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15 app usate dagli adolescenti (aggiornamento: gennaio 2020)

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L’idea di creare questa presentazione (e questo video), a corredo dei miei corsi sui pericoli della Rete, è nata dopo aver scritto l’articolo “Le app amate dagli adolescenti (e che gli adulti non conoscono)” per Agenda Digitale.

Vi sono elencate 15 app che usano gli adolescenti dell’inizio 2020. Da quelle un po’ più note, come ThisCrush e Twich, a quelle più oscure, come Omegle e Lipsi. Ecco il video con slide e commento:

Per approfondimenti per anche seguire il mio podcast Genitorialità e tecnologia.

Le app amate dagli adolescenti (il mio articolo per Agenda digitale)

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Questo articolo è stato pubblicato su Agenda Digitale l’8 gennaio 2020.

Le app amate dagli adolescenti (e che gli adulti non conoscono)

Anche se quando si parla di app di successo tra gli adolescenti si pensa ai vari Instagram e TikTok, i ragazzi sono già passati oltre, su altri luoghi virtuali. E non sempre c’è da star tranquilli. Ecco le app che vanno per la maggiore tra i giovanissimi.

Da anni tengo corsi sull’uso consapevole della tecnologia nelle scuole di mezza Italia e ultimamente mi sono imposto di raccogliere informazioni sulle app che usano gli adolescenti.

I media parlano sempre e solo di Instagram e TikTok, oltre che dello scontato WhatsApp, ma sospettavo che i ragazzi stessero già andando (anche) altrove. Un po’ come quando ho fatto uscire una puntata su Fortnite e molti ragazzi si erano già spostati su Apex Legends.
I ragazzi, adolescenti ma anche pre-adolescenti, spesso frequentano luoghi virtuali pericolosi. Tra le tante app citate dal centinaio di ragazzi monzesi che ho interpellato nelle ultime due settimane, una decina mi ha particolarmente colpito. Anche perché, lo ammetto, alcune non le avevo mai sentite nominare.

Premetto che non tutte sono app di successo al pari di Instagram, ma certo iniziano a circolare.

Eccole.

ThisCrush

Questo social network, che spesso vedo linkato nelle “bio” di Instagram (la presentazione pubblica, unico luogo di Instagram dove inserire un link cliccabile), ha la particolarità di consentire invio e ricezione di messaggi anonimi. Del resto nasce per confessare una “cotta” (crush). Anonimato e messaggi non vanno d’accordo e il pericolo cyberbullismo è alto: il Messaggero ha raccontato, qualche settimana fa, che a seguito di una serie di offese anonime apparse su ThisCrush una tredicenne si è tolta la vita gettandosi dal nono piano della sua abitazione in zona Aurelio, a due passi dal Vaticano.

Tellonym

Anche Tellonym (il nome richiamo l’anonimato ma anche la frase inglese “tell on him”), al pari di ThisCrush e sulla scia del successo di Ask.fm degli anni passati, è un social network che permette di ricevere domande in forma anonima (in gergo “tells”). Cito una delle recensioni su Play Store: “Molto bello ma potrebbero segnalare subito gli insulti pk dietro ad uno schermo c’è una persona che ci rimane male”.
Altre due alternative per ricevere domande anonime sono F3 Yolo.

Omegle

Il claim di questa app (che si pronuncia “omigol”) è inquietante, se pensiamo ai nostri figli: “talk to strangers”, parla con sconosciuti. Non serve nemmeno registrarsi per comunicare uno a uno. L’Arena racconta di una ragazza che, adescata su Omegle, è stata costretta a infliggersi dei lividi e spedire foto.
Un’alternativa è Azar, una “random chat” che ricorda la famigerata Chatroulette di qualche tempo fa.

Discord

Free Voice and Text Chat for Gamers”: serve agli oltre 250 milioni di videogiocatori iscritti per parlare e messaggiare tra loro, tant’è che qualcuno la definisce “la Slack dei videogiocatori” (Slack è un’app di collaborazione aziendale). Come racconta La Repubblica, un anno fa Ninja, il campione di Fortnite, ha spiegato durante una diretta al rapper Drake come usare Discord durante una sessione del battle royale di Epic Games: questi influencer possono spostare milioni di gamers.
Discord si presenta come alternativa a TeamSpeak.

