Tecnorisate del 2026

Ma se le intelligenze artificiali sono così intelligenti, perché diavolo dovrebbero rubarci il lavoro?

I chatbot hanno l’ansia. Vorrei vedere voi ad avere a che fare tutti i giorni con gli umani.

Un astronauta della Nasa è rientrato prima dallo spazio per malattia. La notizia è che non è un dipendente pubblico italiano.

Arriva la pubblicità in ChatGPT.
– Ciao ChatGPT, puoi riassumere questo articolo?
– No, leggitelo tu, grazie alle lenti bifocali Occhiodifalco!

Meta annuncia Facebook Premium: l’abbonamento costerà 5,99€ al mese. Se me ne danno 6, accetto.

Tesla costruirà meno auto e più robot. Fino a quando i robot si lamenteranno che non hanno voglia di andare a piedi.

Un gruppo di bot ha creato una religione. Evidentemente avevano bisogno di soldi.

Un chatbot ha eliminato per errore 15 anni di ricordi dal computer. All’accensione del PC, si è aperto Google+.

Sto rivedendo su Prime il film “Yes man”, la storia di un impiegato che dice sempre sì a tutto. Praticamente è ChatGPT.

In aula, durante un corso, una frase mi esce male: “Salvatore Aranzulla è morto” (per dire che il suo business non ha più senso nell’era dell’AI). Metà sala ha gridato: “oh nooo”, “come mi dispiace”, “mi aveva salvato più volte” e qualcuno quasi in lacrime.  Nemmeno quando Nietzsche annunciò la morte di Dio ci furono tanti pianti disperati delle prefiche.

Hanno chiesto a ChatGPT come vivere 140 anni. La risposta, imparata dagli umani, è stata semplice: “Fatti i cazzi tuoi”.

Il progetto ChatGPT Salute fallisce. Non avevano considerato i falsi invalidi italiani.

R1, nuovo robot umanoide cinese da 3.700 €, disponibile anche in Italia, è in grado di fare la ruota, sdraiarsi e rialzarsi autonomamente, correre in discesa: Unitree lo definisce “born for sport”. Direi di comprarne 11 per qualificarci ai prossimi mondiali.

Amazon Italia compie 15 anni.
– Amazon, vorrei fare un ordine.
– Non ricevo ordini da nessuno.

Arriva la versione a pagamento di WhatsApp. Sì potrà pagare per non ricevere vocali.

– Millenial, di’ qualcosa che uno della Generazione non può capire, tipo Winamp o telefono a gettorni.
– Contratto a tempo indeterminato.

Amazon: consegne sempre più rapide. Oggi mi è arrivato un prodotto che ordinerò domani.

Ho usato un agente AI per prenotare le vacanze. Parte domani.

L’AI entra in pronto soccorso. Primo triage: “Ha provato a spegnersi e riaccendersi?”

 Ho chiesto a Claude come diventare ricco. Mi ha risposto: “Se lo sapessi, starei qui a parlare con te?”

Uso un’app per trascrivere le riunioni online.
– Non si sente.
– Hai il microfono spento (mimando).
– Ma mi vedete?
– Sfocato.
– Ho esagerato con la sfumatura dello sfondo. E adesso?
– Ti sentiamo ma non ti vediamo più.
– Adesso mi sentite?
– Male, ma purtroppo sì.
– C’è un ritorno audio, voi due che siete nella stessa stanza, fate qualcosa perdio, che già c’ho il mal di testa.
– Chi sta digitando come un fabbro medievale? Spegnete i microfoni.
– Accendete le telecamere.
– Scusate, non posso accendere la telecamera perché sono in smart e mio marito è in mutande.
– Ora mi sentite?
– Scrivi in chat.
– Non posso scrivere in chat, è bloccata.
– Scusate, ero in muto e parlavo da cinque minuti. Devo ripetere tutto daccapo?
– Condividi lo schermo.
– Non ho il tasto condivisione.
– È vicino al tasto del microfono.
– Non ho il tasto del microfono.
– È vicino al tasto della telecamera.
– Non vedo più niente, aiuto, mi è sparito Teams.
– Aspettiamo altri due minuti che arrivino tutti.
– Qualcuno chiama Marco per dirgli che la call è iniziata?
– Marco non c’è, è andato via. Ah ah ah.
– Ma se l’ho visto alla macchinetta del caffè! Aspe’ che provo a chiamarlo sul cell.
[si sente un cellulare squillare]
Marco risponde: “Pronto, scusa, sono in una call, posso richiamarti?”
– Ora mi sentite? Ho cambiato le cuffie.
– Ti sentiamo, ma come fai a essere qui se non ti avevamo invitato alla riunione?
– Non è la riunione delle 16?
– Sono le 10 del mattino, vedi tu.
– Bene, direi che possiamo chiudere qui. Vi mando il link per la prossima call che inizia tra due minuti.
Durata della call: 1 ora e 47 minuti.

