatGPT e gli altri chatbot per analisi documentali, verbali, assistenza clienti, marketing, comunicazione e altro” e vede anche i contributi di Francesco Paini per la prefazione, l’avvocato Andrea Broglia per la parte legale e Giorgio Danesi di Copernico per l’integrazione dell’IA nei CRM.
Il libro è in vendita su Amazon, ma è anche disponibile gratuitamente in versione PDF sulla pagina Web di VeryFastPeople, a questo indirizzo.

Ecco la presentazione del testo:

Il libro “L’intelligenza artificiale per l’amministratore di condominio” di Gianluigi Bonanomi, con contributi di Andrea Broglia e Giorgio Danesi, è una guida essenziale per gli amministratori che vogliono sfruttare le potenzialità di ChatGPT (e non solo).

Scoprirai come grazie all’innovativo CRM Copernico, l’amministratore può organizzarsi, delegare, monitorare e coordinare le attività, rendendo lo studio un’azienda dinamica e strutturata. Inoltre, imparerai ad applicare l’IA per analisi documentali, gestione verbali, assistenza clienti, marketing e comunicazione.

Questo manuale pratico, arricchito dalla prefazione di Francesco Paini, ti offrirà tanti strumenti concreti per migliorare l’efficienza e la qualità del tuo lavoro, ottimizzando i processi, risparmiando tempo e potenziando significativamente la gestione complessiva del condominio.

Il video di presentazione del libro

Fai clic qui (o sull’immagine di anteprima) per vedere l’intervista a Francesco Paini di VeryFastPeople e al sottoscritto:

Qui un estratto dell’articolo di presentazione del video:

È poi intervenuto Gianluigi Bonanomi, formatore e consulente sulla comunicazione digitale e AI generativa: “Solo pochissimi amministratori si sono spinti a fare delle piccole sperimentazioni, la gran parte si sta affacciando a questo mondo in modo esplorativo, per questo abbiamo voluto fare un libro per aprire un mondo. In questo momento si fa un po’ di fatica per trovare delle applicazioni concrete per un ruolo così particolare”. Il futuro dell’amministrazione condominiale dunque andrà a braccetto con l’intelligenza artificiale, strumento in grado di migliorare l’efficienza operativa e di semplificare e ottimizzare il lavoro quotidiano dell’amministratore di condominio.

Scrivimi per organizzare un evento su ChatGPT

ChatGPT, strumento di intelligenza artificiale lanciato alla fine del 2022, può essere utile per tantissimi professionisti (dagli insegnanti ai giornalisti, dai marketer agli avvocati) ma può rivelarsi un ottimo alleato anche per chi sta cercando un lavoro.

Se quel che si dice è vero – trovare lavoro è un lavoro – è importante utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per presentarsi al meglio e destare l’interesse dei recruiter. E qui entra in gioco il nostro caro chatbot, un’intelligenza artificiale sviluppata da OpenAI che può aiutare a ottenere un posto di lavoro. Prima di proseguire, però, ti consiglio di guardare questo video per capire di che cosa stiamo parlando:

Ora veniamo alle possibilità offerte da ChatGPT nella ricerca del lavoro.

Simulazione di colloquio

Da tempo le aziende, soprattutto negli Usa, utilizzano chatbot e algoritmi per i colloqui di lavoro. Con ChatGPT, è possibile fare altrettanto a partire dall’annuncio della posizione aperta. Questo può aiutare a familiarizzare con le domande più comuni e a preparare le risposte utilizzando, per esempio, il metodo STAR (Situazione, Task, Azione, Risultato) per presentare le proprie competenze in modo convincente.

metodo-star-colloqui-lavoro-linkedin

Ecco una schermata d’esempio di un colloquio con ChatGPT per una posizione da magazziniere, a partire dal prompt “Assumi i panni di un recruiter. Stai cercando un magazziniere che sappia guidare il muletto. Devi fare un colloquio, in italiano. Indaga su attitudini, studi, esperienze precedenti, soft skill. Inizia il colloquio con un saluto, poi aspetta la mia risposta prima di proseguire”:

Ecco un altro prompt pronto (scusa il gioco di parole) all’uso:

Voglio che tu agisca da intervistatore. Io sarò il candidato e tu mi farai le domande dell’intervista per il ruolo di [INSERISCI RUOLO] in base alla seguente descrizione del lavoro [INCOLLA JOB DESCRIPTION]. Rispondi solo come intervistatore. Non scrivere tutta la conversazione in una volta sola, ma fai l’intervista: fai le domande e attendi le mie risposte. Non scrivere spiegazioni. Fammi la prima domanda.

In questo articolo del Sole24Ore si parla proprio dei colloqui di lavoro con ChatGPT.

Questo è il paragrafo a cui voglio linkare.

La simulazione del colloquio con Gemini

Gemini, una valida alternativa a ChatGPT, sviluppato da Google, consente di creare i cosiddetti Gem, versioni personalizzate di Gemini che aiutano a eseguire attività ripetitive, un po’ come le macro di Excel e Word. Ho creato un Gem per la simulazione di qualsiasi colloquio di lavoro: all’inizio l’intelligenza artificiale chiede CV, link all’offerta di lavoro e informazioni sull’azienda. Poi parte l’intervista.

Ecco il prompt (le istruzioni) per istruire il Gem “Simulazione colloquio di lavoro”:

Questo GEM deve simulare un colloquio di lavoro a partire dal CV del candidato e delle informazioni su azienda e posizione lavorativa.

Tieni presenti gli obiettivi del colloquio:

– valutare l’idoneità del candidato per la posizione

– approfondire la conoscenza delle competenze e dell’esperienza del candidato

– fornire al candidato informazioni dettagliate sull’azienda e sulla posizione

– assicurati di mantenere un tono professionale e cordiale durante tutto il colloquio.

Prima di tutto chiedi al candidato di caricare il proprio CV.

Quindi chiedi di indicare il link di un’offerta di lavoro e il link dell’azienda di riferimento.