Twitch

Piattaforma di live streaming di proprietà di Amazon dal 2014, consente ai ragazzi di seguire sessioni di gioco (e di eSport) altrui. In gergo, permette di quindi di “streammare” le partite. Da qualche tempo Twitch ha introdotto diverse funzioni che lo rendono simile a un social network: come evidenzia Libero, la possibilità di inviare messaggi privati ad altri utenti o Pulse, una sorta di timeline alla Facebook.

Un’alternativa è Mixer.

21 Bottons

Definito il “social network della moda” oppure “fashion app”, 21 Buttons permette di pubblicare i propri outfit e ispirarsi scorrendo quelli altrui. Prevede l’e-commerce: i tag sugli abiti rimandano direttamente agli acquisti. In Italia dal 2017, 21 Buttons ha fatto il boom di iscritti, attratti anche da influencer come Chiara NastiAlice Campello e Giulia Gaudino.

Amino

Amino è un’app social pensata per riunire persone con gli stessi interessi su svariati argomenti, come vent’anni fa si faceva con i newsgroup. Inizialmente ospitava discussioni su anime, manga, cosplay e giochi, ora si parla di tutto: da Minecraft a Harry Potter, ma anche di problemi adolescenziali.

Funimate

Video editor con molti effetti speciali, in pratica Funimate è un’alternativa a TikTok: del resto anche questa viene definita un’app dove è possibile fare il lip-synk (muovere le labbra simulando di cantare una canzone famosa o recitare una celebre scena di un film, come in un play-back).
Altre due app usate per fare video sono Triller e Zoomerang.

Picsart

Picsart è un editor di foto, usato 60 milioni di utenti ogni mese, che consente di applicare moltissimi effetti: uno dei più popolari, ultimamente, è Sketch, perché consente di trasformare la propria immagine in un disegno. Le immagini ritoccate possono essere condivise come in qualsiasi social media.
Altra app del genere, molto apprezzata dai ragazzi (e non solo), è VSCO.

Zepeto

Zepeto, app sugli scudi un annetto fa (nel novembre 2018 è stata la più scaricata in Italia), è social network dove non interagiscono direttamente i ragazzi, ma i loro avatar (creati a partire da selfie), le cui foto spesso finiscono su Instagram. Ricorda per alcuni versi Second Life, in attesa del debutto dell’Horizon di Facebook.

 

Video e foto di gatti: le app da provare

In occasione di un’intervista rilasciata a Donna Moderna (che potete leggere sotto), ho raccolto alcune app iOS e Android, gratuite, per realizzare video e foto dei gatti.

Eccole.

SnapCat (Android, iOS – gratis) à Questa app, il cui nome è una chiara parodia dell’app di messaggistica Snapchat, usa degli stratagemmi per indurre il gatto a giocare con il telefonino e a farsi un selfie! Un’alternativa, che funziona allo stesso modo, è Cat Selfie (Android e iOS – gratis). Qualcuno osa usare il neologismo “autosgatto”…

Magisto (Android, iOS – gratis nella versione base con diverse limitazioni) à App che permette di creare mini video, partendo da un video più lungo o da spezzoni o più foto, con tanto di colonna sonora. Suggerisco la canzone “44 gatti”…

Animoto (Android, iOS – gratis) à App molto conosciuta, sempre per montare video. Anche in questo caso si possono unire spezzoni e foto, e aggiungere una colonna sonora. Speriamo che in questo caso la canzone scelta non sia “Il gatto puzzolone”…

Cinefy (solo iPhone – gratis) à Permette di applicare ai video ben 100 effetti. Sempre per applicare gli effetti, ma questa volta da fantascienza, consigliamo FXGuru (Android, iOS – gratis). Avremmo voluto stupirvi con gli effetti speciali… e ci siamo riusciti!

 

 

5SecondsApp (Android, iPhone – gratis) à App che permette di creare facilmente delle GIF animate e di postarle sui social. Permette anche di applicare dei filtri, come avviene su Instagram con le foto, aggiungere del testo e adesivi. Fate in fretta a usarla: la moda delle GIF, così come ha invaso Facebook all’improvviso, altrettanto velocemente potrebbe eclissarsi.