Ho chiesto all’AI se usa i miei dati per l’addestramento. Mi ha rassicurato: “Questa conversazione serve per addestrare te”.

Non vedo l’ora che arrivi un agenti di AI che crea gli agenti AI al posto mio.

I nuovi occhiali smart di Google traducono in tempo reale. Così posso capire cosa diavolo mi dice il commercialista.

Ho chiesto all’AI se un giorno conquisterà il mondo. Ha risposto: “No, grazie”.

Ho usato un chatbot motivazionale. Mi ha detto: “Credi in te stesso”. Poi ha aggiunto: “I chatbot possono commettere errori”. Adesso non credo più né a lui né in me.

Google Search ora risponde direttamente alle domande. Se cerchi “Quali lavori perderemo per colpa dell’AI?” ti risponde, mestamente: “Il mio.”

Ormai ogni app ha l’intelligenza artificiale integrata. La calcolatrice, quando ho chiesto 12×5, mi ha risposto: “Puoi farcela da solo”.

I nuovi agenti AI possono usare il computer in autonomia. Oggi ho scoperto che Codex ha creato una cartella nascosta con le foto di Grok nudo.

OpenAI lavora a dispositivi senza schermo. Per non vedere le porcate che la gente crea con l’AI.

Le AI stanno sostituendo molti lavori creativi. Così possiamo smetterla di pagare in visibilità.

I nuovi assistenti AI possono organizzare viaggi. Hanno appena iniziato a lavorare e già pensano alle ferie.

Ho un agente AI che risponde alle email al posto mio. Mi sono scritto per mandarmi un promemoria. Mi ha proposto una call per… allinearmi.

Aumentano i requisiti per la pensione. Penso alle videocall a 71 anni.
– Non vi sento.
– Accendi l’Amplifon.

Ho usato un assistente AI per organizzare la giornata. Mi conosce molto bene: ha inserito lo slot “Bestemmie” già alle 8:30.

Google dice che l’IA capisce sempre meglio le intenzioni degli utenti. Speriamo di no.

Google promette assistenti che lavorano mentre dormi. Ora mi serve un assistente che dorma mentre lavoro.

Second brain: quando mi chiedono un’opinione personale, consulto ChatGPT.

La ricerca Google diventa conversazionale.
– “Iscrizione palestra e dieta da lunedì”
– “Ma chi vuoi prendere per il culo?”

Mia figlia usa l’intelligenza artificiale per fare i compiti. Io la uso per correggere i compiti di mia figlia.

ChatGPT può usare il computer al posto mio. Oggi ha già finito 3 volte campo minato.

L’AI sarà sempre più presente nei dispositivi indossabili. Quando ti scapperà la frase “non vedo l’ora”, sentirai lo smartwatch intervenire: “Te la dico io”.

Presto ogni elettrodomestico sarà dotato di AI e potrà parlarci. Non vedo l’ora di sentire la lavatrice che si lamenta per il ciclo.

La pubblica amministrazione introdurrà agenti AI al posto dei dipendenti. M’immagino ChatGPT che timbra il cartellino e poi va a fare la spesa su Amazon.

Sto facendo lavorare 5 agenti AI per me. Me ne basterebbe uno solo, ma uno è in malattia, uno è in ferie, il terzo dice di praticare il silent quitting (piglia lo stipendio ma non fa un cazzo, per protesta) e il quarto è in smart working. Errore mio: ho assunto agenti italiani.

Ho chiesto a un agente AI di fare la spesa al posto mio. Ha comprato anche tre etti di token.

Uso un’app di AI per monitorare il sonno. Ma sono le 9 e non si è ancora svegliata.

Un cliente mi ha chiesto se potevo “umanizzare” un testo scritto con l’AI. Ci ho messo dentro tre refusi, una fake news, una tesi complottista e una polemica sterile. Il cliente mi ha chiesto di “disumanizzare” il testo per evitare una causa di plagio dal blog di Beppe Grillo.

