AI e famiglie: i consigli dell’UNESCO
L’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre case. Non solo attraverso ChatGPT, Gemini o Copilot, ma anche tramite motori di ricerca, social network, assistenti vocali, piattaforme video e strumenti educativi utilizzati da bambini e ragazzi.
Per questo motivo l’UNESCO ha pubblicato nel 2026 la guida internazionale “Growing up in a Connected World: A Family Guide for the Digital Age“, un documento rivolto a genitori, educatori e famiglie per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del mondo digitale.
L’obiettivo non è demonizzare la tecnologia. Al contrario: imparare a convivere con essa sviluppando spirito critico, competenze digitali e capacità di valutazione.
Perché l’UNESCO si occupa di intelligenza artificiale
Secondo l’UNESCO, la vera sfida non è l’AI in sé, ma la capacità delle persone di comprendere come vengono prodotte e distribuite le informazioni online.
L’organizzazione parla da anni di Media and Information Literacy (MIL), cioè alfabetizzazione mediatica e informativa: l’insieme di competenze che permettono di accedere, valutare, verificare e utilizzare informazioni e contenuti digitali in modo critico.
Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa questa competenza è diventata ancora più importante.
Non a caso l’UNESCO ha dedicato la Global Media and Information Literacy Week 2025 al tema:
“Minds Over AI”
ovvero la necessità di mantenere il giudizio umano al centro dell’ecosistema informativo.
I cinque consigli principali dell’UNESCO per le famiglie
1. Imparare insieme ai figli
L’UNESCO suggerisce ai genitori di non assumere il ruolo di controllori ma di compagni di esplorazione.
Molti adulti non conoscono ancora a fondo strumenti come ChatGPT, Gemini o Claude. Questo non deve essere visto come un limite, ma come un’opportunità per apprendere insieme ai propri figli.
2. Insegnare a verificare le informazioni
L’AI può sbagliare.
Può inventare dati, fornire riferimenti inesistenti o generare contenuti apparentemente credibili ma errati.
Per questo l’UNESCO insiste sulla necessità di verificare sempre le fonti, confrontare più punti di vista e sviluppare capacità di fact-checking.
3. Spiegare come funzionano gli algoritmi
I ragazzi devono comprendere che ciò che vedono online non è neutrale.
Feed social, suggerimenti video, pubblicità personalizzate e risultati di ricerca sono influenzati da algoritmi che selezionano contenuti sulla base di interessi, comportamenti e dati raccolti.
Comprendere questi meccanismi significa essere meno manipolabili.
4. Proteggere privacy e dati personali
Uno dei temi centrali della guida riguarda la tutela dei dati.
I bambini e gli adolescenti devono imparare fin da piccoli che ogni informazione condivisa online può avere conseguenze future.
Foto, messaggi, dati scolastici e contenuti pubblicati contribuiscono a costruire una reputazione digitale permanente.
5. Sviluppare il pensiero critico
È probabilmente il consiglio più importante.
L’UNESCO sostiene che la competenza fondamentale dell’era dell’AI non sia tecnologica ma cognitiva.
Bisogna imparare a porsi domande:
- Chi ha creato questo contenuto?
- Qual è la fonte?
- È verificabile?
- Potrebbe essere falso?
- Quali interessi ci sono dietro?
Il pensiero critico rappresenta la migliore difesa contro disinformazione, deepfake e manipolazioni generate dall’intelligenza artificiale.
L’AI non va vietata, va compresa
Un aspetto interessante dell’approccio UNESCO è il rifiuto delle soluzioni semplicistiche.
L’organizzazione non propone divieti generalizzati ma educazione, dialogo e accompagnamento.
La domanda non è: “Come impedire ai ragazzi di usare l’intelligenza artificiale?”
La domanda corretta è: “Come insegnare loro a usarla bene?”
Cosa possono fare concretamente i genitori
Ecco alcune attività pratiche suggerite indirettamente dai principi della guida UNESCO:
- utilizzare ChatGPT insieme ai figli per fare ricerche;
- confrontare una risposta dell’AI con fonti autorevoli;
- analizzare un’immagine per capire se è reale o generata;
- discutere di privacy e dati personali;
- insegnare a riconoscere fake news e disinformazione;
- ragionare su vantaggi e limiti dell’intelligenza artificiale.
Continuiamo a… pensare
L’UNESCO lancia un messaggio chiaro: nell’era dell’intelligenza artificiale la competenza più importante non è saper usare uno strumento, ma saper pensare.
L’AI diventerà sempre più presente nelle nostre vite. Per questo famiglie, scuole e istituzioni devono aiutare bambini e ragazzi a sviluppare spirito critico, capacità di verifica e consapevolezza digitale.
Perché il vero rischio non è che le macchine diventino troppo intelligenti.
È che gli esseri umani smettano di farsi domande.











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