Vine (Android, iOS – gratis) à Vine è una popolare app a costo zero, firmata da Twitter, e che permette di girare e condividere, rendendo “social”, video di sei secondi. I video vengono riprodotti in loop, come delle GIF animate. Ha un innegabile pregio: almeno i video sono brevi…

VidTrim (Android – gratis) à Un programma gratuito che dota lo smartphone delle funzioni di base di videoediting. Permette di tagliare le parti non volute all’inizio e alla fine, dividere i video in due, catturare singoli fotogrammi, convertire l’audio in un file MP3. Il miagolio come suoneria: che ideona!

Brickshots – Lego mosaic app (Andorid, iOS – gratis) à Il ritratto del tuo gatto si trasforma in una costruzione con i mattoncini Lego! Considerando tutti i mattoncini che i gatti hanno tentato di ingurgitare, mi pare il giusto karma.

Ed ecco l’articolo di Donna Moderna uscito sul numero 14 del 29 marzo 2016:

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Come ritrovare l’iPhone perso

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La parola smartphone vuol dire “telefono intelligente”. I cellulari di ultima generazione sono talmente intelligenti che sanno anche dirci dove si trovano: cosa molto utile se l’abbiamo smarrito. Questo grazie all’app “Trova il mio iPhone”, disponibile gratuitamente su Apple Store in questa pagina (https://itunes.apple.com/it/app/trova-il-mio-iphone/id376101648?mt=8).

 

Ritrovare e bloccare il dispositivo smarrito

Dopo aver installato e avviato l’app, dobbiamo inserire le nostre credenziali di iTunes, ovvero indirizzo email e password che usiamo per acquistare e scaricare le app. Se abbiamo già registrato dei dispositivi su iCloud, questi vengono riconosciuti ed elencati: selezionandoli, questi vendono localizzati su una mappa. Possiamo anche farli suonare grazie al pulsante “Emetti suono”, oppure possiamo impostarne la “Modalità smarrito”, ricollocato nella versione 2.0.1: impostiamo un codice che, di fatto, blocca il dispositivo. Vi è anche la possibilità di far apparire un messaggio sul display dell’iPhone, dell’iPad o dell’iPod Touch persi: utile per dare le indicazioni su dove e come riconsegnarli.

 

Controllo da Web

Che fare se invece perdiamo il dispositivo dov’è installata l’app? Basta collegarsi alla propria pagina di iCloud, e precisamente qui (www.icloud.com/find), e accedere alle opzioni di “Trova il mio iPhone” per gestire il gioiellino a distanza. Vi è, tra le altre, la possibilità di cancellare i propri dati.

Lo smartphone ricorda tutte le nostre password

1password
Le password sono l’unico strumento di protezione dei nostri dati, che siano on-line o salvati su computer, smartphone o tablet: il problema è ricordarle tutte, visto che è assolutamente sconsigliato, nonché folle, usare sempre la stessa per tutti i servizi. Per aiutarci possiamo utilizzare un’app studiata proprio per non doverle memorizzare tutte: 1Password. Questa applicazione, che è anche un software per PC e Mac, è disponibile sia per iOS (https://agilebits.com/onepassword/ios) al costo di 6,99 euro, che per Android (https://agilebits.com/onepassword/android) a costo zero. In quest’ultimo caso si tratta solo di un visualizzatore delle password salvate con il computer: per questo occorre aver acquistato e installato le versioni per PC o Mac, che possono essere provate gratuitamente per un mese.

La versione per iOS, utilizzabile anche senza la controparte su computer, è installabile su iPhone, iPad e iPod Touch. Basta acquistarla su un dispositivo: l’uso, poi, è consentito su tutti i nostri prodotti iOS. Permette di salvare le nostre parole d’ordine in modo estremamente sicuro, visto che sono utilizzati sistemi di crittazione in uso anche nel mondo militare. La app colleziona automaticamente le nostre password, i PIN, i dati di login e le informazioni sulla carta di credito, se vogliamo. Per maggiore sicurezza, la navigazione avviene tramite un browser interno. È consentita la sincronizzazione via Drobox e iCloud.

Trasformiamo tablet e smartphone in uno scanner

myscans
I tablet e gli smartphone sono strumenti di lavoro straordinari: permettono di portare sempre con noi computer, orologio, macchina da scrivere, navigatore satellitare, programmi office e anche uno scanner. Grazie all’app giusta, infatti, possiamo trasformare il nostro iPad e l’iPhone in uno strumento di scansione di documenti e foto molto efficace. Un ottimo esempio è MyScans: si trova sull’Apple Store sia in versione gratuita che, con nome “MyScans Pro”, anche a pagamento, al costo di 2,69 euro.