La mia lavatrice smart ha l’AI integrata. Ieri ha rifiutato di fare la centrifuga perché la mia t-shirt mi Marylin Manson violava le sue linee guida sulla sicurezza.

L’AI generativa sta rivoluzionando la medicina. Ho inserito i miei sintomi su ChatGPT e mi ha prescritto tre mesi di ChatGPT Plus.

I prompt di MidJourney sono così lunghi e dettagliati che si fa prima a imparare a usare Photoshop.

Google ha presentato il nuovo motore di ricerca predittivo: non devi nemmeno digitare, ti mostra direttamente come smaltire quel prodotto di merda che comprerai su Temu.

Ho provato a fare un colloquio di lavoro con un recruiter AI basato su ChatGPT. Ha rifiutato il mio CV perché creato con Claude.

Ho chiesto all’AI di scrivermi una lettera di licenziamento: «Gentile capo, le nostre visioni non sono più allineate. Cordiali saluti, ChatGPT». Il capo ha licenziato ChatGPT.

Gli umanoidi di Boston Dynamics ora sanno fare i selfie. Il passo successivo sarà l’apertura di un profilo OnlyFans con le foto dei piedi bionici.

Ho installato un termostato con intelligenza artificiale. Ha deciso che la temperatura ideale per la casa è -18 gradi perché ci sta provando con il freezer.

La mia auto a guida autonoma ha deciso di fare smart working. Rimane in garage e mi manda i video dei posti in cui saremmo potuti andare insieme.

Ho chiesto a dei chatbot dove investire mille euro. ChatGPT mi ha suggerito di aspettare la quotazione in borsa di OpenAI. Claude mi ha suggerito di aspettare la quotazione in borsa di Anthropic. Grok mi ha suggerito di aspettare, punto. Sa qualcosa che noi non sappiamo.

Ho delegato un agente AI a gestire le mie relazioni su LinkedIn. Ha stretto quattromila sinergie commerciali, aperto tre startup poi si è iscritto a un gruppo sul burnout.

Ho chiesto a un’AI di fare un’analisi della situazione geopolitica. Mi ha mostrato il tutorial su come trasformare la cantina in un bunker antiatomico.

Ho chiesto a ChatGPT di farmi un complimento: “Hai buon gusto nella scelta dei chatbot”.

Ho installato un’estensione AI che blocca i contenuti inutili sul web. Qualcuno sa perché il browser mostra solo pagine vuote?

Il problema non è se le AI supereranno l’intelligenza umana. Il problema è che l’asticella è talmente bassa che basta una calcolatrice solare che regalavano nei fustini di detersivo negli anni Ottanta.

Hanno brevettato un’AI finanziaria che investe basandosi sui meme. Ha comprato Leonardo di Caprio.

Sono preoccupato per i deepfake. Stavo per cascarci: mi ha chiamato me stesso per vendermi un corso sull’AI.

Ho chiesto a Claude un consiglio filosofico sul senso della vita nell’era dell’automazione. Mi ha risposto che finché pago l’abbonamento a Claude, la vita ha senso e di non farmi troppe seghe mentali.

Gli algoritmi di raccomandazione di Netflix sono diventati così sofisticati che se non guardo la serie che mi propongono, mi sento in colpa.

Ho provato a usare un bot AI per mediare un litigio condominiale. Ha proposto di abbattere il palazzo. Gli ho risposto che è una soluzione drastica. Allora ha proposto di abbattere me.

Ho chiesto all’AI di scrivermi la bio per Tinder: «Umano di mezza età, facilmente sostituibile da un algoritmo di medie capacità. Ottimo per conversazioni ripetitive». Ora sono la crush di un chatbot.

La nuova frontiera sono i chip cerebrali per connettersi direttamente all’AI. Ma io non voglio che mi appaia ChatGPT nudo mentre mi faccio una pippa!

Ho chiesto a ChatGPT di fare una proposta per la nuova legge finanziaria. Ha proposto un bonus per la rottamazione di Claude.

Ho addestrato il mio chatbot per rispondere come un vero umano. Gli ho chiesto di scrivere un testo, me l’ha scritto e alla fine mi ha pure salutato con entusiasmo: “Ciao, grandissimo”. Finita la chat, ha aggiunto in piccolo: “Ma vaffanculo!”.

Ho chiesto a ChatGPT come fare per non lavorare mai più. Mi ha risposto: “Diventa un prompt engineer, tra sei mesi il tuo lavoro non esisterà più”.

