Dal 2 febbraio 2025 l’AI Act ha reso applicabile un obbligo che molte aziende stanno ancora sottovalutando: chi fornisce o utilizza sistemi di intelligenza artificiale deve fare in modo che le persone coinvolte abbiano un livello sufficiente di alfabetizzazione sull’AI. In pratica, la formazione sull’intelligenza artificiale non è più soltanto una buona idea: diventa un requisito organizzativo da governare.

Il tema è stato rilanciato anche da una guida pubblicata da Agenda Digitale. Qui provo a tradurlo in una guida operativa per imprese, HR, manager, studi professionali e responsabili formazione: che cosa chiede davvero l’AI Act, chi deve essere formato, quali contenuti inserire in un corso e quali evidenze conviene conservare.

Risposta breve: la formazione AI è obbligatoria?

Sì, ma va capita bene. L’articolo 4 dell’AI Act non dice semplicemente “fate un corso uguale per tutti”. Dice che provider e deployer di sistemi di AI devono adottare misure per garantire un livello sufficiente di AI literacy, cioè alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale, al personale e alle persone che usano sistemi AI per conto loro.

Questo significa che un’azienda che usa ChatGPT, Microsoft Copilot, Gemini, Claude, strumenti di selezione del personale, chatbot, software di scoring, sistemi predittivi o tool generativi deve chiedersi: le persone che li usano capiscono abbastanza bene opportunità, limiti, rischi e regole di base?

Che cosa dice l’articolo 4 dell’AI Act

La fonte primaria è il Regolamento UE 2024/1689, cioè l’AI Act. La Commissione europea spiega che gli obblighi di alfabetizzazione AI sono entrati in applicazione dal 2 febbraio 2025, insieme alle regole sulle pratiche vietate (ma le norme di vigilanza, applicazione e sanzioni saranno pienamente operative solo a partire dal 3 agosto 2026). La pagina ufficiale della Commissione sull’AI Act conferma anche l’approccio basato sul rischio: non tutti gli usi dell’AI sono uguali e non tutti richiedono lo stesso livello di controllo.

La Commissione, nel suo repository sulle pratiche di AI literacy, chiarisce il punto: l’articolo 4 richiede a fornitori e utilizzatori di sistemi AI di assicurare un livello sufficiente di alfabetizzazione AI al personale e a chi opera per loro conto. Lo stesso repository raccoglie esempi di pratiche, ma avverte che copiarle non dà automaticamente una presunzione di conformità.

Chi deve fare formazione AI in azienda

La domanda non dovrebbe essere: “A chi facciamo il corso?”. La domanda giusta è: “Chi usa, decide, compra, configura o supervisiona sistemi AI?”. Da qui nasce la mappa dei destinatari.

  • Direzione e manager: devono capire impatti, responsabilità, governance, rischi e opportunità.
  • HR: usa o valuta strumenti per recruiting, valutazione, formazione, engagement e people analytics.
  • Marketing e comunicazione: produce testi, immagini, video, campagne, report e contenuti con AI generativa.
  • Commerciale e customer care: usa assistenti, chatbot, CRM arricchiti, trascrizioni, sintesi e suggerimenti automatici.
  • IT, digital e data team: integra strumenti, valuta fornitori, gestisce sicurezza, accessi e dati.
  • Legal, compliance e privacy: presidia contratti, basi giuridiche, documentazione, informative e policy interne.
  • Tutti i dipendenti che usano strumenti generalisti: per esempio ChatGPT, Copilot, Gemini o altri assistenti AI nel lavoro quotidiano.

La formazione deve essere proporzionata. Chi usa ChatGPT per riscrivere email non ha bisogno dello stesso percorso di chi introduce un sistema AI in selezione del personale. Ma entrambi devono sapere cosa possono fare, cosa non devono fare e quando serve l’intervento umano.

Che cosa deve contenere un corso AI Act per aziende

Un buon corso sulla formazione AI obbligatoria per aziende non dovrebbe limitarsi a leggere la norma. Deve trasformare l’obbligo in competenza operativa. Io lo strutturerei in sette moduli.

1. Che cos’è davvero l’intelligenza artificiale

Serve una base comune: AI, machine learning, AI generativa, modelli linguistici, chatbot, sistemi predittivi, automazione. Senza questa base, ogni discussione su rischi e regole resta astratta.

2. Come funziona l’AI generativa

Le persone devono capire perché ChatGPT e strumenti simili possono essere utilissimi ma anche sbagliare. Vanno spiegati concetti come probabilità, allucinazioni, prompt, contesto, dati di input, output non verificati e dipendenza dallo strumento.

3. Rischi pratici per l’azienda

Dati riservati caricati in strumenti non autorizzati, violazioni privacy, copyright, bias, discriminazioni, decisioni automatizzate, errori in documenti destinati ai clienti, contenuti falsi, deepfake, perdita di controllo sui processi. La formazione deve partire da casi realistici.

4. AI Act: rischi vietati, alto rischio e trasparenza

Non tutti devono diventare giuristi, ma tutti devono sapere che l’AI Act distingue tra pratiche vietate, sistemi ad alto rischio, obblighi di trasparenza e usi a rischio minimo o limitato. Per HR, credito, istruzione, sanità, sicurezza e servizi essenziali il livello di attenzione sale.

