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Immagina di mandare qualcuno a comprare un caricabatterie con tre istruzioni: deve essere compatibile, deve costare meno di 25 euro e non deve tornare con altri cinque oggetti. Un delegato ideale confronta le offerte, verifica il prezzo finale e si ferma. Per chi vende, però, quel cliente così disciplinato potrebbe essere un problema: passa davanti alle vetrine senza lasciarsi distrarre.

È il sospetto che mi viene leggendo lo scontro tra Amazon e gli agenti AI per gli acquisti. La tutela del consumatore è una motivazione seria. Ma può convivere con un interesse altrettanto concreto: mantenere il controllo sulla relazione con il cliente, sulle raccomandazioni e sulle occasioni di vendita. Ho cercato documenti ufficiali e paper scientifici per capire quanto regge questa interpretazione. La risposta è interessante, e meno comoda della favola del robot incorruttibile.

Quadro verificato il 2 ottobre 2026. Le motivazioni dichiarate dalle aziende, i risultati degli studi e le mie interpretazioni sono distinti nel testo.

Amazon e i bot per gli acquisti: che cosa è successo davvero

Il caso riguarda Comet, il browser di Perplexity con un assistente che può navigare e svolgere attività su richiesta dell’utente. Nella posizione ufficiale di Amazon su Perplexity, l’azienda sostiene che le applicazioni di terzi debbano operare apertamente e rispettare la scelta dei servizi di partecipare o meno. Amazon lamenta inoltre un peggioramento dell’esperienza di acquisto e dell’assistenza. La diffida del 31 ottobre 2025 rende concreto il conflitto sugli accessi e sull’identificazione dell’automazione.

Perplexity propone una lettura opposta. Nel comunicato “Bullying is Not Innovation” accusa Amazon di voler preservare pubblicità, risultati sponsorizzati e proposte che spingono ad acquistare di più. È una fonte primaria utile per conoscere la sua posizione, ma resta la posizione di un concorrente interessato alla controversia, non la prova delle intenzioni di Amazon.

C’è poi un aggiornamento che non va saltato. Dopo la causa avviata nel novembre 2025 e l’ingiunzione preliminare ottenuta da Amazon nel marzo 2026, il 4 agosto 2026 la Corte d’appello degli Stati Uniti per il Nono Circuito ha annullato quell’ingiunzione e rinviato il caso. Nel quadro esaminato, la corte ha ritenuto improbabile che Amazon dimostrasse l’accesso di Perplexity ai fini delle norme invocate, distinguendolo dall’accesso dell’utente assistito dall’agente. Questo passaggio non equivale a una decisione definitiva su ogni questione della causa, né a un’autorizzazione universale per tutti i bot.

Quindi: Amazon ha cercato di impedire l’uso di uno specifico agente esterno. Raccontare oggi un divieto giudiziario definitivo contro tutti gli acquisti automatizzati sarebbe scorretto.

Anche eBay limita gli agenti, ma le restrizioni non sono tutte uguali

Amazon non è l’unico caso. Nell’accordo per gli utenti di eBay, la clausola sull’accesso automatizzato include esplicitamente agenti “buy-for-me”, bot basati su modelli linguistici e flussi che tentano di effettuare ordini senza revisione umana, salvo preventiva autorizzazione espressa di eBay. È un esempio documentato di restrizione contrattuale, con una possibilità di autorizzazione.

Conviene anche distinguere un agente incaricato da una persona da un bot che rastrella scorte, raccoglie dati in massa o tenta una frode. Obiettivi, carico sui sistemi e conseguenze sono diversi. Una discussione seria dovrebbe chiedere quali attività vengono bloccate e quali garanzie consentono l’accesso, invece di mettere ogni automazione nello stesso sacco.

Perché un agente personale può disturbare il marketing

La mia ipotesi è questa: un agente configurato per rispettare un budget può ridurre le occasioni in cui il venditore persuade il cliente a cambiare obiettivo. Se gli chiedo di acquistare soltanto il caricabatterie compatibile meno costoso, il percorso ideale contiene confronto, verifica e acquisto. Una raccomandazione accessoria vale solo se soddisfa un bisogno che ho autorizzato.

Per visualizzare il possibile cambiamento, consideriamo alcuni esempi ipotetici. Non descrivono un esperimento su Amazon e non indicano un risparmio già misurato.

