Tag Archivio per: garagisti tech

Dimmi la verità: quanti token consumi al giorno con l’AI?

Se la risposta è “non lo so”, ecco il primo allarme della nuova puntata dei Garagisti Tech che Gianluca Testa appena pubblicato. Perché nella Silicon Valley ormai non è più una domanda tecnica. È diventata una competizione interna.

E mentre i giganti dell’AI si fanno guerra sui consumi, in Europa entra in vigore il primo regolamento globale sull’intelligenza artificiale. Che fine farà l’Italia in questa partita?

Il Garage si sporca le mani

Il format è sempre lo stesso: tre ospiti, una puntata, una sfida settimanale. Stavolta c’era, con me, Alessandro Curioni (esperto di cybersecurity), oltre ovviamente a Gianluca Testa, l’host che tiene insieme i pezzi come un direttore d’orchestra. L’obiettivo rimane uno: portare a casa tre o quattro bulloni concreti da usare subito. Niente lezioni accademiche, solo spunti operativi.

I sette temi della settimana

1. Tokenmaxxing — La gara a chi brucia più AI

Iniziamo con la follia vera. A Meta, tra gli 85.000 dipendenti, esiste una classifica interna di consumo. Il primo ha bruciato 281 miliardi di token in un mese. Sì, miliardi.

Jensen Huang di Nvidia ha detto una cosa che vi farà venire la pelle d’oca: un ingegnere che guadagna 500.000 dollari l’anno e non consuma token gli fa venire i brividi. Tradotto: se non usi AI in modo massivo, stai cazzeggiando.

La domanda che nessuno pone: dove si contabilizza questo costo? Nelle spese di R&D? Nel budget di prodotto? E soprattutto: i prezzi dell’AI seguiranno la stessa curva dei social network (crollo drammatico dopo il boom)? O rimarranno stratosferici?

Ecco come funziona nella pratica. Un token è l’unità base di computazione. Una parola in inglese ≈ 1-2 token. Una frase intera ≈ 10-20 token. Se un’azienda esegue milioni di prompt al giorno per ottimizzare processi, ricerca, training interno… i numeri esplodono. E il costo con loro.

2. Claude Mythos — Il modello che spaventa la cybersecurity

Qui mi tocca essere franco (anche se potrebbe sembrar di parte): il nuovo modello di Anthropic rappresenta un salto qualitativo non marginale.

Nel contesto della cybersecurity, il salto che Anthropic ha fatto col nuovo Claude è significativo. In alcuni scenari, si avvicina pericolosamente a quello che definiamo come “assaggio di AGI — cioè a comportamenti che non sono più prevedibili e controllabili con i metodi tradizionali.

Non è solo una questione di capacità brute (numero di token processati). È la qualità del ragionamento e la capacità di affrontare problemi mai visti prima.

Cosa significa nella pratica? Che gli analisti di cybersecurity devono ricalibrare i loro modelli di difesa. La sicurezza basata su “pattern matching” è già morta (lo era da prima). Ora serve sicurezza predittiva. Cioè: anticipare il pericolo prima ancora che si manifesti.

3. Palantir — +85% di ricavi. L’AI al servizio del potere

Ecco un dato che ti fa sedere.

1,63 miliardi di dollari di ricavi nel primo trimestre 2026. La società di Peter Thiel ha trovato la sua miniera d’oro nei corridoi del potere. Non nella Silicon Valley dei sogni. Nei bunker della difesa, dell’intelligence, del controllo.

L’AI per il controllo è già realtà. Non teoria. Non fantascienza. È il prodotto che vende più di tutti gli altri messi insieme.

È una riflessione che non piace a molti (soprattutto nei circoli startup che ancora credono all’AI come “forza del bene”). Ma è la verità nuda e cruda.

4. AI in Sanità — La corsa più importante

Qui c’è il tema che mi sta più a cuore: OpenAI, Anthropic, Google, Amazon, Perplexity. Tutti muoviamo insieme verso la salute digitale. Strade diverse, stessa direzione.

La sanità è il prossimo grande mercato dell’AI. Diagnosi assistite, previsione di patologie, ottimizzazione dei percorsi terapeutici.

Ma quale è il rischio? Che il modello medico occidentale (ancora troppo incentrato su dati storici, su casistiche localizzate) si scontri con sistemi AI addestrati su dataset globali senza contesti locali. Un algoritmo che funziona per la cardiologia in Silicon Valley potrebbe essere inadeguato per un paziente in Calabria.

5. Meta-Manus: il deal bloccato da Pechino

La Cina ha fermato l’integrazione di Manus in Meta. Non permessi. Fine della storia.

È la guerra tecnologica USA-Cina che si combatte ormai anche sul fronte degli agenti intelligenti. Chi controlla gli agent AI controlla il flusso di informazioni e decisioni del domani.

6. EU AI Act — Dal 2 agosto 2026 è legge

Questa è la notizia che vi dovrebbe tenere svegli di notte (se siete in azienda, ovviamente).

Il primo regolamento globale sull’AI entra in vigore. Sanzioni fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale, a seconda di quale sia maggiore.

Le aziende italiane sono pronte? Spoiler: la maggior parte non sa nemmeno da dove vengono i dati che usa. Non sa tracciare il lineage dei propri modelli. Non ha governance on AI.

Questo non è un problema “fra tre anni”. È un problema adesso.

7. Polymarket — Quando la verità diventa una scommessa

400 milioni di dollari al giorno scommessi su guerre, elezioni, catastrofi naturali. La piattaforma su blockchain che ha “previsto” l’esito delle elezioni USA prima dei media tradizionali.

Strumento di informazione onesto oppure il più grande clickbait finanziario della storia?

Ecco il bullone della puntata: i mercati predittivi non sostituiscono l’analisi. Ma dove i soldi veri incontrano le previsioni, il segnale è spesso più onesto del consenso mediatico. Perché puoi mentire in TV. Non puoi mentire quando rischi denaro vero.

Guarda la puntata completa

Tutta la conversazione completa — gli approfondimenti, le battute, i momenti di scontro costruttivo tra noi tre — è su YouTube:

Cosa puoi fare adesso

  • Se lavori in azienda con un team tech: guarda il pezzo su AI Act e poi convoca il vostro DPO. Non rimandare.
  • Se usi Claude o altra AI quotidianamente: inizia a monitorare il tuo consumo di token. È il primo segnale di come stai usando lo strumento.
  • Se lavori in sanità, sicurezza o difesa: il pezzo su Palantir e Claude Mythos ti riguarda. Davvero.

Ti è piaciuto? Dimmi nei commenti: quale argomento ti ha sorpreso di più? Pensi che l’Italia sia pronta per l’AI Act? Hai già testato gli agenti intelligenti?