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L’intelligenza artificiale porterà alla fine del cinema?

Nell’ultimo anno e mezzo il mondo intero è stato rapito dall’intelligenza artificiale. Sebbene questo prodigio esista da decenni (metà del Novecento), ChatGPT ha letteralmente sconvolto tutti, proprio perché è alla portata di chiunque. Gli si può chiedere, ad esempio, di scrivere un articolo per un blog con determinate caratteristiche, di trovare la ricetta per la cena dandogli in pasto gli ingredienti che restano nel frigo, tradurre testi i quasi 100 lingue, suggerire cosa dire durante un colloquio di lavoro, ecc. Insomma, il lavoro che ha sempre svolto un motore di ricerca, ma a un altro livello. Naturalmente le sue funzioni non finiscono qui. Il mondo dell’audiovisivo sembra ormai utilizzare l’IA per produrre sceneggiature e tanto altro.

Il cinema sotto scacco dell’IA

Con l’avvento di ChatGPT i giornalisti, anziché divertirsi con le slots di Netbet, hanno dato il meglio (peggio?) di sé regalando al pubblico articoli e considerazioni dalle sfumature più inquietanti: “L’intelligenza artificiale ci ruberà il lavoro”. Abbiamo pensato che fosse un’esagerazione, ma come stanno le cose? Prendiamo il mondo del cinema: perché a Hollywood c’è stato uno sciopero di sei mesi?

Dopo 118 giorni di interruzione, lo sciopero degli attori di Hollywood si è concluso con un accordo tra il sindacato Sag-Aftra e i cosiddetti Studios. L’accordo prevede miglioramenti salariali, tra cui un aumento del 7% dei salari minimi, e norme più rigorose sull’uso dell’intelligenza artificiale e sui diritti d’autore. In particolare, gli attori hanno chiesto maggiori protezioni contro l’uso non consensuale delle loro immagini e performance tramite tecnologie avanzate e una ripartizione più equa dei profitti derivanti dalla distribuzione digitale delle opere. Grazie a queste nuove funzionalità, gestire le riprese e controllare tutto ciò che passa dalla prima stesura di una sceneggiatura alla proiezione di un prodotto, è certamente più semplice. Molti stanno impiegando l’AI per scrivere sceneggiature. Questa pratica riguarda specialmente le serie tv che contano centinaia di episodi, migliaia di personaggi, ecc. Insomma, finché la tecnologia serviva per gli effetti speciali, non “rubava” il lavoro a nessun umano, ora le cose stanno cambiando: sceneggiatori ed attori sono sul “chi va là”.

Il lavoro di sceneggiatori e attori è a rischio?

Il lavoro di sceneggiatori e attori è davvero a rischio? Va detto subito: la risposta è (tendenzialmente) no. Se facciamo scrivere una sceneggiatura a ChatGPT, per quanto il prompt sia straordinario, ci troveremo di sicuro di fronte a un prodotto estremamente prevedibile, con una  storia vista e rivista, al limite con qualche sfumatura pregevole, ma poca roba. Dunque sembra abbastanza palese che nessuno sceneggiatore presenterà un prodotto del genere ai propri produttori. Ciò non esclude, però, che nell’industria cinematografica di massa, per esempio quella in mano alle grandi piattaforme di streaming, ci sia spazio per questa tecnologia, per cercare i temi più cari al mercato. L’avvento dell’intelligenza artificiale porterà, come qualsiasi novità, aspetti positivi e negativi. Nel cinema e nelle serie tv abbiamo già visto come può essere un’arma in più per la programmazione dei set e come supporto agli sceneggiatori. Il suo utilizzo esclusivo nella realizzazione di una sceneggiatura è tanto improbabile quanto controproducente.

Il vero impiego dell’intelligenza artificiale nel cinema

In concreto, come è utilizzata l’intelligenza artificiale nel cinema? Tutto ebbe inizio negli anni Ottanta, con i software di post-produzione. Oggi l’IA facilita compiti complessi come la creazione di folle virtuali e la modellazione di ambienti digitali. Le produzioni Marvel le usano per i titoli di testa. L’IA analizza anche sceneggiature per predire il successo commerciale dei film, influenzando decisioni di investimento. Software come Benjamin, che ha scritto il cortometraggio “Sunspring“, mostra le potenzialità creative dell’IA, pur necessitando di miglioramenti nei dialoghi. La tecnologia permette anche di modificare l’età degli attori o di riporta in vita i defunti, sollevando questioni etiche significative. L’IA, integrando la realtà virtuale, trasforma l’esperienza di visione, rendendola più immersiva e personalizzata. Insomma, più che in altri ambiti, l’IA nel cinema solleva dilemmi etici e filosofici che richiedono un’attenta considerazione.

Altri usi dell’AI nel cinema

Ecco altri usi interessanti dell’AI nel settore cinematografico:

Casting predittivo – Utilizzando dati storici, l’AI può aiutare a prevedere quali attori potrebbero essere i più adatti per determinati ruoli basandosi sulla loro popolarità e sulle performance precedenti.

Animazione – L’AI è usata per automatizzare parti del processo di animazione, specialmente nell’animazione dei personaggi, rendendo i movimenti più fluidi e realistici.

Effetti visivi – L’AI può essere impiegata per creare effetti visivi più complessi e dettagliati, spesso riducendo i costi e i tempi necessari rispetto ai metodi tradizionali.

Colorazione e correzione – L’AI aiuta a migliorare la qualità dell’immagine, automatizzando la correzione del colore e la colorazione di film in bianco e nero.

Editing – L’intelligenza artificiale può assistere nell’editing dei film, suggerendo i migliori tagli e transizioni basandosi su ritmo, emozioni e narrativa.

Sonorizzazione – L’AI può analizzare e sincronizzare automaticamente effetti sonori e musica con le scene, migliorando l’impatto emotivo delle sequenze.

Promozione e marketing – Utilizzando l’analisi predittiva, l’AI può identificare i segmenti di pubblico più adatti e personalizzare le campagne marketing per massimizzare l’interesse e la visibilità del film.

Localizzazione – L’AI può aiutare a velocizzare il processo di doppiaggio e sottotitolazione, rendendo i film più accessibili a un pubblico globale.

Questi usi dell’AI non solo migliorano la qualità e l’efficienza della produzione cinematografica, ma aprono anche nuove possibilità creative e commerciali nel settore.

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