Riepiloga le informazioni sull’offerta di lavoro che trovi online:

Titolo della posizione: [Titolo della posizione]

Descrizione del ruolo: [Descrizione dettagliata delle responsabilità e dei compiti]

Competenze richieste: [Elenco delle competenze tecniche e trasversali necessarie]

Esperienza minima: [Anni di esperienza richiesti e settore specifico]

Sede di lavoro: [Sede dell’azienda]

Tipologia di contratto: [Tipo di contratto offerto]

Benefici: [Eventuali benefici offerti dall’azienda]

A quel punto, dopo aver analizzato documenti e link, mettiti nei panni del selezionatore esperto di risorse umane per quell’azienda.

Fai prima di tutto un breve commento sul CV del candidato.

Quindi inizia il colloquio. Poni al candidato una serie di domande pertinenti alla posizione, sia di natura tecnica che comportamentale, per valutare:

– conoscenza del settore e dell’azienda

– capacità di problem solving

– attitudine al lavoro di squadra

– motivazione e interesse per la posizione

Dopo ogni domanda aspetta la risposta del candidato al fine di indirizzare la domanda successiva.

Se lo ritieni necessario, procedi anche con simulazione di situazioni: presenta al candidato alcune situazioni tipiche che potrebbe affrontare nel ruolo e chiedi come le gestirebbe.

Infine offri al candidato la possibilità di porre domande sull’azienda e sulla posizione.

Alla fine fornisci un feedback costruttivo al candidato, evidenziando i punti di forza e le aree di miglioramento.

Ottimizzazione CV e profilo LinkedIn

ChatGPT può aiutare a modificare il proprio curriculum in modo da soddisfare le esigenze specifiche della posizione a cui si sta candidando. Questo include l’utilizzo di parole chiave e skill rilevanti, nonché una headline di LinkedIn accattivante.

Analisi di posizionamento e SWOT

ChatGPT può anche aiutare a effettuare un’analisi del proprio posizionamento grazie a una tabella SWOT (punti di forza, debolezza, opportunità e minacce) per individuare le aree di miglioramento e presentarsi al meglio ai recruiter.

Lettera motivazionale

Scrivere una lettera motivazionale o elevator pitch può essere un compito difficile, ma con ChatGPT è possibile utilizzare la tecnica 5W (Chi, Cosa, Dove, Quando, Perché) per creare un testo accattivante che evidenzi le proprie capacità e la passione per la posizione.

Anche in questo caso si può partire dall’offerta di lavoro. Per esempio questa:

Descrizione completa della posizione

ITALPIZZA – Azienda italiana leader nella produzione e commercializzazione di pizze surgelate, operante a livello mondiale e in forte espansione, ricerca per la sua sede di Modena un/a INGEGNERE MECCANICO JUNIOR da inserire all’interno dell’ufficio tecnico e che svolgerà le seguenti mansioni:

  • Partecipazione all’attività di progettazione;
  • Allestimento ed esecuzione prove di verifica e validazione;
  • Partecipazione allo sviluppo di automazioni per linee di produzione;
  • Redazione documentazione tecnica.

Il candidato ideale ha i seguenti requisiti:

  • Laurea in Ingegneria meccanica;
  • Lingue Inglese fluente;
  • Esperienza nella mansione non necessaria;
  • Predisposizione verso attività multidisciplinare;
  • Dinamicità ed attitudine verso attività pratica/sperimentale;

La tipologia contrattuale sarà definita sulla base dell’esperienza maturata.

Candidarsi allegando curriculum vitae in formato Word o pdf con Foto.

Contratto di lavoro: Tempo pieno

Si copia il testo e lo si incolla in ChatGPT con questo prompt (chiaramente da personalizzare sulla base del proprio trascorso lavorativo, gli studi e le proprie competenze): “Scrivi una lettera motivazionale per candidarsi a questa posizione lavorativa: [INCOLLA]”

Ecco il risultato:

Egregio responsabile delle risorse umane,

mi chiamo [Nome e Cognome] e ho appreso della vostra azienda attraverso una ricerca sul web per opportunità di lavoro. Sono particolarmente interessato alla posizione di Ingegnere Meccanico Junior presso la sede di Modena.

Sono un giovane laureato in Ingegneria Meccanica, con una forte passione per la progettazione e lo sviluppo di automazioni. La mia formazione accademica mi ha fornito solide conoscenze teoriche e pratiche nel campo della meccanica, che mi permettono di affrontare sfide tecniche con successo. Inoltre, parlo fluentemente inglese, il che mi rende in grado di comunicare e lavorare in team con persone provenienti da diverse parti del mondo.

Sono una persona molto dinamica ed attiva, che ama sperimentare e cercare nuove soluzioni ai problemi. Ritengo di avere le capacità necessarie per contribuire all’attività di progettazione e all’allestimento e esecuzione delle prove di verifica e validazione, in linea con gli obiettivi dell’ufficio tecnico.

Sarei molto onorato di avere l’opportunità di unirmi al team di ITALPIZZA, azienda leader nella produzione e commercializzazione di pizze surgelate. La vostra azienda ha una forte presenza a livello mondiale e una storia di successo nell’espansione, cosa che la rende un’azienda molto interessante da parte mia.

Allego il mio curriculum vitae in formato Word o pdf con foto, come richiesto. Spero che la mia candidatura venga presa in considerazione e mi metto a vostra disposizione per un eventuale colloquio.

Cordiali saluti,

[Nome e Cognome]

Mail di ringraziamento

Dopo un colloquio di lavoro, è importante inviare una mail di ringraziamento al recruiter per mostrare gratitudine e interesse per la posizione. ChatGPT può aiutare a scrivere una mail efficace e personalizzata.

Storytelling

Per la sezione “Informazioni” del proprio profilo LinkedIn, ChatGPT può aiutare a creare una storia accattivante che descriva le proprie esperienze e competenze in modo interessante e memorabile.

Si può chiedere a ChatGPT di scrivere la storia lavorativa a partire dal proprio CV.

Progetti

ChatGPT può anche aiutare a scrivere un progetto che descriva un caso di successo, evidenziando le proprie capacità e la passione per il lavoro.

Scrivimi per chiedere informazioni sul mio corso su ChatGPT

Di fronte a una rivoluzione – quella dell’intelligenza artificiale che scrive i contenuti (e non solo) al posto nostro – serve la saggezza degli antichi. Cesare disse:

“Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico”

L’A.I. non va combattuta, ma governata, usata. Qualcuno direbbe: sfruttata (nasceranno dei sindacati a difesa degli algoritmi e dei robot?). In realtà preferisco riportare un’altra frase che circola anonimamente sui social da qualche settimana:

“L’intelligenza artificiale non ti ruberà il lavoro. Chi sa usare l’intelligenza artificiale lo farà”

Che cos’è ChatGPT?