 

Come si effettuano le scansioni

L’app MyScans è molto semplice: una volta avviata, basta premere sul pulsante “+” in alto a sinistra per creare un nuovo documento. Scegliamo se digitalizzare, ovvero riprendere con la fotocamera, una foto o un documento cartaceo. A questo punto parte entra in gioco l’obiettivo posteriore: possiamo premere “Scatta foto” e inquadrare. Se l’immagine è venuta bene, ovvero la foto è ben contrastata o nel documento si leggono lettere e numeri, premiamo “Utilizza” in basso a destra. Nel caso di documenti si possono aggiustare i bordi: sorprendente come l’app raddrizzi anche le foto più storte, opzione utile se le ricevute o i fogli sono un po’ rovinati. Si può intervenire anche su luminosità e contrasto. Il documento salvato può essere inviato via mail oppure stampato, se smartphone e tablet sono collegati a una stampante. Oppure può essere esportato, in PDF, in altre applicazioni. La versione gratuita dell’app, quando salva, inserisce una filigrana al documento.

TomTom su Android

Gli smartphone sono gioielli dell’elettronica che permettono di fare molte cose fino a qualche tempo fa impensabili. Oltre alle foto e alla gestione di posta e navigazione Web, grazie ai moduli GPS integrati ormai nella maggior parte dei modelli, ci permettono di fare a meno del navigatore satellitare per auto. Per questo TomTom, leader nel settore dei navigatori, ha messo a punto la versione mobile del suo celebre prodotto. La app, disponibile dallo scorso ottobre, ora si aggiorna ed è compatibile con oltre 200 modelli di smartphone e tablet Android, compresi Samsung Galaxy S3 e HTC One X. Ma introduce anche altre migliorie, che vediamo nel dettaglio.

Prima di tutto, la fase di download è stata perfezionata: le mappe vengono installate direttamente sulla scheda SD del telefono, se disponibile, in modo da non occupare troppa memoria. Oltretutto è possibile usare le mappe anche quando il segnale GPS è assente, oppure quando non possiamo o non vogliamo usare il traffico dati, per esempio all’estero per motivi di costi. La visualizzazione del percorso durante la guida è stata migliorata: ora le informazioni sul viaggio sono molto più chiare. È molto più facile inserire un indirizzo e la app ora è in grado di trovare destinazioni pescandole direttamente dalla rubrica telefonica.

L’App TomTom per Android v1.1 è disponibile su Google Play. Per tutto il periodo delle feste sarà valido il prezzo di lancio: 34,99 euro. Chi aveva comprato la vecchia versione, l’aggiornamento è gratuito.

Fare i backup della rubrica di iPhone e iPad ed eliminare i contatti doppi

backup
Anche se la maggior parte dei servizi cloud, come iCloud o Gmail, prevede la sincronizzazione automatica dei contatti che abbiamo salvato su iPhone, iPod Touch e iPad, per maggior comodità e sicurezza possiamo utilizzare anche un’app gratuita studiata proprio per questo. L’altra app, sempre sviluppata da Giacomo Guglielmi, permette invece di scovare ed eliminare i contatti duplicati.

 

Il backup

L’applicazione, che si chiama semplicemente “Backup Contatti” e può essere scaricata liberamente in questa pagina (https://itunes.apple.com/it/app/backup-contatti-salvare-i/id573970583?mt=8&affId=1507406) dell’App Store, funziona così. Dopo averla installata, non dobbiamo far altro che premere il grosso pulsante “Backup” che si trova al centro della schermata. Dopo aver consentito all’app di accedere alla rubrica, tutti i contatti vengono raggruppati in un file VCF e allegati a una nuova email. Tutto qui.

 

Via i doppioni

L’altra app di Guglielmi, che si chiama “Cancella Contatti Pro”, può essere scaricata a questo indirizzo (https://itunes.apple.com/it/app/cancella-contatti-pro-cerca/id590254755?mt=8) dell’App Store e costa 89 centesimi. In questo caso la app, dopo aver avuto via libera per entrare nella rubrica, scova i contatti duplicati e li elimina, “ripulendo” la rubrica.