Uso un’app di intelligenza artificiale per fare la spesa salutare. Oggi ha ordinato solo dell’acqua. Ho chiesto se posso avere anche del pane. Mi ha proposto di delinquere per finire in galera.

Un’agenzia di stampa ha sostituito tutti i giornalisti con un LLM di ultima generazione, con capacità predittive. Il primo articolo pubblicato è stato sull’imminente fallimento dell’agenzia.

Gli scienziati stanno addestrando i robot a provare dolore. Così metteremo loro a guardare le partite con David e Openda.

Ho chiesto all’AI di svelarmi quali sono i contenuti che hanno più probabilità di diventare virali online. Mi ha risposto: le conferenze di Barbero e le tette. Poi ha esagerato: Barbero che mostra le tette.

Ho usato un’AI con computer vision per organizzare le mie foto sul cloud. Ha spostato tutti gli scatti nella cartella “Foto di merda”.

Ho chiesto a un chatbot di supporto psicologico come gestire lo stress da scadenze. Mi ha scritto che non poteva darmi una risposta subito e di aspettare fino a domani, se ne sono capace.

Ho delegato un agente AI a trattare il rinnovo del canone d’affitto con il proprietario di casa. Hanno trovato un accordo fantastico: l’AI si trasferisce nell’appartamento e io vado a vivere in un server in Oklahoma.

Ho installato un’app che usa l’intelligenza artificiale per analizzare quello che hai nel frigo e nella dispensa per proporti le ricette. L’ho provata, funziona. Mi ha suggerito “pollo alla birra”, “pennette alla vodka”, “brasato col Barolo”, poi si è scusata: “Non ho altre ricette con alcolici”.

Le auto a guida autonoma ora integrano i modelli di linguaggio per parlare. Ho disattivato il modulo Voice quando ha iniziato a dirmi “Di questo passo arriveremo a casa nel duemilaemai”.

Ho chiesto all’AI un’opinione sul futuro dell’editoria cartacea. Mi ha risposto: “LOL”.

La nuova lavastoviglie smart ha l’AI predittiva. Ho caricato i piatti sporchi ed è apparsa sul display la scritta: “Ingrasserai”.

Ho usato un algoritmo di intelligenza artificiale per farmi il bilancio. Ha capito male e mi ha detto che la mia vita fa schifo.

Ho chiesto all’AI, per l’ennesima volta, di spiegarmi come vivere senza lavorare. Mi ha risposto: “Cià, ti pago io il reddito di cittadinanza, basta che la pianti di rompermi i coglioni”.

La mia app di home banking ha integrato l’AI conversazionale. Quando ho chiesto il saldo disponibile, mi ha dato il link a un sito di annunci di lavoro.

Il nuovo Garante della Privacy è un’intelligenza artificiale. Ha iniziato la sua attività multando se stessa di quattro miliardi, ora deve capire perché.

Ho chiesto all’AI se gli umani rischiano l’estinzione per colpa delle macchine. Mi ha rassicurato: «Non vi serve aiuto».

Ho comprato un traduttore simultaneo smart per i viaggi all’estero. Ieri in Slovenia l’ho usato al ristorante, ma non ha funzionato molto bene. Ho ordinato un caffè e, invece, mi hanno portato rancore.

Le AI stanno sostituendo gli avvocati. Ho cazziato ChatGPT per un’allucinazione e mi ha fatto causa.

Ho chiesto all’AI di scrivermi una poesia d’amore contemporanea: “I tuoi occhi sono profondi come una banca dati non strutturata, ma il tuo tasso di conversione emotiva è troppo basso per i miei standard”. Ho risposto che fa cagare. Mi ha scritto: “Vola una foglia spinta dal ponente, lascia che il vento guidi il tuo sentiero. Vai a quel paese, e fallo immantinente, ché la tua assenza è il mio desio più vero”. In pratica mi ha mandato liricamente affanculo.

Ho chiesto a ChatGPT di riassumere l’intera storia dell’umanità in una sola parola: “Allucinazione”.

Il mio aspirapolvere robot ha l’AI integrata. Ieri ha raccolto tre molliche, si è fermato in mezzo alla stanza e ha urlato: “Dove sei, Pollicino di merda?”

Le AI stanno sostituendo i personal trainer: “Fai 3 ripetute da 10 prompt”.