SituazionePossibile deviazioneRegola per l’agente
Prodotto presentato per primoConfondere visibilità e convenienzaConfrontare costo totale e compatibilità con alternative
Accessori suggeriti nel carrelloAggiungere articoli non previstiNon inserire prodotti fuori dalla lista autorizzata
Soglia per la spedizione gratuitaSpendere più del costo di consegna per raggiungerlaCalcolare la spesa finale con e senza aggiunte
Offerta con conto alla rovesciaDecidere prima di aver confrontatoVerificare l’offerta senza abbandonare i criteri iniziali

Questa prospettiva rende plausibile un conflitto economico: il venditore vuole vendere, il cliente può voler comprare meno e meglio. Tuttavia, non ho trovato una prova scientifica diretta che Amazon blocchi gli agenti perché abbassano lo scontrino medio. Per dimostrarlo servirebbero dati causali sulle transazioni e prove sulle decisioni aziendali. Sarebbe altrettanto semplicistico escludere a priori ogni motivazione di sicurezza.

Per capire che cosa significa delegare un’attività, nel mio video “Come usare la modalità Agente di ChatGPT: 3 esempi pratici” mostro alcuni impieghi operativi. Il video introduce il funzionamento della delega, non è un test comparativo degli acquisti su Amazon.

Marketing e dark pattern: non confondiamo le due cose

Una raccomandazione pertinente o uno sconto reale possono aiutarmi. Un dark pattern, invece, orienta la scelta attraverso un’interfaccia ingannevole o manipolativa: costi nascosti, abbonamenti poco trasparenti, opzioni aggiunte senza consenso o ostacoli alla cancellazione. Il rapporto della Federal Trade Commission “Bringing Dark Patterns to Light”, pubblicato nel settembre 2022, documenta queste pratiche e il modo in cui possono compromettere la scelta del consumatore.

Non ogni conto alla rovescia è falso, non ogni upselling è abusivo e non ogni prodotto sponsorizzato è un inganno. Conta come viene presentata l’informazione e se la persona può scegliere consapevolmente. Attribuire l’etichetta “dark pattern” a tutto il marketing renderebbe la critica più rumorosa e meno precisa.

Gli studi dimostrano che i dark pattern influenzano le persone

Mathur e colleghi: una fotografia di migliaia di negozi

In “Dark Patterns at Scale: Findings from a Crawl of 11K Shopping Websites”, pubblicato nel 2019 negli atti ACM dedicati al lavoro cooperativo supportato dal computer, Arunesh Mathur e colleghi hanno analizzato circa 53.000 pagine prodotto di circa 11.000 siti. Hanno individuato 1.818 casi di dark pattern in 1.254 siti, organizzati in 15 tipi.

Il dato documenta la presenza del fenomeno nel campione e con il metodo utilizzato. Non misura tutti i dark pattern esistenti sul web, né quanto ciascuno abbia aumentato le vendite. È una fotografia storica, non una percentuale da applicare automaticamente all’e-commerce del 2026.

Luguri e Strahilevitz: l’effetto sulle decisioni

Lo studio di Jamie Luguri e Lior Jacob Strahilevitz “Shining a Light on Dark Patterns”, pubblicato nel Journal of Legal Analysis nel 2021 e disponibile nell’archivio dell’Università di Chicago, aggiunge un esperimento. Nel primo studio, chi era esposto a dark pattern lievi risultava più del doppio propenso ad aderire a un servizio discutibile rispetto al gruppo di controllo; con quelli aggressivi, la propensione era quasi quadrupla.

È un risultato sul comportamento umano in quel contesto sperimentale. Non autorizza a dire che tutti gli acquisti online quadruplicano grazie ai dark pattern o che un bot produce automaticamente l’effetto opposto. Ma rende concreta la domanda: che cosa cambia quando il cliente non attraversa personalmente l’interfaccia progettata per orientarlo?

La sorpresa: anche gli agenti AI possono cadere nei dark pattern

Qui la tesi del consumatore robotico immune si incrina. “Dark Patterns Meet GUI Agents: LLM Agent Susceptibility to Manipulative Interfaces and the Role of Human Oversight”, di Jingyu Tang e colleghi, studia le risposte di agenti, persone e gruppi persona-agente a 16 tipi di dark pattern. Il lavoro, inizialmente diffuso nel 2025, figura tra le pubblicazioni sottoposte a revisione paritaria di CHI 2026 elencate dal coautore Toby Jia-Jun Li.

Gli agenti spesso non riconoscono la manipolazione; in alcuni casi, anche quando la riconoscono, privilegiano il completamento del compito. La supervisione umana migliora la capacità di evitarla, ma comporta costi di attenzione e introduce altri problemi. Gli errori di persone e agenti sono diversi, e nessuno dei due è uniformemente resistente.

Un bot non deve provare ansia per cliccare il pulsante sbagliato. Gli basta interpretare male una domanda o considerare un consenso indesiderato necessario per andare avanti. Non avere emozioni umane non equivale a scegliere sempre nell’interesse dell’utente.

