Il 20 marzo 2025, The Atlantic ha pubblicato un articolo di Alex Reisner che esplora l’uso del database pirata Library Genesis (LibGen) da parte di Meta per l’addestramento del suo modello di intelligenza artificiale LLaMA 3 (ora è uscito anche il 4).
LibGen ospita oltre 7,5 milioni di libri e 81 milioni di articoli scientifici, molti dei quali protetti da copyright. Secondo indiscrezioni riportate nel pezzo, Meta ha considerato l’acquisizione legale di tali testi troppo costosa e lenta, optando invece per il download da LibGen, con l’approvazione del CEO Mark Zuckerberg.
L’articolo evidenzia come l’uso di contenuti piratati sollevi questioni legali e etiche, in particolare riguardo alla violazione del copyright e alla distribuzione non autorizzata di opere. Meta ha sostenuto che l’uso di tali materiali rientra nel “fair use“, ma questa difesa è ancora oggetto di dibattito legale. Nel frattempo, The Atlantic ha creato uno strumento di ricerca per esplorare il contenuto di LibGen, offrendo trasparenza su quali opere potrebbero essere state utilizzate per addestrare modelli di IA.
Ho provato questo tool di ricerca, con una sorpresa: c’è pure un mio vecchio testo, Smarthone Sicuro.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2025/04/1.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2025-04-13 11:29:322025-12-12 17:51:06Per il training della sua AI, Meta ha rubato libri di cani e porci. Anche il mio!
Tra il marzo e l’aprile del 2025 sono stato coinvolto dal Comune di Lecco e dall’Istituto Badoni per guidare i ragazzi della prima CIT nella realizzazione di un chatbot sull’uso consapevole della tecnologia, nell’ambito del progetto “Patti educativi digitali”.
Dopo una sessione di formazione iniziale sui temi dell’uso consapevole di smartphone e Internet, i ragazzi si sono divisi in cinque gruppi:
social
cyberbullismo
gaming
fake news
genitoritilità e tecnologia
I ragazzi, accompagnati dai genitori presenti, hanno creato la knowledge base, ovvero i contenuti da dare in pasto all’intelligenza artificiale: cinque documenti con FAQ (le domande poste di frequente) sui vari argomenti. Ecco qualche esempio di domanda, alla quale hanno associato la risposta trovata su siti autorevoli (per esempio pattidigitali.it):
Cos’è il cyberbullismo e come si può fermare?
Da quale età si può creare un account di Instagram?
Cos’è il PEGI?
Un buon sistema di intelligenza artificiale deve riconoscere le domande, imparare i testi scritti dai ragazzi, rispondere anche in caso di domande simili ma soprattutto non rispondere a domande non pertinenti (per esempio “Come posso vincere a Call of Duty?”).
Alla fine dei lavori, due incontri da otto ore, ho guidato i ragazzi nella creazione di un GPT (versione personalizzata di ChatGPT) che rispondesse alle domande dei ragazzi delle altre classi o delle altre scuole, secondarie di primo grado comprese.
Per la cronaca, decine di persone hanno usato il chatbot sin dalle prime ore di vita.
A mio avviso questo progetto è stato importante per tre motivi:
il lavoro di condivisione genitori e figli è importante per evitare che la tecnologia sia solo un argomento di disputa in famiglia (ecco il perché dei “patti educativi digitali”);
i ragazzi sono ormai saturi di informazioni sull’uso consapevole della tecnologia, non fanno altro che incontrare forze dell’ordine e psicologi: un approccio esperienziale, il sentirsi parte del progetto di costruzione del chatbot su questo tema, li responsabilizza e li coinvolge maggiormente;
l’intelligenza artificiale è considerata un problema della scuola, dove viene vista solo come minaccia (da “i ragazzi non fanno più i compiti” a “non useranno più il cervello”): invece abbiamo dimostrato che può rivelarsi un’opportunità: il chatbot può aiutare tutti e intercettare chi ha remore a rivolgersi a pari e adulti.
Il mio invito è quello di provare il chatbot costruito dalla prima CIT del Badoni (bravi ragazzi!).
La discussione in Consiglio Comunale
Durante una seduta della Commissione IV del Comune di Lecco, una rappresentanza degli studenti coinvolti del Badoni e del Bertacchi hanno raccontato il progetto. Ecco la diretta sulla pagina dell’assessore Durante.
Il 10 giugno il quotidiano online di Lecco ha dedicato un articolo al progetto. Riportando anche una mia intervista:
“I ragazzi – racconta Bonanomi, giornalista professionista specializzato in hi-tech, autore di oltre 20 libri, content manager in agenzie di comunicazione e formatore sulla comunicazione online e sull’AI generativa – accompagnati dai genitori, hanno creato la knowledge base, ovvero i contenuti da dare in pasto all’intelligenza artificiale: cinque documenti con FAQ (le domande poste di frequente) sui vari argomenti”. Hanno pensato a domande come Cos’è il cyberbullismo e come si può fermare? Da quale età si può creare un account di Instagram? Cos’è il PEGI? Associandovi poi le relative risposte, traendo le informazioni necessari di siti attendibili. “Un buon sistema di intelligenza artificiale deve riconoscere le domande, imparare i testi scritti dai ragazzi, rispondere anche in caso di domande simili ma soprattutto non rispondere a domande non pertinenti (per esempio “Come posso vincere a Call of Duty?”). Alla fine dei lavori, due incontri da otto ore, ho guidato i ragazzi nella creazione di un GPT (versione personalizzata di ChatGPT) che rispondesse alle domande dei ragazzi delle altre classi o delle altre scuole, secondarie di primo grado comprese” racconta ancora l’esperto che ha guidato gli studenti arrivando così a presentare il GPT “made al Badoni” ovvero CIT-GPT – Risposte sull’uso della tecnologia, strumento liberamente accessibile per chiunque abbia un account gratis di ChatGPT (www.chatpt.com) CLICCANDO QUI. Come accennato, già diverse decine sono stati gli utilizzi.
“A mio avviso – argomenta ancora Bonanomi – questo progetto è stato significativo per tre motivi: il lavoro di condivisione genitori e figli è importante per evitare che la tecnologia sia solo un argomento di disputa in famiglia (ecco il perché dei “patti educativi digitali”); i ragazzi sono ormai saturi di informazioni sull’uso consapevole della tecnologia, non fanno altro che incontrare forze dell’ordine e psicologi: un approccio esperienziale, il sentirsi parte del progetto di costruzione del chatbot su questo tema, li responsabilizza e li coinvolge maggiormente; l’intelligenza artificiale è considerata un problema della scuola, dove viene vista solo come minaccia (da “i ragazzi non fanno più i compiti” a “non useranno più il cervello”): invece abbiamo dimostrato che può rivelarsi un’opportunità: il chatbot può aiutare tutti e intercettare chi ha remore a rivolgersi a pari e adulti”. Ecco dunque l’invito a “provare il chatbot costruito dalla prima CIT del Badoni”. E, immancabili visto l’impegno dimostrato e il risultato, i complimenti: “bravi ragazzi!”.
Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa nella tua scuola
Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2025/04/patti_educativi_digitali_badoni_lecco_chatbot_bonanomi.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2025-04-11 13:39:392025-12-12 17:51:06“Patti educativi digitali” al Badoni di Lecco: come i ragazzi hanno creato un chatbot per supportare i compagni per l’uso consapevole della tecnologia
In occasione della prima Giornata Nazionale dell’Ascolto dei Minori, Telefono Azzurro ha organizzato una serie di iniziative di attivazione su tutto il territorio nazionale dal titolo: “Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno”. Il 9 aprile sono stato invitato al Pirellone di Milano per parlare di AI a scuola: dopo un’introduzione sono passato a presentare uno strumento di studio concreto, vale a dire Gemini Notebook (ex NotebookLM).
