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L’intelligenza artificiale sta cambiando le competenze richieste ai professionisti IT. Nel report Beyond Coding, Anthropos e Orbyta Tech hanno analizzato 106.582 annunci di lavoro pubblici per 47 ruoli IT: tra il 2022 e il primo semestre 2026 aumentano le richieste legate a LLM e agenti AI, ma crescono anche comunicazione, leadership e problem solving.

Il dato va letto con precisione: una job description descrive ciò che un’azienda dichiara di cercare, non prova da sola quali competenze userà davvero né come cambieranno le assunzioni. Resta una fotografia utile del linguaggio con cui le organizzazioni stanno ridisegnando i ruoli tech.

Le competenze AI entrano nelle job description IT

Nel campione analizzato, gli annunci che citano competenze legate ai modelli linguistici passano dallo 0,03% nel 2022 al 4,8% nel primo semestre 2026. Gli agenti AI arrivano al 3,1%, la Generative AI al 2,8%; compaiono anche Cursor, Claude Code e prompt engineering.

Le crescite percentuali sono notevoli perché partono da valori quasi nulli. La misura concreta, però, aiuta a evitare l’effetto annuncio: anche il riferimento più frequente, gli LLM, compare in meno di un annuncio su venti del campione. La direzione del cambiamento è chiara, ma non tutte le aziende chiedono già le stesse competenze.

Un altro confronto, con una metodologia diversa, aiuta a inquadrare la diffusione degli strumenti. Nel State of Developer Ecosystem 2025 di JetBrains, l’85% degli sviluppatori intervistati dichiara di usare regolarmente strumenti AI per coding e sviluppo; il 62% usa almeno un assistente, agente o editor AI. Sono dati di un sondaggio, non annunci di lavoro: indicano l’adozione tra gli sviluppatori, non la domanda dei recruiter.

Perché la comunicazione e il problem solving contano di più

Il risultato più interessante di Beyond Coding riguarda le competenze trasversali, definite nel report durable skill. Per i Software Engineer, la quota di annunci che ne menziona almeno una sale dal 40,5% nel 2022 al 65% nel primo semestre 2026. La comunicazione passa dal 32,5% al 46%; la leadership dall’8,2% al 23,8%; il problem solving dal 12,2% al 20,5%.

La tendenza è coerente con il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum: secondo le imprese intervistate, quasi il 40% delle competenze richieste sul lavoro cambierà entro il 2030, mentre capacità umane come pensiero creativo, resilienza, flessibilità e collaborazione resteranno importanti insieme alle competenze tecnologiche.

La richiesta diventa più concreta quando le offerte domandano allo sviluppatore di spiegare scelte e compromessi tecnici a interlocutori non tecnici, farsi carico del risultato e collaborare con altri reparti. Un Project Manager può dover decidere che cosa non costruire; un Data Analyst trasformare i risultati in una narrazione utile a chi decide.

Il lavoro si sposta verso verifica e responsabilità

Gli strumenti generativi possono produrre codice e accelerare attività ripetitive. La qualità del risultato, però, continua a richiedere competenza tecnica e revisione. Il State of Code Developer Survey 2026 di Sonar, condotto su oltre 1.100 sviluppatori professionisti, rileva che il 96% non si fida completamente della correttezza funzionale del codice generato dall’AI; soltanto il 48% dichiara di verificarlo sempre prima del commit.

Una ricerca qualitativa di GitHub Next, basata su interviste a 25 sviluppatori, descrive l’AI come supporto per affrontare attività ripetitive e comprendere sistemi complessi, mentre i professionisti vogliono mantenere controllo, comprensione e responsabilità sulle decisioni. Non è una previsione universale, ma rende visibile una tensione concreta: delegare lavoro senza perdere la capacità di valutarlo.

Per questo “oltre il codice” non significa che il coding diventi irrilevante. Significa che generare codice diventa una parte del flusso di lavoro, mentre definire il problema, controllare gli output e rispondere delle conseguenze restano attività decisive. È una prospettiva che si collega anche al mio approfondimento sul prompt engineering come competenza da costruire: saper dare istruzioni chiare serve, ma serve anche sapere che cosa verificare nella risposta.

Cosa racconta il campione italiano

La sintesi allegata al comunicato include un focus su 817 annunci di 355 aziende italiane. Le offerte che citano la GenAI passano dallo 0% nel 2022 all’11,5% nel primo semestre 2026, rispetto al 12,6% del dato globale riportato nello studio.

Nel campione italiano la quota di annunci rivolti a profili junior scende dal 31,4% al 29,8%; nel campione globale, dal 22,6% al 14,7%. È un dato da monitorare, non la prova che le opportunità junior siano al sicuro: il report analizza annunci pubblicati e il sottoinsieme nazionale è relativamente contenuto. La sintesi segnala inoltre una crescita delle menzioni del problem solving in Italia e una minore esplicitazione della leadership rispetto al quadro internazionale.

Come cambiare selezione e formazione

Per HR, responsabili IT e formatori, la conseguenza pratica non è aggiungere una lista di nomi di strumenti alla job description. Conviene specificare quali attività verranno svolte con l’AI e quali capacità serviranno per guidarla e verificare il lavoro.

  • Rivedere le job description: descrivere compiti, responsabilità e criteri di qualità aggiornati, separando le competenze trasferibili dalla conoscenza di un singolo prodotto.
  • Simulare il lavoro reale nei colloqui: consentire l’uso dell’AI e osservare come il candidato formula il problema, valuta le risposte e motiva le proprie scelte.
  • Partire dai gap effettivi: mappare le competenze presenti nel team prima di progettare la formazione.
  • Verificare l’apprendimento sul campo: usare esercitazioni e casi di lavoro, non soltanto il completamento di un corso come indicatore di competenza.

La documentazione di Coresignal, il fornitore dei dati citato nella sintesi del report, descrive gli annunci come informazioni raccolte da più fonti e continuamente aggiornate. Anche questa caratteristica invita a leggere i risultati come segnali di mercato: utili per individuare traiettorie, meno adatti a trasformarsi in una previsione certa per ogni professione o impresa.

Un video sul rapporto tra sviluppatori e AI

In questo intervento del canale ufficiale Sonar, Anirban Chatterjee presenta i risultati del sondaggio 2026 e discute l’esperienza concreta degli sviluppatori con gli strumenti di coding AI.

Fonti e metodologia

Nota: i dati del report Beyond Coding sono forniti da Anthropos e Orbyta Tech. Le altre fonti sono studi e documentazione separati, con campioni e metodologie differenti, e non sono direttamente confrontabili con il conteggio degli annunci.

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