Ordini un caricabatterie, ti arriva un pacco e pensi di aver capito come guadagna Amazon: compra un prodotto e lo rivende. Poi qualcuno ti dice che i soldi veri li fa con il cloud. Chi ha ragione?
Dati verificati il 17 ottobre 2026. Il confronto annuale riguarda il 2025; l’aggiornamento trimestrale riguarda aprile-giugno 2026. Tutte le cifre delle tabelle sono in miliardi di dollari.
Come guadagna Amazon: ricavi, utili e cassa
Il fatturato indica quanto entra dalle vendite. L’utile operativo misura quanto resta dopo i costi operativi, prima delle componenti finanziarie e delle imposte sul reddito. Il flusso di cassa racconta ancora un’altra cosa: un’azienda può mostrare utili elevati e spendere moltissimo per costruire nuove infrastrutture.
Per rispondere alla domanda sui «guadagni veri» confronto quindi utile operativo e margine operativo. Il margine è il rapporto tra utile operativo e ricavi. Evito di attribuire ai singoli settori una quota dell’utile netto: sarebbe un confronto diverso.
I numeri del 2025: AWS pesa il 18% dei ricavi e il 57% dell’utile operativo
Il comunicato sui risultati annuali 2025 permette questo confronto, con valori arrotondati:
| Segmento Amazon | Ricavi 2025 | Utile operativo 2025 | Margine operativo |
|---|---|---|---|
| North America | 426,31 | 29,62 | 6,9% |
| International | 161,89 | 4,75 | 2,9% |
| AWS | 128,73 | 45,61 | 35,4% |
| Totale | 716,92 | 79,98 | 11,2% |
Fonte: risultati Amazon 2025. Cifre in miliardi di dollari. Margini e quote calcolati sui dati non arrotondati.
Amazon Web Services (AWS) produce circa il 57% dell’utile operativo complessivo con circa il 18% dei ricavi. Su 100 dollari fatturati, il segmento cloud genera circa 35 dollari di utile operativo. L’insieme North America e International ne genera circa 6.
Questa è la parte fondata della tesi: il cloud ha una redditività operativa nettamente superiore. Gli altri due segmenti, però, producono insieme oltre 34 miliardi di utile operativo. La frase «Amazon guadagna soltanto con AWS» non regge.
Perché il confronto tra cloud ed e-commerce può trarre in inganno
Il bilancio consolidato 2025, nota 10 precisa che North America e International comprendono anche pubblicità e abbonamenti. Non rappresentano il margine della sola rivendita di prodotti. AWS, invece, è rendicontato separatamente a livello mondiale.
Se voglio sapere quanto renda comprare un oggetto dal fornitore e rivenderlo al cliente, quei segmenti non mi danno una risposta isolata. Se voglio sapere quanto renda l’ecosistema commerciale, escludere pubblicità e servizi ai venditori mi farebbe perdere una parte essenziale del quadro.
Immagina un centro commerciale: puoi guadagnare vendendo merce, affittando spazi e offrendo visibilità ai negozianti. Sono entrate diverse, ma dipendono anche dall’attrattività dello stesso luogo. Questa è l’analogia che trovo più utile per leggere Amazon.
Marketplace e pubblicità: il negozio vende anche accesso ai clienti
Nel 2025 Amazon ha registrato 172,16 miliardi di ricavi da servizi ai venditori terzi e 68,64 miliardi dalla pubblicità. I primi comprendono commissioni e servizi collegati, come logistica e spedizioni. Attenzione: non sono il valore totale della merce venduta dai commercianti. Sono i ricavi di Amazon da quei servizi. Fonte: disaggregazione dei ricavi nel Form 10-K 2025.
La mia lettura è che il prodotto sugli scaffali digitali abbia più di una funzione: può generare un acquisto, una commissione o una richiesta di visibilità da parte di chi lo vende. Il cliente finale cerca un oggetto; il venditore cerca un cliente.
Amazon pubblica i ricavi pubblicitari, ma non un utile operativo separato per Amazon Ads. Non possiamo dunque attribuirgli un margine preciso usando questi prospetti. E non possiamo sommare un presunto utile della pubblicità a quello dei segmenti geografici, che già la comprendono.