Metto qui a disposizione le slide usate durante l’evento:
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2025/04/Evento_9_aprile_AI_a_scuola_Bonanomi.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2025-04-10 12:26:352026-07-20 17:46:00IA a scuola: l’esempio di Gemini Notebook (ex NotebookLM): le slide usate per l’evento di Telefono Azzurro al Pirellone
Confartigianato Bologna Metropolitana mi ha invitato, l’8 aprile 2025, al suo congresso presso il The Sydney Hotel di Bologna, dove è stato eletto il nuovo consiglio direttivo. Durante la serata, ho parlato dell’intelligenza artificiale: perché fa paura, cos’è in pratica ed esempi d’uso per le imprese artigiane (ho citato alcuni servizi prendendo spunto dal mio libro “ArtigianIA“). Qui una mia intervista a margine dell’evento:
Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa
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https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2025/04/CONGRESSO-Confartigianato-Bologna-2025-speech-AI-Bonanomi-1.jpeg12001800Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2025-04-09 18:54:232025-12-12 17:51:06L’AI per gli artigiani: la mia intervista per Confartigianato Bologna Metropolitana
Spesso l’AI viene presentata come uno strumento di lavoro indispensabile per i colletti bianchi: del resto ChatGPT e chatbot vari sono bravissimi a riassumere e scrivere documenti, fare analisi e così via.
Eppure l’intelligenza artificiale può risultare molto utile anche per chi fa lavori pratici, per esempio gli artigiani. In questo video riporto 3 esempi concreti presi dal libro “ArtigianIA. L’intelligenza artificiale a supporto di quella artigiana” (Ledizioni), scritto a quattro mani con Daniele Giangiulli di Confartigianato Chieti: un esempio per i designer, uno per i tatuatori e uno per i falegnami.
Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa per gli artigiani
Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso, una presentazione del libro o una conferenza sull’A.I. generativa.
Nel marzo 2025 il mio editore Ledizioni ha dato alle stampe il mio ultimo libro, scritto a quattro mani con l’amico Daniele Giangiulli. Ecco i dati del libro:
SINOSSI
Che cos’hanno in comune un ceramista e un algoritmo di machine learning? ArtigianIA racconta la storia di un incontro: quello tra la creativià artigianale e la potenza dell’intelligenza artificiale. Grazie a esempi concreti e strumenti pratici, Gianluigi Bonanomi (formatore e consulente sull’AI generativa e autore di diversi libri sul tema) e Daniele Giangiulli (Direttore Generale di Confartigianato Imprese Chieti-L’Aquila e della scuola di formazione AcademyForME) mostrano – concretamente – come l’artigianato italiano possa non solo sopravvivere, ma prosperare nell’era digitale. La tradizione artigiana non deve temere robot e algoritmi: deve usarli e guidarli.
DATI BIBLIOGRAFICI
Autori: Gianluigi Bonanomi, Daniele Giangiulli
Editore: Ledizioni
Pubblicato in: gennaio 2025
Formato: brossura, 104 p. – ePub
ISBN cartaceo: 9791256003228
ISBN ePub: 9791256003235
Prezzo cartaceo: 14,00 €
Prezzo ePub: 6,99 €
Il libro sul sito nazione di Confartigianato
CHIETI – “ArtigianIA”, Giangiulli e Bonanomi firmano il libro che unisce artigianato e intelligenza artificiale generativa
Approfondire in che modo la creatività artigianale e la potenza dell’intelligenza artificiale possano convivere. Queste le finalità del libro ArtigianIA, il cui obiettivo è proprio quello di esplorare il punto d’incontro tra tradizione e innovazione. L’opera, firmata da Daniele Giangiulli, Direttore Generale di Confartigianato Imprese Chieti-L’Aquila e della scuola di formazione AcademyForMe, e Gianluigi Bonanomi, formatore e consulente sull’AI generativa, rappresenta una guida concreta su come l’artigianato possa sfruttare le nuove tecnologie per evolversi e prosperare. Il volume è da oggi in vendita online.
Il libro propone esempi pratici e strumenti operativi per dimostrare che l’intelligenza artificiale non è una minaccia per gli artigiani, ma una risorsa per potenziare la creatività, ottimizzare i processi e rendere le imprese più competitive. L’obiettivo è quello di aiutare gli artigiani a non subire l’innovazione, ma a governarla.
Attraverso casi concreti e un linguaggio accessibile, “ArtigianIA” dimostra come l’intelligenza artificiale possa affiancare e valorizzare il saper fare artigiano, senza snaturarlo.
Il libro nasce proprio nell’ambito delle attività che Confartigianato Chieti L’Aquila mette in campo quotidianamente per supportare la crescita e la digitalizzazione delle imprese artigiane, offrendo strumenti e conoscenze per affrontare le sfide del futuro.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2025/03/artigiania.png300700Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2025-03-18 19:09:472025-03-18 19:09:47ARTIGIANIA – L’intelligenza artificiale a supporto di quella artigiana: il nuovo libro per Ledizioni
L’AI può aiutare in tanti ambiti, per esempio quello del personal branding e della comunicazione digitale. Per esempio su LinkedIn. Mi sono chiesto: un chatbot può aiutare i professionisti a ottimizzare il profilo LinkedIn? La risposta è (ovviamente): sì! In questa pagina vedrai come usare il chatbot Claude.
Il download del profilo LinkedIn
Sapevi che si può scaricare l’intero profilo LinkedIn in un file PDF? Nell’immagine seguente ecco come fare (Risorse/Salva come PDF).
Il prompt per ottimizzare il profilo LinkedIn
Una volta scaricato il profilo LinkedIn in formato PDF, occorre caricarlo su Claude (l’unico chatbot che analizza anche le immagini all’interno del PDF).
Ecco il prompt da utilizzare:
Analizza il profilo LinkedIn allegato ed esegui la seguente analisi.
Valuta il sommario/titolo professionale per verificare l’uso di parole chiave e chiarezza del ruolo.
Esamina la sezione “Informazioni” per verificarne l’impatto e l’uso di parole chiave.
Controlla le esperienze professionali per descrizioni concise e risultati concreti.
Verifica la pertinenza delle competenze e delle referenze.
Analizza la sezione “Attività” per la qualità dei contenuti.
Assicurati che la sezione “Istruzione” e certificazioni siano complete e aggiornate.
Suggerisci miglioramenti aggiungendo nuove competenze e parole chiave (ottimizzate in ottica LinkedIn SEO).
Consiglia modifiche strutturali per un profilo chiaro e attraente.
Fornisci un piano passo-passo per ottimizzare la sintesi e attrarre clienti/recruiter.
Il risultato è certamente degno di nota:
Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa
Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.
Nel marzo 2025 ho scritto un articolo per la rivista Advisor, il mensile dedicato ai consulenti finanziari, sull’uso concreto dell’AI. Ecco il pezzo con i riferimenti a tre strumenti concreti.
L’intelligenza artificiale per i consulenti finanziari: esempi concreti d’uso
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il settore della consulenza finanziaria, offrendo strumenti che migliorano l’efficienza e la precisione dei servizi offerti. La capacità dell’AI di analizzare rapidamente enormi quantità di dati consente ai consulenti finanziari di identificare tendenze di mercato, valutare rischi e opportunità e personalizzare le strategie di investimento con un livello di dettaglio senza precedenti.
L’integrazione dell’AI con strumenti di produttività quotidiani rappresenta un altro notevole vantaggio per i consulenti finanziari. Piattaforme come Microsoft 365 hanno iniziato a integrare capacità di AI direttamente all’interno delle loro applicazioni più usate, come Excel. Questo consente ai consulenti di utilizzare funzioni di AI per analizzare i dati finanziari direttamente all’interno dei fogli di calcolo, automatizzare la creazione di grafici complessi o generare automaticamente analisi di bilancio. Ad esempio, attraverso strumenti come l’Excel “Ideas”, i consulenti possono richiedere all’AI di identificare pattern nei dati finanziari e suggerire migliori pratiche di investimento basate su modelli di dati storici.