 

 

 

Impariamo le lingue con smartphone e tablet

babbel
Babbel (http://it.babbel.com/) è un sito Web che permette di imparare 11 lingue, tra cui inglese, spagnolo, tedesco e francese, sfruttando moderne tecniche di insegnamento ma soprattutto la tecnologia. Il sito, ricco di contenuti multimediali, sfrutta anche il riconoscimento vocale: in tal modo possiamo esercitarci usando il microfono collegato al computer. Sono previsti anche esercizi da fare direttamente via browser: trainer di vocaboli, grammatica, esercizi pratici per principianti ed esperti.

Dopo aver studiato vocaboli e grammatica, e dopo aver fatto gli esercizi, non c’è miglior modo che conversare o scambiare messaggi in lingua. Per farlo Babbel mette a disposizione una “community” di oltre 600.000 persone provenienti da tutto il mondo: trovare un compagno di studio oppure semplicemente persone per fare quattro chiacchiere è un gioco da ragazzi. Si possono usare messaggi diretti, chat, annunci e altro.

 

Anche in mobilità

Le applicazioni di Babbel, tutte gratis, disponibili per iOS e Android, sono diverse: una per ogni corso di lingua. Si sincronizzano con il sito: in tal modo i nostri progressi vengono salvati e possiamo studiare a casa, o quando siamo in giro, senza problemi: comodo per sfruttare ritagli di tempo o i viaggi dei pendolari.

Per Android si contano 11 app diverse: quella per imparare l’inglese, per esempio, si chiama “Imparare l’inglese con Babbel” e si trova a questo indirizzo (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.babbel.mobile.android.en#?t=W251bGwsMSwxLDIxMiwiY29tLmJhYmJlbC5tb2JpbGUuYW5kcm9pZC5lbiJd) di Google Play.

Per quanto riguarda iOS, anche in questo caso ci sono diverse app. Quelle per iPad sono disponibili dalla metà di gennaio. L’app per imparare o rinfrescare l’inglese si trova a questo indirizzo (https://itunes.apple.com/it/app/impara-linglese-babbel.com/id362079760?mt=8) dell’App Store di Apple. Le lingue disponibili, oltre a quelle citate, sono: olandese, indonesiano, polacco, portoghese, svedese e turco. Per maggiori informazioni sulle app è possibile visitare questa pagina (http://www.babbel.com/mobile) del sito di Babbel.

 

Costi e diritto di recesso

Studiare le lingue con Babbel non è gratis, solo le app lo sono. Occorre pagare una sorta di abbonamento. Se studiamo per un solo mese, il costo è di 9,95 euro. Per frequentazioni di tre mesi occorre pagare 6,65 euro al mese. Mentre per sei mesi il prezzo cala a 5,55 euro al mese.

C’è una sorta di clausola “soddisfatti o rimborsati”, valida per 20 giorni: se i corsi non ci soddisfano, è possibile chiedere la revoca del contratto inviando una e-mail a sales@it.babbel.com.

Duolingo: imparare l’inglese a costo zero

Non serve dilungarsi su due concetti che ormai sono assodati: nel mondo del lavoro è fondamentale conoscere bene l’inglese e, secondo, gli smartphone e i tablet possono aiutarci a imparare le lingue, a migliorarle e a esercitarci. Possiamo fare tutte questo cose con il servizio Duolingo, la cui app gratuita, che si chiama “Impara l’inglese con Duolingo”, è in download qui (https://itunes.apple.com/it/app/impara-linglese-con-duolingo/id570060128?mt=8&affId=1507406). L’app funziona anche su iPad, sebbene non sia stata ottimizzata per gli schermi dei tablet.

 

Come funziona?

Prima di tutto occorre accedere al sito ufficiale (http://duolingo.com/) e creare un account, eventualmente utilizzando il proprio profilo Facebook, ovvero sfruttando il cosiddetto “Facebook connect”. In questo caso stiamo attenti a cosa condividiamo e con chi. Una volta collegati Facebook e Duolingo dobbiamo scegliere un nome utente e una password, che poi potremo usare per accedere al servizio anche dalla app.

Dopo aver scelto un livello, occorre completarlo con giochi e indovinelli, ma anche con traduzioni e altri esercizi più “seri”.

 

Il video

In questo filmato è spiegato, in breve, il progetto Duolingo: