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Si parte chiedendo a un chatbot di scrivere un’email. Poi si scopre che può aiutare a confrontare due prodotti, leggere un manuale, preparare una visita commerciale. A quel punto la domanda cambia: come posso inserire queste attività nel mio lavoro, senza ricominciare ogni volta da zero?

È la riflessione che porto a casa dalla prima edizione dell’AI Academy di Odpiù, il percorso che ho tenuto per i rivenditori. Nel post dedicato alla chiusura dell’Academy, Odpiù racconta che i feedback esprimono il desiderio di approfondire: agenti AI, automazione delle email, documenti, magazzino e nuove opportunità commerciali.

Questo interesse suggerisce una direzione per la formazione: partire da un problema riconoscibile, sperimentare e capire quale passo fare dopo. Non dimostra, da solo, un aumento della produttività. Quello va misurato sul lavoro reale.

Che cosa abbiamo affrontato nell’AI Academy Odpiù

Come racconta Odpiù nel resoconto del primo incontro, il percorso è iniziato dai fondamentali e dall’utilizzo pratico degli strumenti, con i partecipanti al PC. Nel secondo appuntamento abbiamo lavorato su cataloghi e listini, confronto tra prodotti, manuali tecnici, report commerciali e assistenza.

Il tema prosegue un ragionamento che avevo già proposto nel mio intervento a Expood 2026 sull’AI nella distribuzione office: ripensare le attività che stanno intorno alla vendita. Le applicazioni qui sotto sono esempi da sperimentare, non un elenco di sistemi già implementati da Odpiù.

AI per rivenditori: cinque applicazioni da provare

1. Confrontare prodotti e listini con criteri espliciti

Un cliente deve scegliere una stampante. Prima di chiedere all’AI quale sia la migliore, raccogli volume di stampa, formato, necessità di colore, connessioni e budget. Fornisci schede tecniche e listino aggiornati, poi chiedi una tabella che confronti i modelli secondo quei criteri.

Il risultato utile è una comparazione verificabile: ogni caratteristica deve rimandare al documento da cui proviene. Prezzi, sconti e disponibilità richiedono un controllo sui sistemi aziendali. Un PDF dell’anno scorso non diventa aggiornato perché lo legge un chatbot.

2. Consultare manuali tecnici per preparare una risposta

Puoi provare a trasformare una richiesta di assistenza in una ricerca mirata nel manuale: individuare la procedura, indicare pagina e sezione, preparare una risposta comprensibile per il cliente. Quando il manuale non contiene l’informazione, la risposta deve segnalarlo.

Qui conta la qualità del materiale fornito. Nell’articolo sul context engineering, Anthropic spiega come selezionare le informazioni pertinenti al compito. Nel nostro esempio significa scegliere il manuale della versione corretta, anziché caricare indiscriminatamente tutti i documenti disponibili.

3. Preparare email commerciali da approvare

Una richiesta di preventivo può diventare una bozza di risposta con riepilogo del bisogno, proposta e domande sulle informazioni mancanti. Puoi configurare un assistente con tono aziendale, modelli approvati e condizioni commerciali consultabili.

Il primo esperimento che suggerisco è semplice: preparazione automatica della bozza, approvazione umana dell’invio. Definisci quali prezzi può usare e quali promesse non può fare. L’automazione diventa utile quando rispetta le regole con cui lavori.

4. Trasformare dati e appunti in report commerciali

Parti da un’esportazione delle vendite e dagli appunti delle visite. Chiedi un riepilogo per cliente, le variazioni osservabili e le domande da approfondire. Fai distinguere sempre i dati dalle interpretazioni: un calo degli ordini non dimostra che il cliente sia passato a un concorrente.

Per totali, margini e confronti numerici usa calcoli verificabili in un foglio elettronico o nel gestionale. Affida all’AI il compito di spiegare i risultati e preparare il confronto commerciale, controllando che il testo corrisponda ai numeri.

