Corso Smart communication: dal piano editoriale data-driven alla comunicazione anticipante

Raramente il cambiamento è traumatico, come accaduto per esempio con la pandemia del 2020 o con l’11 settembre 2001: così come non vediamo i nostri figli crescere, solitamente panorami e punti di riferimento business evolvono senza che ce ne si renda conto; o quando è troppo tardi.  Ma come si muove, invece, chi il cambiamento lo deve guidare? E chi lo deve comunicare? La curva di Rogers descrive l’adozione dell’innovazione. Ma che cosa succede PRIMA della curva di Rogers? Questo workshop interattivo, ideato da due docenti e consulenti che si occupano da molti anni di trasformazione digitale (Gianluigi Bonanomi e Maurizio Goetz), è stato pensato per allenare gli addetti alla comunicazione e i responsabili marketing di aziende ed enti a pensare al cambiamento che verrà (allargando i propri orizzonti per allenare uno sguardo dinamico) e soprattutto a come educare gli stakeholder e il mercato ad accettarlo.

Il lavoro sul presente: ascoltare il mercato e intercettare i trend

Prima di pensare al futuro, però, occorre capire bene il presente in cambiamento: interpretare i trend, capire davvero che cosa vuole il mercato, che cosa cerca, dove sta andando prima che ci vada. Per questo una prima parte del corso serve per introdurre tecniche e strumenti di ascolto della Rete e intercettazione dei trend, per comprendere che cosa è rilevante (e, come dicono i giornalisti, “notiziabile”) e cosa no. Analizzeremo tecniche come il real time marketing o il news jacking osservando le strategie di aziende come Ceres o Taffo nel prendere spunto dalla realtà per imporre la propria voce nel chiacchiericcio della rete. Faremo anche esercizi di pensiero laterale: possono aiutare qualsiasi professionista a mettere a frutto le proprie competenze anche in attività non “core”, ridefinendo il proprio posizionamento: per esempio un commercialista può scoprire di essere una risorsa fondamentale per governare la liquidità dell’azienda o il suo riassetto, così come un avvocato può aiutare a evitare una causa.

Il lavoro sul futuro: la comunicazione anticipante

Dopo aver lavorato sul presente, si passa al futuro. Nella seconda parte del workshop  affronteremo il tema della comunicazione anticipante. Di che cosa si tratta? Ecco un esempio concreto: già nel 2020 IBM comunica il lancio nel 2023 del quantum computing (con un processore da oltre 1.000 qubit) e si impegna a far uscire la notizia ovunque.  Perché impegnarsi in una comunicazione così massiccia con tre anni di anticipo? Non è solo questione di hype. Il motivo è un altro: IBM vuole portare gli stakeholder (giornalisti, ricercatori, partner, enti, sviluppatori, clienti che, sperano, diventeranno ambassador) a farsi trovare pronti al momento del lancio: tutti dovranno parlare la stessa lingua, padroneggiare gli stessi concetti (community). Bisogna costruire un sistema di relazioni anticipanti. Se IBM annunciasse un progetto del genere al momento di andare sul mercato, lo troverebbe impreparato, rischiando il flop. Vi è anche un’altra questione: alti player potrebbero presidiare il termine “quantum computing”. Qui si parla di posizionamento semantico: occorre anche comprendere quando una parola o un’espressione è alla fine del proprio ciclo di vita e quando serve puntare su altro: per esempio i giornalisti non sono più attratti dalla parola “green”, ma trovano interessante “circolare”. Web 2.0, Web 3.0 e Web 4.0 non funzionano più da un pezzo, “Knowledge management” sì. Adesso vi è grande interesse per tutto quello che è “intelligenza artificiale”, quale sarà il tema dei prossimi anni? Come introdurlo e farlo accettare (adoption)? Come si costruisce un piano editoriale anticipante e un calendario editoriale dinamici? Come si comunica un cambiamento che ancora non c’è?

Una curiosità. Anche il titolo di questo corso è un esempio di comunicazione anticipante. Partiamo dal presente – l’uso massivo e ormai “popolare” della parola SMART – per introdurre un tema ancora vergine, che non potrebbe reggere da solo come titolo di un corso, come quello della COMUNICAZIONE ANTICIPANTE.

Obiettivi formativi:
– Apprendere i fondamenti della comunicazione data-driven
– Imparare a usare gli strumenti di ascolto della Rete
– Analizzare dinamicamente i dati raccolti
– Imparare a capire se un tema è “caldo” oppure “esausto” (wired e tired)
– Gestire la comunicazione in modo anticipante
– Creare una familiarizzazione verso l’innovazione
– Esercitarsi nella creazione di contenuti anticipanti
– Creare un piano editoriale dinamico per i segmenti individuati
– Gestire le metriche della comunicazione anticipante

Programma [durata 8 ore/20 ore/40 ore]

– Strumenti di ascolto e analisi della Rete [GB]
– Strategia di comunicazione anticipante [MG]
– Mappatura degli stakeholder [GB]
– Analisi degli stakeholder [MG]
– Creazione del piano editoriale anticipante [GB]
– Creazione di contenuti anticipanti [GB]
– Metriche (diffusione + adozione) e ROI dei contenuti [MG]
– Workshop (ultima mezza giornata opzionale) [GB] + [MG]

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