5. Policy aziendale sull’uso dell’AI

La formazione funziona se è collegata a regole interne chiare: quali strumenti sono autorizzati, quali dati non vanno inseriti, chi approva nuovi tool, come si verifica un output, quando dichiarare l’uso dell’AI e come gestire fornitori e account personali.

6. Prompting e uso consapevole

Una parte pratica è indispensabile. Non basta dire “state attenti”: bisogna mostrare come scrivere richieste migliori, come chiedere fonti, come far emergere limiti, come controllare un output e come usare l’AI come assistente, non come oracolo.

7. Evidenze e documentazione

In ottica compliance conviene conservare programma del corso, materiali, registro presenze, attestati, test di apprendimento, policy condivise e aggiornamenti periodici. Non perché “la carta salva”, ma perché dimostra che l’azienda ha preso sul serio l’obbligo di alfabetizzazione AI.

Checklist pratica per HR e compliance

  1. Mappare gli strumenti AI già usati in azienda, inclusi quelli “ombra” usati dai dipendenti.
  2. Classificare gli usi per area: marketing, HR, vendite, IT, amministrazione, legale, customer care.
  3. Individuare ruoli e persone esposte all’uso di AI.
  4. Definire un livello base di AI literacy per tutti.
  5. Preparare moduli avanzati per chi usa AI in processi sensibili.
  6. Scrivere o aggiornare una policy interna sull’uso dell’intelligenza artificiale.
  7. Registrare presenze, materiali, attestati e aggiornamenti.
  8. Ripetere la formazione quando cambiano strumenti, processi o regole.

Formazione AI obbligatoria: corso online, in presenza o blended?

Dipende dalla maturità dell’azienda. Per una PMI può funzionare un corso introduttivo di 2 o 3 ore, seguito da una policy sintetica e da esempi pratici. Per aziende più strutturate conviene un percorso blended: modulo base per tutti, workshop per funzioni specifiche e sessione manageriale su rischi, governance e decisioni.

Se l’obiettivo è costruire competenza reale, il formato migliore non è solo “lezione frontale”. Funzionano bene demo live, casi aziendali, esercitazioni su prompt, analisi di errori, checklist e piccoli test finali.

AI literacy non significa diventare tecnici

Uno degli errori più comuni è immaginare la formazione AI come un corso per informatici. Non è così. L’AI literacy richiesta dall’AI Act riguarda la capacità di usare o supervisionare sistemi AI con sufficiente consapevolezza del contesto, dei rischi, dei limiti e degli effetti sulle persone.

Per questo un corso efficace deve parlare la lingua del lavoro quotidiano: email, documenti, clienti, colloqui, report, presentazioni, decisioni, dati personali, procedure interne. L’obiettivo non è creare esperti di reti neurali, ma persone capaci di non usare l’AI in modo ingenuo.

Come posso aiutarti

Mi occupo di formazione su ChatGPT, AI generativa e uso consapevole dell’intelligenza artificiale per aziende, professionisti, enti e associazioni. Posso progettare un percorso di formazione AI per la tua azienda partendo da strumenti, ruoli, rischi e obiettivi concreti.

Per un percorso operativo puoi partire dal mio corso ChatGPT per aziende e professionisti, dal corso Microsoft Copilot per aziende o da una sessione introduttiva sotto forma di keynote sull’AI generativa.

Se vuoi organizzare un corso sulla formazione AI obbligatoria per l’AI Act, scrivimi: ti aiuto a costruire un intervento utile, comprensibile e documentabile.

FAQ sulla formazione AI obbligatoria

Da quando si applica l’obbligo di AI literacy?

Secondo la Commissione europea, gli obblighi di alfabetizzazione AI previsti dall’AI Act sono applicabili dal 2 febbraio 2025.

Tutte le aziende devono fare formazione AI?

Se un’azienda usa sistemi di intelligenza artificiale, deve preoccuparsi del livello di AI literacy delle persone coinvolte. La profondità della formazione dipende da strumenti, ruoli, contesto e rischi.

Basta un corso online registrato?

Può essere una parte del percorso, ma spesso non basta. L’azienda dovrebbe verificare che i contenuti siano pertinenti agli usi reali, che le persone abbiano compreso i rischi e che esistano regole interne applicabili.

Serve un attestato?

L’attestato è utile come evidenza, ma non sostituisce la sostanza della formazione. Conviene conservare anche programma, materiali, presenze, test e policy aziendale.

La formazione deve essere aggiornata?

Sì. Strumenti, rischi e indicazioni regolatorie cambiano rapidamente. Un aggiornamento periodico è una scelta prudente, soprattutto per reparti che usano AI in processi sensibili.

Microsoft Copilot in azienda non serve solo a scrivere testi piu velocemente. Il suo valore emerge quando viene inserito nei flussi di lavoro quotidiani: riunioni, documenti, email, dati, presentazioni, analisi e procedure interne. Per questo la formazione su Copilot deve andare oltre la semplice demo dello strumento.

In molte organizzazioni il rischio e usare Copilot in modo episodico: una sintesi ogni tanto, una bozza di email, una presentazione generata in fretta. Il salto di qualita arriva quando i team imparano a formulare richieste migliori, verificare gli output, rispettare le policy sui dati e costruire template di prompt riutilizzabili.