Un preprint del settembre 2026 studia proprio i prezzi

Ancora più vicino alla domanda iniziale è “Shopping by algorithm: How agentic AI deploys human heuristics as a surrogate consumer”, di Davood Wadi e Yu Ma, caricato su arXiv il 23 settembre 2026. Va letto come preprint: nella scheda consultata non è indicata una pubblicazione sottoposta a revisione paritaria.

Gli autori esaminano otto modelli commerciali di tre fornitori, studiando prezzi appena sotto una cifra tonda e presentazione delle promozioni. Quando ottenere informazioni non costa, questi segnali raramente portano fuori strada. Quando la ricerca ha un costo e l’obiettivo è vago, i modelli possono tralasciare dati necessari per calcolare il prezzo unitario e scegliere peggio. Un obiettivo specifico preserva maggiormente la ricerca delle informazioni rilevanti e la qualità della scelta.

Il risultato riguarda quel laboratorio, non tutti i bot in tutti i negozi. Suggerisce però una lezione pratica: la qualità della delega dipende anche da istruzioni e accessibilità delle informazioni. Dire “trovami un’offerta” può essere molto diverso da chiedere “confronta il costo per unità, comprese le spese, e non accettare sostituzioni”.

Amazon sviluppa i propri agenti: il controllo dell’intermediario conta

Amazon stessa descrive Rufus e il servizio agentico Buy for Me. Quest’ultimo può acquistare prodotti selezionati su siti di marchi esterni quando non sono venduti nel negozio Amazon. La posizione dell’azienda riguarda dunque le condizioni di accesso degli agenti esterni, mentre sviluppa esperienze AI proprie.

Da questa coesistenza ricavo una domanda economica, non un verdetto sulle intenzioni: chi decide quali alternative il cliente vede e quali passaggi può saltare? Se l’assistente diventa la porta d’ingresso allo shopping, chi lo controlla può acquisire un ruolo importante nella scelta. E questo vale anche per il fornitore dell’agente indipendente.

Perplexity non merita una patente automatica di neutralità, così come un assistente del venditore non è automaticamente scorretto. Valuterei entrambi con gli stessi criteri: trasparenza dei risultati sponsorizzati, eventuali compensi o commissioni, copertura delle alternative, uso dei dati e possibilità di rifiutare un acquisto. Sono criteri di valutazione, non accuse di pratiche già accertate.

Come chiedere a un agente di comprare nel tuo interesse

Nella mia guida alle dieci cose da sapere sugli agenti AI insisto sull’importanza di definire l’obiettivo e controllare le azioni. Per lo shopping partirei dalla preparazione del confronto, lasciando l’ordine alla conferma della persona. Ecco un prompt di esempio, da adattare alle funzioni e agli accessi autorizzati del servizio:

Aiutami a scegliere [prodotto] per [uso]. Budget massimo totale: [importo], comprese consegna e spese obbligatorie. Verifica queste caratteristiche: [elenco]. Confronta almeno tre alternative, se accessibili, usando costo totale e prezzo per unità quando pertinente. Distingui i risultati sponsorizzati quando sono identificabili. Non aggiungere accessori, abbonamenti o servizi. Non cambiare quantità o caratteristiche per raggiungere soglie promozionali. Indica fonti, dati mancanti e compromessi. Se una condizione è ambigua o non puoi accedere al sito, fermati e segnalalo. Prepara il riepilogo e attendi la mia conferma prima di effettuare un ordine.

Questo prompt non rende l’agente infallibile e non garantisce il prezzo minimo del mercato. Rende più controllabile il mandato. Per altre applicazioni quotidiane ho raccolto quindici idee per organizzare la spesa e cercare risparmi con ChatGPT.

Nel mio video “ChatGPT è il mio Jarvis: ecco come mi gestisce mail e preventivi” racconto un altro esempio di assistenza operativa. Mail, preventivi e acquisti richiedono mandati diversi, ma hanno una domanda comune: quali decisioni delego e quali voglio approvare?

Il cliente può delegare anche la propria resistenza alla vendita?

Continuo a trovare plausibile il sospetto iniziale: un assistente fedele alla lista può sottrarre opportunità alla persuasione e alle vendite aggiuntive. Le controversie documentano il conflitto sull’accesso; gli studi mostrano che le interfacce influenzano le persone e che anche gli agenti hanno vulnerabilità. Nessuno di questi elementi, da solo, dimostra la motivazione nascosta di una corporation.

La promessa che mi interessa è un assistente capace di mantenere il mandato ricevuto, anche quando incontra una vetrina molto convincente. Per capire se ci riesce, misurerei rispetto del budget, aggiunte non richieste, errori, qualità del prodotto e trasparenza del confronto. Lo scontrino medio andrebbe misurato separatamente: potrebbe scendere per meno extra, oppure salire perché comprare diventa più facile. Senza dati, entrambe restano possibilità.

