Le 20 domande da fare prima di invitare un relatore sull’intelligenza artificiale

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Scegliere un relatore sull’intelligenza artificiale non significa cercare qualcuno che “parli di AI”. Significa trovare una persona capace di adattare un tema complesso al pubblico, al contesto e all’obiettivo dell’evento. Un conto e parlare a un board aziendale, un altro e parlare a imprenditori, insegnanti, venditori, HR, comunicatori o professionisti.

Le domande giuste aiutano a evitare interventi troppo tecnici, troppo generici o troppo spettacolari ma poco utili. Servono anche a capire se il relatore sa collegare ChatGPT, AI generativa e prompt engineering ai problemi reali dell’organizzazione.

Ecco una checklist di 20 domande da usare prima di invitare un relatore o speaker sull’AI.

1. Qual e l’obiettivo dell’intervento?

Prima ancora di scegliere il relatore, chiarisci l’obiettivo: ispirare, formare, sensibilizzare, aprire una convention, introdurre un percorso, rispondere a paure interne o mostrare casi d’uso pratici.

La stessa persona può fare interventi molto diversi, ma solo se l’obiettivo e chiaro.

2. Chi sara in sala?

Il pubblico cambia tutto. Un intervento per manager richiede un linguaggio diverso da un intervento per tecnici, imprenditori, studenti, insegnanti o professionisti.

Chiedi al relatore come adatta esempi, ritmo e profondita al livello del pubblico.

3. Il relatore parla di AI in modo tecnico o divulgativo?

Non esiste una risposta sempre giusta. In molti eventi aziendali serve una persona capace di spiegare senza banalizzare. Troppo tecnicismo allontana il pubblico; troppa semplificazione crea confusione.

4. Ha esperienza reale con aziende e organizzazioni?

Un relatore sull’AI dovrebbe conoscere le domande che emergono nelle aziende: dati, processi, resistenze, produttivita, policy, formazione, strumenti, rischi e aspettative.

Chiedi esempi di eventi, corsi o interventi già realizzati.

5. Sa parlare di ChatGPT senza ridurre tutto a ChatGPT?

ChatGPT è importante, ma l’AI generativa non si esaurisce in un solo strumento. Un buon relatore sa usare ChatGPT come porta d’ingresso e poi allargare il discorso a Copilot, Gemini, Claude, Perplexity, immagini, video, dati e processi.

6. Porta esempi concreti?

Gli esempi sono decisivi. Il pubblico deve vedere casi d’uso comprensibili: email, riunioni, documenti, marketing, vendite, HR, analisi, formazione, assistenza clienti.

7. Fa demo live o usa esempi preparati?

La demo live può essere efficace, ma dipende dal contesto tecnico. Gli esempi preparati sono più controllabili. Chiedi quale soluzione e più adatta al tuo evento.

8. Parla anche dei rischi?

Un relatore serio non racconta solo opportunità. Deve parlare di allucinazioni, bias, privacy, dati sensibili, copyright, sicurezza, dipendenza dagli output e uso responsabile.

9. Sa spiegare il prompt engineering?

Il prompt engineering è una delle competenze più utili per pubblici non tecnici. Chiedi se il relatore sa spiegare come si costruisce una buona istruzione per l’AI: contesto, ruolo, obiettivo, vincoli, esempi e verifica.

10. Conosce AI Act e AI Literacy?

Per eventi aziendali, associazioni e ordini professionali, il tema normativo può essere importante. Non serve trasformare lo speech in una lezione giuridica, ma il relatore deve sapere collocare responsabilità, formazione e governance.

11. Sa adattare lo speech al settore?

Un intervento per una PMI manifatturiera non è uguale a uno per un team marketing, una scuola, uno studio professionale o una rete commerciale. Chiedi se il relatore personalizza esempi e casi d’uso.

12. Quanto dura l’intervento ideale?

Uno speech introduttivo può durare 30-45 minuti. Una conferenza con domande può durare 60-90 minuti. Un workshop pratico richiede almeno mezza giornata.