5. Usare i dati di magazzino per preparare decisioni

Nel post conclusivo, il magazzino compare tra gli ambiti che i partecipanti desiderano approfondire. Un possibile progetto pilota consiste nel leggere un’esportazione di giacenze e movimenti, applicare criteri concordati e preparare un elenco di articoli da verificare.

Le quantità di riordino richiedono dati su domanda, tempi di consegna e vincoli. Un chatbot generico non sostituisce un gestionale. Può aiutare a consultarlo e a spiegare anomalie, se dispone di dati adeguati e di accessi progettati per quel compito.

Dal prompt all’agente: scegliere il livello giusto

Per orientarsi uso il metodo 4A, descritto nella pagina dei miei corsi su AI e agenti: automatismi, azioni programmate, assistenti e agenti. Lo propongo come criterio pratico per scegliere quanto delegare.

Livello Esempio per un rivenditore Controllo da prevedere
Automatismo Trasferire campi di un ordine con regole definite Verifica dei campi ed eccezioni
Azione programmata Preparare il riepilogo delle vendite ogni lunedì Data di aggiornamento e completezza
Assistente Consultare manuali e preparare risposte Fonti e revisione della bozza
Agente Consultare più strumenti e preparare una proposta in più passaggi Permessi, limiti e approvazioni

La distinzione è coerente con Building effective agents di Anthropic: nei workflow i passaggi sono predefiniti; negli agenti il modello può decidere come procedere e quali strumenti usare. Maggiore autonomia introduce anche maggiore complessità.

La guida pratica di OpenAI alla costruzione degli agenti invita a procedere per gradi e a valutare se un processo richieda davvero un agente. Se bastano regole stabili o un buon assistente documentale, partire da lì può rendere il progetto più facile da verificare.

Un esercizio da fare con una richiesta reale

Scegli una richiesta commerciale ricorrente e anonimizzata, insieme alle schede tecniche e al listino che sei autorizzato a utilizzare. Prova questo prompt:

Agisci come assistente di un rivenditore di soluzioni per ufficio. Ti fornisco una richiesta cliente, schede tecniche e listino. Individua i requisiti espliciti e le informazioni mancanti. Confronta solo i prodotti presenti nei documenti, indicando la fonte di ogni caratteristica. Prepara una bozza di risposta al cliente. Non inventare prezzi, disponibilità, sconti o tempi di consegna. Segnala ciò che richiede verifica e non inviare alcun messaggio.

Confronta il lavoro assistito con quello abituale: tempo totale, comprese le correzioni; errori; informazioni mancanti; qualità della proposta. Ripeti la prova su casi diversi prima di decidere se estenderla al team. Il guadagno va cercato dopo la revisione, non soltanto nella velocità della prima bozza.

Un esempio di assistente che usa una voce

Per vedere un’altra applicazione concreta, in questo video mostro come ho creato un agente vocale sul mio sito. È un progetto distinto dall’Academy Odpiù, utile per ragionare su come rendere accessibili informazioni e servizi.

La prossima domanda da portare in azienda

Dall’esperienza con Odpiù ricavo una proposta: scegliere un’attività ripetuta, definire cosa significa svolgerla bene e progettare un piccolo esperimento. Il desiderio di approfondire diventa così un progetto valutabile, con documenti, responsabilità e criteri di successo.

Per un rivenditore, una rete vendita o una PMI, il prossimo passo può essere questo: individuare insieme al team un processo su cui provare l’AI e decidere come controllarne il risultato.

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    Qualche dettaglio sul corso (facoltativo)

    Qualche dettaglio sull’evento (facoltativo)

    Bastano poche righe. Se hai già una data o un obiettivo, aggiungili.

    I campi con * sono obbligatori.

    Per mesi abbiamo usato NotebookLM soprattutto così: carichiamo un PDF, chiediamo un riassunto e ci sentiamo già molto produttivi.

    È utile, certo. Ma è anche un modo piuttosto limitato di usare lo strumento.