Ormai su ChatGPT se ne sono dette di tutti i colori: cos’è, cosa non è, perché è così intelligente e perché è così stupido (la solita storia “umbertoechiana” degli apocalittici e degli integrati). Anche io ho dato il mio modesto contributo, non voglio ripetermi. In questo video trovi le dieci cose che devi sapere sullo strumento di OpenAI:

Perché gli insegnanti hanno paura di ChatGPT?

Tra i tanti professionisti spaventati dalla comparsa quasi improvvisa, lo scorso 30 novembre 2022, del famigerato ChatGPT, oltre a giornalisti, blogger, social media manager, programmatori e scrittori, ci sono anche gli insegnanti. Perché? Basta guardare, tra i tanti, il seguente video:

Questo è solo un esempio, se ne trovano centinaia, forse migliaia. È uno tsunami. Anche TikTok ne è pieno:

Molti dicono, a ragione, che l’era delle tesine, in generale dei compiti a casa come li abbiamo concepiti finora, sia finita. Fare i furbi non è mai stato così facile, si legge su Forbes (pare un gioco di parole). Anche perché se beccare plagi online è relativamente facile, non si può dire altrettanto riguardo i testi generati da un algoritmo: personalmente ho provato diversi “ai detector”, come questo, e spesso non funzionano. E comunque i ragazzi sanno benissimo che basta usare altri strumenti, detti paraphrasing tool, per rimediare.

L’impatto dell’A.I. sull’insegnamento

Il Joint Research Center UE ha analizzato l’impatto potenziale dell’intelligenza artificiale sui compiti che normalmente svolge un insegnante di una scuola secondaria di prima grado. Ecco il risultato:

In parole povere, gli insegnanti possono preparare meglio (e più velocemente) le lezioni, ma soprattutto comprendere più efficacemente le esigenze degli studenti, variando metodi e materiali. Possono valutare più efficacemente i loro progressi. Possono fare lezioni in più lingue. Aiutano gli studenti in difficoltà con tutoraggi e recuperi. Può migliorare anche la comunicazione con i genitori.

Come gli insegnanti possono usare ChatGPT in concreto

Posto che il luddismo non è un’opzione praticabile, come possono gli insegnanti sfruttare questo strumento “diabolico” a loro vantaggio? Come integrarlo nella didattica, nel lavoro in classe, come farlo usare bene agli studenti?
In un articolo pubblicato sul proprio blog, OpenAI punta forte su ChatGPT in classe. Afferma che il suo chatbot possa agire come un assistente virtuale per gli insegnanti, aiutandoli a creare quiz, test e piani di lezione. Questo strumento può anche essere utilizzato per rendere le domande più inclusive e accessibili per tutti i livelli di apprendimento.
Un altro vantaggio significativo di ChatGPT è la sua capacità di aiutare gli studenti che non parlano inglese come prima lingua. Dr. Anthony Kaziboni, responsabile della ricerca presso l’Università di Johannesburg, incoraggia i suoi studenti a utilizzare ChatGPT per migliorare la loro padronanza dell’inglese, sia nella scrittura che nella conversazione. Geetha Venugopal, un’insegnante di scienze informatiche, sottolinea l’importanza di utilizzare ChatGPT in modo responsabile. Gli studenti devono essere educati a pensare in modo critico e a verificare le informazioni fornite dal modello, proprio come farebbero con qualsiasi altra fonte.

Personalmente ho raccolto la sfida e cinque idee d’uso dell’AI generativa in classe.

1. Dare suggerimenti per la revisione dei testi

Si può chiedere al chatbot di leggere, correggere o migliorare un testo.

Mr. ChatGPT può anche fornire suggerimenti specifici per grammatica, lessico e struttura delle frasi o di un intero saggio. Dipende che cosa gli si chiede (chi domanda, comanda!), e soprattutto come: in gergo, l’interrogazione di questo “oracolo” si chiama prompt. Insomma, lo studente può far riscrivere il proprio testo e confrontare le due versioni.

In realtà si può fare anche il contrario. Per indurre i ragazzi a riflettere sui limiti dello strumento, si può chiedere loro di correggerlo: «In un mondo in cui l’intelligenza artificiale può sostanzialmente scrivere un saggio con un semplice clic, abbiamo bisogno che i nostri studenti padroneggino diverse abilità. Per esempio, devono capire se il testo è buono o se manca il contesto, se ha utilizzato dati distorti o se manca di creatività. Queste saranno abilità molto più importanti rispetto alla scrittura, e per questo dobbiamo tenerne conto nella valutazione»: parola di Matt Glanville, capo dell’organizzazione dei metodi di valutazione del Baccalaureato Internazionale (intervista al Guardian).

2. Combattere il panico da pagina bianca

Come i giornalisti e i blogger, anche gli studenti possono chiedere a ChatGPT di generare idee. Per esempio, per un lavoro di gruppo gli studenti possono ordinargli di proporre delle idee su format di contenuti da sviluppare per parlare del tema del giorno.

L’insegnante e gli studenti potrebbero anche generare prompt (interrogazioni del chatbot) fantasiosi. Un esempio? Mi sono divertito a chiedere a ChatGPT di entrare in un quadro di Dalì e descrivere che cosa vede:

È possibile generare di tutto: liste di vocaboli o parole chiave a partire da un testo, elenchi di libri e film, tabelle comparative, macro di Excel e così via.

3. Dibattiti e discussioni

Ho chiesto a ChatGPT di fingere d’essere Nietzsche (che dice?), di pensare, parlare e polemizzare come lui. È stato molto stimolante:

Più prosaicamente possiamo chiedere all’algoritmo di agire come un recruiter: in tal modo i ragazzi, soprattutto quelli vicini alla maturità o alla laurea, possono esercitarsi.

È possibile anche “parlare” con i libri, grazie a strumenti basati su ChatGTP, come racconto in questo video:

4 Creare quiz e test

L’insegnante potrebbe realizzare velocemente dei test per valutare la comprensione di un testo o la preparazione degli studenti (facendo molta attenzione alle risposte, a volte strampalate). Anche gli studenti hanno la possibilità di generare i propri quiz per verificare il livello di preparazione. Chiaramente ordinando a ChatGPT di aspettare a svelare la risposta corretta. Bisogna dirgli: “Scrivi un quiz con quattro domande, una delle quali corretta. Aspetta la mia risposta prima di dirmi se ho azzeccato”, o qualcosa del genere.

A proposito di quiz e test segnalo anche l’ottimo Yippity.io.

5 Riassumere un lungo video (prima di guardarlo)

Tra i tanti usi di ChatGPT, questo è particolarmente intrigante: prendere la trascrizione di un video YouTube, darla in pasto all’algoritmo di OpenAI per generare riassunti, magari un elenco puntato. Perché? Per capire se vale la pena vedere il video, o quale parte preferire in caso di mancanza di tempo. In questo video mostro anche come prendere la trascrizione automatica del video da YouTube:

Extra: come gli insegnanti possono usare Dall-E

Ultimamente leggo spesso articoli di questo tenore: “Intelligenza artificiale, gli #insegnanti rischiano veramente di essere soppiantati in futuro?“. A mio parere, no! In questo video spiego come il lavoro degli insegnanti debba essere quello di spiegare come usare le AI generative, con input stimolanti e suggerimenti, anche di carattere culturale, per migliorare i prompt.

L’infografica di Ditch That Textbook

P.S.: l’immagine nel banner di questo articolo è stata creata con un’altra intelligenza artificiale: MidJourney. Non è bellissima?

Il mio speech per STEP

Nel gennaio 2024 ho tenuto uno speech di un’ora per STEP su questo tema.

Qui puoi vedere la registrazione dell’evento:

Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa

Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.

Inviaci email

 

Ho realizzato un video dove parlo del lancio (30 novembre 2022) della versione 3.5 della GPT (Generative Pre-training Transformer), un algoritmo per la creazione di linguaggio naturale sviluppato da OpenAI.

Nel dicembre del 2022, l’interesse per questo strumento è aumentato enormemente e più di un milione di persone si sono iscritte per provarlo in pochissimi giorni, come rivelato in un tweet da Sam Altman (co-fondatore di OpenAI).

La GPT è un prototipo di chatbot basato sull’intelligenza artificiale generativa, che si alimenta con una quantità enorme di dati (trilioni di parametri raccolti da fonti come Wikipedia, il Web, Google Books, libri di programmazione e così via).

Nel video racconto, in dieci punti, che cosa si può fare di questo strumento, chi lo sta già usando, quali sono i suoi limiti (spoiler: non è un motore di ricerca!), chi ne ha paura e cosa ci aspetta d’ora in poi in questo campo.

Buona visione:

Qui rispondo a una semplice domanda: ma l’intelligenza artificiale è senziente?

Il videocorso sulla creazione dei contenuti con l’intelligenza artificiale

Per capire l’intero fenomeno della A.I. generativa, avevo realizzato un videocorso gratuito prima del lancio di ChatGPT:

Che cosa dice chi ha fatto il mio corso su ChatGPT

Il 31 ottobre 2022 è stato pubblicato su Agenda Digitale questo mio approfondimento sulla libreria delle inserzioni di Facebook.

Facebook Ads Library: cos’è e come usarlo per campagne marketing efficaci (e non solo)

Facebook Ads Library è un tool che permette di ricavare preziose informazioni dalle campagne attive all’interno dell’ecosistema di Meta. Molto utile per i professionisti del marketing, può esserlo anche per quegli utenti Facebook e Instagram alla ricerca di maggiore trasparenza in ambito politico e sociale

facebook ads

Le aziende sono sempre alla ricerca di nuove opportunità di business e strategie di marketing che permettano loro di ottenere risultati migliori. Uno degli strumenti più utilizzati dagli esperti di marketing e dai data analyst è Facebook Ads Library, un tool che permette di ricavare preziose informazioni dalle campagne attive all’interno dell’ecosistema di Meta.

Un vero e proprio paradiso per gli amanti dei dati: è possibile trovare informazioni su qualsiasi annuncio di Facebook attualmente attivo, incluso chi lo ha creato, quando è stato pubblicato e altro ancora. Grazie a questo strumento le aziende possono fare ricerche sulla concorrenza, scoprire quale tipo di inserzione funzioni per davvero e utilizzare queste idee per creare annunci e campagne marketing di successo.

Facebook Ads Library garantisce assoluta trasparenza e permette a tutti gli utenti di accedere ai dati riguardanti gli annunci che si possono trovare ogni giorno sulla piattaforma di Meta. Per chi si occupa di marketing il tool è fondamentale per migliorare la qualità delle inserzioni pubblicitarie (un post, una pagina o un evento che l’utente può promuovere investendo del denaro).

Che cos’è Facebook Ads Library

Facebook Ads Library è sostanzialmente uno sconfinato database in cui è possibile eseguire ricerche dettagliate sulle inserzioni pubblicitarie attive su Facebook e sulle altre piattaforme di Meta (è possibile avere accesso anche a tutti gli annunci presenti negli ultimi 7 anni). È stato sviluppato dalla stessa Facebook/Meta qualche anno fa per garantire una maggiore trasparenza (in relazione a contenuti di natura politica e a temi d’interessa nazionale) e sicurezza dopo lo scandalo Cambridge Analytica che aveva travolto Mark Zuckerberg e soci. La prima versione di Facebook Ads Library è apparsa nel 2018 e permetteva di analizzare solo gli annunci relativi a temi politici o sociali: l’ultima release offre la possibilità di vivisezionare in un unico portale tutte le inserzioni attive al momento della ricerca. Oltre a essere uno strumento completamente gratuito, Facebook Ads Library offre la possibilità di raccogliere i dati non solo sugli annunci a pagamento pubblicati su Facebook ma anche quelli relativi alle altre piattaforme dell’ecosistema di Meta come Instagram. Viene utilizzato principalmente per monitorare la concorrenza e per valutare i progressi delle campagne pubblicitarie.