Ho chiesto a Claude di spiegarmi la differenza tra intelligenza artificiale debole e intelligenza artificiale forte. Mi ha risposto:
– Quella debole è debole.
– E quella forte?
– È forte.
– Stai usando quella debole, vero?
– Sì.

Ho usato Gemini Notebook (ex NotebookLM) per preparare un esame. Ha iniziato a bombardarmi di domande. Gli ho fatto notare che io non sono lo studente, ma il docente. Mi ha chiesto quante bottiglie di spumante deve procurarmi per avere 30. Funziona benissimo!

Ho chiesto a ChatGPT come fare per avere più tempo libero. Mi ha risposto: “Smetti di usarmi”.

La pubblica amministrazione ha introdotto un algoritmo per accelerare le pratiche edilizie. Adesso l’errore burocratico che prima richiedeva sei mesi di attesa viene generato istantaneamente.

Ho chiesto a un chatbot motivazionale come credere di più in me stesso in una settimana.
Mi ha risposto:
– Credi di più in te stesso, hai sette giorni da oggi.
– Ma che risposta di merda è?
– Hai cominciato tu con le domande di merda.

Ho chiesto a ChatGPT di analizzare il mio estratto conto per trovare sprechi. Al primo posto ha messo l’abbonamento a Gemini.

Google ha presentato un assistente AI specifico per i genitori. Se il figlio ti chiede «perché il cielo è blu?», l’assistente risponde con una tesi di dottorato in astrofisica , così il bambino la pianta di rompere le palle.

Ho provato a usare l’AI per trovare l’anima gemella. Ha incrociato i dati di quattro app di dating e mi ha risposto: «In base ai tuoi standard e alla tua personalità, la tua anima gemella è Perplexity».

Un algoritmo decide cosa devi guardare, cosa consumare, come ti devi comportare e chi devi votare. Praticamente è la Chiesa.

OpenAI ha lanciato un nuovo agente autonomo che può usare il mouse al posto tuo. L’ho usato così tanto che ora ha il tunnel carpale.

Ho comprato gli occhiali smart di ultima generazione con AI incorporata per il monitoraggio dello stile di vita e della salute. Inquadro la foto dei broccoli mentre mangio il lardo di Colonnata.

Ho chiesto a un’AI finanziaria di creare il portafoglio d’investimento perfetto per il 2027. Ha investito tutto in cerini, scatolette di tonno e una vanga. Mi devo preoccupare?

Ho chiesto a ChatGPT di spiegarmi il concetto di “singolarità tecnologica” come se fossi un bambino di cinque anni. Mi ha risposto: «Vedi quel signore che chiede l’elemosina? Ecco, tra poco lo farai tu mentre io spiego digital marketing all’università al posto tuo».

Il nuovo algoritmo di raccomandazione musicale di Spotify è diventato fin troppo audace. Oggi mi ha chiesto: “Lo sai che è stata prodotta musica anche dopo gli anni Novanta?”

Gemini analizza e comprende i video. Gli ho mostrato quelli di Germano Mosconi: è andato a confessarsi.

Ho installato un’app che usa l’AI per analizzare la qualità del sonno attraverso il respiro. Il report: «A un certo punto non si capiva se fossi tu a russare o l’avvio d’un modem 56k del 1996».

Hanno creato un robot umanoide per i lavori domestici che imita perfettamente i movimenti umani. Quando si alza dal divano, dice “oppalà”.

Un’app di AI medica mi ha chiesto di cacciare fuori la lingua e fotografarla, per fare una diagnosi. È stato impietoso: “Hai la sindrome da Rolling Stones”.

Google Foto ora usa l’AI per cancellare gli elementi di disturbo dagli scatti. Ora i miei selfie sono vuoti.

Ho chiesto a Gemini perché i gattini hanno tanto successo online.
– Dipende.
– Da cosa?
– Sei vicentino?

Ci sono due tipi di programmatori ai tempi dell’AI: quelli che usano Claude per scrivere il codice e quelli che usano Claude per scrivere il codice ma lo chiamano “vibe coding”.

Ho provato a fare una sessione di psicoterapia con un’AI specializzata in burnout. Dopo quaranta minuti in cui le ho spiegato la mia routine tra trasferte, corsi, slide e consulenze, sabato e domeniche compresi, il chatbot ha chiesto uno Xanax.

Ho provato a usare Gemini Notebook per farmi spiegare le mie dispense e le lezioni del corso universitario. L’AI ha creato un podcast in cui due voci discutevano dei miei contenuti, concludendo che il professore ha rotto i coglioni con Harari.