10 casi d uso concreti di Microsoft Copilot in azienda

  1. Preparare riunioni: raccogliere punti chiave, obiettivi, domande e documenti da leggere prima del meeting.
  2. Riassumere meeting in Teams: ottenere sintesi, decisioni, dubbi aperti e action item.
  3. Scrivere email in Outlook: creare risposte, adattare tono e sintetizzare thread complessi.
  4. Revisionare documenti in Word: migliorare chiarezza, struttura, tono e coerenza.
  5. Creare presentazioni in PowerPoint: trasformare documenti e scalette in slide piu ordinate.
  6. Analizzare dati in Excel: chiedere insight, formule, spiegazioni e ipotesi, sempre verificando il dataset.
  7. Produrre report periodici: costruire bozze a partire da dati, note e aggiornamenti.
  8. Supportare marketing e vendite: preparare brief, campagne, email commerciali e risposte a obiezioni.
  9. Aiutare HR e formazione: creare materiali, quiz, percorsi e sintesi di feedback.
  10. Standardizzare procedure: trasformare buone pratiche in prompt e checklist condivise.

Perche serve formazione e non solo accesso alla licenza

Avere Microsoft 365 Copilot attivo non significa saperlo usare bene. La differenza la fanno metodo, prompt engineering, sicurezza, conoscenza dei limiti e capacita di collegare Copilot ai processi reali. In un contesto aziendale bisogna anche capire quali dati si possono usare, come verificare una risposta e quando l output dell AI non basta.

Per team, manager e professionisti che vogliono fare questo passaggio in modo guidato, ho preparato un corso Microsoft Copilot per aziende e professionisti disponibile in tre varianti: una giornata, due giornate o tre giornate con laboratorio avanzato.

Cosa dovrebbe includere un buon corso Copilot

  • Uso di Copilot in Word, Excel, PowerPoint, Outlook e Teams.
  • Prompt engineering applicato a Microsoft 365.
  • Uso sicuro di Copilot: dati sensibili, privacy, copyright, policy e verifiche.
  • Personalizzazione di prompt, template, tono e formato degli output.
  • Casi d uso per reparti: marketing, vendite, HR, amministrazione, management e customer care.
  • Introduzione agli scenari avanzati con Copilot Studio, quando rilevante.

Il punto non e diventare tecnici: e imparare a lavorare meglio con un assistente AI dentro gli strumenti che molte persone usano gia ogni giorno.

Guida pratica all’AI multimodale di Google

Google Gemini è la famiglia di modelli di intelligenza artificiale multimodale sviluppata da Mountain View. Alimenta l’ecosistema Google e rappresenta uno degli snodi centrali dell’AI generativa contemporanea.

Questo corso intensivo ti accompagna dalla comprensione dei modelli Gemini all’uso pratico nelle attività professionali quotidiane: generazione di testi, analisi di immagini e video, comprensione dell’audio, automazione di processi e progettazione di agenti AI.

Un percorso pensato per chi vuole capire come funziona Gemini, quando usarlo e come integrarlo davvero nel proprio lavoro.


A chi è rivolto il corso

  • Professionisti della comunicazione, del marketing e del digitale
  • Manager, consulenti e formatori
  • Studenti universitari e post-laurea
  • Aziende che utilizzano Google Workspace

Non è richiesta esperienza di programmazione. È consigliata una familiarità di base con gli strumenti Google.


Obiettivi del corso

Al termine del corso sarai in grado di:

  • Comprendere la famiglia di modelli Google Gemini e le differenze tra le versioni
  • Utilizzare Gemini come strumento multimodale: testo, immagini, video e audio
  • Integrare Gemini con Gmail, Docs e altri servizi Google
  • Sfruttare il contesto esteso di Gemini per analisi complesse
  • Capire come funziona Gemini 3 e la modalità Deep Think
  • Configurare e usare la funzione Personal Intelligence in modo consapevole
  • Utilizzare Gemini come agente per task complessi e flussi multi-step
  • Valutare limiti, rischi, bias e aspetti di privacy

Programma del corso

1. Introduzione a Google Gemini

  • Cos’è Google Gemini e come si differenzia dagli altri modelli
  • Uso in sicurezza e gestione della privacy
  • Personal Intelligence: collegare Gmail, Google Foto, YouTube e Search

2. Uso pratico e sintesi

  • Analisi di documenti lunghi e sintesi avanzate
  • Uso su grandi basi testuali e gestione del contesto

3. Uso avanzato e creatività

  • Ragionamento avanzato e multimodalità evoluta
  • Vibe coding e creazione di contenuti (immagini e video)

4. I Gem: i tuoi assistenti personali

  • Introduzione e panoramica dei Gem di Google
  • Creare, testare e personalizzare il proprio Gem

Metodo didattico e durata

  • Lezioni teoriche orientate alla comprensione
  • Dimostrazioni live ed esercitazioni pratiche su casi reali
  • Sessioni di Q&A e follow-up online

Durata: 10 ore (5 incontri da 2 ore ciascuno).
Materiali inclusi: slide ed eBook.

Il corso può essere personalizzato per aziende o gruppi di lavoro, sia nella durata sia nei contenuti.