    Il vero salto avviene quando non gli affidiamo una sola fonte, ma materiali diversi: un documento e una fotografia, un contratto e una planimetria, una presentazione e i relativi grafici, un report tecnico e le immagini scattate durante un sopralluogo.

    A quel punto l’intelligenza artificiale non deve semplicemente riassumere. Deve incrociare le fonti, individuare corrispondenze, segnalare differenze e costruire una lettura unitaria.

    Dal 16 luglio 2026, tra l’altro, NotebookLM ha ufficialmente cambiato nome ed è diventato Gemini Notebook. Google lo presenta come lo stesso prodotto autonomo, ma maggiormente integrato nell’ecosistema Gemini e nei servizi dell’azienda (fonte: blog.google).

    Che cosa può leggere Gemini Notebook?

    Gemini Notebook è un assistente di ricerca basato sulle fonti selezionate dall’utente. Può lavorare su testi, grafici, immagini e audio, restituendo risposte corredate da citazioni che permettono di risalire ai materiali utilizzati (fonte: Google Aiuto).

    Tra i formati supportati troviamo:

    • PDF, Word, PowerPoint, CSV, Markdown ed ePub;
    • Google Docs, Presentazioni e Fogli;
    • file audio;
    • pagine Web;
    • video pubblici di YouTube con trascrizione;
    • immagini in formati come JPG, PNG, WebP, TIFF e HEIC (fonte: Google Aiuto).

    Una precisazione importante: quando inseriamo l’indirizzo di una pagina Web, Gemini Notebook acquisisce principalmente il testo HTML. Le immagini presenti nella pagina non vengono automaticamente importate come fonti visuali. Per analizzarle conviene scaricarle, quando ne abbiamo il diritto, e caricarle separatamente.

    Ecco dieci incroci che possono trasformare Gemini Notebook da riassuntore di PDF a vero assistente documentale.

    1. Manuali tecnici e schemi

    Immaginiamo di avere il manuale di una macchina industriale e alcune immagini con lo schema dei componenti.

    Gemini Notebook può collegare le istruzioni scritte agli elementi rappresentati nel disegno, aiutandoci a capire:

    • quale componente viene citato in un determinato passaggio;
    • dove si trova fisicamente;
    • quale sequenza operativa seguire;
    • se lo schema appare coerente con le istruzioni;
    • quali avvertenze riguardano quella specifica parte.

    È particolarmente utile quando un manuale usa sigle come “modulo A7” o “valvola V12”, mentre lo schema mostra decine di elementi quasi identici.

    Prompt di esempio

    Analizza il manuale tecnico e lo schema allegato. Individua nello schema tutti i componenti citati nella procedura di manutenzione descritta alle pagine 20-25. Crea una sequenza passo-passo. Per ogni passaggio indica il componente, la fonte, la pagina e gli eventuali dubbi. Non inventare collegamenti non verificabili.

    Non sostituisce il tecnico qualificato, ma può ridurre parecchio il tempo perso a saltare continuamente dal testo al disegno.

    2. Contratti e planimetrie

    Un contratto di locazione, un capitolato o un regolamento possono contenere riferimenti a stanze, aree comuni, confini, pertinenze e destinazioni d’uso.

    La planimetria mostra gli spazi. Il contratto stabilisce gli obblighi.

    Incrociando le due fonti possiamo chiedere a Gemini Notebook di:

    • associare le clausole alle aree rappresentate;
    • distinguere spazi privati e comuni;
    • trovare obblighi di manutenzione collegati a locali specifici;
    • evidenziare zone presenti nella planimetria ma non citate nel contratto;
    • segnalare descrizioni potenzialmente ambigue.

    Prompt di esempio

    Confronta il contratto con la planimetria. Crea una tabella con: area, clausole collegate, obblighi del locatore, obblighi del conduttore, eventuali incongruenze e informazioni mancanti. Se una corrispondenza è soltanto probabile, dichiaralo esplicitamente.