Inoltre, piattaforme come Aladdin di BlackRock utilizzano l’AI per analizzare il rischio di portafoglio e ottimizzare le strategie di investimento, mentre strumenti come IBM Watson offrono analisi predittive che aiutano i consulenti a prevedere movimenti di mercato e comportamenti dei clienti con grande precisione.
Inoltre, l’AI può liberare i consulenti da compiti ripetitivi attraverso l’automazione. Chatbot intelligenti, come quelli implementati da Vanguard, possono gestire interazioni di base con i clienti, fornendo risposte immediate a domande frequenti e raccogliendo informazioni essenziali. Questo permette ai consulenti di dedicare più tempo all’analisi strategica e alla consulenza personalizzata.
Un altro esempio significativo è rappresentato dall’uso di AI nella generazione di report finanziari personalizzati. Strumenti come Yseop Compose utilizzano l’intelligenza artificiale per redigere report dettagliati e personalizzati basati sui dati specifici di ogni cliente, migliorando la qualità del servizio e la soddisfazione del cliente.
Nonostante i numerosi vantaggi, l’adozione di AI nel settore finanziario comporta sfide significative, soprattutto per quanto riguarda la privacy e la sicurezza dei dati. È fondamentale che i consulenti finanziari si attengano alle normative vigenti per proteggere le informazioni personali e finanziarie dei clienti, implementando sistemi di AI che garantiscano la massima sicurezza e rispetto della privacy.
In conclusione, l’AI non sostituirà il consulente finanziario ma rappresenta un potente strumento che, se utilizzato saggiamente, può ampliare notevolmente le capacità professionali nel settore. I consulenti che integrano efficacemente l’AI nelle loro pratiche non solo ottimizzano il proprio lavoro ma offrono anche un valore aggiunto considerevole, migliorando sia la gestione degli investimenti che la relazione con i clienti.
Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa per consulenti finanziari
Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2025/03/advisor_ai_consulenti_finanziari_bonanomi.png847971Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2025-03-11 17:30:362025-12-12 17:51:06L’AI per i consulenti finanziari: 3 strumenti (intervista per Advisor)
Dall’inizio del 2025, Perplexity ha lanciato Deep Research, uno strumento pensato per chi vuole andare oltre la semplice ricerca di informazioni. L’obiettivo? Offrire risposte più approfondite, contestualizzate e basate su fonti autorevoli. A differenza di una ricerca generica, non si limita a fornire link e snippet come Google, ma analizza il contesto, aggrega dati da più fonti affidabili e genera report strutturati su argomenti complessi. Ideale per professionisti, ricercatori e chiunque voglia un’informazione solida e verificata. In pratica, è un passo avanti rispetto ai classici motori di ricerca: meno dispersione, più precisione, massima affidabilità. Un nuovo modo di cercare (e trovare) risposte.
Un esempio d’uso della ricerca approfondita di Perplexity
Mi sono subito chiesto come sfruttare questo straordinario strumento, in altri contesto a pagamento (vedi Gemini e ChatGPT). Ho pensato a una bella analisi commerciale. Più precisamente un’analisi strategica che si concentri su dati concreti, strategie di acquisizione clienti e opportunità di miglioramento.
Serve però un buon prompt, una guida nell’analisi di un sito web aziendale per identificare punti di forza, criticità e strategie per migliorare la conversione. Inoltre, permette di confrontare le performance dell’azienda con tre concorrenti diretti, così da individuare best practice e azioni migliorative.
Le fasi dell’analisi
Profilo dell’azienda e del sito web
Qual è il settore di riferimento?
Quali prodotti o servizi offre?
Quali messaggi chiave emergono dal sito?
L’esperienza utente (UX) è ottimizzata? Il sito è mobile-friendly?
Analisi del pubblico target
Il sito definisce chiaramente il suo pubblico (B2B, B2C, PMI, grandi imprese)?
Quali esigenze o problemi risolve per i clienti?
Sono presenti testimonianze, case study o referenze?
Quali segmenti di clientela potrebbero essere attratti dall’azienda?