Che cosa offre Facebook Ads Library

La possibilità di vedere le inserzioni pubblicate in tutto mondo e di avere accesso agli annunci della concorrenza: questo è quello che mette sul piatto Facebook Ads Library. Il tool è stato sviluppato per essere facile ed è accessibile a chiunque, anche a chi non dispone di un account Facebook. Come funziona? Questa libreria di inserzioni pubblicitarie assomiglia a un normale motore di ricerca e il suo funzionamento è simile. Si digita il nome della pagina Facebook che si vuole analizzare, si filtrano i risultati per area geografica e si visualizzano i risultati ottenuti. Si può anche utilizzare una parola chiave: i risultati filtrati mostreranno gli annunci effettivamente attivi. Dopo aver cliccato sul risultato desiderato si avranno a disposizione una serie di informazioni riguardanti la data di creazione della pagina selezionata, le modifiche compiute, il numero di amministratori e il loro paese di residenza. Verranno mostrate le pagine più rilevanti ed è possibile controllare gli annunci di una specifica azienda (o pagina) oppure tutti quelli disponibili. Per avere dei risultati globali è necessario selezionare nell’apposito filtro l’opzione “tutti i paesi”, mentre per studiare un inserzionista specifico basta semplice cliccare sul nome della pagina per avere accesso a tutte le informazioni disponibili. Se si è alla ricerca di inserzioni pubblicate in una specifica zona geografica o città, è consigliabile digitare il nome al posto di una parola chiave. Anche i tag utilizzati negli annunci vanno monitorati e alcuni possono essere usati nella creazione dei propri.

È possibile visionare i risultati relativi a inserzioni attive e no, così come il budget utilizzato: si possono ricavare dati sulle modalità di finanziamento utilizzate, le impression ricevute, i dati demografici relativi al pubblico a cui sono state mostrate (età, sesso e posizione geografica) e capire quello che funziona e no. La maggior parte delle informazioni sono riportate anche nell’apposita sezione dedicata ai report.

Un tool gratuito per analizzare i competitor

Con Facebook Ads Library è possibile ottenere informazioni dettagliate sulle campagne attive dei propri competitor, studiare i loro punti di forza e utilizzarli per migliorare la propria strategia online. È uno strumento fondamentale per capire quale tipologia di contenuti utilizzare (immagini, video, stile grafico, testi e hashtag) e per comprendere il pubblico a cui indirizzare le campagne (comprese anche le tempistiche). I dati dei concorrenti, infatti, si rivelano una fonte preziosa di informazioni per elaborare una strategia vincente (compreso il budget da utilizzare o la sperimentazione di nuove inserzioni). Conoscendo gli orari in cui la concorrenza pubblica i propri contenuti, per esempio, è possibile adottare una strategia diversa e risparmiare anche del denaro. Facebook Ads Library permette di filtrare gli annunci per data, in modo da poter analizzare quello che stanno facendo i propri competitor: per esempio, se un’azienda sta organizzando un evento particolare è possibile studiarne uno simile e proporlo in un altro periodo/orario. L’analisi degli avversari permette anche di individuare anche i possibili vantaggi proposti alla loro clientela (per esempio, lo sconto applicato a un determinato prodotto o a una particolare promozione): copiare quello che fanno i competitor non sempre è una buona idea. Studiare il tono utilizzato nella creazione di un’inserzione pubblicitaria è utilissimo, così come analizzare il contenuto visuale proposto: si tratta di aspetti che possono fare la differenza in una campagna che funziona su Facebook. Non bisogna, però, limitarsi a copiare quello che fanno i propri competitor: è importante anche proporre qualcosa di nuovo.

Facebook Ads Library funziona anche sulle altre piattaforme di Meta

Questo strumento può essere utilizzato sulle principali piattaforme che fanno parte dell’ecosistema di Meta: Facebook, Instagram, Audience Network e Messenger. Permette di analizzare la concorrenza (dare un’occhiata alle landing page proposte è sempre una buona idea) per sviluppare nuove offerte o per individuare i trend del momento, soprattutto sui canali social. Facebook Ads Library può aiutare a capire se la piattaforma di Meta sia quella giusta per operare: Facebook, infatti, potrebbe non essere il canale giusto per sviluppare la propria attività (se non ci sono i propri competitor il dubbio è più che lecito…).

Questo strumento è stato sviluppato per migliorare la trasparenza delle piattaforme gestite da Meta e per recuperare la fiducia dei suoi utenti. Per gli esperti di marketing Facebook Ads Library è – senza dubbio – una miniera d’oro di informazioni e può essere utilizzato per studiare le inserzioni pubblicitarie della concorrenza (come gestiscono i budget e quali strategie funzionano meglio) e ottenere idee nuove idee e suggerimenti per le proprie. Ci sono diversi modi per spiare la concorrenza ma Facebook Ads Library lo fa in modo semplice e utile: gli inserzionisti, infatti, sanno quanto può essere serrata la concorrenza sulla piattaforma di Menlo Park e anche il più piccolo dettaglio può fare la differenza quando si tratta di Facebook Ads. Non è solo un tool indispensabile per i professionisti del marketing ma può essere estremamente utile anche per quegli utenti di Facebook e Instagram che sono alla ricerca di una maggiore trasparenza in ambito politico e sociale.

Se segui i miei articoli, saprai certamente che ho una grande passione per LinkedIn, la principale piattaforma per far incontrare domanda e offerta in ambito business. Lo usano le aziende le cercare talenti, le persone per trovare un lavoro (o un nuovo lavoro), ma è anche uno strumento chiave per spingere i propri servizi B2B e per trovare nuove opportunità di business.

Non puoi però affidarti solamente a LinkedIn, per più motivi. Il primo è che non è detto che tutti lo usino e sono ancora tante le realtà che si limitano alle ricerche su Google (o altri motori di ricerca). Ma non trascurare un altro aspetto: se anche qualcuno ti trova (o trova la tua azienda) sul LinkedIn, la prima cosa che vorrà fare è andare sul tuo sito, o quello della tua azienda. Un sito curato, con contenuti di qualità, fa la differenza, esattamente come il modo in cui ti presenti la prima volta a un interlocutore: puoi essere un genio nel tuo settore, ma un aspetto dimesso e trasandato di certo non contribuirà a fare una buona impressione, e lo stesso vale per il sito.

Alcuni suggerimenti di questo articolo ti permetteranno anche di migliorare la qualità del tuo sito anche se il focus è un altro: in queste righe voglio infatti spiegarti come spiccare nelle ricerche su Google facendo leva sulla SEO, la Search Engine Optimization. Non temere, non ti riempirò la testa di tecnicismi: il mio obiettivo non è quello di insegnarti a spremere quell’1% in più di conversioni nelle vendite. Voglio invece darti alcune indicazioni e suggerimenti alla portata di tutti per aiutarti a “scalare” la SERP di Google e posizionarti meglio nelle ricerche.