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Il secondo sé digitale dei manager

Costruire un Second Brain per manager: decisioni, scrittura e comunicazione aumentata con l’AI generativa

Durata

2 giornate da 6 ore (totale: 12 ore)

Destinatari

Manager, imprenditori e professionisti che vogliono esternalizzare parte dei propri processi cognitivi – decisioni, scrittura, organizzazione e comunicazione – a un sistema di intelligenza aumentata basato su ChatGPT, Gemini e strumenti di knowledge management.

Obiettivi formativi

  • Comprendere il concetto di Second Brain: come estendere la memoria e il pensiero con strumenti digitali.
  • Creare un gemello cognitivo in grado di pensare, scrivere e decidere in sintonia con il manager.
  • Configurare ChatGPT (GPTs) e Gemini (Gems) per personalizzare tono, priorità, linguaggio e stili decisionali.
  • Automatizzare attività cognitive ripetitive: risposte mail, sintesi riunioni, piani strategici, contenuti corporate.
  • Integrare il Second Brain con Notion, Gemini Notebook (ex NotebookLM) e altre piattaforme di memoria estesa.
  • Riconoscere limiti, bias e rischi etici (profilazione, dipendenza cognitiva, privacy, diritto all’oblio).

 Metodo

Workshop interattivo con esercitazioni pratiche, simulazioni, discussioni guidate e progettazione del proprio Second Brain personalizzato. Ogni partecipante costruirà il proprio “AI Twin” e lo testerà su casi reali di scrittura, decisione e comunicazione manageriale.

Programma dettagliato

Giornata 1 – Dalla mente biologica al cervello digitale

Modulo 1 – Il Second Brain: introduzione

  • Dalla mnemotecnica di Cicerone ai sistemi digitali di Tiago Forte
  • Il concetto di Second Brain e la nascita della mente estesa
  • Il “sistema zero”: pensiero predittivo e intelligenza aumentata
  • Opportunità e rischi: tra efficienza cognitiva e dipendenza algoritmica
  • L’etica del gemello cognitivo: delegare senza disumanizzarsi

Obiettivo: comprendere come e perché costruire un gemello mentale per potenziare memoria, decisione e creatività.

Modulo 2 – Architettura del gemello cognitivo

  • Dati, appunti e conoscenza: come organizzarli per “pensare fuori dal cervello”
  • Strumenti AI per il Second Brain
  • Costruire flussi informativi affidabili: integrazione tra email, riunioni, PDF e Google Calendar
  • Esercitazione: mappa del proprio ecosistema informativo

Obiettivo: imparare a costruire la base dati e la struttura del proprio cervello digitale.

Modulo 3 – L’uso in sicurezza e personalizzato di ChatGPT come Second Brain

  • Introduzione a ChatGPT Plus: differenze tra modelli e versioni
  • La privacy in ChatGPT: gestione della memoria, impostazioni, limiti e trasparenza
  • La funzione “Memoria”: come addestrare l’AI al proprio stile e ai propri contenuti
  • I GPTs: creare assistenti su misura per attività manageriali (report, briefing, piani, riassunti)
  • Dal “BrainOS” alla personalizzazione psicografica: come far pensare ChatGPT come te
  • Esercitazione: progettare e testare un GPT-assistente personale
  • Fine tuning e validazione: tono, linguaggio e controllo delle risposte

Obiettivo: costruire un Second Brain operativo con ChatGPT, sicuro, personalizzato e capace di “ragionare” con il manager.

Giornata 2 – Decisioni, contenuti e automazione aumentata

Modulo 1 – Decision making aumentato

  • L’AI come amplificatore cognitivo: dal gut feeling alla decisione data-driven
  • Bias cognitivi e feedback loop: come riconoscerli e mitigarli con l’AI
  • I sistemi RAG (Retrieval Augmented Generation) per interrogare i propri contenuti aziendali
  • Gemini Notebook e Gemini: creare modelli conversazionali su base documentale
  • Dashboard cognitive: costruire una “scrivania decisionale” con fonti e insight personalizzati
  • Esercitazione: simulazione di decisione complessa con supporto AI (caso aziendale)

Obiettivo: imparare a usare l’intelligenza artificiale come strumento per prendere decisioni migliori, più rapide e basate sui dati.

Modulo 2 – Scrivere, rispondere e comunicare con Gemini

  • Introduzione ai Gems di Gemini: come crearli, allenarli e integrarli nei flussi di lavoro
  • Dallo stile al tono: costruire un gemello scrivente coerente con la propria identità manageriale
  • Prompt avanzati per scrivere e rispondere: email, comunicazioni interne, post LinkedIn, report
  • Esercitazione: costruzione di un Gem Writer personalizzato per la comunicazione corporate

Obiettivo: automatizzare la scrittura e la comunicazione manageriale mantenendo autenticità, precisione e tono personale.

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Quando si parla di intelligenza artificiale, i genitori oscillano tra due estremi: chi la demonizza e chi la subisce. Eppure, i nostri figli la usano già — nei videogiochi, nei social, nelle app per studiare. Il problema non è “se” usarla, ma “come”.
Per questo sono orgoglioso di annunciare “AI e Bambini: guida pratica per i genitori”, il nuovo corso gratuito di Fastweb Digital Academy. È un progetto che ho avuto il piacere di curare e condurre in prima persona, insieme alla collega Claudia La Via, con un obiettivo semplice ma cruciale: trasformare i genitori in guide digitali consapevoli.