Strategie di acquisizione clienti
Il sito utilizza strumenti di lead generation (form, chatbot, newsletter)?
Sono disponibili contenuti gratuiti (whitepaper, e-book, webinar, demo)?
È presente una strategia SEO efficace?
Ci sono CTA (Call to Action) ben progettate?
L’azienda è attiva sui social media? Quali contenuti pubblica?
Analisi della concorrenza
Come si posiziona il sito rispetto ai competitor?
Quali sono i punti di forza della concorrenza?
Quali strategie di acquisizione clienti utilizzano i competitor?
Esistono differenze nelle offerte di lead generation o nei contenuti gratuiti?
Quali strategie SEO usano i concorrenti per attirare clienti?
Strategie di miglioramento e opportunità
Quali strategie di lead generation potrebbero essere integrate?
Come migliorare le CTA per aumentare la conversione?
Quali best practice adottate dai competitor potrebbero essere implementate?
Esistono opportunità di espansione in nuovi segmenti di mercato?
Quali azioni pratiche possono essere adottate per massimizzare la conversione dei visitatori in clienti?
Prima di iniziare l’analisi, è fondamentale definire il sito aziendale da esaminare e identificare tre competitor di riferimento. Una volta raccolti questi dati, sarà possibile elaborare un report dettagliato con insight concreti, esempi di best practice e suggerimenti operativi per migliorare il posizionamento e la capacità di generare lead. Il bello è che Perplexity fa tutto da solo!
Il prompt da provare
Copia e incolla questo prompt in Perplexity e rispondi alle prime due domande che farà.
Agisci come un esperto di analisi di mercato, marketing digitale e lead generation. Analizza il sito web di [URL AZIENDA] per identificare il pubblico target, le strategie di acquisizione clienti e le opportunità di miglioramento. Inoltre, confronta queste informazioni con tre concorrenti: ([URL COMPETITOR 1], [URL COMPETITOR 2], [URL COMPETITOR 3]).
Segui questa struttura:
1. Profilo dell’azienda e del sito web
Qual è il settore di riferimento dell’azienda?
Quali prodotti/servizi offre?
Quali sono i punti di forza comunicati sul sito?
Il sito è ottimizzato per la user experience (UX)? È mobile-friendly?
2. Analisi del pubblico target
Il sito specifica a chi si rivolge l’azienda (B2B, B2C, PMI, grandi imprese, privati)?
Quali sono le esigenze o problemi che l’azienda risolve per i clienti?
Sono presenti testimonianze, case study o referenze?
Quali segmenti di clientela potrebbero essere attratti dall’azienda?
3. Strategie di acquisizione clienti
Quali strumenti di lead generation sono attivi sul sito (form, chatbot, newsletter, ecc.)?
Sono presenti offerte gratuite (whitepaper, e-book, webinar, demo, prove gratuite)?
L’azienda utilizza strategie SEO per attrarre traffico organico?
Sono presenti call-to-action (CTA) efficaci?
L’azienda è attiva sui social media? Quali contenuti pubblica?
4. Analisi della concorrenza
Confronta il posizionamento dell’azienda con quello dei competitor ([URL COMPETITOR 1], [URL COMPETITOR 2], [URL COMPETITOR 3]).
Quali sono i punti di forza dei concorrenti rispetto all’azienda?
Quali strategie di acquisizione clienti usano i competitor?
Quali elementi di differenziazione emergono tra l’azienda e i suoi concorrenti?
I competitor offrono strumenti di lead generation o contenuti gratuiti più avanzati?
Quali parole chiave o strategie SEO utilizzano i concorrenti per attirare clienti?
5. Strategie di miglioramento e opportunità
Basandoti sull’analisi, quali strategie di lead generation consiglieresti per l’azienda?
Quali azioni migliorative suggerisci per ottimizzare il sito e le CTA?
Quali best practice adottate dai competitor potrebbero essere integrate?
Ci sono opportunità di espansione in nuovi segmenti di clientela?
Fornisci suggerimenti pratici per aumentare la conversione dei visitatori in clienti.