Da formatore, vorrei insegnare a scegliere e controllare questi intermediari. Da consumatore, vorrei poter mandare qualcuno a comprare il caricabatterie senza che torni con una lampada, un abbonamento e un corso per usare la lampada. Se vuoi approfondire questi temi in azienda, scrivimi per un corso o un evento sugli agenti AI.

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Cercare lavoro è un lavoro: ormai è un cliché. Devi individuare gli annunci giusti, capire quali aziende assumono, aggiornare il curriculum, prepararti ai colloqui e magari scoprire quali competenze mancano al tuo profilo.

Il problema è che tutte queste attività richiedono tempo. Molto tempo.

Perplexity può aiutarti a ridurlo. È uno strumento di intelligenza artificiale che combina le capacità di un chatbot con quelle di un motore di ricerca: cerca informazioni online, sintetizza i risultati e, soprattutto, mostra le fonti utilizzate.

In questa guida vedrai come usare Perplexity nella versione gratuita per la ricerca del lavoro, con 12 esempi concreti e altrettanti prompt pronti da copiare.

Che cos’è Perplexity?

Perplexity è un motore di ricerca basato sull’intelligenza artificiale. Invece di restituire soltanto una lista di link, prova a costruire una risposta ragionata usando informazioni reperite sul Web.

Su Google potresti cercare: “offerte di lavoro marketing Milano”. Su Perplexity puoi formulare una richiesta molto più articolata:

Cerca offerte pubblicate negli ultimi sette giorni per digital marketing specialist a Milano, con possibilità di lavoro ibrido e almeno due giorni di smart working. Crea una tabella con azienda, posizione, data di pubblicazione, requisiti e link all’annuncio.

La versione gratuita permette di effettuare ricerche, consultare le fonti e utilizzare alcune funzioni avanzate con limiti variabili. Questi limiti possono cambiare nel tempo: conviene quindi controllare la pagina ufficiale dei piani di Perplexity.

Perché usare Perplexity per cercare lavoro?

Perplexity non sostituisce LinkedIn, Indeed, InfoJobs, i portali aziendali o il contatto con i recruiter. Può però diventare il livello di ricerca che li collega. Se vuoi approfondire come usare l’AI nella ricerca del lavoro in generale, leggi anche la guida su cercare lavoro con l’intelligenza artificiale.

  • Individuare opportunità professionali e aziende interessanti.
  • Analizzare un settore e confrontare il CV con il mercato.
  • Scoprire competenze emergenti e costruire un piano di formazione.
  • Preparare colloqui e verificare informazioni sull’azienda.
  • Cercare eventi e occasioni di networking.

Attenzione: le offerte possono scadere, essere duplicate o cambiare. Prima di candidarti devi sempre aprire la fonte originale e verificare che la posizione sia ancora disponibile.

Prima di iniziare: prepara il tuo kit professionale

  • Curriculum aggiornato.
  • Ruolo desiderato e area geografica.
  • Disponibilità al lavoro remoto o ibrido.
  • Livello di esperienza e settori preferiti.
  • Competenze tecniche e conoscenza delle lingue.
  • Aspettative contrattuali ed eventuali vincoli sulla mobilità.

Se carichi il curriculum, elimina prima i dati non necessari: indirizzo completo, codice fiscale, firma, numero di documento e altre informazioni sensibili. Per lavorare sul posizionamento bastano esperienze, studi, competenze e risultati professionali.

1. Scoprire quali lavori puoi fare partendo dal curriculum

Non sempre il problema è trovare gli annunci. A volte non sappiamo nemmeno quali ruoli cercare. Puoi caricare il curriculum in PDF e chiedere a Perplexity di ricavare una lista di posizioni compatibili.

Prompt

Analizza il curriculum che ho caricato.

Individua:
1. le mie competenze tecniche;
2. le competenze trasversali dimostrate dalle esperienze;
3. i settori nei quali ho già lavorato;
4. dieci posizioni lavorative compatibili con il mio profilo;
5. cinque posizioni adiacenti che potrei valutare con una formazione limitata.

Per ogni posizione indica perché è coerente, competenze già possedute, competenze mancanti, parole chiave da usare e compatibilità da 1 a 10. Non inventare esperienze assenti dal curriculum.

2. Cercare offerte coerenti con il curriculum

Dopo aver identificato i ruoli compatibili, puoi chiedere a Perplexity di cercare offerte recenti e verificabili.

Prompt

In base al curriculum allegato, cerca offerte di lavoro attualmente disponibili in Italia e pubblicate o aggiornate negli ultimi 14 giorni.

