Skill AI: il kung fu dei chatbot

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Avatar di Gianluigi Bonanomi installa una skill AI in una scena ispirata a Matrix

Google sta preparando il trasloco dei Gem. Niente scatoloni, ma un nome nuovo e un cambiamento interessante: le skill AI, competenze riutilizzabili che si possono richiamare dentro una conversazione e combinare tra loro. La guida ufficiale di Google sulla transizione indica novembre 2026 per gli account personali, marzo 2027 per quelli Workspace aziendali e giugno 2027 per quelli Education. Al 30 settembre 2026, quindi, parlare di Gem già spariti sarebbe prematuro.

La scena che mi viene in mente è quella di Matrix: Neo riceve un programma di addestramento e scopre di conoscere il kung fu. Noi, più modestamente, vorremmo installare la capacità di compilare una nota spese senza passare il sabato a litigare con gli scontrini. Meno spettacolare, ma per un professionista altrettanto liberatorio.

L’analogia funziona, purché ci fermiamo prima degli occhiali da sole: installare una skill non modifica automaticamente i pesi del modello e non certifica una nuova competenza. Gli fornisce una procedura, materiali e talvolta codice da usare durante il lavoro. È come consegnare a un collaboratore un buon manuale operativo. Poi bisogna vedere come lo applica.

Che cosa sono le skill AI, in pratica

Una skill AI è un pacchetto riutilizzabile che descrive quando e come svolgere un compito. Nello standard aperto Agent Skills, il nucleo è un file chiamato SKILL.md, con nome, descrizione e istruzioni. La cartella può includere riferimenti, modelli e script. Il modello individua una procedura pertinente e la carica quando serve: questo caricamento progressivo evita di riversare sempre tutto il manuale nella conversazione.

Immaginate una skill “prepara proposta formativa”. Dentro trovate il criterio per capire quando usarla, le domande sui destinatari, una struttura del programma, la carta intestata e i controlli su durata e prezzo. A ogni nuova richiesta cambia il cliente; il metodo resta riconoscibile. Un po’ come il ricettario di famiglia, con il vantaggio che nessuno scrive “farina quanto basta” quando servono quantità precise.

La distinzione decisiva è questa: una skill conserva un modo di lavorare. Un file con il listino conserva informazioni. Un collegamento al gestionale consente azioni. Per costruire un processo completo possono servire tutti e tre.

Prompt, skill, assistente, agente e MCP: chi fa cosa

Componente Funzione Esempio professionale
Prompt Formula una richiesta nella conversazione. “Riassumi questi appunti.”
Skill Rende riutilizzabile una procedura specifica. Riepilogo del corso con esercizi e bozza di follow-up.
Assistente personalizzato Configura un interlocutore con istruzioni e materiali. Un assistente dedicato alla formazione aziendale.
Agente Coordina passaggi e strumenti per raggiungere un obiettivo. Raccoglie documenti, prepara la proposta e verifica i dati.
Connettore o server MCP Espone dati e strumenti esterni al sistema AI. Accesso autorizzato a file, calendario o CRM.
Plugin Distribuisce componenti riutilizzabili secondo la piattaforma. Un pacchetto con skill e integrazioni per un processo.

È una mappa operativa, non una tassonomia universale: i produttori usano nomi e confini differenti. La documentazione di Microsoft Copilot Studio separa istruzioni generali, conoscenza, strumenti e skill. Questa distinzione aiuta a evitare un equivoco frequente: scrivere nella skill “invia un WhatsApp” non crea da solo il collegamento a WhatsApp.

Con una metafora da cucina: il modello è il cuoco, la skill è la ricetta, gli strumenti sono fornelli e utensili, i dati sono gli ingredienti. Potete scrivere una ricetta meravigliosa per il risotto. Se manca il riso, il risultato sarà soprattutto creativo.

Le skill in Gemini: che cosa cambia rispetto ai Gem

La novità è passare dall’esperto che apri separatamente a procedure combinabili nella chat. Google descrive il richiamo con /, destinato a diventare @, l’attivazione automatica in base alla richiesta e la possibilità di usare più skill insieme. Attenzione ai limiti della transizione: la stessa guida segnala che alcune funzioni, tra cui Canvas e Deep Research, non sono ancora compatibili, mentre condivisione e collegamenti a Drive e Gemini Notebook sono annunciati per le settimane successive.

Come creare una skill in Gemini

La guida ufficiale alla creazione delle skill Gemini documenta questi passaggi:

  1. Accedi a Gemini con un account personale idoneo: la guida richiede almeno 18 anni e l’attività conservata attiva.
  2. Apri Impostazioni > Skills.
  3. Scegli la creazione con Gemini oppure quella manuale.
  4. Definisci nome, descrizione e istruzioni; puoi anche importare un file SKILL.md con materiali supportati.
  5. Provala in chat richiamandola esplicitamente, poi controlla se interviene correttamente anche senza richiamo.

Esempio: una skill “revisione-comunicazioni” controlla chiarezza, tono e informazioni mancanti; una seconda adatta il testo al canale. Le puoi combinare sullo stesso messaggio. La procedura attuale non consente agli script caricati di effettuare richieste a siti esterni: automatizzare un processo richiede anche strumenti effettivamente disponibili.

Le skill in ChatGPT e Codex: dal comando al metodo

La documentazione OpenAI su ChatGPT e Codex descrive le skill come formato per procedure riutilizzabili. Le skill autonome sono disponibili nell’app desktop ChatGPT, nella CLI e nell’estensione IDE di Codex; quelle distribuite tramite plugin sono disponibili anche in Chat e Work sul web e su mobile. Non bisogna quindi confondere una skill con un GPT personalizzato o presumere che ogni interfaccia mostri gli stessi comandi.

Come partire in ChatGPT Work

  1. Richiama @skill-creator e descrivi un’attività ricorrente.
  2. Spiega quando deve attivarsi e quali risultati deve produrre.
  3. Fornisci un esempio riuscito e i materiali necessari, evitando dati superflui.
  4. Definisci errori da intercettare e passaggi che richiedono revisione.
  5. Prova la procedura su casi diversi e correggi istruzioni ambigue.

In ChatGPT il richiamo esplicito usa @; nella CLI di Codex puoi usare /skills o menzionare una skill con $. La scelta automatica dipende soprattutto dalla descrizione. “Aiuta con i documenti” è vaga; “prepara un riepilogo di corso dagli appunti, con esercizi e bozza email” dà una direzione verificabile.

Per il mio lavoro, una buona candidata è il follow-up della formazione: stesso metodo, appunti differenti, destinatari differenti. La skill organizza la preparazione; l’invio della mail richiede accesso al servizio e autorizzazione. Il fattorino non compare perché abbiamo scritto il suo nome sulla busta.

Le skill in Claude: procedure caricate quando servono

La guida Anthropic alle skill di Claude descrive cartelle di istruzioni, script e risorse caricate dinamicamente. Il requisito indicato è l’esecuzione di codice abilitata. Esistono skill Anthropic per documenti e skill personalizzate; nelle organizzazioni possono essere distribuite dagli amministratori. Per cercarle, la guida indica Customize > Skills e il catalogo accessibile con “+” e “Browse skills”.

Prova pratica: prepara una skill che trasformi appunti di riunione in un verbale con decisioni, responsabili, scadenze e questioni aperte. Allega un modello e prescrivi di segnare come mancanti le informazioni assenti. Poi sottoponi appunti incompleti: il test interessante è verificare se Claude resiste alla tentazione di inventare una scadenza.

Un progetto raccoglie il contesto del lavoro; una skill descrive una procedura richiamabile. Un connettore MCP porta l’accesso a strumenti esterni. Potete usarli insieme, come spiega Anthropic, ma ciascuno risolve un problema diverso.

Questo video del canale ufficiale Anthropic chiarisce il funzionamento delle skill e il rapporto con MCP e altri componenti:

Le skill in Copilot: tre strade da distinguere

Dire “Copilot” è un po’ come dire “ho una Fiat”: per dare istruzioni serve sapere quale modello stiamo guidando. Nell’ecosistema Microsoft bisogna distinguere gli strumenti per sviluppatori, Copilot Studio e Microsoft 365 Copilot.

GitHub Copilot

Le skill per sviluppo possono codificare procedure come verifiche sul codice o convenzioni del team. La guida alle Agent Skills in Visual Studio è il riferimento per quel preciso ambiente. Un esempio è una procedura che controlla modifiche, esegue le verifiche previste dal progetto e segnala le anomalie. Va preparata e installata nell’ambiente compatibile, non incollata a caso nella chat di Word.

Copilot Studio

Per gli agenti e i workflow basati sul GitHub Copilot harness, Microsoft documenta tre modalità: caricare una skill esistente, crearla da zero oppure generarla con l’AI. La sequenza pratica è scegliere il processo, definire input e output, aggiungere la skill all’agente e testarla insieme ai suoi strumenti. Un caso utile è la preparazione di una richiesta d’acquisto: controllare i campi richiesti, segnalare dati mancanti e produrre una bozza conforme alla procedura aziendale.

Microsoft 365 Copilot

Microsoft documenta anche skill personalizzate negli agenti dichiarativi tramite Agents Toolkit, in anteprima. È un percorso di configurazione dell’agente, con manifest e pacchetto applicativo. Per un’azienda conviene verificare disponibilità nel tenant e supporto dell’amministrazione IT prima di progettare il flusso. L’esistenza della documentazione non implica un pulsante identico per tutti gli utenti.

Per approfondire la costruzione operativa, questo tutorial di Burke Holland mostra un esempio di skill e il rapporto con prompt e istruzioni:

Che cosa dice la ricerca: una biblioteca di competenze

Le skill di prodotto non sono tutte nate direttamente dai paper che seguono. Questi studi aiutano però a capire perché procedure riutilizzabili, strumenti e feedback siano interessanti.