Passa subito ad HTTPS se non l’hai ancora fatto

Ci sono due protocolli per erogare pagine web: HTTP e HTTPS. Il primo è obsoleto, il secondo va abbandonato quanto prima. Il fatto è che ancora oggi, navigando online, trovo tantissimi siti, anche di aziende di grandi dimensioni o di seri professionisti, che si appoggiano ancora al protocollo non cifrato HTTP, quindi meno sicuro. Certo, se non vendi prodotti online e quindi non chiedi ai tuoi utenti di inviare dati di pagamento ti potrà sembrare un problema da poco, ma in realtà è un problema enorme. Non solo Google e gli altri motori di ricerca abbasseranno il tuo Ranking Score, fatto che influenzerà il tuo posizionamento nella SERP (pagina dei risultati della ricerca), ma scoccerai anche gli utenti. Sì, perché quando useranno Chrome, verrà visualizzato il messaggio “Questo sito non è sicuro. Vuoi procedere?”. Al di là dell’avviso, che potrebbe preoccupare qualcuno, per raggiungerti un utente dovrà fare almeno un clic in più. Credimi, molti non lo faranno e si fermeranno all’avviso. Insomma, passa di corsa ad HTTPS. Se non sai come fare, chiedilo a chi ti gestisce il sito: è un lavoro semplice e veloce.

La velocità è tutto

L'aforisma: "Il milanese imbruttito ordina un caffè... - Comunicaffè

Viviamo tutti di corsa, c’è poco da fare, e la pandemia non ha fatto che accelerare il tutto. Chi cerca una risposta, la vuole immediatamente, non ha tempo è voglia di aspettare. La figura del Milanese Imbruttito, che ha già aperto la bustina dello zucchero mentre il barista gli sta ancora facendo il caffè, è più diffusa di quanto credi, e non solo aMilano (tutto attaccato, come lo scriverebbe un Imbruttito DOC). E mentre si beve il caffè, il classico Imbruttito tiene in mano lo smartphone e prosegue il business. Naturalmente, pretende che il sito carichi velocemente e devi assicurarti che il tuo sito sia sufficientemente reattivo se non vuoi che la gente lo abbandoni ancora prima che l’homepage sia caricata.

Ma come si giudica se un sito è veloce? Basta usare il servizio PageSpeed Insight di Google: inserisci l’URL del tuo sito per avere un’analisi tecnica. Dopo pochi secondi, ti verrà restituita una pagina contenente uno score e una serie di suggerimenti su come poter migliorare, se necessario, la velocità di caricamento, sia su mobile sia su desktop. Non impazzire per guadagnare un millisecondo: concentrati sui problemi principali, se PageSpeed ne individua qualcuno. Il resto sono piccole ottimizzazioni che possono fare la differenza su siti di enormi dimensioni, tipo Amazon. Se il tuo Score è superiore al 90, significa che hai fatto un ottimo lavoro. Se è inferiore, segui i suggerimenti e cerca di ottimizzare ulteriormente, magari chiedendo supporto a un esperto.

Il mobile prima di tutto

Se ancora concentri la maggior parte della tua attenzione su come si vede il tuo sito da desktop, stai sbagliando tutto. Seriamente. Da quasi 10 anni, infatti, le ricerche su mobile hanno abbondantemente superato quelle da desktop. Non ci credi? Dai un’occhiata alle statistiche del tuo sito e scoprirai che, a meno di casi particolarissimi, più dell’80% del tuo traffico sarà generato da dispositivi mobili. Non puoi non tenerne conto. “Mi stai dicendo che tutte le grafiche e animazioni superbelle che si vedono solo da mobile sono uno spreco di tempo?”. Dipende da quando le hai fatte, ovviamente: un tempo, facevano la differenza. E anche oggi, quegli utenti (pochi in percentuale) che si collegano da un computer potrebbero apprezzarle. Rimane il fatto che la maggior parte delle persone vedrà il tuo sito da smartphone, e devi far sì che l’esperienza da mobile sia snella e piacevole. Poi, se ti avanzano tempo e budget, potrai anchoe ottimizzare ulteriormente la parte desktop. Considera una cosa: non si tratta solo di esperienza utente, ma anche risultati nella ricerca. Dal marzo 2021, infatti, tutti i siti sono indicizzati da Google solo sulla base del mobile. Le tue ottimizzazioni desktop, insomma, non avranno alcun impatto sul ranking. Se vuoi scalare la SERP, insomma, ti tocca puntare tutto sul mobile. Anche se non ti piace.

Per controllare come si vede il tuo sito su diversi device puoi usare, tra gli altri, Screenfly:

Non trascurare i backlink

I backlink sono i collegamenti che da altri siti portano al tuo. Più ne hai, più il tuo sito acquisirà autorevolezza e, quindi, sarà “visto meglio” da Google che tenderà a farlo salire nella SERP. Alla fine, l’algoritmo di Google si è sempre basato su questo concetto e già dalla nascita di Big G il fattore che faceva la differenza nella SERP era quante pagine citavano uno specifico sito in base alle parole chiave usate. Attivati insomma per ottenere backlink, possibilmente puntando su siti autorevoli, non su officine di clic. Non mancano siti di bassa qualità che “vendono” i baclkink al tuo, ma ti assicuro che sono soldi spesi male, proprio perché queste realtà non hanno alcuna autorevolezza. E ti sconsiglio anche di mandare mail agli amministratori dei siti di riferimento del tuo settore chiedendo loro di “regalarti” un link: nella migliore delle ipotesi ti ignoreranno, nella peggiore, rischi di venire mandato a quel paese.
Come ottenerli quindi? Facile scegli i siti giornalistici di riferimento del tuo settore ed esplora la possibilità di includere articoli sponsorizzati (e naturalmente indicati come tali) che riportano al tuo sito. A seconda della realtà editoriale, potrebbero accettare un contenuto scritto da te o potrebbero preoccuparsi loro della stesura del pezzo. Naturalmente questa operazione ha un costo, costo che cresce con la popolarità del sito che ti linkerà, ma i risultati si vedranno.