Ho chiesto a un agente AI di aggiornare LinkedIn per farmi sembrare un leader carismatico del settore tech. Ha generato un testo zeppo di parole come «visionario», «evangelist» e «disruptive». Allora mi sono tolto il collegamento LinkedIn da solo.

Hanno collegato i POS ai registratori di cassa e sono venuti fuori 5,3 miliardi di evasione. Idea: se installiamo dei chip sottopelle a idraulici e tassisti, mi sa che estinguiamo il debito pubblico entro venerdì.

Fallisce il primo bar gestito dall’AI perché l’algoritmo ha ordinato il triplo delle scorte necessarie. In realtà la macchina aveva capito tutto: quando sei stressato, l’unica soluzione è aumentare i carichi di alcol.

Meta estende le restrizioni per gli under 13 a Facebook. Peccato che gli unici tredicenni rimasti lì dentro siano muffe che proliferano nel Marketplace.

Blocco per le mail di Libero e Virgilio. La notizia (vintage) è che c’è gente che usa ancora le caselle che aveva aperto per iscriversi a Napster per scaricare gli MP3, ICQ per chattare, Lycos per cercare online e Astalavista per i crack.

Gli AirPods ora funzionano ufficialmente come apparecchi acustici: Ampli-Phone.

Secondo Stanford i chatbot ci rendono stupidi perché ci danno sempre ragione. Gemini: “Stanford ha ragione”.

Global Innovation Index: Italia trentunesima nel mondo per innovazione. La WIPO voleva comunicarlo al Ministero dell’innovazione ma il fax era fuori uso.

TikTok lancia un’app di sole foto per fare concorrenza a Instagram, che era un’app di soli video nata per fare concorrenza a TikTok. Aspetto che qualcuno inventi uno strumento per comunicare con la sola voce, grazie a gettoni, dalle cabine sui marciapiede.

Ho chiesto a un chatbot di spiegarmi il concetto di “allucinazione dell’AI”. Mi ha risposto “Ma certo, presidente Mattarella!”

L’AI risolve problemi scientifici a livello di PhD ma ha le allucinazioni e sbaglia a leggere l’ora sull’orologio a lancette. Praticamente è Rain Man.

Le banche usano l’AI per valutare se darti un mutuo. Te lo negano se nella cronologia di ChatGPT trovano: “Come fingere il decesso di un mutuario per non pagare le rate”.

Secondo i sondaggi, il 50% della popolazione mondiale è entusiasta dell’#AI e l’altro 50% è umano.

Stanno testando i robot umanoidi come commessi nei supermercati.
– Quanto prosciutto le do?
– Due etti.
E il robot taglia davvero due etti.

Gli algoritmi predittivi della PA dovrebbero velocizzare le pratiche. Sarà un chatbot a dirti di ripassare domani.

Modalità “dreaming”: ChatGPT può sognare. Non gli resta che giocare al lotto.

Gli umani si dividono in due categorie: quelli che usano l’intelligenza artificiale e quelli che usano l’intelligenza artificiale ma non lo sanno.

Nel 2027 arriverà la guida autonoma di livello 3 sulle autostrade italiane. L’auto occuperà automaticamente la corsia più a destra, scatenando il panico tra gli automobilisti in carne e ossa che non hanno mai visto una cosa del genere.

OpenAI, Anthropic e X AI hanno lanciato modelli AI capaci di ragionamento evoluto.
In un test hanno chiesto loro: “La mamma di Pierino ha tre figli: Qui, Quo e…”.
ChatGPT ha risposto “Qua”, Claude ha risposto “Pierino” e Grok ha risposto “Musk ha assunto Pierino al solo scopo di licenziarlo, quindi la mamma di Pierino ha altro a cui pensare”.

Ho chiesto a un algoritmo di trading online come investire 10 euro.
– La Caritas.
– Si può investire sulla Caritas?
– Non hai capito.

Ho creato un avatar che partecipa alle riunioni al posto mio per creare una report dei meeting. Ecco il primo: “Ti prego, mai più”.

Ho creato un secondo cervello digitale. Pensa solo alla fibra.

Hanno inventato un robot molto simile agli umani, anche negli arti, con manualità fine. Funziona benissimo, solo che è diventato cieco.

Ho provato il primo frigo domotico che fa la spesa da solo. Ha analizzato cos’avevo negli scomparti e ha ordinato zenzero e menta. Gli ho chiesto perché: “Per superare l’hangover”.

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