    Il risultato è una mappa di orientamento, non un parere legale. Le interpretazioni contrattuali devono essere verificate da un professionista.

    3. Fatture e fotografie dei prodotti

    Una fattura sostiene che sono stati consegnati dieci prodotti di un certo modello. Le fotografie mostrano ciò che è realmente arrivato.

    Gemini Notebook può aiutare a confrontare:

    • descrizione e aspetto del prodotto;
    • modello, colore e confezione;
    • quantità documentata e quantità visibile;
    • accessori dichiarati;
    • eventuali codici o numeri di serie leggibili;
    • differenze tra quanto fatturato e quanto fotografato.

    Prompt di esempio

    Confronta le righe della fattura con i prodotti visibili nelle fotografie. Per ogni riga indica se esiste una corrispondenza visiva, quali elementi la supportano e quali non possono essere verificati. Non considerare l’aspetto esteriore una prova definitiva di autenticità.

    È un ottimo primo controllo. Non è invece uno strumento forense per certificare l’originalità di un prodotto.

    4. Report di sopralluogo e fotografie del cantiere

    Questo è uno dei casi più interessanti per tecnici, aziende edili, amministratori di condominio e responsabili della sicurezza.

    Carichiamo:

    1. il report del sopralluogo;
    2. le fotografie del cantiere;
    3. eventualmente il capitolato o il cronoprogramma.

    Gemini Notebook può costruire una matrice con:

    • problema segnalato;
    • immagine associata;
    • posizione;
    • livello di urgenza indicato nel report;
    • intervento previsto;
    • prove mancanti;
    • possibili contraddizioni tra testo e fotografie.

    Prompt di esempio

    Associa ogni criticità citata nel report alle fotografie pertinenti. Crea una tabella con descrizione, posizione, fotografia, intervento richiesto, priorità dichiarata e informazioni da verificare. Non stimare autonomamente la sicurezza strutturale.

    Sul mio sito ho già raccolto diversi esempi di utilizzo dell’intelligenza artificiale nei cantieri, tra capitolati, progetti e controlli documentali.

    5. Curriculum e certificati

    Il curriculum racconta le competenze. I certificati dovrebbero documentarne almeno alcune.

    Gemini Notebook può confrontare le due fonti per individuare:

    • certificazioni citate nel CV ma non documentate;
    • date di rilascio e scadenza;
    • enti certificatori;
    • corsi apparentemente duplicati;
    • competenze dichiarate senza evidenze allegate;
    • attestati non menzionati nel curriculum.

    Prompt di esempio

    Confronta il curriculum con gli attestati allegati. Non esprimere giudizi sulla persona. Elenca soltanto le competenze documentate, quelle dichiarate ma non documentate, le date di validità e gli elementi che richiedono verifica umana.

    Questo utilizzo richiede particolare attenzione a privacy, minimizzazione dei dati e possibili discriminazioni. Non si dovrebbe chiedere all’AI di stabilire chi “merita” un lavoro partendo da una fotografia o da caratteristiche personali.

    6. Presentazioni e grafici

    Una slide può affermare che “le vendite sono esplose”. Il grafico potrebbe raccontare una storia un po’ meno entusiasmante.

    Incrociando testo e visualizzazioni possiamo verificare:

    • se il titolo della slide riflette davvero i dati;
    • se gli assi partono da zero;
    • se vengono confrontati periodi equivalenti;
    • se le percentuali hanno una base chiara;
    • se mancano fonti;
    • se alcuni dati importanti sono stati esclusi dalla narrazione.

    Prompt di esempio

    Analizza le affermazioni contenute nella presentazione e confrontale con i grafici. Per ogni affermazione indica: dato che la supporta, fonte, eventuali limiti, possibili interpretazioni alternative e informazioni mancanti.

    Gemini Notebook può anche trasformare le fonti in presentazioni, report e altri artefatti. Google precisa però che i contenuti generati possono includere inesattezze visive o fattuali (fonte: blog.google).