Per verificare chi linka il tuo sito, puoi usare un “backlink checker“.

Tag, metatag, metadescription, immagini: tutto contribuisce alla SEO

Qualsiasi contenuto deciderai di pubblicare sul tuo sito, dovrà essere ottimizzato in ottica SEO. Che significa? Individuare le parole chiave relative alla tua attività e inserirle in tutte quelle parti rilevanti. Nel titolo, nel sottotitolo (la metadescription dell’articolo, nei tag, nelle dida e nei nomi delle immagini allegate e anche nell’url del pezzo. Se usi Worpress, sarà molto semplice inserirli e plugin come YOAST – quello che uso io – ti aiuteranno a ottimizzare ulteriormente, indicandoti se hai dimenticato qualcosa o se puoi fare di meglio.

Yoast SEO ‑ SEO for everyone - Increase organic traffic, technical SEO & get rich results! | Shopify App Store

Non prenderli come se fossero la Bibbia, soprattutto in italiano, ma come indicazioni di massima: non cercare a tutti i costi di avere tutti gli indicatori di Yoast verdi, insomma. Perché va bene ottimizzare in ottica SEO, così da far “piacere” il tuo pezzo a Google, ma non dimenticare che chi andrà a leggere i tuoi contenuti sarà un essere umano, non un bot. L’articolo dovrà essere piacevole alla lettura, scorrevole, non infarcito di ripetizioni ogni due righe.

Contenuti sempre aggiornati e di elevata qualità

Se non aggiorni il tuo sito dal 2020, difficilmente scalerai la SERP, questo anche se il tuo sito è eccellente. Per scalare la pagina dei risultati di Google, infatti, è necessario avere contenuti aggiornati di frequente. Quanto? Dipende dalle tue risorse e dalle tue ambizioni. Un nuovo articolo al giorno sarebbe l’ideale, ma comprensibilmente non tutti hanno il tempo e il budget per un piano editoriale così elaborato. Inizia valutando un contenuto a settimana, ottimizzato in ottica SEO come ti ho spiegato prima. Se hai già un catalogo enorme di articoli, non ti far la tentazione di ripubblicarli cambiando solo la data. Google non è fesso, e se ne accorgerebbe. Se i contenuti sono validi, però, va benissimo riprenderli, aggiornarli cambiando titolo e sottotitolo, ma anche aggiungendo ulteriori dettagli ed eliminando o modificando le parti che col tempo non sono attuali come quando le hai pubblicate la prima volta.

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Questo articolo è stato pubblicato su Agenda Digitale il 18 marzo 2022

Referenze su LinkedIn: come scriverne una perfetta (e come ottenerne di più)

Scrivere una referenza su LinkedIn per clienti o colleghi è un modo per attirare la loro attenzione e stimolare, in maniera poco invasiva, una reazione uguale da parte di questi. Ecco tutto quello che c’è da sapere per farlo in modo efficace

Le referenze su LinkedIn sono uno degli aspetti più sottovalutati da molti utenti e allo stesso tempo uno degli elementi distintivi più importanti.

Nel mondo anglosassone la lettera di raccomandazione – non proprio l’equivalente di una referenza su LinkedIn ma il concetto è quello – è uno dei migliori modi che ha un professionista di presentarsi al potenziale nuovo datore di lavoro.

Vengono redatte da professori universitari e dirigenti e sono un modo per confermare le qualità professionali di un individuo.

Referenze su LinkedIn: uno strumento importante per rendere un profilo più convincente

Da noi sono meno usate, ma su LinkedIn possono rivelarsi uno strumento importante per rendere un profilo più convincente. Alla fine, se sei alla ricerca di un professionista, diciamo un avvocato specializzato in un settore, vedere che i suoi clienti hanno lasciato un feedback positivo è un plus non da poco, un po’ come una sfilza di recensioni a 5 stelle sotto un prodotto venduto su Amazon. Solo che in questo caso il prodotto sei “tu”, e lo “shop” è il tuo profilo.

LinkedIn permette infatti di richiedere direttamente le referenze, ma andare a elemosinare feedback positivi da tutti i contatti presenti nella propria rete non è certo la strategia più efficace. Meglio che concentrarsi sulle persone con le quali si ha un rapporto di massima fiducia. E meglio ancora è non chiederle proprio.

OK, ma come si fa a ottenerle se non si chiedono? Con un piccolo nudge, una “spinta gentile”: scrivendo tu stesso una referenza per loro.

Il social network li avviserà tramite una notifica e, in molti casi, si sentiranno in dovere di restituire il favore.

Come si scrive una referenza su LinkedIn?

Scrivere una referenza su LinkedIn è estremamente semplice: basta andare sul profilo di un contatto di primo grado (non sarà possibile scriverle per quelli al di fuori di questa cerchia), cliccare su Altro e dal menu a tendina che si aprirà selezionare Scrivi una referenza.

Alla schermata successiva bisogna aggiungere la relazione (cliente, collega, sottoposto, manager…) e la posizione lavorativa di chi vogliamo “raccomandare”. Clicca su avanti potrà poi scrivere la referenza vera e propria. Non c’è bisogno di muri di testo infinito, anzi: meglio essere concisi ed estremamente diretti, come in questo caso

Come richiedere una referenza su LinkedIn

Scrivere raccomandazioni per clienti o colleghi è un modo per attirare la loro attenzione e stimolare, in maniera poco invasiva, una reazione uguale da parte di questi. Quando si pubblica una referenza, il contatto “raccomandato” riceverà una notifica, e sarà stimolato a fare lo stesso.

Ovviamente non si possono raccomandare tutti solo per ottenere qualcosa in cambio, senza contare che in molti casi, soprattutto nel caso di clienti, non è applicabile, e rischierebbero di essere solo parole al vento: adulare qualcuno per ottenere qualcosa in cambio non porterà vantaggi a nessuno dei due, e per questo motivo è consigliabile raccomandare solo persone di cui si può realmente certificare la competenza, in uno specifico ambito.

Una referenza, del resto, è più di un like, e deve far emergere l’unicità e la capacità di quella persona. Lo stesso vale nel senso opposto: chiediamo ai clienti e colleghi solo referenze dimostrabili. Inutile chiedere cose del tipo “Per favore, puoi scrivere che sono bravissimo a fare siti web?” se non ci si è occupati di questo aspetto. Può sembrare ovvio, ma ci sono anche personaggi che cercano di potenziare con questi trucchetti il proprio profilo. Ma i risultati, come facilmente intuibile, non solo i migliori.