In un paio d’ore (5 moduli da 24 minuti) – zero tecnicismi, tanta pratica – accompagniamo mamme, papà ed educatori a capire cos’è davvero l’AI, come riconoscere un deepfake, come spiegare a un figlio cosa succede ai propri dati personali, come distinguere una fake news da un contenuto attendibile.
Non serve essere informatici: basta la voglia di capire e di proteggere, senza cadere nei luoghi comuni.

Il programma del corso

Modulo 1: Introduzione all’AI in famiglia

Comprensione dell’AI, uso quotidiano, ruolo educativo

Modulo 2: 20 idee pratiche di uso dell’AI in famiglia

Strategie pratiche, sicurezza e media education.

Modulo 3: L’AI per la creazione dei contenuti

Creazione di contenuti con l’AI (testi, audio, video, immagini), cos’è il fattore “hallucination”  e quali sono i principali strumenti a disposizione.

Modulo 4: I deepfake e come riconoscerli

Verifica dei contenuti, strumenti per scovare il “falso”, come riconoscere i contenuti manipolati con l’intelligenza artificiale.

Modulo 5: Protezione dei dati personali e uso etico dell’AI

Le tracce digitali, rischi e strumenti pratici per la famiglia, cosa si nasconde dietro le app e come proteggere i bambini.

Come vedere il corso

Ecco come accedere al corso gratuitamente. Fate clic qui oppure su questa immagine:

Settembre 2025, sono lieto di annunciare che ho contribuito al nuovo corso “AI per la Pubblica Amministrazione” su Primopiano Academy. È un percorso online, girato a due voci (con Lorenzo Zacchetti), pensato per chi lavora nella P.A. e vuole capire come usare l’intelligenza artificiale in modo pratico e sicuro.

Il corso dura circa 8 ore e include videolezioni, slide e materiali scaricabili. Si parte dagli strumenti operativi più utili (per scrivere documenti, analizzare dati, comunicare meglio) e si affrontano anche i temi critici: privacy, copyright, trasparenza, rischi di bias.

L’obiettivo è fornire competenze concrete e immediatamente applicabili nella gestione quotidiana delle attività amministrative. È pensato sia per funzionari e dipendenti pubblici sia per consulenti e comunicatori che lavorano con enti e istituzioni.

Tutto il corso è online, accessibile in qualsiasi momento e da qualsiasi dispositivo. Se vuoi saperne di più, trovi i dettagli qui:
👉 Scheda corso AI per la PA

Viviamo in un mondo dove la comunicazione digitale non è più un’opzione, ma una necessità. In un panorama in continua evoluzione, saper scrivere per il web, proteggersi dalle minacce informatiche o utilizzare l’intelligenza artificiale in modo consapevole può fare la differenza tra essere semplici utenti e diventare veri comunicatori digitali (programmi o sei programmato?). I miei corsi su Fastweb Digital Academy sono pensati proprio per questo: strumenti concreti per chi vuole orientarsi (e orientare) nel mare della trasformazione digitale. Ed è tutto gratis!

Ecco una tabella riepilogati con i miei corsi disponibili.

Titolo del corso Descrizione Link
A.I. copywriting – Come usare l’intelligenza artificiale per creare contenuti Scopri come usare strumenti di AI per scrivere testi efficaci in modo veloce. Vai al corso
Come interrogare le intelligenze artificiali: prompt engineering Tecniche e strategie per ottenere il massimo da chatbot e strumenti AI. Vai al corso
Cercare lavoro con l’aiuto dell’intelligenza artificiale L’AI come alleato nella ricerca di lavoro e nella scrittura di CV. Vai al corso
Come monitorare la reputazione online Impara a gestire la tua immagine digitale e prevenire danni reputazionali. Vai al corso
Come difendere computer e smartphone da attacchi informatici e truffe Guida pratica per proteggersi nel quotidiano digitale. Vai al corso
Consapevolezza online: essere cittadini digitali più accorti Cyber-etica e responsabilità: abitare consapevolmente la rete. Vai al corso
Benvenuti nel Metaverso Un viaggio introduttivo nel mondo della realtà virtuale e immersiva. Vai al corso
Cercare lavoro online Come usare piattaforme digitali per trovare (veramente) lavoro. Vai al corso
Scrivere per il web Workshop Tecniche di scrittura orientata al digitale e ai motori di ricerca. Vai al corso
Trovare clienti con LinkedIn Strategie per usare LinkedIn come strumento commerciale. Vai al corso
Comunicare con le Newsletter Come scrivere email che vengono lette e cliccate. Vai al corso
Storywriting – Storytelling per la scrittura business Narrazione applicata alla comunicazione d’impresa. Vai al corso
Cos’è e come funziona Chat-GPT Introduzione pratica all’uso di ChatGPT per la creazione di contenuti. Vai al corso
Genitori e Tecnologia Educare i figli all’uso consapevole di Internet e dispositivi digitali. Vai al corso
Presentazioni efficaci con Powerpoint e Prezi Tecniche per realizzare slide persuasive e coinvolgenti. Vai al corso
Neuromarketing per i contenuti social Psicologia e marketing applicate alla creazione di contenuti digitali. Vai al corso

Corsi avanzati sui tool di intelligenza artificiale generativa

In quest’altra tabella trovi i corsi più recenti, pensati per esplorare in profondità l’evoluzione dell’AI generativa, i chatbot più usati e l’applicazione pratica di queste tecnologie.