    7. Regolamenti e infografiche

    Molte organizzazioni trasformano regolamenti complessi in infografiche da distribuire a dipendenti, cittadini o clienti.

    L’infografica deve essere semplice. Il rischio è che diventi troppo semplice.

    Gemini Notebook può confrontare il documento originale con la sintesi grafica per trovare:

    • eccezioni eliminate;
    • scadenze errate;
    • obblighi presentati come facoltativi;
    • indicazioni prive di contesto;
    • semplificazioni potenzialmente fuorvianti.

    Prompt di esempio

    Verifica se l’infografica rappresenta correttamente il regolamento. Individua omissioni, semplificazioni e affermazioni che potrebbero generare equivoci. Cita per ogni osservazione il punto preciso del regolamento.

    È un uso molto concreto per Pubbliche Amministrazioni, associazioni, scuole e uffici delle risorse umane.

    8. Ricerche di mercato e immagini dei prodotti

    Una ricerca di mercato parla di posizionamento, target, prezzo, differenziazione e comportamento dei concorrenti.

    Le immagini dei prodotti mostrano come quei concetti si traducono nella realtà.

    Possiamo chiedere a Gemini Notebook di confrontare:

    • promessa del marchio e confezione;
    • target dichiarato e linguaggio visuale;
    • posizionamento premium e qualità percepita;
    • claim presenti sul prodotto;
    • colori, simboli e informazioni in evidenza;
    • differenze tra concorrenti.

    Prompt di esempio

    Incrocia le conclusioni della ricerca di mercato con le immagini dei prodotti. Analizza soltanto elementi visibili e informazioni presenti nelle fonti. Distingui chiaramente tra osservazioni oggettive e interpretazioni di marketing.

    Questo può diventare il punto di partenza per un’analisi del packaging, una presentazione commerciale o un workshop sul posizionamento.

    9. Casi clinici e immagini mediche

    È l’esempio che richiede più prudenza.

    Gemini Notebook può essere usato per organizzare materiali clinici, confrontare un referto con la documentazione allegata, estrarre domande da rivolgere allo specialista o individuare differenze terminologiche tra più documenti.

    Non dovrebbe invece essere usato per formulare diagnosi autonome o decidere terapie.

    Un prompt prudente potrebbe essere:

    Organizza le informazioni presenti nel caso clinico e nei referti. Non formulare diagnosi e non interpretare autonomamente le immagini mediche. Evidenzia eventuali differenze tra i documenti, termini da chiarire e domande da sottoporre allo specialista.

    Google stessa ricorda che Gemini Notebook può commettere errori e invita a consultare professionisti qualificati per questioni mediche, legali o finanziarie (fonte: Google Aiuto).

    10. Articoli di giornale e fotografie

    Un articolo descrive un evento. Le fotografie ne mostrano soltanto una porzione, scelta da chi ha scattato o selezionato l’immagine.

    Incrociare le due fonti può servire per:

    • verificare se la didascalia corrisponde a ciò che è visibile;
    • ricostruire la sequenza temporale;
    • distinguere fatti riportati e interpretazioni;
    • individuare oggetti, cartelli e luoghi citati nel testo;
    • confrontare versioni diverse dello stesso evento;
    • segnalare elementi presenti nella foto ma ignorati dall’articolo.

    Prompt di esempio

    Confronta il contenuto dell’articolo con le fotografie. Elenca soltanto gli elementi direttamente verificabili. Non identificare persone basandoti esclusivamente sul volto e non dedurre intenzioni o responsabilità dalle immagini.

    È un esercizio molto utile anche in un corso di educazione ai media: l’immagine sembra una prova oggettiva, ma anch’essa è una selezione della realtà.

    Il prompt universale per incrociare documenti e immagini

    Per ottenere risultati utili non basta scrivere: “Analizza questi file”.

    Meglio fornire un metodo.