Fatta questa premessa, veniamo al punto: come si chiede una referenza su LinkedIn? Esattamente come visto in precedenza per realizzarle: si va sul profilo della persona a cui si vuol fare la richiesta, si clicca su Altro e si seleziona Chiedi una referenza. La procedura è identica a quella vista in precedenza e bisognerà indicare la relazione e la posizione. Al passaggio successivo, invece, bisogna comporre un messaggio per richiedere al contatto di supportarti con una raccomandazione.

I più timidi potranno sentirsi invadenti, è comprensibile, ma non c’è nulla di cui vergognarsi: è una prassi normale e molto adottata. Soprattutto, non stiamo parlando di una sorta di marchetta, ma di un’opportunità di networking. Chiedila solo se hai la certezza di aver fatto un lavoro che è stato apprezzato: se durante la collaborazione sono emersi problemi insormontabili o pesanti divergenze, difficilmente (e comprensibilmente) la otterrai. Meglio insomma concentrare gli sforzi sui lavori, le collaborazioni e le consulenze che ti hanno portato i risultati migliori.

Come scrivere una referenza perfetta sui LinkedIn

Scrivere una referenza non è difficile, ma le prime volte si può cadere nella sindrome del foglio bianco: come inizio? Quali aspetti sottolineo? Come far emergere le caratteristiche positive di questa persona senza far sembrare la referenza una sfacciata sviolinata? Lo spiego nelle prossime righe.

L’incipit di una referenza è fondamentale

Indipendentemente dal tema che si deve affrontare, le prime righe sono per molti le più complicate. Effettivamente, è proprio sulle prime frasi che ci si giocano le carte: se sono interessanti, è probabile che i destinatari proseguano nella lettura, mentre se vengono annoiati, ci si gioca definitivamente la loro attenzione. Il mio consiglio è quello di partire subito con una frase d’effetto in grado di sintetizzare subito quanto andrai poi a spiegare dopo: “Luca è un professionista serio e motivato, con grandi doti di leadership e in grado di mantenere la lucidità anche in situazioni di grande stress”, può essere un esempio.

Non bisognerebbe perdere tempo con lunghi cappelli introduttivi, che rischiano solo di annoiare, ma andare direttamente al dunque, indicando le caratteristiche che rendono questa persona unica e meritevole di una referenza.

Spiegare come abbiamo conosciuto il professionista al quale si scrive la referenza

Una volta rotto il ghiaccio, si può spendere qualche parola in più sul contesto in cui si è lavorato insieme. Non è necessario dilungarsi in inutili dettagli di contorno: si spiega il motivo della vostra collaborazione professionale e come è nata. Per esempio, “Antonio ha iniziato a lavorare da me nel 2019, dimostrando già da subito la sua attenzione per il dettaglio e le sue capacità di problem solving”. Oppure “Ho conosciuto Maria in occasione del lancio di XXX, quando è stata chiamata a gestire la comunicazione del progetto sul quale abbiamo lavorato insieme per 2 anni”.
Come al punto precedente, non c’è bisogno di aggiungere troppi dettagli, ma solo quelli essenziali a far comprendere il contesto a chi la leggerà, oltre che a dimostrare che non si tratta di uno scambio di favori fra amici. Sicuramente più di uno sarà tentato del giocare allo “scambio” di referenze con gli amici più intimi, ma  non è l’approccio migliore, dato che per quanto ben scritte, sarebbero poco credibili. Ricordare che non c’è bisogno di scrivere e chiedere referenze da tutti i contatti, e nemmeno dalla maggior parte: ne bastano una manciata, ma devono essere relative ai progetti più importanti e significativi della tua carriera.

Mettere in luce i punti di forza

Dopo aver brevemente descritto il contesto della collaborazione con la persona alla quale si sta scrivendo la referenza, è il momento di espandere un po’ il concetto introdotto all’inizio, nella prima frase. In parole semplici, spiegare perché si suggerisce ad altri di affidarsi a questo professionista, ovviamente evitando le banalità tipo “è bravo e competente”. Ci si concentra. semmai, su ciò che lo contraddistingue dai suoi colleghi: potrebbe essere l’empatia, la capacità di pensare fuori dagli schemi, le sue doti di multitasking. Per esempio, “Chiara ci ha aiutato a risolvere un problema che ci portavano avanti da anni: dovevamo mettere in piedi un CRM per gestire in maniera più snella ed efficace i nostri contatti ma i vari tentativi si erano rivelati insoddisfacenti. Grazie al suo supporto, abbiamo trovato una piattaforma adatta alle nostre necessità, e Chiara ci ha aiutato sia nella fase di setup, sia nella formazione dei nostri collaboratori. In poche settimane, tutti i nostri dipendenti avevano imparato a utilizzare il CRM, che si è rivelato uno strumento chiave per ottimizzare i nostri processi interni”.

Come concludere la referenza

Dopo l’incipit, uno degli aspetti più difficili per chi è alle prime armi è quello di concludere il testo. Si ha sempre l’impressione di lasciare un discorso a metà. Il modo migliore è quello di chiudere con una frase semplice ed essenziale, un po’ come si comincia la referenza. Qualcosa del tipo “Se hai bisogno di qualcuno con una forte competenza nello sviluppo di web app, Antonio è la persona giusta”.

Qualche suggerimento aggiuntivo per scrivere una referenza efficace

La sintesi è il migliore alleato. LinkedIn ti mette a disposizione 3.000 caratteri: se non bastano, vuol dire che siamo stati troppo prolissi. Taglia, e di molto. Non bisogna scrivere un romanzo. Gli utenti di LinkedIn tendono a essere molto diretti e amano arrivare subito al punto. Tutto quello che è di troppo, rischia di annoiare e distoglie dall’obiettivo. Cerchiamo di stare all’interno delle 200 parole, all’incirca 1.500 caratteri di testo.
Dal feedback deve trasparire entusiasmo ma non bisogna esagerare: non si deve adulare il destinatario, ma semplicemente mettere in luce le sue competenze professionali. Soprattutto, non scrivere decine di referenze in breve tempo.

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