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Un’auto si guida da sola. Succede un incidente. A quel punto la domanda più difficile riguarda chi debba risponderne. Chi era al posto di guida? Chi ha progettato il sistema? Chi si è fidato delle sue capacità? E quanto è comodo, per tutti, poter dire che è stata colpa della macchina?

Sono tornato a Yugen Podcast per parlare di Colpevolezza, il romanzo di Bruce Holsinger che porta queste domande dentro una storia familiare. La puntata, pubblicata il 7 ottobre 2026, si intitola «Perché dovresti leggere Colpevolezza, il romanzo che inchioda l’A.I.». Qui sotto trovi il video completo: circa mezz’ora per incrociare libri, intelligenza artificiale e responsabilità umana.

Guarda la mia intervista intera a Yugen Podcast

https://www.youtube.com/watch?v=zPjS50FUp98

Se il lettore non compare, puoi guardare direttamente la puntata su YouTube.

Colpevolezza: un incidente che entra in famiglia

La presentazione ufficiale di Edizioni E/O racconta un incidente che coinvolge il minivan a guida autonoma dei Cassidy-Shaw. Al posto di guida c’è Charlie, diciassette anni; accanto a lui il padre Noah. Con loro viaggiano le sorelle e la madre Lorelei, studiosa di intelligenza artificiale. Nello scontro muore una coppia di anziani.

Da questo evento nasce una storia di segreti, tensioni e responsabilità. Mi interessa proprio il cambio di prospettiva: l’intelligenza artificiale entra nei rapporti tra le persone, nelle giustificazioni che cercano, nel bisogno di proteggersi e di essere perdonate. La tecnologia diventa parte del problema umano.

Copertina dell’edizione italiana di Colpevolezza di Bruce Holsinger, Edizioni E/O
Bruce Holsinger, Colpevolezza, Edizioni E/O, 2026. Traduzione di Dario Diofebi.

Il libro è disponibile in italiano nella traduzione di Dario Diofebi, pubblicata da Edizioni E/O nel 2026. Per acquistare l’edizione italiana puoi usare il collegamento Amazon indicato dall’editore, con l’ISBN dell’edizione corretta.

Dalle graffette a J.A.R.V.I.S.: cosa aspettarsi dalla puntata

La descrizione di Yugen anticipa anche profezie, graffette, Doom, uno spettacolo teatrale interattivo e J.A.R.V.I.S. Un percorso che parte da un romanzo e incontra riferimenti molto diversi: è anche questo il motivo per cui ti invito a vedere la conversazione, lasciando al video il piacere delle associazioni e delle sorprese.

Se vuoi approfondire il libro, leggi anche la mia recensione di Colpevolezza di Bruce Holsinger. Sul blog ho già intrecciato cultura e tecnologia, per esempio nell’articolo sui meme e sull’intelligenza artificiale, dove trovi anche un’altra mia intervista a Yugen. Un romanzo, un film o una battuta possono offrire un buon punto di partenza per discutere questioni che altrimenti resterebbero troppo astratte.

La domanda che vale anche fuori dal romanzo

Alla presentazione della puntata aggiungo una riflessione: delegare un’attività richiede di pensare anche a come controllarla e a cosa fare quando qualcosa va storto. Mi sembra una domanda utile per chi impiega l’AI al lavoro, anche quando non ci sono automobili coinvolte.

Esiste una ricerca che mette a fuoco i dilemmi morali legati ai veicoli autonomi: The Moral Machine experiment, pubblicato su Nature nel 2018, raccoglie preferenze umane davanti a scenari ipotetici. Queste preferenze aiutano a studiare il problema; non le considero una ricetta da trasformare automaticamente nelle decisioni di un veicolo.

Su un piano operativo, il framework del National Institute of Standards and Technology per la gestione dei rischi dell’AI offre un riferimento per valutare l’affidabilità dei sistemi durante progettazione, sviluppo, uso e valutazione. È una buona direzione: rendere esplicite le decisioni e le responsabilità, prima che sia necessario cercare un colpevole.

Un libro da discutere, oltre che da leggere

Colpevolezza è stato scelto anche dall’Oprah’s Book Club: nella conversazione di Oprah Winfrey con Holsinger torna la domanda sulla responsabilità dell’incidente. È il genere di domanda che rende un romanzo interessante anche dopo l’ultima pagina.

Ti invito a guardare la puntata di Yugen Podcast e a partire da lì per la lettura. Poi, se ti va, scrivimi nei commenti: quale decisione affideresti a un’intelligenza artificiale? E quale vorresti continuare a prendere personalmente?

Scrivimi per organizzare un evento o un corso sull’intelligenza artificiale generativa

Mandami un WhatsApp al 339.6325418 per organizzare un corso o una conferenza sull’A.I. generativa.

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Ho voluto condividere con Gario e gli ascoltatori di «Yugen Podcast» un augurio speciale, a fine 2025, per questo inizio di 2026: invece di suggerire una Serie TV oppure l’ultimo libro di successo (come mi è capitato di fare in passato, vedi Fiori per Algernon), ho preferito puntare su uno strumento che sta letteralmente cambiando le regole del gioco digitale. Si chiama Gemini Notebook (ex NotebookLM) ed è, senza troppi giri di parole, l’assistente AI di Google che ha registrato la crescita più interessante negli ultimi mesi.

Perché dovresti provarlo subito

In un mercato saturo di chatbot che promettono miracoli, Gemini Notebook si distingue per un approccio pragmatico e, oserei dire, quasi umile. Ecco i tre punti di forza che ho sottolineato nel mio intervento:

  • accessibilità totale: è praticamente gratuito, con un limite di 50 interrogazioni giornaliere già incluse nel pacchetto Gmail o Google.

  • addio allucinazioni: a differenza di ChatGPT, Gemini Notebook non risponde se non trova riscontri nelle fonti che gli hai fornito. Se non sa, tace.

  • citazioni puntuali: ogni risposta è accompagnata dal riferimento esatto ai tuoi documenti. La trasparenza prima di tutto.

La metamorfosi dei contenuti

La vera svolta è arrivata con le ultime funzioni introdotte nelle scorse settimane. Partendo dai tuoi file, lo strumento è ora in grado di generare presentazioni multimediali, infografiche e, soprattutto, podcast automatici. Immagina di caricare i tuoi appunti e ascoltare due voci (un uomo e una donna) che discutono amabilmente dei tuoi contenuti: è la frontiera della fruizione passiva di informazioni complesse.

Qui puoi risentire il mio intervento:

Il mio intervento per CEM Ambiente

Avevo parlato dello stesso tema anche per una platea di studenti per CEM Ambiente:

 

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