    Agisci come analista documentale.
    Esamina tutte le fonti selezionate, comprese immagini, documenti, tabelle e grafici.
    Obiettivo: [descrivi il risultato che ti serve].
    Per ogni osservazione:

    1. indica la fonte;
    2. cita la pagina, la sezione o l’immagine;
    3. separa i fatti dalle interpretazioni;
    4. segnala informazioni mancanti o illeggibili;
    5. non inventare corrispondenze;
    6. usa la dicitura “non verificabile” quando le fonti non sono sufficienti.

    Presenta il risultato in una tabella con le colonne: elemento, fonte testuale, fonte visuale, corrispondenza, anomalia, livello di certezza e verifica umana richiesta.

    Il passaggio decisivo è l’ultimo: obbligare l’AI a dichiarare ciò che non sa.

    Tre limiti da non dimenticare

    La qualità delle immagini conta

    Una fotografia sfocata, tagliata o scattata da un’angolazione sbagliata produce inevitabilmente un’analisi più debole. Lo stesso vale per scansioni storte, tabelle minuscole e schemi privi di legenda.

    Le citazioni aiutano, ma non certificano la verità

    Gemini Notebook usa citazioni testuali e visuali per mostrare da dove proviene una risposta. Questo rende il controllo più semplice, ma non trasforma automaticamente ogni interpretazione in un fatto corretto (fonte: Google Aiuto).

    I dati sensibili non vanno caricati con leggerezza

    Prima di inserire contratti, documenti sanitari, dati personali o informazioni aziendali riservate, bisogna verificare il tipo di account, le condizioni applicabili e le regole della propria organizzazione.

    Google dichiara che i dati non vengono usati per addestrare Gemini Notebook, salvo l’invio di feedback. Per gli account Workspace ed Education qualificati, caricamenti, richieste e risposte non vengono utilizzati per addestrare i modelli e non sono sottoposti a revisione umana (fonte: Google Aiuto).

    Il punto non è “leggere una foto”

    La funzione più interessante non consiste nel descrivere un’immagine.

    Quello può farlo ormai qualsiasi chatbot multimodale.

    Il vero valore sta nel collegare l’immagine a un insieme controllato di documenti e nel chiedere all’AI di lavorare all’interno di quel perimetro.

    Non più:

    Che cosa vedi in questa fotografia?

    Ma:

    Che relazione c’è tra questa fotografia, il contratto, il report e la fattura che ti ho fornito?

    È qui che Gemini Notebook diventa realmente utile nel lavoro quotidiano: quando passa dalla generica produzione di risposte all’analisi di fonti che abbiamo scelto noi.

    Per approfondire lo strumento puoi consultare il mio corso Gemini Notebook per aziende e professionisti e il confronto tra Gemini e NotebookLM, utile per capire quale ambiente usare nei diversi scenari professionali.

    Domande frequenti su Gemini Notebook e le immagini

    Gemini Notebook può leggere direttamente le immagini?

    Sì. Le immagini possono essere caricate come fonti autonome e utilizzate insieme agli altri materiali del notebook. Sono supportati diversi formati, tra cui JPG, PNG, WebP, TIFF e HEIC.

    Può analizzare le immagini contenute in un PDF?

    Google ha introdotto la capacità di rispondere a domande su immagini, diagrammi e grafici presenti nelle fonti. Il risultato dipende comunque dalla qualità e dalla leggibilità del documento (fonte: blog.google).

    Incollando un sito vengono analizzate anche le fotografie?

    No, non automaticamente. Per le pagine Web viene importato principalmente il contenuto testuale. Le immagini devono essere aggiunte separatamente.

    Gemini Notebook può citare anche un’immagine?

    Sì. Le risposte possono utilizzare testo e immagini provenienti dalle fonti come citazioni, consentendo all’utente di tornare al contenuto originale.

    Può sostituire un medico, un avvocato o un tecnico?

    No. Può organizzare, confrontare e sintetizzare le fonti, ma le decisioni professionali e le interpretazioni ad alto rischio richiedono una verifica qualificata.

    Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa

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