Titolo del corso Descrizione Link
Oltre ChatGPT, le IA generative alternative Scopri modelli alternativi come Gemini, Copilot e Perplexity e le loro applicazioni concrete. Vai al corso
Prompt engineering: l’arte di interrogare i chatbot Affina la tua capacità di porre domande efficaci per ottenere il meglio dai chatbot come ChatGPT. Vai al corso
Introduzione a ChatGPT Scopri cos’è ChatGPT, come funziona e come può essere integrato nel tuo lavoro o studio. Vai al corso
Introduzione a Microsoft Copilot Come usare Copilot, l’AI integrata nelle app Microsoft 365, per aumentare produttività e creatività. Vai al corso
Introduzione a Google Gemini Guida all’uso del modello AI generativo sviluppato da Google per migliorare il lavoro digitale. Vai al corso
Guida a Claude Scopri Claude, l’alternativa a ChatGPT sviluppata da Anthropic con focus sull’etica e la sicurezza. Vai al corso
Guida a Perplexity Come utilizzare Perplexity AI per effettuare ricerche intelligenti e mirate. Vai al corso
Google Gemini Notebook (ex NotebookLM): l’AI che studia i tuoi file Utilizza l’intelligenza artificiale per comprendere e riassumere documenti complessi in pochi click. Vai al corso

La testimonianza di Chiara Montesi

Ringrazio Chiara Montesi per il messaggio condiviso su LinkedIn dopo il corso Fastweb Digital Academy “AI livello avanzato: funzioni segrete e app da esperti”:

Nuova certificazione ottenuta da Fastweb Digital Academy dopo il corso col consigliatissimo Gianluigi Bonanomi:
“AI livello avanzato: funzioni segrete e app da esperti”.

Chiara Montesi, LinkedIn

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L’intelligenza artificiale è da un paio d’anni, dal lancio di ChatGPT, al centro di dibattiti accesi, tra entusiasmi e timori. La paura nasce soprattutto dall’idea che le macchine possano sostituire gli esseri umani, controllare aspetti della nostra vita quotidiana o addirittura sfuggire al nostro controllo in stile Terminator. Queste preoccupazioni, alimentate da rappresentazioni cinematografiche e da una comprensione ancora limitata del funzionamento delle IA, possono portare a diffidenza e resistenza al cambiamento. Per questo ho voluto provocatoriamente intitolare il mio primo webinar per ioformo.it, così: Perché l’intelligenza artificiale fa paura (e perché non dovrebbe).

Nel webinar, tenuto in diretta il 17 aprile 2025, parto dal presupposto che  l’IA non è un’entità senziente: è uno strumento creato dall’uomo, programmato per risolvere problemi e migliorare l’efficienza di molte attività. Se usata con etica e consapevolezza, può rappresentare una potente alleata nella medicina, nella sostenibilità ambientale, nella sicurezza e nell’educazione. Ma soprattutto ChatGPT e gli altri LLM e chatbot possono rappresentare un aiuto fondamentale nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Per questo ho voluto portare degli esempi concreti.

Qui trovate l’intera registrazione dell’evento (43 minuti in tutto, domande comprese) ad accesso gratuito:

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Durata
6 ore


Descrizione

Dopo il corso sull’introduzione all’AI e quello sul prompt engineering, il livello successivo è costituito da un corso avanzato, pratico, per imparare a progettare e sviluppare chatbot personalizzati. Durante le sei ore del workshop, vedremo come definire obiettivi, target e tone of voice, raccogliere e preparare i dati, configurare il bot e analizzare le sue performance.


Obiettivi

  • Acquisire le competenze fondamentali per la creazione di chatbot personalizzati.
  • Sviluppare una knowledge base efficace per rispondere alle esigenze degli utenti.
  • Configurare e testare il chatbot per massimizzare l’efficacia delle interazioni.
  • Pubblicare e ottimizzare il chatbot per utilizzi pubblici o privati.

Destinatari

Professionisti, imprenditori e consulenti che desiderano integrare chatbot personalizzati nella loro strategia di comunicazione o servizio clienti.


Struttura del Corso

  1. Introduzione alla creazione di chatbot (30 min)
    • Cosa sono i chatbot e come funzionano.
    • Panoramica sugli strumenti disponibili (Chatbase, You.com, Zapier).
  2. Definizione del progetto (30 min)
    • Definizione dell’obiettivo del chatbot.
    • Identificazione del target di riferimento.
    • Impostazione del tone of voice.
  3. Preparazione della Knowledge Base (2 ore)
    • Raccolta e standardizzazione dei documenti (es. FAQ, manuali, dati aziendali).
    • Anonimizzazione e organizzazione dei dati.
    • Creazione di domande trigger.
  4. Configurazione del Chatbot (1 ora)
    • Personalizzazione delle istruzioni e dell’aspetto del chatbot.
    • Caricamento della knowledge base.
    • Settaggio delle interazioni (es. caricamento documenti, navigazione).
  5. Testing e Ottimizzazione (1 ora)
    • Esecuzione di test interni.
    • Ottimizzazione del chatbot in base ai feedback.
  6. Pubblicazione e Analisi (1 ora)
    • Scelta del canale di pubblicazione (privato o pubblico).
    • Monitoraggio delle performance attraverso gli analytics.
    • Esportazione delle conversazioni per analisi successive.