Per chi si occupa di marketing, il passaggio interessante è proprio questo: il punto di acquisto diventa anche un mezzo pubblicitario. È una prospettiva complementare a quella che uso quando ragiono di Bezos, attenzione al cliente e AI nel marketing.
Europa: International non significa Unione europea
La domanda «Amazon perde con l’e-commerce in Europa?» richiede un perimetro che questi dati non offrono. International comprende mercati europei ed extraeuropei. Inoltre include servizi oltre alla vendita diretta. Un risultato positivo di questo aggregato non dimostra che ogni Paese sia redditizio; non dimostra neppure il contrario.
Per rispondere seriamente servirebbero un conto economico europeo comparabile e una separazione delle attività. La distinzione conta: Paese del cliente, società che fattura e segmento gestionale non sono automaticamente la stessa cosa.
Italia: oltre 12 miliardi di ricavi non ci dicono quanto guadagni il negozio
Nel suo aggiornamento sull’impatto economico in Italia, Amazon dichiara per il 2025 oltre 12 miliardi di euro di ricavi delle attività italiane e oltre 1,89 miliardi di contributo fiscale complessivo. È una comunicazione aziendale: questi indicatori descrivono dimensioni diverse dall’utile del solo e-commerce.
Il contributo fiscale comprende anche imposte raccolte e versate per conto di altri soggetti. Non va trattato come un’imposta sull’utile con cui ricostruire a ritroso il profitto. E il fatturato delle attività italiane non è un conto economico separato di Amazon.it.
Con le fonti qui disponibili non posso stabilire quanto guadagni o perda la sola vendita online di Amazon in Italia. Applicare automaticamente il margine International al fatturato italiano produrrebbe una stima priva del necessario fondamento.
L’aggiornamento 2026: AWS resta centrale, ma gli investimenti assorbono cassa
Nel secondo trimestre 2026, AWS ha prodotto 42,2 miliardi di ricavi e 16,6 miliardi di utile operativo, su 27,5 miliardi complessivi: circa il 60%. Il periodo è un trimestre, quindi non va confrontato come importo con l’intero 2025.
La lettura di Reuters del 30 luglio 2026 mette in evidenza anche l’altra faccia della crescita: gli investimenti nelle infrastrutture AI hanno accompagnato un flusso di cassa libero negativo per 7,6 miliardi nei dodici mesi terminati a giugno. Un margine operativo elevato non equivale a denaro immediatamente disponibile.
Che cosa vende AWS, spiegato senza tecnicismi
Secondo la presentazione ufficiale di AWS, il servizio offre infrastrutture e strumenti informatici come capacità di calcolo, archiviazione, database e servizi di intelligenza artificiale. Un’impresa può utilizzarli per costruire e far funzionare applicazioni senza gestire in proprio ogni componente dell’infrastruttura.
Il video seguente è una spiegazione del produttore, in inglese: aiuta a capire che cosa sia AWS, mentre per valutarne i risultati economici valgono i bilanci citati sopra.
La ricerca sulle piattaforme aiuta a fare la domanda giusta
Nello studio Multi-Sided Platforms, pubblicato nel 2015 sull’International Journal of Industrial Organization, Andrei Hagiu e Julian Wright analizzano le differenze tra piattaforme, rivenditori e imprese integrate. Il lavoro fornisce una cornice economica per distinguere questi modelli; non misura i margini attuali di Amazon.
Applico questa distinzione al caso Amazon così: non chiederei soltanto quanto margine resta su un oggetto. Chiederei anche quali servizi l’azienda riesca a vendere attorno a quella transazione e alla relazione con chi compra e con chi vende.
Come guadagna Amazon: la risposta da portarsi a casa
Amazon genera la maggior parte dei ricavi fuori da AWS, ma AWS genera la maggioranza dell’utile operativo. Il commercio rimane economicamente rilevante anche perché ospita marketplace, pubblicità e abbonamenti. Per Europa e Italia, invece, i dati pubblici qui esaminati non isolano il profitto del solo e-commerce.
La lezione che porterei in aula è questa: quando analizzi un’azienda digitale, chiediti chi paga, per quale servizio e con quale margine. Fermarti al prodotto che vedi sullo schermo può lasciarti fuori dalla parte più interessante del modello.
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