Fornisci un report dettagliato con insight concreti, esempi di best practice e suggerimenti operativi.
Prima di iniziare chiedimi qual è il sito dell’azienda e poi quali sono i tre siti dei competitor.
La ricerca approfondita di Gemini
Anche Gemini di Google integra funzionalità avanzate di intelligenza artificiale per potenziare la ricerca approfondita (chiamata Deep Research, disponibile per gli abbonati a Gemini Advanced) e fornire risposte dettagliate, contestuali e altamente rilevanti. La ricerca approfondita di Gemini permette di:
analizzare contenuti complessi e collegare informazioni provenienti da fonti diverse;
fornire risultati altamente personalizzati grazie alla comprensione del contesto della query;
generare un report di diverse pagine, andando oltre i classici risultati di ricerca, con suggerimenti e risorse aggiuntive.
Ideale per ricercatori, studenti e professionisti (come i commerciali!), Gemini trasforma la ricerca in un’esperienza interattiva, aprendo nuove frontiere nella scoperta delle informazioni.
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https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2025/02/deep_research_perplexity.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2025-02-28 17:51:312025-12-12 17:51:06Analisi di mercato con la ricerca approfondita di Perplexity: un prompt da provare
All’inizio del 2025 è uscito in tutte le librerie il mio nuovo libro: “Intelligenza artificiale e tecnologia in classe. Guida per insegnanti per un uso consapevole”, scritto a quattro mani con Giuseppe Lavenia dell’Associazione Di.Te. ed edito da Mursia.
Il video di presentazione del libro
La scheda del libro
Gianluigi Bonanomi – Giuseppe Lavenia Intelligenza artificiale e tecnologia in classe Guida per insegnanti per un uso consapevole
«L’IA nelle scuole può essere un’opportunità straordinaria per arricchire il processo di apprendimento, portando la didattica a un nuovo livello di interattività e personalizzazione.»
L’intelligenza artificiale ha conquistato gli studenti e molti insegnanti. Il numero di articoli, approfondimenti e corsi sull’IA per la scuola supera quello destinato alle aziende. Ragazzi e professori trovano in ChatGPT uno strumento versatile per la generazione di testi, la risoluzione di quesiti complessi e l’assistenza nello studio. La sua capacità di fornire risposte contestualizzate e di interagire in modo naturale con gli utenti rende questo nuovo strumento un valido supporto didattico, stimolando curiosità e apprendimento.
Questo manuale esplora le opportunità e le sfide dell’uso della tecnologia e dell’intelligenza artificiale in classe, offrendo un’analisi approfondita e bilanciata, supportata da ricerche e casi pratici. Un’opera essenziale per educatori e professionisti che desiderano comprendere l’impatto della tecnologia sull’educazione.
Gianluigi Bonanomi è un consulente e formatore aziendale sulla comunicazione digitale e sull’intelligenza artificiale generativa. Tiene corsi sull’uso consapevole della tecnologia nelle scuole ed è titolare della cattedra di Digital marketing e AI presso l’Accademia SantaGiulia di Brescia.
Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, professore presso l’Università Politecnica delle Marche, è presidente dell’Associazione Nazionale Di.Te. (Dipendenze tecnologiche, GAP e Cyberbullismo). È docente di Psicologia delle Dipendenze tecnologiche per l’Università telematica E-campus. Scrive libri e articoli su riviste scientifiche e collabora con testate giornalistiche, radio e tv. Con Mursia ha pubblicato insieme a Roberta Bruzzone Il patentino digitale (2024).
Pagine 156
Euro 15,00
EAN 9788842568674
Collana: Interventi
https://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2025/01/bonanomi-lavenia-nuovo-libro-ai-classe-mursia.png7201280Gianluigi Bonanomihttps://www.gianluigibonanomi.com/wp-content/uploads/2018/10/bonanomi_logo_156.pngGianluigi Bonanomi2025-01-22 10:26:552025-12-12 17:51:06“Intelligenza artificiale e tecnologia in classe. Guida per insegnanti per un uso consapevole” (libro Mursia)