Materiali Forniti

  • Slide del corso.

Il progetto chatbot all’istituto Badoni di Lecco

 

Tra il marzo e l’aprile del 2025 sono stato coinvolto dal Comune di Lecco e dall’Istituto Badoni per guidare i ragazzi della prima CIT nella realizzazione di un chatbot sull’uso consapevole della tecnologia. Dopo una sessione di formazione iniziale sui temi dell’uso consapevole di smartphone e Internet, i ragazzi si sono divisi in gruppi (social, cyberbullismo, gaming, fake news e genitoritilità) e hanno creato la knoledge base, cinque documenti con FAQ sui vari argomenti. Alla fine dei lavori, abbiamo montato un GPT che servisse di supporto ai ragazzi delle altre classi o delle altre scuole, secondarie di primo grado comprese. Il GPT, che si chiama CIT-GPT – Risposte sull’uso della tecnologia, è liberamente accessibile per chiunque abbia un account gratis di ChatGPT. Puoi accedervi anche facendo clic sull’immagine qui sotto:

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Da anni tengo corsi aziendali e da tre anni sul tema dell’intelligenza artificiale generativa (sì, prima dell’esplosione di ChatGPT!). I corsi di scenario e i workshop sul prompt engineering e sull’uso di tool specifici per presentazioni, analisi documentali, sbobinature e altro riscuotono molto successo. Perché proporre qualcosa di diverso, quindi? Proprio per capitalizzare ulteriormente quell’entusiasmo, mettendo insieme formazione sull’AI generativa e team bulding, acquisizione di nuove competenze e condivisione, esercitazioni e piacere di lavorare insieme. Per questo – insieme a Cristina Gambalonga,  pedagogista con ampia esperienza (soprattutto nel mondo aziendale e nell’università), language coach e formatrice – ho ideato un nuovo corso che punta soprattutto sul linguaggio.

La nuova skill ibrida e l’importanza del linguaggio

Per me il prompt engineering è una nuova skill ibrida: sia hard che soft. Da una parte occorre imparare a usare uno strumento, come un tempo erano Office o un gestionale; d’altra parte invece occorre interfacciarsi con i vari chatbot con buone capacità comunicative, un tempo utili per comunicare (solo) con gli umani.

I modelli di intelligenza artificiale si fondano su avanzati modelli linguistici (si parla infatti di LLM = modelli di linguaggio di grandi dimensioni): la padronanza di questi strumenti non comporta solo una competenza tecnica, ma implica anche un’evoluzione delle nostre capacità comunicative, simile a quella necessaria per un’efficace interazione tra colleghi e team.

Il nostro progetto di team building offre l’opportunità di riflettere su questa doppia necessità, creando un ambiente formativo dove l’uso strategico dell’intelligenza artificiale procede di pari passo con il rafforzamento delle dinamiche comunicative interne. Il nostro obiettivo principale è quindi migliorare le competenze comunicative dei partecipanti, rendendo ogni interazione più efficace, sia tra “umani”, sia con gli strumenti AI che utilizziamo. Attraverso attività personalizzate, miriamo anche a trasformare i partecipanti da semplici utenti a protagonisti attivi nello sviluppo e nell’applicazione pratica di queste tecnologie, stimolando la creatività e l’attitudine a una continua innovazione.

 Obiettivi generali

  1. Introdurre l’utilizzo pratico degli strumenti di AI per risolvere problemi aziendali concreti.
  2. Conoscere e perfezionale la tecnica del Prompt Engineering per interagire in maniera ottimale con gli strumenti di AI.
  3. Migliorare la comunicazione e la collaborazione all’interno di team e/o interdipartimentale.
  4. Stimolare una creatività finalizzata – e in collaborazione con l’AI -, ad esempio allo sviluppo di nuove strategie di marketing, il miglioramento dei processi comunicativi e organizzativi interni, l’ottimizzazione dell’interazione con i clienti, ecc.

Obiettivo specifico

Promuovere la creatività e la collaborazione tra i membri del team attraverso un contest di prompt engineering. I partecipanti svilupperanno e testeranno prompt per applicazioni di intelligenza artificiale per migliorare processi aziendali.

 Need Analysis

Per garantire il successo del team building, è essenziale comprendere esattamente chi parteciperà, quali sono gli obiettivi specifici dell’azienda e su quali temi/problemi aziendali focalizzare l’attività. La need analysis servirà per:

  • indentificare i partecipanti e il contesto: aiuterà a definire se l’attività coinvolgerà specifici team, dipartimenti interi o diverse divisioni aziendali; permetterà di conoscere i ruoli dei partecipanti, al fine di personalizzare le sessioni in modo efficace.
  • definire gli obiettivi aziendali: servirà a concordare con l’azienda gli obiettivi principali del team building.
  • selezionare l’attività strategica: permetterà di scegliere un focus per il team building (ad esempio lo sviluppo di una campagna di marketing innovativa o la creazione di soluzioni per migliorare la comunicazione interna, ecc.).