13. E previsto un momento di Q&A?

Sull’AI le domande del pubblico sono spesso la parte più preziosa. Se possibile, lascia spazio a dubbi, casi reali e obiezioni.

14. Il relatore fornisce materiali?

Chiedi se sono previste slide, risorse, bibliografia, checklist, prompt di esempio o materiali post-evento. Non sempre servono, ma possono aumentare il valore dell’intervento.

15. Come gestisce aspettative e paure?

L’AI genera entusiasmo e ansia. Un buon relatore non ridicolizza le paure e non vende miracoli. Aiuta il pubblico a costruire criteri.

16. Sa parlare a manager e non solo a specialisti?

Negli eventi aziendali il pubblico spesso e misto. Serve una persona capace di collegare tecnologià, organizzazione, competenze e decisioni.

17. Ha credenziali verificabili?

Controlla libri, articoli, video, interventi, collaborazioni, profili social e testimonianze. Per un tema affollato come l’AI, l’autorevolezza verificabile conta.

18. Lo speech può aprire un percorso formativo?

Spesso l’evento e solo il primo passo. Chiedi se il relatore può proporre workshop, corsi o percorsi successivi per team specifici.

19. Quale call to action vuoi lasciare al pubblico?

Alla fine dello speech le persone devono sapere che cosa fare: sperimentare uno strumento, iscriversi a un corso, leggere una policy, proporre casi d’uso, evitare dati sensibili, creare una prompt library.

20. Quale risultato vuoi ottenere dopo 30 giorni?

La domanda più concreta e questa: che cosa deve cambiare dopo l’evento? Una convention riuscita non finisce con l’applauso. Dovrebbe generare consapevolezza, domande migliori e primi comportamenti operativi.

Tabella di valutazione

Criterio Domanda chiave Peso
Allineamento al pubblico Sa adattare linguaggio ed esempi? Alto
Esperienza Ha già lavorato con aziende o eventi simili? Alto
Concretezza Porta casi d’uso e non solo scenari? Alto
Equilibrio Parla di opportunità e rischi? Alto
Metodo Spiega il prompt engineering in modo utile? Medio-alto
Continuita Può collegare speech e formazione? Medio
Autorevolezza Ha credenziali verificabili? Medio

In sintesi

Prima di invitare un relatore sull’intelligenza artificiale, non chiedere solo “quanto costa” o “quanto dura”. Chiedi che cosa lascera al pubblico, come adattera il messaggio e quali comportamenti concreti vuole attivare.

L’AI generativa è un tema troppo importante per essere trattato come una moda. Serve un relatore capace di rendere il tema comprensibile, utile e responsabile.

Scopri gli speech e le conferenze sull’AI generativa di Giànluigi Bonanomi

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FAQ

Come scegliere un relatore sull’intelligenza artificiale?

Valuta esperienza, capacità divulgativa, esempi concreti, conoscenza dei rischi, adattamento al pubblico e possibilità di collegare lo speech a un percorso formativo.

Meglio un relatore tecnico o divulgativo?

Dipende dal pubblico. Per eventi aziendali e convention, spesso serve un relatore divulgativo con solida competenza pratica, capace di parlare anche a chi non ha background tecnico.

Quanto dura uno speech sull’intelligenza artificiale?

Di solito da 30 a 90 minuti. Se l’obiettivo e far lavorare le persone su casi reali, e meglio organizzare un workshop di mezza giornata o una giornata.

Quali temi dovrebbe coprire un relatore AI?

AI generativa, ChatGPT, prompt engineering, casi d’uso aziendali, rischi, bias, privacy, AI Act, uso responsabile e impatto sul lavoro.

Il relatore deve fare una demo live?

Non necessariamente. La demo live può essere utile, ma in alcuni eventi funzionano meglio esempi preparati e collegati al settore del pubblico.

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