Voyager: An Open-Ended Embodied Agent with Large Language Models, di Guanzhi Wang e colleghi, studia un agente in Minecraft che costruisce una biblioteca di abilità in codice, recuperabili e combinabili. L’esperimento usa feedback e verifiche iterative senza richiedere il fine-tuning dei parametri del modello. L’analogia con Neo qui si fa divertente: le competenze servono a esplorare un mondo di blocchi. Questo risultato non dimostra che una skill aziendale funzioni altrettanto bene con fatture o procedure amministrative.

ReAct: Synergizing Reasoning and Acting in Language Models, di Shunyu Yao e colleghi, esplora l’alternanza tra ragionamento e azioni, con osservazioni dall’ambiente. È un riferimento per comprendere il lavoro degli agenti: il risultato di uno strumento può orientare il passo successivo. La mia traduzione per l’ufficio è semplice: controllare il documento prima di continuare è meglio che costruire cinque passaggi sopra un dato mai verificato.

Reflexion: Language Agents with Verbal Reinforcement Learning, di Noah Shinn e colleghi, studia agenti che utilizzano feedback e riflessioni testuali conservate in memoria per migliorare i tentativi successivi. È apprendimento nel processo, senza aggiornare i pesi del modello. La lezione operativa che ne ricavo è conservare gli errori utili e convertirli in controlli. Ripetere un errore in automatico resta un errore, anche quando lo chiamiamo workflow.

Una skill pronta da progettare: il follow-up di un corso

Nei miei corsi sull’intelligenza artificiale generativa, il passaggio più utile è portare questi concetti su un’attività reale. Ecco una specifica di esempio: è una proposta da testare, non una promessa di funzionamento identico su tutte le piattaforme.

Nome: follow-up-corso
Attivazione: quando ricevi appunti di un corso e viene chiesto il follow-up.
Input: appunti, pubblico, obiettivi, durata, materiali disponibili.
Procedura:
1. Individua i temi effettivamente trattati.
2. Separa quanto discusso dalle proposte per il futuro.
3. Scrivi un riepilogo chiaro e cinque esercizi pertinenti.
4. Prepara una bozza email amichevole.
5. Controlla nomi, date, link e informazioni mancanti.
Limiti: non inventare materiali, promesse o citazioni.
Output: riepilogo, esercizi, bozza email, punti da verificare.
Azioni esterne: prepara soltanto; chiedi autorizzazione per l'invio.

Per trasformarla in un pacchetto Agent Skills bisogna aggiungere i metadati richiesti in SKILL.md, la descrizione del campo d’uso e gli eventuali modelli. Una skill semplice può contenere soltanto istruzioni: non occorre cominciare programmando.

Come verificare una skill prima di affidarle il lavoro

  1. Un caso normale: informazioni complete e risultato atteso definito.
  2. Un caso incompleto: mancano dati che il sistema deve segnalare.
  3. Un caso fuori ambito: la skill dovrebbe restare inattiva.
  4. Un caso contraddittorio: due documenti riportano valori differenti.
  5. Un caso con conseguenze esterne: controlla che preparazione e invio siano distinti.

Misurate correzioni necessarie, completezza e tempo di revisione. Guardate dentro una skill prima di installarla, soprattutto se contiene script o richieste di accesso. E se la trasferite tra piattaforme, ripetete i test: lo standard facilita il riuso del formato, mentre strumenti, permessi e comportamento possono cambiare.

Le domande pratiche sulle skill AI

Serve saper programmare?

Per una skill basata su istruzioni e modelli puoi partire dal linguaggio naturale e dal Markdown. Gli script servono quando il processo richiede elaborazioni che li rendono utili.

Una skill può leggere email e inviare messaggi?

Può descrivere quella procedura. Per eseguirla servono un’integrazione disponibile, accessi autorizzati e regole sulle azioni esterne. Il testo della skill da solo non concede permessi.

Le skill sostituiscono tutti gli assistenti personalizzati?

Le piattaforme fanno scelte diverse. Google ha annunciato una specifica migrazione dei Gem; da questo non deriva una sostituzione universale di GPT, progetti o agenti.

Installare una skill rende l’AI esperta?

Le fornisce un metodo e risorse. L’affidabilità va verificata sul compito concreto: il nome “esperto” non sostituisce una prova.

Il kung fu dell’ufficio si chiama metodo

Se potessi installare una competenza alla Neo, sceglierei quella di trovare al primo tentativo l’allegato giusto. Subito dopo, la capacità di trasformare una procedura spiegata dieci volte in un metodo condiviso.

È qui che vedo il valore delle skill: rendere esplicito il modo in cui lavoriamo bene. Scegliete un’attività ricorrente, scrivete i criteri, mostrate esempi e controllate gli errori. Prima una skill che funziona, poi la biblioteca. Altrimenti il kung fu resta sul display e gli scontrini restano sulla scrivania.

Funzionalità e percorsi verificati il 30 settembre 2026 sulle fonti ufficiali collegate. Disponibilità e interfacce possono variare per account e organizzazione.

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Mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.

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