Metodologia della Need Analysis: Per raccogliere queste informazioni in modo efficace, proponiamo di implementare un questionario online pre-evento. Questo strumento permetterà di:

  • valutare il livello di conoscenza dell’AI e a determinare il livello attuale di familiarità con gli strumenti di AI tra i partecipanti.
  • identificare aspettative e obiettivi specifici, raccogliendo feedback diretti sui bisogni e le aspettative dei partecipanti riguardo al team building.
  • utilizzare i dati raccolti per personalizzare il contenuto del workshop, assicurando che sia rilevante e ingaggiante per tutti i partecipanti.

Durata

Una giornata e mezza

Benefici Attesi

  • A breve termine
  1. Sviluppare competenze analitiche, di problem solving e creatività.
  2. Migliorare la comunicazione interna e collaborazione tra i team e la flessibilità di ruolo.
  1. Familiarizzazione con l’uso pratico delle tecnologie AI ai fini di implementare soluzioni basate sull’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale nella comunicazione interna, nel marketing, nell’amministrazione, ecc.
  • A Lungo Termine
  1. Stabilire una cultura aziendale più innovativa e orientata alla tecnologia
  2. Migliorare i canali di comunicazione aziendale e aumentare l’efficienza operativa, con l’ausilio dell’AI.
  3. Ridurre significativamente i tempi dedicati a task ruotinari e ripetitivi.

Parametri per misurare l’efficacia dell’iniziativa

  1. Miglioramento della comunicazione fra colleghi e nei team di lavoro
  2. Livelli più alti di collaborazione tra i team e i dipartimenti
  3. Maggiore adozione di strumenti di intelligenza artificiale e più facilità di utilizzo degli stessi.
  4. Quantità di tempo risparmiata per svolgere mansioni e compiti ruotinari e ripetitivi.

Struttura dell’Evento

Giorno 1

  • Mattino
  • 8:30 – 9:00 | Registrazione e Accoglienza
    • Benvenuto con caffè e distribuzione di materiali informativi e formativi.
  • 9:00 – 9.30 | Introduzione all’AI e al Prompt Engineering
    • Alcune importanti coordinate di riferimento
  • 30.12.15 | Workshop sul Prompt Engineering
    • I fondamenti del prompt engineering, con analisi di esempi pratici e casi d’uso.
    • Comprende una pausa caffè
  • 15 – 13.00 | Formazione dei Team
    • Formazione delle squadre con un’attenzione particolare ai ruoli e le appartenenze (di dipartimento) dei membri che li compongono

13:00 – 14:00 | Pranzo e Networking

  • Pomeriggio

    • 14:00 – 15:00 | Brainstorming
  • Individuazione di problemi, situazioni complesse e scenari nella realtà lavorativa dei partecipanti che possono necessitare o beneficiare dell’uso di strumenti di AI e, quindi, dello sviluppo di prompt. Selezione dell’obiettivo/degli obiettivi da raggiungere attraverso l’utilizzo dell’AI.
    • 15:00 – 16:00 | Individuazione degli Strumenti di AI e Sviluppo dei Prompts
  • In team, selezione degli strumenti di AI da utilizzare in relazione all’obiettivo/agli obiettivi individuati da ciascuna squadra; ideazione e scrittura di prompt, con riflessione sui criteri utilizzati
    • 16:00 – 16:15 | Pausa caffè
    • 16:15 – 17:30 | Test e Ottimizzazione dei Prompt
      • Test dei prompt con strumenti AI e sessione di ottimizzazione.
    • 17:30 – 18:00 | Chiusura della prima giornata

Giorno 2

    • 8:30 – 9:30 | Ripresa del lavoro in team
      • Ripresa del lavoro delle squadre con la selezione dei prompts da presentare in gara, anche con l’utilizzo del role playing.
    • 9:30 – 10:00 | Sessione di Q & A al termine dei lavori di gruppo
      • Condivisione in plenaria di dubbi e domande emersi durante i lavori in team
    • 10:00 – 10:15 | pausa caffè
    • 10:15 – 11:45 | Presentazione Finale e Votazione
      • Presentazione dei prompt ottimizzati e votazione (voto dei giudici/formatori e voto fra squadre) del prompt più efficace e innovativo.
    • 11:45 – 12:00 | Chiusura e Premiazione
      • Annuncio del team vincitore e premiazione (con bottiglia di vino, cena stellata, ecc.)
      • Attestato di “Prompt Engineer” per tutti i partecipanti
    • 12.00 – 12:30 | Approfondimento e Sessione di Feedback
      • Riflessioni finali.
      • Sessione di feedback collettivo con discussione su come implementare le idee migliori.
    • 12:30 – 13:00 | Conclusione
      • Ringraziamenti finali e chiusura del workshop.

A conclusione del Team Building

Dopo il termine dei lavori, ci impegneremo a fornire un report dettagliato delle attività, delle idee generate e delle strategie di implementazione consigliate durante l’evento.

Follow-up (opzionale)

A distanza di un mese dalla conclusione del TB, offriamo ad ogni team coinvolto la possibilità di fare un workshop di 3 ore per verificare e valutare:

  1. l’impatto in ambito lavorativo dell’utilizzo degli strumenti di AI e delle tecniche di prompt engineering acquisite durante la formazione;
  2. lo stato di implementazione delle idee sviluppate durante il TB – e con quali esiti -.

Materiali a supporto

  • ChatGPT, come stai? Il prompt engineering come nuova skill ibrida. Gianluigi Bonanomi,  Ledizioni, 2024
  • Dispense

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