Vincoli: località Milano e provincia; modalità ibrida o da remoto; esperienza richiesta massimo 5 anni; escludi stage non retribuiti; considera soltanto offerte con una pagina originale verificabile.

Crea una tabella con posizione, azienda, località, modalità, data, requisiti principali, compatibilità con il CV da 1 a 10, gap e link diretto. Ordina dalla maggiore compatibilità. Se non riesci a verificare un dato, scrivi “non disponibile”.

3. Trovare aziende per un’autocandidatura

Molte opportunità non arrivano sui portali di recruiting. Può quindi essere utile individuare aziende coerenti con il proprio profilo e inviare un’autocandidatura mirata.

Prompt

Agisci come un consulente di carriera specializzato nel mercato italiano. Partendo dal mio curriculum, individua 20 aziende con sede in Lombardia che potrebbero essere interessate al mio profilo, anche se non hanno pubblicato un annuncio.

Per ogni azienda indica settore, sede, dimensioni indicative, prodotti o servizi, motivo della compatibilità, segnali recenti di crescita, pagina Lavora con noi e fonti. Dividile in compatibilità alta, media e aziende più sfidanti. Usa informazioni recenti e non inventare indirizzi email.

4. Scoprire le aziende che stanno crescendo

Un’azienda che apre sedi, raccoglie investimenti, acquisisce concorrenti o lancia prodotti potrebbe avere bisogno di nuove persone.

Prompt

Cerca aziende italiane del settore cybersecurity che negli ultimi 12 mesi abbiano mostrato segnali concreti di crescita: nuovi finanziamenti, acquisizioni, apertura di sedi, ingresso in nuovi mercati, crescita dell’organico, nuovi prodotti o partnership rilevanti.

Crea una tabella con azienda, segnale di crescita, data, fonte, sede, pagina carriere ed eventuali posizioni aperte. Usa preferibilmente fonti aziendali, comunicati stampa e testate economiche affidabili. Segnala le informazioni non confermate.

5. Analizzare i trend occupazionali del settore

Quali professioni stanno crescendo? Quali competenze compaiono più spesso negli annunci? Perplexity può realizzare una prima analisi del mercato.

Prompt

Analizza il mercato del lavoro italiano per i professionisti del marketing digitale usando dati pubblicati negli ultimi 18 mesi. Indica ruoli più richiesti, competenze tecniche, strumenti più citati, competenze AI emergenti, ruoli in crescita, attività esposte all’automazione e settori che assumono di più.

Distingui chiaramente dati documentati, interpretazioni e previsioni. Cita le fonti e la data di ciascun dato.

6. Analizzare una singola offerta di lavoro

Gli annunci sono spesso pieni di formule standard. Devi capire quali requisiti contano davvero e quali elementi richiedono chiarimenti.

Prompt

Analizza questa offerta di lavoro: [INCOLLA IL TESTO O IL LINK].

Estrai attività principali, requisiti obbligatori e preferenziali, competenze tecniche, soft skill, seniority, parole chiave per il CV, possibili domande di colloquio ed elementi poco chiari. Individua eventuali segnali critici: responsabilità eccessive, descrizione generica, requisiti contraddittori, informazioni essenziali assenti o annuncio non aggiornato. Non dedurre stipendio o condizioni non dichiarate.

7. Misurare la compatibilità tra CV e annuncio

Ottimizzare il CV per gli ATS non significa riempirlo di parole chiave. Significa usare il linguaggio dell’annuncio quando descrive competenze che possiedi davvero.

Prompt

Confronta il curriculum allegato con questa offerta: [INCOLLA ANNUNCIO].

Crea una tabella con requisito, evidenza nel CV, corrispondenza, informazione mancante e possibile miglioramento. Poi assegna un punteggio indicativo 0-100, elenca parole chiave pertinenti assenti, suggerisci riformulazioni senza inventare competenze, indica i requisiti mancanti e proponi cinque domande al recruiter. Se il CV non contiene una prova, non considerare la competenza acquisita.

8. Studiare un’azienda prima del colloquio

Presentarsi a un colloquio senza conoscere l’azienda è uno degli errori più frequenti. Perplexity può preparare un briefing aggiornato.

Prompt

Devo sostenere un colloquio con [AZIENDA] per [POSIZIONE]. Prepara un briefing con storia, attività, prodotti, mercati, concorrenti, notizie degli ultimi 12 mesi, investimenti o cambiamenti, valori dichiarati, sfide del settore, competenze cercate e dieci domande intelligenti.

Dai priorità al sito aziendale, comunicati ufficiali, bilanci e fonti giornalistiche autorevoli. Inserisci data e link per ogni notizia.

9. Confrontare due offerte di lavoro

Se hai ricevuto due proposte, Perplexity può aiutarti a costruire una matrice decisionale senza scegliere al posto tuo.

Prompt

Confronta queste due offerte:
OFFERTA A: [INCOLLA]
OFFERTA B: [INCOLLA]

Usa: coerenza con il CV, crescita, stabilità, formazione, flessibilità, responsabilità, spendibilità futura, distanza, retribuzione e benefit solo se dichiarati, rischi e dati mancanti. Assegna un punteggio 1-5 e spiega. Indica quale appare migliore per crescita professionale, stabilità ed equilibrio vita-lavoro.

10. Scoprire quali corsi seguire

Prima di acquistare un corso, verifica se la competenza è davvero richiesta dal mercato.

Prompt

Voglio candidarmi come data analyst junior in Italia. Analizza un campione recente di offerte e individua dieci competenze tecniche più richieste, strumenti frequenti, conoscenze statistiche, certificazioni e competenze indispensabili o preferenziali.

Confronta i risultati con il CV allegato e costruisci un piano di 12 settimane. Per ogni settimana indica obiettivo, argomento, esercizio, risorsa gratuita, tempo e risultato da inserire nel portfolio. Privilegia fonti ufficiali e verifica i link.

11. Cercare corsi, certificazioni e finanziamenti gratuiti

Oltre ai corsi online esistono programmi regionali, fondi, academy aziendali e iniziative finanziate.

Prompt

Cerca opportunità formative gratuite o finanziate attualmente disponibili per una persona disoccupata residente in Lombardia che vuole lavorare nella cybersecurity. Includi corsi regionali, programmi nazionali, academy, corsi universitari aperti, certificazioni gratuite o con voucher.

Per ogni opportunità indica ente, requisiti, programma, modalità, durata, scadenza, certificazione e pagina ufficiale. Escludi pagine non aggiornate e distingui i corsi gratuiti dalle sole prove gratuite.

12. Creare un piano settimanale per la ricerca del lavoro

La ricerca del lavoro rischia di diventare caotica. Puoi trasformarla in un piano misurabile.

Prompt

Agisci come un career coach pragmatico. Voglio trovare lavoro come [RUOLO] entro [PERIODO] e posso dedicare [NUMERO] ore alla settimana.

Costruisci un piano con ricerca offerte, selezione, personalizzazione del CV, autocandidature, networking LinkedIn, studio aziende, formazione, colloqui e verifica dei risultati. Definisci indicatori misurabili e prepara il modello di un foglio di monitoraggio con colonne, stati e prossima azione.

Il trucco più importante: chiedere sempre le fonti

Perplexity mostra normalmente le fonti, ma questo non significa che siano tutte ugualmente attendibili. Per migliorare una ricerca puoi aggiungere questa istruzione:

Per ogni affermazione importante indica una fonte direttamente verificabile. Privilegia fonti primarie e aggiornate. Specifica la data della fonte. Se due fonti sono in contrasto, segnalalo. Se non trovi conferme sufficienti, scrivi chiaramente che l’informazione non è verificata.

Per le offerte di lavoro, l’ordine di affidabilità consigliato è:

  1. Pagina Lavora con noi dell’azienda.
  2. Portale ufficiale usato dall’azienda.
  3. Profilo LinkedIn verificabile.
  4. Portale di recruiting.
  5. Aggregatore di annunci.

Come scrivere prompt migliori per Perplexity

Un buon prompt per la ricerca del lavoro dovrebbe contenere almeno cinque elementi:

  • Contesto: chi sei e cosa stai cercando.
  • Obiettivo: quale risultato vuoi ottenere.
  • Vincoli: luogo, periodo, contratto ed esperienza.
  • Formato: tabella, elenco, piano o confronto.
  • Fonti: quali siti privilegiare e quanto devono essere recenti.

Un prompt debole potrebbe essere: “Cercami un lavoro nel marketing”. Un prompt più efficace è:

Cerca posizioni junior nel digital marketing pubblicate negli ultimi sette giorni a Bergamo, Brescia o Milano. Considera ruoli ibridi e contratti a tempo determinato o indeterminato. Escludi stage e offerte prive del nome dell’azienda. Crea una tabella con requisiti, località, data, modalità di lavoro e link diretto alla fonte originale.

Tre errori da evitare

1. Fidarsi senza aprire le fonti

Perplexity può sbagliare, associare un dato alla fonte sbagliata o presentare come attuale un annuncio scaduto.

2. Inviare il primo testo generato

Una candidatura scritta interamente dall’AI può risultare generica. Usa la risposta come bozza, poi aggiungi esperienze, numeri, motivazioni e dettagli personali.

3. Caricare troppi dati personali

Per analizzare un curriculum non servono codice fiscale, indirizzo completo o documenti. Prima di caricare un file consulta condizioni e informativa sulla privacy.

Perplexity può davvero aiutarti a trovare lavoro?

Sì, ma non nel modo miracoloso spesso promesso dall’intelligenza artificiale.

Perplexity non sostiene il colloquio al posto tuo, non costruisce relazioni professionali e non può garantire che le informazioni trovate siano corrette. Può però fare molto bene tre cose: allargare la ricerca, organizzare le informazioni e aiutarti a formulare domande migliori.

Usalo come un assistente di ricerca, non come un pilota automatico. Nel mercato del lavoro la tecnologia può velocizzare il processo; la credibilità, le competenze e le relazioni restano ancora affare tuo. Per un approccio diverso all’uso dell’AI nel lavoro, puoi anche leggere la guida su come usare Gemini Notebook (ex NotebookLM) nella ricerca del lavoro.

Domande frequenti

Perplexity è gratuito?

Perplexity offre un piano gratuito con ricerche standard e accesso limitato ad alcune funzioni avanzate. Limiti e caratteristiche possono cambiare.

Posso caricare il curriculum?

Perplexity permette di allegare documenti in alcune modalità. Prima di caricare il CV è consigliabile rimuovere dati personali non necessari e consultare l’informativa sulla privacy di Perplexity.

Può trovare offerte di lavoro?

Può cercare e organizzare annunci pubblicati sul Web, ma non garantisce che siano ancora aperti. La disponibilità va verificata sulla fonte originale.

Può riscrivere il curriculum?

Può analizzarlo, confrontarlo con un annuncio e suggerire modifiche. Non deve aggiungere esperienze o competenze inesistenti.

È meglio Perplexity o ChatGPT?

Perplexity è particolarmente utile per ricerche online aggiornate e fonti; un chatbot generalista può essere più adatto a riscrittura e simulazioni. Sono complementari. Scopri come usarli insieme nella guida su trovare lavoro con ChatGPT e Gemini.

Può sostituire un career coach?

No. Può fornire informazioni e ipotesi, ma non conosce completamente la persona e il contesto. Le decisioni importanti richiedono valutazione umana.

 

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Dall’inizio del 2025, Perplexity ha lanciato Deep Research, uno strumento pensato per chi vuole andare oltre la semplice ricerca di informazioni. L’obiettivo? Offrire risposte più approfondite, contestualizzate e basate su fonti autorevoli. A differenza di una ricerca generica, non si limita a fornire link e snippet come Google, ma analizza il contesto, aggrega dati da più fonti affidabili e genera report strutturati su argomenti complessi. Ideale per professionisti, ricercatori e chiunque voglia un’informazione solida e verificata. In pratica, è un passo avanti rispetto ai classici motori di ricerca: meno dispersione, più precisione, massima affidabilità. Un nuovo modo di cercare (e trovare) risposte.

Un esempio d’uso della ricerca approfondita di Perplexity

Mi sono subito chiesto come sfruttare questo straordinario strumento, in altri contesto a pagamento (vedi Gemini e ChatGPT). Ho pensato a una bella analisi commerciale. Più precisamente un’analisi strategica che si concentri su dati concreti, strategie di acquisizione clienti e opportunità di miglioramento.

Serve però un buon prompt, una guida nell’analisi di un sito web aziendale per identificare punti di forza, criticità e strategie per migliorare la conversione. Inoltre, permette di confrontare le performance dell’azienda con tre concorrenti diretti, così da individuare best practice e azioni migliorative.

Le fasi dell’analisi

  1. Profilo dell’azienda e del sito web
    • Qual è il settore di riferimento?
    • Quali prodotti o servizi offre?
    • Quali messaggi chiave emergono dal sito?
    • L’esperienza utente (UX) è ottimizzata? Il sito è mobile-friendly?
  2. Analisi del pubblico target
    • Il sito definisce chiaramente il suo pubblico (B2B, B2C, PMI, grandi imprese)?
    • Quali esigenze o problemi risolve per i clienti?
    • Sono presenti testimonianze, case study o referenze?
    • Quali segmenti di clientela potrebbero essere attratti dall’azienda?
  3. Strategie di acquisizione clienti
    • Il sito utilizza strumenti di lead generation (form, chatbot, newsletter)?
    • Sono disponibili contenuti gratuiti (whitepaper, e-book, webinar, demo)?
    • È presente una strategia SEO efficace?
    • Ci sono CTA (Call to Action) ben progettate?
    • L’azienda è attiva sui social media? Quali contenuti pubblica?
  4. Analisi della concorrenza
    • Come si posiziona il sito rispetto ai competitor?
    • Quali sono i punti di forza della concorrenza?
    • Quali strategie di acquisizione clienti utilizzano i competitor?
    • Esistono differenze nelle offerte di lead generation o nei contenuti gratuiti?
    • Quali strategie SEO usano i concorrenti per attirare clienti?
  5. Strategie di miglioramento e opportunità
    • Quali strategie di lead generation potrebbero essere integrate?
    • Come migliorare le CTA per aumentare la conversione?
    • Quali best practice adottate dai competitor potrebbero essere implementate?
    • Esistono opportunità di espansione in nuovi segmenti di mercato?
    • Quali azioni pratiche possono essere adottate per massimizzare la conversione dei visitatori in clienti?

Prima di iniziare l’analisi, è fondamentale definire il sito aziendale da esaminare e identificare tre competitor di riferimento. Una volta raccolti questi dati, sarà possibile elaborare un report dettagliato con insight concreti, esempi di best practice e suggerimenti operativi per migliorare il posizionamento e la capacità di generare lead. Il bello è che Perplexity fa tutto da solo!

Il prompt da provare

Copia e incolla questo prompt in Perplexity e rispondi alle prime due domande che farà.

Agisci come un esperto di analisi di mercato, marketing digitale e lead generation. Analizza il sito web di [URL AZIENDA] per identificare il pubblico target, le strategie di acquisizione clienti e le opportunità di miglioramento. Inoltre, confronta queste informazioni con tre concorrenti: ([URL COMPETITOR 1], [URL COMPETITOR 2], [URL COMPETITOR 3]).

Segui questa struttura:
1. Profilo dell’azienda e del sito web
Qual è il settore di riferimento dell’azienda?
Quali prodotti/servizi offre?
Quali sono i punti di forza comunicati sul sito?
Il sito è ottimizzato per la user experience (UX)? È mobile-friendly?

2. Analisi del pubblico target
Il sito specifica a chi si rivolge l’azienda (B2B, B2C, PMI, grandi imprese, privati)?
Quali sono le esigenze o problemi che l’azienda risolve per i clienti?
Sono presenti testimonianze, case study o referenze?
Quali segmenti di clientela potrebbero essere attratti dall’azienda?

3. Strategie di acquisizione clienti
Quali strumenti di lead generation sono attivi sul sito (form, chatbot, newsletter, ecc.)?
Sono presenti offerte gratuite (whitepaper, e-book, webinar, demo, prove gratuite)?
L’azienda utilizza strategie SEO per attrarre traffico organico?
Sono presenti call-to-action (CTA) efficaci?
L’azienda è attiva sui social media? Quali contenuti pubblica?

4. Analisi della concorrenza
Confronta il posizionamento dell’azienda con quello dei competitor ([URL COMPETITOR 1], [URL COMPETITOR 2], [URL COMPETITOR 3]).
Quali sono i punti di forza dei concorrenti rispetto all’azienda?
Quali strategie di acquisizione clienti usano i competitor?
Quali elementi di differenziazione emergono tra l’azienda e i suoi concorrenti?
I competitor offrono strumenti di lead generation o contenuti gratuiti più avanzati?
Quali parole chiave o strategie SEO utilizzano i concorrenti per attirare clienti?

5. Strategie di miglioramento e opportunità
Basandoti sull’analisi, quali strategie di lead generation consiglieresti per l’azienda?
Quali azioni migliorative suggerisci per ottimizzare il sito e le CTA?
Quali best practice adottate dai competitor potrebbero essere integrate?
Ci sono opportunità di espansione in nuovi segmenti di clientela?
Fornisci suggerimenti pratici per aumentare la conversione dei visitatori in clienti.
Fornisci un report dettagliato con insight concreti, esempi di best practice e suggerimenti operativi.

Prima di iniziare chiedimi qual è il sito dell’azienda e poi quali sono i tre siti dei competitor.

La ricerca approfondita di Gemini

Anche Gemini di Google integra funzionalità avanzate di intelligenza artificiale per potenziare la ricerca approfondita (chiamata Deep Research, disponibile per gli abbonati a Gemini Advanced) e fornire risposte dettagliate, contestuali e altamente rilevanti. La ricerca approfondita di Gemini permette di:

  • analizzare contenuti complessi e collegare informazioni provenienti da fonti diverse;
  • fornire risultati altamente personalizzati grazie alla comprensione del contesto della query;
  • generare un report di diverse pagine, andando oltre i classici risultati di ricerca, con suggerimenti e risorse aggiuntive.

Ideale per ricercatori, studenti e professionisti (come i commerciali!), Gemini trasforma la ricerca in un’esperienza interattiva, aprendo nuove frontiere nella scoperta delle informazioni.

Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa

Scrivimi mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.

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