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Il 25 settembre sono stato intervistato da Il Cittadino di Monza sul tema AI e lavoro. Ecco la trascrizione del pezzo:

«Volete sapere cosa accadrà con la AI? Si faranno lavori che oggi non esistono»

L’ESPERTO Il sulbiatese Gianluigi Bonanomi, formatore esperto, invitato a un incontro con i dipendenti di Apa Confartigianato

Tutto quello che avreste voluto sapere sull’intelligenza artificiale e non avete mai osato domandare, avreste potuto chiederlo a lui. L’idea è venuta a Apa Confartigianato Imprese, che ha appunto convocato Gianluigi Bonanomi, classe 1975, formatore esperto di comunicazione digitale, giornalista professionista, titolare della cattedra di Net Marketing all’Accademia Santa Giulia di Brescia, per un incontro in sede con i dipendenti sull’intelligenza artificiale generativa. Ma non finirà qui. Nel senso che la stessa associazione organizzerà altri incontri più specifici per gruppi ristretti di dipendenti. Il presidente Giovanni Mantegazza e il segretario Enrico Brambilla, intanto, hanno promosso quest’appuntamento su una «novità» che presenta «aspetti positivi, ma che innesca anche criticità e timori». Bonanomi, nato a Merate e residente a Sulbiate, ha subito specificato come sia praticamente impossibile sfuggire alla AI. «Si calcola – ha spiegato – che, a livello mondiale, l’80% dei lavoratori verrà impattato dall’intelligenza artificiale. Nel settore artigiano ciò sarà più difficile. In Giappone, comunque, hanno creato anche robot che tagliano i capelli. Ma si è trattato di una dimostrazione, di una sperimentazione».

A rischio, invece, saranno i lavori impiegatizi più ripetitivi. Chi compila fogli Excel avrà più possibilità di essere sostituito. Ora, paradossalmente, sono le figure junior ad essere maggiormente penalizzate. Le aziende preferiscono puntare sui lavoratori più esperti per gestire i macchinari. Il futuro, in ogni caso, oggi più che mai è imperscrutabile. Soprattutto nel campo lavorativo. I bambini, una volta, si immaginavano un mestiere che permettesse loro di guidare treni, pilotare aeroplani, spegnere incendi con l’idrante dei pompieri. Fantasticherie proibite ai pargoli attuali. «Due bambini su tre – ha precisato Bonanomi, autore di oltre 20 saggi e manuali sul digitale – faranno un lavoro che ora non esiste. Io faccio il formatore da 20 anni. Se quattro anni fa mi avessero detto che avrei fatto il formatore nel campo dell’AI, non ci avrei creduto».

Cercare vie di fuga o provare a mimetizzarci, dunque, non servirà. L’intelligenza artificiale ci scaverà in ogni luogo. «Ci sarà resistenza – ha concluso Bonanomi – perché non è mai facile cambiare le proprie abitudini. Ma è uno sforzo che vale la pena affrontare. Non siamo più esecutori, ma coordinatori. Le vite di tutti, volenti e nolenti, cambieranno. Adeguandosi, diventerà più facile».

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